Donazione Elda Cecchele a Palazzo Mocenigo

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La Donazione Elda Cecchele: Un Viaggio nel Mondo della Tessitura Artigianale

Dal 18 novembre 2024 al 2 marzo 2025, il Museo di Palazzo Mocenigo a Venezia ospiterà una mostra dedicata a Elda Cecchele, una tessitrice, artista e artigiana di grande talento. Originaria di San Martino di Lupari (1915 – Cittadella, 1998), Elda si è distinta nel panorama della moda italiana del dopoguerra grazie alla sua straordinaria capacità di creare tessuti artistici utilizzando una vasta gamma di materiali, tra cui pelle, plastica, seta, cotone, pelliccia e passamaneria.

Un Patrimonio da Scoprire

La mostra si concentra sulla donazione effettuata dagli eredi di Elda, che hanno consegnato al museo una selezione di documenti e materiali tessili rimasti nel suo laboratorio al momento della chiusura della sua attività. Questo patrimonio offre un’opportunità unica per esplorare la carriera di Elda Cecchele e il suo contributo al vivace mondo della moda italiana del XX secolo.

Un Percorso Espositivo

Il percorso espositivo esposto al primo piano nella sala del Portego, si articola in due sezioni distinte. La prima è dedicata all’archivio documentale, dove i visitatori potranno ammirare fotografie, quaderni di lavoro, schede tecniche per la tessitura e campioni di tessuti. La seconda sezione si concentra sulle principali collaborazioni di Elda con diverse ditte, sia veneziane che di altre regioni, esplorando il suo impatto non solo nel settore dell’abbigliamento, ma anche in quello degli accessori e dell’arredamento.

Questa mostra rappresenta non solo un tributo a una figura chiave della moda artigianale, ma anche un’opportunità per riflettere sull’evoluzione del design tessile in Italia. Non perdere l’occasione di scoprire il mondo affascinante di Elda Cecchele al Museo di Palazzo Mocenigo, oltre a vedere le meravigliose stanze piene di grandi tesori artistici, non ve ne pentirete!

Elda Cecchele Donation to Palazzo Mocenigo

The Elda Cecchele Donation: A Journey into the World of Artisan Weaving

From November 18, 2024, to March 2, 2025, the Museum of Mocenigo Palace in Venice will host an exhibition dedicated to Elda Cecchele, a talented weaver, artist, and artisan. Born in San Martino di Lupari (1915 – Cittadella, 1998), Elda distinguished herself in the Italian post-war fashion scene through her extraordinary ability to create artistic textiles using a wide range of materials, including leather, plastic, silk, cotton, fur, and trimmings.

A Heritage to Discover

The exhibition focuses on the donation made by Elda’s heirs, who entrusted the museum with a selection of documents and textile materials remaining in her workshop at the time of its closure. This collection provides a unique opportunity to explore Elda Cecchele’s career and her contributions to the vibrant world of Italian fashion in the 20th century.

An Exhibition Journey

The exhibition itinerary displayed on the first floor in the Portego room, is divided into two distinct sections. The first is dedicated to the documentary archive, where visitors can admire photographs, notebooks, technical weaving sheets, and fabric samples. The second section focuses on Elda’s significant collaborations with various companies, both Venetian and from other regions, exploring her impact not only in the clothing sector but also in accessories and interior design.

This exhibition represents not only a tribute to a key figure in artisan fashion but also an opportunity to reflect on the evolution of textile design in Italy. Don’t miss the opportunity to discover the fascinating world of Elda Cecchele at the Palazzo Mocenigo Museum, as well as seeing the wonderful rooms full of great artistic treasures, you won’t regret it!

Danza Dervisci / Sufi a Palazzo Mocenigo

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Ci stiamo avvicinando alla fine della bellissima mostra temporanea dell’Artista Carla Tolomeo, dal titolo “L’albero della vita” di cui avevo già parlato in uno dei miei precedenti blog: https://diariodiunoperatoremuseale.co/2024/05/27/lalbero-della-vita-a-palazzo-mocenigo/ In tutto questo tempo, un grandissimo numero di visitatori, e non, si sono fermati ad ammirare questa bellissima “scultura”. Numerose volte l’artista ci ha tenuti compagnia, rispondendo alle domande di molti turisti, e molti ospiti sono venuti a trovarla. Così è stato anche nella giornata di ieri, quando è venuta a trovarla L’artista / danzatrice Francesca Ferah, che in un momento del tutto inaspettato, spontaneo, ci ha regalato una sua performance di danza sufi /dervisci , che è stata entusiasmante, ma che purtroppo è durata troppo poco. Lasciate che vi parli di questi pochi attimi, di questa grande artista e cosa tratta questo tipo di danza.

Francesca Ferah è una danzatrice e insegnante di danza Sufi, nota per il suo approccio innovativo e interculturale alla tradizione della danza dervisci. Con radici italiane e bosniache, Ferah ha sempre vissuto un incontro tra Oriente e Occidente, che ha influenzato profondamente il suo percorso artistico e spirituale. Francesca Ferah ha iniziato il suo viaggio nella danza Sufi in un contesto di ricerca spirituale e personale. Nel 2014, ha ricevuto il nome Sufi “Ferah”, che significa “tranquillità”, dal maestro Sufi Dr. Rahmi Orüç Güvenç durante un intenso periodo di pratica noto come “99 giorni e 99 notti di Semâ” in Turchia. Questo evento ha segnato un punto di svolta nella sua vita, portandola a immergersi completamente nella pratica della danza dervisci. La sua passione per la danza e la spiritualità l’hanno spinta a intraprendere un percorso, che combina arte, meditazione e insegnamento. Oggi, è anche ideatrice e direttrice artistica di Soul Circle, dove tiene seminari di danza e meditazione Sufi in Italia e all’estero. La sua missione è quella di promuovere il benessere emotivo e l’intelligenza emotiva attraverso pratiche artistiche.

Origini e Storia

Le origini precise della danza dei dervisci sono avvolte nel mistero, ma si ritiene che abbia radici profonde nel sufismo, una corrente mistica islamica nata nel IX secolo. La danza, come la conosciamo oggi, è strettamente legata all’ordine dei Mevlevi, fondato da Jalal al-Din Rumi, un grande poeta e mistico persiano. Rumi, con la sua profonda spiritualità, ha contribuito a dare forma e diffondere questa pratica.

Caratteristiche Principali

  • Rotazione: Il movimento in senso anti orario, centrale della danza è la rotazione su se stessi. Questa rotazione simboleggia il viaggio dell’anima verso Dio, la ricerca della perfezione divina e l’unione con l’universo.
  • Abbigliamento: I dervisci indossano un abito bianco, simbolo di purezza, e un lungo mantello nero, che rappresenta la tomba egoistica. I neri mantelli, chiamati thirqua, di cui i partecipanti si liberano prima della danza, indicano la morte e l’oscurità, la gonna bianca con cui danzano, tennure, è simbolo di purezza, i copricapi a forma di cono, sikke, rappresentano la pietra tombale dell’ego.
  • Musica: La musica utilizzata durante la danza è composta da strumenti tradizionali come il ney (flauto), il rebab (violino) e il bendir (tamburo). I canti sono spesso basati sui versi di Rumi e hanno un profondo significato spirituale.
  • Sema: La cerimonia completa, chiamata sema, è composta da diverse fasi, ognuna delle quali ha un significato simbolico.
  • Spiritualità: La danza dei dervisci non è una semplice performance, ma un’esperienza mistica profonda. Attraverso la rotazione, i dervisci cercano di raggiungere un’estasi mistica e di connettersi con il divino.

Significato Simbolico

  • Rotazione come simbolo dell’universo: La rotazione dei dervisci rappresenta il movimento dei pianeti intorno al sole, simboleggiando l’armonia dell’universo, inoltre i danzatori non solo girano attorno a sé stessi, ma anche attorno al maestro, che si trova al centro della sala. Questo movimento simboleggia una sfera cosmica in cui i pianeti orbitano attorno al sole. La danza vorticosa assume così un carattere astrale ed è considerata la forma più pura di abbandono alla danza, esprimendo l’estasi mistica e la connessione con l’universo.
  • Braccio destro verso il cielo, sinistro verso la terra: Questa posizione delle braccia simboleggia la ricezione della benedizione divina e la sua diffusione sulla terra. Le braccia, dapprima incrociate sul petto, si aprono poi verso il cielo e la terra, canale attraverso cui fluisce l’energia cosmica. Ruotando su se stessi, i danzatori si trasformano in vortici viventi, perdendo ogni riferimento spaziale e temporale, in un’estasi mistica che li proietta in una dimensione ultraterrena.

La Danza dei Dervisci Oggi

La danza dei dervisci è oggi riconosciuta a livello internazionale come un patrimonio dell’umanità e viene praticata e insegnata in molti paesi. È diventata un simbolo di tolleranza, spiritualità e unità tra i popoli.

Per chi volesse approfondire di più questo tema, vi lascio alcuni link qui sotto. Desidero ringraziare ancora Francesca Ferah, per questo breve ma entusiasmante momento che ci ha regalato, e che ha aperto una finestra su un mondo prima sconosciuto.

Soul Circle Canale You Tube

Dervish / Sufi Dance at Palazzo Mocenigo

We are approaching the end of the beautiful temporary exhibition of the Artist Carla Tolomeo, entitled “The Tree of Life” which I had already talked about in one of my previous blogs: https://diariodiunoperatoremuseale.co/2024/05/27/lalbero-della-vita-a-palazzo-mocenigo/ In all this time, a huge number of visitors, and others, have stopped to admire this beautiful “sculpture”. The artist has kept us company on numerous occasions, answering questions from many tourists, and many guests have come to visit her. This was also the case yesterday, when the artist / dancer Francesca Ferah came to visit her, who in a completely unexpected, spontaneous moment, gave us her Sufi / dervish dance performance, which was exciting, but unfortunately lasted too short. Let me tell you about these few moments, about this great artist and what this kind of dance is about.

Francesca Ferah is a Sufi dancer and teacher, known for her innovative and intercultural approach to the dervish dance tradition. With Italian and Bosnian roots, Ferah has always experienced an encounter between East and West, which has deeply influenced her artistic and spiritual path. Francesca Ferah began her journey in Sufi dance in a context of spiritual and personal research. In 2014, she received the Sufi name “Ferah”, meaning “tranquility”, from Sufi master Dr. Rahmi Orüç Güvenç during an intense period of practice known as “99 days and 99 nights of Semâ” in Turkey. This event marked a turning point in her life, leading her to fully immerse herself in the practice of dervish dance. Her passion for dance and spirituality led her to take a path, which combines art, meditation and teaching. Today, she is also the creator and artistic director of Soul Circle, where she holds Sufi dance and meditation workshops in Italy and abroad. Its mission is to promote emotional well-being and emotional intelligence through artistic practices.

Origins and History

The precise origins of the dervish dance are shrouded in mystery, but it is believed to have deep roots in Sufism, a mystical Islamic movement that arose in the 9th century. The dance, as we know it today, is closely linked to the Mevlevi order, founded by Jalal al-Din Rumi, a great Persian poet and mystic. Rumi, with his deep spirituality, helped shape and spread this practice.

Main Features

  • Rotation: The counterclockwise, central movement of the dance is the rotation on oneself. This rotation symbolizes the soul’s journey towards God, the search for divine perfection and union with the universe.
  • Clothing: The dervishes wear a white dress, a symbol of purity, and a long black cloak, which represents the egoistic tomb. The black cloaks, called thirqua, which the participants throw off before the dance, indicate death and darkness, the white skirt they dance in, tennure, is a symbol of purity, the cone-shaped headdresses, sikke, represent the tombstone of the ego.
  • Music: The music used during the dance is composed of traditional instruments such as the ney (flute), the rebab (violin) and the bendir (drum). The chants are often based on Rumi’s verses and have deep spiritual meaning.
  • Sema: The complete ceremony, called sema, is composed of several stages, each of which has a symbolic meaningo.
  • Spirituality: The dance of the dervishes is not a simple performance, but a deep mystical experience. Through rotation, dervishes seek to achieve mystical ecstasy and connect with the divine.

Symbolic Meaning

  • Rotation as a symbol of the universe: The rotation of the dervishes represents the movement of the planets around the sun, symbolizing the harmony of the universe, moreover the dancers not only spin around themselves, but also around the master, who is in the center of the hall. This movement symbolizes a cosmic sphere in which the planets orbit around the sun. The whirling dance thus takes on an astral character and is considered the purest form of surrender to the dance, expressing mystical ecstasy and connection with the universe.
  • Right arm towards the sky, left towards the earth: This position of the arms symbolizes the reception of divine blessing and its diffusion on the earth. The arms, first crossed on the chest, then open towards the sky and the earth, the channel through which cosmic energy flows. Rotating on themselves, the dancers transform themselves into living vortices, losing all spatial and temporal references, in a mystical ecstasy that projects them into an otherworldly dimension.

The Dance of the Dervishes Today

The dance of the dervishes is today recognized internationally as a heritage of humanity and is practiced and taught in many countries. It has become a symbol of tolerance, spirituality and unity among peoples.

For those who would like to delve deeper into this topic, I leave some links below. I would like to thank Francesca Ferah again, for this brief but exciting moment she gave us, and that opened a window on a previously unknown world.

Soul Circle

Canale You Tube

Vetro inciso della laguna a Palazzo Mocenigo

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Dal 14 di Settembre, nel bellissimo Museo di Palazzo Mocenigo, oltre alla mostra dell “albero della vita” di Carla Tolomeo, e “il ritorno di Marco Polo” di Stefano Nicolao, ci sarà una nuova interessante mostra, che si intitolerà “Vetro inciso della laguna” !

La mostra “Vetro inciso della Laguna” si svolgerà presso il Museo di Palazzo Mocenigo a Venezia e offre un’affascinante esplorazione dell’arte del vetro inciso, una tradizione che affonda le radici nella storia e nella cultura della Laguna di Venezia.

Dettagli della Mostra

La mostra è dedicata all’arte del vetro inciso, una tecnica che ha raggiunto il suo apice in questa regione. Attraverso una selezione di opere storiche e contemporanee, i visitatori possono ammirare la bellezza e la complessità di questo materiale, che è stato lavorato con abilità e creatività nel corso dei secoli. Ma come si riesce ad ottenere questi stupendi effetti sul vetro ?

L’incisione di immagini sui bicchieri di vetro è un’arte affascinante che affonda le sue radici nell’antichità. Fin dai tempi degli antichi egizi, gli artigiani hanno utilizzato tecniche manuali per creare decorazioni uniche e dettagliate sulla superficie del vetro. Questa tradizione è sopravvissuta nel corso dei secoli, evolvendosi e adattandosi ai nuovi stili e alle nuove tecnologie. Nell’antichità, l’incisione veniva eseguita manualmente utilizzando strumenti abrasivi come punte di acciaio, corindone o diamante per graffiare il vetro. Successivamente, è stata introdotta la tecnica dell’incisione alla ruota, che prevedeva l’uso di ruote rotanti ad alta velocità con polveri abrasive per creare bassorilievi e decorazioni. Oggi, l’incisione di immagini sui bicchieri di vetro combina l’abilità manuale degli artigiani con l’utilizzo di tecnologie avanzate come l’incisione laser e le macchine CNC. Queste tecniche moderne permettono di creare opere d’arte uniche e dettagliate, mantenendo viva la tradizione dell’incisione del vetro. L’incisione di immagini sui bicchieri di vetro è molto più di una semplice decorazione. È un’arte che richiede abilità, creatività e passione. Gli artigiani devono padroneggiare le tecniche di incisione, scegliere i disegni appropriati e applicarli con precisione sulla superficie del vetro. Ogni bicchiere inciso è un pezzo unico, con la sua storia e il suo significato. Che si tratti di un regalo personalizzato, di un oggetto da collezione o di un semplice bicchiere da utilizzare ogni giorno, l’incisione aggiunge un tocco di eleganza e di unicità.

Opere in Esposizione

La mostra è composta all’incirca di 22 opere, sistemate nella sala 7 al primo piano, includono pezzi di artisti rinomati e artigiani locali, mostrando la varietà di stili e tecniche utilizzate nel vetro inciso. Ogni pezzo racconta una storia, riflettendo non solo la maestria tecnica ma anche l’ispirazione culturale che ha influenzato gli artisti nel tempo.

Informazioni Pratiche

La mostra è aperta al pubblico dal 14 settembre fino al 8 gennaio 2025 e si svolge in un ambiente suggestivo, (nella già menzionata sala 7 al primo piano, insieme ai costumi sullo sceneggiato di Marco Polo del 1982, che finirà a fine settembre, almeno che non venga prorogata) che contribuisce all’esperienza complessiva.

Conclusione

“Vetro inciso della Laguna” è un’opportunità imperdibile per gli amanti dell’arte e della cultura. La mostra non solo celebra una tradizione artistica unica, ma offre anche uno sguardo sulla storia e sull’identità di Venezia. Non perdere l’occasione di visitarla e lasciati incantare dalla bellezza del vetro inciso, e soprattutto di ammirare questo stupendo Museo, che offre alla vista del visitatore un sacco di grandi opere !

Etched glass of the lagon at Palazzo Mocenigo

The exhibition “Engraved Glass of the Lagoon” is taking place at the Museo di Palazzo Mocenigo in Venice and offers a fascinating exploration of the art of engraved glass, a tradition rooted in the history and culture of the Venetian Lagoon.

Exhibition Details

The exhibition is dedicated to the art of engraved glass, a technique that reached its peak in this region. Through a selection of historical and contemporary works, visitors can admire the beauty and complexity of this material, which has been skillfully and creatively crafted over the centuries.

Glass engraving is a fascinating art that has its roots in antiquity. Since the time of the ancient Egyptians, artisans have used manual techniques to create unique and detailed decorations on the surface of glass. This tradition has survived over the centuries, evolving and adapting to new styles and technologies. In ancient times, engraving was done manually using abrasive tools such as steel points, corundum or diamond to scratch the glass. Later, the wheel engraving technique was introduced, which involved the use of high-speed rotating wheels with abrasive powders to create bas-reliefs and decorations. Today, glass engraving combines the manual skill of artisans with the use of advanced technologies such as laser engraving and CNC machines. These modern techniques allow for the creation of unique and detailed works of art, keeping the tradition of glass engraving alive. Glass engraving is much more than just decoration. It is an art that requires skill, creativity and passion. Craftsmen must master engraving techniques, choose the appropriate designs and apply them precisely to the glass surface. Each engraved glass is unique, with its own history and meaning. Whether it is a personalized gift, a collector’s item or a simple glass for everyday use, engraving adds a touch of elegance and uniqueness.

Works on Display

The exhibition consists of approximately 22 works, arranged in room 7 on the first floor, including pieces by renowned artists and local artisans, showing the variety of styles and techniques used in engraved glass. Each piece tells a story, reflecting not only the technical mastery but also the cultural inspiration that has influenced the artists over time.

Practical Information

The exhibition is open to the public and takes place in a charming setting that enhances the overall experience. Visitors can also participate in guided tours and workshops, further deepening their understanding of this art form.

Conclusion

“Etched Glass of the Lagoon” is an unmissable opportunity for art and culture lovers. The exhibition not only celebrates a unique artistic tradition, but also offers a glimpse into the history and identity of Venice. Do not miss the opportunity to visit it and be enchanted by the beauty of engraved glass, and above all to admire this wonderful Museum, which offers the visitor’s sight a lot of great works!

Esperienza olfattiva virtuale a Palazzo Mocenigo

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Una nuova novità è presente a Palazzo Mocenigo, dove il profumo e la neuroscienza si uniscono per offrire delle nuove sensazioni, ai visitatori di questo stupendo museo, che dopo il giro turistico, alla fine del tour olfattivo presente al primo piano, possono scendere a piano terra e recarsi nella white room, per un ulteriore arricchimento sulla conoscenza del profumo. Tale esperienza è presente solo a Palazzo Mocenigo grazie a Mavive e Alps. Scopriamo insieme chi sono, cosa fanno, e di cosa tratta questa nuova esperienza olfattiva.

L’ALPS Immersive Experience, che si tiene presso il Museo di Palazzo Mocenigo a Venezia, rappresenta un’iniziativa innovativa e coinvolgente che unisce arte, tecnologia e neuroscienze olfattive. Questa esperienza multisensoriale è realizzata da Mavive, un’azienda nota per la sua esperienza nel settore della profumeria e della creazione di esperienze sensoriali uniche.

Mavive è un’azienda italiana con una lunga tradizione nella creazione di fragranze e prodotti di profumeria. La loro missione è di esplorare e innovare nel campo delle esperienze olfattive, utilizzando tecnologie avanzate per tradurre le emozioni e le sensazioni in forme artistiche. Il progetto ALPS, in particolare, mira a portare avanti questa visione, utilizzando la natura come fonte di ispirazione e creando un legame tra l’ambiente naturale e le esperienze sensoriali umane.


L’ALPS Immersive Experience si svolge nella suggestiva White Room del Museo di Palazzo Mocenigo dal 29 luglio 2024 al 31 dicembre 2024, con orari di apertura dal martedì alla domenica, dalle 14:00 alle 18:00.

Durante questo periodo, i visitatori possono immergersi in un viaggio sensoriale unico, progettato dagli artisti Carola Bonfili e Francesco Fonassi in collaborazione con CUSTOMIX, partner tecnologico di Mavive.
L’esperienza si propone di esplorare le meraviglie del mondo alpino attraverso un approccio innovativo che combina neuroscienze olfattive e formati audiovisivi. I visitatori avranno l’opportunità di interagire con installazioni che traducono esperienze olfattive in rappresentazioni visive e sonore, creando un ambiente immersivo che stimola i sensi e invita alla riflessione. Inoltre, le sculture 3D presenti nell’esperienza sono state realizzate grazie alla collaborazione con Weerg, aggiungendo un ulteriore livello di interattività e creatività all’evento. Mavive e Palazzo Mocenigo invitano appassionati di arte, tecnologia e profumeria a partecipare a questa straordinaria esperienza, che rappresenta un perfetto connubio tra innovazione, creatività e ricerca scientifica. L’ALPS Immersive Experience non è solo un evento, ma un’opportunità per esplorare il potere delle fragranze e delle emozioni in un contesto artistico e culturale di grande rilevanza. Questa iniziativa non solo celebra la bellezza della natura, ma offre anche uno spazio per la contemplazione e l’introspezione, rendendo ogni visita un’esperienza memorabile e trasformativa.

Le neuroscienze olfattive giocano un ruolo cruciale nell’influenzare l’esperienza immersiva, specialmente in contesti come l’ALPS Immersive Experience. Queste neuroscienze studiano come il cervello percepisce e interpreta gli odori, fornendo insight su come le fragranze possano evocare emozioni, ricordi e stati d’animo. Gli odori sono strettamente legati alla memoria e alle emozioni. La via olfattiva è direttamente connessa al sistema limbico, che è responsabile delle emozioni e della memoria. Questo significa che un odore può richiamare ricordi vividi e suscitare emozioni profonde, rendendo l’esperienza più intensa e personale.


In un’esperienza immersiva, l’integrazione di stimoli olfattivi con elementi visivi e sonori può amplificare la sensazione di immersione. Gli odori possono arricchire l’ambiente, creando un’atmosfera che coinvolge i visitatori su più livelli sensoriali. Le neuroscienze olfattive possono essere utilizzate per progettare esperienze che evocano specifiche atmosfere o stati d’animo. Ad esempio, fragranze fresche e naturali possono trasmettere sensazioni di tranquillità e connessione con la natura, mentre odori più intensi possono stimolare l’energia e l’eccitazione.


In sintesi, le neuroscienze olfattive non solo migliorano l’esperienza immersiva, ma la trasformano in un viaggio sensoriale che coinvolge profondamente i visitatori, invitandoli a esplorare il legame tra odori, emozioni e memoria. Invito tutti i turisti e i cittadini di Venezia a venire a visitare questo stupendo museo, e questa nuova attività che si preannuncia molto, ma molto interessante !!

📅 Date: 29 luglio 2024 – 31 dicembre 2024 📍 Luogo: White Room, Museo di Palazzo Mocenigo, Venezia ⏰ Orari di apertura: da martedì a domenica, dalle 14:00 alle 18:00.

Virtual Olfactory Experience at Palazzo Mocenigo

A new novelty is present at Palazzo Mocenigo, where perfume and neuroscience come together to offer new sensations to the visitors of this wonderful museum, who after the tour, at the end of the olfactory tour on the first floor, can go down to the ground floor and go to the white room, for further enrichment on the knowledge of perfume. This experience is present only at Palazzo Mocenigo thanks to Mavive and Alps. Let’s find out together who they are, what they do, and what this new olfactory experience is about.

The ALPS Immersive Experience, which is held at the Palazzo Mocenigo Museum in Venice, represents an innovative and engaging initiative that combines art, technology and olfactory neuroscience. This multisensory experience is created by Mavive, a company known for its experience in the perfumery sector and the creation of unique sensory experiences.

Mavive is an Italian company with a long tradition in the creation of fragrances and perfumery products. Their mission is to explore and innovate in the field of olfactory experiences, using advanced technologies to translate emotions and sensations into artistic forms. The ALPS project, in particular, aims to advance this vision, using nature as a source of inspiration and creating a link between the natural environment and human sensory experiences.

The ALPS Immersive Experience takes place in the evocative White Room of the Palazzo Mocenigo Museum from 29 July 2024 to 31 December 2024, with opening hours from Tuesday to Sunday, from 2:00 pm to 6:00 pm.

During this period, visitors can immerse themselves in a unique sensory journey, designed by artists Carola Bonfili and Francesco Fonassi in collaboration with CUSTOMIX, Mavive’s technological partner.

The experience aims to explore the wonders of the Alpine world through an innovative approach that combines olfactory neuroscience and audiovisual formats. Visitors will have the opportunity to interact with installations that translate olfactory experiences into visual and sound representations, creating an immersive environment that stimulates the senses and invites reflection. In addition, the 3D sculptures present in the experience were created thanks to the collaboration with Weerg, adding an additional level of interactivity and creativity to the event. Mavive and Palazzo Mocenigo invite art, technology and perfumery enthusiasts to participate in this extraordinary experience, which represents a perfect combination of innovation, creativity and scientific research. The ALPS Immersive Experience is not just an event, but an opportunity to explore the power of fragrances and emotions in a highly relevant artistic and cultural context. This initiative not only celebrates the beauty of nature, but also offers a space for contemplation and introspection, making each visit a memorable and transformative experience.

Olfactory neuroscience plays a crucial role in influencing the immersive experience, especially in contexts such as the ALPS Immersive Experience. These neurosciences study how the brain perceives and interprets odors, providing insights into how fragrances can evoke emotions, memories, and moods. Smells are closely linked to memory and emotion. The olfactory pathway is directly connected to the limbic system, which is responsible for emotions and memory. This means that a smell can evoke vivid memories and arouse deep emotions, making the experience more intense and personal.

In an immersive experience, integrating olfactory stimuli with visual and audio elements can amplify the feeling of immersion. Smells can enrich the environment, creating an atmosphere that engages visitors on multiple sensory levels. Olfactory neuroscience can be used to design experiences that evoke specific atmospheres or moods. For example, fresh and natural fragrances can convey feelings of tranquility and connection with nature, while more intense smells can stimulate energy and excitement.

In short, olfactory neuroscience not only enhances the immersive experience, but transforms it into a sensory journey that deeply engages visitors, inviting them to explore the connection between smells, emotions and memory. I invite all tourists and citizens of Venice to come and visit this wonderful museum, and this new activity that promises to be very, very interesting!!

📅 Dates: 29 July 2024 – 31 December 2024 📍 Location: White Room, Museo di Palazzo Mocenigo, Venice ⏰ Opening hours: Tuesday to Sunday, 2:00 pm – 6:00 pm.

L’artista dietro I costumi di Marco Polo

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Quali sono le ragioni per cui la mostra dei costumi di Marco Polo presente a Palazzo Mocenigo, ha così tanto successo ? Le ragioni sono i costumi stessi che ci fanno ricordare uno dei più belli sceneggiati che siano mai stati prodotti in Italia, le cui puntate si possono tutt’ora vedere su Rai Play; una mostra che ci porta indietro nel tempo. Il costumista, di questo sceneggiato fu Enrico Sabattini, che realizzò questi stupendi costumi, ma c’è anche un’altra persona che lavorò con lui a questo progetto, che è l’artefice di questa bellissima mostra : Stefano Nicolao, scopriamo insieme chi è.

Stefano Nicolao ha avuto un ruolo chiave nella serie televisiva “Marco Polo” del 1982, prodotta dalla NBC negli Stati Uniti, dalla Rai in Italia, da Antenne 2 in Francia, e da RTVE in Spagna. Nicolao ha creato i costumi per la serie, contribuendo significativamente alla sua realizzazione visiva e storica.

Non tutti sanno delle grandi difficoltà che sono sorte per girare questa stupenda serie TV, alcune delle principali sfide affrontate da Stefano Nicolao durante la produzione della serie televisiva: ad esempio l’allestimento di una sartoria mobile ad alta quota. Per le riprese in Nepal, Nicolao ha dovuto allestire una sartoria mobile a tremila cinquecento metri di altitudine, affrontando le sfide logistiche di lavorare in un ambiente remoto e privo di infrastrutture. Reperimento di materiali e tessuti autentici, Nicolao ha dovuto cercare e reperire materiali, tessuti e accessori autentici in loco, in Nepal, per realizzare i costumi storici. Molti elementi non erano facilmente disponibili, rendendo il processo simile all’esperienza di Marco Polo stesso.

L’Atelier di Stefano Nicolao: Dove la Storia Prende Vita Attraverso i Costumi.

Stefano Nicolao è inoltre il fondatore di Nicolao Atelier, un’istituzione veneziana diventata un punto di riferimento per la creazione di costumi teatrali e cinematografici di alto livello. Fin dalla sua fondazione nel 1981, in concomitanza con la rinascita del Carnevale di Venezia, l’atelier di Nicolao si è distinto per la sua straordinaria collezione di oltre 15.000 costumi storici.

Costumi che Hanno Ispirato il Cinema e il Teatro: Alcuni di questi costumi hanno fatto da modello per produzioni cinematografiche di fama mondiale, come Elizabeth, Outlander, Twilight e Casanova. Inoltre, gli abiti di Nicolao Atelier sono stati utilizzati in prestigiose produzioni teatrali e liriche presso i più importanti palcoscenici internazionali, tra cui la Scala di Milano, il Teatro la Fenice di Venezia, la Washington Opera DC, la Lyric Opera of Chicago e la New National Opera of Tokyo.

Visite Guidate e Mostre L’Atelier di Stefano Nicolao offre visite guidate, sia in presenza che online, durante le quali il maestro costumista illustra il suo lavoro e mostra pezzi significativi della sua collezione di abiti originali, riproduzioni e ricostruzioni da campioni autentici. Inoltre, Nicolao Atelier organizza mostre e sfilate che raccontano la storia di Venezia attraverso il costume, frutto di una lunga ricerca storica e filologica.

Il Gran Ballo di Carnevale “Venetian Reflections” Ogni anno, Stefano Nicolao e il suo Atelier organizzano il prestigioso Gran Ballo di Carnevale “Venetian Reflections” in uno dei palazzi veneziani più belli affacciati sul Canal Grande, quest’anno a Ca Sagredo Hotel. Un evento che si è tenuto il 11 Febbraio 2024, e ha richiamato celebrità internazionali, un spettacolo stupendo che prevedeva uno spettacolo di apertura, un welcome cocktail, una cena, una lounge con open bar e una dance hall, il tutto immerso in un’atmosfera fiabesca e incantata.

L’Importanza dei Costumi per gli Attori Stefano Nicolao sottolinea sempre l’importanza dei costumi per la caratterizzazione dei personaggi e l’interpretazione degli attori. Come ha confessato l’attore Stefano Dionisi, indossare un costume realizzato da Nicolao lo ha aiutato a entrare pienamente nel ruolo di Farinelli. I costumi, infatti, hanno il potere di trasformare le persone, dando loro un senso di ciò che stanno interpretando e completando il loro ruolo. Grazie all’impegno e alla passione di Stefano Nicolao, l’Atelier veneziano è diventato un’istituzione di fama internazionale, custode di una preziosa eredità culturale e artistica che continua a ispirare il mondo del cinema, del teatro e dell’opera.

Per chi volesse saperne di più, invito tutti i cittadini di Venezia e i turisti presenti in città a visitare la bellissima mostra sui costumi di Marco Polo presso Palazzo Mocenigo, a S. Stae, e l’atelier di Stefano Nicolao, dove potranno ammirare un vasto assortimento di straordinari costumi. A chi non piacerebbe girare per le calli di Venezia in costume ?

Atelier Nicolao Cannaregio 2590 – 30121, Venezia

Palazzo Mocenigo Santa Croce 1992, 30135 Venezia

Who is behind the Marco Polo’s Costumes

What are the reasons why the exhibition of Marco Polo costumes present at Palazzo Mocenigo is so successful? The reasons are the costumes themselves which make us remember one of the most beautiful dramas that have ever been produced in Italy, the episodes of which can still be seen on Rai Play; an exhibition that takes us back in time. The costume designer of this drama was Enrico Sabattini, who created these wonderful costumes, but there is also another person who worked with him on this project, who is the creator of this beautiful exhibition: Stefano Nicolao, let’s find out together who he is .

Stefano Nicolao played a key role in the 1982 television series “Marco Polo”, produced by NBC in the United States, Rai in Italy, Antenne 2 in France, and RTVE in Spain. Nicolao created the costumes for the series, contributing significantly to its visual and historical realization.

Not everyone knows of the great difficulties that arose in filming this wonderful TV series, some of the main challenges faced by Stefano Nicolao during the production of the television series: for example the setting up of a mobile tailor’s shop at high altitude. For filming in Nepal, Nicolao had to set up a mobile tailor’s shop at three thousand five hundred meters above sea level, facing the logistical challenges of working in a remote environment with no infrastructure. Sourcing authentic materials and fabrics, Nicolao had to research and source authentic materials, fabrics and accessories locally in Nepal to make the historical costumes. Many items were not readily available, making the process similar to the experience of Marco Polo himself.

Stefano Nicolao’s Atelier: Where History Comes to Life Through Costumes

Stefano Nicolao is also the founder of Nicolao Atelier, a Venetian institution that has become a point of reference for the creation of high-level theatrical and cinema costumes. Since its foundation in 1981, coinciding with the revival of the Venice Carnival, Nicolao’s atelier has stood out for its extraordinary collection of over 15,000 historical costumes.

Costumes that Inspired Cinema and Theater: Some of these costumes have served as models for world-famous film productions, such as Elizabeth, Outlander , Twilight and Casanova. Furthermore, Nicolao Atelier’s clothes have been used in prestigious theatrical and opera productions at the most important international stages, including La Scala in Milan, Teatro la Fenice in Venice, Washington Opera DC, Lyric Opera of Chicago and New National Opera of Tokyo.

Guided Tours and Exhibitions Stefano Nicolao’s Atelier offers guided tours, both in person and online, during which the master costume designer illustrates his work and displays significant pieces from his collection of original clothing, reproductions and reconstructions from authentic samples. Furthermore, Nicolao Atelier organizes exhibitions and parades that tell the story of Venice through costume, the fruit of long historical and philological research.

The “Venetian Reflections” Carnival Grand Ball Every year, Stefano Nicolao and his Atelier organize the prestigious “Venetian Reflections” Carnival Grand Ball in one of the most beautiful Venetian palaces overlooking the Grand Canal, this year at Ca Sagredo Hotel. An event that was held on February 11, 2024, and attracted international celebrities, a wonderful show that included an opening show, a welcome cocktail, a dinner, a lounge with open bar and a dance hall, all immersed in a fairy-tale and enchanted atmosphere.

The Importance of Costumes for Actors Stefano Nicolao always underlines the importance of costumes for the characterization of the characters and the interpretation of the actors. As the actor Stefano Dionisi confessed, wearing a costume made by Nicolao helped him to fully enter the role of Farinelli. Costumes, in fact, have the power to transform people, giving them a sense of what they are playing and completing their role. Thanks to the commitment and passion of Stefano Nicolao, the Venetian Atelier has become an internationally renowned institution, guardian of a precious cultural and artistic heritage that continues to inspire the world of cinema, theater and opera.

For those wishing, to know more, I invite all citizens of Venice and tourists present in the city to visit the beautiful exhibition on Marco Polo’s costumes at Palazzo Mocenigo, in S. Stae, and Stefano Nicolao’s atelier, where they will be able to admire a vast assortment of extraordinary costumes. Who wouldn’t like to wander around the streets of Venice in costume?

Atelier Nicolao Cannaregio 2590 – 30121, Venice

Palazzo Mocenigo Santa Croce 1992, 30135 Venice

L’albero della vita a Palazzo Mocenigo

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Una ulteriore nuova mostra (già visibile la mostra “I costumi di Marco Polo“) è visibile da ieri per il pubblico che viene a visitare il bellissimo museo di Palazzo Mocenigo: L’albero della vita dell’artista Carla Tolomeo, localizzata a piano terra, aperta negli orari del museo fino 24 novembre di quest’anno. Uno se pensa all’albero della vita, potrebbe pensare ad Yggdrasil della mitologia Norrena, oppure all’albero della vita del Paradiso Perduto di John Milton, oppure albero della vita della cabala ebraica. Niente di tutto questo:

L’Albero della Vita: Un capolavoro di Carla Tolomeo

Un’opera monumentale, un viaggio fantastico: Sorge imponente a piano terra del museo, un’opera d’arte colossale, frutto dell’ingegno e della passione di Carla Tolomeo: L’Albero della Vita. Un’installazione di dimensioni ragguardevoli, realizzata in ferro, legno e tessuto, composta da ottocento pezzi creati personalmente dall’artista. Ogni elemento, ogni tassello di questo lavoro vive in autonomia, pur armonizzandosi perfettamente con l’insieme, come in un’orchestra dove ogni strumento contribuisce alla sinfonia. Le foglie, una a una, sfoggiano forme e colori differenti, come a simboleggiare la diversità della vita. Dai rami pendono frutti succosi, mentre sulle fronde si arrampicano tartarughe sagge, si posano pappagalli variopinti, fioriscono fiori tropicali e si nascondono serpenti misteriosi. Tra le radici, come in un mondo sommerso, guizzano pesci argentati. Ogni elemento de L’Albero della Vita è stato realizzato a mano da Carla Tolomeo, utilizzando stoffe pregiate, passamanerie, sete e cotoni, lampassi e broccati, che appartengono alla grande tradizione dell’artigianato tessile veneziano. Un omaggio alle radici storiche e artistiche della sua città natale. L’origine culturale de L’Albero della Vita trae ispirazione dal “Manuale di zoologia fantastica” di Jorge Luis Borges, autore che Carla Tolomeo ha conosciuto e frequentato, stringendo con lui una solida amicizia. Le creature fantastiche che popolano le pagine del libro dello scrittore argentino, dedotte dalle cosmogonie universali, diventano qui metafora dell’esistenza di ogni essere animale o vegetale, che nasce, si rinnova e si trasforma continuamente nel corso della sua vita.

Scopriamo insieme chi è Carla Tolomeo, nata a Pinerolo nel 1941, è una pittrice e scultrice italiana rinomata per la sua inesauribile creatività e la sua capacità di trasformare l’ordinario in straordinario. La sua carriera artistica, costellata di successi e riconoscimenti, è un viaggio affascinante attraverso diverse espressioni artistiche, tutte unite da un filo conduttore: la ricerca della bellezza e della poesia nell’arte. Formatasi come pittrice, Tolomeo si è distinta fin dagli esordi per la sua maestria tecnica e la sua sensibilità artistica. I suoi dipinti, spesso ispirati alla pittura giapponese e ai grandi maestri classici, rivelano una profonda introspezione e un uso sapiente del colore e della luce.

Tuttavia, è con la creazione delle sue celebri “Sedie-Sculture” che Tolomeo ha raggiunto la fama internazionale. Queste opere, nate da un’intuizione geniale, fondono la funzionalità di una sedia con la magia dell’arte, trasformandola in un oggetto unico e ricco di significato. Ogni sedia è una creazione a sé stante, un’opera d’arte che evoca mondi fantastici e invita lo spettatore a sognare. Nel corso della sua prolifica carriera, Carla Tolomeo ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il Premio Campiello per l’incisione, il Premio Lubrina per la pittura e il Premio Michelangelo per la scultura. Le sue opere sono state esposte in prestigiose gallerie e musei in Italia e all’estero, consacrandola come una figura di riferimento dell’arte contemporanea italiana.

Una mostra resa possibile grazie alla collaborazione tra l’artista, la Fondazione dei Musei civici di Venezia e alla Reve Art Gallery di Bologna. Invito tutta la cittadinanza, e i turisti presenti a Venezia di venire a vederla negli orari di apertura del museo, consultabili nel sito web del Museo di Palazzo Mocenigo.

The tree of life at Palazzo Mocenigo

A further new exhibition has been visible since yesterday (Already Visibile the exhibition “Marco Polo’s costumes“), for the public who comes to visit the beautiful museum of Palazzo Mocenigo: The tree of life by the artist Carla Tolomeo, located on the ground floor, open during museum hours until November 24 this year. If one thinks of the tree of life, one might think of Yggdrasil from Norse mythology, or the tree of life from John Milton’s Paradise Lost, or tree of life of the Jewish Kabbalah. None of this:

The Tree of Life: A masterpiece by Carla Tolomeo

A monumental work, a fantastic journey: It rises imposingly on the ground floor of the museum, a colossal work of art, the fruit of ingenuity and of Carla Tolomeo’s passion: The Tree of Life. An installation of considerable size, made of iron, wood and fabric, composed of eight hundred pieces created personally by the artist. Each element, each piece of this work lives independently, while harmonizing perfectly with the whole, as in an orchestra where each instrument contributes to the symphony. The leaves, one by one, show off different shapes and colors, as if to symbolize the diversity of life. Juicy fruits hang from the branches, while wise turtles climb on the branches, colorful parrots perch, tropical flowers bloom and mysterious snakes hide. Among the roots, as in an underwater world, silver fish dart. Each element of L’Albero della Vita was handmade by Carla Tolomeo, using fine fabrics, trimmings, silks and cottons, lampas and brocades, which belong to the great tradition of Venetian textile craftsmanship. A tribute to the historical and artistic roots of her hometown. The cultural origin of The Tree of Life draws inspiration from the “Manual of Fantastic Zoology” by Jorge Luis Borges, an author whom Carla Tolomeo met and frequented, forming a solid friendship with him. The fantastic creatures that populate the pages of the Argentine writer’s book, deduced from universal cosmogonies, here become a metaphor for the existence of every animal or vegetable being, which is born, renewed and continuously transformed during its life.

Let’s find out who Carla Tolomeo is, born in Pinerolo in 1941, she is an Italian painter and sculptor renowned for her inexhaustible creativity and her ability to transform the ordinary into the extraordinary. Her artistic career, dotted with successes and awards, is a fascinating journey through different artistic expressions, all united by a common thread: the search for beauty and poetry in art. Trained as a painter, Tolomeo stood out from the start for her technical mastery and artistic sensitivity. Her paintings, often inspired by Japanese painting and the great classical masters, reveal a profound introspection and a skillful use of color and light.

However, it is with the creation of her famous “Chair-Sculptures” that Tolomeo achieved international fame. These works, born from a brilliant intuition, merge the functionality of a chair with the magic of art, transforming it into a unique object full of meaning. Each chair is a creation in itselfdoors, a work of art that evokes fantastic worlds and invites the viewer to dream. Over the course of her prolific career, Carla Tolomeo has received numerous awards and recognitions, including the Campiello Prize for engraving, the Lubrina Prize for painting and the Michelangelo Prize for sculpture. Her works have been exhibited in prestigious galleries and museums in Italy and abroad, establishing her as a reference figure in Italian contemporary art.

An exhibition made possible thanks to the collaboration between the artist, the Foundation of the Civic Museums of Venice and the Reve Art Gallery in Bologna. I invite all citizens and tourists present in Venice to come and see it during the museum’s opening hours, which can be consulted on the Mocenigo Palace Museum website.

I costumi di Marco Polo a Palazzo Mocenigo !

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Nel 1982, gli schermi televisivi di ben 46 nazioni vennero rapiti da un’avventura epica: la miniserie “Marco Polo”. Co-produzione italo-statunitense-britannica-francese, questa serie in otto puntate ha ripercorso le vicende del celebre esploratore veneziano, interpretato da un giovane e magnetico Kenneth Marshall.

La serie, diretta dal maestro Giuliano Montaldo, si distingueva per la sua imponenza e la sua cura per i dettagli. Le riprese si svolsero in luoghi mozzafiato come la Cina, la Mongolia e l’Uzbekistan, contribuendo a creare un’atmosfera autentica e coinvolgente. Accanto a Marshall, un cast stellare di attori internazionali ha dato vita a personaggi indimenticabili, tra cui Burt Lancaster, Denholm Elliott, Tony Vogel, Leonar Nimoy, Anne Bancroft, con molti altri con le musiche del grande Ennio Morricone, e soprattutto i costumi di Enrico Sabatini.

Ma il vero protagonista era senza dubbio Marco Polo. La serie ha saputo catturare lo spirito di avventura e la sete di conoscenza che spinsero il giovane veneziano ad attraversare il mondo e ad immergersi in culture lontane. Nonostante la sua fedeltà storica, “Marco Polo” non era un semplice documentario. La serie si è presa alcune licenze creative per rendere la storia più avvincente e appassionante. Il risultato è stato un’opera che ha saputo conquistare il pubblico di tutte le età.

Ancora oggi, a distanza di quasi quarant’anni, “Marco Polo” rimane una pietra miliare della televisione. La serie ha aperto la strada ad altre produzioni epiche e ha contribuito a far conoscere al grande pubblico la figura di Marco Polo e la sua straordinaria avventura. Se siete alla ricerca di una serie TV che vi trasporti in un’epoca lontana e vi faccia vivere emozioni indimenticabili, “Marco Polo” è un titolo da non perdere. Oltre alla sua valenza storica e culturale, la serie offre anche uno spunto di riflessione sulla diversità e sull’importanza del dialogo interculturale. In un mondo sempre più globalizzato, il messaggio di “Marco Polo” è più attuale che mai.

Come avete potuto vedere dalle foto, Palazzo Mocenigo ospita i costumi usati nella serie televisiva, per questo bisogna ringraziare Stefano Nicolao che ha organizzato l’allestimento di questa mostra. Questa è un’opportunità per vederli da vicino, ed essere catapultati indietro nel tempo, nei luoghi dove Marco Polo è stato. Questa mostra durerà dal 14 maggio fino al 30 settembre 2024, nel stupendo Museo di Palazzo Mocenigo di Venezia. Invito tutti i cittadini e i turisti a venire a vederla, vi piacerà di sicuro !

Marco Polo’s costumes at Palazzo Mocenigo

In 1982, the television screens of 46 nations were captivated by an epic adventure: the miniseries “Marco Polo”. An Italian-American-British-French co-production, this eight-part series retraced the events of the famous Venetian explorer, played by a young and magnetic Kenneth Marshall.

The series, directed by maestro Giuliano Montaldo, stood out for its grandeur and its attention to detail. Filming took place in breathtaking locations such as China, Mongolia and Uzbekistan, helping to create an authentic and immersive atmosphere. Alongside Marshall, a stellar cast of international actors brought to life unforgettable characters, including Burt Lancaster, Denholm Elliott, Tony Vogel, Leonard Nimoy, Anne Bancroft, and many others, with the music of the great Ennio Morricone, and above all the costumes by Enrico Sabatini.

But the real protagonist was undoubtedly Marco Polo. The series was able to capture the spirit of adventure and the thirst for knowledge that pushed the young Venetian to cross the world and immerse himself in distant cultures. Despite its historical fidelity, “Marco Polo” was not a simple documentary. The series has taken some creative license to make the story more compelling and engaging. The result was a work that was able to conquer audiences of all ages.

Even today, almost forty years later, “Marco Polo” remains a milestone in television. The series paved the way for other epic productions and contributed to making the figure of Marco Polo and his extraordinary adventure known to the general public. If you are looking for a TV series that transports you to a distant era and makes you experience unforgettable emotions, “Marco Polo” is a title not to be missed. In addition to its historical and cultural value, the series also offers food for thought on diversity and the importance of intercultural dialogue. In an increasingly globalized world, the message of “Marco Polo” is more relevant than ever.

As you can see from the pics, the Mocenigo Palace houses the costumes used in the television series, For this we must thank Stefano Nicolao who organized the staging of this exhibition. This is an opportunity to see them up close, and be transported back in time to the places where Marco Polo has been. This exhibition will last from 14 May until 30 September 2024, in the beautiful Mocenigo Palace Museum in Venice. I invite all citizens and tourists to come and see it, you will certainly like it!

Marco Polo a palazzo Ducale

Finalmente sono andato a vedere la mostra su Marco Polo inaugurata a Palazzo Ducale Venerdì scorso. Prima di cominciare a descrivervi questa bellissima mostra, vi invito cortesemente a leggervi per bene questa pagina del sito web della Fondazione Musei Civici di Venezia: https://palazzoducale.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/ In quanto ci sono diverse tipologie di biglietto, e vi consiglio caldamente, di chiamare prima e farvi dare qualche informazione, o di passare per la biglietteria.

La mostra è localizzata dentro a Palazzo Ducale di Venezia, nell’area degli appartamenti privati del doge, luogo dove si sono tenute in passato, le altre stupende mostre di successo. All’ingresso della mostra ci saluta un’opera del famoso artista Lorenzo Quinn, che rappresenta il viaggiatore Veneziano. Sul piedestallo e anche sulla didascalia a muro è presente un QR code, da inquadrare con la telecamera del proprio cellulare / tablet, che consente di capire meglio l’opera. Vi lascio il link di questo grande artista https://www.soulsofvenice.com/souls-of-venice-4/ e vi ricordo che a breve, altre sue opere saranno visibili presso il meraviglioso museo di Ca’ Rezzonico https://carezzonico.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/lorenzo-quinn-anime-di-venezia-souls-of-venice/2024/03/20187/mostra-lorenzo-quinn/ Non perdetevela !!

La mostra copre circa 10 sale, ognuna con una specifica area relativa a Marco Polo: Armenia, Mongolia, Iran, Cina, India, Korean ect. dove possiamo trovare di tutto, dalle mappe dove ci mostra tutte le sue tappe, e non solo; mappe originali dell’epoca, come il mappamondo borgiano, un planisfero di Tolomeo II, un astrolabio, il testamento redatto dal notaio Giovanni Giustinian, ceramiche, bassorilievi, manoscritti originali, vangeli, bibbie del 12/13 secolo, libri in lingua francese del milione, monete, tessuti e molto altro ancora.

https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Polo#/media/File:Travels_of_Marco_Polo_it.svg

Ma chi era Marco Polo ? Marco Polo nacque a Venezia nel 1254, in una famiglia di mercanti già orientata verso l’Est. Poco si sa della sua infanzia, ma la sua vita prese una svolta significativa all’età di 15 anni. Suo padre Niccolò e suo zio Matteo, già impegnati in commerci con l’Oriente, partirono per un lungo viaggio. Sorprendentemente, il giovane Marco li accompagnò. Questo viaggio segnò il destino di Marco Polo. Si trattava di un percorso lungo e pericoloso, la famosa Via della Seta, che collegava l’Europa all’Asia. Attraversarono deserti, montagne e steppe, impiegando ben tre anni e mezzo prima di giungere alla corte del sovrano mongolo Kublai Khan in Cina. Kublai Khan, impressionato dall’intelligenza e dall’intraprendenza di Marco, lo prese al suo servizio. Per ben 17 anni, Marco Polo viaggiò in lungo e in largo per l’immenso impero mongolo. Visitò città come Pechino, Hangzhou e Quanzhou, immergendosi in culture diverse e osservando meraviglie. Nel 1292, finalmente, Marco Polo fece ritorno a Venezia. Il viaggio di ritorno durò due anni e lo portò attraverso l’India, il Medio Oriente e l’Europa. Al suo arrivo a Venezia, era ormai un uomo adulto, ricco e famoso per le sue avventure orientali. Durante la sua prigionia dopo una battaglia navale (probabilmente la battaglia della Curzola), Marco Polo dettò le sue esperienze di viaggio a uno scrittore: Rustichello da Pisa. Nacque così “Il Milione”, un libro che descriveva in modo dettagliato le terre lontane visitate, le culture incontrate e le meraviglie dell’Oriente. Il Milione ebbe un successo immediato, aprendo gli occhi dell’Europa su un mondo sconosciuto e stimolando la curiosità per l’Est. Marco Polo morì a Venezia nel 1324. Nonostante alcuni dubbi sulla veridicità di alcuni racconti nel Milione, la sua eredità è indiscutibile. È considerato uno dei più grandi esploratori di tutti i tempi. Il suo viaggio aprì nuove rotte commerciali e contribuì a diffondere la conoscenza dell’Oriente in Europa. Il Milione rimane un’opera letteraria fondamentale e una fonte di ispirazione per viaggiatori e avventurieri ancora oggi.

Che altro dire ancora ? Io invito tutta la cittadinanza e i visitatori stranieri presenti in città , a visitare questa bellissima mostra, e per approfondire di più la storia di questo famoso mercante Veneziano, consiglio di restare sintonizzati sul sito della Fondazione Musei Civici di Venezia per la prossima grande mostra presente a Palazzo Mocenigo : https://mocenigo.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/marco-polo-i-costumi-di-enrico-sabbatini/2024/01/20455/mostra-marco-polo-i-costumi-di-enrico-sabbatini/ e inoltre, potete rivedere le vecchie puntate del sceneggiato di Marco Polo, quello della Rai, con Ken Marshall, su Rai Play: https://www.raiplay.it/programmi/marcopolo

Marco Polo at the Doge’s Palace in Venice !

I finally went to see the Marco Polo exhibition inaugurated at Palazzo Ducale last Friday. Before starting to describe this beautiful exhibition, I kindly invite you to carefully read this page on the website of the Fondazione Musei Civici di Venezia: https://palazzoducale.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/ As there are different types of tickets, and I strongly advise you to call first and have them give you some information, or to go to the ticket office.

The exhibition is located inside the Doge’s Palace of Venice in the area of the Doge’s private apartments, the place where other wonderful, successful exhibitions were held in the past. At the entrance to the exhibition we are greeted by a work by the famous artist Lorenzo Quinn, representing the Venetian traveller. On the pedestal and also on the caption on the wall there is a QR code, to be framed with the camera of your mobile phone / tablet, which allows you to better understand the work. I leave you the link of this great artist https://www.soulsofvenice.com/souls-of-venice-4 / and I remind you that soon, other of his works will be visible at the wonderful Ca’ Rezzonico museum https://carezzonico.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/ lorenzo-quinn-anime-di-venezia-souls-of-venice/2024/03/20187/mostra-lorenzo-quinn/ Don’t miss it!!

The exhibition is “illustrated” in approximately 10 rooms, each one covering a specific area of Marco Polo’s journey: Armenia, Mongolia, Iran, China, India, Korean ect. where we can find everything, from maps where it shows us all its stages, and not only that; original maps of the time, such as the Borgian globe, a planisphere of Ptolemy II, an astrolabe, the will drawn up by the notary Giovanni Giustinian, ceramics, bas-reliefs, original manuscripts, gospels, 12/13 century Bibles, millions of French-language books, coins, fabrics and much more.

https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Polo#/media/File:Travels_of_Marco_Polo_it.svg

But who was Marco Polo? Marco Polo was born in Venice in 1254, into a family of merchants already oriented towards the East. Little is known about his childhood, but his life took a significant turn at the age of 15. His father Niccolò and his uncle Matteo, already engaged in trade with the East, left for a long journey. Surprisingly, young Marco accompanied them. This journey marked the fate of Marco Polo. It was a long and dangerous route, the famous Silk Road, which connected Europe to Asia. They crossed deserts, mountains and steppes, taking three and a half years to reach the court of the Mongol ruler Kublai Khan in China. Kublai Khan, impressed by Marco’s intelligence and resourcefulness, took him into his service. For 17 years, Marco Polo traveled far and wide across the immense Mongol empire. He visited cities such as Beijing, Hangzhou and Quanzhou, immersing himself in different cultures and observing wonders. In 1292, Marco Polo finally returned to Venice. The return journey took two years and took him through India, the Middle East and Europe. Upon his arrival in Venice, he was now an adult man, rich and famous for his oriental adventures. During his imprisonment after a naval battle, Marco Polo dictated his travel experiences to a writer: “Rustichello da Pisa”. Thus “Il Milione” was born, a book that described in detail the distant lands visited, the cultures encountered and the wonders of the East. Il Milione was an immediate success, opening Europe’s eyes to an unknown world and stimulating curiosity about the East. Marco Polo died in Venice in 1324. Despite some doubts about the veracity of some stories in the Milione, his legacy is indisputable. He is considered one of the greatest explorers of all time. His voyage opened new trade routes and helped spread knowledge of the East to Europe. Il Milione remains a fundamental literary work and a source of inspiration for travelers and adventurers today.

What else can I say? I invite all citizens and foreign visitors present in the city to visit this beautiful exhibition, and to learn more about the history of this famous Venetian merchant, I recommend staying tuned to the website of the Civic Museums Foundation of Venice for the next major exhibition in Mocenigo Palace : https://mocenigo.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/marco-polo-i-costumi-di-enrico-sabbatini/ 2024/01/20455/mostra-marco-polo-i-costumi-di-enrico-sabbatini/ and also, you can watch the old episodes of Marco Polo’s drama, the one from Rai, with Ken Marshall, on Rai Play: https://www.raiplay.it/programmi/marcopolo

Palazzo Mocenigo si fa’ in tre !

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Palazzo Mocenigo si fa in tre e offre al suo pubblico tre diversi stili di costumi di diverse epoche. Proprio oggi (10/01/2024) si è inaugurata la mostra “L’asse del tempo” che è la prima iniziativa da parte della Fondazione Musei Civici di Venezia per festeggiare i 700 anni della morte di Marco Polo. Nella sala del Portego al primo piano (si possono vedere i due costumi nella foto in basso, mentre gli altri sono stati spostati in sala 8) si possono vedere dei costumi che provengono dal Museo della Seta di Suzhou, che ci portano a sognare la Cina ai tempi del famoso esploratore Veneziano. La mostra durerà dall’11 gennaio al 29 febbraio 2024.

A partire dalla sala 1 fino alla sala 6, seguendo il percorso museale troverete invece una serie di costumi del 700 Veneziano, sarà come fare un salto nel tempo, ai tempi della Serenissima, e vedere com’era una volta il Palazzo Mocenigo.

E infine nell’altra ala del percorso museale, nella sala 9, troverete dei vestiti della Collezione di Alba Ferretti. La stilista Alberta Ferretti ha donato alcuni abiti al Museo di Palazzo Mocenigo di Venezia. Gli abiti, protagonisti di una sfilata della stilista tenutasi a settembre 2021 a Ca’ Rezzonico, sono ora esposti al pubblico, un’opportunità unica per i visitatori, che potranno rivederli, o vederli per la prima , nel caso non fossero potuti venire durante la prima esposizione (sempre a Palazzo Mocenigo) nel 2022.

Non potete perdere questa occasione di vedere in un unico posto e nello stesso periodo di tempo, 3 diversi stili di costumi, in aggiunta alla sezione del profumo, e al sontuoso palazzo della famiglia Mocenigo. Vi aspettiamo !

Dal 01 novembre al 31 marzo: 10.00 – 17.00 (ultimo ingresso ore 16.00)
Dal 01 aprile al 31 ottobre: 10.00 – 18.00 (ultimo ingresso ore 17.00)
Le operazioni di chiusura del museo iniziano 20 minuti prima dell’orario indicato.

Chiuso il lunedì

Mocenigo Palace multiplied by three

The Mocenigo Palace multiply, and offers its audience, three different styles of costumes from different eras. Just today (10/01/2024) the exhibition “The axis of time” was inaugurated, which is the first initiative by the Civic Museums Foundation of Venice to celebrate the 700th anniversary of Marco Polo’s death. In the Portego room on the first floor, (you can see the two costumes in the photo below, while the others have been moved to room 8) we can see some costumes that come from the Suzhou Silk Museum, which lead us to dream of China at the time of the famous Venetian explorer. The exhibition will last from January 11th to February 29th 2024.

Starting from room 1 up to room 6, following the museum itinerary you will instead find a series of 18th century Venetian costumes, where you can take a leap in time, to the times of the Serenissima, and see how it was once the Mocenigo Palace.

And finally in the other wing of the museum itinerary, in room 9, you will find some clothes from the Alba Ferretti Collection. Fashion designer, Alberta Ferretti has donated some unique dresses to the Palazzo Mocenigo Museum in Venice. The dresses, protagonists of a fashion show by the designer held in September 2021 at Ca’ Rezzonico, are now on display to the public, a unique opportunity for visitors, who will be able to see them again or see them for the first time, in case they were not able to come during the premiere exhibition (also at Palazzo Mocenigo) in 2022.

You can’t miss this opportunity to see in one place and at the same time, 3 different styles of costumes, in addition to the perfume section, and the family’s sumptuous palace Mocenigo. We are waiting for you!

From 01 November to 31 March: 10.00 – 17.00 (last entry 16.00)
From 01 April to 31 October: 10.00 – 18.00 (last entry 17.00)
Museum closing operations begin 20 minutes before the indicated time.

Closed on Mondays

La seta che unisce Venezia e Suzhou

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In occasione delle celebrazioni per i settecento anni della morte di Marco Polo, i Musei Civici di Venezia ospitano a Palazzo Mocenigo la mostra “L’Asse del Tempo: Tessuti per l’Abbigliamento in Seta di Suzhou”. La mostra, aperta dall’11 gennaio al 29 febbraio 2024, presenta una ricca selezione di abiti e tessuti provenienti dal Museo della Seta di Suzhou.

Venezia e Suzhou sono due città molto simili. Entrambe sono costruite sull’acqua e sono Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Sono anche legate da un gemellaggio ufficiale che dura dal 1980. Questa mostra vuole celebrare l’amicizia tra le due città e la loro comune passione per la seta, ed espone creazioni originali, tessuti e repliche di antichi abiti che raccontano la storia della seta, dalla sua nascita in Cina fino ai giorni nostri.

I visitatori potranno fare un viaggio nel tempo, seguendo abito dopo abito, tessuto dopo tessuto, l’evoluzione della moda tra Occidente ed Estremo Oriente. Potranno anche confrontare lo stile dell’abbigliamento durante la Repubblica Serenissima con quello delle principali dinastie regnanti nell’antico impero cinese. La mostra è un modo per celebrare l’eredità di Marco Polo, che fu uno dei primi a portare la seta europea in Cina, e di promuovere la comprensione e la cooperazione tra le due culture.

La mostra è un’occasione imperdibile per conoscere la storia della seta e l’amicizia tra Venezia e Suzhou. Invito tutta la cittadinanza e i turisti presenti nella città lagunare a visitare questa stupenda mostra, sono sicuro che vi piacerà moltissimo, e inoltre, avrete la possibilità di vedere questo magnifico palazzo che è stata la dimora di una importantissima famiglia Veneziana, ed anche museo del costume e del profumo. Non si può, non visitare Palazzo Mocenigo !! Vi aspettiamo !

Orari di visita:

Dal 01 novembre al 31 marzo: 10.00 – 17.00 (ultimo ingresso ore 16.00)

Dal 01 aprile al 31 ottobre: 10.00 – 18.00 (ultimo ingresso ore 17.00)

Le operazioni di chiusura del museo iniziano 20 minuti prima dell’orario indicato Chiuso il lunedì

The silk that unites Venice and Suzhou

On the occasion of the celebrations for the seven hundredth anniversary of Marco Polo’s death, the Civic Museums of Venice are hosting at Mocenigo Palace, the exhibition “The Axis of Time: Silk Clothing Fabrics of Suzhou”. The exhibition, open from 11 January to 29 February 2024, presents a rich selection of clothes and fabrics from the Suzhou Silk Museum.

Venice and Suzhou are two very similar cities. Both are built on water and are UNESCO World Heritage Sites. They are also linked by an official twinning that has lasted since 1980. This exhibition aims to celebrate the friendship between the two cities and their shared passion for silk. It exhibits original creations, fabrics and replicas of ancient clothes that tell the story of silk, from its birth in China to the present day.

Visitors will be able to take a journey through time, following dress after dress, fabric after fabric, the evolution of fashion between the West and the Far East. They will also be able to compare the style of clothing during the Serenissima Republic with that of the main ruling dynasties in the ancient Chinese empire. The exhibition is a way to celebrate the legacy of Marco Polo, who was one of the first to bring European silk to China, and a way to promote understanding and cooperation between the two cultures.

The exhibition is an unmissable opportunity to learn about the history of silk and the friendship between Venice and Suzhou. I invite all citizens and tourists present in the lagoon city to visit this wonderful exhibition, I am sure you will like it very much, and furthermore, you will have the opportunity to see this magnificent palace which was the home of a very important Venetian family, and also a museum of costume and perfume. You can’t not visit Palazzo Mocenigo!! We are waiting for you!!!

Timetable:

From November 1st to March 31st: 10.00am – 5.00pm (last entry 4.00pm)

From 01 April to 31 October: 10.00 – 18.00 (last entry 17.00)

The museum closing operations begin 20 minutes before the indicated time. Closed on Mondays