Epoca Fiorucci a Cà Pesaro !

 

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podio fiorucciCome promesso, ecco la recensione della nuova mostra presente presso il museo di Cà Pesaro intitolata “Epoca Fiorucci” in omaggio al celebre stilista di moda italiano recentemente scomparso, che ha lasciato un’impronta nella storia della moda, in tutto il mondo.

La carriera di Elio Fiorucci comincia seguendo l’attività paterna, e, ad occuparsi di moda, prima collaborando con il genitore poi realizzando una sua propria attività rivolta alle mode del mondo anglosassone alla fine degli anni sessanta. Nel maggio del 1967 apre il suo primo negozio in Galleria Passarella a Milano disegnato dalla celebre Amalia Del Ponte.

Già nel 1970 inizia la produzione di abiti per il tempo libero, jeans in particolare, con il marchio Fiorucci. I prodotti vengono distribuiti all’estero, prima in Europa e poi in Giappone, Stati Uniti e Sud America. Nascono i primi negozi Fiorucci a Londra e a New York per poi diffondersi nelle grandi metropoli in giro per il mondo. I suoi prodotti diventano subito un fatto di costume e finiscono con l’attrarre l’attenzione di molte personaggi famosi del jet set internazionale come Bianca Jagger, Andy Warhol, Grace Jones che ne diventano subito grandi fan entusiasti!

Nel 1990, causa grossi debiti,  cede la sua ‘attività alla società giapponese Edwin International ma mantiene a Milano il solo centro di design del gruppo. Nel 2003 realizza il progetto Love Therapy, che comprende jeans, felpe, abiti e accessori. Nel 2011 diventa vegetariano e collabora con il  manifesto La coscienza degli animali. Nel 2014 insieme a It@rt crea delle t-shirt a sostegno del Progetto Amazzonia del WWF e un’altra  t-shirt di denuncia contro le pellicce d’angora. A luglio 2015, all’età di 80 anni, muore nella sua abitazione di Milano stroncato da un malore.

E dopo questa breve introduzione, seguitemi nella visita della mostra, e vi narrerò le mie impressioni che ho avuto, visitandola !

La prima impressione che si avverte entrando, è quella di entrare in un negozio, e la seconda, è quella di aver viaggiato indietro nel tempo di alcuni anni. Sì perché fin subito, si ha la sensazione di rivivere gli anni 80 -90, quando all’epoca andavano di moda questi abiti. Abiti, scarpe, magliette appoggiate sulle pedane, scaffali,  o sugli attaccapanni, proprio come in un negozio, ci mancano solo le cassiere, anche se lo staff museale indossa delle magliette create dallo stilista con il suo slogan “l’amore salverà il mondo”

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Un’altra cosa che si avverte girando per la mostra, è di quanto rilassante essa sia. Merito di tutte le pareti che sono state ri dipinte di vari colori, offrendo un panorama tranquillo e riposante. Ci sono tre aree, in questa mostra: la principale appena descritta, dove sono sparse le sue creazioni, un’altra sala con dell’oggettistica e foto di eventi e personaggi famosi con cui ha collaborato. E in più una sala che sembra progettata apposta per bambini dove possono sbizzarrirsi nella di T-shirt con appositi modelli di carta, colori, matite, pennarelli ! E’ stupendo !

Ci sono un paio di cartelloni pubblicitari che mi sono piaciuti molto, e voglio condividere con voi queste mie introspezioni:

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Nella prima immagine, non so perché mi mi viene in mente quelle domeniche sere in cui guardavo alla TV la trasmissione su Italia 1 “Drive In” ! Potrei quasi giurare di aver visto quel cartellone pubblicitario nelle loro puntate, forse mi sbaglio, ho una forte sensazione ! Nella seconda foto, invece in basso, nel riquadro centrale tra le due tigri, c’è una vecchia illustrazione del manuale di guida per l’auto che ero solito sfogliare quando mi sono fatto la patente ! Wow che ricordi ! Paninoteche, walkman, il monclear…

DSCN0258E che dire, di questa immagine? La scritta tridimensionale in blu e in rosso, a tutti ricorda il titolo del famoso eroe dei fumetti della DC Comics creato da Jerry Siegel e Joe Shuster nel 1933, è il primo supereroe della storia dei fumetti e anche soprannominato come Man of Steel oppure The Man of Tomorrow. Noto in Italia in passato anche come Ciclone, l’uomo fenomeno, l’Uomo d’acciaio e Nembo Kid : Superman DSCN0268!

Dopo la prima sala, nella seconda, chiamata “Fiorucci è il suo mondo” noto un divano alquanto particolare: infatti mi ricorda molto lo stile usato dall’artista Roy Lichtenstein, che ebbi l’occasione di ammirare nella mostra intitolata “POP Art nella Sonnabend Collection”  al Centro Culturale Candiani di Mestre qualche tempo fa. Egli infatti, realizzava le sue usando uno stile ispirato al fumetto. Sui tavoli affianco, ci sono esposti vari esempi di oggettistica realizzata da Fiorucci, e al muro sono appese alcune foto di noti vip e grandi nomi dell’arte con cui egli ha avuto l’occasione di conoscere e/o di collaborare. Nomi famosi come Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, ma anche di eventi tenutosi nel celebre “Studio54” nota discoteca di New York situata al numero 254 della 54a strada ovest a Manhattan, tra la Settima e l’Ottava Avenue, aperta tra il 1977 ed il 1986

E infine, nell’ultima area del piano, abbiamo una specie di laboratorio, pensato per i bambini, dove, possono divertirsi a creare delle T-shirt con degli appositi modelli di carta:

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In conclusione, ritengo che questa nuova mostra a Cà Pesaro è veramente molto bella, e originale. La consiglio caldamente a tutti, di andare a vederla ! E’ un tuffo nel passato, un’occasione per rilassarsi, e divertirsi, senza contare che al suo interno, il museo ospita altri piani con stupendi capolavori ! Da non perdere !!

English Version

podio fiorucci

As promised, here there is the review of the new exhibition hosted at the Cà Pesaro museum entitled “Epoca Fiorucci” as a tribute to the famous Italian fashion designer recently deceased, who left an imprint in the history of fashion, all over the world.

Elio Fiorucci’s career begun by following his father’s activity, and by taking care of fashion, first collaborating with his father, then realizing his own activity aimed at the fashions of the Anglo-Saxon world  at the end of the Sixties. In May 1967 he opened his first store in Galleria Passarella in Milan designed by the famous Amalia Del Ponte. As early as 1970 , the production of clothing for leisure time began, specially jeans, with the brand Fiorucci. The products are distributed abroad, first in Europe and then in Japan, the United States and South America.

The first Fiorucci stores are born in London and New York and then spread to the big cities around the world. Its products immediately become a matter of custom and end up attracting the attention of many famous characters of the international jet set such as Bianca Jagger, Andy Warholand Grace Jones who immediately become big fans!

In 1990, due to large debts, he  sold his business to the Japanese company Edwin International, but retained the sole design center of the group in Milan. In 2003 he realized theproject Love Therapy, which includes jeans, sweatshirts, clothes and accessories. In 2011 he became a vegetarian and collaborated with the manifesto ” The Animal Consciousness”. In 2014, together with It@rt, he created t-shirts to support theAmazon Project WWF’s and another t-shirt to denounce angora furs. In July 2015, at the age of 80, he died in his house in Milan struck down by an illness.

And now,  after this brief introduction, follow me in the visit of the exhibition, and I will tell you my impressions that I had, visiting it!

The first impression you feel when entering, is to enter a shop, and the second one instead, it seems to you to have traveled back in time for a few years. Yes, because you have the feeling of reliving the 80s-90s, when at the time these dresses were fashionable. Clothes, shoes, t-shirts resting on the platforms, shelves, or on the hooks, just like in a shop, the only thing missing are the cashiers, but the museum staff wears t-shirts created by the designer with his slogan “love will save the world” !!

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Another thing that I perceived by going around the exhibition is how relaxing it is. That’s because, all the walls, they have been re-painted in various colors, offering a relaxing and restful oasis. There are three areas, in this exhibition: the main one just described, where his creations are spread, another room with some objects and photos of events and famous people with whom he collaborated. And in addition another room that seems designed especially for children where they can indulge in creating the T-shirt with special patterns of paper, colors, pencils, markers! It’s amazing !

There are a couple of billboards that I liked a lot, and I want to share with you these introspections:

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In the first image, I do not know why I remember those Sundays evenings when I watched TV broadcast on Italy 1 “Drive In “! A very popular Italian entertainment tv program. I could almost swear to have seen that bill in their installments, maybe I’m wrong, but I have this strong feeling! In the second picture, on the other side, at the bottom, in the central frame between the two tigers, there is an old illustration of the driving manual for the car that I used to study when I got my driving license! Wow what memories! Sandwich shops, walkman, the monclear …

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And what about this image? The three-dimensional inscription in blue and red, everyone remembers the title of the famous comics hero of DC Comics created by Jerry Siegel and Joe Shuster in 1933, he is the first superhero in the history of comics and is also nicknamed Man of Steel or The Man of Tomorrow. Known in Italy in the past also as Cyclone, the phenomenon man, the Steel Man and Nembo Kid : Superman!

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 After the first room, in the second one, called “Fiorucci e il suo mondo”, I find a very particular sofa which is familiar somehow: in fact it reminds me a lot of the style used by the artist Roy Lichtenstein, whom I had the opportunity to admire in the exhibition entitled “POP Art in the Sonnabend Collection “at the Centro Culturale Candiani of Mestre some time ago. In fact, he realized his masterpieces using a style inspired by comics. On the tables next to it, there are various examples of objects made by Fiorucci, and some photos of well-known vips and great names of the art with who he has had the opportunity to meet and / or to collaborate, which are hung on the wall. Famous names such as Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, but also of events held in the famous “Studio54” disco-known in New York located at number 254 of the54th Street west to Manhattan,between Seventh and Eighth Avenue, opened between 1977 and 1986

And finally, in the last area of ​​this floor, we have a kind of laboratory, designed for children, where, they can have fun creating T-shirts with special paper models:

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In conclusion, I think this new exhibition at Cà Pesaro is really beautiful, and original. I advice warmly to everyone, to go to see it! It’s a dive into the past, an opportunity to relax and have fun, not to mention that inside the museum there are other floors with wonderful masterpieces! Not to be missed !!

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Nuove concezioni di Architettura a Cà Pesaro !

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Jpeg

 

C’è una nuova mostra a Cà Pesaro, molto interessante, ad opera dell’architetto spagnolo Navarro Baldeweg, che si intitola “Anelli di uno Zodiaco”.

Artista e architetto spagnolo, ha studiato presso l’Accademia di Madrid, di San Fernando e alla Escuela técnica superior de arquitectura (1969) Tra le sue opere si ricordano: Casa della pioggia a Lierganes, Santander (197882); riconversione dei mulini di Murcia in museo e centro culturale (198488); uffici della giunta di Estremadura, Mérida (1991); Centro Espositivo e Palazzo dei congressi di Salamanca(198592); Centro civico e biblioteca Puerta de Toledo, Madrid (198592); cupola per il Palazzo dei congressi di Salamanca (198596); Centro Cultural a Villanueva de la Cañada a Madrid (199297); alcuni edifici universitari nel campus di Las Palmas (1991-1999); il Museo de las Cuevas de Altamira (1995-2000). Tra i suoi scritti si ricordano: La habitación vacante (1999). Nel 2000 è stato eletto accademico della Reale accademia di belle arti di san Fernando di Madrid.

Juan Navarro Baldeweg sviluppa una ricerca molto personale, libera, tesa a stabilire una relazione diretta con gli elementi primi dello spazio costruito e aperto: l’orizzonte, la luce, la gravità, la materia. L’idea dell’ “anello”, attorno alla quale ruota la mostra  promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia – è stata suggerita dal dipinto Lunas, che l’artista ha realizzato nel 1980. In questa tela, vengono rappresentate, su un fondo rosso, le posizioni relative della luna intorno a un sole invisibile nella notte e presente unicamente grazie al suo riflesso.

Girando per la mostra, mi sono ritrovato in mezzo a molti modellini di palazzi da lui concepiti e/o realizzati. Essendo sempre stato un appassionato di plastici, la mostra mi è piaciuta molto. Tuttavia, guardando questi modellini e le spiegazioni scritte, non posso far a meno di ricordare una vecchia mostra tenuta a Palazzo Fortuny, chiamata TRA di Axel Verrvordt, in cui si parlava dell’equazione aurea, e di come si possa applicare nelle diverse discipline artistiche, inclusa l’architettura. Infatti c’è stato chi ha provato a realizzare un palazzo seguendo certe regole matematiche.

E’ una mostra affascinante, intrigante, oserei dire. Lo stile dell’architetto Spagnolo ri elabora le 4 forze fisiche della natura in una nuova concezione, dando alla luce degli autentici capolavori.

Dal 26 Maggio al 7 Ottobre 2018 Venezia.

Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna
Santa Croce 2076, 30135 Venezia Tel. +39 041 721127

 

New concepts of Architecture in Cà Pesaro!

 

Jpeg

 

There is a new exhibition at Cà Pesaro, very interesting, by the Spanish architect Navarro Baldeweg, which is called “Rings of a Zodiac”.

Spanish artist and architect, he studied at the Academy of Madrid, San Fernando and the Escuela técnica superior de arquitectura (1969). Among his works we mention: Rain House in Lierganes, Santander (1978-82); reconversion of the Murcia mills in a museum and cultural center (1984-88); offices of the junta of Extremadura, Mérida (1991); Exhibition Center and Palace of Congresses of Salamanca (1985-92); Puerta de Toledo Civic Center and Library, Madrid (1985-92); dome for the Palace of Congresses of Salamanca (1985-96); Cultural Center at Villanueva de la Cañada in Madrid (1992-97); some university buildings on the Las Palmas campus (1991-1999); the Museo de las Cuevas de Altamira (1995-2000). His writings include: La habitación vacante (1999). In 2000 he was elected academic of the Royal Academy of Fine Arts of San Fernando in Madrid.

Juan Navarro Baldeweg develops a very personal, free research, aimed at establishing a direct relationship with the first elements of the built and open space: the horizon, the light, the gravity, the matter. The idea of ​​the “ring”, around which the exhibition promoted by the Venice Civic Museums Foundation revolves – has been suggested by the Lunas painting, which the artist created in 1980. In this canvas, they are represented on a red background , the relative positions of the moon around an invisible sun in the night and present only thanks to its reflection.

Going around the exhibition, I found myself among many models of buildings designed and / or built by him. Having always been a model enthusiast, I liked the show very much. However, looking at these models and the written explanations, I can not help but remember an old exhibition held at Palazzo Fortuny, called TRA by Axel Verrvordt, which spoke of the golden equation, and how it can be applied in the various artistic disciplines. , including architecture. In fact, there were those who tried to build a building following certain mathematical rules.

 

It’s a fascinating, intriguing show, I dare say. The Spanish architect’s style reworks the 4 physical forces of nature in a new conception, giving birth to authentic masterpieces.

From 26 May to 7 October 2018 Venice.

Ca ‘Pesaro – International Gallery of Modern Art
Santa Croce 2076, 30135 Venice Tel. +39 041 721127

 

Madre Gaia approda a Venezia !

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Gaia
Gaia Dea della Terra

C’è una mostra che si estende tra tre musei: Palazzo Mocenigo, Casa di Carlo Goldoni e il Museo del vetro di Murano. Non sono stato in quest’ultimo, ma vi parlerò di quanto ho visto nei primi due. La mostra si intitola “Bifore Trifore Dorifore” realizzata dall’artista Resi Girardello.

Girardello è un’artista che lavora e ha studiato tra Venezia e Londra, i suoi lavori sono focalizzati su tematiche scientifiche, molto interessanti quali “la teoria di Gaia” concepita dalla scienziato brittanico James Lovelock, un chimico di tutto rispetto che ha ottenuto la laurea in una prestigiosa scuola di medicina di Londra e ha condotto numerose ricerche nell’Università di Yale, nel collegio di medicina di Baylor e poi ad Harward, negli Stati Uniti. Quindi il lavoro dell’artista proviene da teorie studiate da uno scienziato di tutto rispetto.

In un primo momento la teoria di Gaia, che altro non è che il nome del pianeta Terra, inteso come essere vivente (nome derivato da quello della divinità femminile greca, nota anche col nome di Gea), si basa sull’ipotesi che gli oceani, i mari, l’atmosfera, la crosta terrestre ect ect restano in condizioni ottimali alla presenza della vita, proprio grazie al comportamento e all’azione di tutti gli organismi viventi, sia vegetali e animali.

Gaia è pertanto un organismo vivente, dotato di un proprio metabolismo, che rischia di ammalarsi, come ogni essere vivente, a causa dei troppi danni causati dall’uomo, quali il surriscaldamento globale, il buco dello strato dell’ozono, l’inquinamento dell’aria, la deforestazione ect.

L’artista esplora questa tematica con le sue creazioni, con sculture in acciaio e filo di rame tessuto all’uncinetto, che sono distribuite nei tre musei (sopra menzionati) della Fondazione Civici di Venezia. La tecnica usata, è qualcosa che non ho mai visto prima, e mi ha colpito molto !! Le sue opere sono veramente dei capolavori, e meritano di esser visti !!

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Naturalmente, l’opera più spettacolare è senz’altro e quella raffigurante Gaia, al Portego del primo piano di Palazzo Mocenigo. Un’opera stupefacente !! Se ci si avvicina, si può osservare i contorni dei continenti ! Un’opera sensazionale !! Un’altra, invece è a piano terra del Museo di Casa di Carlo Goldoni, intitolata “Tigre contro Tigre”. L’opera riguardante la zanzara tigre, ci fa riflettere, sul fatto che, sebbene sia un insetto così piccolo, e insignificante, è considerato una minaccia di possibili future pandemie, ed è  portatore di malattie.

Una delle più belle mostre che io abbia mai visto, non vi dico altro, e invito tutti, ad andare a vederla, in tutte le sue sedi:

Palazzo Mocenigo
Santa Croce 1992, 30135 Venezia
Tel +39 041 721798
Casa di Carlo Goldoni
San Polo 2794, 30125 Venezia
T +39 041 2759325
Museo del Vetro
Fondamenta Giustinian 8, 30141 Murano
Tel +39 041 2434914

Mother Gaia arrives in Venice

Gaia

There is an exhibition that extends between three museums: Palazzo Mocenigo, Casa di Carlo Goldoni and the Museum of Glass of Murano. I have not been in the latter, but I will talk about what I saw in the first two. The exhibition is titled “Bifore Trifore Dorifore” created by the artist Resi Girardello.

Girardello is an artist who works and studied between Venice and London, her works are focused on scientific issues, very interesting such as “the theory of Gaia” conceived by the British scientist James Lovelock, a respected chemist who obtained his degree in a prestigious medical school in London and has conducted extensive research at the University of Yale, in the Baylor medical school and then in Harward, in the United States. So the artist’s work comes from theories studied by a well respected scientist.

At first the theory of Gaia, which is none other than the name of the planet Earth, understood as a living being (name derived from that of the Greek female deity, also known as the Gea), is based on the hypothesis that the oceans , the seas, the atmosphere, the terrestrial crust ect ect remain in optimal conditions in the presence of life, thanks to the behavior and action of all living organisms, both plant and animal.

Gaia is therefore a living organism, endowed with its own metabolism, which risks becoming ill, like any living being, due to the excessive damage caused by man, such as global warming, the hole in the ozone layer, the pollution of the ‘air, deforestation ect.

The artist explores this theme with his creations, with steel sculptures and crochet copper wire, which are distributed in the three museums (mentioned above) of the Civic Foundation of Venice. The technique used is something I’ve never seen before, and it really impressed me !! His works are truly masterpieces, and deserve to be seen !!

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Naturally, the most spectacular work is undoubtedly the one depicting Gaia, at the Portego on the first floor of Palazzo Mocenigo. An amazing work !! If you approach it, you can observe the contours of the continents! A sensational work !! Another one, instead, is on the ground floor of the House of Carlo Goldoni, entitled “Tiger vs Tiger”. The work concerning the tiger mosquito, makes us reflect on the fact that, although it is such a small insect, and insignificant, it is considered a threat to possible future pandemics, and is a carrier of diseases.
One of the most beautiful exhibitions I have ever seen, I will not say anything more, and I invite everyone to go and see it, in all its locations:

Palazzo Mocenigo
Santa Croce 1992, 30135 Venezia
Tel +39 041 721798
Casa di Carlo Goldoni
San Polo 2794, 30125 Venezia
T +39 041 2759325
Museo del Vetro
Fondamenta Giustinian 8, 30141 Murano
Tel +39 041 2434914

 

Biker per sempre !

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Mostra di moto a Forte Marghera
Mostra di moto a Forte Marghera

Sono stato all’inaugurazione della mostra “Motocicletta” a Forte Marghera, dove si possono ammirare 41 pezzi tra moto, scooter, prototipi, e vere leggende del mondo biker ! In fin dei conti, una moto è come un’opera d’arte, e quindi sembra appropriato che la Fondazione Civici Musei di Venezia, abbia voluto aprire questa mostra, in questo luogo, ritrovo di giovani durante le serate estive.

Molte sono le  aree espositive:

  • Scooter
  • Heritage
  • In Africa
  • Ardite e raffinate
  • Elettrico
  • Le moto fondamentali

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Si possono vedere esemplari come “Harley-Davidson Softail Slim”, la “Vespa 946 red”, la “Moto Guzzi GP 500 8 cilindri” il “Piaggio Ciao”, la “Vespa Venice”, la “BMW R nine T Scambler”, la “Bohmerland” del 1926 e tantissime altre !!

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La motocicletta, spesso anche chiamata moto, è un veicolo avente due ruote in linea, una davanti e una dietro,  provvisto di motore che  sviluppa una grande potenza e di un cambio manuale che, guidato da una persona, detto anche centauro, permette di muoversi autonomamente su strada o su altro terreno da solo o in compagnia di un altro passeggero. La motocicletta quindi si differenzia dagli altri veicoli a motore a due ruote per la presenza di ruote di grande diametro (generalmente 16, 17 o 18 pollici) e per il fatto che il serbatoio per il carburante è  situato tra la sella e il gruppo di sterzo, obbligando così  il motociclista a montare  a cavalcioni del mezzo.

L’invenzione della motocicletta viene fatta risalire all’ingegnere francese Louis-Guillaume Perreaux  nel 1869. Il primo esemplare a due ruote della storia era alimentata da un motore a vapore e successivamente qualche mese più tardi  venne aggiunto un telaio mono trave in acciaio, il suo creatore la chiamò: Vélocipede à Grande Vitesse”.

 La moto ha sempre rappresentato un mito specie a partire dagli anni 50, lo possiamo notare nel film “Il selvaggio” con Marlon Brando, nella serie televisiva “Happy days” e, molti altri…

Rappresenta la libertà, il sentirsi liberi, di andare in giro senza costrizioni, scadenze, solo la moto e la strada.  Questo stile di vita è nato quando si sono create le prime comunità bikers. Nate negli Stati Uniti d’America poco dopo il termine della seconda guerra mondiale e formate da persone che utilizzavano principalmente le Harley-Davidson o altri chopper,  vivevano una vita on-the-road, seguendo una filosofia basata sulla fratellanza, l’onore, il rispetto, lo spirito di corpo che unisce i membri dello stesso club motociclistico, e l’orgoglio di indossare i colori (o Back Patch) di un club (detto MC).

Il tempo passa , e il fenomeno della motocicletta contagia tutti, anche le donne ! Infatti troviamo numerose club di bikers al femminile:

Anche nel campo della musica, si è spesso dedicato delle canzoni alle moto, ma c’è chi si è spinto anche oltre come la batterista Roxy Petrucci della band musicale Vixen degli anni 90, si fece fare la postazione alla batteria, utilizzando una moto!

Exif_JPEG_PICTUREInvito tutti ad andare a vedere questa bellissima mostra. L’ingresso è gratuito. C’è la possibilità per chi vuole, di acquistare la shopper bag MUVE al prezzo simbolico di 3 euro, che si potrà poi riempire gratuitamente di tutti i libri e cataloghi sui Musei civici di Venezia che riuscirà a contenere !

Motocicletta – L’architettura della velocità

Forte Marghera – via Forte Marghera 30

30173 Venezia Mestre

Mar – Dom : 15.00 22.00 (chiuso il lunedì)

Ingresso libero : http://www.visitmuve.it/motocicletta

Bikers forever !

Mostra di moto a Forte Marghera

I was at the opening of the “Motocicletta” exhibition in Forte Marghera, where you can admire 41 pieces between motorcycles , scooters, prototypes, and true legends of the biker world! After all, a motorcycle is like a work of art, and therefore it seems appropriate that the Fondazione Civici Musei di Venezia wanted to open this exhibition, in this place, a meeting place for young people during the summer evenings.

There are many exhibit areas:

  • Scooter
  • Heritage
  • In Africa
  • Ardite and refined
  • Electric
  • Basic motorcycles

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You can see specimens like “Harley-Davidson Softail Slim”, the “Vespa 946 red”, the “Moto Guzzi GP 500 8 cylinder” the “Piaggio Ciao “, the” Vespa Venice “, the” BMW R nine T Scambler “, the” Bohmerland “of 1926 and many others !!

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The motorcycle, is a vehicle with two wheels in line, one in front and one in the rear, equipped with a motor that develops a great power and a manual transmission that, guided by a person, also called centaur, allows he / she to move independently on the road or on other terrain alone or in the company of another passenger. The motorcycle therefore differs from other two-wheeled motor vehicles due to the presence of large diameter wheels (generally 16, 17 or 18 inches) and due to the fact that the fuel tank is located between the saddle and the steering assembly , thus forcing the rider to ride astride the vehicle.

The invention of the motorcycle is traced back to the French engineer Louis-Guillaume Perreaux in 1869. The first two-wheeled model in history was powered by a steam engine and a few months later a single steel girder frame was added, his creator called her: “Vélocipede à Grande Vitesse”.
The bike has always been a myth especially since the 50s, we can see them in the movies “The Wild” with Marlon Brando, in the television series “Happy Days” and many others …

The bike represents freedom, feeling free, going around without constraints, deadlines, just you, the bike and the road. This lifestyle was born when the first community bikers were created. Born in the United States of America shortly after the end of the Second World War and formed by people who mainly used the Harley-Davidson or other choppers, they lived an on-the-road life, following a philosophy based on brotherhood, honor, respect, the spirit of body that unites the members of the same motorcycle club, and the pride of wearing the colors (or Back Patch) of a club (called MC).

Time passes, and the phenomenon of motorcycles infects everyone, even women! In fact, we find many female bikers clubs:

Also in the field of music, songs have often been dedicated to motorcycles, but there are those who have gone even further as the drummer Roxy Petrucci of the 90s Vixen music band,  that had re designed her  battery station adding to it, a real motorcycle!

 

Exif_JPEG_PICTUREI invite everyone to go and see this beautiful exhibition. Admission is free. There is the possibility for those who want, to buy the MUVE shopper bag at the symbolic price of 3 euros, which can then be filled free of all the books and catalogs on the Civic Museums of Venice that will be able to contain!

 

 

Motocicletta – Speed ​​architecture

Forte Marghera – via Forte Marghera 30

30173 Venezia Mestre

Mar – Sun: 3 pm 10 pm (closed on Mondays)

Free admission: http://www.visitmuve.it/motocicletta

 

Giulia Lama a Cà Rezzonico

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Giulia_Lama_-_PiazzettaC’è una nuova mostra a Cà Rezzonico, molto interessante su Giulia Lama, un’artista che non tutti conoscono, e che merita di esser riscoperta.

Di lei, sapevo solo che c’era un suo quadro “Martirio di San Eurosia” al primo piano tra la sala della biblioteca e la sala del Tiepolo.  Quadro che ora fa parte della mostra insieme ai 11 bozzetti.  La vicenda del quadro narra che, Eurosia era la figlia del duca di Boemia, vissuta intorno alla fine del IX secolo, venne richiesta da papa Giovanni VIII come moglie per l’erede al trono di Aragona, in quel periodo, ultima difesa della cristianità contro i saraceni. La ragazza accettò e andò in Spagna; ma, appena varcati i Pirenei, lei e il gruppo con cui viaggiava furono attaccati da saraceni, ed Eurosia venne martirizzata, appena sedicenne, con il taglio di mani e piedi prima della decapitazione. Si dice che quando morì scoppiò un violento temporale che mise in fuga i saraceni. Da allora in Spagna si propagò il culto e la credenza nella sua protezione contro le bufere.

Da pochi giorni, è stata inaugurata nella sala degli arazzi, al primo piano, presso il museo di Cà Rezzonico, una mostra dedicata a lei. Al suo interno ci sono il quadro sopra menzionato e 11 bozzetti di nudi femminili, tutti molto interessanti.

Tuttavia, mi ha molto colpito la storia di questa pittrice, che si dice, fosse brava quanto la Rosalba Carriera, di cui, i suoi quadri a pastello, si possono vedere nella sala precedente, nella sala dell’alcova al secondo piano, sulla testiera del letto. E al terzo piano nella sala 10 della galleria Egidio Martini. Eppure non siamo in possesso di molti dati su di lei. Come mai ?

Sembrerebbe, che, nonostante fosse bravissima sia nella pittura, nella poesia, e nel ricamare, sia stata ostacolata, mal giudicata, e disprezzata, per motivi a me totalmente incomprensibili. Dicevano di lei che era talmente brutta, da non riuscire a trovare marito, dicevano che era ostinata, angosciata, depressa, sulla via della nevrosi. Ma non era così, anzi tutt’altro. Solo il Piazzetta ne parlava bene. Ella aveva osato, in una società difficile per quei tempi, ad essere autonoma, sia nella vita che nella professione. Era brava quanto i colleghi pittori maschi, solo che lei faceva dipinti, che tutti potessero guardare, nelle chiese, non nei salotti, per la vista di pochi.

Unica e sola figlia di Agostino e di Valentina dell’Avese, nata a Venezia il 1° ottobre del 1681, nella parrocchia di S. Maria Formosa e registrata con il nome di Giulia Elisabetta.  Sembra che abbia sempre abitato nella contrada natale, in calle Lunga, sino alla sua morte. Non risulta che fosse sposata, né che avesse figli. In giovane età studiò matematica, e questo farebbe supporre che un suo approccio alla pittura, avvenne più tardi.  Il padre non la scoraggio mai, anzi l’accolse nella bottega per fare esercizio. Morì a Venezia il 7 ottobre del 1747, per una febbre acuta con affetto cutaneo, che peggiorò.

Potete capirmi, come mi abbia intristito, questa storia, di una donna, che ha sempre combattuto contro i pregiudizi, l’invidia, la cattiveria, solo perché aveva osato essere diversa, essere autonoma, essere alla pari in una società con il paraocchi. Ecco perché penso, che quest’artista debba essere riscoperta, e invito tutti quanti, a visitare questa mostra a lei dedicata. Sebbene le opere siano poche, è il messaggio che si vuole lanciare, che è importante. E’ importante che questa grande donna, tutte le donne che vogliono affermarsi, e che non si arrendono di fronte a niente, non passino inosservate oggi, come allora.

Giulia Lama. Pittrice e poetessa 1681-1747

Dal 23 maggio al 3 settembre 2018
Ca’ Rezzonico Dorsoduro 3136, 30123 Venezia

Tel. +39 041 2410100

 

Giulia Lama exibition at Cà Rezzonico Museum !!

Giulia_Lama_-_Piazzetta

There is a new exhibition at Cà Rezzonico, very interesting, about Giulia Lama, an artist that not everyone knows, and that deserves to be rediscovered.

Of her, I only knew that there was a painting called “Martyrdom of San Eurosia” on the first floor between the library hall and the Tiepolo hall. Painting that  now is part of this exhibition, along with the 11 drawings. The story of the painting tells that, Eurosia was the daughter of the Duke of Bohemia, she lived around the end of the ninth century, and she was requested by Pope John VIII to become wife for the heir to the throne of Aragon, at that time, the last defense of Christianity against the Saracens. The girl accepted and went to Spain; but, as soon as they crossed the Pyrenees, she and the group she was traveling with were attacked by Saracens, she was martyred, barely sixteen, with her hands and feet cut before being beheaded. It is said that when he died, a violent storm broke out, causing the Saracens to flee. Since then in Spain the cult and belief in its protection against the storms has spread a lot among common people.

A few days ago, an exhibition dedicated to her was inaugurated in the tapestry room on the first floor of the Cà Rezzonico museum. Inside there are the above mentioned painting and 11 drawings of female nudes, all very interesting.

However, what impressed me the most, was Giulia Lama’s story, it has been said that was good as  as Rosalba Carriera was, whose pastel paintings can be seen in the previous room, in the alcove room on the second floor, on the headboard of bed. And on the third floor in room 10 of the Egidio Martini gallery. Yet we do not have much data on her. Why is that ?

It would seem that, despite being very good both in painting, in poetry, and in embroidering, she has been hampered, misjudged, and despised, for reasons totally incomprehensible to me. They said of her that she was so ugly, that she could not find an husband, they said she was stubborn, anguished, depressed, on the road to neurosis. But it was not like that, actually far from it. Only the Piazzetta talked about her so well. She had dared, in a society (difficult for those times), to be autonomous, both in life and profession. She was as good as her fellow male painters, only that she painted, what everyone could look, in churches, not in salons, for the sight of a few.

The only daughter of Agostino and Valentina dell’Avese, she was born in Venice on 1 October 1681, in the parish of S. Maria Formosa and registered with the name of Giulia Elisabetta. It seems that she has always lived in the native district, in Calle Lunga, until her death. It does not appear that she was married or had any children. At a young age she studied mathematics, and this would suggest that her approach to painting came in later time. The father never discouraged her, on the contrary he welcomed her into the shop to do some exercises. She died in Venice on 7 October 1747, due to an acute fever with cutaneous affection, which worsened, caused her demise.

You can understand me, why I was so saddened, by the story of this woman, who has always fought against prejudice, envy, wickedness, just because she dared to be different, to be independent, to be on a par with a society in the eye. That’s why I think, that this artist should be rediscovered, and I invite everyone, to visit this exhibition dedicated to her. Although the works are few, it is the message  which is important. It is important that this great woman, all women who want to establish themselves, and who do not give up on anything, do not go unnoticed today, as they did then.

Giulia Lama. Painter and poetess 1681-1747

From 23 May to 3 September 2018
Ca ‘Rezzonico Dorsoduro 3136, 30123 Venice

Tel. +39 041 2410100

Tantissime mostre a Palazzo Mocenigo !!

For the english translation, please scroll down the page, thank you.

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Non si era mai visto così tante mostre nello stesso periodo a Palazzo Mocenigo ! Di recente sono andato in quel bellissimo museo per turni di lavoro, e ho potuto constatare, che al suo interno, non c’è una sola mostra ma tre !!

Cercherò quindi di fare, in questo unico blog, la recensione di ognuna, e spero di non dilungarmi troppo, c’è così tanto da scrivere su ognuna di esse !

Il Museo di Palazzo Mocenigo, è uno dei mie musei preferiti: Oltre ad esser stato la residenza di una delle famiglia più importanti di Venezia, ora è un museo che ospita la sezione del tessuto e del profumo. La mostre attualmente visibili sono:

  • VENEZIA E L’ORIENTE. La collezione della Fondazione di Venezia
  • LA VITA IN ROSSO E BIANCO. Opere di Brigitte Bouquin-Sellès
  • Wheels on Waves di Andrea Stella

Al primo piano c’è la mostra Venezia e l’oriente: In un paio di stanze, sono stati collocati degli abiti di fattura orientale, sui manichini, a fianco di altri con i consueti costumi veneziani. Solo poco tempo fa, a piano terra c’era la mostra sui tessuti giapponesi “Katagami e Katazome (ormai finita) Adesso si può contemplare questi stupendi abiti e vedere come era diverso il modo di vestire nei paesi asiatici.

Sono un appassionato del paese del Sol Levante e della Cina, sopratutto per il periodo storico feudale, e sono contento che ci sia questa opportunità di vedere questi costumi da vicino. E’ veramente molto interessante ! La mostra, cominciata il 20 gennaio, terminerà il 26 agosto, e offre così un ampio margine di tempo per tutti quanti i turisti e non, che vorranno venire a vederla.

A piano terra, in angolo a sinistra, dove prima era collocata la mostra “Katagami e Katazome”, ora c’è la mostra di Brigitte bouguin Sellès “La vita in bianco e rosso “. Brigitte Bouquin Sellès è un’artista Francese nata nel sud della Francia, nella terra degli angioni, famosa per i suoi arazzi medievali e le fabbriche di tessuti.

L’artista annoda e tesse su grandi telai fatti in legno, A Trelazé, dove possiede uno studio, ella con stoffe e tessuti, reinventa, o concepisce in maniera nuova disegni e composizioni astratte, o di forme geometriche nuove e/o dimenticate.

In un’intervista l’artista francese ha dichiarato che il suo lavoro è mirato  a raccontare una o più storie, non importa quali siano le tecniche di lavoro che usa, è fondamentale che ci sia un collegamento diretto ed emotivo tra il pubblico e il suo lavoro. Con le sue opere, ella cerca di unire in un solo abbraccio il mondo intero, per liberarlo dalle sofferenze e dalle guerre che ancora lo affliggono.

Ecco qui sotto un video sull’artista francese dove si possono vedere alcune delle opere installate anche nella mostra presso Palazzo Mocenigo:

Sempre a piano terra subito all’ingresso del museo c’è la mostra “Wheels on Waves” di Andrea Stella. Una mostra realizzata per sensibilizzare la gente sull’importanza delle barriere architettoniche, e sui diritti delle persone con disabilità.

Andrea Stella era una persona come tante, nell’agosto del 2000 a 24 anni, neolaureato alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento, intraprende un viaggio  negli Stati Uniti. Una sera, mentre si trovava a Fort Lauderdale, in Florida, resta coinvolto in una sparatoria. Rimane ferito, e la sua vita non sarà più la stessa.  Dopo più di un mese di coma, la diagnosi è terribile: paraplegia agli arti inferiori. La vita di Andrea viene totalmente sconvolta. Torna in Italia, dove lo aspetta la sua quotidianità: la sua famiglia, gli amici e il suo grande amore per il mare. Sarà proprio questo amore per il mare che gli darà un forte impulso per rinascere.  Velista e grande appassionato della nautica, sogna di tornare a navigare.  Grazie al sostegno della sua famiglia, egli comincia  prima a costruire un catamarano accessibile a tutti, e poi, nel 2003, a fondare “Lo Spirito di Stella”, un’Onlus impegnata nella sensibilizzazione delle persone che hanno il suo stesso handicap e  dell’abbattimento delle barriere architettoniche.

Lo spirito di Stella è un catamarano multiscafo, progettato esplicitamente per ospitare persone in carrozzina. Con esso Andrea Stella ha effettuato un viaggio da Miami a Roma, passando per New York, per incontrare il Santo Padre, per dargli la “Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Lo scopo di quest’imbarcazione , è diffondere in tutto il mondo, dagli stati uniti all’europa, un messaggio di pace e di rispetto per le persone con disabilità e i loro diritti. Ma il suo viaggio non si ferma mai…

Per qualsiasi informazione sulle mostre attualmente allestite, visitate il sito ufficiale :

http://mocenigo.visitmuve.it

Museo di Palazzo Mocenigo Centro Studi di Storia del Tessuto

Santa Croce 1992,

30135 Venezia

Tel +39 041 721798

mocenigo@fmcvenezia.it

So many interesting exibitions at Mocenigo Palace !!

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I have never seen so many exhibitions at the same time at Palazzo Mocenigo, all at once! I recently went to that beautiful museum for my work shifts, and I was able to see that, there is not just one show but three!

There is so much to say about each one of these exibitions. I will try to do my best to describe them, without writing too much, I know, sometimes, I like to write for hours no end..

The Museum of Palazzo Mocenigo is one of my favorite: In addition to being the residence of one of the most important family in Venice, it is now a museum that houses the fabric and perfume section. The currently visible exhibits that you can see are:

  • Venice and the Orient. The collection of the Venice fondation
  • The life in red and White. works  by Brigitte Bouquin-Sellès
  • Wheels on Waves by Andrea Stella

On the first floor there is the exhibition “Venice and the East”: In a couple of rooms, clothes  on the oriental manifacture, have been placed on mannequins, alongside others with the usual Venetian costumes. Only recently, on the ground floor there was the exhibition about Japanese fabrics “Katagami and Katazome (now over) Now you can contemplate these beautiful clothes and see how different the way of dressing in Asian countries.

I am fond of the land of the Rising Sun and China, especially for the feudal period, and I am happy that, there is this opportunity to see these customs closely. It is really very interesting! The exhibition, which has began on 20 January, will end on 26 August, and thus offers ample time for all the tourists and non-tourists, who wish to come and see it.

On the ground floor, on the left corner,  where  the exhibition “Katagami and Katazome” was located, there is now an exhibition by Brigitte bouguin Sellès “The life in red and white”. Brigitte Bouquin Sellès is a French artist born in the south of France, in the land of the angioni, famous for its medieval tapestries and fabric factories.

The artist knots and weaves on large frames made of wood, In Trelazé, where she owns a studio, she works with fabrics, reinvents, or conceives new designs and abstract compositions, or new and / or forgotten geometric shapes.

In an interview, the French artist said that her work is aimed at telling one or more stories, no matter what the working techniques she uses, it is essential that there is a direct and emotional connection between the public and her work. With her works, she tries to unite in a single embrace the whole world, to free him from the sufferings and the wars that still afflict him.

Here is a video on the French artist where you can see some of the works installed also in the exhibition at Palazzo Mocenigo:

Also on the ground floor immediately at the entrance of the museum, there is the exhibition “Wheels on Waves” by Andrea Stella. An exhibition designed to sensitize people on the importance of architectural barriers, and on the rights of people with disabilities.

Andrea Stella was a person like many others, in August 2000 at the age of 24, a recent graduate from the Faculty of Law of the University of Trento, he embarked on a trip to the United States. One evening, while in Fort Lauderdale, Florida, he was involved in a shootout. He remains hurt, and his life will never be the same. After more than a month of coma, the diagnosis was terrible: paraplegia in the lower limbs. Andrea’s life is totally upset. He returns to Italy, where his daily life awaits him: his family, friends and his great love for the sea. It will be this love for the sea that will give him a strong impulse to  reborn. A sailor and a great lover of boating, he dreams of returning to sailing. Thanks to the support of his family, he first began to build a catamaran accessible to everyone, and then, in 2003, to found “Lo Spirito di Stella”, an exclusive charity dedicated to raising the awareness of people with the same handicap and breaking down of architectural barriers.

Stella’s spirit is a multi-hull catamaran, explicitly designed to accommodate people in wheelchairs. With it, Andrea Stella has made a trip from Miami to Rome, passing through New York, to meet the Holy Father, to give him the “United Nations Convention on the Rights of Persons with Disabilities.” The purpose of this boat is to spread throughout the world, from the United States to Europe, a message of peace and respect for people with disabilities and their rights, but its journey never stops …

 

For any information on the exhibitions currently set up, visit the official website:

http://mocenigo.visitmuve.it/en/home/

Museum of alazzo Mocenigo Study Centre of the History of Fabrics and Costumes

Santa Croce 1992

30135 Venezia

phone +39 041 721798

info@fmcvenezia.it

Arte in Fabbrica – la chiave, la serratura

For the english translation please scroll down the page thank you.

 

visuale-alta-facciata-aziendaC’è una mostra che mi sento di raccomandare a tutti quanti di andare a vedere: “L’arte in fabbrica”, è una mostra insolita, sia per il tema che per il luogo che la ospita. Infatti la mostra la si può ammirare, non all’interno di un museo, ma all’interno della ditta Keyline di Conegliano. La Keyline è una ditta leader nel settore delle duplicazioni di chiavi, che deve il suo successo, non solo per la qualità dei suoi prodotti, ma anche per la creazione di un nuovo modello di fabbrica, incentrato su attività alternative da inglobare nella  ormai già collaudata realtà aziendale.

JpegLa Dott.ssa Maria Cristina Gribaudi, imprenditrice al comando dell’azienda, ormai da due anni circa, occupa la carica di Presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia, e lavora costantemente su numerosi progetti, tra cui il dialogo tra due mondi completamente diversi: la fabbrica e i musei.

L’arte in fabbrica si propone proprio questo: è una mostra con 41 opere, quadri incentrati sulla tematica proposta dall’azienda, ovvero la chiave, realizzata su tela, con diverse sfumature e significati. Hanno collaborato a questa impresa, grandi artisti come: Gianni De Marchi, Ester Gasparutti, Pedro Luis Lava, Renato Melato, Guido Raimondi, Anna Zaramella D’Este, Aldo Zerbinati, e tanti altri !

In queste magnifiche opere, la chiave assume diverse forme e significati: è la chiave che apre la porta dei sogni, dello spazio e del tempo. Queste nuove interpretazioni, mi portano alla memoria, la mostra di Axel Vervoordt “TRA” che si tenne anni fa a Palazzo Fortuny. In quella mostra, erano esposte porte e finestre, che erano interpretate come portali. Lo stesso accade qui, in questa mostra. La chiave apre un portale per ognuno di noi, diverso per ognuno di noi. Permettetemi di condividere con voi, alcune emozioni che mi hanno regalato.

dscn0097.jpgL’opera s’intitola “La chiave del tempo” di Renato Melato. In quest’immagine, vediamo una donna che si incammina in un percorso che la porta verso una serratura. Dietro di lei ci sono delle chiavi sparse sul terreno. La serratura è il portale del tempo, e le chiavi sparse a terra, accedono ad un tempo, ad una dimensione diversa, per tipologia di chiave, o del personaggio che la impugna. La tematica del viaggio nel tempo, è stata immaginata diverse volte: da H.G. Wells, oppure rappresentata dal portale di Stargate, dal Tardis del Doctor Who, dalla DeLorean di Ritorno al Futuro, ma mai prima d’ora era stata realizzata, concepita una a forma di serratura ! Guardando e riguardando questo quadro, non ho potuto fare a meno di notare, che il percorso dove la donna  in ombra si appresta a percorrere, è fatta di mattoni gialli, proprio come quella vista nel celebre film “Il Mago di OZ” ! Come Dorothy Gale percorre quella strada alla ricerca di una via per tornare a casa, così potrebbe essere vista questa immagine: una strada dorata che porta alla meta, circondata da una nebbia di vari colori.

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L’opera di Guido Raimondi si intitola “Soluzione”, essa rappresenta una serratura alla rovescia che  apre su un’umanità divisa in due aree di diverso colore, e la serratura potrebbe essere la soluzione per riportare al mondo una visione corretta.

Immagino non sia diversa dalla filosofia del surfista, ovvero, che a volte, per raggiungere un determinato obiettivo, si deve andare controcorrente. Molto bella l’immagine delle persone divise in due aree di colore. Confesso che quando ho ammirato il quadro, sono rimasto diversi minuti a fissarlo, e poi a provare a ruotare la testa, per godere di un diverso punto di vista. La soluzione arriva dopo che si esamina il problema da diverse prospettive. Anello, serratura, e chiave, sono realizzati con grande cura e  dettaglio, soprattutto la forma della chiave. Questo quadro è stupendo, all’inaugurazione mi avrà fatto male il collo per girare e rigirare la testa, solo adesso che la guardo dal catalogo, posso ammirare pienamente la ricchezza dei dettagli, è stupefacente!

dscn0081-e1526761658241.jpgIl titolo di quest’opera è “Lc 12,34,” di Aldo Zerbinati, un frate francescano che disegna e dipinge nel suo tempo libero. Guardando questo dipinto, quello che balza all’occhio sono le tante chiavi legati ai libri, e mi è partito subito il pensiero su questo concetto : chiavi legati ai libri = chiavi legate alla cultura ! E’ questa l’emozione che mi ha dato di primo impatto ! Come questa mostra vuole unire il mondo delle chiavi all’arte, così si lega al mondo della lettura. E’ tramite essa che l’essere umano cresce, impara, sogna , immagina e crea !

dscn0078.jpgUn’altra splendida opera che mi ha colpito molto è quella realizzata d Ester Gasparutti, intitolata “La chiave dei sogni”. Mi sembra quasi di vedere nella chiave, specialmente nel suo anello, una specie di prisma o specchio che si sdoppia più volte per riflettere varie immagini di luoghi diversi, ma ambientati sempre nella città di Venezia,  le forme dei cavalli bianchi che rappresentano la volontà di correre liberi..

I sogni ci spronano ad andare avanti, sono le idee, le ambizioni, la volontà di creare qualcosa di nuovo, di rivoluzionario, di impossibile, ma che se ci credi veramente, si è capaci di tramutare in realtà !

Ci sarebbero altre decine di quadri da commentare, perché sono tutti molto belli ! Io, non posso far altro che raccomandare calorosamente di andare a vederla, ne vale veramente la pena !

Orari della mostra: dal 20 maggio – 1 giugno 2018

giovedì e venerdì 15:00 – 17:00 – sabato e domenica 10:00 – 12:00; 15:00 – 19:00.

Ingresso libero. Per maggiori informazioni: 0438 202511 – info@keyline.it

 

Art in the factory: the key, the lock

 

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There is an exhibition that I would recommend to everyone to go and see: “Art in the factory”, this is an unusual exhibition, both for the theme and for the place that hosts it. In fact, the exhibition can be admired, not inside a museum, but inside the Keyline company in Conegliano. Keyline is a leading company in the field of key duplication, which owes its success, not only for the quality of its products, but also for the creation of a new factory model, focused on alternative activities to be incorporated into the already tested business reality.

Jpeg

Dr. Maria Cristina Gribaudi, an entrepreneur in charge of the company, now for about two years, holds the position of President of the Venice Civic Museums Foundation, and works constantly on numerous projects, including the dialogue between two completely different worlds: the factory and the museums.

The art at the factory is just this: it is an exhibition with 41 works, paintings focused on the theme proposed by the company, that is, the key, made on canvas, with different shades and meanings. Great artists like Gianni De Marchi, Ester Gasparutti, Pedro Luis Lava, Renato Melato, Guido Raimondi, Anna Zaramella D’Este, Aldo Zerbinati, and many others have collaborated on this project!

In these magnificent works, the key takes on different forms and meanings: it is the key that opens the door to dreams, space and time. These new interpretations bring to mind the exhibition of Axel Vervoordt “TRA” that was held years ago at Palazzo Fortuny. In that exhibition, doors and windows were exposed, which were interpreted as portals. The same happens here in this exhibition. The key opens a portal for each of us, different for each of us. Allow me to share with you, some emotions that have given me.

 

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The work is called “The Key of the Time” by Renato Melato. In this image, we see a woman who sets off on a path that leads her to a lock. Behind her are keys scattered on the ground. The lock is the portal of time, and the keys scattered on the ground, they access to a time, to a different dimension, by type of key, or the character that holds it. The theme of time travel has been imagined several times: by H.G. Wells, or represented by the portal of Stargate, from the Tardis of Doctor Who, from the DeLorean of Back to the Future, but never before had been realized, conceived a lock-shaped! Looking at this picture, I could not help but notice, that the path where the woman in the shade is about to walk, is made of yellow bricks, just like the one seen in the famous movie “The Wizard of OZ”! As Dorothy Gale travels that road looking for a way home, this image could be seen: a golden road that leads to the destination, surrounded by a fog of various colors.

 

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Guido Raimondi’s work is called “Solution”, it represents an upside-down lock that opens onto a humanity divided into two areas of different colors, and the lock could be the solution to bring to the world a correct vision.

I guess it’s not different from the philosophy of the surfer, that is, that sometimes, to reach a certain goal, you have to go against the current. Very beautiful image of people divided into two areas of color. I confess that when I admired the painting, I stayed several minutes staring at it, and then trying to rotate my head, to enjoy a different point of view. The solution comes after we examine the problem from different perspectives. Ring, lock, and key, are made with great care and detail, especially the shape of the key. This picture is beautiful, at the opening my neck hurt to turn and turn around, only now that I look at it from the catalog, I can fully admire the richness of the details, it is amazing!

 

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The title of this work is “Lc 12.34,” by Aldo Zerbinati, a Franciscan friar who designs and paints in his spare time. Looking at this painting, what is striking are the many keys related to books, and I immediately started thinking about this concept: keys related to books = keys related to culture! This is the emotion that gave me the first impression! As this exhibition wants to combine the world of keys to art, so it binds to the world of reading. It is through it that the human being grows, learns, dreams, imagines and creates!

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Another great work that impressed me a lot, is the one made by Ester Gasparutti, entitled “The Key to Dreams”. I can almost see in the key, especially in his ring, a kind of prism or mirror that doubles several times to reflect various images of different places, but always set in the city of Venice, the shapes of white horses that represent the will of run free ..

Dreams urge us to move forward, it is ideas, ambitions, the will to create something new, revolutionary, impossible, but if you truly believe it, you are able to turn into reality!

There would be other dozens of paintings to comment, because they are all very beautiful! Me, I can not help but recommend warmly to go see it, it’s really worth it!

Exhibition hours: from May 20th to June 1st 2018

Thursday and Friday 15:00 to 17:00

Saturday and Sunday 10:00 to 12:00; 15.00 – 19.00.

Free admission.

For more information: 0438 202511

info@keyline.it