Se Dio è con noi…

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Sul bellissimo museo di Ca’ Rezzonico, ci sarebbe così tanto di cui parlare, che non si finirebbe più, se non a notte fonda inoltrata. Tuttavia c’è un’argomento di cui non si parla tanto, e pochi notano: l’emblema della famiglia Rezzonico.

Possiamo ammirare l’emblema della famiglia a piano terra, sopra la fontanella che ospita un’attrazione molto gettonata da grandi e piccini, ovvero, questa piccola fontanella che ospita le due grandi carpe giapponesi e le 3 tartarughe; e al primo piano, proprio di fronte alle porte d’ingresso della sala da ballo, quest’ultimo ad opera dell’artista Giambattista Crosato, che fece anche l’affresco sul soffitto, raffigurante il carro di Apollo e i 4 continenti, all’incirca nel 1754.

La famiglia Rezzonico acquistò il Palazzo dagli ultimi eredi della famiglia Bon, i quali non riuscivano a sostenere le spese economiche del restauro, cosa che fu possibile per il capo famiglia Giambattista Rezzonico, che proveniva dalla Lombardia, dove commerciava in tessuti e possedeva una banca. Un ramo della famiglia, da Como si trasferì a Venezia, e cominciò la storia dei Rezzonico nella città Veneziana.

La cosa particolare dell’emblema, non sono tanto le due torri, l’aquila a due teste, ma l’iscrizione in latino, posizionata sopra che dice “Si Deus Pro nobis“, che tradotto, più o meno vuol dire “Se Dio è con noi“. E’ una frase molto importante, in quanto si stabilisce, (che secondo i Rezzonico), Dio era dalla loro parte. Se Dio permetteva che i Rezzonico fossero ricchi, e potenti, voleva dire che era dalla loro parte, quindi i loro avversari, dovevano stare attenti, perché, mettersi contro i Rezzonico, voleva dire anche mettersi contro Dio.

Ogni sala, ogni angolo di questo stupendo museo, offre un sacco di spunti e riflessioni, sia dal punto di vista storico, architettonico, e pittorico. Continuate a seguire i miei post, alla scoperta di questo bellissimo museo !

If God is with us..

On the subject about the beautiful Ca ‘Rezzonico museum, there would be so much to talk about, that we would never end, until late at night. However, there is one topic that is not talked about much, and few people notice: the emblem of the Rezzonico family.

We can admire the emblem of the family on the ground floor, above the fountain that houses an attraction very popular with young and old people, this small fountain that houses the two large Japanese carp and the 3 turtles; and on the first floor, right of in front of the entrance doors of the ballroom, the latter by the artist Giambattista Crosato, who also painted the fresco on the ceiling, depicting the chariot of Apollo and the 4 continents, around 1754.

The Rezzonico family bought the palace from the last heirs of the Bon family, who could not afford the economic costs of the restoration, which was possible for the head of the family Giambattista Rezzonico, who came from Lombardy, where he traded in fabrics and owned a bank. A branch of the family moved from Como to Venice, and the history of the Rezzonico family began in the Venetian city.

The particular thing about the emblem is not so much the two towers, the two-headed eagle, but the Latin inscription, positioned above that says “Si Deus Pro nobis”, which translated more or less means “If God is with us “. It is a very important sentence, as it is established that (according to the Rezzonico), God was on their side. If God allowed the Rezzonico to be rich, and powerful, it meant that he was on their side, so their opponents had to be careful, because, going against the Rezzonico also meant going against God.

Every room, every corner of this wonderful museum, offers a lot of ideas and reflections, both from a historical, architectural, and pictorial point of view. Keep following my posts, and we will discover more about this beautiful museum!

Riaprono i musei di Venezia !!

Riaprono i musei di Venezia ! Visitiamoli, o facciamo uso delle visite esclusive su prenotazione. Facciamo ripartire il turismo e la nostra economia !!!

 

Qualità da leadership

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Copia di Il capo incute paura; il leader ispira entusiasmo.” HARRY GORDON SELFRIDGE SR

Continua il mio blog sul mio passato da Operatore Museale, parlando questa volta, non tanto di me, ma di alcune persone chiave, che mi hanno impressionato molto e che ritengo, siano state le prime, a dimostrare le vere qualità da leader, in un tempo, quando ancora non si parlava di queste cose.

Un paio di mesi dopo la mostra di Tiziano a Palazzo Ducale, sempre intorno al 1990 / 1991,  io e altri colleghi fummo richiamati dalla nostra azienda (che adesso non esiste più), per un altro lavoro. Basta mostre temporanee, qui si parlava dell’itinerario permanente di Palazzo ducale. All’epoca il direttore del principale museo di Venezia, era l’architetto Umberto Franzoi. Nella mattinata, poco prima di cominciare a lavorare, egli volle incontrarci tutti, e ci convoco nel suo studio. Voleva conoscerci tutti, capire chi eravamo, in fin dei conti, gli operatori museali, erano , e saranno sempre l’immagine che rappresentano i musei nelle menti dei visitatori. Ci guardò uno a uno, e ci spiego brevemente quali erano le nostre mansioni, rispondendo alle nostre domande. Un comportamento singolare, ma positivo, e non fu neanche l’ultimo. Passò un paio di anni, forse, ero di turno nella sala del Senato, quando mi giunse voce, che stava arrivando il Direttore per un’ispezione a sorpresa, e purtroppo in quel momento, ero da solo, in quanto un mio collega, era indisposto, e si era assentato un attimo. Che fare, le sale erano piene ! Fu li, che diedi il meglio di me stesso, girando sala per sala, a velocità fulminea, controllando tutti i turisti, facendo loro capire che “no, non si possono fare foto” (all’epoca non si potevano farle), e “no signore, nemmeno senza flash” e ancora, pregando gentilmente una coppia, che non ci si poteva sedere per terra, spiegando dove si trovava il ponte dei sospiri, insomma, ero un turbine, ero simultaneamente in ogni luogo! Quando arrivo il direttore dopo avermi osservato per un po, mi si avvicinò, e mi diede un pugno sulla spalla, dicendo “bravo !” Crisi evitata ! Mi ricordo che mi spiegò brevemente gli autori dei dipinti sul soffitto, e poi se ne andò sorridendo verso le altre sale.

Per gestire te stesso, usa la testa; per gestire gli altri usa il cuore. (Eleanor Roosevelt)

Ma non fu l’unica persona ad avere quelle qualità. Moltissimi anni dopo (circa 2010), fui trasferito, nel bellissimo museo di Ca’ Rezzonico, ero al terzo piano, quando mi vedo arrivare un signore, che comincia a scattare foto a manetta. Gentilmente gli faccio osservare, che non si possono fare, ma poi mi viene detto che è il direttore del museo ! Lui sorridendo mi disse “tranquillo, hai fatto il tuo lavoro” Il Dott. Pedrocco, era una persona eccezionale, lui diceva spesso “ragazzi, se avete un problema, la porta del mio ufficio è sempre aperta!” ed non era una frase gettata là. Era quel genere di persona, con cui si poteva parlare di tutto, che se ti vedeva per strada, era sempre pronto ad offrirti un passaggio in auto.

A pochi anni di distanza, di servizio per la prima volta nel stupendo Palazzo Mocenigo, sono al primo piano nobile, e mentre passeggio per le stanze controllando che tutto sia a posto, dalle scale si avvicina una signora, che mi squadra e si presenta: “buongiorno sono la Dott.ssa C. S. vedo una persona nuova oggi, come si trova, bene ? I sui colleghi le hanno spiegato tutto ? ” E io rispondo, si tutto bene, e quando lei sorridendo se ne va, rimango li a pensare, da quale pianeta proviene, perché poche son le volte che un operatore museale, viene trattato così bene. E non sempre, si trovano persone così meravigliose.. alcune passano per le sale del museo, senza nemmeno dire “buongiorno”, passano avanti come se non ci fossimo. L’ultimo evento, successo di recente, (un paio di anni fa) vede un gruppetto di dirigenti, venuti ad ispezionare, delle sale soggette a restauro. Ricordo chiaramente, che a fine della loro visita, solo una ci auguro “buon lavoro a tutti !” il resto di loro, non proferì alcuna parola…

Un bravo leader può ottenere molto anche dagli uomini peggiori mentre un generale incapace riesce a demoralizzare persino le truppe migliori.
(John J Pershing)

Queste persone, queste loro qualità di leadership, lasciano un segno, un impressione, un ricordo destinato a perdurare, perché è grazie a persone come loro che un’azienda raggiunge il successo, una società può cambiare, l’essere umano, può raggiungere traguardi inaspettati. Per le persone che non ci sono più, porto dentro di me, un bellissimo ricordo, e per quelle che ancora ci sono, portano una speranza, che specialmente in periodi bui come questo del Covid-19, le cose possano cambiare in meglio.

Leadership quality

Copia di Il capo incute paura; il leader ispira entusiasmo.” HARRY GORDON SELFRIDGE SR (1)

Let’s continue my blog about my past as an attendant museum, talking this time, not so much about me, but about some key people, who have impressed me most and who I think were the first to show the true qualities of a leader, in a time, where the topic about the difference between a boss and a leader didn’t exist yet.

A couple of months after Tiziano’s exhibition at the Doge’s Palace, around 1990/1991, other colleagues and I were called back by our company (which no longer exists), for another job. No more temporary exhibitions, here we talked about the permanent itinerary of the Doge’s Palace. At the time the director of the main museum in Venice was the architect Umberto Franzoi. In the morning, just before starting to work, he wanted to meet us all, and he summoned us to his study. He wanted to get to know us all, to understand who we were, after all, the attendants museum were, and always will be the image that represent the museums in the visitors’s mind. He looked at us one by one, and he explained briefly what our duties were, answering to all our questions. A singular but positive event, but it wasn’t the last one either. A couple of years passed,  I was on duty in the Senate room, when I heard the rumor, that the Director was coming for an surprise inspection, and unfortunately at that time, I was alone, as a colleague of mine was not feeling well, and he was absent for a moment. What to do, I said to myself, the rooms were full! It was right there that I gave my best, moving from room to room, at lightning speed, checking all the tourists, making them understand that “no, you can’t take pictures” (at the time they couldn’t take them), and ” no sir, not even without flash “and again, explaining kindly to a couple, that they couldn’t sit on the ground, telling them where the bridge of sighs was, in short, I was a like a tornado, I was simultaneously everywhere! When he arrived, after watching me for a while, he came toward me, and punched me on the shoulder, saying “good, well done!” Crisis avoided! I remember that he briefly explained to me, who were all the artist of the paintings on the ceiling, and then left smiling towards the other rooms.

To handle yourself, use your head; to handle others, use your heart. (Eleanor Roosevelt)

But he wasn’t the only person to have those qualities. Many years later (around 2010), I was transferred to the beautiful museum of Ca ‘Rezzonico, I was on the third floor, when I see a gentleman arrive, who begun to take a lot of pictures ! I kindly point out to him, that they couldn’t be done, but then, someone told me that he was the director of the museum! He said smiling “relax lad, you did your job” Dr. Pedrocco was an exceptional person, he often said “guys, if you have a problem, the door to my office is always open!” and it was not a sentence thrown there like that. It was that kind of person, with whom you could talk about everything, that if he saw you on the street, he was always ready to offer you a ride in the car.

A few years later, serving for the first time in the beautiful Mocenigo Palace, I was on the first noble floor, and while I walked around the rooms checking that everything were in order, I see a lady approaching by the stairs, who looks at me and introduces herself: “Hi, I’m Dr. C.S.  I see you are new around here, how you  doing?  Did your colleagues explain everything to you?” And I shyly answered, yes, I am ok thank you, and  she left smiling, while, I was there thinking, from which planet she came from, ‘cause there were really few times that an attendant museum was treated so well. And not always, there were such wonderful people .. some of them pass through the halls of the museum, without even saying “good morning”, they pass on as if we were not there. The latest event, which happened recently, (a couple of years ago) sees a small group of managers, who came to inspect, some rooms subject to restoration. I clearly remember that at the end of their visit, only one wishes us “good job to everyone!” the rest of them did not utter a single word …

A competent leader can get efficient service from poor troops, while on the contrary an incapable leader can demoralize the best of troops.
(John J Pershing)

These people, their leadership qualities, leave a mark, an impression, a memory destined to persist, because it is thanks to people like them that a company achieves success, a society can change, a human being, can achieve unexpected goals. For people who are no longer with us, I carry within me a beautiful memory, and for those who are still here, they bring hope, that, especially in dark times like this in Covid-19, things can change for the better.

L’inizio di una storia..

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Verso la metà del mese di giugno del 1990, cominciò la mia carriera come operatore museale. Doveva essere semplicemente, un lavoro di pochi mesi, eppure da quella data, continuo a lavorare nei bellissimi musei civici di Venezia, e sono sempre più appassionato del mio lavoro.

In quel periodo c’era la mostra di Tiziano, organizzata a Palazzo Ducale, con l’aiuto di musei e gallerie di tutto il mondo, tra i quali: l’Ashmolean Museum di Oxford, il Detroit Istitute of Art, la collezione Thyssen-Bornemisza di Lugano, la biblioteca Marciana e le gallerie dell’accademia di Venezia, Koninklijk Museum  Voor  Shone Kunsten di Anversa, il Metropolitan Museum of Art di New york, il Museo del Louvre di Parigi, il Museum Boymans-Van Beunigen di Rotterdam, il Museo del Prado di Madrid, il Museo dell’Ermitage di S. Pietroburgo, la National Gallery of Art di Washington, lo stesso Palazzo ducale di Venezia e tanti altri.

Fu una delle più belle esperienze della mia vita, di cui ho tanti bei ricordi. Il lavoro era suddiviso in due turni, in quanto Palazzo Ducale, a quel tempo, solo per la mostra, era aperto fino a tarda serata: dalle 09.00 fino alle 16.00 il primo turno e il successivo fino alle ore 23.00.

Il lavoro non era faticoso, sebbene c’era sempre tanto da fare: le sale erano sempre strapiene, con tantissimi gruppi, tanto è vero, che dovevamo prestare attenzione a quanta gente poteva entrare in sala, e bloccavamo i gruppi, prima di entrare nella sala successiva, quando l’altro gruppo avanzava. Era un lavoro un po.. diplomatico, perché ovviamente, sia i singoli che i gruppi, premevano per avanzare, e bisognava agire con molto autocontrollo.

Il turno serale era forse quello che preferivo di più, in quanto, quando avevamo la pausa cena, avevamo a disposizione per noi, una delle balconate del Palazzo, e mentre mangiavamo potevano godere della stupefacente bellezza di Venezia di notte, uno spettacolo veramente unico.

Anche se si finiva alle 23.00 non c’erano problemi, in quanto, anche a quell’ora i mezzi di trasporto erano garantiti, e sia il personale che i turisti, potevano rientrare nelle loro abitazioni / hotel. E’ un punto su cui tutt’ora cerco di far capire a tutti quelli che mi seguono nell’ambiente museale / turistico: Il successo delle aperture serali dei musei, può funzionare SOLO se si garantiscono i mezzi per il ritorno. E’ importante sia per il personale, ma lo è altrettanto per i turisti. Se i mezzi vengono a mancare, è ovvio che lasceranno i musei prima, e non solo quelli, ma anche i ristoranti, teatri. I trasporti sono essenziali !

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Questa foto appartiene alla copertina del catalogo di quella mostra. E’ in mio possesso, all’epoca, era un’usanza regalare a fine mostra i cataloghi agli operatori museali. Penso che quella fu l’ultima volta che lo fecero, peccato, perché era un gesto apprezzammo molto. Era, come dire, un gesto di ringraziamento nei nostri confronti, per il lavoro svolto. A dire il vero, questo è un’altro punto, su mi piace parlare molto: sono dell’opinione che questi testi, dovrebbero essere a disposizione degli operatori museali. In primis, in quanto se viene loro chiesto qualcosa, son pronti a rispondere e fanno fare una bella figura al museo, secondo, in questo momento di Covid-19 i dispositivi touch screen potrebbero essere saggio non usarli, e la mia esperienza di tutti questi anni, mi ha fatto capire, che i turisti se possibile, preferiscono parlare con qualcuno.

Nel prossimo articolo vi parlerò di come divenni operatore museale a tutti gli effetti,  e di una figura di alto livello museale di quel tempo, che mi colpi molto (favorevolmente).

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The beginning of my story as Attendant museum !

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In the middle of June 1990, I started my career as a attendant museum. It was simply a job for few months, and yet, since then, I still work in the beautiful civic museums of Venice, and I am always in love with my job.

At that time there was the Titian’s exhibition, organized at the Doge’s Palace of Venice, with the help of museums and galleries from all over the world, including: the Ashmolean Museum of Oxford, the Detroit Institute of Art, the Thyssen collection Bornemisza of Lugano, the Marciana library and the galleries of the Venice academy, Koninklijk Museum Voor Shone Kunsten of Antwerp, the Metropolitan Museum of Art in New york, the Louvre Museum of Paris, the Museum Boymans-Van Beunigen of Rotterdam, the Prado Museum of Madrid, the Hermitage Museum of St. Petersburg, the National Gallery of Art in Washington, the Doge’s Palace in Venice itself and many others.

It was one of the most beautiful experiences of my life, of which I have many beautiful memories. The work was divided into two shifts, as Doge’s Palace, at that time, was open until late in the evening only for the exhibition: from 09.00 am to 16.00 pm the first shift and the following until 23.00 pm.

The work was not so difficult, although there was always a lot to do: the rooms were always full, with many groups, so many, that we had to pay attention to how many people could enter the room, and we  had to block the groups, before entering to the next room, when the other group advanced. It was a bit of a diplomatic job, because obviously both the single visitors and the groups were pushing to move forward, and it was necessary to act with a lot of self-control.

Even if we finished at 11.00 pm there were no problems, as even at that time the public transport were guaranteed, and both staff and tourists could return to their homes / hotels. It is a point on which I still try to make everyone who follows me in the museum / tourism environment understand: The success of the evening openings of museums can ONLY work if the means of return are guaranteed. It is important for both staff, but it is equally important for tourists. If the means are lacking, it is obvious that they will leave the museums sooner, and not only those, but also restaurants, theaters. Transportation is essential!

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This photo belongs to the cover of the catalog of that exhibition. It is still in my possession, at the time, it was customary to give catalogs to the attendants museum at the end of the exhibition. I think that was the last time they did it, too bad, because it was a gesture we appreciated a lot. It was, how to say, a gesture of thanks to us, for the work done. Actually, this is another point, I like to talk a lot about: I am of the opinion that these texts should be available to attendants museum. First of all, because if they are being asked something, they are ready to answer and make the museum look good, secondly, at this time of Covid-19 touch screen devices may be wise not to use them, and my experience of all these years, has made me convinced, that tourists if possible prefer to talk to someone.

In the next article I will tell you about how I became a full status attendant museum,  and of a high-level museum figure of that time, who impressed me favorably.

Non è il trono di spade ma…

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JpegContinua il mio lavoro durante questo periodo di “quarantena” dovuto al COVID-19 e cerco di descrivervi le bellezze culturali di uno dei più bei musei di Venezia, ma anche quello meno noto, perlomeno ai turisti stranieri: Ca’ Rezzonico. Oggi vi voglio parlare di un trono, non quello della leggendaria serie televisiva “Il trono di spade” ma di bensì di un’altro altrettanto bello.

Spero così facendo, di potervi distrarre un po, ma soprattutto di invogliarvi a visitare dal vero questo magnifico museo, una volta che questa terribile situazione finirà. La sala del trono al primo piano del museo di Ca’ Rezzonico di Venezia, è una delle più interessanti a mio modesto avviso. Eccovi una breve spiegazione:

Vi esorto, ancora una volta, a rimanere a casa il più possibile durante questa crisi, e di uscire, solamente per le cose strettamente necessarie, quali la spesa di beni di prima necessità. Spero vi sia piaciuto, e spero di fare altri video su questo magnifico museo al più presto. Grazie a tutti.

#insiemecelafaremo

 

 

It’s not the game of Thrones but…

Jpeg

My work continues during this period of “quarantine” due to COVID-19, and I try to describe the cultural beauties of one of the most beautiful museums in Venice, but also the less known, at least to some foreign tourists: Ca ‘Rezzonico. Today I want to talk about a throne, not the one of the legendary TV series “Game of Thrones” but of another one equally very interesting and beautiful.

By doing so, I hope to keep your mind occupy for a bit, but above all, to invite everyone to visit this magnificent museum for real, once this terrible situation will be over. The throne room, on the first floor of the Ca ‘Rezzonico museum in Venice, is one of the most interesting in my humble opinion. Here is a brief explanation:

I urge you, once again, to stay at home as much as possible during this crisis, and to go out, only for strictly necessary things, such as the purchase of basic necessities : food and/or medicines. I hope you enjoyed it, and I hope to make more videos on this magnificent museum soon. Thank you all

 

#stayathomefor

Disegnare dal vero: Tiepolo, Longhi, Guardi – nuova mostra a Ca’ Rezzonico

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Una nuova mostra è stata inaugurata a Ca’ Rezzonico il 14 febbraio 2020 e durerà fino al 18 maggio 2020. si intitola “Disegnare dal vero : Tiepolo, Longhi, Guardi.

Si tratta di una mostra riguardante i disegni dei grandi Maestri del Settecento veneziano: sono presenti alcuni disegni su carta azzurra di Giambattista Tiepolo donato dal pittore triestino Lorenzo Gatteri al Museo Correr nel 1885 e due fondi di bottega di Pietro Longhi e Francesco Guardi acquistati dai loro figli da Teodoro Correr dopo la caduta della Serenissima. Esemplari eccezionali sia per numero che per qualità dei fogli, riuniti già dai loro autori e rimasti intatti dopo secoli. Non disegni finiti, opere autonome destinate da subito a collezionisti, ma studi e schizzi dal vero, quasi tutti su carta ruvida dall’aspetto grezzo, fabbricata con stracci di bassa qualità e poco costosa e perciò usata per studi e abbozzi, ma proprio per la sua natura porosa ideali all’uso del gesso, il cui tratto esaltava i valori luministici, pittorici della grafica veneziana. Proprio la grande notorietà ha nuociuto alla conservazione di questi fogli, inseriti a inizio Novecento in allestimenti permanenti e danneggiati dalla prolungata esposizione alla luce.

Grazie a Save Venice dal 2003 è stato avviato un lungo lavoro di restauro, non ancora concluso, che consente oggi di ammirare, per un breve periodo, parte di questi disegni. Sempre grazie a Save Venice a questo spaccato dell’arte del Settecento veneziano si aggiunge, isolato, un restaurato capolavoro di Tiziano, la xilografia raffigurante la Sommersione del faraone.

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Questa è la più grande silografia realizzata da Tiziano, stampata da matrici in legno su dodici blocchi a comporre un’unica scena, pubblicata da Domenico dalle Greche nel 1549. L’opera, nella sua grandiosa concezione rivela la grande immaginazione creativa del maestro. In questo caso, Tiziano si è servito del racconto biblico (Esodo, 14) e ne ha realizzato un corrispondente figurativo di grande fascino, dove il vero protagonista sembra il monumentale paesaggio marino in tempesta che domina il centro della composizione. Grazie alla campagna di restauro promossa da Save Venice nel 2019, possiamo apprezzare nuovamente la padronanza e la forza del segno di Tiziano.

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Questa mostra rappresenta un’opportunità unica di approfondimento su questi tre celebri Maestri del 700. Ricordiamo, che Ca’Rezzonico, non è solo un museo che illustra un periodo di storia, ma che illumina su un periodo di cambiamento, di innovazione, di scambio di idee, di periodi che finiscono e altri che cominciano. Ca’ Rezzonico è senz’altro il più bel museo di tutta Venezia! Se vi state chiedendo cosa visitare a Venezia, questa è la vostra risposta.

Dal 14 Febbraio fino al 18 maggio 2020  VENEZIA
LUOGO: Ca’ Rezzonico
INDIRIZZO: Dorsoduro 3136
ORARI: 1° Nov – 31 Mar 10.30 – 17 (Biglietteria 10.30 – 16.30) Martedì chiuso
TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 041 2410100
SITO UFFICIALE: http://carezzonico.visitmuve.it

Drawings by Tiepolo, Longhi and Guardi at Ca’ Rezzonico Museum !

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A new exhibition was inaugurated in Ca ‘Rezzonico on February 14, 2020 and will last until May 18, 2020. it is titled “Drawing from life: Tiepolo, Longhi, Guardi.

This is an exhibition concerning the drawings of the great masters of the Venetian eighteenth century: there are some drawings on blue paper by Giambattista Tiepolo donated by the Triestine painter Lorenzo Gatteri to the Correr Museum in 1885 and two funds from the workshop of Pietro Longhi and Francesco Guardi purchased from their children by Teodoro Correr after the fall of the Serenissima. Exceptional specimens both in number and in quality of the sheets, already gathered by their authors and remained intact after centuries. Not finished drawings, autonomous works immediately destined for collectors, but studies and sketches from life, almost all on rough-looking rough paper, made with low quality and inexpensive rags and therefore used for studies and sketches, but precisely for the its porous nature ideal for the use of plaster, whose trait exalted the luministic, pictorial values ​​of Venetian graphics. Just the great notoriety has damaged the conservation of these sheets, inserted at the beginning of the twentieth century in permanent settings and damaged by prolonged exposure to light.

Thanks to Save Venice since 2003 a long restoration work has been started, not yet completed, which allows today to admire, for a short period, part of these drawings. Also thanks to Save Venice, this section of Venetian eighteenth-century art is added, isolated, to a restored masterpiece by Titian, the woodcut depicting the submersion of the pharaoh.

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This is the largest woodcut Titian ever made, printed using twelve wooden blocks to compose a single scene by Domenico dalle Greche in 1549. With its sweeping composition, this work rivals paintings in scale and emotion. Here Titian transformed the Biblical story of Moses parting the Red Sea (Exodus 14) into a stormy seascape of extraordinary drama. He likely drew the complicated composition himself on the woodblocks. Thanks to a restoration campaign funded by Save Venice in 2019, viewers can appreciate once again the control and power of Titian’s line. Venetians, like the Israelites, saw themselves as a people chosen by God, also poised between sea and land and sheltered by divine favor. Whether an idyllic moment in the country or an imaginary corner of the bustling city, Guardi transforms Venetian life into a poetic fantasy.

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This exhibition represents a unique opportunity for further study on these three famous Masters of the 18th century. We remember that Ca’Rezzonico is not only a museum that illustrates a period of history, but which illuminates a period of change, innovation and exchange of ideas, of periods of time that end and others that begin. Ca ‘Rezzonico is undoubtedly the most beautiful museum in all of Venice! If you are wondering what to visit in Venice, this is your answer.

From February 14th to May 18th 2020 VENICE
PLACE: Ca ’Rezzonico ADDRESS: Dorsoduro 3136
TELEPHONE FOR INFORMATION: +39 041 2410100
OPENING HOURS: 1 Nov – 31 Mar 10.30 – 17 (Ticket office 10.30 – 16.30) Closed on Tuesdays

 

OFFICIAL SITE: https://carezzonico.visitmuve.it/en/home/

Flavio Favelli a Ca’ Rezzonico

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C’è una nuova mostra a Ca’ Rezzonico, il museo del settecento veneziano. Il titolo di questa intrigante mostra è “Il bello inverso” e l’artista si chiama Flavio Favelli.

Flavio Favelli è nato a Firenze nel 1967, nel 1993 ottiene la Laurea in Storia Orientale presso l’Università di Bologna e in seguito intraprende la carriera artistica. Le sue opere sono famose e sono  state esposte in moltissime istituzioni internazionali di grande fama, possiamo citare alcune, tra le quali: Art Basel Hong Kong Encounters sector curated by Yuko Hasegawa (2013, S); MAXXI, Roma (2012, S; 2010, G); Museo del Novecento, Milano (S, 2012), MACRO, Roma (G, 2012; 2011, S); RISO Museo dArte Contemporanea, Palazzo Grassi, Venezia (G, 2008). Nel 2012 ha rappresentato il nostro paese alla 11° Biennale de La Habana e per due volte, sia nel 2003 e poi nel  2013, l’artista ha preso parte alla Biennale d’Arte di Venezia.  Attualmente l’artista vive e lavora a Savigno (Bologna, I). Flavio Favelli crea opere utilizzando vecchi oggetti d’arredamento o di uso comune, come lampadari, cornici, bottiglie della Fanta o della Coca Cola, chincaglieria che rimanda all’estetica borghese degli ambienti familiari in cui è cresciuto o alla cultura orientale approfondita durante gli studi universitari. Le sue opere sono collages, sculture o installazioni in cui questi materiali di recupero vengono assemblati, dando vita a sovrapposizioni di senso che isolano l’oggetto dalla mera realtà materiale, elevandolo alla dimensione artistica. Questo passaggio non avviene tramite una snaturazione dell’oggetto stesso, ma piuttosto attraverso una amplificazione delle sue caratteristiche funzionali, del suo valore come oggetto d’uso, come oggetto di decoro, come icona di una quotidianità passata, inconsciamente compresente a quella attuale. La forte componente autobiografica di queste opere (che ispira anche le rare performances di questo artista), funge da filtro di lettura comune alle varie linee di indagine che Flavio Favelli porta avanti in tutti i suoi lavori e, attraverso la riflessione sulla memoria e lo sviluppo di una poetica dell’oggetto imperniata sul binomio esotico-quotidiano, egli riannoda la propria vicenda personale alla storia collettiva e alla riflessione politica.
Le opere di Flavio Favelli trasmettono un dichiarato senso di italianità. Nella sua pratica artistica egli ripropone e svolge le contraddizioni che hanno accompagnato il sorgere dell’arte concettuale (e della pop-art) a livello internazionale, calando queste stesse teorizzazioni all’interno delle forme e degli esiti raggiunti dalla tradizione concettuale italiana. Il risultato sono opere dall’anima ibrida, che rendono difficile la collocazione di questo artista nell’ambito del panorama nazionale e che allo stesso tempo sottolineano la forte carica personalizzante sottesa al linguaggio articolato all’interno di ogni singola opera.

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Quindici opere inedite formano l’intervento a Ca’ Rezzonico di Flavio Favelli. Il bello inverso, “cioè a rovescio, opposto”, spiega l’artista, racconta di “una bellezza pensata che è il mio immaginario, qualcosa che non è semplice da esporre in un luogo e in una città che è l’Arte per antonomasia”.

Le opere sono distribuite tra il piano terra e i piani superiori. Le opere presenti a piano terra, si possono vedere gratuitamente, mentre per vedere quelle presenti al primo e al secondo piano, occorre pagare il biglietto. A piano terra, le opere sono tre:

  • Eternity, che rappresenta una stella rossa, localizzata all’uscita sul canal grande del museo.
  • Tempo Veneziano, situata più o meno nella parte centrale dell’androne a piano terra.
  • Traliccio Tunisi, disposta quasi al centro della piazzetta prima del giardino.

Volendo vedere le altre opere, il biglietto include anche il giro del bellissimo museo. Le opere dell’artista Favelli, si possono vedere a partire dalla scalinata che porta al salone da ballo. Le due opere posti ai lati della scalinata si intitolano “Cart d’Or” e “Ferragosto Decò”. Una volta entrati nel bellissimo salone da ballo, e prima sala dell’itinerario museale, troviamo “Ghiacciato Venezia”, situato proprio di fronte all’ingresso. Si prosegue nella sala dell’Allegoria per trovare “Silver Plated”.

Nel portego del primo piano, troviamo due opere che mi sono piaciute molto “Military Deco”. Ultime opere del primo piano, sono nella sala della biblioteca: “Diva Kissess”, “Eau de Toilette”, “Serenissima Star” e “Premium Quality. Si sale al secondo piano, per ammirare le ultime opere dell’artista che si trovano nella sala del ridotto “Purple riviera” e nella sala delle lacche verdi “Gold Ghana”.

L’opera al primo piano, nella sala del portego intitolata “Military Decò” trova la spiegazione nelle foto qui sotto:

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Al secondo piano nella sala delle “Lacche Verdi” troviamo l’opera chiamata “Gold Ghana” una specie di obelisco fatto di specchi montati su ogni lato, che però non sono come gli altri, in quanto hanno come una patina dorata, e quindi non riflette l’immagine come noi siamo abituati. Procedendo nella sala del “Parlatorio” troviamo forse l’opera più squisita ! Si intitola “Purple Riviera” e troviamo un obelisco decorato con tutti i cartoni dei gelati e torte Algida ! Un’opera un po particolare, ma che cattura l’attenzione di grandi e piccini, specie quest’ultimi si soffermano per dire qual’è il loro gelato preferito !

Con queste due opere terminano questa mostra alquanto interessante e diversa.. Una mostra cattura le emozioni di molti turisti, tanti trovano che sia magnifica, alcuni alzano il sopra ciglio per tentare di capire che cos’è , ma alla fine rimane un’esposizione che spinge la nostra immaginazione, e la nostra curiosità nel capire di più la nostra realtà !

Dal 9 maggio al 15 settembre 2019
Venezia, Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano

Flavio Favelli exhibition at Ca’ Rezzonico Museum !

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There is a new exhibition at Ca ‘Rezzonico, the Venetian eighteenth century museum. The title of this intriguing exhibition is “Il bello inverso” and the artist is called Flavio Favelli.

Flavio Favelli was born in Florence in 1967, in 1993 he obtained a degree in Oriental History from the University of Bologna and later began his artistic career. His works are famous and have been exhibited in many international institutions of great fame, we can mention a few, including: Art Basel Hong Kong Encounters sector curated by Yuko Hasegawa (2013, S); MAXXI, Rome (2012, S; 2010, G); Museo del Novecento, Milan (S, 2012), MACRO, Rome (G, 2012; 2011, S); RISO Museum of Contemporary Art, Palazzo Grassi, Venice (G, 2008). In 2012 he represented our country at the 11th Biennial of La Habana and twice, both in 2003 and then in 2013, the artist took part in the Venice Art Biennale. Currently the artist lives and works in Savigno (Bologna, I). Flavio Favelli creates works using old furniture or everyday objects, such as chandeliers, frames, bottles of Fanta or Coca Cola, knick-knacks that refer to the bourgeois aesthetic of the family environments in which he grew up, or to the oriental culture deepened during his studies university. His works are collages, sculptures or installations in which these salvaged materials are assembled, giving rise to overlaps of meaning that isolate the object from mere material reality, elevating it to the artistic dimension. This passage does not take place through a distortion of the object itself, but rather through an amplification of its functional characteristics, of its value as an object of use, as an object of decoration, as an icon of a past everyday life, unconsciously co-present with the current one. The strong autobiographical component of these works (which also inspires the rare performances of this artist), serves as a common reading filter for the various lines of investigation that Flavio Favelli carries out in all his works and, through his reflection on memory and development of a poetics of the object hinged on the exotic-daily binomial, he re-joins his personal story to the collective history and political reflection.

Flavio Favelli’s works convey a declared sense of Italianness. In his artistic practice he re-proposes and develops the contradictions that have accompanied the rise of conceptual art (and pop-art) at the international level, bringing these same theories down within the forms and results achieved by the Italian conceptual tradition. The result are works with a hybrid soul, which make it difficult to place this artist on the national scene and at the same time underline the strong personalizing power underlying the language articulated within each individual work.

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Fifteen unpublished works form the intervention at Ca ’Rezzonico by Flavio Favelli. The inverse beauty, “that is backward, opposite”, explains the artist, tells of “a beauty thought that is my imagination, something that is not easy to expose in a place and in a city that is the Art par excellence “.

The works are distributed between the ground floor and the upper floors. The works on the ground floor can be viewed for free, while to see those on the first and second floors, you must pay for the ticket. On the ground floor, there are three works:

  • Eternity, which represents a red star, located at the exit of the museum’s grand canal.
  • Venetian weather, located more or less in the central part of the entrance hall on the ground floor.
  • Traliccio Tunisi, located almost in the center of the square before the garden.

If you want to see the other works, the ticket also includes a tour of the beautiful museum. The works of the artist Favelli, can be seen starting from the stairway leading to the ballroom. The two works on the sides of the staircase are called “Cart d’Or” and “Ferragosto Decò”. Once we enter the beautiful ballroom, and the first room of the museum itinerary, we find “Ghiacciato Venezia”, located right in front of the entrance. Continue into the Allegory room to find “Silver Plated”.

In the portego of the first floor, we find two works that I liked very much “Military Deco”. The last works on the first floor are in the library room: “Diva Kissess”, “Eau de Toilette”, “Serenissima Star” and “Premium Quality. Go up to the second floor to admire the artist’s latest works in the “Purple riviera” small room and in the “Gold Ghana” green lacquer room.

The work on the first floor, in the Portego room entitled “Military Decò”, is explained in the photos below: you can see the same pattern which was drawn on the warship’s hulls.

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On the second floor in the “Lacche Verdi” room we find the work called “Gold Ghana”, a sort of obelisk made of mirrors mounted on each side, but which are not like the others, as they have a golden patina, and therefore do not reflects the image as we are used to. Proceeding into the “Parlatorio” room we find perhaps the most exquisite work! It’s called “Purple Riviera” and we find an obelisk decorated with all the Algida ice cream and cake cartons! A rather particular work, but one that catches the attention of adults and children, especially the latter, pausing to say which is their favorite ice cream!

With these two works they end this rather interesting and different exhibition .. An exhibition captures the emotions of many tourists, many find it to be magnificent, some raise their heads to try to understand what it is, but in the end it remains an exhibition that pushes our imagination, and our curiosity in understanding our reality more!

From 9 May to 15 September 2019
Venice, Ca ’Rezzonico – Museum of the Venetian eighteenth century

 

 

4444 Acqua e Fuoco

For the english translation, please scroll down the page thank you.

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A Ca’ Rezzonico, museo del settecento veneziano, approda una nuova mostra, dal titolo “4444 Acqua e Fuoco”. Una mostra realizzata in collaborazione tra il Consiglio Regionale del Veneto e la Fondazione Musei Civici di Venezia.

Le opere dei due scultori Marco Martalar e Toni Venzo, sono distribuite non solo nella sala del Portego al primo piano di Ca’ Rezzonico e nel l’androne del piano terra, ma anche a Palazzo Ferro Fini. Io vi parlerò delle opere presenti a Ca Rezzonico.

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Le opere sono disposte a coppie nel salone del portego al primo piano, da una parte ci sono le opere in legno chiaro che rappresentano l’acqua, mentre quelle sull’altro lato, in legno scuro rappresentano il fuoco. A piano terra, invece vengono rappresentate le zattere, che percorso la via d’acqua, arrivano a Venezia, proprio come una volta accadeva con il legno.

Questa mostra al suo interno, coglie diversi messaggi su diversi livelli. In primis, questa mostra è un omaggio alla natura, a quei boschi vittime del disastro naturale di fine ottobre e novembre scorso, più di 100 mila ettari di bosco che sono stati spazzati via dal maltempo. Un messaggio che ci ricorda la nostra fragilità, e di quanto sia importante il legame che unisce l’uomo al suo ambiente.

Le sculture in legno chiaro, presentano delle linee che ricordano le onde del mare, ognuna diversa dall’altra, e ci mostra, come una volta il legno veniva trasportato a valle. In questo caso un viaggio dall’altopiano dei sette comuni e il territorio della valle del brenta, due territori legati fin dai tempi antichi dai 4444 scalini della Calà del Sasso, la gradinata più lunga d’Italia, (che da il nome a questa mostra), un opera architettonica straordinaria, fu’ costruita alla fine del XIVº secolo per poter condurre il legname da Asiago a Valstagna in modo alternativo e non da Gallio e Foza, paesi che pretendevano delle tasse pesanti.

Quando si attraversa la sala del portego, in mezzo alle coppie di opere, si ha l’impressione di camminare in un viale alberato, che fanno pensare ai due elementi opposti: Ying e Yang

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Luce e oscurità, bianco e nero, acqua e fuoco. anche se a dirla tutta, sono presenti tutti gli elementi della natura in queste opere: legno, acqua, fuoco, aria. E’ una mostra molto suggestiva, io sono rimasto particolarmente impressionato dalla bravura che lo scultore ha usato nel scolpire le opere col legno bruciato. E’ una tecnica non facile, e che non avevo mai visto prima.

Ca’ Rezzonico non smette mai di stupirti, quando pensi di aver visto tutto, ecco che ti propone qualcosa di nuovo ! Invito tutti a venire a vedere questa mostra, vi offrirà una visione, e una prospettiva un po diversa ! Vi aspettiamo !!

4444  Water and fire at Ca’ Rezzonico Museum !

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At Ca ‘Rezzonico, a museum of the eighteenth century in Venice, a new exhibition has arrived, entitled “4444 Water and Fire”. An exhibition created in collaboration between the Veneto Regional Council and the Venice Civic Museums Foundation.

The works of the two sculptors Marco Martalar and Toni Venzo are distributed not only in the Portego room on the first floor of Ca ‘Rezzonico and in the entrance hall on the ground floor, but also in Palazzo Ferro Fini. I will speak to you about the works in Ca Rezzonico.

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The works are arranged in pairs in the salon of the portego on the first floor, on one side there are the light wood works which represent the water, while those on the other side, in dark wood represent the fire. On the ground floor, instead, are represented the rafts, which along the waterway, arrive in Venice, just as once happened with wood.

This exhibition inside, captures different messages on different levels. First of all, this exhibition is a tribute to nature, to those woods, fallen victims of the natural disaster of late October and November, more than 100 thousand hectares of forest that have been swept away by the bad weather. A message that reminds us of our fragility, and how important is the bond that unites man with the environment.

The sculptures in light wood, have lines that recall the waves of the sea, each one different from the other, and shows us, as once the wood was transported downstream. In this case, a trip from the plateau of the seven municipalities and the territory of the Brenta valley, two territories linked since ancient times by the 4444 steps of the Calà del Sasso, the longest steps in Italy, (which gives the name to this exhibition ), an extraordinary architectural work, which was built at the end of the 14th century to bring down the trees from Asiago to Valstagna in an alternative way, and not from Gallio and Foza,  because those countries demanded heavy taxes at that time.

When you cross the portego hall, between the pairs of works, you have the feeling of walking in a tree-lined avenue, which suggests the two opposite elements: Ying and Yang

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Light and darkness, black and white, water and fire. even if to me, there are all the elements of nature in these works: wood, water, fire, air. It ‘a very incredible exhibition, I was particularly impressed by the skill that the artist used in sculpting the works with burnt wood. It is not an easy technique, and I had never seen it before.

Ca ‘Rezzonico never ceases to amaze you, when you think you have seen everything, here it offers you something new! I invite everyone to come and see this exhibition, it will offer you a vision, and a somewhat different perspective! We are waiting for you !!

Giulia Lama a Cà Rezzonico

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Giulia_Lama_-_PiazzettaC’è una nuova mostra a Cà Rezzonico, molto interessante su Giulia Lama, un’artista che non tutti conoscono, e che merita di esser riscoperta.

Di lei, sapevo solo che c’era un suo quadro “Martirio di San Eurosia” al primo piano tra la sala della biblioteca e la sala del Tiepolo.  Quadro che ora fa parte della mostra insieme ai 11 bozzetti.  La vicenda del quadro narra che, Eurosia era la figlia del duca di Boemia, vissuta intorno alla fine del IX secolo, venne richiesta da papa Giovanni VIII come moglie per l’erede al trono di Aragona, in quel periodo, ultima difesa della cristianità contro i saraceni. La ragazza accettò e andò in Spagna; ma, appena varcati i Pirenei, lei e il gruppo con cui viaggiava furono attaccati da saraceni, ed Eurosia venne martirizzata, appena sedicenne, con il taglio di mani e piedi prima della decapitazione. Si dice che quando morì scoppiò un violento temporale che mise in fuga i saraceni. Da allora in Spagna si propagò il culto e la credenza nella sua protezione contro le bufere.

Da pochi giorni, è stata inaugurata nella sala degli arazzi, al primo piano, presso il museo di Cà Rezzonico, una mostra dedicata a lei. Al suo interno ci sono il quadro sopra menzionato e 11 bozzetti di nudi femminili, tutti molto interessanti.

Tuttavia, mi ha molto colpito la storia di questa pittrice, che si dice, fosse brava quanto la Rosalba Carriera, di cui, i suoi quadri a pastello, si possono vedere nella sala precedente, nella sala dell’alcova al secondo piano, sulla testiera del letto. E al terzo piano nella sala 10 della galleria Egidio Martini. Eppure non siamo in possesso di molti dati su di lei. Come mai ?

Sembrerebbe, che, nonostante fosse bravissima sia nella pittura, nella poesia, e nel ricamare, sia stata ostacolata, mal giudicata, e disprezzata, per motivi a me totalmente incomprensibili. Dicevano di lei che era talmente brutta, da non riuscire a trovare marito, dicevano che era ostinata, angosciata, depressa, sulla via della nevrosi. Ma non era così, anzi tutt’altro. Solo il Piazzetta ne parlava bene. Ella aveva osato, in una società difficile per quei tempi, ad essere autonoma, sia nella vita che nella professione. Era brava quanto i colleghi pittori maschi, solo che lei faceva dipinti, che tutti potessero guardare, nelle chiese, non nei salotti, per la vista di pochi.

Unica e sola figlia di Agostino e di Valentina dell’Avese, nata a Venezia il 1° ottobre del 1681, nella parrocchia di S. Maria Formosa e registrata con il nome di Giulia Elisabetta.  Sembra che abbia sempre abitato nella contrada natale, in calle Lunga, sino alla sua morte. Non risulta che fosse sposata, né che avesse figli. In giovane età studiò matematica, e questo farebbe supporre che un suo approccio alla pittura, avvenne più tardi.  Il padre non la scoraggio mai, anzi l’accolse nella bottega per fare esercizio. Morì a Venezia il 7 ottobre del 1747, per una febbre acuta con affetto cutaneo, che peggiorò.

Potete capirmi, come mi abbia intristito, questa storia, di una donna, che ha sempre combattuto contro i pregiudizi, l’invidia, la cattiveria, solo perché aveva osato essere diversa, essere autonoma, essere alla pari in una società con il paraocchi. Ecco perché penso, che quest’artista debba essere riscoperta, e invito tutti quanti, a visitare questa mostra a lei dedicata. Sebbene le opere siano poche, è il messaggio che si vuole lanciare, che è importante. E’ importante che questa grande donna, tutte le donne che vogliono affermarsi, e che non si arrendono di fronte a niente, non passino inosservate oggi, come allora.

Giulia Lama. Pittrice e poetessa 1681-1747

Dal 23 maggio al 3 settembre 2018
Ca’ Rezzonico Dorsoduro 3136, 30123 Venezia

Tel. +39 041 2410100

 

Giulia Lama exibition at Cà Rezzonico Museum !!

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There is a new exhibition at Cà Rezzonico, very interesting, about Giulia Lama, an artist that not everyone knows, and that deserves to be rediscovered.

Of her, I only knew that there was a painting called “Martyrdom of San Eurosia” on the first floor between the library hall and the Tiepolo hall. Painting that  now is part of this exhibition, along with the 11 drawings. The story of the painting tells that, Eurosia was the daughter of the Duke of Bohemia, she lived around the end of the ninth century, and she was requested by Pope John VIII to become wife for the heir to the throne of Aragon, at that time, the last defense of Christianity against the Saracens. The girl accepted and went to Spain; but, as soon as they crossed the Pyrenees, she and the group she was traveling with were attacked by Saracens, she was martyred, barely sixteen, with her hands and feet cut before being beheaded. It is said that when he died, a violent storm broke out, causing the Saracens to flee. Since then in Spain the cult and belief in its protection against the storms has spread a lot among common people.

A few days ago, an exhibition dedicated to her was inaugurated in the tapestry room on the first floor of the Cà Rezzonico museum. Inside there are the above mentioned painting and 11 drawings of female nudes, all very interesting.

However, what impressed me the most, was Giulia Lama’s story, it has been said that was good as  as Rosalba Carriera was, whose pastel paintings can be seen in the previous room, in the alcove room on the second floor, on the headboard of bed. And on the third floor in room 10 of the Egidio Martini gallery. Yet we do not have much data on her. Why is that ?

It would seem that, despite being very good both in painting, in poetry, and in embroidering, she has been hampered, misjudged, and despised, for reasons totally incomprehensible to me. They said of her that she was so ugly, that she could not find an husband, they said she was stubborn, anguished, depressed, on the road to neurosis. But it was not like that, actually far from it. Only the Piazzetta talked about her so well. She had dared, in a society (difficult for those times), to be autonomous, both in life and profession. She was as good as her fellow male painters, only that she painted, what everyone could look, in churches, not in salons, for the sight of a few.

The only daughter of Agostino and Valentina dell’Avese, she was born in Venice on 1 October 1681, in the parish of S. Maria Formosa and registered with the name of Giulia Elisabetta. It seems that she has always lived in the native district, in Calle Lunga, until her death. It does not appear that she was married or had any children. At a young age she studied mathematics, and this would suggest that her approach to painting came in later time. The father never discouraged her, on the contrary he welcomed her into the shop to do some exercises. She died in Venice on 7 October 1747, due to an acute fever with cutaneous affection, which worsened, caused her demise.

You can understand me, why I was so saddened, by the story of this woman, who has always fought against prejudice, envy, wickedness, just because she dared to be different, to be independent, to be on a par with a society in the eye. That’s why I think, that this artist should be rediscovered, and I invite everyone, to visit this exhibition dedicated to her. Although the works are few, it is the message  which is important. It is important that this great woman, all women who want to establish themselves, and who do not give up on anything, do not go unnoticed today, as they did then.

Giulia Lama. Painter and poetess 1681-1747

From 23 May to 3 September 2018
Ca ‘Rezzonico Dorsoduro 3136, 30123 Venice

Tel. +39 041 2410100

Tantissime mostre a Palazzo Mocenigo !!

For the english translation, please scroll down the page, thank you.

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Non si era mai visto così tante mostre nello stesso periodo a Palazzo Mocenigo ! Di recente sono andato in quel bellissimo museo per turni di lavoro, e ho potuto constatare, che al suo interno, non c’è una sola mostra ma tre !!

Cercherò quindi di fare, in questo unico blog, la recensione di ognuna, e spero di non dilungarmi troppo, c’è così tanto da scrivere su ognuna di esse !

Il Museo di Palazzo Mocenigo, è uno dei mie musei preferiti: Oltre ad esser stato la residenza di una delle famiglia più importanti di Venezia, ora è un museo che ospita la sezione del tessuto e del profumo. La mostre attualmente visibili sono:

  • VENEZIA E L’ORIENTE. La collezione della Fondazione di Venezia
  • LA VITA IN ROSSO E BIANCO. Opere di Brigitte Bouquin-Sellès
  • Wheels on Waves di Andrea Stella

Al primo piano c’è la mostra Venezia e l’oriente: In un paio di stanze, sono stati collocati degli abiti di fattura orientale, sui manichini, a fianco di altri con i consueti costumi veneziani. Solo poco tempo fa, a piano terra c’era la mostra sui tessuti giapponesi “Katagami e Katazome (ormai finita) Adesso si può contemplare questi stupendi abiti e vedere come era diverso il modo di vestire nei paesi asiatici.

Sono un appassionato del paese del Sol Levante e della Cina, sopratutto per il periodo storico feudale, e sono contento che ci sia questa opportunità di vedere questi costumi da vicino. E’ veramente molto interessante ! La mostra, cominciata il 20 gennaio, terminerà il 26 agosto, e offre così un ampio margine di tempo per tutti quanti i turisti e non, che vorranno venire a vederla.

A piano terra, in angolo a sinistra, dove prima era collocata la mostra “Katagami e Katazome”, ora c’è la mostra di Brigitte bouguin Sellès “La vita in bianco e rosso “. Brigitte Bouquin Sellès è un’artista Francese nata nel sud della Francia, nella terra degli angioni, famosa per i suoi arazzi medievali e le fabbriche di tessuti.

L’artista annoda e tesse su grandi telai fatti in legno, A Trelazé, dove possiede uno studio, ella con stoffe e tessuti, reinventa, o concepisce in maniera nuova disegni e composizioni astratte, o di forme geometriche nuove e/o dimenticate.

In un’intervista l’artista francese ha dichiarato che il suo lavoro è mirato  a raccontare una o più storie, non importa quali siano le tecniche di lavoro che usa, è fondamentale che ci sia un collegamento diretto ed emotivo tra il pubblico e il suo lavoro. Con le sue opere, ella cerca di unire in un solo abbraccio il mondo intero, per liberarlo dalle sofferenze e dalle guerre che ancora lo affliggono.

Ecco qui sotto un video sull’artista francese dove si possono vedere alcune delle opere installate anche nella mostra presso Palazzo Mocenigo:

Sempre a piano terra subito all’ingresso del museo c’è la mostra “Wheels on Waves” di Andrea Stella. Una mostra realizzata per sensibilizzare la gente sull’importanza delle barriere architettoniche, e sui diritti delle persone con disabilità.

Andrea Stella era una persona come tante, nell’agosto del 2000 a 24 anni, neolaureato alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento, intraprende un viaggio  negli Stati Uniti. Una sera, mentre si trovava a Fort Lauderdale, in Florida, resta coinvolto in una sparatoria. Rimane ferito, e la sua vita non sarà più la stessa.  Dopo più di un mese di coma, la diagnosi è terribile: paraplegia agli arti inferiori. La vita di Andrea viene totalmente sconvolta. Torna in Italia, dove lo aspetta la sua quotidianità: la sua famiglia, gli amici e il suo grande amore per il mare. Sarà proprio questo amore per il mare che gli darà un forte impulso per rinascere.  Velista e grande appassionato della nautica, sogna di tornare a navigare.  Grazie al sostegno della sua famiglia, egli comincia  prima a costruire un catamarano accessibile a tutti, e poi, nel 2003, a fondare “Lo Spirito di Stella”, un’Onlus impegnata nella sensibilizzazione delle persone che hanno il suo stesso handicap e  dell’abbattimento delle barriere architettoniche.

Lo spirito di Stella è un catamarano multiscafo, progettato esplicitamente per ospitare persone in carrozzina. Con esso Andrea Stella ha effettuato un viaggio da Miami a Roma, passando per New York, per incontrare il Santo Padre, per dargli la “Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Lo scopo di quest’imbarcazione , è diffondere in tutto il mondo, dagli stati uniti all’europa, un messaggio di pace e di rispetto per le persone con disabilità e i loro diritti. Ma il suo viaggio non si ferma mai…

Per qualsiasi informazione sulle mostre attualmente allestite, visitate il sito ufficiale :

http://mocenigo.visitmuve.it

Museo di Palazzo Mocenigo Centro Studi di Storia del Tessuto

Santa Croce 1992,

30135 Venezia

Tel +39 041 721798

mocenigo@fmcvenezia.it

So many interesting exibitions at Mocenigo Palace !!

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I have never seen so many exhibitions at the same time at Palazzo Mocenigo, all at once! I recently went to that beautiful museum for my work shifts, and I was able to see that, there is not just one show but three!

There is so much to say about each one of these exibitions. I will try to do my best to describe them, without writing too much, I know, sometimes, I like to write for hours no end..

The Museum of Palazzo Mocenigo is one of my favorite: In addition to being the residence of one of the most important family in Venice, it is now a museum that houses the fabric and perfume section. The currently visible exhibits that you can see are:

  • Venice and the Orient. The collection of the Venice fondation
  • The life in red and White. works  by Brigitte Bouquin-Sellès
  • Wheels on Waves by Andrea Stella

On the first floor there is the exhibition “Venice and the East”: In a couple of rooms, clothes  on the oriental manifacture, have been placed on mannequins, alongside others with the usual Venetian costumes. Only recently, on the ground floor there was the exhibition about Japanese fabrics “Katagami and Katazome (now over) Now you can contemplate these beautiful clothes and see how different the way of dressing in Asian countries.

I am fond of the land of the Rising Sun and China, especially for the feudal period, and I am happy that, there is this opportunity to see these customs closely. It is really very interesting! The exhibition, which has began on 20 January, will end on 26 August, and thus offers ample time for all the tourists and non-tourists, who wish to come and see it.

On the ground floor, on the left corner,  where  the exhibition “Katagami and Katazome” was located, there is now an exhibition by Brigitte bouguin Sellès “The life in red and white”. Brigitte Bouquin Sellès is a French artist born in the south of France, in the land of the angioni, famous for its medieval tapestries and fabric factories.

The artist knots and weaves on large frames made of wood, In Trelazé, where she owns a studio, she works with fabrics, reinvents, or conceives new designs and abstract compositions, or new and / or forgotten geometric shapes.

In an interview, the French artist said that her work is aimed at telling one or more stories, no matter what the working techniques she uses, it is essential that there is a direct and emotional connection between the public and her work. With her works, she tries to unite in a single embrace the whole world, to free him from the sufferings and the wars that still afflict him.

Here is a video on the French artist where you can see some of the works installed also in the exhibition at Palazzo Mocenigo:

Also on the ground floor immediately at the entrance of the museum, there is the exhibition “Wheels on Waves” by Andrea Stella. An exhibition designed to sensitize people on the importance of architectural barriers, and on the rights of people with disabilities.

Andrea Stella was a person like many others, in August 2000 at the age of 24, a recent graduate from the Faculty of Law of the University of Trento, he embarked on a trip to the United States. One evening, while in Fort Lauderdale, Florida, he was involved in a shootout. He remains hurt, and his life will never be the same. After more than a month of coma, the diagnosis was terrible: paraplegia in the lower limbs. Andrea’s life is totally upset. He returns to Italy, where his daily life awaits him: his family, friends and his great love for the sea. It will be this love for the sea that will give him a strong impulse to  reborn. A sailor and a great lover of boating, he dreams of returning to sailing. Thanks to the support of his family, he first began to build a catamaran accessible to everyone, and then, in 2003, to found “Lo Spirito di Stella”, an exclusive charity dedicated to raising the awareness of people with the same handicap and breaking down of architectural barriers.

Stella’s spirit is a multi-hull catamaran, explicitly designed to accommodate people in wheelchairs. With it, Andrea Stella has made a trip from Miami to Rome, passing through New York, to meet the Holy Father, to give him the “United Nations Convention on the Rights of Persons with Disabilities.” The purpose of this boat is to spread throughout the world, from the United States to Europe, a message of peace and respect for people with disabilities and their rights, but its journey never stops …

 

For any information on the exhibitions currently set up, visit the official website:

http://mocenigo.visitmuve.it/en/home/

Museum of alazzo Mocenigo Study Centre of the History of Fabrics and Costumes

Santa Croce 1992

30135 Venezia

phone +39 041 721798

info@fmcvenezia.it