Un Hotel che sembra un Museo: Ca’Sagredo

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Di solito scrivo articoli e post, su musei e mostre, allo scopo di farli conoscere al mondo, specialmente quelli piccoli e meno noti, che non essendo localizzati in Piazza S. Marco, passano inosservati. Questa volta vi voglio far conoscere un’albergo che sembra un museo! E’ qualcosa di veramente eccezionale, i cui ambienti ti lasciano a bocca aperta. In questo articolo vi voglio parlare del Ca’Sagredo hotel di Venezia.

L’hotel Ca’Sagredo, è uno stupendo albergo situato nella strada nuova, a Venezia:

Un albergo molto importante, divenuto famoso anche per la celebre opera di Lorenzo Quinn con le due mani che spuntavano dall’acqua che sostenevano simbolicamente l’albergo. L’edificio come dicevo, è importante in quanto apparteneva alla famiglia nobile dei Sagredo, acquistato, all’inizio del Settecento, da Gerardo Sagredo, parente di Nicolò Sagredo che fu il 105 Doge della Serenissima.

I Sagredo erano collezionisti d’arte e amavano molto Venezia e decisero di farne di questo edificio il loro palazzo. Il patrimonio artistico / culturale di questo palazzo include alcuni stupendi dipinti ad opera di grandi artisti del XVII e XVIII secolo tra cui Niccolò Bambini, Giambattista Tiepolo, Sebastiano Ricci, Pietro Longhi, quest’ultimo il mio preferito con l’affresco “La caduta dei Giganti” realizzato nel 1734. Per chi è appassionato di questo pittore, può ammirarlo qui, e anche nella stanza a lui dedicata al secondo piano del stupendo Museo di Ca’ Rezzonico.

Oltre ai dipinti e agli affreschi, le pareti stesse delle stanze e dei saloni del Piano Nobile sono splendidamente decorate da stucchi di due artisti di Lugano, che agli albori del Settecento lavoravano presso la Repubblica di Venezia: Abbondio Stazio e del suo allievo Carpoforo Mazzetti Tencalla eseguita nel 1718. Nel Casino del quarto piano, all’epoca usato come luogo di incontri e svago del Conte Sagredo, si rimane ammaliati dalla qualità  degli stucchi,  colorati con tinte tenui, che sembra pastello, un vero capolavoro.

L’hotel Ca’Sagredo avvicina il suo pubblico all’arte anche con le sue offerte, che saranno valide una volta che sarà finito il DPCM, e offre ai suoi clienti una serie di servizi per chi prenoterà per almeno un paio di giorni, anche se mi sento di raccomandare di soggiornare a Venezia per molto più tempo, perché ci sono tante cose da vedere.

  • Tour itinerante all’interno delle strutture Associate all’albergo per celebrare un personaggio storico Veneziano attraverso foto, manoscritti e oggetti.
  • Tour con guida di uno o più sestieri alla ricerca delle tracce lasciate dai personaggi più importanti della Serenissima dove si potranno ammirare foto, manoscritti e oggetti.
  • Tour con guida di uno o più sestieri alla ricerca delle tracce lasciate dai personaggi più importanti della Serenissima
  • Sconto del 10 % su una serie di Boutique Veneziane che hanno aderito.
  • Riduzione sul biglietto d’ingresso ad alcuni Musei, tra i quali il Museo Ebraico, e la Scala del Bovolo.
  • Entrata gratuita al Casino

Si tratta dunque, di una vera combinazione vincente per chi vuole soggiornare a Venezia ed è un appassionato di arte, storia, e cultura.

Ca’Sagredo, Hotel or a Museum ? I say it’s both things

I usually write articles and posts, on museums and exhibitions, in order to make them known to the world, especially the small and lesser-known ones, which, are not located in St. Mark’s Square, so they go unnoticed. This time I want to introduce an hotel that looks like a museum! It is something truly exceptional, whose environments leave you speechless. In this article I want to tell you about the Ca’Sagredo hotel in Venice.

The Ca’Sagredo hotel is a wonderful hotel located in the new street in Venice:

A very important hotel, which also became famous lately, for the famous work by Lorenzo Quinn, the two hands sticking out of the water that symbolically supported the hotel. The building, as I said, is important as it belonged to the noble Sagredo family, purchased at the beginning of the eighteenth century by Gerardo Sagredo who was a relative of Nicolò Sagredo the 105 Doge of the Serenissima.

The Sagredos were art collectors and loved Venice very much, and decided to make this building their palace. The artistic / cultural heritage of this palace includes some wonderful paintings by great artists of the 17th and 18th centuries including Niccolò Bambini, Giambattista Tiepolo, Sebastiano Ricci, Pietro Longhi, the latter is my favorite with the fresco “The fall of the Giants “made in 1734. For those who are crazy about this painter, you can admire him here, and also in the room dedicated to him on the second floor of the wonderful Ca ‘Rezzonico Museum.

In addition to the paintings and frescoes, the walls of the rooms and halls of the Noble Floor are beautifully decorated with stuccoes by two artists from Lugano, who at the dawn of the eighteenth century worked for the Republic of Venice: Abbondio Stazio and his pupil /student Carpoforo Mazzetti Tencalla, made in 1718. In the Casino on the fourth floor, which at the time was used as a meeting and entertainment place for Count Sagredo, it’s understandable that one is captivated by the quality of the stuccoes, colored with soft hues, which look like pastel, truly a masterpiece.

The Ca’Sagredo hotel brings its public closer to art also with its offers, which will be valid once it will be safe again to travel, and offers its customers a series of services, for those who book for at least a couple of days, even if I would recommend staying in Venice for much longer, because there are so many things to see.

  • Itinerant tour inside the structures associated with the hotel to celebrate an historical Venetian figure through photos, manuscripts and objects.
  • Guided tour of one, or more districts in search of the tracks left by the most important characters of the Serenissima
  • 10% discount on a series of Venetian Boutiques that have joined.
  • Reduction on the admission ticket to some museums, including the Jewish Museum, and the Scala del Bovolo.
  • Free entry to the Casino

It is therefore a real winning combination for those who want to stay in Venice and are passionate about art, history and culture.

Dentro i Palazzi

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Presso la Pinacoteca Züst di Rancate, non tanto distante dal confine con Chiasso, è stata inaugurata da poco una nuova interessantissima mostra intitolata “Dentro i Palazzi” che sarà visibile al pubblico fino al 28 febbraio.

La mostra è molto interessante in quanto ci dà la possibilità di dare uno sguardo alle collezioni private della famiglia Riva di Lugano, una delle note famiglie dell’aristocrazia di Lugano comune svizzero del Canton Ticino. Una mostra nata con l’idea di portare i visitatori in un viaggio virtuale all’interno dei palazzi, questo è stato reso possibile grazie ai curatori Edoardo Agustoni, Lucia Pedrini-Stanga che hanno cercato di allestire i vari tesori culturali tra cui una 70 di quadri, busti, suppellettili, argenterie, miniature, libri e documenti, in una collocazione più vicina possibile a quella che doveva essere originariamente nei palazzi d’origine.

Un panorama storico culturale che parte dalla fine del seicento fino all’ottocento, a partire da autori quali : Marco e Giuseppe Antonio Petrini, Carlo Francesco e Pietro Rusca, Giovanni Battista Innocenzo Colomba, Carlo Innocenzo Cartoni, Giuseppe Antonio Orelli, Giovanni Battista Rouchelli, Giovanni Battista Bagutti, Francesco Capobianco, Gian Francesco Cipper detto “Il Todeschini”, Antonio Maria Marini per quanto riguarda il settecento, mentre per il secolo successivo abbiamo artisti quali: Giovanni Migliara, Giuseppe Reina, Francesco Havez, Pietro Bagatti Valsecchi e dei Bisi. I quadri riguardano ritratti, paesaggi, scene religiose, storiche e altro.

Per chi volesse andare a vedere questa interessantissima mostra che ricordiamo sarà aperta dal 29 novembre 2020 fino 28 febbraio 2021 con i seguenti orari:

da martedì a venerdì: 9-12 / 14-18
sabato, domenica e festivi: 10-12 / 14-18
chiuso il lunedì; 24, 25 e 31/12
aperto 1/11; 8 e 26/12; 1 e 6/1

può trovare altre informazioni presso il sito web della Pinacoteca Züst https://www4.ti.ch/ o rivolgendosi alla Pinacoteca stessa:

Pinacoteca cantonale Giovanni Züst
CH-6862 Rancate (Mendrisio),
Cantone Ticino, Svizzera
tel. +41 (0)91 816 47 91
decs-pinacoteca.zuest@ti.ch

Inside the Palaces

At the Züst Art Gallery in Rancate, not far from the border with Chiasso, a new and very interesting exhibition entitled “Inside the Palaces” was recently inaugurated and will be visible to the public until 28 February.

The exhibition is very interesting as it gives us the opportunity to take a look at the private collections of the Riva family of Lugano, one of the well-known families of the aristocracy of Lugano, a Swiss municipality in the Canton of Ticino. An exhibition born with the idea of taking visitors on a virtual journey inside the buildings, this was made possible thanks to the curators Edoardo Agustoni, Lucia Pedrini-Stanga, who tried to set up various cultural treasures including a 70 of paintings , busts, furnishings, silverware, miniatures, books and documents, in a location as close as possible to what must have been originally in the original palaces.

A historical and cultural view that starts from the end of the seventeenth century to the nineteenth century, starting with authors such as: Marco and Giuseppe Antonio Petrini, Carlo Francesco and Pietro Rusca, Giovanni Battista Innocenzo Colomba, Carlo Innocenzo Cartoni, Giuseppe Antonio Orelli, Giovanni Battista Rouchelli, Giovanni Battista Bagutti, Francesco Capobianco, Gian Francesco Cipper known as “Il Todeschini”, Antonio Maria Marini as regards the eighteenth century, while for the following century we have artists such as: Giovanni Migliara, Giuseppe Reina, Francesco Havez, Pietro Bagatti Valsecchi and dei Bisi. The paintings cover portraits, landscapes, religious, historical scenes and more.

For those wishing to go and see this very interesting exhibition that we remember will be open from 29 November 2020 until 28 February 2021 with the following times:

Tuesday to Friday: 9-12 / 14-18
Saturday, Sunday and holidays: 10-12 / 14-18
closed on Mondays; 24, 25 and 31/12
open 1/11; 8 and 26/12; 1 and 6/1

you can find more information on the Züst Art Gallery website https://www4.ti.ch/ or by contacting the Art Gallery itself:

Giovanni Züst Cantonal Picture Gallery
CH-6862 Rancate (Mendrisio),
Canton Ticino, Switzerland
tel. +41 (0) 91 816 47 91
decs-pinacoteca.zuest@ti.ch

Se Dio è con noi…

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Sul bellissimo museo di Ca’ Rezzonico, ci sarebbe così tanto di cui parlare, che non si finirebbe più, se non a notte fonda inoltrata. Tuttavia c’è un’argomento di cui non si parla tanto, e pochi notano: l’emblema della famiglia Rezzonico.

Possiamo ammirare l’emblema della famiglia a piano terra, sopra la fontanella che ospita un’attrazione molto gettonata da grandi e piccini, ovvero, questa piccola fontanella che ospita le due grandi carpe giapponesi e le 3 tartarughe; e al primo piano, proprio di fronte alle porte d’ingresso della sala da ballo, quest’ultimo ad opera dell’artista Giambattista Crosato, che fece anche l’affresco sul soffitto, raffigurante il carro di Apollo e i 4 continenti, all’incirca nel 1754.

La famiglia Rezzonico acquistò il Palazzo dagli ultimi eredi della famiglia Bon, i quali non riuscivano a sostenere le spese economiche del restauro, cosa che fu possibile per il capo famiglia Giambattista Rezzonico, che proveniva dalla Lombardia, dove commerciava in tessuti e possedeva una banca. Un ramo della famiglia, da Como si trasferì a Venezia, e cominciò la storia dei Rezzonico nella città Veneziana.

La cosa particolare dell’emblema, non sono tanto le due torri, l’aquila a due teste, ma l’iscrizione in latino, posizionata sopra che dice “Si Deus Pro nobis“, che tradotto, più o meno vuol dire “Se Dio è con noi“. E’ una frase molto importante, in quanto si stabilisce, (che secondo i Rezzonico), Dio era dalla loro parte. Se Dio permetteva che i Rezzonico fossero ricchi, e potenti, voleva dire che era dalla loro parte, quindi i loro avversari, dovevano stare attenti, perché, mettersi contro i Rezzonico, voleva dire anche mettersi contro Dio.

Ogni sala, ogni angolo di questo stupendo museo, offre un sacco di spunti e riflessioni, sia dal punto di vista storico, architettonico, e pittorico. Continuate a seguire i miei post, alla scoperta di questo bellissimo museo !

If God is with us..

On the subject about the beautiful Ca ‘Rezzonico museum, there would be so much to talk about, that we would never end, until late at night. However, there is one topic that is not talked about much, and few people notice: the emblem of the Rezzonico family.

We can admire the emblem of the family on the ground floor, above the fountain that houses an attraction very popular with young and old people, this small fountain that houses the two large Japanese carp and the 3 turtles; and on the first floor, right of in front of the entrance doors of the ballroom, the latter by the artist Giambattista Crosato, who also painted the fresco on the ceiling, depicting the chariot of Apollo and the 4 continents, around 1754.

The Rezzonico family bought the palace from the last heirs of the Bon family, who could not afford the economic costs of the restoration, which was possible for the head of the family Giambattista Rezzonico, who came from Lombardy, where he traded in fabrics and owned a bank. A branch of the family moved from Como to Venice, and the history of the Rezzonico family began in the Venetian city.

The particular thing about the emblem is not so much the two towers, the two-headed eagle, but the Latin inscription, positioned above that says “Si Deus Pro nobis”, which translated more or less means “If God is with us “. It is a very important sentence, as it is established that (according to the Rezzonico), God was on their side. If God allowed the Rezzonico to be rich, and powerful, it meant that he was on their side, so their opponents had to be careful, because, going against the Rezzonico also meant going against God.

Every room, every corner of this wonderful museum, offers a lot of ideas and reflections, both from a historical, architectural, and pictorial point of view. Keep following my posts, and we will discover more about this beautiful museum!

Una mostra diversa dalle altre

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E’ finita ieri sera, l’edizione del 2020 della mostra “Premio Pittura Mestre. Nella serata di Venerdì 2 ottobre, al teatro Toniolo sono stati proclamati i vincitori: il primo premio è stato assegnato Giuseppe Sciortino con il quadro “GiorgiaPia e Francesca”, e quindi verrà esposto nel Museo di Arte moderna di Ca’ Pesaro di Venezia. Il secondo premio è andato a Gabriele Grones con il trittico “Frammento, e il terzo classificato è stato Tamara Zambon con “Are you ready for the revolution, child?”.

Sono stati assegnati altri premi, citiamo ad esempio il Premio speciale Città di Mestre a Giampaolo Callegaro con il quadro “Una sera a Punta San Giuliano“. E delle menzioni speciali della giuria per gli artisti : Fabbrizio Vatta con il quadro “I love my husband” a Raffaele Bovo per il quadro “Pietre D’Istria Antropomorfe” e a Marco Marcarelli. “Viaggi 220820. Il premio Giuria Popolare per Francisco Rojas Miramontes. “The swimmer” e a Marco Tidu. “Crisalide“. Premio Targa Amici delle arti di Mestre per Morena Marini. “Pensieri interrotti” e per Andrea Santi. “Marco durante la quarantena“.

Lavorare li, è stata un’esperienza alquanto interessante ! A differenza di altre mostre a cui ho partecipato, ho notato delle differenze: tutti i visitatori erano molto interessati, si soffermavano molto sui quadri e soprattutto, si scambiavano commenti tra di loro. Molte volte sono testimone di visitatori che leggono le guide, le didascalie, guardano un’attimo i quadri e poi proseguono nelle altre sale. Non è stato questo il caso. E’ stato molto interessante ascoltare quello che si dicevano.

Mi sono chiesto come mai ci fossero queste differenze, probabilmente il grande interesse nasce dal fatto che tutti potevano votare il quadro preferito: bastava andare online e indicare l’autore e il nome del quadro. Questa mostra ha coinvolto l’intera pubblico di Mestre, come mai ho visto prima, e se non fosse stato per il covid, l’ammontare dei visitatori sarebbe stato molto più alto. Speriamo che nella prossima edizione, si possa tornare alla normalità.

A different exhibition in Mestre

On the evening of Friday 2 October, the winners of the 2020 edition of the exhibition “Mestre Painting Award, were announced at the Toniolo theater, and now it’s over. The first prize was awarded to Giuseppe Sciortino with the painting” GiorgiaPia and Francesca ” , and it will be exhibited in the Ca ‘Pesaro Museum of Modern Art in Venice. The second prize went to Gabriele Grones with the triptych “Fragment, and the third prize was Tamara Zambon with” Are you ready for the revolution, child? “.

Other prizes have been awarded, for example the special city of Mestre Prize to Giampaolo Callegaro with the painting “One evening at Punta San Giuliano“. Some special mentions by the jury for the artists: Fabbrizio Vatta with the painting “I love my husband“, to Raffaele Bovo for the painting “Anthropomorphic Istrian Stones” and to Marco Marcarelli. “Travel 220820. The Popular Jury Award for both Francisco Rojas MiramontesThe swimmer ” and Marco TiduChrysalis“. Award Plaque Friends of the Arts of Mestre for Morena MariniThoughts interrupted ” and for Andrea SantiMarco during the lockdown” .

Working there, was really a very interesting experience! Unlike other exhibitions in which I have worked, I noticed some differences: all the visitors were very interested, they dwelt a lot on the paintings and above all, they exchanged comments among themselves. Many times I witness visitors who read the guides, the captions, look at the paintings for a moment and then go on to the other rooms. This was not the case. It was very interesting to hear what they were saying.

I wondered why there were these differences, probably the great interest arises from the fact that everyone could vote for their favorite painting: it was really simple, just going online to choose the author and the name of the painting. This exhibition involved the entire people of Mestre, as I have never seen before, and if it had not been for the covid, the amount of visitors would have been much higher. We hope that in the next edition, we can return to normal.

Sicurezza anche per le opere

Paolina_Borghese,_Canova
Di Art Gallery ErgsArt – canova, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=52770416

Galleria Gipsoniana di Possagno, un turista di nazionalità Austriaca, si fa un selfie con la scultura di Paolina Borghese di Canova, e ha ben pensato di sedersi accanto alla statua, per immortalarsi e mostrare la foto a parenti e amici, ma così facendo ha spezzato le dita del piede della statua. Essendo la stanza priva di personale, e non vedendo nessuno vicino a lui, ha pensato di andarsene via, sperando di non esser visto, ma le telecamere lo hanno ripreso, e le autorità al momento attuale lo stanno cercando.

Un gesto a dir poco inaudito, si spera si possa riparare la parte danneggiata della statua. In questo periodo post Covid-19, non sono solo le persone che hanno bisogno di misure di sicurezza, ma anche le opere. Senza puntare il dito su nessuno, e senza polemica, si nota che la statua non era transennata (foto apparsa su tutti i giornali), e si, c’erano le telecamere, ma non c’era nessuno del personale di guardasala presente vicino alle opere. Gli operatori museali, sono spesso visti come un costo, ma io sono qui a ribadire, tutte le volte, che invece sono una grande risorsa per i musei ! Posso citare innumerevoli esempi di come gli operatori museali sono stati di grande aiuto per i musei, a partire dagli eventi dell’acqua alta di Venezia, alla loro opera di sorveglianza, ma non solo. Un operatore museale è colui che fa sentire il visitatore a suo agio, dentro il museo. E’ sempre a disposizione del pubblico, cortese e professionale. Riempiamo i musei, grandi e piccoli di personale, in questa maniera si dà una mano al turismo, alla nostra economia, si da speranza alla gente che lavora, e si proteggono meglio le opere. Rivalutiamo la loro opera, non sono solo guardasala, sono operatori museali !

 

Riaprono i musei di Venezia !!

Riaprono i musei di Venezia ! Visitiamoli, o facciamo uso delle visite esclusive su prenotazione. Facciamo ripartire il turismo e la nostra economia !!!

 

Qualità da leadership

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Copia di Il capo incute paura; il leader ispira entusiasmo.” HARRY GORDON SELFRIDGE SR

Continua il mio blog sul mio passato da Operatore Museale, parlando questa volta, non tanto di me, ma di alcune persone chiave, che mi hanno impressionato molto e che ritengo, siano state le prime, a dimostrare le vere qualità da leader, in un tempo, quando ancora non si parlava di queste cose.

Un paio di mesi dopo la mostra di Tiziano a Palazzo Ducale, sempre intorno al 1990 / 1991,  io e altri colleghi fummo richiamati dalla nostra azienda (che adesso non esiste più), per un altro lavoro. Basta mostre temporanee, qui si parlava dell’itinerario permanente di Palazzo ducale. All’epoca il direttore del principale museo di Venezia, era l’architetto Umberto Franzoi. Nella mattinata, poco prima di cominciare a lavorare, egli volle incontrarci tutti, e ci convoco nel suo studio. Voleva conoscerci tutti, capire chi eravamo, in fin dei conti, gli operatori museali, erano , e saranno sempre l’immagine che rappresentano i musei nelle menti dei visitatori. Ci guardò uno a uno, e ci spiego brevemente quali erano le nostre mansioni, rispondendo alle nostre domande. Un comportamento singolare, ma positivo, e non fu neanche l’ultimo. Passò un paio di anni, forse, ero di turno nella sala del Senato, quando mi giunse voce, che stava arrivando il Direttore per un’ispezione a sorpresa, e purtroppo in quel momento, ero da solo, in quanto un mio collega, era indisposto, e si era assentato un attimo. Che fare, le sale erano piene ! Fu li, che diedi il meglio di me stesso, girando sala per sala, a velocità fulminea, controllando tutti i turisti, facendo loro capire che “no, non si possono fare foto” (all’epoca non si potevano farle), e “no signore, nemmeno senza flash” e ancora, pregando gentilmente una coppia, che non ci si poteva sedere per terra, spiegando dove si trovava il ponte dei sospiri, insomma, ero un turbine, ero simultaneamente in ogni luogo! Quando arrivo il direttore dopo avermi osservato per un po, mi si avvicinò, e mi diede un pugno sulla spalla, dicendo “bravo !” Crisi evitata ! Mi ricordo che mi spiegò brevemente gli autori dei dipinti sul soffitto, e poi se ne andò sorridendo verso le altre sale.

Per gestire te stesso, usa la testa; per gestire gli altri usa il cuore. (Eleanor Roosevelt)

Ma non fu l’unica persona ad avere quelle qualità. Moltissimi anni dopo (circa 2010), fui trasferito, nel bellissimo museo di Ca’ Rezzonico, ero al terzo piano, quando mi vedo arrivare un signore, che comincia a scattare foto a manetta. Gentilmente gli faccio osservare, che non si possono fare, ma poi mi viene detto che è il direttore del museo ! Lui sorridendo mi disse “tranquillo, hai fatto il tuo lavoro” Il Dott. Pedrocco, era una persona eccezionale, lui diceva spesso “ragazzi, se avete un problema, la porta del mio ufficio è sempre aperta!” ed non era una frase gettata là. Era quel genere di persona, con cui si poteva parlare di tutto, che se ti vedeva per strada, era sempre pronto ad offrirti un passaggio in auto.

A pochi anni di distanza, di servizio per la prima volta nel stupendo Palazzo Mocenigo, sono al primo piano nobile, e mentre passeggio per le stanze controllando che tutto sia a posto, dalle scale si avvicina una signora, che mi squadra e si presenta: “buongiorno sono la Dott.ssa C. S. vedo una persona nuova oggi, come si trova, bene ? I sui colleghi le hanno spiegato tutto ? ” E io rispondo, si tutto bene, e quando lei sorridendo se ne va, rimango li a pensare, da quale pianeta proviene, perché poche son le volte che un operatore museale, viene trattato così bene. E non sempre, si trovano persone così meravigliose.. alcune passano per le sale del museo, senza nemmeno dire “buongiorno”, passano avanti come se non ci fossimo. L’ultimo evento, successo di recente, (un paio di anni fa) vede un gruppetto di dirigenti, venuti ad ispezionare, delle sale soggette a restauro. Ricordo chiaramente, che a fine della loro visita, solo una ci auguro “buon lavoro a tutti !” il resto di loro, non proferì alcuna parola…

Un bravo leader può ottenere molto anche dagli uomini peggiori mentre un generale incapace riesce a demoralizzare persino le truppe migliori.
(John J Pershing)

Queste persone, queste loro qualità di leadership, lasciano un segno, un impressione, un ricordo destinato a perdurare, perché è grazie a persone come loro che un’azienda raggiunge il successo, una società può cambiare, l’essere umano, può raggiungere traguardi inaspettati. Per le persone che non ci sono più, porto dentro di me, un bellissimo ricordo, e per quelle che ancora ci sono, portano una speranza, che specialmente in periodi bui come questo del Covid-19, le cose possano cambiare in meglio.

Leadership quality

Copia di Il capo incute paura; il leader ispira entusiasmo.” HARRY GORDON SELFRIDGE SR (1)

Let’s continue my blog about my past as an attendant museum, talking this time, not so much about me, but about some key people, who have impressed me most and who I think were the first to show the true qualities of a leader, in a time, where the topic about the difference between a boss and a leader didn’t exist yet.

A couple of months after Tiziano’s exhibition at the Doge’s Palace, around 1990/1991, other colleagues and I were called back by our company (which no longer exists), for another job. No more temporary exhibitions, here we talked about the permanent itinerary of the Doge’s Palace. At the time the director of the main museum in Venice was the architect Umberto Franzoi. In the morning, just before starting to work, he wanted to meet us all, and he summoned us to his study. He wanted to get to know us all, to understand who we were, after all, the attendants museum were, and always will be the image that represent the museums in the visitors’s mind. He looked at us one by one, and he explained briefly what our duties were, answering to all our questions. A singular but positive event, but it wasn’t the last one either. A couple of years passed,  I was on duty in the Senate room, when I heard the rumor, that the Director was coming for an surprise inspection, and unfortunately at that time, I was alone, as a colleague of mine was not feeling well, and he was absent for a moment. What to do, I said to myself, the rooms were full! It was right there that I gave my best, moving from room to room, at lightning speed, checking all the tourists, making them understand that “no, you can’t take pictures” (at the time they couldn’t take them), and ” no sir, not even without flash “and again, explaining kindly to a couple, that they couldn’t sit on the ground, telling them where the bridge of sighs was, in short, I was a like a tornado, I was simultaneously everywhere! When he arrived, after watching me for a while, he came toward me, and punched me on the shoulder, saying “good, well done!” Crisis avoided! I remember that he briefly explained to me, who were all the artist of the paintings on the ceiling, and then left smiling towards the other rooms.

To handle yourself, use your head; to handle others, use your heart. (Eleanor Roosevelt)

But he wasn’t the only person to have those qualities. Many years later (around 2010), I was transferred to the beautiful museum of Ca ‘Rezzonico, I was on the third floor, when I see a gentleman arrive, who begun to take a lot of pictures ! I kindly point out to him, that they couldn’t be done, but then, someone told me that he was the director of the museum! He said smiling “relax lad, you did your job” Dr. Pedrocco was an exceptional person, he often said “guys, if you have a problem, the door to my office is always open!” and it was not a sentence thrown there like that. It was that kind of person, with whom you could talk about everything, that if he saw you on the street, he was always ready to offer you a ride in the car.

A few years later, serving for the first time in the beautiful Mocenigo Palace, I was on the first noble floor, and while I walked around the rooms checking that everything were in order, I see a lady approaching by the stairs, who looks at me and introduces herself: “Hi, I’m Dr. C.S.  I see you are new around here, how you  doing?  Did your colleagues explain everything to you?” And I shyly answered, yes, I am ok thank you, and  she left smiling, while, I was there thinking, from which planet she came from, ‘cause there were really few times that an attendant museum was treated so well. And not always, there were such wonderful people .. some of them pass through the halls of the museum, without even saying “good morning”, they pass on as if we were not there. The latest event, which happened recently, (a couple of years ago) sees a small group of managers, who came to inspect, some rooms subject to restoration. I clearly remember that at the end of their visit, only one wishes us “good job to everyone!” the rest of them did not utter a single word …

A competent leader can get efficient service from poor troops, while on the contrary an incapable leader can demoralize the best of troops.
(John J Pershing)

These people, their leadership qualities, leave a mark, an impression, a memory destined to persist, because it is thanks to people like them that a company achieves success, a society can change, a human being, can achieve unexpected goals. For people who are no longer with us, I carry within me a beautiful memory, and for those who are still here, they bring hope, that, especially in dark times like this in Covid-19, things can change for the better.

L’inizio di una storia..

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Verso la metà del mese di giugno del 1990, cominciò la mia carriera come operatore museale. Doveva essere semplicemente, un lavoro di pochi mesi, eppure da quella data, continuo a lavorare nei bellissimi musei civici di Venezia, e sono sempre più appassionato del mio lavoro.

In quel periodo c’era la mostra di Tiziano, organizzata a Palazzo Ducale, con l’aiuto di musei e gallerie di tutto il mondo, tra i quali: l’Ashmolean Museum di Oxford, il Detroit Istitute of Art, la collezione Thyssen-Bornemisza di Lugano, la biblioteca Marciana e le gallerie dell’accademia di Venezia, Koninklijk Museum  Voor  Shone Kunsten di Anversa, il Metropolitan Museum of Art di New york, il Museo del Louvre di Parigi, il Museum Boymans-Van Beunigen di Rotterdam, il Museo del Prado di Madrid, il Museo dell’Ermitage di S. Pietroburgo, la National Gallery of Art di Washington, lo stesso Palazzo ducale di Venezia e tanti altri.

Fu una delle più belle esperienze della mia vita, di cui ho tanti bei ricordi. Il lavoro era suddiviso in due turni, in quanto Palazzo Ducale, a quel tempo, solo per la mostra, era aperto fino a tarda serata: dalle 09.00 fino alle 16.00 il primo turno e il successivo fino alle ore 23.00.

Il lavoro non era faticoso, sebbene c’era sempre tanto da fare: le sale erano sempre strapiene, con tantissimi gruppi, tanto è vero, che dovevamo prestare attenzione a quanta gente poteva entrare in sala, e bloccavamo i gruppi, prima di entrare nella sala successiva, quando l’altro gruppo avanzava. Era un lavoro un po.. diplomatico, perché ovviamente, sia i singoli che i gruppi, premevano per avanzare, e bisognava agire con molto autocontrollo.

Il turno serale era forse quello che preferivo di più, in quanto, quando avevamo la pausa cena, avevamo a disposizione per noi, una delle balconate del Palazzo, e mentre mangiavamo potevano godere della stupefacente bellezza di Venezia di notte, uno spettacolo veramente unico.

Anche se si finiva alle 23.00 non c’erano problemi, in quanto, anche a quell’ora i mezzi di trasporto erano garantiti, e sia il personale che i turisti, potevano rientrare nelle loro abitazioni / hotel. E’ un punto su cui tutt’ora cerco di far capire a tutti quelli che mi seguono nell’ambiente museale / turistico: Il successo delle aperture serali dei musei, può funzionare SOLO se si garantiscono i mezzi per il ritorno. E’ importante sia per il personale, ma lo è altrettanto per i turisti. Se i mezzi vengono a mancare, è ovvio che lasceranno i musei prima, e non solo quelli, ma anche i ristoranti, teatri. I trasporti sono essenziali !

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Questa foto appartiene alla copertina del catalogo di quella mostra. E’ in mio possesso, all’epoca, era un’usanza regalare a fine mostra i cataloghi agli operatori museali. Penso che quella fu l’ultima volta che lo fecero, peccato, perché era un gesto apprezzammo molto. Era, come dire, un gesto di ringraziamento nei nostri confronti, per il lavoro svolto. A dire il vero, questo è un’altro punto, su mi piace parlare molto: sono dell’opinione che questi testi, dovrebbero essere a disposizione degli operatori museali. In primis, in quanto se viene loro chiesto qualcosa, son pronti a rispondere e fanno fare una bella figura al museo, secondo, in questo momento di Covid-19 i dispositivi touch screen potrebbero essere saggio non usarli, e la mia esperienza di tutti questi anni, mi ha fatto capire, che i turisti se possibile, preferiscono parlare con qualcuno.

Nel prossimo articolo vi parlerò di come divenni operatore museale a tutti gli effetti,  e di una figura di alto livello museale di quel tempo, che mi colpi molto (favorevolmente).

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The beginning of my story as Attendant museum !

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In the middle of June 1990, I started my career as a attendant museum. It was simply a job for few months, and yet, since then, I still work in the beautiful civic museums of Venice, and I am always in love with my job.

At that time there was the Titian’s exhibition, organized at the Doge’s Palace of Venice, with the help of museums and galleries from all over the world, including: the Ashmolean Museum of Oxford, the Detroit Institute of Art, the Thyssen collection Bornemisza of Lugano, the Marciana library and the galleries of the Venice academy, Koninklijk Museum Voor Shone Kunsten of Antwerp, the Metropolitan Museum of Art in New york, the Louvre Museum of Paris, the Museum Boymans-Van Beunigen of Rotterdam, the Prado Museum of Madrid, the Hermitage Museum of St. Petersburg, the National Gallery of Art in Washington, the Doge’s Palace in Venice itself and many others.

It was one of the most beautiful experiences of my life, of which I have many beautiful memories. The work was divided into two shifts, as Doge’s Palace, at that time, was open until late in the evening only for the exhibition: from 09.00 am to 16.00 pm the first shift and the following until 23.00 pm.

The work was not so difficult, although there was always a lot to do: the rooms were always full, with many groups, so many, that we had to pay attention to how many people could enter the room, and we  had to block the groups, before entering to the next room, when the other group advanced. It was a bit of a diplomatic job, because obviously both the single visitors and the groups were pushing to move forward, and it was necessary to act with a lot of self-control.

Even if we finished at 11.00 pm there were no problems, as even at that time the public transport were guaranteed, and both staff and tourists could return to their homes / hotels. It is a point on which I still try to make everyone who follows me in the museum / tourism environment understand: The success of the evening openings of museums can ONLY work if the means of return are guaranteed. It is important for both staff, but it is equally important for tourists. If the means are lacking, it is obvious that they will leave the museums sooner, and not only those, but also restaurants, theaters. Transportation is essential!

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This photo belongs to the cover of the catalog of that exhibition. It is still in my possession, at the time, it was customary to give catalogs to the attendants museum at the end of the exhibition. I think that was the last time they did it, too bad, because it was a gesture we appreciated a lot. It was, how to say, a gesture of thanks to us, for the work done. Actually, this is another point, I like to talk a lot about: I am of the opinion that these texts should be available to attendants museum. First of all, because if they are being asked something, they are ready to answer and make the museum look good, secondly, at this time of Covid-19 touch screen devices may be wise not to use them, and my experience of all these years, has made me convinced, that tourists if possible prefer to talk to someone.

In the next article I will tell you about how I became a full status attendant museum,  and of a high-level museum figure of that time, who impressed me favorably.

Disegnare dal vero: Tiepolo, Longhi, Guardi – nuova mostra a Ca’ Rezzonico

For the English translation, please scroll down the page

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Una nuova mostra è stata inaugurata a Ca’ Rezzonico il 14 febbraio 2020 e durerà fino al 18 maggio 2020. si intitola “Disegnare dal vero : Tiepolo, Longhi, Guardi.

Si tratta di una mostra riguardante i disegni dei grandi Maestri del Settecento veneziano: sono presenti alcuni disegni su carta azzurra di Giambattista Tiepolo donato dal pittore triestino Lorenzo Gatteri al Museo Correr nel 1885 e due fondi di bottega di Pietro Longhi e Francesco Guardi acquistati dai loro figli da Teodoro Correr dopo la caduta della Serenissima. Esemplari eccezionali sia per numero che per qualità dei fogli, riuniti già dai loro autori e rimasti intatti dopo secoli. Non disegni finiti, opere autonome destinate da subito a collezionisti, ma studi e schizzi dal vero, quasi tutti su carta ruvida dall’aspetto grezzo, fabbricata con stracci di bassa qualità e poco costosa e perciò usata per studi e abbozzi, ma proprio per la sua natura porosa ideali all’uso del gesso, il cui tratto esaltava i valori luministici, pittorici della grafica veneziana. Proprio la grande notorietà ha nuociuto alla conservazione di questi fogli, inseriti a inizio Novecento in allestimenti permanenti e danneggiati dalla prolungata esposizione alla luce.

Grazie a Save Venice dal 2003 è stato avviato un lungo lavoro di restauro, non ancora concluso, che consente oggi di ammirare, per un breve periodo, parte di questi disegni. Sempre grazie a Save Venice a questo spaccato dell’arte del Settecento veneziano si aggiunge, isolato, un restaurato capolavoro di Tiziano, la xilografia raffigurante la Sommersione del faraone.

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Questa è la più grande silografia realizzata da Tiziano, stampata da matrici in legno su dodici blocchi a comporre un’unica scena, pubblicata da Domenico dalle Greche nel 1549. L’opera, nella sua grandiosa concezione rivela la grande immaginazione creativa del maestro. In questo caso, Tiziano si è servito del racconto biblico (Esodo, 14) e ne ha realizzato un corrispondente figurativo di grande fascino, dove il vero protagonista sembra il monumentale paesaggio marino in tempesta che domina il centro della composizione. Grazie alla campagna di restauro promossa da Save Venice nel 2019, possiamo apprezzare nuovamente la padronanza e la forza del segno di Tiziano.

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Questa mostra rappresenta un’opportunità unica di approfondimento su questi tre celebri Maestri del 700. Ricordiamo, che Ca’Rezzonico, non è solo un museo che illustra un periodo di storia, ma che illumina su un periodo di cambiamento, di innovazione, di scambio di idee, di periodi che finiscono e altri che cominciano. Ca’ Rezzonico è senz’altro il più bel museo di tutta Venezia! Se vi state chiedendo cosa visitare a Venezia, questa è la vostra risposta.

Dal 14 Febbraio fino al 18 maggio 2020  VENEZIA
LUOGO: Ca’ Rezzonico
INDIRIZZO: Dorsoduro 3136
ORARI: 1° Nov – 31 Mar 10.30 – 17 (Biglietteria 10.30 – 16.30) Martedì chiuso
TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 041 2410100
SITO UFFICIALE: http://carezzonico.visitmuve.it

Drawings by Tiepolo, Longhi and Guardi at Ca’ Rezzonico Museum !

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A new exhibition was inaugurated in Ca ‘Rezzonico on February 14, 2020 and will last until May 18, 2020. it is titled “Drawing from life: Tiepolo, Longhi, Guardi.

This is an exhibition concerning the drawings of the great masters of the Venetian eighteenth century: there are some drawings on blue paper by Giambattista Tiepolo donated by the Triestine painter Lorenzo Gatteri to the Correr Museum in 1885 and two funds from the workshop of Pietro Longhi and Francesco Guardi purchased from their children by Teodoro Correr after the fall of the Serenissima. Exceptional specimens both in number and in quality of the sheets, already gathered by their authors and remained intact after centuries. Not finished drawings, autonomous works immediately destined for collectors, but studies and sketches from life, almost all on rough-looking rough paper, made with low quality and inexpensive rags and therefore used for studies and sketches, but precisely for the its porous nature ideal for the use of plaster, whose trait exalted the luministic, pictorial values ​​of Venetian graphics. Just the great notoriety has damaged the conservation of these sheets, inserted at the beginning of the twentieth century in permanent settings and damaged by prolonged exposure to light.

Thanks to Save Venice since 2003 a long restoration work has been started, not yet completed, which allows today to admire, for a short period, part of these drawings. Also thanks to Save Venice, this section of Venetian eighteenth-century art is added, isolated, to a restored masterpiece by Titian, the woodcut depicting the submersion of the pharaoh.

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This is the largest woodcut Titian ever made, printed using twelve wooden blocks to compose a single scene by Domenico dalle Greche in 1549. With its sweeping composition, this work rivals paintings in scale and emotion. Here Titian transformed the Biblical story of Moses parting the Red Sea (Exodus 14) into a stormy seascape of extraordinary drama. He likely drew the complicated composition himself on the woodblocks. Thanks to a restoration campaign funded by Save Venice in 2019, viewers can appreciate once again the control and power of Titian’s line. Venetians, like the Israelites, saw themselves as a people chosen by God, also poised between sea and land and sheltered by divine favor. Whether an idyllic moment in the country or an imaginary corner of the bustling city, Guardi transforms Venetian life into a poetic fantasy.

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This exhibition represents a unique opportunity for further study on these three famous Masters of the 18th century. We remember that Ca’Rezzonico is not only a museum that illustrates a period of history, but which illuminates a period of change, innovation and exchange of ideas, of periods of time that end and others that begin. Ca ‘Rezzonico is undoubtedly the most beautiful museum in all of Venice! If you are wondering what to visit in Venice, this is your answer.

From February 14th to May 18th 2020 VENICE
PLACE: Ca ’Rezzonico ADDRESS: Dorsoduro 3136
TELEPHONE FOR INFORMATION: +39 041 2410100
OPENING HOURS: 1 Nov – 31 Mar 10.30 – 17 (Ticket office 10.30 – 16.30) Closed on Tuesdays

 

OFFICIAL SITE: https://carezzonico.visitmuve.it/en/home/

Flavio Favelli a Ca’ Rezzonico

For the English translation, scroll down the page, thank you !

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C’è una nuova mostra a Ca’ Rezzonico, il museo del settecento veneziano. Il titolo di questa intrigante mostra è “Il bello inverso” e l’artista si chiama Flavio Favelli.

Flavio Favelli è nato a Firenze nel 1967, nel 1993 ottiene la Laurea in Storia Orientale presso l’Università di Bologna e in seguito intraprende la carriera artistica. Le sue opere sono famose e sono  state esposte in moltissime istituzioni internazionali di grande fama, possiamo citare alcune, tra le quali: Art Basel Hong Kong Encounters sector curated by Yuko Hasegawa (2013, S); MAXXI, Roma (2012, S; 2010, G); Museo del Novecento, Milano (S, 2012), MACRO, Roma (G, 2012; 2011, S); RISO Museo dArte Contemporanea, Palazzo Grassi, Venezia (G, 2008). Nel 2012 ha rappresentato il nostro paese alla 11° Biennale de La Habana e per due volte, sia nel 2003 e poi nel  2013, l’artista ha preso parte alla Biennale d’Arte di Venezia.  Attualmente l’artista vive e lavora a Savigno (Bologna, I). Flavio Favelli crea opere utilizzando vecchi oggetti d’arredamento o di uso comune, come lampadari, cornici, bottiglie della Fanta o della Coca Cola, chincaglieria che rimanda all’estetica borghese degli ambienti familiari in cui è cresciuto o alla cultura orientale approfondita durante gli studi universitari. Le sue opere sono collages, sculture o installazioni in cui questi materiali di recupero vengono assemblati, dando vita a sovrapposizioni di senso che isolano l’oggetto dalla mera realtà materiale, elevandolo alla dimensione artistica. Questo passaggio non avviene tramite una snaturazione dell’oggetto stesso, ma piuttosto attraverso una amplificazione delle sue caratteristiche funzionali, del suo valore come oggetto d’uso, come oggetto di decoro, come icona di una quotidianità passata, inconsciamente compresente a quella attuale. La forte componente autobiografica di queste opere (che ispira anche le rare performances di questo artista), funge da filtro di lettura comune alle varie linee di indagine che Flavio Favelli porta avanti in tutti i suoi lavori e, attraverso la riflessione sulla memoria e lo sviluppo di una poetica dell’oggetto imperniata sul binomio esotico-quotidiano, egli riannoda la propria vicenda personale alla storia collettiva e alla riflessione politica.
Le opere di Flavio Favelli trasmettono un dichiarato senso di italianità. Nella sua pratica artistica egli ripropone e svolge le contraddizioni che hanno accompagnato il sorgere dell’arte concettuale (e della pop-art) a livello internazionale, calando queste stesse teorizzazioni all’interno delle forme e degli esiti raggiunti dalla tradizione concettuale italiana. Il risultato sono opere dall’anima ibrida, che rendono difficile la collocazione di questo artista nell’ambito del panorama nazionale e che allo stesso tempo sottolineano la forte carica personalizzante sottesa al linguaggio articolato all’interno di ogni singola opera.

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Quindici opere inedite formano l’intervento a Ca’ Rezzonico di Flavio Favelli. Il bello inverso, “cioè a rovescio, opposto”, spiega l’artista, racconta di “una bellezza pensata che è il mio immaginario, qualcosa che non è semplice da esporre in un luogo e in una città che è l’Arte per antonomasia”.

Le opere sono distribuite tra il piano terra e i piani superiori. Le opere presenti a piano terra, si possono vedere gratuitamente, mentre per vedere quelle presenti al primo e al secondo piano, occorre pagare il biglietto. A piano terra, le opere sono tre:

  • Eternity, che rappresenta una stella rossa, localizzata all’uscita sul canal grande del museo.
  • Tempo Veneziano, situata più o meno nella parte centrale dell’androne a piano terra.
  • Traliccio Tunisi, disposta quasi al centro della piazzetta prima del giardino.

Volendo vedere le altre opere, il biglietto include anche il giro del bellissimo museo. Le opere dell’artista Favelli, si possono vedere a partire dalla scalinata che porta al salone da ballo. Le due opere posti ai lati della scalinata si intitolano “Cart d’Or” e “Ferragosto Decò”. Una volta entrati nel bellissimo salone da ballo, e prima sala dell’itinerario museale, troviamo “Ghiacciato Venezia”, situato proprio di fronte all’ingresso. Si prosegue nella sala dell’Allegoria per trovare “Silver Plated”.

Nel portego del primo piano, troviamo due opere che mi sono piaciute molto “Military Deco”. Ultime opere del primo piano, sono nella sala della biblioteca: “Diva Kissess”, “Eau de Toilette”, “Serenissima Star” e “Premium Quality. Si sale al secondo piano, per ammirare le ultime opere dell’artista che si trovano nella sala del ridotto “Purple riviera” e nella sala delle lacche verdi “Gold Ghana”.

L’opera al primo piano, nella sala del portego intitolata “Military Decò” trova la spiegazione nelle foto qui sotto:

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Al secondo piano nella sala delle “Lacche Verdi” troviamo l’opera chiamata “Gold Ghana” una specie di obelisco fatto di specchi montati su ogni lato, che però non sono come gli altri, in quanto hanno come una patina dorata, e quindi non riflette l’immagine come noi siamo abituati. Procedendo nella sala del “Parlatorio” troviamo forse l’opera più squisita ! Si intitola “Purple Riviera” e troviamo un obelisco decorato con tutti i cartoni dei gelati e torte Algida ! Un’opera un po particolare, ma che cattura l’attenzione di grandi e piccini, specie quest’ultimi si soffermano per dire qual’è il loro gelato preferito !

Con queste due opere terminano questa mostra alquanto interessante e diversa.. Una mostra cattura le emozioni di molti turisti, tanti trovano che sia magnifica, alcuni alzano il sopra ciglio per tentare di capire che cos’è , ma alla fine rimane un’esposizione che spinge la nostra immaginazione, e la nostra curiosità nel capire di più la nostra realtà !

Dal 9 maggio al 15 settembre 2019
Venezia, Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano

Flavio Favelli exhibition at Ca’ Rezzonico Museum !

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There is a new exhibition at Ca ‘Rezzonico, the Venetian eighteenth century museum. The title of this intriguing exhibition is “Il bello inverso” and the artist is called Flavio Favelli.

Flavio Favelli was born in Florence in 1967, in 1993 he obtained a degree in Oriental History from the University of Bologna and later began his artistic career. His works are famous and have been exhibited in many international institutions of great fame, we can mention a few, including: Art Basel Hong Kong Encounters sector curated by Yuko Hasegawa (2013, S); MAXXI, Rome (2012, S; 2010, G); Museo del Novecento, Milan (S, 2012), MACRO, Rome (G, 2012; 2011, S); RISO Museum of Contemporary Art, Palazzo Grassi, Venice (G, 2008). In 2012 he represented our country at the 11th Biennial of La Habana and twice, both in 2003 and then in 2013, the artist took part in the Venice Art Biennale. Currently the artist lives and works in Savigno (Bologna, I). Flavio Favelli creates works using old furniture or everyday objects, such as chandeliers, frames, bottles of Fanta or Coca Cola, knick-knacks that refer to the bourgeois aesthetic of the family environments in which he grew up, or to the oriental culture deepened during his studies university. His works are collages, sculptures or installations in which these salvaged materials are assembled, giving rise to overlaps of meaning that isolate the object from mere material reality, elevating it to the artistic dimension. This passage does not take place through a distortion of the object itself, but rather through an amplification of its functional characteristics, of its value as an object of use, as an object of decoration, as an icon of a past everyday life, unconsciously co-present with the current one. The strong autobiographical component of these works (which also inspires the rare performances of this artist), serves as a common reading filter for the various lines of investigation that Flavio Favelli carries out in all his works and, through his reflection on memory and development of a poetics of the object hinged on the exotic-daily binomial, he re-joins his personal story to the collective history and political reflection.

Flavio Favelli’s works convey a declared sense of Italianness. In his artistic practice he re-proposes and develops the contradictions that have accompanied the rise of conceptual art (and pop-art) at the international level, bringing these same theories down within the forms and results achieved by the Italian conceptual tradition. The result are works with a hybrid soul, which make it difficult to place this artist on the national scene and at the same time underline the strong personalizing power underlying the language articulated within each individual work.

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Fifteen unpublished works form the intervention at Ca ’Rezzonico by Flavio Favelli. The inverse beauty, “that is backward, opposite”, explains the artist, tells of “a beauty thought that is my imagination, something that is not easy to expose in a place and in a city that is the Art par excellence “.

The works are distributed between the ground floor and the upper floors. The works on the ground floor can be viewed for free, while to see those on the first and second floors, you must pay for the ticket. On the ground floor, there are three works:

  • Eternity, which represents a red star, located at the exit of the museum’s grand canal.
  • Venetian weather, located more or less in the central part of the entrance hall on the ground floor.
  • Traliccio Tunisi, located almost in the center of the square before the garden.

If you want to see the other works, the ticket also includes a tour of the beautiful museum. The works of the artist Favelli, can be seen starting from the stairway leading to the ballroom. The two works on the sides of the staircase are called “Cart d’Or” and “Ferragosto Decò”. Once we enter the beautiful ballroom, and the first room of the museum itinerary, we find “Ghiacciato Venezia”, located right in front of the entrance. Continue into the Allegory room to find “Silver Plated”.

In the portego of the first floor, we find two works that I liked very much “Military Deco”. The last works on the first floor are in the library room: “Diva Kissess”, “Eau de Toilette”, “Serenissima Star” and “Premium Quality. Go up to the second floor to admire the artist’s latest works in the “Purple riviera” small room and in the “Gold Ghana” green lacquer room.

The work on the first floor, in the Portego room entitled “Military Decò”, is explained in the photos below: you can see the same pattern which was drawn on the warship’s hulls.

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On the second floor in the “Lacche Verdi” room we find the work called “Gold Ghana”, a sort of obelisk made of mirrors mounted on each side, but which are not like the others, as they have a golden patina, and therefore do not reflects the image as we are used to. Proceeding into the “Parlatorio” room we find perhaps the most exquisite work! It’s called “Purple Riviera” and we find an obelisk decorated with all the Algida ice cream and cake cartons! A rather particular work, but one that catches the attention of adults and children, especially the latter, pausing to say which is their favorite ice cream!

With these two works they end this rather interesting and different exhibition .. An exhibition captures the emotions of many tourists, many find it to be magnificent, some raise their heads to try to understand what it is, but in the end it remains an exhibition that pushes our imagination, and our curiosity in understanding our reality more!

From 9 May to 15 September 2019
Venice, Ca ’Rezzonico – Museum of the Venetian eighteenth century