Dentro i Palazzi

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Presso la Pinacoteca Züst di Rancate, non tanto distante dal confine con Chiasso, è stata inaugurata da poco una nuova interessantissima mostra intitolata “Dentro i Palazzi” che sarà visibile al pubblico fino al 28 febbraio.

La mostra è molto interessante in quanto ci dà la possibilità di dare uno sguardo alle collezioni private della famiglia Riva di Lugano, una delle note famiglie dell’aristocrazia di Lugano comune svizzero del Canton Ticino. Una mostra nata con l’idea di portare i visitatori in un viaggio virtuale all’interno dei palazzi, questo è stato reso possibile grazie ai curatori Edoardo Agustoni, Lucia Pedrini-Stanga che hanno cercato di allestire i vari tesori culturali tra cui una 70 di quadri, busti, suppellettili, argenterie, miniature, libri e documenti, in una collocazione più vicina possibile a quella che doveva essere originariamente nei palazzi d’origine.

Un panorama storico culturale che parte dalla fine del seicento fino all’ottocento, a partire da autori quali : Marco e Giuseppe Antonio Petrini, Carlo Francesco e Pietro Rusca, Giovanni Battista Innocenzo Colomba, Carlo Innocenzo Cartoni, Giuseppe Antonio Orelli, Giovanni Battista Rouchelli, Giovanni Battista Bagutti, Francesco Capobianco, Gian Francesco Cipper detto “Il Todeschini”, Antonio Maria Marini per quanto riguarda il settecento, mentre per il secolo successivo abbiamo artisti quali: Giovanni Migliara, Giuseppe Reina, Francesco Havez, Pietro Bagatti Valsecchi e dei Bisi. I quadri riguardano ritratti, paesaggi, scene religiose, storiche e altro.

Per chi volesse andare a vedere questa interessantissima mostra che ricordiamo sarà aperta dal 29 novembre 2020 fino 28 febbraio 2021 con i seguenti orari:

da martedì a venerdì: 9-12 / 14-18
sabato, domenica e festivi: 10-12 / 14-18
chiuso il lunedì; 24, 25 e 31/12
aperto 1/11; 8 e 26/12; 1 e 6/1

può trovare altre informazioni presso il sito web della Pinacoteca Züst https://www4.ti.ch/ o rivolgendosi alla Pinacoteca stessa:

Pinacoteca cantonale Giovanni Züst
CH-6862 Rancate (Mendrisio),
Cantone Ticino, Svizzera
tel. +41 (0)91 816 47 91
decs-pinacoteca.zuest@ti.ch

Inside the Palaces

At the Züst Art Gallery in Rancate, not far from the border with Chiasso, a new and very interesting exhibition entitled “Inside the Palaces” was recently inaugurated and will be visible to the public until 28 February.

The exhibition is very interesting as it gives us the opportunity to take a look at the private collections of the Riva family of Lugano, one of the well-known families of the aristocracy of Lugano, a Swiss municipality in the Canton of Ticino. An exhibition born with the idea of taking visitors on a virtual journey inside the buildings, this was made possible thanks to the curators Edoardo Agustoni, Lucia Pedrini-Stanga, who tried to set up various cultural treasures including a 70 of paintings , busts, furnishings, silverware, miniatures, books and documents, in a location as close as possible to what must have been originally in the original palaces.

A historical and cultural view that starts from the end of the seventeenth century to the nineteenth century, starting with authors such as: Marco and Giuseppe Antonio Petrini, Carlo Francesco and Pietro Rusca, Giovanni Battista Innocenzo Colomba, Carlo Innocenzo Cartoni, Giuseppe Antonio Orelli, Giovanni Battista Rouchelli, Giovanni Battista Bagutti, Francesco Capobianco, Gian Francesco Cipper known as “Il Todeschini”, Antonio Maria Marini as regards the eighteenth century, while for the following century we have artists such as: Giovanni Migliara, Giuseppe Reina, Francesco Havez, Pietro Bagatti Valsecchi and dei Bisi. The paintings cover portraits, landscapes, religious, historical scenes and more.

For those wishing to go and see this very interesting exhibition that we remember will be open from 29 November 2020 until 28 February 2021 with the following times:

Tuesday to Friday: 9-12 / 14-18
Saturday, Sunday and holidays: 10-12 / 14-18
closed on Mondays; 24, 25 and 31/12
open 1/11; 8 and 26/12; 1 and 6/1

you can find more information on the Züst Art Gallery website https://www4.ti.ch/ or by contacting the Art Gallery itself:

Giovanni Züst Cantonal Picture Gallery
CH-6862 Rancate (Mendrisio),
Canton Ticino, Switzerland
tel. +41 (0) 91 816 47 91
decs-pinacoteca.zuest@ti.ch

Se Dio è con noi…

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Sul bellissimo museo di Ca’ Rezzonico, ci sarebbe così tanto di cui parlare, che non si finirebbe più, se non a notte fonda inoltrata. Tuttavia c’è un’argomento di cui non si parla tanto, e pochi notano: l’emblema della famiglia Rezzonico.

Possiamo ammirare l’emblema della famiglia a piano terra, sopra la fontanella che ospita un’attrazione molto gettonata da grandi e piccini, ovvero, questa piccola fontanella che ospita le due grandi carpe giapponesi e le 3 tartarughe; e al primo piano, proprio di fronte alle porte d’ingresso della sala da ballo, quest’ultimo ad opera dell’artista Giambattista Crosato, che fece anche l’affresco sul soffitto, raffigurante il carro di Apollo e i 4 continenti, all’incirca nel 1754.

La famiglia Rezzonico acquistò il Palazzo dagli ultimi eredi della famiglia Bon, i quali non riuscivano a sostenere le spese economiche del restauro, cosa che fu possibile per il capo famiglia Giambattista Rezzonico, che proveniva dalla Lombardia, dove commerciava in tessuti e possedeva una banca. Un ramo della famiglia, da Como si trasferì a Venezia, e cominciò la storia dei Rezzonico nella città Veneziana.

La cosa particolare dell’emblema, non sono tanto le due torri, l’aquila a due teste, ma l’iscrizione in latino, posizionata sopra che dice “Si Deus Pro nobis“, che tradotto, più o meno vuol dire “Se Dio è con noi“. E’ una frase molto importante, in quanto si stabilisce, (che secondo i Rezzonico), Dio era dalla loro parte. Se Dio permetteva che i Rezzonico fossero ricchi, e potenti, voleva dire che era dalla loro parte, quindi i loro avversari, dovevano stare attenti, perché, mettersi contro i Rezzonico, voleva dire anche mettersi contro Dio.

Ogni sala, ogni angolo di questo stupendo museo, offre un sacco di spunti e riflessioni, sia dal punto di vista storico, architettonico, e pittorico. Continuate a seguire i miei post, alla scoperta di questo bellissimo museo !

If God is with us..

On the subject about the beautiful Ca ‘Rezzonico museum, there would be so much to talk about, that we would never end, until late at night. However, there is one topic that is not talked about much, and few people notice: the emblem of the Rezzonico family.

We can admire the emblem of the family on the ground floor, above the fountain that houses an attraction very popular with young and old people, this small fountain that houses the two large Japanese carp and the 3 turtles; and on the first floor, right of in front of the entrance doors of the ballroom, the latter by the artist Giambattista Crosato, who also painted the fresco on the ceiling, depicting the chariot of Apollo and the 4 continents, around 1754.

The Rezzonico family bought the palace from the last heirs of the Bon family, who could not afford the economic costs of the restoration, which was possible for the head of the family Giambattista Rezzonico, who came from Lombardy, where he traded in fabrics and owned a bank. A branch of the family moved from Como to Venice, and the history of the Rezzonico family began in the Venetian city.

The particular thing about the emblem is not so much the two towers, the two-headed eagle, but the Latin inscription, positioned above that says “Si Deus Pro nobis”, which translated more or less means “If God is with us “. It is a very important sentence, as it is established that (according to the Rezzonico), God was on their side. If God allowed the Rezzonico to be rich, and powerful, it meant that he was on their side, so their opponents had to be careful, because, going against the Rezzonico also meant going against God.

Every room, every corner of this wonderful museum, offers a lot of ideas and reflections, both from a historical, architectural, and pictorial point of view. Keep following my posts, and we will discover more about this beautiful museum!

Una mostra diversa dalle altre

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E’ finita ieri sera, l’edizione del 2020 della mostra “Premio Pittura Mestre. Nella serata di Venerdì 2 ottobre, al teatro Toniolo sono stati proclamati i vincitori: il primo premio è stato assegnato Giuseppe Sciortino con il quadro “GiorgiaPia e Francesca”, e quindi verrà esposto nel Museo di Arte moderna di Ca’ Pesaro di Venezia. Il secondo premio è andato a Gabriele Grones con il trittico “Frammento, e il terzo classificato è stato Tamara Zambon con “Are you ready for the revolution, child?”.

Sono stati assegnati altri premi, citiamo ad esempio il Premio speciale Città di Mestre a Giampaolo Callegaro con il quadro “Una sera a Punta San Giuliano“. E delle menzioni speciali della giuria per gli artisti : Fabbrizio Vatta con il quadro “I love my husband” a Raffaele Bovo per il quadro “Pietre D’Istria Antropomorfe” e a Marco Marcarelli. “Viaggi 220820. Il premio Giuria Popolare per Francisco Rojas Miramontes. “The swimmer” e a Marco Tidu. “Crisalide“. Premio Targa Amici delle arti di Mestre per Morena Marini. “Pensieri interrotti” e per Andrea Santi. “Marco durante la quarantena“.

Lavorare li, è stata un’esperienza alquanto interessante ! A differenza di altre mostre a cui ho partecipato, ho notato delle differenze: tutti i visitatori erano molto interessati, si soffermavano molto sui quadri e soprattutto, si scambiavano commenti tra di loro. Molte volte sono testimone di visitatori che leggono le guide, le didascalie, guardano un’attimo i quadri e poi proseguono nelle altre sale. Non è stato questo il caso. E’ stato molto interessante ascoltare quello che si dicevano.

Mi sono chiesto come mai ci fossero queste differenze, probabilmente il grande interesse nasce dal fatto che tutti potevano votare il quadro preferito: bastava andare online e indicare l’autore e il nome del quadro. Questa mostra ha coinvolto l’intera pubblico di Mestre, come mai ho visto prima, e se non fosse stato per il covid, l’ammontare dei visitatori sarebbe stato molto più alto. Speriamo che nella prossima edizione, si possa tornare alla normalità.

A different exhibition in Mestre

On the evening of Friday 2 October, the winners of the 2020 edition of the exhibition “Mestre Painting Award, were announced at the Toniolo theater, and now it’s over. The first prize was awarded to Giuseppe Sciortino with the painting” GiorgiaPia and Francesca ” , and it will be exhibited in the Ca ‘Pesaro Museum of Modern Art in Venice. The second prize went to Gabriele Grones with the triptych “Fragment, and the third prize was Tamara Zambon with” Are you ready for the revolution, child? “.

Other prizes have been awarded, for example the special city of Mestre Prize to Giampaolo Callegaro with the painting “One evening at Punta San Giuliano“. Some special mentions by the jury for the artists: Fabbrizio Vatta with the painting “I love my husband“, to Raffaele Bovo for the painting “Anthropomorphic Istrian Stones” and to Marco Marcarelli. “Travel 220820. The Popular Jury Award for both Francisco Rojas MiramontesThe swimmer ” and Marco TiduChrysalis“. Award Plaque Friends of the Arts of Mestre for Morena MariniThoughts interrupted ” and for Andrea SantiMarco during the lockdown” .

Working there, was really a very interesting experience! Unlike other exhibitions in which I have worked, I noticed some differences: all the visitors were very interested, they dwelt a lot on the paintings and above all, they exchanged comments among themselves. Many times I witness visitors who read the guides, the captions, look at the paintings for a moment and then go on to the other rooms. This was not the case. It was very interesting to hear what they were saying.

I wondered why there were these differences, probably the great interest arises from the fact that everyone could vote for their favorite painting: it was really simple, just going online to choose the author and the name of the painting. This exhibition involved the entire people of Mestre, as I have never seen before, and if it had not been for the covid, the amount of visitors would have been much higher. We hope that in the next edition, we can return to normal.

Premio Mestre Pittura 2020

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Presso il Palazzo Candiani di Mestre, dal 4 settembre fino al 4 ottobre sarà ospitata la mostra “Premio Mestre Pittura 2020”. Quest’anno, nelle sale espositive, saranno appese le opere di 54 finalisti, ovvero quelli che hanno superato le selezioni, e sono approdati in finale.

Anche quest’anno non sarà facile capire chi vincerà, in quanto ci sono tantissime opere molto belle, io stesso non saprei quali tra tutte scegliere. In questa mia recensione, parlerò solo di alcuni, scelti a caso, non è possibile purtroppo descriverli tutti, altrimenti la lettura di quest’articolo si protrerrebbe troppo a lungo.

Il quadro di Alessio Pistilli, mi ha colpito per i dettagli che si possono intravedere solo se si guarda da vicino. Ad esempio se date uno sguardo agli occhi, si può intravedere una leggera sfumatura di rosso tipica dell’occhio. Inoltre trovo che il costume indossata dalla dama, sia veritiero con quello che una volta si indossava. Il quadro al centro di Paolo di Rosa, penso sia stato fatto in occasione dell’anniversario della sua morte avvenuta il 14 settembre 1321. Il dipinto è affascinante, in quanto sembra che le lettere che cadono dal cielo, siano quelle a lui necessarie per le sue creazioni letterarie. La nuvola di colore bianco non sembra minacciosa, non è scura come presagio di tempesta, anche se sembra di vedere dei fulmini, forse la nuvola sta a rappresentare un’ispirazione divina ? Il terzo dipinto di Eugenio Cazzuoli, devo dire che è stupefacente, anzi direi che sembra quasi vero ! Con quella cornice, sembra proprio che al muro sia appeso un vero distributore di bevande e dolciumi. Viene quasi voglia di inserire le monete per approfittarne !

Raniero Menin – Dall’uomo prodotto al prodotto uomo

Un quadro molto interessante, che vedono delle persone di sesso maschile, di diverse etnie, che, tutti tranne uno hanno tatuato dietro al collo, un codice a barre. Qui i significati sono molteplici, a seconda di come lo vede il visitatore: Possiamo dire che ormai siamo diventati tutti dei prodotti, come quelli che si vendono nei negozi, che hanno tutti dei codici a barre per essere riconosciuti, oppure l’artista vuole farci intravedere un futuro fantascientifico dove tutti quanti avremo sul serio il codice a barre ? Non è notizia nuova quella in cui si sentono di alcune persone che si sono fatte impiantare sotto la cute un microchip. Di certo i teenager avranno una risposta diversa, a loro magari ricorderà un personaggio dei videogames: Hitman agente 47, dove anche lui aveva tatuato un codice a barre nello stesso posto.

Hitman agente 47
Claudio Pompeo – Lockdown

Il quadro di Claudio Pompeo intitolato “lockdown”, dice tutto. Una strada completamente deserta di auto, esattamente com’era nella realtà poco tempo fa, dove le auto che passavano erano veramente poche.

Jpeg
Wally Pavan – Geografia intimistica

Il quadro di Wally Pavan sembra quasi che sia stato dipinto da una postazione geostazionaria, in orbita sulla Terra; sembra molto simile alle foto scattate per le previsioni meteo. Insomma, devo dire, che sono molto soddisfatto delle opere presenti in questa mostra. Ricordo ancora, che in questo articolo, non mi è stato possibile parlare di tutti quanti i quadri, ne ho scelti alcuni, ma invito tutti quanti ad andare a vedere la mostra, perché veramente merita.

New exhibition at Candiani Palace in Mestre !

The exhibition “Premio Mestre Painting 2020” will be hosted at Palazzo Candiani in Mestre from 4 September to 4 October. This year, in the exhibition halls, the works of 54 finalists will be hung on the walls, i.e. those who passed the selections, and made it to the final.

This year, it will not be easy to understand who will win, as there are so many very beautiful works, I myself would not know which one to choose. In this review of mine, I will only talk about a few, chosen at random, unfortunately it is not possible to describe them all, otherwise the reading of this article would take too long.

Alessio Pistilli’s painting struck me for the details that can only be glimpsed if you look closely. For example, if you take a look at the eyes, you can see a slight shade of red typical of the eye. I also find that the costume worn by the lady is true to what was once worn. The painting in the middle by Paolo di Rosa, I think was done on the occasion of the anniversary of his death on 14 September 1321. The painting is fascinating, as it seems that the letters falling from the sky are those necessary for him to his literary creations. The white cloud does not seem threatening, it is not dark as an omen of a storm, even if we seems to see lightning, perhaps the cloud represents a divine inspiration? God ? The third painting by Eugenio Cazzuoli, I must say it’s amazing indeed ! I would say that it seems almost real! With that frame, it looks like a real drink and candy dispenser hangs on the wall. You almost want to insert the coins to eat or drink something!

Raniero Menin – Dall’uomo prodotto al prodotto uomo

A very interesting painting, we see some male people, of different ethnic groups, who, all but one have a bar-code tattooed behind their neck. Here the meanings are many, depending from the visitor’s point of view: We can say that in some near future we all become products, like those sold in supermarkets. Or the artist wants to make us glimpse a sci-fi future where we will all seriously have the bar code? It is not new the fact, that some people has a microchip implanted under the skin. Of course, teenagers will have a different answer, maybe it will remind them of a video game character: Hitman agent 47, where he too had a bar code tattooed in the same place.

Hitman agent 47
Claudio Pompeo – Lockdown

Claudio Pompeo’s painting entitled “lockdown” says it all. A road completely empty of cars, exactly as it was in reality a short time ago, where the cars passing were very few.

Jpeg
Wally Pavan – Geografia intimistica

Wally Pavan’s painting seems almost to have been painted from a geostationary position, in orbit on the Earth; looks very similar to the photos taken for the weather forecast. In short, I must say that I am very satisfied with the works in this exhibition. I still remind you, that in this article, it was not possible for me to describe all the paintings, I chose some, but I invite everyone to go and see the exhibition, because it really worthy.

Sicurezza anche per le opere

Paolina_Borghese,_Canova
Di Art Gallery ErgsArt – canova, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=52770416

Galleria Gipsoniana di Possagno, un turista di nazionalità Austriaca, si fa un selfie con la scultura di Paolina Borghese di Canova, e ha ben pensato di sedersi accanto alla statua, per immortalarsi e mostrare la foto a parenti e amici, ma così facendo ha spezzato le dita del piede della statua. Essendo la stanza priva di personale, e non vedendo nessuno vicino a lui, ha pensato di andarsene via, sperando di non esser visto, ma le telecamere lo hanno ripreso, e le autorità al momento attuale lo stanno cercando.

Un gesto a dir poco inaudito, si spera si possa riparare la parte danneggiata della statua. In questo periodo post Covid-19, non sono solo le persone che hanno bisogno di misure di sicurezza, ma anche le opere. Senza puntare il dito su nessuno, e senza polemica, si nota che la statua non era transennata (foto apparsa su tutti i giornali), e si, c’erano le telecamere, ma non c’era nessuno del personale di guardasala presente vicino alle opere. Gli operatori museali, sono spesso visti come un costo, ma io sono qui a ribadire, tutte le volte, che invece sono una grande risorsa per i musei ! Posso citare innumerevoli esempi di come gli operatori museali sono stati di grande aiuto per i musei, a partire dagli eventi dell’acqua alta di Venezia, alla loro opera di sorveglianza, ma non solo. Un operatore museale è colui che fa sentire il visitatore a suo agio, dentro il museo. E’ sempre a disposizione del pubblico, cortese e professionale. Riempiamo i musei, grandi e piccoli di personale, in questa maniera si dà una mano al turismo, alla nostra economia, si da speranza alla gente che lavora, e si proteggono meglio le opere. Rivalutiamo la loro opera, non sono solo guardasala, sono operatori museali !

 

Riaprono i musei di Venezia !!

Riaprono i musei di Venezia ! Visitiamoli, o facciamo uso delle visite esclusive su prenotazione. Facciamo ripartire il turismo e la nostra economia !!!

 

Qualità da leadership

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Copia di Il capo incute paura; il leader ispira entusiasmo.” HARRY GORDON SELFRIDGE SR

Continua il mio blog sul mio passato da Operatore Museale, parlando questa volta, non tanto di me, ma di alcune persone chiave, che mi hanno impressionato molto e che ritengo, siano state le prime, a dimostrare le vere qualità da leader, in un tempo, quando ancora non si parlava di queste cose.

Un paio di mesi dopo la mostra di Tiziano a Palazzo Ducale, sempre intorno al 1990 / 1991,  io e altri colleghi fummo richiamati dalla nostra azienda (che adesso non esiste più), per un altro lavoro. Basta mostre temporanee, qui si parlava dell’itinerario permanente di Palazzo ducale. All’epoca il direttore del principale museo di Venezia, era l’architetto Umberto Franzoi. Nella mattinata, poco prima di cominciare a lavorare, egli volle incontrarci tutti, e ci convoco nel suo studio. Voleva conoscerci tutti, capire chi eravamo, in fin dei conti, gli operatori museali, erano , e saranno sempre l’immagine che rappresentano i musei nelle menti dei visitatori. Ci guardò uno a uno, e ci spiego brevemente quali erano le nostre mansioni, rispondendo alle nostre domande. Un comportamento singolare, ma positivo, e non fu neanche l’ultimo. Passò un paio di anni, forse, ero di turno nella sala del Senato, quando mi giunse voce, che stava arrivando il Direttore per un’ispezione a sorpresa, e purtroppo in quel momento, ero da solo, in quanto un mio collega, era indisposto, e si era assentato un attimo. Che fare, le sale erano piene ! Fu li, che diedi il meglio di me stesso, girando sala per sala, a velocità fulminea, controllando tutti i turisti, facendo loro capire che “no, non si possono fare foto” (all’epoca non si potevano farle), e “no signore, nemmeno senza flash” e ancora, pregando gentilmente una coppia, che non ci si poteva sedere per terra, spiegando dove si trovava il ponte dei sospiri, insomma, ero un turbine, ero simultaneamente in ogni luogo! Quando arrivo il direttore dopo avermi osservato per un po, mi si avvicinò, e mi diede un pugno sulla spalla, dicendo “bravo !” Crisi evitata ! Mi ricordo che mi spiegò brevemente gli autori dei dipinti sul soffitto, e poi se ne andò sorridendo verso le altre sale.

Per gestire te stesso, usa la testa; per gestire gli altri usa il cuore. (Eleanor Roosevelt)

Ma non fu l’unica persona ad avere quelle qualità. Moltissimi anni dopo (circa 2010), fui trasferito, nel bellissimo museo di Ca’ Rezzonico, ero al terzo piano, quando mi vedo arrivare un signore, che comincia a scattare foto a manetta. Gentilmente gli faccio osservare, che non si possono fare, ma poi mi viene detto che è il direttore del museo ! Lui sorridendo mi disse “tranquillo, hai fatto il tuo lavoro” Il Dott. Pedrocco, era una persona eccezionale, lui diceva spesso “ragazzi, se avete un problema, la porta del mio ufficio è sempre aperta!” ed non era una frase gettata là. Era quel genere di persona, con cui si poteva parlare di tutto, che se ti vedeva per strada, era sempre pronto ad offrirti un passaggio in auto.

A pochi anni di distanza, di servizio per la prima volta nel stupendo Palazzo Mocenigo, sono al primo piano nobile, e mentre passeggio per le stanze controllando che tutto sia a posto, dalle scale si avvicina una signora, che mi squadra e si presenta: “buongiorno sono la Dott.ssa C. S. vedo una persona nuova oggi, come si trova, bene ? I sui colleghi le hanno spiegato tutto ? ” E io rispondo, si tutto bene, e quando lei sorridendo se ne va, rimango li a pensare, da quale pianeta proviene, perché poche son le volte che un operatore museale, viene trattato così bene. E non sempre, si trovano persone così meravigliose.. alcune passano per le sale del museo, senza nemmeno dire “buongiorno”, passano avanti come se non ci fossimo. L’ultimo evento, successo di recente, (un paio di anni fa) vede un gruppetto di dirigenti, venuti ad ispezionare, delle sale soggette a restauro. Ricordo chiaramente, che a fine della loro visita, solo una ci auguro “buon lavoro a tutti !” il resto di loro, non proferì alcuna parola…

Un bravo leader può ottenere molto anche dagli uomini peggiori mentre un generale incapace riesce a demoralizzare persino le truppe migliori.
(John J Pershing)

Queste persone, queste loro qualità di leadership, lasciano un segno, un impressione, un ricordo destinato a perdurare, perché è grazie a persone come loro che un’azienda raggiunge il successo, una società può cambiare, l’essere umano, può raggiungere traguardi inaspettati. Per le persone che non ci sono più, porto dentro di me, un bellissimo ricordo, e per quelle che ancora ci sono, portano una speranza, che specialmente in periodi bui come questo del Covid-19, le cose possano cambiare in meglio.

Leadership quality

Copia di Il capo incute paura; il leader ispira entusiasmo.” HARRY GORDON SELFRIDGE SR (1)

Let’s continue my blog about my past as an attendant museum, talking this time, not so much about me, but about some key people, who have impressed me most and who I think were the first to show the true qualities of a leader, in a time, where the topic about the difference between a boss and a leader didn’t exist yet.

A couple of months after Tiziano’s exhibition at the Doge’s Palace, around 1990/1991, other colleagues and I were called back by our company (which no longer exists), for another job. No more temporary exhibitions, here we talked about the permanent itinerary of the Doge’s Palace. At the time the director of the main museum in Venice was the architect Umberto Franzoi. In the morning, just before starting to work, he wanted to meet us all, and he summoned us to his study. He wanted to get to know us all, to understand who we were, after all, the attendants museum were, and always will be the image that represent the museums in the visitors’s mind. He looked at us one by one, and he explained briefly what our duties were, answering to all our questions. A singular but positive event, but it wasn’t the last one either. A couple of years passed,  I was on duty in the Senate room, when I heard the rumor, that the Director was coming for an surprise inspection, and unfortunately at that time, I was alone, as a colleague of mine was not feeling well, and he was absent for a moment. What to do, I said to myself, the rooms were full! It was right there that I gave my best, moving from room to room, at lightning speed, checking all the tourists, making them understand that “no, you can’t take pictures” (at the time they couldn’t take them), and ” no sir, not even without flash “and again, explaining kindly to a couple, that they couldn’t sit on the ground, telling them where the bridge of sighs was, in short, I was a like a tornado, I was simultaneously everywhere! When he arrived, after watching me for a while, he came toward me, and punched me on the shoulder, saying “good, well done!” Crisis avoided! I remember that he briefly explained to me, who were all the artist of the paintings on the ceiling, and then left smiling towards the other rooms.

To handle yourself, use your head; to handle others, use your heart. (Eleanor Roosevelt)

But he wasn’t the only person to have those qualities. Many years later (around 2010), I was transferred to the beautiful museum of Ca ‘Rezzonico, I was on the third floor, when I see a gentleman arrive, who begun to take a lot of pictures ! I kindly point out to him, that they couldn’t be done, but then, someone told me that he was the director of the museum! He said smiling “relax lad, you did your job” Dr. Pedrocco was an exceptional person, he often said “guys, if you have a problem, the door to my office is always open!” and it was not a sentence thrown there like that. It was that kind of person, with whom you could talk about everything, that if he saw you on the street, he was always ready to offer you a ride in the car.

A few years later, serving for the first time in the beautiful Mocenigo Palace, I was on the first noble floor, and while I walked around the rooms checking that everything were in order, I see a lady approaching by the stairs, who looks at me and introduces herself: “Hi, I’m Dr. C.S.  I see you are new around here, how you  doing?  Did your colleagues explain everything to you?” And I shyly answered, yes, I am ok thank you, and  she left smiling, while, I was there thinking, from which planet she came from, ‘cause there were really few times that an attendant museum was treated so well. And not always, there were such wonderful people .. some of them pass through the halls of the museum, without even saying “good morning”, they pass on as if we were not there. The latest event, which happened recently, (a couple of years ago) sees a small group of managers, who came to inspect, some rooms subject to restoration. I clearly remember that at the end of their visit, only one wishes us “good job to everyone!” the rest of them did not utter a single word …

A competent leader can get efficient service from poor troops, while on the contrary an incapable leader can demoralize the best of troops.
(John J Pershing)

These people, their leadership qualities, leave a mark, an impression, a memory destined to persist, because it is thanks to people like them that a company achieves success, a society can change, a human being, can achieve unexpected goals. For people who are no longer with us, I carry within me a beautiful memory, and for those who are still here, they bring hope, that, especially in dark times like this in Covid-19, things can change for the better.

L’inizio di una storia..

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Verso la metà del mese di giugno del 1990, cominciò la mia carriera come operatore museale. Doveva essere semplicemente, un lavoro di pochi mesi, eppure da quella data, continuo a lavorare nei bellissimi musei civici di Venezia, e sono sempre più appassionato del mio lavoro.

In quel periodo c’era la mostra di Tiziano, organizzata a Palazzo Ducale, con l’aiuto di musei e gallerie di tutto il mondo, tra i quali: l’Ashmolean Museum di Oxford, il Detroit Istitute of Art, la collezione Thyssen-Bornemisza di Lugano, la biblioteca Marciana e le gallerie dell’accademia di Venezia, Koninklijk Museum  Voor  Shone Kunsten di Anversa, il Metropolitan Museum of Art di New york, il Museo del Louvre di Parigi, il Museum Boymans-Van Beunigen di Rotterdam, il Museo del Prado di Madrid, il Museo dell’Ermitage di S. Pietroburgo, la National Gallery of Art di Washington, lo stesso Palazzo ducale di Venezia e tanti altri.

Fu una delle più belle esperienze della mia vita, di cui ho tanti bei ricordi. Il lavoro era suddiviso in due turni, in quanto Palazzo Ducale, a quel tempo, solo per la mostra, era aperto fino a tarda serata: dalle 09.00 fino alle 16.00 il primo turno e il successivo fino alle ore 23.00.

Il lavoro non era faticoso, sebbene c’era sempre tanto da fare: le sale erano sempre strapiene, con tantissimi gruppi, tanto è vero, che dovevamo prestare attenzione a quanta gente poteva entrare in sala, e bloccavamo i gruppi, prima di entrare nella sala successiva, quando l’altro gruppo avanzava. Era un lavoro un po.. diplomatico, perché ovviamente, sia i singoli che i gruppi, premevano per avanzare, e bisognava agire con molto autocontrollo.

Il turno serale era forse quello che preferivo di più, in quanto, quando avevamo la pausa cena, avevamo a disposizione per noi, una delle balconate del Palazzo, e mentre mangiavamo potevano godere della stupefacente bellezza di Venezia di notte, uno spettacolo veramente unico.

Anche se si finiva alle 23.00 non c’erano problemi, in quanto, anche a quell’ora i mezzi di trasporto erano garantiti, e sia il personale che i turisti, potevano rientrare nelle loro abitazioni / hotel. E’ un punto su cui tutt’ora cerco di far capire a tutti quelli che mi seguono nell’ambiente museale / turistico: Il successo delle aperture serali dei musei, può funzionare SOLO se si garantiscono i mezzi per il ritorno. E’ importante sia per il personale, ma lo è altrettanto per i turisti. Se i mezzi vengono a mancare, è ovvio che lasceranno i musei prima, e non solo quelli, ma anche i ristoranti, teatri. I trasporti sono essenziali !

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Questa foto appartiene alla copertina del catalogo di quella mostra. E’ in mio possesso, all’epoca, era un’usanza regalare a fine mostra i cataloghi agli operatori museali. Penso che quella fu l’ultima volta che lo fecero, peccato, perché era un gesto apprezzammo molto. Era, come dire, un gesto di ringraziamento nei nostri confronti, per il lavoro svolto. A dire il vero, questo è un’altro punto, su mi piace parlare molto: sono dell’opinione che questi testi, dovrebbero essere a disposizione degli operatori museali. In primis, in quanto se viene loro chiesto qualcosa, son pronti a rispondere e fanno fare una bella figura al museo, secondo, in questo momento di Covid-19 i dispositivi touch screen potrebbero essere saggio non usarli, e la mia esperienza di tutti questi anni, mi ha fatto capire, che i turisti se possibile, preferiscono parlare con qualcuno.

Nel prossimo articolo vi parlerò di come divenni operatore museale a tutti gli effetti,  e di una figura di alto livello museale di quel tempo, che mi colpi molto (favorevolmente).

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The beginning of my story as Attendant museum !

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In the middle of June 1990, I started my career as a attendant museum. It was simply a job for few months, and yet, since then, I still work in the beautiful civic museums of Venice, and I am always in love with my job.

At that time there was the Titian’s exhibition, organized at the Doge’s Palace of Venice, with the help of museums and galleries from all over the world, including: the Ashmolean Museum of Oxford, the Detroit Institute of Art, the Thyssen collection Bornemisza of Lugano, the Marciana library and the galleries of the Venice academy, Koninklijk Museum Voor Shone Kunsten of Antwerp, the Metropolitan Museum of Art in New york, the Louvre Museum of Paris, the Museum Boymans-Van Beunigen of Rotterdam, the Prado Museum of Madrid, the Hermitage Museum of St. Petersburg, the National Gallery of Art in Washington, the Doge’s Palace in Venice itself and many others.

It was one of the most beautiful experiences of my life, of which I have many beautiful memories. The work was divided into two shifts, as Doge’s Palace, at that time, was open until late in the evening only for the exhibition: from 09.00 am to 16.00 pm the first shift and the following until 23.00 pm.

The work was not so difficult, although there was always a lot to do: the rooms were always full, with many groups, so many, that we had to pay attention to how many people could enter the room, and we  had to block the groups, before entering to the next room, when the other group advanced. It was a bit of a diplomatic job, because obviously both the single visitors and the groups were pushing to move forward, and it was necessary to act with a lot of self-control.

Even if we finished at 11.00 pm there were no problems, as even at that time the public transport were guaranteed, and both staff and tourists could return to their homes / hotels. It is a point on which I still try to make everyone who follows me in the museum / tourism environment understand: The success of the evening openings of museums can ONLY work if the means of return are guaranteed. It is important for both staff, but it is equally important for tourists. If the means are lacking, it is obvious that they will leave the museums sooner, and not only those, but also restaurants, theaters. Transportation is essential!

Jpeg

This photo belongs to the cover of the catalog of that exhibition. It is still in my possession, at the time, it was customary to give catalogs to the attendants museum at the end of the exhibition. I think that was the last time they did it, too bad, because it was a gesture we appreciated a lot. It was, how to say, a gesture of thanks to us, for the work done. Actually, this is another point, I like to talk a lot about: I am of the opinion that these texts should be available to attendants museum. First of all, because if they are being asked something, they are ready to answer and make the museum look good, secondly, at this time of Covid-19 touch screen devices may be wise not to use them, and my experience of all these years, has made me convinced, that tourists if possible prefer to talk to someone.

In the next article I will tell you about how I became a full status attendant museum,  and of a high-level museum figure of that time, who impressed me favorably.

Non è il trono di spade ma…

For the English translation, please scroll down the page

JpegContinua il mio lavoro durante questo periodo di “quarantena” dovuto al COVID-19 e cerco di descrivervi le bellezze culturali di uno dei più bei musei di Venezia, ma anche quello meno noto, perlomeno ai turisti stranieri: Ca’ Rezzonico. Oggi vi voglio parlare di un trono, non quello della leggendaria serie televisiva “Il trono di spade” ma di bensì di un’altro altrettanto bello.

Spero così facendo, di potervi distrarre un po, ma soprattutto di invogliarvi a visitare dal vero questo magnifico museo, una volta che questa terribile situazione finirà. La sala del trono al primo piano del museo di Ca’ Rezzonico di Venezia, è una delle più interessanti a mio modesto avviso. Eccovi una breve spiegazione:

Vi esorto, ancora una volta, a rimanere a casa il più possibile durante questa crisi, e di uscire, solamente per le cose strettamente necessarie, quali la spesa di beni di prima necessità. Spero vi sia piaciuto, e spero di fare altri video su questo magnifico museo al più presto. Grazie a tutti.

#insiemecelafaremo

 

 

It’s not the game of Thrones but…

Jpeg

My work continues during this period of “quarantine” due to COVID-19, and I try to describe the cultural beauties of one of the most beautiful museums in Venice, but also the less known, at least to some foreign tourists: Ca ‘Rezzonico. Today I want to talk about a throne, not the one of the legendary TV series “Game of Thrones” but of another one equally very interesting and beautiful.

By doing so, I hope to keep your mind occupy for a bit, but above all, to invite everyone to visit this magnificent museum for real, once this terrible situation will be over. The throne room, on the first floor of the Ca ‘Rezzonico museum in Venice, is one of the most interesting in my humble opinion. Here is a brief explanation:

I urge you, once again, to stay at home as much as possible during this crisis, and to go out, only for strictly necessary things, such as the purchase of basic necessities : food and/or medicines. I hope you enjoyed it, and I hope to make more videos on this magnificent museum soon. Thank you all

 

#stayathomefor

Nuova serie di Video su Ca’ Rezzonico !

For the English Translation please scroll down the page, thank you.

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Da tempo, avevo smesso, di fare video o trasmissioni in diretta su youtube, in quanto, non disponendo della fibra ottica, ma solo dell’ADSL, mi ci voleva sempre tanto tempo per caricare un video. Ma visto che adesso, vista la situazione del COVID-19, direi che ho parecchio tempo a disposizione, e mi sto organizzando per sviluppare nuovi video sulle bellezze culturali del museo di Ca’ Rezzonico di Venezia. Lo faccio nella speranza, che vi aiuti a stare a casa, e soprattutto, per invitarvi a vedere dal vero questo stupendo museo, non appena la situazione si risolverà. 

Mi scuso se la qualità del video non è eccelsa, e per la mia difficoltà di parlare di fronte ad una telecamera, cercherò di migliorare nei prossimi video. Ma mi raccomando:

State a casa !!!!!!!!

 

New videos about Ca’Rezzonico Museum in progress !

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For some time, I had stopped making videos or live broadcasts on youtube, since, not having the optical fiber, but only the ADSL, it always took me a long time to upload a video. But since, now there is the COVID-19 situation, I would say that I have a lot of time available, and I am planning to develop new videos about the cultural beauties of the Ca ‘Rezzonico museum in Venice. I do it in the hope that it will help you stay at home, and above all, to invite you to see this wonderful museum for real, as soon as the situation is over.

I apologize if the quality of the video is not excellent, and also about my difficulty to speak in front of a camera, I will try to improve in the next videos. But I beg you:

 

Stay home !!!!!!!!