Maree, teatri e labirinti..

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Una nuova mostra è visibile al Museo di Ca’ Pesaro di Venezia, si intitola “GIOVANNI SOCCOL Metamorfosi della realtà in mito”. E’ stata inaugurata il 26 gennaio 2019 e durerà fino  al 22 aprile. La mostra è collocata al secondo piano e conta un numero di 13 opere.

L’artista si chiama Giovanni Soccol , nato a Venezia nel 1938. Inizia a dipingere nei primi anni Cinquanta, cominciando a frequentare l’atelier della pittrice Ilse Bernheimer, poi del pittore veneziano Gennaro Favai. L’influenza delle tecniche, degli insegnamenti, delle conoscenze, di questi artisti, vissuti tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, sarà per il giovane pittore un vero e proprio viaggio per il suo apprendistato, non solo tecnico, ma anche culturale.

Negli anni successivi inizia un lungo rapporto maestro-allievo con Guido Cadorin, che sarà per lui fondamentale per imparare le tecniche del mestiere. Nel 1964 espone nel Padiglione delle Arti Decorative alla XXXII Biennale d’Arte Contemporanea, aggiudicandosi il Premio del Ministero Industria e Commercio. Nel 1967 consegue la laurea con il massimo dei voti.

Durante gli anni Settanta Soccol si dedica, oltre che alla pittura, anche all’architettura di interni ed alla scenografia, sia per il teatro che per il cinema. Nel 1973 è art director del film Don’t look now per la regia di Nicholas Roeg.

Dalla metà degli anni Ottanta, dopo diverse esperienze nel campo della scenografia che lo vedono impegnato in diversi teatri, tra cui nel 1986 la Royal Opera di Stoccolma,  Soccol decide di concentrarsi unicamente nella pittura, in cui egli riversa la totalità delle esperienze fino allora acquisite.

Le tematiche da lui affrontate nel corso della sua carriera artistica, si possono vedere oggi in questa mostra, 13 opere che trattano i seguenti argomenti:

  • Maree
  • Teatri
  • Labirinti d’invenzione
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Poche opere, ma che mi sono piaciute molto, affascinanti i quadri dei teatri, che ricordano gli anfiteatri della Grecia antica, queste gradinate fatta a forma di semicerchio, vuoto, senza spettatori, senza artisti, ma illuminato dalla luce lunare, che a poco a poco, copre lo stage, e sullo sfondo, un meraviglioso cielo stellato.

Labirinti, costruzioni enigmatiche, che ricordano il famoso labirinto del Minotauro. Dove ci si addentra, non solo alla ricerca dell’uscita, ma anche di se stessi. Lo si percorre, un po alla cieca, ma la visione d’insieme, la soluzione, appare solo se lo si guarda dall’alto.

Maree, la luce esterna, forse la luce lunare, illumina le onde, che si infrangono sul bagnasciuga, e un imponente sfondo alle sue spalle ti colpisce. Al suo centro sembra comparire un pianeta, sembra quasi l’immagine della Terra vista dallo spazio, colpita dai raggi del sole. Un’immagine assolutamente stupenda !

Una mostra semplice, piccola, ma affascinante. Sono dei quadri, che ti soffermi a guardare per lunghi minuti, sembra quasi che li il tempo non esista. La visione di questi quadri ti avvolge, ti invitano a guardare oltre, riempiono i tuoi sensi. Non perdetevi questa mostra, è veramente bellissima !!

Copia di GIOVANNI SOCCOL Linkedin

Tides, theaters and labyrinths

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A new exhibition is visible at the Museum of Ca ‘Pesaro in Venice, titled “GIOVANNI SOCCOL Metamorphosis of reality in myth”. It was inaugurated on January 26, 2019 and will last until April 22nd. The exhibition is located on the second floor and has a number of 13 works.

The artist is called Giovanni Soccol, born in Venice in 1938. He began painting in the early fifties, beginning to attend the workshop of painter Ilse Bernheimer, then the Venetian painter Gennaro Favai. The influence of the techniques, teachings, knowledge, of these artists, who lived between the end of the nineteenth century and the first half of the twentieth century, will be for the young painter a real journey for his apprenticeship, not only technical, but also cultural.

In the following years he began a long master-student relationship with Guido Cadorin, which will be fundamental for him to learn the techniques of the trade. In 1964 he exhibited in the Pavilion of Decorative Arts at the XXXII Biennial of Contemporary Art, winning the Ministry of Industry and Commerce Award. In 1967 he graduated with honors.

During the seventies Soccol is dedicated not only to painting, but also to interior design and set design, both for theater and cinema. In 1973 he was art director of the film Do not look now directed by Nicholas Roeg.

Since the mid-eighties, after several experiences in the field of scenography that sees him engaged in several theaters, including in 1986 the Royal Opera in Stockholm, Soccol decides to focus solely on painting, in which he pours the totality of the experiences acquired since then .

The themes he dealt with during his artistic career can be seen today in this exhibition, 13 works that deal with the following topics:

  • tides
  • Theaters
  • Invention labyrinths
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A few works, but I liked them very much, fascinating the paintings of the theaters, which recall the amphitheater of ancient Greece, these staircases made in the form of a semicircle, empty, without spectators, without artists, but illuminated by the moonlight, that step by step, covers the stage, and in the background, a wonderful starry sky.

Labyrinths, enigmatic buildings, reminiscent of the famous labyrinth of the Minotaur. Where one enters, not only looking for the exit, but also for oneself. You follow it, a little blindly, but the overall vision, the solution, appears only if you look at it from above.

Tides, the external light, perhaps the moonlight, illuminates the waves, which break on the water’s edge, and an impressive background behind  that really impress you. At its center seems to appear a planet, it seems almost the image of the Earth seen from space, hit by the sun’s rays. An absolutely beautiful image!

A simple, small, but fascinating exhibition. They are paintings, that you stop to look for long minutes, it almost seems that time does not exist. The vision of these paintings envelops you, invite you to look beyond, fill your senses. Do not miss this exhibition, it’s really beautiful !!

Copia di GIOVANNI SOCCOL Linkedin

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4444 Acqua e Fuoco

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A Ca’ Rezzonico, museo del settecento veneziano, approda una nuova mostra, dal titolo “4444 Acqua e Fuoco”. Una mostra realizzata in collaborazione tra il Consiglio Regionale del Veneto e la Fondazione Musei Civici di Venezia.

Le opere dei due scultori Marco Martalar e Toni Venzo, sono distribuite non solo nella sala del Portego al primo piano di Ca’ Rezzonico e nel l’androne del piano terra, ma anche a Palazzo Ferro Fini. Io vi parlerò delle opere presenti a Ca Rezzonico.

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Le opere sono disposte a coppie nel salone del portego al primo piano, da una parte ci sono le opere in legno chiaro che rappresentano l’acqua, mentre quelle sull’altro lato, in legno scuro rappresentano il fuoco. A piano terra, invece vengono rappresentate le zattere, che percorso la via d’acqua, arrivano a Venezia, proprio come una volta accadeva con il legno.

Questa mostra al suo interno, coglie diversi messaggi su diversi livelli. In primis, questa mostra è un omaggio alla natura, a quei boschi vittime del disastro naturale di fine ottobre e novembre scorso, più di 100 mila ettari di bosco che sono stati spazzati via dal maltempo. Un messaggio che ci ricorda la nostra fragilità, e di quanto sia importante il legame che unisce l’uomo al suo ambiente.

Le sculture in legno chiaro, presentano delle linee che ricordano le onde del mare, ognuna diversa dall’altra, e ci mostra, come una volta il legno veniva trasportato a valle. In questo caso un viaggio dall’altopiano dei sette comuni e il territorio della valle del brenta, due territori legati fin dai tempi antichi dai 4444 scalini della Calà del Sasso, la gradinata più lunga d’Italia, (che da il nome a questa mostra), un opera architettonica straordinaria, fu’ costruita alla fine del XIVº secolo per poter condurre il legname da Asiago a Valstagna in modo alternativo e non da Gallio e Foza, paesi che pretendevano delle tasse pesanti.

Quando si attraversa la sala del portego, in mezzo alle coppie di opere, si ha l’impressione di camminare in un viale alberato, che fanno pensare ai due elementi opposti: Ying e Yang

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Luce e oscurità, bianco e nero, acqua e fuoco. anche se a dirla tutta, sono presenti tutti gli elementi della natura in queste opere: legno, acqua, fuoco, aria. E’ una mostra molto suggestiva, io sono rimasto particolarmente impressionato dalla bravura che lo scultore ha usato nel scolpire le opere col legno bruciato. E’ una tecnica non facile, e che non avevo mai visto prima.

Ca’ Rezzonico non smette mai di stupirti, quando pensi di aver visto tutto, ecco che ti propone qualcosa di nuovo ! Invito tutti a venire a vedere questa mostra, vi offrirà una visione, e una prospettiva un po diversa ! Vi aspettiamo !!

4444  Water and fire at Ca’ Rezzonico Museum !

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At Ca ‘Rezzonico, a museum of the eighteenth century in Venice, a new exhibition has arrived, entitled “4444 Water and Fire”. An exhibition created in collaboration between the Veneto Regional Council and the Venice Civic Museums Foundation.

The works of the two sculptors Marco Martalar and Toni Venzo are distributed not only in the Portego room on the first floor of Ca ‘Rezzonico and in the entrance hall on the ground floor, but also in Palazzo Ferro Fini. I will speak to you about the works in Ca Rezzonico.

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The works are arranged in pairs in the salon of the portego on the first floor, on one side there are the light wood works which represent the water, while those on the other side, in dark wood represent the fire. On the ground floor, instead, are represented the rafts, which along the waterway, arrive in Venice, just as once happened with wood.

This exhibition inside, captures different messages on different levels. First of all, this exhibition is a tribute to nature, to those woods, fallen victims of the natural disaster of late October and November, more than 100 thousand hectares of forest that have been swept away by the bad weather. A message that reminds us of our fragility, and how important is the bond that unites man with the environment.

The sculptures in light wood, have lines that recall the waves of the sea, each one different from the other, and shows us, as once the wood was transported downstream. In this case, a trip from the plateau of the seven municipalities and the territory of the Brenta valley, two territories linked since ancient times by the 4444 steps of the Calà del Sasso, the longest steps in Italy, (which gives the name to this exhibition ), an extraordinary architectural work, which was built at the end of the 14th century to bring down the trees from Asiago to Valstagna in an alternative way, and not from Gallio and Foza,  because those countries demanded heavy taxes at that time.

When you cross the portego hall, between the pairs of works, you have the feeling of walking in a tree-lined avenue, which suggests the two opposite elements: Ying and Yang

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Light and darkness, black and white, water and fire. even if to me, there are all the elements of nature in these works: wood, water, fire, air. It ‘a very incredible exhibition, I was particularly impressed by the skill that the artist used in sculpting the works with burnt wood. It is not an easy technique, and I had never seen it before.

Ca ‘Rezzonico never ceases to amaze you, when you think you have seen everything, here it offers you something new! I invite everyone to come and see this exhibition, it will offer you a vision, and a somewhat different perspective! We are waiting for you !!

Angelo Morbelli a Cà Pesaro !

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Angelo Morbelli twitter 2Dopo tanto tempo, torna la mostra “Il poema della vecchiaia” di Angelo Morbelli, uno dei suoi più grandi capolavori.  Nato ad Alessandria il 18 luglio del 1854, in principio, si dedicò all’attività artistica in campo musicale, ma dovette presto abbandonare, in quanto affetto da una sordità progressiva, per cui si dedicò allora alla pittura.

Nel 1867 si trasferisce a Milano dove frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera dove fu allievo di Giuseppe Bertini. Cominciò quindi a esporre prima a Milano, e poi anche a Torino. I temi da lui preferiti spaziavano dalla storia al paesaggio. Diventerà conosciuto al grande pubblico nel 1880 con l’esposizione sempre a  Brera con l’opera Goethe morente.

A partire dal 1883 i suoi temi pittorici  si orientano verso l’interpretazione della realtà, ottenuto uno spazio per allestire il suo atelier all’interno del Pio Albergo Trivulzio di Milano, il principale ricovero per anziani indigenti della città, egli cerca di  rappresentare gli anziani e i meccanismi psicologici della malinconica ritualità dei ricoverati. Trascorse gli ultimi anni tra gli inverni milanesi e le estati alla Colma e in Val d’Usseglio, luoghi che continuarono a ispirarlo nella sua attività pittorica, muore a Milano il 7 novembre 1919.

I dipinti di Morbelli sono raggruppati in due file da tre. Ecco che si possono ammirare i suoi capolavori : “Sedia Vuota”, “Mi ricordo di quand’ero fanciulla”, “Vecchie calzette”, “I due inverni”, “Il natale dei rimasti”, “Siesta invernale”. Accompagnano la mostra numerosi studi preparatori sul tema, quindi disegni, schizzi, fotografie, che testimoniano la puntigliosa, dettagliata ricerca che l’artista ha voluto rappresentare, sul modello della sua tecnica pittorica divisionistica, dove luce e pigmenti sono calibrati per conferire ai quadri un’impressione luminosa.

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Possiamo inoltre ammirare altri capolavori di artisti quali :

  • Luigi Nono Fusina con il quadro “abbandonati”, che raffigura due bambini rannicchiati di fronte al portone di una chiesa.
  • Emil Claus con il quadro “Autunno”
  • Selvatico con l’opera “Cappuccetto grigio”, dove ritrae la figlia Bice in eleganti abiti da passeggio, forse in rientro da una visita o in procinto di uscire.
  • Ettore Tito con “la nascita di venere”
  • Anders Zorn Mera con “Ruscello”
  • Angelo Morbello con “Vecchina”
  • Ignacio Zuloaga con “Zia Luisa”, il dipinto ritrae una dama con un cagnolino e due signorine.

Questa mostra mi ha colpito molto, i quadri sul tema della vecchiaia, mi hanno commosso in quanto sono così veri, così realistici, un po malinconici se vogliamo dire. Il quadro di Emil Claus è semplicemente fantastico, con dei colori stupendi ! Un’altro quadro che mi è piaciuto molto è quello di Ignacio Zuoloaga “Zia Luisa” anche se non saprei dire con esattezza il perché.  La mostra è collocata su due ampie stanze, e la si visita facilmente, presenta spiegazioni dettagliate sia sull’artista principale, sulle sue opere, la sua storia, così come sugli altri pittori. E’ una bellissima mostra, e mi sento di raccomandarla a tutti quanti di andarla a vedere !!

Angelo Morbelli at Cà Pesaro Museum !

Angelo Morbelli twitter 2

After a long time, the exhibition “The poem of old age” by Angelo Morbelli returns, one of his greatest masterpieces. Born in Alessandria on July 18, 1854, in the beginning, he devoted himself to artistic activity in the musical field, but soon he had to abandon it, as he was affected by a progressive deafness, so he chose to dedicated himself to painting.

In 1867 he moved to Milan where he attended the Academy of Fine Arts of Brera where he was a pupil of Giuseppe Bertini. He then began to exhibit first in Milan, and then also in Turin. His favorite themes ranged from history to landscape. It will become known to the general public in 1880 with an exhibition,  with the work “Goethe dying”.

Starting from 1883 his pictorial themes are oriented towards the interpretation of reality, he obtained a space to set up his atelier inside the Pio Albergo Trivulzio in Milan, the main shelter for the elderly poor in the city; he tries to represent the elderly and the psychological mechanisms of the melancholy ritual of the hospitalized (for lack of better word). He spent the last years between the Milan winters and the summers at Colma and Val d’Usseglio, places that continued to inspire him in his pictorial activity, he died in Milan on 7 November 1919.

Morbelli’s paintings are grouped into two rows of three. Here you can admire his masterpieces: “Empty Chair”, “I remember when I was a girl”, “Old socks”, “The two winters”, “The Christmas of the remaining”, “Winter Siesta”. The exhibition is accompanied by numerous preparatory studies on the theme, plus some drawings, sketches, photographs, which testify to the meticulous, detailed research that the artist wanted to represent, on the model of his divisionistic pictorial technique, where light and pigments are calibrated to give the paintings a bright impression.

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We can also admire other masterpieces of artists such as:

  • Luigi Nono Fusina with “the abandoned” painting, which depicts two children huddled in front of the door of a church.
  • Emil Claus with the “Autumn”, painting
  • Selvatico with the opera “Little Gray Riding Hood”, where he portrays his daughter Bice in elegant walking clothes, perhaps returning from a visit or about to leave.
  • Ettore Tito with “the birth of Venus”
  • Anders Zorn Mera with “Stream”
  • Angelo Morbello with “Old Lady”
  • Ignacio Zuloaga with “Aunt Luisa”, the painting portrays a lady with a dog and two young ladies.

I must say that this exhibition impressed me a lot, the paintings with the theme of old age, they moved me because they are so real, so realistic, and a bit melancholy if may say it. The picture of Emil Claus is simply fantastic, full of  beautiful colors! Another picture that I really liked is that of Ignacio Zuoloaga “Aunt Luisa” even if I could not say exactly why. The exhibition is placed on two large rooms, and is easily visited, it presents detailed explanations both on the main artist, and his works, his story, and as well as on the other painters. It’s a beautiful show, and I would recommend it to everyone to go and see it !!

 

Un invito a ballare a Cà Rezzonico !

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JpegC’è una novità a Cà Rezzonico da pochi giorni. Nella sala da ballo al primo piano, hanno montato un pannello dove sono attaccate delle cuffie, con gli attacchi sia per i telefonini android, sia per quelli apple. Di che cosa si tratterà ? E’ un’opera audio dell’artista Ruth Beraha, che offre ai visitatori un nuovo punto di vista. L’opera si intitola “Pensiero stupendo”, è qualcosa di totalmente diverso di quello che ci si può aspettare di trovare all’interno di un museo. Mentre tutti, cercano di stupire i visitatori con gli ologrammi, i filmati in 3d, qui invece, si ha un’opera che conta di raggiungere lo stesso risultato, con un altro senso: l’udito.

Pensiero stupendo, è un file sonoro, un’invito seducente, misterioso da parte di una voce, che appartiene all’artista, di ballare dentro la sala. Naturalmente c’è molto di più, di quello che sembra, o che posso spiegare con questo mio articolo, dovreste veramente venire al museo e ascoltarlo, ve lo dico fin da subito che non ve ne pentirete !

Quest’opera sfrutta la tecnologia binaurale, di che cosa si tratta ? La registrazione binaurale è un metodo di registrazione tridimensionale del suono che ha come scopo, quello di ottimizzare, migliorare la registrazione del suono stesso per essere ascoltato in cuffia, cercando di riprodurre il più fedelmente possibile le percezioni acustiche di un visitatore situato nella sala del museo, dove è stata fatta la registrazione, mantenendo le caratteristiche direzionali a 360 gradi.

Da quello che ho capito, in sostanza, la registrazione prevede l’utilizzo di due microfoni posti su un sostegno in direzione reciprocamente divergente, a circa 18 cm di distanza l’uno dall’altro. In questa maniera, si cerca di simulare la posizione nello spazio delle orecchie umane di una persona. La registrazione binaurale viene percepita meglio se riprodotta mediante l’ascolto in cuffia, i suoni si avvertono con una chiarezza incredibile, si sentono i rumori dei passi, cambiare direzione, il suono della voce, prima ti sembra di sentirlo da una parte, poi dall’altra.

Pensiero Stupendo ti invita a chiudere gli occhi ed ad ascoltare una fantastica voce, che ti invita a ballare. L’opera in se stessa offre al visitatore un’esperienza unica, in quanto la voce offre un momento individuale, quasi intimo, in uno spazio pubblico, giocando su questo concetto.

La registrazione è stata fatta in Italiano, Inglese e Francese. Io, ho ascoltato la registrazione almeno 5 volte !! E’un esperienza unica, assolutamente incredible. Venite a Cà Rezzonico e soffermatevi per alcuni minuti nella sala da ballo, a vivere in una magica atmosfera !

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An invitation to dance in Cà Rezzonico!

JpegThere is something new in Cà Rezzonico in these days. In the ballroom on the first floor, they mounted a panel where some headphones are hanging, some can be connected with android cell phones and some with phones by apple. What is it about? It is an audio work by the artist Ruth Beraha, which offers to the tourists of the museum a new point of view. The work is titled “Wonderful thought”, it is something totally different than someone can expect to find inside a museum. While everyone tries to impress visitors with holograms, 3D movies, here they are trying to achieve the same result, with another sense: the hearing.

A wonderful thought, it is a sound file, where a seductive, mysterious  voice, that belongs to the artist, invite the listener to dance inside the hall. Of course there is much more, than that, or that I can explain with my article, you should really come to the museum and listen to it, I tell you right away that you will not regret!

This work uses binaural technology, what is it? Binaural recording is a three-dimensional recording method of sound that aims to optimize, improve the recording of the sound itself to be listened with the headphones, trying to reproduce as faithfully as possible the acoustic perceptions of a visitor located in the hall of the museum , where the recording was made, maintaining the directional features at 360 degrees.

From what I understand, in essence, the recording involves the use of two microphones placed on a support in mutually divergent direction, about 18 cm apart from each other. In this way, they try to simulate the position in space of a person’s human ears. The binaural recording is better perceived if reproduced by listening through headphones, the sounds are heard with incredible clarity, you hear the sounds of the steps, change direction, the sound of the voice; first you seem to hear it on one side, then the other.

Wonderful thought invites you to close your eyes and listen to a fantastic voice, which invites you to dance. The work itself offers the visitor a unique experience, as the voice offers a moment, almost intimate, in a public space.

The recording was done in Italian, English and French. Me, I listened to the recording at least 5 times !! It is a unique experience, absolutely incredible. Come to Cà Rezzonico and stop for a few minutes in the ballroom, to live a magical moment!

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Prove di trasmissione per l’M9 !

Prove Generali all' M9 !

Navigando su facebook, avevo notato giorni or sono, la pubblicità per partecipare alle prove generali del museo del novecento di Mestre  M9, subito mi si è acceso un sorriso sulle labbra: potevo farmi scappare un’opportunità del genere ? Ovviamente no ! Detto fatto, cliccando sul link, sono finito sulla pagina web del museo Partecipa alle prove generali di M9!

Una volta registrato, ho atteso veramente poco, e ho ricevuto una mail di conferma per potermi recare al Museo il giorno sabato 6 ottobre alle 13.30, insieme ad altre successive dove mi spiegavano come e dove scaricare l’applicazione per il mio tipo di cellulare. Purtroppo al giorno prefissato, l’applicazione non sembrava disponibile per scaricarla, cosi pure sembrava che il Wi-fi non fosse operativo. A parte questo piccolo inconveniente, non ho trovato assolutamente niente di negativo su questo magnifico museo !

Dopo essermi registrato al chiostro per le informazioni, mi sono recato alla biglietteria (biglietto gratuito per le prove) un’ambiente molto ampio con molte casse e ho depositato al guardaroba il mio giubbotto. Il guardaroba che si trova la piano di sotto, è molto ma molto capiente: è dotato di un gran numero di armadietti con chiave, e in più ha un reparto per abiti custodito dal personale di turno.

Armato di biglietto, mi sono diretto al primo piano. Il museo ha tre piani, ma solo il primo e il secondo sono adibiti all’itinerario permanente, mentre il terzo penso sarà adibito a mostre temporanee. Il primo piano ha al suo interno 4 sezioni mentre il secondo ne ha altre 4.

I piani sono enormi, c’è veramente tanta roba da vedere, il giro si svolge, o seguendo le frecce proiettate sul pavimento, o seguendo i numeri delle diverse installazioni. Ad esempio, sulla prima installazione, essa è suddivisa in 1.1 – 1.2 -1.3 ect ect

1 Come eravamo, come siamo…
1.1 Foto ricordo
1.2 Misuriamoci
1.3 In cammino
1.4 Tutti casa e famiglia

A sua volta, ogni punto è anch’esso suddiviso, in altre sotto sezioni. I numeri sono rappresentati da adesivi gialli tondi, quindi per eseguire il giro correttamente, è come partecipare ad una caccia al tesoro, dove ogni indizio porta al successivo.

La tematica del 900 ci viene descritta attraverso questi punti salienti:

  1. Come eravamo, come siamo. – Demografia e strutture sociali.
  2. The Italian way of life. – Consumi, costumi e stili di vita.
  3. La corsa al progresso. – Scienza, tecnologia e innovazione.
  4. Soldi soldi soldi – Economia, lavoro, produzione e benessere.
  5. Guardiamoci intorno. – Paesaggi e insediamenti urbani.
  6. Res publica. – Lo stato, le istituzioni, la politica.
  7. Fare gli italiani. – Educazione, formazione, e informazione.
  8. Per farci riconoscere. – Cosa ci fa sentire Italiani.

Tutto questo ci viene spiegato attraverso molti strumenti multimediali, che vanno dai filmati, alla realtà virtuale, agli ologrammi, ai giochi interattivi, ect. Io stesso ho voluto provare la realtà virtuale, mi hanno fatto indossare il visore, e un joypad che assomigliava molto a quello della Xbox, e mi sono ritrovato in un ambiente virtuale che potevo esplorare a 360 gradi, completamente interattivo !

Ogni aspetto della nostra vita, del secolo scorso è visto sotto ogni punto di vista, anche dalle tante cose così comuni per noi, ma che hanno segnato la nostra epoca. Mi sembrava di esser tornato bambino e di rivedere tante cose che ormai non ci pensavo più. Questo è veramente un museo completo. La tematica del 900 viene spiegata in ogni dettaglio, in maniera completa !

Ecco perché vi avverto che l’ambiente è molto grande. Io ci sono stato dentro quasi 2 ore, e non ho approfondito tutto come avrei voluto, probabilmente per farlo tutto bene, occorre disporre di più tempo, o di tornare un’altra volta. Cosa che di certo farò, perché questo museo mi è piaciuto tantissimo.

Alla fine della visita dei due piani, mi sono recato all’auditorium a pian terreno, dove ho potuto constatare che il livello audio e visivo della stanza è quasi alla pari con molte sale cinematografiche ! Questa sala è senz’altro adatta per fare delle lezioni con le scuole, o piccoli congressi.

Questo stupendo museo sarà aperto ufficialmente, così mi dicono il 1 dicembre 2018, consiglio a tutti quanti di andare a vederlo e rivederlo. E’ veramente molto interessante ! Finalmente anche Mestre ha un bellissimo museo !

Prove Generali all' M9 ! english

Impressions for M9 the new musem of Mestre !

Surfing the net few days ago, I found the opportunity to visit the museum M9 which is located in centre of Mestre, and it’s not open yet. They are still working on it, and they were able to open it for few days and for selected people, to get their impressions and to find out, what is working and what is not.

Since I am on vacation, I said “why not” so I subscribed and immediately after I received the invitation to go to see it on Saturday 6 of october. For those of you, who don’t know anything about this museum, I tell you that is about the story of the italy in the last century, from the 1900 until now, story that is well described in every detail, thanks to the many media devices like the 3d reality, the holograms, the mini movie and so on.

The Museum is very huge. It has 3 floors but only the first and the second are dedicated to the main itinerary, while the third most probably will be about new exhibitions. So I warn you guys, when the musem will be opened (which it will be on 1 december according to my sources) it’s better that you will go there prepared to spend at least 2 hours if not more ! I hope that for that time, they will think at some kind of ticket which will allow you to return, because there is so much to see, that you don’t have the slightest idea !

I loved this museum under every point of view and I recommend to you all to visit it ! Mestre is not far from Venice, you can organize your vacation to see both ! But for that, you have to wait for December I am sorry to say.

Anton Maria Zanetti: Mercante e collezionista a Cà rezzonico !

JpegA partire dal 29 settembre fino al 7 gennaio dell’anno prossimo, nel bellissimo museo di Cà Rezzonico, ci sarà una nuova ed emozionante mostra dedicata ad una figura che non tutti conoscono, ma che ha avuto un grosso ruolo nel 700 veneziano: Anton Maria Zanetti. Egli fù un appassionato collezionista, mercante, ma anche disegnatore ed abile incisore.

Dopo la morte del padre, si prese cura del resto della famiglia, lavorando come Assicuratore marittimo, riuscendo seppur a fatica a perseguire i suoi  hobby.

A lui dedicato, sono state allestite all’interno di Cà Rezzonico, le sale dei pastelli, la sala degli arazzi, la sala del trono  e il portego del primo piano. Dove si possono trovare degli album di disegni, caricature, incisioni, e volumi dedicati alle gemme che lui collezionava.

E’ importante sottolineare che Anton Maria Zanetti, era di estrazione borghese, ma tuttavia riuscì a stringere amicizie con personaggi nobili e non, tutti accomunati dalla passione del collezionismo. Tutto questo fu reso possibile, grazie all’illuminismo francese, in Europa si poteva viaggiare liberamente, viveva uno spirito di comunicazione di idee, e pertanto Zanetti entrò in contatto con personaggi importanti, tra i quali : Pierre Crozat, Pierre Jean Mariette, Antoine Watteau, Filippo D’Orleans, Rosalba Carriera, Lord Arundel, Jan Pietersez Zomer, il principe Venceslao di Liechtein, Daniele Antonio Bertoli, Marco Ricci, la regina di Svezia, e molti altri.

Ci sono testimonianze di un suo viaggio a Parigi in compagnia di Rosalba Carriera intorno al 1720, e mentre quest’ultima nel marzo del 1721 decide di tornare in Italia, Zanetti invece partì per andare a Londra, per poi dirigersi verso l’Olanda. Nel 1736 andrà a Vienna, chiamato dal principe del Liechetenstein !

Zanetti, durante quegli incontri, scopre che molti nobili si lamentavano della mancanza dell’uso della tecnica del chiaroscuro, o meglio che tale tecnica è caduta in disuso e non è stata mai ripresa. Da allora il collezionista sente l’impeto di riportarla in auge, provando lui stesso.

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Molto importante furono i volumi che lui pubblico: La Dactylioteca Zanettiana, che racchiude tutta la sua collezione di gemme antiche, e i due volumi Delle antiche statue Greche e Romane; volumi splendidamente rilegati, tutti molto interessanti !

La mostra è piena di interessanti opere, ed offre un nuovo spunto sulla realtà del 700 Veneziano, che prima non si conosceva. Consiglio a tutti di andare a vederla. Non capita tutti i giorni, di scoprire cose nuove sulla nostra bella città lagunare !

Anton Maria Zanetti e le sue collezioni banner

 

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Anton Maria Zanetti: Merchant and collector in Cà Rezzonico !

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From 29 September to 7 January of the next year, in the beautiful museum of Cà Rezzonico museum, there will be a new and exciting exhibition dedicated to a figure that not everyone knows, but who had a big role in the Venetian 700: Anton Maria Zanetti. He was a passionate collector, merchant, but also draftsman and skilled engraver.

After the death of his father, he took care of the rest of the family, working as a marine insurer, succeeding albeit with difficulty in pursuing his hobbies.

In the rooms of the pastels, the tapestry room, the throne room and the portego on the first floor have been set up inside Cà Rezzonico. the new exhibition, Wherewhere you can find albums of drawings, caricatures, engravings, and volumes dedicated to the gems that he collected.

It is important to underline that Anton Maria Zanetti, was of bourgeois extraction, but nevertheless managed to make friends with noble and non-noble characters, all united by the passion of collecting. All this was made possible thanks to the french enlightenment, as in Europe one could travel freely, lived a spirit of communication of ideas, and therefore Zanetti came into contact with important personalities, among them: Pierre Crozat, Pierre Jean Mariette, Antoine Watteau, Filippo D ‘ Orleans, Rosalba Career, Lord Arundel, Jan Pietersez Zomer, Prince Wenceslas of Liechtein, Daniele Antonio Bertoli, Marco Ricci, the Queen of Sweden, and many others.

There are letters that document of his trip to Paris in the company of Rosalba Carriera around 1720, and while the latter, in March 1721 decides to return to Italy, Zanetti instead left to go to London, and then head to Holland. In 1736 he will go to Vienna, called by the prince of the Liechetenstein himself !

Zanetti, during those meetings, discovers that many nobles were complaining about the lack of use of the chiaroscuro technique, or rather that this technique has fallen into disuse and has never been resumed. Since then the collector feels the need to bring it back into fashion, trying it himself.

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Very important were the volumes he published: La Dactylioteca Zanettiana, which contains all his collection of ancient gems, and the two volumes of the ancient Greek and Roman statues; beautifully bound volumes, all very interesting!

The exhibition is full of interesting works, and offers a new insight into the reality of the Venetian 700, which was not known before. I recommend everyone to go see it. It’s not every day to discover new things about our beautiful lagoon city!

Anton Maria Zanetti e le sue collezioni banner

Epoca Fiorucci a Cà Pesaro !

 

For the english translation, please scroll down the page thank you !

podio fiorucciCome promesso, ecco la recensione della nuova mostra presente presso il museo di Cà Pesaro intitolata “Epoca Fiorucci” in omaggio al celebre stilista di moda italiano recentemente scomparso, che ha lasciato un’impronta nella storia della moda, in tutto il mondo.

La carriera di Elio Fiorucci comincia seguendo l’attività paterna, e, ad occuparsi di moda, prima collaborando con il genitore poi realizzando una sua propria attività rivolta alle mode del mondo anglosassone alla fine degli anni sessanta. Nel maggio del 1967 apre il suo primo negozio in Galleria Passarella a Milano disegnato dalla celebre Amalia Del Ponte.

Già nel 1970 inizia la produzione di abiti per il tempo libero, jeans in particolare, con il marchio Fiorucci. I prodotti vengono distribuiti all’estero, prima in Europa e poi in Giappone, Stati Uniti e Sud America. Nascono i primi negozi Fiorucci a Londra e a New York per poi diffondersi nelle grandi metropoli in giro per il mondo. I suoi prodotti diventano subito un fatto di costume e finiscono con l’attrarre l’attenzione di molte personaggi famosi del jet set internazionale come Bianca Jagger, Andy Warhol, Grace Jones che ne diventano subito grandi fan entusiasti!

Nel 1990, causa grossi debiti,  cede la sua ‘attività alla società giapponese Edwin International ma mantiene a Milano il solo centro di design del gruppo. Nel 2003 realizza il progetto Love Therapy, che comprende jeans, felpe, abiti e accessori. Nel 2011 diventa vegetariano e collabora con il  manifesto La coscienza degli animali. Nel 2014 insieme a It@rt crea delle t-shirt a sostegno del Progetto Amazzonia del WWF e un’altra  t-shirt di denuncia contro le pellicce d’angora. A luglio 2015, all’età di 80 anni, muore nella sua abitazione di Milano stroncato da un malore.

E dopo questa breve introduzione, seguitemi nella visita della mostra, e vi narrerò le mie impressioni che ho avuto, visitandola !

La prima impressione che si avverte entrando, è quella di entrare in un negozio, e la seconda, è quella di aver viaggiato indietro nel tempo di alcuni anni. Sì perché fin subito, si ha la sensazione di rivivere gli anni 80 -90, quando all’epoca andavano di moda questi abiti. Abiti, scarpe, magliette appoggiate sulle pedane, scaffali,  o sugli attaccapanni, proprio come in un negozio, ci mancano solo le cassiere, anche se lo staff museale indossa delle magliette create dallo stilista con il suo slogan “l’amore salverà il mondo”

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Un’altra cosa che si avverte girando per la mostra, è di quanto rilassante essa sia. Merito di tutte le pareti che sono state ri dipinte di vari colori, offrendo un panorama tranquillo e riposante. Ci sono tre aree, in questa mostra: la principale appena descritta, dove sono sparse le sue creazioni, un’altra sala con dell’oggettistica e foto di eventi e personaggi famosi con cui ha collaborato. E in più una sala che sembra progettata apposta per bambini dove possono sbizzarrirsi nella di T-shirt con appositi modelli di carta, colori, matite, pennarelli ! E’ stupendo !

Ci sono un paio di cartelloni pubblicitari che mi sono piaciuti molto, e voglio condividere con voi queste mie introspezioni:

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Nella prima immagine, non so perché mi mi viene in mente quelle domeniche sere in cui guardavo alla TV la trasmissione su Italia 1 “Drive In” ! Potrei quasi giurare di aver visto quel cartellone pubblicitario nelle loro puntate, forse mi sbaglio, ho una forte sensazione ! Nella seconda foto, invece in basso, nel riquadro centrale tra le due tigri, c’è una vecchia illustrazione del manuale di guida per l’auto che ero solito sfogliare quando mi sono fatto la patente ! Wow che ricordi ! Paninoteche, walkman, il monclear…

DSCN0258E che dire, di questa immagine? La scritta tridimensionale in blu e in rosso, a tutti ricorda il titolo del famoso eroe dei fumetti della DC Comics creato da Jerry Siegel e Joe Shuster nel 1933, è il primo supereroe della storia dei fumetti e anche soprannominato come Man of Steel oppure The Man of Tomorrow. Noto in Italia in passato anche come Ciclone, l’uomo fenomeno, l’Uomo d’acciaio e Nembo Kid : Superman DSCN0268!

Dopo la prima sala, nella seconda, chiamata “Fiorucci è il suo mondo” noto un divano alquanto particolare: infatti mi ricorda molto lo stile usato dall’artista Roy Lichtenstein, che ebbi l’occasione di ammirare nella mostra intitolata “POP Art nella Sonnabend Collection”  al Centro Culturale Candiani di Mestre qualche tempo fa. Egli infatti, realizzava le sue usando uno stile ispirato al fumetto. Sui tavoli affianco, ci sono esposti vari esempi di oggettistica realizzata da Fiorucci, e al muro sono appese alcune foto di noti vip e grandi nomi dell’arte con cui egli ha avuto l’occasione di conoscere e/o di collaborare. Nomi famosi come Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, ma anche di eventi tenutosi nel celebre “Studio54” nota discoteca di New York situata al numero 254 della 54a strada ovest a Manhattan, tra la Settima e l’Ottava Avenue, aperta tra il 1977 ed il 1986

E infine, nell’ultima area del piano, abbiamo una specie di laboratorio, pensato per i bambini, dove, possono divertirsi a creare delle T-shirt con degli appositi modelli di carta:

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In conclusione, ritengo che questa nuova mostra a Cà Pesaro è veramente molto bella, e originale. La consiglio caldamente a tutti, di andare a vederla ! E’ un tuffo nel passato, un’occasione per rilassarsi, e divertirsi, senza contare che al suo interno, il museo ospita altri piani con stupendi capolavori ! Da non perdere !!

English Version

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As promised, here there is the review of the new exhibition hosted at the Cà Pesaro museum entitled “Epoca Fiorucci” as a tribute to the famous Italian fashion designer recently deceased, who left an imprint in the history of fashion, all over the world.

Elio Fiorucci’s career begun by following his father’s activity, and by taking care of fashion, first collaborating with his father, then realizing his own activity aimed at the fashions of the Anglo-Saxon world  at the end of the Sixties. In May 1967 he opened his first store in Galleria Passarella in Milan designed by the famous Amalia Del Ponte. As early as 1970 , the production of clothing for leisure time began, specially jeans, with the brand Fiorucci. The products are distributed abroad, first in Europe and then in Japan, the United States and South America.

The first Fiorucci stores are born in London and New York and then spread to the big cities around the world. Its products immediately become a matter of custom and end up attracting the attention of many famous characters of the international jet set such as Bianca Jagger, Andy Warholand Grace Jones who immediately become big fans!

In 1990, due to large debts, he  sold his business to the Japanese company Edwin International, but retained the sole design center of the group in Milan. In 2003 he realized theproject Love Therapy, which includes jeans, sweatshirts, clothes and accessories. In 2011 he became a vegetarian and collaborated with the manifesto ” The Animal Consciousness”. In 2014, together with It@rt, he created t-shirts to support theAmazon Project WWF’s and another t-shirt to denounce angora furs. In July 2015, at the age of 80, he died in his house in Milan struck down by an illness.

And now,  after this brief introduction, follow me in the visit of the exhibition, and I will tell you my impressions that I had, visiting it!

The first impression you feel when entering, is to enter a shop, and the second one instead, it seems to you to have traveled back in time for a few years. Yes, because you have the feeling of reliving the 80s-90s, when at the time these dresses were fashionable. Clothes, shoes, t-shirts resting on the platforms, shelves, or on the hooks, just like in a shop, the only thing missing are the cashiers, but the museum staff wears t-shirts created by the designer with his slogan “love will save the world” !!

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Another thing that I perceived by going around the exhibition is how relaxing it is. That’s because, all the walls, they have been re-painted in various colors, offering a relaxing and restful oasis. There are three areas, in this exhibition: the main one just described, where his creations are spread, another room with some objects and photos of events and famous people with whom he collaborated. And in addition another room that seems designed especially for children where they can indulge in creating the T-shirt with special patterns of paper, colors, pencils, markers! It’s amazing !

There are a couple of billboards that I liked a lot, and I want to share with you these introspections:

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In the first image, I do not know why I remember those Sundays evenings when I watched TV broadcast on Italy 1 “Drive In “! A very popular Italian entertainment tv program. I could almost swear to have seen that bill in their installments, maybe I’m wrong, but I have this strong feeling! In the second picture, on the other side, at the bottom, in the central frame between the two tigers, there is an old illustration of the driving manual for the car that I used to study when I got my driving license! Wow what memories! Sandwich shops, walkman, the monclear …

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And what about this image? The three-dimensional inscription in blue and red, everyone remembers the title of the famous comics hero of DC Comics created by Jerry Siegel and Joe Shuster in 1933, he is the first superhero in the history of comics and is also nicknamed Man of Steel or The Man of Tomorrow. Known in Italy in the past also as Cyclone, the phenomenon man, the Steel Man and Nembo Kid : Superman!

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 After the first room, in the second one, called “Fiorucci e il suo mondo”, I find a very particular sofa which is familiar somehow: in fact it reminds me a lot of the style used by the artist Roy Lichtenstein, whom I had the opportunity to admire in the exhibition entitled “POP Art in the Sonnabend Collection “at the Centro Culturale Candiani of Mestre some time ago. In fact, he realized his masterpieces using a style inspired by comics. On the tables next to it, there are various examples of objects made by Fiorucci, and some photos of well-known vips and great names of the art with who he has had the opportunity to meet and / or to collaborate, which are hung on the wall. Famous names such as Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, but also of events held in the famous “Studio54” disco-known in New York located at number 254 of the54th Street west to Manhattan,between Seventh and Eighth Avenue, opened between 1977 and 1986

And finally, in the last area of ​​this floor, we have a kind of laboratory, designed for children, where, they can have fun creating T-shirts with special paper models:

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In conclusion, I think this new exhibition at Cà Pesaro is really beautiful, and original. I advice warmly to everyone, to go to see it! It’s a dive into the past, an opportunity to relax and have fun, not to mention that inside the museum there are other floors with wonderful masterpieces! Not to be missed !!