Anton Maria Zanetti: Mercante e collezionista a Cà rezzonico !

JpegA partire dal 29 settembre fino al 7 gennaio dell’anno prossimo, nel bellissimo museo di Cà Rezzonico, ci sarà una nuova ed emozionante mostra dedicata ad una figura che non tutti conoscono, ma che ha avuto un grosso ruolo nel 700 veneziano: Anton Maria Zanetti. Egli fù un appassionato collezionista, mercante, ma anche disegnatore ed abile incisore.

Dopo la morte del padre, si prese cura del resto della famiglia, lavorando come Assicuratore marittimo, riuscendo seppur a fatica a perseguire i suoi  hobby.

A lui dedicato, sono state allestite all’interno di Cà Rezzonico, le sale dei pastelli, la sala degli arazzi, la sala del trono  e il portego del primo piano. Dove si possono trovare degli album di disegni, caricature, incisioni, e volumi dedicati alle gemme che lui collezionava.

E’ importante sottolineare che Anton Maria Zanetti, era di estrazione borghese, ma tuttavia riuscì a stringere amicizie con personaggi nobili e non, tutti accomunati dalla passione del collezionismo. Tutto questo fu reso possibile, grazie all’illuminismo francese, in Europa si poteva viaggiare liberamente, viveva uno spirito di comunicazione di idee, e pertanto Zanetti entrò in contatto con personaggi importanti, tra i quali : Pierre Crozat, Pierre Jean Mariette, Antoine Watteau, Filippo D’Orleans, Rosalba Carriera, Lord Arundel, Jan Pietersez Zomer, il principe Venceslao di Liechtein, Daniele Antonio Bertoli, Marco Ricci, la regina di Svezia, e molti altri.

Ci sono testimonianze di un suo viaggio a Parigi in compagnia di Rosalba Carriera intorno al 1720, e mentre quest’ultima nel marzo del 1721 decide di tornare in Italia, Zanetti invece partì per andare a Londra, per poi dirigersi verso l’Olanda. Nel 1736 andrà a Vienna, chiamato dal principe del Liechetenstein !

Zanetti, durante quegli incontri, scopre che molti nobili si lamentavano della mancanza dell’uso della tecnica del chiaroscuro, o meglio che tale tecnica è caduta in disuso e non è stata mai ripresa. Da allora il collezionista sente l’impeto di riportarla in auge, provando lui stesso.

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Molto importante furono i volumi che lui pubblico: La Dactylioteca Zanettiana, che racchiude tutta la sua collezione di gemme antiche, e i due volumi Delle antiche statue Greche e Romane; volumi splendidamente rilegati, tutti molto interessanti !

La mostra è piena di interessanti opere, ed offre un nuovo spunto sulla realtà del 700 Veneziano, che prima non si conosceva. Consiglio a tutti di andare a vederla. Non capita tutti i giorni, di scoprire cose nuove sulla nostra bella città lagunare !

Anton Maria Zanetti e le sue collezioni banner

 

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Anton Maria Zanetti: Merchant and collector in Cà Rezzonico !

Jpeg

From 29 September to 7 January of the next year, in the beautiful museum of Cà Rezzonico museum, there will be a new and exciting exhibition dedicated to a figure that not everyone knows, but who had a big role in the Venetian 700: Anton Maria Zanetti. He was a passionate collector, merchant, but also draftsman and skilled engraver.

After the death of his father, he took care of the rest of the family, working as a marine insurer, succeeding albeit with difficulty in pursuing his hobbies.

In the rooms of the pastels, the tapestry room, the throne room and the portego on the first floor have been set up inside Cà Rezzonico. the new exhibition, Wherewhere you can find albums of drawings, caricatures, engravings, and volumes dedicated to the gems that he collected.

It is important to underline that Anton Maria Zanetti, was of bourgeois extraction, but nevertheless managed to make friends with noble and non-noble characters, all united by the passion of collecting. All this was made possible thanks to the french enlightenment, as in Europe one could travel freely, lived a spirit of communication of ideas, and therefore Zanetti came into contact with important personalities, among them: Pierre Crozat, Pierre Jean Mariette, Antoine Watteau, Filippo D ‘ Orleans, Rosalba Career, Lord Arundel, Jan Pietersez Zomer, Prince Wenceslas of Liechtein, Daniele Antonio Bertoli, Marco Ricci, the Queen of Sweden, and many others.

There are letters that document of his trip to Paris in the company of Rosalba Carriera around 1720, and while the latter, in March 1721 decides to return to Italy, Zanetti instead left to go to London, and then head to Holland. In 1736 he will go to Vienna, called by the prince of the Liechetenstein himself !

Zanetti, during those meetings, discovers that many nobles were complaining about the lack of use of the chiaroscuro technique, or rather that this technique has fallen into disuse and has never been resumed. Since then the collector feels the need to bring it back into fashion, trying it himself.

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Very important were the volumes he published: La Dactylioteca Zanettiana, which contains all his collection of ancient gems, and the two volumes of the ancient Greek and Roman statues; beautifully bound volumes, all very interesting!

The exhibition is full of interesting works, and offers a new insight into the reality of the Venetian 700, which was not known before. I recommend everyone to go see it. It’s not every day to discover new things about our beautiful lagoon city!

Anton Maria Zanetti e le sue collezioni banner

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Ampliare la percezione del Museo

Questo video dell’American Alliance Museum (https://www.youtube.com/watch?v=ZVflfF-Pb7I) mi ha fatto riflettere: siamo ancora dell’idea che il Museo, in se stesso, rappresenta solo un diversivo, una giornata diversa da trascorrere, qualcosa da vedere, mentre si è in vacanza, o un rifugio dal cattivo tempo.

Un Museo dovrebbe rappresentare molto più di questo. Prima di tutto è una sorgente di informazioni, di cultura; rappresenta il nostro passato, la nostra storia, è uno strumento educativo, per la crescita e lo sviluppo dell’individuo.

Una cosa che vedo ripetutamente, e che mi rattrista, è vedere i bambini, i ragazzini, che entrano in un Museo, e la prima cosa che fanno, è guardare dove c’è un posto dove sedersi, tirare fuori il cellulare, passare il tempo con quello.

Bisogna ampliare la concezione del museo

Guardando il video non si può che rimanere meravigliati, da questi bambini, questi ragazzini, che affollano i Musei, appassionati, affascinati, intenti a perseguire i vari programmi educativi, programmi di collaborazione con studenti di altri paesi, programmi dai numerosi aspetti positivi, quali come l’amicizia, la conoscenza di persone di altri luoghi, di altre culture, l’apertura mentale che essa comporta, per l’appunto con l’avvicinamento di culture diverse..

Un Museo diventa anche strumento terapeutico: guardando il video si vede un bambino che abbraccia un’operatore museale  del Museo per bambini di Indianapolis, che indossa un costume da dinosauro. Il piccolo Spencer affetto da mutismo, chiuso in se stesso, ha trovato un ambiente che lo ha incoraggiato ad aprirsi.. tutte queste cose sono stupende… I Musei sono anche questo.

Come si va a scuola per imparare a leggere, scrivere e far di conto, si dovrebbe, sin dalla tenera età, frequentare i musei.
(Anonimo)

Mi piacerebbe che si potessero organizzare programmi educativi tra diversi paesi dell’Unione Europea e non, e perché no ? Anche con la Gran Bretagna, adesso che affronta il dopo Brexit. Creare programmi appositi per tutti i i tipi di Musei. E’ chiaro che i bambini sono più interessati dai Musei di Storia Naturale, per loro rappresenta puro divertimento, mentre i Musei di quadri e statue sono visti come noia.. Anche per questi tipi di Musei, bisogna creare un approccio diverso, ampliare gli orizzonti, cominciare a vederlo e a capirlo con gli occhi di un bambino, e farlo diventare attraente per loro.

Il Museo così cambia identità: non è più oggetto di divertimento, ma un aiuto per lo sviluppo e la crescita dell’individuo, uno strumento che assieme alla famiglia, alla scuola, diventa strumento di formazione per le persone di un domani.

La bellezza floreale a Palazzo Mocenigo

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(la foto qui esposta non è quella reale, non ho potuto esporla per motivi di copyright)

For the English translation, please scroll down the page thank you.

Una domenica di poche settimane fa, ho fatto un giro a Venezia, per andare a vedere il Museo di Cà Pesaro e il Museo dell’arte Orientale, entrambi, fanno parte dello stesso Palazzo. Parlerò di loro, più avanti, ma in questa sede, voglio parlavi ancora del bellissimo Museo di Palazzo Mocenigo !

Palazzo Mocenigo, non è affatto distante dai due musei sopra menzionati, per cui, tornando indietro, mi è venuta voglia di rivederlo, sotto un’altra ottica: vale a dire non quella dell’operatore museale, ma come turista.

Palazzo Mocenigo, oltre ad essere il Museo del costume, è anche museo del profumo, infatti le ultime stanze, sono proprio dedicate a questo tema. Ebbene, devo proprio dire, che ogni volta che lo vedo, questo Museo, mi stupisce sempre di più ! Palazzo Mocenigo, ha sempre avuto mostre stupende, per cui pensavo che ormai non ci fosse altro,che potesse stupirmi. Mi sbagliavo !

Come sono entrato nel Portego, sono rimasto affascinato, incantato, ipnotizzato dalla bellezza del stupendo arco di rose, posto giusto al centro della fiancata destra della sala. Tale stupenda visione lo si deve a “The Merchant of Venice” che incarna, rappresenta, l’arte del profumo a Venezia.

Essi hanno voluto far conoscere a tutto il mondo, la Rosa Moceniga l’ultimo loro prodotto della collezione Murano, profumo creato, ispirato da questa rosa che proviene dalle pianure della Cina centrale. Di certo, essi hanno trovato il luogo adatto !! Meglio del Palazzo Mocenigo, non potevano trovare !

La bellezza di questo arco di rose, lascia veramente senza fiato, consiglio a tutti quanti di andare a vederlo; per chi c’è già stato, vedrà qualcosa di nuovo, per chi, invece non ha mai visitato questo bellissimo Palazzo, avrà qualcos’altro in più di cui  rimanere estasiato.

The beautiful Rose’s Arch at Mocenigo Palace

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(The picture shown here is not the real one, I could not expose it for copyright reasons)

One Sunday a few weeks ago, I made a trip to Venice, to go see the Cà Pesaro Museum and the Oriental Art Museum, both part of the same building. I’ll talk about them another time, but here, I would like to talk again about the beautiful Museum of Palazzo Mocenigo!

Palazzo Mocenigo, is not far distant from the two museums mentioned above, so, coming back, I wanted to have another look at it but in a different perspective: that is, not the operator’s museum, but as a tourist.

Palazzo Mocenigo, besides being the Costume Museum, is also the perfume museum, in fact, the last rooms are dedicated precisely to this theme. Well, I must say that every time I see it, this Museum, it always amazes me again and again! Palazzo Mocenigo, has always had wonderful exhibitions, so I thought that by now there was nothing that could impress me. I was wrong !

As I entered the Portego, I was charmed, enchanted, mesmerized by the beauty of the magnificent arch of roses, located at right at the center of the right side of the hall. For this wonderful vision we  must thank the “The Merchant of Venice” that embodies,  the art of perfume in Venice.

They wanted to make known to the whole world, the Rose Moceniga their last product of Murano collection, this fragrance was , created, inspired by this rose that comes from the plains of central China. Certainly, they have found the right place !! Best of Mocenigo Palace, could not find!

The beauty of this arch of roses, truly is breathtaking, I advise everyone to go see it; for those who have already been there, they will see something new, for whom, however has never visited this beautiful Palace, they will have  more to fall in love.

Musei rivolti verso il paesaggio o verso le persone ?

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Quali sono le nuove strategie che i Musei hanno in previsione di adottare ? E’una domanda che mi sono posto dopo aver letto un’articolo, una recensione della 24 “convention” della Museum Association che si è tenuta di recente a Milano.

Due sono state le tematiche che hanno fatto la parte del protagonista durante questo evento. La prima si intitola “Museums change lives”, letteralmente tradotto: I musei cambiano le nostre vite. Questo succede quando il visitatore, il turista, di qualunque nazione, e fascia di età, visitando una mostra, un museo,un palazzo, un evento culturale, subisce una trasformazione che cambia il suo modo di vedere l’arte. Un cambiamento così profondo, avviene quando egli /ella si sente fortemente soddisfatto del tempo passato al suo interno, che lo segna, in maniera fortemente positiva.

La seconda tematica, strettamente legata a quella precedente menzionata, sono stati gli studi, le indagini che portano i moderni musei ad aprirsi al paesaggio, perché secondo loro, esiste un forte legame tra museo e ambiente circostante.  Da una parte concordo su questo punto, Venezia è una città del tutto particolare, diversa dalle altre. Tuttavia, quando leggo un passaggio, in cui si annuncia la volontà di cercare di capire, come vengono visti i musei attraverso gli occhi dei visitatori, e capire cosa c’è che non va, allora mi trovo a pensare, che il museo non si deve tanto aprire al paesaggio, ma verso il turista stesso!

Ma come si fa a capire, come pensa un turista ? Si può tentare di farlo, chiedendo loro stessi, cosa vogliono e cosa vorrebbero che si cambiasse, anche se sono dell’opinione che i stessi questionari che si propongono ai visitatori, possono benissimo essere sottoposti al personale museale. In fin dei conti, è l’operatore museale che vive a stretto contatto con loro, e quindi lo rende la persona più adatta in assoluto, che possiede la conoscenza necessaria.

Se mi ponessero delle domande, io risponderei che al visitatore devono essere dati le informazioni sufficienti su quanto hanno da offrire certi ambienti museali, soprattutto come raggiungerli ! Impostare una serie di offerte di entrata mirata a tutte le categorie di turisti: dal singolo, alla famiglia, al gruppo. A volte il turista singolo,sebbene gli si presenti l’opportunità di visitare più ambienti ad un prezzo fisso, non è interessato, in quanto preferisce spendere meno e visitare un solo palazzo. Senza contare il fatto, che molte volte il turista non è consapevole di cosa sta visitando, o di cosa potrebbe visitare. In questo caso urge una campagna di marketing abbastanza ripetitiva, su tutto quello che si può offrire.

Pertanto non condivido una strategia basata sul territorio. Sono dell’opinione che un Museo sia un’entità vivente, un luogo fatto di persone, che lavorano per le persone. Volete cambiare strategia ? Volete aprire il Museo verso nuovi orizzonti ? I mezzi ci sono, basta saper ascoltare il vostro personale interno, la sorgente più affidabile e realistica, sui vari cambiamenti del turismo..

Museums: should they open to the territory or to the people ?

entrata

 

What are the new strategies that museums have in in mind for the near future? It is a question that I asked myself after reading an article, a review of 24 “convention” of the Museum Association which was held recently in Milan.

There were two main issues  during this event. The first is titled “Museums change lives”. This happens when the visitor, the tourist, of any nation, and age, visiting an exhibition, a museum, a palace, a cultural event, undergoes a transformation that changed his way of looking at art. Such a profound change takes place when he / she feels strongly satisfied with the time spent in it, that  marks him/her, in a strong positive way.

The second theme, closely linked to the one mentioned earlier, were the studies, investigations leading modern museums to open up to the landscape, because according to them, there is a strong link between the museum and the surrounding environment. On the one hand I agree on this point, Venice is a very special city, different from the others. However, when I read a passage, in which they announced a willingness to try to understand, as the museums are seen through the eyes of visitors, and figure out what’s wrong, then I find myself thinking, that the museum should not be open to the landscape, but to the tourists themselves!

But how do you figure out the way of thinking of a  tourist? You can do so, asking themselves, what they want and what they would like to change, even if I am of the opinion that the same questionnaires intended for the visitors, may well be subjected to the museum staff. After all, it is the museum employee who lives in close contact with them, and then makes the best person ever, the one who has the necessary knowledge.

If you would lay me questions, I would answer that the visitor must be given enough information about what some museums has to offer, and most of all, how to reach them! Set a number of entry offers aimed at all categories of tourists: from single, family, group. Sometimes the individual tourist, although they present the opportunity to visit more than one place at a fixed price, is not affected, as he prefers to spend less and to visit one palace only. Not to mention the fact that many times the visitor is not aware of what is seeing, or what  he may visit. In this case it needs a fairly repetitive marketing campaign, about everything that you can offer.

Therefore I do not share a territory-based strategy. I am of the opinion that a museum is a living entity, a place made up of people who work for people. Do you want to change strategy? Do you want to open the museum to new horizons? The means are there, you just know how to listen to your internal staff, the most reliable and realistic source, about the various changes of tourism’s world ..

Pokemon go nei musei

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“The Guardian” non è il solo che annuncia questa iniziativa museale; già da un po di giorni, avevo sentito di questa mania che sta impazzando per il mondo che si chiama Pokemon go. Pokemon go, non è altro che un video gioco simile a Ingress, che usa la stessa tecnologia: Grazie alla geo localizzazione, e la realtà virtuale, si possono vedere attraverso cellulari Smarthphone o tablet , cose che non esistono nella realtà vera, ma che appaiono come reali nello schermo dei sopra menzionati sistemi di comunicazione. Già da tempo esiste il gioco strategico Ingress, che appassiona utenti di tutto il mondo. Adesso è il turno di Pokemon go, e sembra che alcuni musei tra cui il Philadelphia Museum of Art, o il Museum of modern art, sta usando questa app per introdurre i musei alle giovani generazioni. A dire il vero, sin da quando ho provato a giocare ad Ingress, ragionavo se una tecnologia basata sulla geo locazione e la realtà virtuale possa avere successo come sistema di comunicazione con i visitatori nella sale museali, e sono dell’idea che potrebbe essere anche un’idea valida.

Tuttavia sono invece del parere negativo di utilizzare l’app Pokemon go, perché anche se presente nelle sale museali, esso si, potrebbe avere il merito di far accorrere un gran numero di giovani, ma per loro conta solo il video gioco, e non la bellezza, l’istruzione che un museo può offrire. Si vedrebbero solo una marea di ragazzini che corrono da una sala all’altra con il cellulare,senza che si rendano conto di quello che veramente vedono. Le nuove generazioni, che amano così tanto le tecnologie, devono si essere invogliati a venire nei musei, ma bisogna insegnare, incoraggiare loro a coltivare la passione per questi bellissimi ambienti.

Pokemon go in the museums

pokemon

 

“The Guardian” was not the only one, to announce this initiative for the museums; I already have heard about this game app few days ago,  which is very popular all over  the world; the name: Pokemon go. Pokemon go, it is nothing more than a video game like Ingress, which uses the same technology: Thanks to the geo location, and virtual reality, you can see through Smarthphone mobile or tablet, things that do not exist in true reality, but appear as in the actual screen of the above-mentioned communication systems. For some time, the strategic play Ingress, has fascinates people around the world. Now is the turn for Pokemon go , and it seems that some museums including the Philadelphia Museum of Art, or the Museum of Modern Art, is using this app to introduce the younger generations to the museums. Actually, ever since I tried to play at Ingress, I reasoned if a technology based on geo location and virtual reality can be successful as a system of communication with visitors in the museum rooms, and my idea is that it could also be an idea valid.

However I have a negative opinion about using the app Pokemon go for the museums, because, even if it’s present in the museum rooms, yes it could have the merit to increase the number of young people; but for them it only counts the video game, and not the Beauty, the education that a museum can offer. we would see just a bunch of kids running from room to room with the phone, without realizing what there is before them. The new generations, who like so much technology; they should be encouraged to come to museums of course, but you have to teach them, to encourage them to cultivate a passion for these beautiful environments.

Profumo e vetro..

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Finalmente il destino ha voluto che fossi di turno nel bellissimo Museo di Palazzo Mocenigo. Da pochi giorni mi ero riproposto di andare a vedere la bellissima mostra situata a piano terra intitolata “Dialoghi inediti tra vetro e profumo”. La mia curiosità era stata solleticata, quando avevo visto le foto dell’inaugurazione, postate su facebook nella pagina ufficiale della Fondazione Civici Musei di Venezia.

Le foto erano abbastanza eloquenti, Palazzo Mocenigo, come sempre in passato, presenta al suo pubblico, un’altra strabiliante mostra, legata al tema del profumo, tematica che è già presente nelle sale espositive del piano superiore, solo che questa volta, la fragranza dei profumi è unita ai meravigliosi capolavori eseguiti dai Maestri vetrai di Murano, che hanno prodotto 12 strabilianti pezzi. Si avete capito bene ! 12 Maestri vetrai, 12 designer hanno realizzato questi 12 capolavori in vetro per ospitare 12 tipi di profumi, è assolutamente eccezionale !

Girando tra le bacheche, ho potuto ammirare degli autentichi capolavori: un robot vintage, una pistola in vetro, del periodo intorno al 1700, se non commetto errori, un contenitore tutto nero, intitolato “Dark side”, un altro chiamato bauta. E questo è solo l’inizio !

Su un tavolino rotondo, sono presenti i contenitori di vetro dove contengono le fragranze da poter annusare. Insomma, sono rimasto veramente entusiasto !

In breve, una visita al Palazzo Mocenigo, vale tre volte tanto ! Con un solo biglietto, vi vedete il palazzo, che una volta fù la dimora dei Mocenigo, vi vedete la parte dedicata al costume, la parte dedicata al profumo e in più la mostra, dove potete anche ammirare, i capolavori dei Maestri vetrai ! E se volete, perchè no, dopo che lo avete visto, potete andare a vedere il Museo del vetro a Murano ! Giusto per completare la visita ed espandere la vostra conoscenza.

Un pomeriggio trascorso a Palazzo Mocenigo, è un pomeriggio trascorso bene ! Venite, vi aspettiamo !!

English Version:

Perfumes and Glass

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Finally the fate wanted me to return to the beautiful Museum of Palazzo Mocenigo. A few days ago I was tempted  to go and see the wonderful exhibition located on the ground floor called “unpublished dialogues between glass and perfume.” My curiosity was piqued when I saw the inauguration photos, posted on the official facebook page of the Foundation Civic Museums of Venice.

The photos were quite eloquent, Palazzo Mocenigo, as always in the past, presents to its audience, another mind-blowing shows, related to the theme of the perfume theme, that is already present in the upper floor exhibition halls, only this time, the fragrance of the perfumes is combined with wonderful masterpieces created by Murano glass masters, who produced 12 amazing pieces. Yes you heard me right! 12 glass masters, with 12 designers have made these 12 glass masterpieces to accommodate 12 types of perfumes; it is absolutely outstanding!

Wandering through the glass showcases, I could see the authenticate masterpieces: a robot vintage, a glass gun, from the period around 1700, if I do not make mistakes, an all-black box, entitled “Dark Side”, another called Bauta. And this is only the beginning !

On a small round table, there are glass containers which contain fragrances which  you can smell. In short, I was really thrilled!

Listen to me, a visit to the Palazzo Mocenigo, worth three times as much! With just one ticket, you will see the palace, which once was the home of Mocenigo family, you see the part devoted to the costume, the part dedicated to the perfume plus the exhibition, where you can admire the masterpieces of glass masters! And if you want, why not, after you have seen it, you can go to see the Museum of Glass in Murano! Just to complete the tour and expand your knowledge.

An afternoon spent at Palazzo Mocenigo, is an afternoon well spent! Come, we are waiting !!

Un’uomo coraggioso: Muzio Scevola

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Quest’oggi vi voglio parlare di una vicenda storica, che è stata rappresentata in molti dipinti, e che il Museo di Cà Rezzonico possiede, non un sol quadro, ma due ! Ebbene si, al Portego del secondo piano, possiamo ammirare il quadro “Muzio Scevola dinanzi a Porsenna ” di Giovanni Antonio Pellegrini, e al terzo piano, nella pinacoteca di Egidio Martini, possiamo ammirare il quadro Muzio Scevola davanti a Porsenna” di Bonifazio de’ Pitati.

La foto presente in quest’articolo, non rappresenta i due quadri menzionati. Quello presente al secondo piano, è molto grande, rispetto a quello del terzo, e si può vedere ogni minimo dettaglio della scena. Ma qual’è la storia di Muzio Scevola ?

Si racconta che nel 508 a.C., durante l’assedio di Roma da parte degli Etruschi guidati da Porsenna, in un momento in cui nella città cominciavano a scarseggiare i viveri, un giovane aristocratico romano, Muzio Cordo, presentò al Senato l’idea di uccidere il comandante etrusco. Non appena ottenne il consenso, si infiltrò nelle linee nemiche, grazie anche al fatto che egli era di origine e lingua etrusca, e armato di un solo pugnale, raggiunse l’accampamento di Porsenna, che stava distribuendo la paga ai soldati. Muzio attese che il suo bersaglio rimanesse senza difese e quindi lo pugnalò.

Ma sbagliò persona: aveva infatti assassinato lo scriba del lucumone etrusco.

Catturato dalle guardie del comandante, e portato al cospetto di Porsenna, il giovane romano non esitò a dire: «Volevo uccidere te. La mia mano ha sbagliato e ora la punisco per questo imperdonabile errore». Così mise la sua mano destra in un braciere dove ardeva il fuoco dei sacrifici e non la tolse fino a che non fu consumata del tutto. Da quel giorno il coraggioso nobile romano avrebbe assunto il nome di “Muzio Scevola” (Muzio il mancino).

Porsenna rimase così impressionato da questo coraggioso gesto che decise di liberare il giovane.

Muzio, allora, astutamente disse: «Per ringraziarti della tua clemenza, voglio rivelarti che trecento giovani nobili romani hanno giurato di ucciderti. Il destino ha stabilito che io fossi il primo e ora sono qui innanzi a te perché ho fallito. Ma prima o poi qualcuno degli altri duecentonovantanove riuscirà nell’intento».

Sempre secondo la leggenda, successivamente Porsenna prese la decisione di intavolare trattative di pace con i Romani, colpito positivamente dal loro valore.

Come dicevo, il quadro presente al secondo piano, del Giovanni Antonio Pellegrini, è molto più grande, per cui si possono godere, tutti i dettagli: il coraggio, il valore di Muzio Scevola, Porsenna che rimane visibilmente colpito, sembra quasi che parli e chiede al giovane di fermarsi prima che sia troppo tardi. Confesso che mi piace più questo quadro rispetto a quello del terzo piano, forse perché le dimensioni, mi permettono di cogliere tutte le emozioni della scena.

Vi invito a contemplarli tutti e due, e notare le differenze. Dove ? Ma a Cà Rezzonico, a Venezia ! Il Museo è chiuso il martedi, altrimenti siamo aperti tutti i giorni, domeniche comprese dalle 10.00 fino alle 18.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)

Vi aspettiamo !!!!!!!!!!

English Version

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Today I want to talk about the historical event, which was represented in many paintings, and that the Ca ‘Rezzonico Museum possesses, not one picture, but two! Yes, on the Portego of the second floor, we can admire the painting “Muzio Scaevola before Porsenna” by Giovanni Antonio Pellegrini, and on the third floor in the art gallery of Egidio Martini, we can admire the painting Muzio Scaevola before Porsenna “by Boniface de ‘ Pitati.

The pictures above in this article it’s not the one present in the museum. The one I am talking about, is  on the second floor; it’s very large compared to the one on the third floor, and you can see every detail of the scene. But what is the story of Muzio Scevola?

It is said that in 508 BC, during the siege of Rome by the Etruscan led by Porsenna, right at a time when the city began to feel the effects of lack of food; a young Roman aristocrat, Muzio Cordo, presented to the Senate the idea of killing Etruscan commander. As soon as he obtained the consent, he infiltrated into enemy lines, thanks to the fact that he was Etruscan of origin and he knew the Etruscan language. Armed with a single dagger, he reached the camp of Porsenna, who was distributing the pay to the soldiers. Muzio waited for his target remain alone,  defenseless and then stabbed him.

But he chose the wrong target! He had murdered the scribe of the Etruscan Lucumone, not Porsenna himself !

Captured by the guards of the commander, and brought before Porsenna, the young Roman did not hesitate to say: “I wanted to kill you. My hand has made the mistake and now I punish it for this unforgivable mistake. ” So he put his right hand in a brazier where the fire was burning,  and left it there until it was consumed entirely. Since that day, the brave Roman nobleman would assume the name of “Muzio Scevola” (Muzio the left-handed).

Porsenna was so impressed by this brave gesture that decided to free the young man.

Muzio, then, slyly said, “To thank you for your mercy, I want to reveal to you that three hundred young Roman nobles have sworn to kill you. The fate decided that I was the first and now I am here before you, because I failed. But sooner or later someone of the other two hundred ninety-nine will succeed. “

Also according to legend, after that Porsena made the decision to enter into peace negotiations with the Romans, impressed by their value.

As I said, the picture  on the second floor by Giovanni Antonio Pellegrini, is much larger, so you can enjoy all the details: the courage, the value of Muzio Scaevola, Porsenna that remains visibly impressed, it seems that he speaks and He asks the young man to stop before it is too late. I confess that I like more this painting than the other one on the third floor, maybe because the size, allow me to capture all the excitement of the scene.

I invite you to contemplate them both, and note the differences. Where ? But at Ca Rezzonico in Venice! The Museum is closed on Tuesdays, otherwise we are open every day, including Sundays from 10.00 until 18.00 (ticket office closes one hour earlier)

We are waiting for you with open arms !!!!!!!!!!