Ampliare la percezione del Museo

Questo video dell’American Alliance Museum (https://www.youtube.com/watch?v=ZVflfF-Pb7I) mi ha fatto riflettere: siamo ancora dell’idea che il Museo, in se stesso, rappresenta solo un diversivo, una giornata diversa da trascorrere, qualcosa da vedere, mentre si è in vacanza, o un rifugio dal cattivo tempo.

Un Museo dovrebbe rappresentare molto più di questo. Prima di tutto è una sorgente di informazioni, di cultura; rappresenta il nostro passato, la nostra storia, è uno strumento educativo, per la crescita e lo sviluppo dell’individuo.

Una cosa che vedo ripetutamente, e che mi rattrista, è vedere i bambini, i ragazzini, che entrano in un Museo, e la prima cosa che fanno, è guardare dove c’è un posto dove sedersi, tirare fuori il cellulare, passare il tempo con quello.

Bisogna ampliare la concezione del museo

Guardando il video non si può che rimanere meravigliati, da questi bambini, questi ragazzini, che affollano i Musei, appassionati, affascinati, intenti a perseguire i vari programmi educativi, programmi di collaborazione con studenti di altri paesi, programmi dai numerosi aspetti positivi, quali come l’amicizia, la conoscenza di persone di altri luoghi, di altre culture, l’apertura mentale che essa comporta, per l’appunto con l’avvicinamento di culture diverse..

Un Museo diventa anche strumento terapeutico: guardando il video si vede un bambino che abbraccia un’operatore museale  del Museo per bambini di Indianapolis, che indossa un costume da dinosauro. Il piccolo Spencer affetto da mutismo, chiuso in se stesso, ha trovato un ambiente che lo ha incoraggiato ad aprirsi.. tutte queste cose sono stupende… I Musei sono anche questo.

Come si va a scuola per imparare a leggere, scrivere e far di conto, si dovrebbe, sin dalla tenera età, frequentare i musei.
(Anonimo)

Mi piacerebbe che si potessero organizzare programmi educativi tra diversi paesi dell’Unione Europea e non, e perché no ? Anche con la Gran Bretagna, adesso che affronta il dopo Brexit. Creare programmi appositi per tutti i i tipi di Musei. E’ chiaro che i bambini sono più interessati dai Musei di Storia Naturale, per loro rappresenta puro divertimento, mentre i Musei di quadri e statue sono visti come noia.. Anche per questi tipi di Musei, bisogna creare un approccio diverso, ampliare gli orizzonti, cominciare a vederlo e a capirlo con gli occhi di un bambino, e farlo diventare attraente per loro.

Il Museo così cambia identità: non è più oggetto di divertimento, ma un aiuto per lo sviluppo e la crescita dell’individuo, uno strumento che assieme alla famiglia, alla scuola, diventa strumento di formazione per le persone di un domani.

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La bellezza floreale a Palazzo Mocenigo

Rose_Arch.JPG

(la foto qui esposta non è quella reale, non ho potuto esporla per motivi di copyright)

For the English translation, please scroll down the page thank you.

Una domenica di poche settimane fa, ho fatto un giro a Venezia, per andare a vedere il Museo di Cà Pesaro e il Museo dell’arte Orientale, entrambi, fanno parte dello stesso Palazzo. Parlerò di loro, più avanti, ma in questa sede, voglio parlavi ancora del bellissimo Museo di Palazzo Mocenigo !

Palazzo Mocenigo, non è affatto distante dai due musei sopra menzionati, per cui, tornando indietro, mi è venuta voglia di rivederlo, sotto un’altra ottica: vale a dire non quella dell’operatore museale, ma come turista.

Palazzo Mocenigo, oltre ad essere il Museo del costume, è anche museo del profumo, infatti le ultime stanze, sono proprio dedicate a questo tema. Ebbene, devo proprio dire, che ogni volta che lo vedo, questo Museo, mi stupisce sempre di più ! Palazzo Mocenigo, ha sempre avuto mostre stupende, per cui pensavo che ormai non ci fosse altro,che potesse stupirmi. Mi sbagliavo !

Come sono entrato nel Portego, sono rimasto affascinato, incantato, ipnotizzato dalla bellezza del stupendo arco di rose, posto giusto al centro della fiancata destra della sala. Tale stupenda visione lo si deve a “The Merchant of Venice” che incarna, rappresenta, l’arte del profumo a Venezia.

Essi hanno voluto far conoscere a tutto il mondo, la Rosa Moceniga l’ultimo loro prodotto della collezione Murano, profumo creato, ispirato da questa rosa che proviene dalle pianure della Cina centrale. Di certo, essi hanno trovato il luogo adatto !! Meglio del Palazzo Mocenigo, non potevano trovare !

La bellezza di questo arco di rose, lascia veramente senza fiato, consiglio a tutti quanti di andare a vederlo; per chi c’è già stato, vedrà qualcosa di nuovo, per chi, invece non ha mai visitato questo bellissimo Palazzo, avrà qualcos’altro in più di cui  rimanere estasiato.

The beautiful Rose’s Arch at Mocenigo Palace

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(The picture shown here is not the real one, I could not expose it for copyright reasons)

One Sunday a few weeks ago, I made a trip to Venice, to go see the Cà Pesaro Museum and the Oriental Art Museum, both part of the same building. I’ll talk about them another time, but here, I would like to talk again about the beautiful Museum of Palazzo Mocenigo!

Palazzo Mocenigo, is not far distant from the two museums mentioned above, so, coming back, I wanted to have another look at it but in a different perspective: that is, not the operator’s museum, but as a tourist.

Palazzo Mocenigo, besides being the Costume Museum, is also the perfume museum, in fact, the last rooms are dedicated precisely to this theme. Well, I must say that every time I see it, this Museum, it always amazes me again and again! Palazzo Mocenigo, has always had wonderful exhibitions, so I thought that by now there was nothing that could impress me. I was wrong !

As I entered the Portego, I was charmed, enchanted, mesmerized by the beauty of the magnificent arch of roses, located at right at the center of the right side of the hall. For this wonderful vision we  must thank the “The Merchant of Venice” that embodies,  the art of perfume in Venice.

They wanted to make known to the whole world, the Rose Moceniga their last product of Murano collection, this fragrance was , created, inspired by this rose that comes from the plains of central China. Certainly, they have found the right place !! Best of Mocenigo Palace, could not find!

The beauty of this arch of roses, truly is breathtaking, I advise everyone to go see it; for those who have already been there, they will see something new, for whom, however has never visited this beautiful Palace, they will have  more to fall in love.

Musei rivolti verso il paesaggio o verso le persone ?

For the english translation, please scroll down the page, thank you.

 

entrata

 

Quali sono le nuove strategie che i Musei hanno in previsione di adottare ? E’una domanda che mi sono posto dopo aver letto un’articolo, una recensione della 24 “convention” della Museum Association che si è tenuta di recente a Milano.

Due sono state le tematiche che hanno fatto la parte del protagonista durante questo evento. La prima si intitola “Museums change lives”, letteralmente tradotto: I musei cambiano le nostre vite. Questo succede quando il visitatore, il turista, di qualunque nazione, e fascia di età, visitando una mostra, un museo,un palazzo, un evento culturale, subisce una trasformazione che cambia il suo modo di vedere l’arte. Un cambiamento così profondo, avviene quando egli /ella si sente fortemente soddisfatto del tempo passato al suo interno, che lo segna, in maniera fortemente positiva.

La seconda tematica, strettamente legata a quella precedente menzionata, sono stati gli studi, le indagini che portano i moderni musei ad aprirsi al paesaggio, perché secondo loro, esiste un forte legame tra museo e ambiente circostante.  Da una parte concordo su questo punto, Venezia è una città del tutto particolare, diversa dalle altre. Tuttavia, quando leggo un passaggio, in cui si annuncia la volontà di cercare di capire, come vengono visti i musei attraverso gli occhi dei visitatori, e capire cosa c’è che non va, allora mi trovo a pensare, che il museo non si deve tanto aprire al paesaggio, ma verso il turista stesso!

Ma come si fa a capire, come pensa un turista ? Si può tentare di farlo, chiedendo loro stessi, cosa vogliono e cosa vorrebbero che si cambiasse, anche se sono dell’opinione che i stessi questionari che si propongono ai visitatori, possono benissimo essere sottoposti al personale museale. In fin dei conti, è l’operatore museale che vive a stretto contatto con loro, e quindi lo rende la persona più adatta in assoluto, che possiede la conoscenza necessaria.

Se mi ponessero delle domande, io risponderei che al visitatore devono essere dati le informazioni sufficienti su quanto hanno da offrire certi ambienti museali, soprattutto come raggiungerli ! Impostare una serie di offerte di entrata mirata a tutte le categorie di turisti: dal singolo, alla famiglia, al gruppo. A volte il turista singolo,sebbene gli si presenti l’opportunità di visitare più ambienti ad un prezzo fisso, non è interessato, in quanto preferisce spendere meno e visitare un solo palazzo. Senza contare il fatto, che molte volte il turista non è consapevole di cosa sta visitando, o di cosa potrebbe visitare. In questo caso urge una campagna di marketing abbastanza ripetitiva, su tutto quello che si può offrire.

Pertanto non condivido una strategia basata sul territorio. Sono dell’opinione che un Museo sia un’entità vivente, un luogo fatto di persone, che lavorano per le persone. Volete cambiare strategia ? Volete aprire il Museo verso nuovi orizzonti ? I mezzi ci sono, basta saper ascoltare il vostro personale interno, la sorgente più affidabile e realistica, sui vari cambiamenti del turismo..

Museums: should they open to the territory or to the people ?

entrata

 

What are the new strategies that museums have in in mind for the near future? It is a question that I asked myself after reading an article, a review of 24 “convention” of the Museum Association which was held recently in Milan.

There were two main issues  during this event. The first is titled “Museums change lives”. This happens when the visitor, the tourist, of any nation, and age, visiting an exhibition, a museum, a palace, a cultural event, undergoes a transformation that changed his way of looking at art. Such a profound change takes place when he / she feels strongly satisfied with the time spent in it, that  marks him/her, in a strong positive way.

The second theme, closely linked to the one mentioned earlier, were the studies, investigations leading modern museums to open up to the landscape, because according to them, there is a strong link between the museum and the surrounding environment. On the one hand I agree on this point, Venice is a very special city, different from the others. However, when I read a passage, in which they announced a willingness to try to understand, as the museums are seen through the eyes of visitors, and figure out what’s wrong, then I find myself thinking, that the museum should not be open to the landscape, but to the tourists themselves!

But how do you figure out the way of thinking of a  tourist? You can do so, asking themselves, what they want and what they would like to change, even if I am of the opinion that the same questionnaires intended for the visitors, may well be subjected to the museum staff. After all, it is the museum employee who lives in close contact with them, and then makes the best person ever, the one who has the necessary knowledge.

If you would lay me questions, I would answer that the visitor must be given enough information about what some museums has to offer, and most of all, how to reach them! Set a number of entry offers aimed at all categories of tourists: from single, family, group. Sometimes the individual tourist, although they present the opportunity to visit more than one place at a fixed price, is not affected, as he prefers to spend less and to visit one palace only. Not to mention the fact that many times the visitor is not aware of what is seeing, or what  he may visit. In this case it needs a fairly repetitive marketing campaign, about everything that you can offer.

Therefore I do not share a territory-based strategy. I am of the opinion that a museum is a living entity, a place made up of people who work for people. Do you want to change strategy? Do you want to open the museum to new horizons? The means are there, you just know how to listen to your internal staff, the most reliable and realistic source, about the various changes of tourism’s world ..

Pokemon go nei musei

pokemon

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“The Guardian” non è il solo che annuncia questa iniziativa museale; già da un po di giorni, avevo sentito di questa mania che sta impazzando per il mondo che si chiama Pokemon go. Pokemon go, non è altro che un video gioco simile a Ingress, che usa la stessa tecnologia: Grazie alla geo localizzazione, e la realtà virtuale, si possono vedere attraverso cellulari Smarthphone o tablet , cose che non esistono nella realtà vera, ma che appaiono come reali nello schermo dei sopra menzionati sistemi di comunicazione. Già da tempo esiste il gioco strategico Ingress, che appassiona utenti di tutto il mondo. Adesso è il turno di Pokemon go, e sembra che alcuni musei tra cui il Philadelphia Museum of Art, o il Museum of modern art, sta usando questa app per introdurre i musei alle giovani generazioni. A dire il vero, sin da quando ho provato a giocare ad Ingress, ragionavo se una tecnologia basata sulla geo locazione e la realtà virtuale possa avere successo come sistema di comunicazione con i visitatori nella sale museali, e sono dell’idea che potrebbe essere anche un’idea valida.

Tuttavia sono invece del parere negativo di utilizzare l’app Pokemon go, perché anche se presente nelle sale museali, esso si, potrebbe avere il merito di far accorrere un gran numero di giovani, ma per loro conta solo il video gioco, e non la bellezza, l’istruzione che un museo può offrire. Si vedrebbero solo una marea di ragazzini che corrono da una sala all’altra con il cellulare,senza che si rendano conto di quello che veramente vedono. Le nuove generazioni, che amano così tanto le tecnologie, devono si essere invogliati a venire nei musei, ma bisogna insegnare, incoraggiare loro a coltivare la passione per questi bellissimi ambienti.

Pokemon go in the museums

pokemon

 

“The Guardian” was not the only one, to announce this initiative for the museums; I already have heard about this game app few days ago,  which is very popular all over  the world; the name: Pokemon go. Pokemon go, it is nothing more than a video game like Ingress, which uses the same technology: Thanks to the geo location, and virtual reality, you can see through Smarthphone mobile or tablet, things that do not exist in true reality, but appear as in the actual screen of the above-mentioned communication systems. For some time, the strategic play Ingress, has fascinates people around the world. Now is the turn for Pokemon go , and it seems that some museums including the Philadelphia Museum of Art, or the Museum of Modern Art, is using this app to introduce the younger generations to the museums. Actually, ever since I tried to play at Ingress, I reasoned if a technology based on geo location and virtual reality can be successful as a system of communication with visitors in the museum rooms, and my idea is that it could also be an idea valid.

However I have a negative opinion about using the app Pokemon go for the museums, because, even if it’s present in the museum rooms, yes it could have the merit to increase the number of young people; but for them it only counts the video game, and not the Beauty, the education that a museum can offer. we would see just a bunch of kids running from room to room with the phone, without realizing what there is before them. The new generations, who like so much technology; they should be encouraged to come to museums of course, but you have to teach them, to encourage them to cultivate a passion for these beautiful environments.

Profumo e vetro..

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Finalmente il destino ha voluto che fossi di turno nel bellissimo Museo di Palazzo Mocenigo. Da pochi giorni mi ero riproposto di andare a vedere la bellissima mostra situata a piano terra intitolata “Dialoghi inediti tra vetro e profumo”. La mia curiosità era stata solleticata, quando avevo visto le foto dell’inaugurazione, postate su facebook nella pagina ufficiale della Fondazione Civici Musei di Venezia.

Le foto erano abbastanza eloquenti, Palazzo Mocenigo, come sempre in passato, presenta al suo pubblico, un’altra strabiliante mostra, legata al tema del profumo, tematica che è già presente nelle sale espositive del piano superiore, solo che questa volta, la fragranza dei profumi è unita ai meravigliosi capolavori eseguiti dai Maestri vetrai di Murano, che hanno prodotto 12 strabilianti pezzi. Si avete capito bene ! 12 Maestri vetrai, 12 designer hanno realizzato questi 12 capolavori in vetro per ospitare 12 tipi di profumi, è assolutamente eccezionale !

Girando tra le bacheche, ho potuto ammirare degli autentichi capolavori: un robot vintage, una pistola in vetro, del periodo intorno al 1700, se non commetto errori, un contenitore tutto nero, intitolato “Dark side”, un altro chiamato bauta. E questo è solo l’inizio !

Su un tavolino rotondo, sono presenti i contenitori di vetro dove contengono le fragranze da poter annusare. Insomma, sono rimasto veramente entusiasto !

In breve, una visita al Palazzo Mocenigo, vale tre volte tanto ! Con un solo biglietto, vi vedete il palazzo, che una volta fù la dimora dei Mocenigo, vi vedete la parte dedicata al costume, la parte dedicata al profumo e in più la mostra, dove potete anche ammirare, i capolavori dei Maestri vetrai ! E se volete, perchè no, dopo che lo avete visto, potete andare a vedere il Museo del vetro a Murano ! Giusto per completare la visita ed espandere la vostra conoscenza.

Un pomeriggio trascorso a Palazzo Mocenigo, è un pomeriggio trascorso bene ! Venite, vi aspettiamo !!

English Version:

Perfumes and Glass

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Finally the fate wanted me to return to the beautiful Museum of Palazzo Mocenigo. A few days ago I was tempted  to go and see the wonderful exhibition located on the ground floor called “unpublished dialogues between glass and perfume.” My curiosity was piqued when I saw the inauguration photos, posted on the official facebook page of the Foundation Civic Museums of Venice.

The photos were quite eloquent, Palazzo Mocenigo, as always in the past, presents to its audience, another mind-blowing shows, related to the theme of the perfume theme, that is already present in the upper floor exhibition halls, only this time, the fragrance of the perfumes is combined with wonderful masterpieces created by Murano glass masters, who produced 12 amazing pieces. Yes you heard me right! 12 glass masters, with 12 designers have made these 12 glass masterpieces to accommodate 12 types of perfumes; it is absolutely outstanding!

Wandering through the glass showcases, I could see the authenticate masterpieces: a robot vintage, a glass gun, from the period around 1700, if I do not make mistakes, an all-black box, entitled “Dark Side”, another called Bauta. And this is only the beginning !

On a small round table, there are glass containers which contain fragrances which  you can smell. In short, I was really thrilled!

Listen to me, a visit to the Palazzo Mocenigo, worth three times as much! With just one ticket, you will see the palace, which once was the home of Mocenigo family, you see the part devoted to the costume, the part dedicated to the perfume plus the exhibition, where you can admire the masterpieces of glass masters! And if you want, why not, after you have seen it, you can go to see the Museum of Glass in Murano! Just to complete the tour and expand your knowledge.

An afternoon spent at Palazzo Mocenigo, is an afternoon well spent! Come, we are waiting !!

Un’uomo coraggioso: Muzio Scevola

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Quest’oggi vi voglio parlare di una vicenda storica, che è stata rappresentata in molti dipinti, e che il Museo di Cà Rezzonico possiede, non un sol quadro, ma due ! Ebbene si, al Portego del secondo piano, possiamo ammirare il quadro “Muzio Scevola dinanzi a Porsenna ” di Giovanni Antonio Pellegrini, e al terzo piano, nella pinacoteca di Egidio Martini, possiamo ammirare il quadro Muzio Scevola davanti a Porsenna” di Bonifazio de’ Pitati.

La foto presente in quest’articolo, non rappresenta i due quadri menzionati. Quello presente al secondo piano, è molto grande, rispetto a quello del terzo, e si può vedere ogni minimo dettaglio della scena. Ma qual’è la storia di Muzio Scevola ?

Si racconta che nel 508 a.C., durante l’assedio di Roma da parte degli Etruschi guidati da Porsenna, in un momento in cui nella città cominciavano a scarseggiare i viveri, un giovane aristocratico romano, Muzio Cordo, presentò al Senato l’idea di uccidere il comandante etrusco. Non appena ottenne il consenso, si infiltrò nelle linee nemiche, grazie anche al fatto che egli era di origine e lingua etrusca, e armato di un solo pugnale, raggiunse l’accampamento di Porsenna, che stava distribuendo la paga ai soldati. Muzio attese che il suo bersaglio rimanesse senza difese e quindi lo pugnalò.

Ma sbagliò persona: aveva infatti assassinato lo scriba del lucumone etrusco.

Catturato dalle guardie del comandante, e portato al cospetto di Porsenna, il giovane romano non esitò a dire: «Volevo uccidere te. La mia mano ha sbagliato e ora la punisco per questo imperdonabile errore». Così mise la sua mano destra in un braciere dove ardeva il fuoco dei sacrifici e non la tolse fino a che non fu consumata del tutto. Da quel giorno il coraggioso nobile romano avrebbe assunto il nome di “Muzio Scevola” (Muzio il mancino).

Porsenna rimase così impressionato da questo coraggioso gesto che decise di liberare il giovane.

Muzio, allora, astutamente disse: «Per ringraziarti della tua clemenza, voglio rivelarti che trecento giovani nobili romani hanno giurato di ucciderti. Il destino ha stabilito che io fossi il primo e ora sono qui innanzi a te perché ho fallito. Ma prima o poi qualcuno degli altri duecentonovantanove riuscirà nell’intento».

Sempre secondo la leggenda, successivamente Porsenna prese la decisione di intavolare trattative di pace con i Romani, colpito positivamente dal loro valore.

Come dicevo, il quadro presente al secondo piano, del Giovanni Antonio Pellegrini, è molto più grande, per cui si possono godere, tutti i dettagli: il coraggio, il valore di Muzio Scevola, Porsenna che rimane visibilmente colpito, sembra quasi che parli e chiede al giovane di fermarsi prima che sia troppo tardi. Confesso che mi piace più questo quadro rispetto a quello del terzo piano, forse perché le dimensioni, mi permettono di cogliere tutte le emozioni della scena.

Vi invito a contemplarli tutti e due, e notare le differenze. Dove ? Ma a Cà Rezzonico, a Venezia ! Il Museo è chiuso il martedi, altrimenti siamo aperti tutti i giorni, domeniche comprese dalle 10.00 fino alle 18.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)

Vi aspettiamo !!!!!!!!!!

English Version

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Today I want to talk about the historical event, which was represented in many paintings, and that the Ca ‘Rezzonico Museum possesses, not one picture, but two! Yes, on the Portego of the second floor, we can admire the painting “Muzio Scaevola before Porsenna” by Giovanni Antonio Pellegrini, and on the third floor in the art gallery of Egidio Martini, we can admire the painting Muzio Scaevola before Porsenna “by Boniface de ‘ Pitati.

The pictures above in this article it’s not the one present in the museum. The one I am talking about, is  on the second floor; it’s very large compared to the one on the third floor, and you can see every detail of the scene. But what is the story of Muzio Scevola?

It is said that in 508 BC, during the siege of Rome by the Etruscan led by Porsenna, right at a time when the city began to feel the effects of lack of food; a young Roman aristocrat, Muzio Cordo, presented to the Senate the idea of killing Etruscan commander. As soon as he obtained the consent, he infiltrated into enemy lines, thanks to the fact that he was Etruscan of origin and he knew the Etruscan language. Armed with a single dagger, he reached the camp of Porsenna, who was distributing the pay to the soldiers. Muzio waited for his target remain alone,  defenseless and then stabbed him.

But he chose the wrong target! He had murdered the scribe of the Etruscan Lucumone, not Porsenna himself !

Captured by the guards of the commander, and brought before Porsenna, the young Roman did not hesitate to say: “I wanted to kill you. My hand has made the mistake and now I punish it for this unforgivable mistake. ” So he put his right hand in a brazier where the fire was burning,  and left it there until it was consumed entirely. Since that day, the brave Roman nobleman would assume the name of “Muzio Scevola” (Muzio the left-handed).

Porsenna was so impressed by this brave gesture that decided to free the young man.

Muzio, then, slyly said, “To thank you for your mercy, I want to reveal to you that three hundred young Roman nobles have sworn to kill you. The fate decided that I was the first and now I am here before you, because I failed. But sooner or later someone of the other two hundred ninety-nine will succeed. “

Also according to legend, after that Porsena made the decision to enter into peace negotiations with the Romans, impressed by their value.

As I said, the picture  on the second floor by Giovanni Antonio Pellegrini, is much larger, so you can enjoy all the details: the courage, the value of Muzio Scaevola, Porsenna that remains visibly impressed, it seems that he speaks and He asks the young man to stop before it is too late. I confess that I like more this painting than the other one on the third floor, maybe because the size, allow me to capture all the excitement of the scene.

I invite you to contemplate them both, and note the differences. Where ? But at Ca Rezzonico in Venice! The Museum is closed on Tuesdays, otherwise we are open every day, including Sundays from 10.00 until 18.00 (ticket office closes one hour earlier)

We are waiting for you with open arms !!!!!!!!!!

 

L’era delle Porcellane

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Finalmente nel bellissimo Museo di Cà Rezzonico è presente la mostra sulle porcellane di Geminiano Cozzi. E’ cominciata giusto il 19 marzo e finirà il 12 luglio. La mostra è stupenda, ed è collocata solo al primo piano, per essesere più specifici nelle “sale dell’allegoria nuziale”, “sala dei pastelli”, “sala del trono”, “Portego”, e nella “biblioteca”. Tuttavia, urge una precisazione, perché, sebbene la mostra come ho detto è collocata al primo piano, al secondo, nella “sala del Clavicemballo”, nelle vetrine, sono disposte altri modelli di ceramiche, non di Cozzi, ma di altri artisti, che erano già presenti all’interno del museo, alcuni sono stati spostati proprio qui, per fare spazio all’elevato numero di pezzi presenti in questa bellissima mostra.
L’arte delle porcellane è arrivata a noi dalla Cina, infatti per molto tempo, fu tenuto segreto dalle manifatture cinesi, e fece il suo ingresso in Europa nel secondo decennio del 18° secolo. I protagonisti principali della storia delle porcellane in Italia furono Giovanni Vezzi, che nel 1720 ha cominciato la sua produzione, il mercante Sassone Hewelcke, che nel 1757, scappò da Meissen per via della guerra dei sette anni. Geminiano Cozzi, il protagonista assoluto di questa mostra, e Giovanni Battista Antonibon.
Il periodo storico va collocato durante il rinascimento e l’illuminismo francese, questo perché il nuovo menù alimentare introdotto dai francesi, prevedeva durante il pranzo, molte portate di piccole porzioni, per cui, ecco che si va a creare nuovi tipi di oggetti che accompagno i principali pasti.
L’illuminismo è passato alla storia come il periodo dei lumi, dove negli affollati caffè si passavano ore a discutere su ogni argomento, basati sulla ragione, sul confronto, sullo scambio di idee. Ecco che tazze, tazzine, piattini, teiere,ect fanno la comparsa sulle tavole, ma anche sui tavoli, tavolini di questi luoghi. La passione per le bevande quali la cioccolata ad esempio, fu un’altro motivo per cui si ebbe un’incremento nella produzione delle ceramiche, oltre al fatto che esse erano veramente oggetto di prestigio, e che, per ogni personaggio di alto rango, rappresentava qualcosa da possedere assolutamente.
Geminiano Cozzi è nato a Modena il 7 febbraio del 1728, si trasferisce a Venezia, e nel 1759 egli possedeva una fabbrica che lavorava al corallo, probabilmente fu grazie ad essa che fu in grado di investire nell’impresa del mercante Sassone Hewelcke, ma poco tempo dopo, la società fallisce, costringendo il mercante Sassone a ritornare nel suo paese d’origine. Cozzi invece continua per la sua strada delle manifatture di porcellana, per conto suo, e nel 1765 chiede ai “5 savi della mercanzia” un’organo istituito dal senato veneziano intorno al 1507, che si occupava dei vari aspetti del commercio, l’esenzione dei dazi doganali e la sovvenzione da parte dello stato per la sua attività.
La sua attività continua tranquillamente, salvo casi di liti con gli Antonibon, dove si accusavano di tutto, dallo spionaggio, sabotaggio, alla concorrenza sleale. Geminiano Cozzi morì più o meno tra il 1797 e il 1798.
Una volta entrati all’interno del Museo di Cà Rezzonico, dopo la “sala da ballo”, si giunge nella “sala dell’allegoria nuziale” dove potete ammirare stupendi capolavori, ed apprendere le nozioni storiche del personaggio principale della mostra e delle porcellane.
Nella sala dei pastelli, insieme ai bellissimi capolavori di Rosalba Carriera, potrete vedere nelle vetrinette, delle bellissime statuine, che rappresentano personaggi, quali: contadini, artigiani, o maschere delle commedie dell’arte, di piccole dimensioni. Sono molti belli da guardare, molto ben dettagliati. Addirittura potrete vedere una serie di statuine di nani, alcuni ripresi in posizione scherzose, o di prese in giro, alcune in pose erotiche, tutte che rappresentano i vari stati dell’animo umano: le sue gioie, le sue debolezze ect.
Nella stupenda sala del trono, potete ammirare una tavola imbandita ! La tavola è apparecchiata sopra una bellissima tovaglia in merletto di Burano del 18° secolo, ci sono piatti da portata,zuppiere, piatti di servizio tondi, ovali, raviere.. E’ tutto bellissimo !! Mancano le posate è vero, ma dovete sapere che all’epoca, ai banchetti, gli ospiti si portavano da casa le loro posate, contenute in specifici astucci.
E finalmente si giunge al Portego ! Al suo interno ci sono 12 vetrine con dentro di tutto: dalle stupende statuine cinesi che vengono rappresentate come nel lontano Catai, ai magnifici oggetti creati per degustare le bevande esotiche come la cioccolata, quindi il porta tè, le cafettiere, le zuccheriere, le teiere ect. In particolare, mi voglio soffermare su una vetrina in particolare che mi ha colpito molto, dove si possono vedere alcuni idoli orientali, simili al Budda, denominati “i sette Pagò” Anche qui le statuine vengono rappresentano come delle caricature, delle parodie, come ad esempio la divinità Pu-Tai, simbolo della felicità, della vita spensierata e dei piaceri…
Passato il Portego, si giunge alla fine del percorso, dove si possono ammirare nelle vetrine il bellissimo vasellame creato con il decoro Imari, nella città di Arita. La mostra comprende più di 600 pezzi, e non riesco ad illustrare in questa sede, tutte i singoli pezzi. Ma vi invito a venire nel Museo di Cà Rezzonico per scoprirli voi stessi ! Dopo di che, potete salire al secondo piano, per ammirare gli altri capolavori, presenti nella sala del clavicembalo, per ammirare, studiare, comparare gli altri pezzi già esistenti,che appartegono al giro “naturale” del Museo.

English Version

The era of the Porcelains

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Finally, in the beautiful Museum of Ca ‘Rezzonico there is an exhibition on Geminiano Cozzi porcelain. It ‘just started on March 19 and will end on July 12. The exhibition is wonderful, and is placed only on the first floor, to be more specific in the “allegory rooms Wedding”, “pastels room”, “throne room”, “Portego”, and “library”. However, we need clarification, because, although the show as I said is located on the first floor, on the second in the “hall of Clavicemballo”, there are in the showcases, other ceramic models, not by Cozzi, but by other artists, porcelains which were already present in the museum, some have been moved here, to make room for the high number of pieces in this beautiful exhibition.
The art of porcelain came to us from China, in fact, for a long time, was kept secret by the Chinese manufactures, and made his way in Europe in the second decade of the 18th century. The main protagonists of the history of porcelain in Italy were Giovanni Vezzi, which in 1720 began its production, the merchant Saxon Hewelcke, that in 1757, escaped from Meissen because of the Seven Years’ War. Geminiano Cozzi, the protagonist of this exhibition, and Giovanni Battista Antonibon.
The historical period must be placed during the Renaissance and the French Enlightenment, this, because the new food menu introduced by the French, provided during lunch, several courses of small portions, so, here you go to create new types of objects that accompany main meals.
The Enlightenment is known to history as the period of Enlightenment, where the people crowded the cafes spending hours discussing each topic, based on reason, on the comparison, the exchange of ideas. Here mugs, cups, saucers, teapots, ect make their appearance on the tables, but also on the tables, of these cafes. The passion for beverages such as chocolate, for example, was another reason why they increase the production of potteries, besides the fact that they were truly prestigious object, and that, for each character of high rank, they represented something to possess absolutely.
Geminiano Cozzi was born in Modena on February 7, 1728, he moved to Venice, and in 1759 he owned a factory that worked at the coral, probably it was thanks to it that he was able to invest in the enterprise of the Saxon merchant Hewelcke, but little time later, the company goes bankrupt, forcing the merchant Saxon to return to his country of origin. Cozzi instead continues on his way of porcelain factories, on his own, and in 1765 asked the “five wise men of merchandise” an organ established by the Venetian senate around 1507, which was in charge of the various aspects of trade, the exemption of customs duties and subsidies from the state for its activities.
His business quietly continues, except in cases of disputes with Antonibon, where he accused him of everything from espionage, sabotage, unfair competition. Geminiano Cozzi died more or less between 1797 and 1798.
Once inside the Museum of Cà Rezzonico, after the “ballroom”, we reach the “allegory wedding hall” where you can see amazing masterpieces and learn the historical notions of the main character of the show and his porcelain.
In the room of pastels, along with beautiful masterpieces by Rosalba Carriera, you will see in glass cases, some beautiful statues, representing figures, such as farmers, craftsmen, or masks of art comedies. Many are beautiful to look at, very well detailed. Even you will see a series of statues of dwarfs, some taken in jest position, or mockery, some in erotic poses, all of which represent the various states of the human soul: their joys, their weaknesses ect.
In the beautiful throne room, you can see a table spread! The table is set on a beautiful tablecloth of Burano lace of the 18th century, there are platters, tureens, serving dishes round, oval, raviere .. It ‘s all beautiful !! Missing cutlery is true, but you should know that at that time, at banquets, the guests were brought from home their cutlery, contained in specific cases.
And finally we come to the Portego! Inside there are 12 showcases with everything in it: from the beautiful Chinese figurines that are represented as in the distant Cathay, to the magnificent objects created to taste exotic drinks like chocolate, so the door tea, the cafettiere, the sugar bowls, teapots ect. In particular, I want to dwell on one particular showcase that has impressed me a lot, where you can see some oriental idols, like the Buddha, known as “the seven Pagò” figurines Here are represented as caricatures, parodies, such as the Pu-Tai divinity, symbol of happiness, the carefree life and the pleasures …
Past the Portego, you reach the end of the path, where you can admire the beautiful pottery in the windows created with Imari decoration, in the town of Arita. The exhibition includes more than 600 pieces, and I can not explain here, all the individual pieces. But I invite you to come to the Museum of Ca ‘Rezzonico to discover them yourself! After that, you can go up to the second floor, to see the other masterpieces, present in the hall of the harpsichord, to admire, study, comparing the other existing pieces, which belong to the “natural” tour of the Museum.