Sempre più nuove tecnologie museali

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Martedì 21 maggio presso il museo di arte Orientale a Ca’ Pesaro, si è tenuta la presentazione delle introduzioni di nuove tecnologie al servizio del museo. Oggi giorno, quasi tutti i musei fanno a gara per accaparrarsi le ultime novità in campo della tecnologia, nella speranza di attirare più visitatori. Ho intervistato una rappresentante delle Edge Company che era presente per la dimostrazione..

Il Museo d’Arte Orientale di Venezia presenta al suo interno una vasta raccolta d’arte giapponese feudale, specialmente del periodo Edo (1603-1868). Nelle sale dedicate al Giappone (perché chiaramente ci sono anche oggetti provenienti dalla Cina) si  possono ammirare le varie armi e armature da parata appartenute ai signori feudali e ai samurai del Periodo Edo, selle e staffe in lacca da parata, katane, lance, una portantina molto antica per le dame, dipinti su carta e seta, abiti molto graziosi decorati con stupendi ricami. Ci sono due sale dedicate a oggetti in lacca provenienti da corredi di nozze delle figlie di ricchi commercianti e feudatari, realizzati con la tecnica del makie, la lacca dorata impiegando polvere e lamine d’oro. Ci sono dei bellissimi strumenti musicali, pezzi artistici usati per l’esecuzione dei principali generi di musica tradizionale giapponese.

I pezzi appartengono prevalentemente al Periodo Edo (dal nome della capitale, Edo, oggi conosciuta come Tokyo) o  dall’era Tokugawa,  nome che deriva della casata dello shogun, in questo caso, uno dei più noti, che resse le sorti del paese per oltre 250 anni garantendo al paese un periodo di relativa pace, ma che ha sofferto per un isolamento quasi completo; non mancano le opere più antiche, come per esempio una coppia di statue lignee del periodo Kamakura (1185-1392) o lame del periodo Muromachi (1392-1568). La sezione dedicata alla Cina presenta giade e porcellane di diverse manifattura. Nella sezione rivolta all’Indonesia si trovano rari kris, tessuti batik e figure in cuoio del wayang, il teatro delle ombre indonesiano.

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I dispositivi realizzati dalla società The Edge Company  https://www.theedgecompany.net/  start-up innovativa e creatrice del sistema “Maestro”, sono stati concepiti per agevolare la visita a tutti i tipi di utenti museali: anche anziani, bambini, persone con abilità differenti o privi di un bagaglio culturale formato specialmente su una materia non semplice come la conoscenza dell’arte orientale. Un mondo totalmente diverso dal nostro.

La Dott.ssa Dalla Venezia della Edge Company, si è dimostrata molto gentile nel spiegarmi quanto avevano fatto per il museo, queste sono le sue parole: Sono state ideate 3 applicazioni realizzate per il Museo d’arte orientale di Venezia. Tre esperienze tutte riunite in un’unica APP che si può scaricare per vedere il museo in maniera più coinvolgente grazie alla realtà aumentata. Abbiamo realizzato un’applicazione che, con l’uso di un occhiale / visore Hololens, offre al visitatore un’esperienza totalmente coinvolgente, dove delle armature prendono vita e raccontano come sono state costruite, dando anche qualche informazione sulla storia / cultura giapponese. Le serie di armature dei samurai però avranno da discutere un po con un diavoletto birichino che le prende un po in giro (un oni, una specie di demone). La seconda esperienza offre a tutti la possibilità di vedere gli interni di una portantina per dama, che rimane sempre chiusa, chiaramente per motivi conservativi.  Qui c’è una voce che guida il visitatore a rivolgere lo sguardo tra i fini decori tradizionali. La terza esperienza, invece grazie alla realizzazione di una rete di intelligenza artificiale, spiega come sono costruiti e fa sentire come suonano gli strumenti musicali giapponesi, semplicemente puntando su di essi il proprio cellulare. Le esperienze sono state concepite e create per superare le disabilità più comuni, come la sordità, infatti le esperienze sono anche dotate di sottotitoli, e rendono il museo più coinvolgente, e consentono a tutti una migliore comprensione del patrimonio esposto.

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Le tecnologie pensate e realizzate dalla Edge Company per la realtà aumentata consentiranno al visitatore di scoprire le armature dei samurai divertendosi, e gli occhiali per la realtà virtuale consentiranno di esplorare l’interno della portantina giapponese. L’intelligenza artificiale, sempre inclusa nell’applicazione riconoscerà alcuni strumenti musicali giapponesi e permetterà loro di ascoltare le melodie.

Direi che è tutto semplicemente fantastico, ma veniamo di scoprire di più le nuove tecnologie menzionate: gli occhiali o visori Microsoft HoloLens sono dei visori per la realtà mista (realtà virtuale e realtà aumentata) che che al suo interno hanno dei componenti che portano alla creazione di ologrammi da sovrapporre agli oggetti reali. Un esempio di realtà aumentata mi viene dal classico videogioco Pokemon Go  e Ingress. Microsoft Hololens è per Microsoft quel che i Google Glass erano per Google: un dispositivo in grado di mediare la realtà che ci circonda, arricchendola di nuovi dettagli, affinché l’utente possa vivere una esperienza aumentata della realtà stessa.

Microsoft HoloLens è un HMD (Head-mounted display) che può essere definito una specie di computer indossabile sulla propria testa, e proprio come uno smart watch è indipendente, in quanto tutte le componenti sono al suo interno e non è necessaria la connessione a PC o smartphone. Nel visore sono inserite due lenti olografiche trasparenti in cui si proiettano le immagini. Su entrambi i lati, vicino alle orecchie, sono presenti dei mini altoparlanti per l’audio in 3D. Il dispositivo genera audio binaurale ed effetti spaziali, significa che, in base al movimento della testa, è possibile percepire la provenienza di un suono. Ne avevo già sentito parlare e l’ho pure visto, o meglio sentito in azione, tempo fa nel museo di Ca’ Rezzonico, dove il visitatore, indossava delle cuffie, e tramite un app, poteva ascoltare una conversazione di donna in 3d che lo invitava a ballare. A occhi chiusi, l’effetto che si prova è stupefacente !!

Per quanto riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale mi è stato detto che è stato applicato il procedimento del Deep Learning, la cui traduzione letterale significa apprendimento profondo, è una branca del Machine Learning (che letteralmente viene tradotto come apprendimento automatico) e indica quella parte dell’Intelligenza Artificiale che fa riferimento agli algoritmi ispirati alla struttura e alle funzioni del cervello chiamate reti neurali artificiali.

man wearing white virtual reality goggles
Photo by bruce mars on Pexels.com

L’uso dell’intelligenza artificiale, e quindi il metodo di Deep Learning, sono stati utilizzati in vari campi, come per esempio nella computer vision, nel riconoscimento automatico della lingua parlata, nell’elaborazione del linguaggio naturale, e nel riconoscimento audio. Con il Deep Learning vengono simulati i processi di apprendimento del cervello umano attraverso sistemi artificiali (le reti neurali artificiali, appunto) per insegnare alle macchine non solo ad apprendere autonomamente ma a farlo in modo più “profondo” come sa fare il nostro cervello.

Insomma, sembra che il museo di arte orientale abbia fatto un saggio investimento, su queste nuove tecnologie informatiche, che sono ancora allo stato sperimentale, ma che offrono molti interessanti spunti su come potrebbero essere usate in campo museale. Lo scopo di queste nuove tecnologie è quello di far imparare divertendosi,  e il museo di arte orientale di Venezia devo dire, è il più affascinante che ci sia !!

New Technologies for the museums !!

On Tuesday, May 21st, at the museum of Oriental art in Ca ’Pesaro, an introduction of new technologies for the museums was held. Today, almost all the museums compete to grab the latest technology gadget, hoping to attract more visitors. I interviewed a representative of the Edge Company who was present for the demonstration.

The Museum of Oriental Art in Venice has a vast collection of feudal Japanese art, especially from the Edo period (1603-1868). In the rooms dedicated to Japan (because there are also objects from China and from other eastern countries) one can admire the various weapons and armors for parade belonged to the feudal lords and samurai of the Edo period; saddles and brackets in parade lacquer, katanas, spears, a very old sedan chair for ladies, paintings on paper and silk, very pretty dresses decorated with beautiful embroideries. There are two rooms dedicated to objects in lacquer from wedding kits of the daughters of rich merchants and feudal lords, made with the “makie” technique, the golden lacquer using dust and gold foils. There are beautiful musical instruments, artistic pieces used for the performance of the main genres of traditional Japanese music.

The pieces belong mainly to the Edo Period (from the name of the capital, Edo, now known as Tokyo) or from the Tokugawa era, the name that derives from the lineage of the shogun, in this case, one of the best known, which held the fate of the country for over 250 years guaranteeing the country a period of relative peace, but which has suffered from almost complete isolation; there is so much to see, such as a pair of wooden statues from the Kamakura period (1185-1392) or blades from the Muromachi period (1392-1568). The section dedicated to China presents jades and porcelains of different manufacture. In the section devoted to Indonesia there are rare kris, batik fabrics and leather figures of the wayang, the Indonesian shadow theater.

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The devices made by the company: The Edge Company https://www.theedgecompany.net/en/  an innovative start-up and creator of the “Maestro” system, were designed to facilitate the visit to all types of museum users: even the elderly, children, people with different abilities or without a baggage cultural especially formed on a subject not as simple as the knowledge of oriental art. A world totally different from ours.

Dr. Dalla Venezia of the Edge Company, was very kind in explaining to me what they had done for the museum, these are her words: 3 applications have been designed for the Oriental Art Museum of Venice. Three experiences all brought together in a single APP that you can download to see the museum in a more engaging way thanks to augmented reality. We have created an application that, with the use of a Hololens glasses / viewer, offers the visitor a totally involving experience, where armor comes to life and tells how they were built, also giving some information on Japanese history / culture. The series of armor of the samurai, however, will have some discussion with a mischievous little devil who takes them around a bit (an oni, a kind of demon). The second experience offers everyone the chance to see the interiors of a sedan chair for checkers, which always remains closed, clearly for conservative reasons. Here is a voice that guides the visitor to look at the fine traditional decorations. The third experience, instead thanks to the creation of an artificial intelligence network, explains how they are built and makes them feel like Japanese musical instruments play, simply by pointing their mobile phone at them. Experiences have been conceived and created to overcome the most common disabilities, such as deafness, in fact the experiences are also equipped with subtitles, and make the museum more engaging, and allow everyone a better understanding of the heritage displayed.

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The technologies designed and created by the Edge Company for augmented reality will allow the visitor to discover the armor of the samurai while having fun, and the virtual reality glasses will allow you to explore the inside of the Japanese sedan chair. Artificial intelligence, always included in the application, will recognize some Japanese musical instruments and allow them to listen to melodies.

I would say that everything is simply fantastic, but let’s try to find out more about the new technologies mentioned: the Microsoft HoloLens glasses or viewers are visors for mixed reality (virtual reality and augmented reality) that inside have components that lead to creation of holograms to be superimposed on real objects. An example of augmented reality comes from the classic video game Pokemon Go and Ingress. Microsoft Hololens is for Microsoft what Google Glass was for Google: a device able to mediate the reality that surrounds us, enriching it with new details, so that the user can live an increased experience of reality itself.

Microsoft HoloLens is an HMD (Head-mounted display) that can be defined as a kind of wearable computer on one’s head, and just like a smart watch it is independent, as all the components are inside it and no PC connection is required. or smartphone. In the viewer are inserted two transparent holographic lenses in which the images are projected. On both sides, near the ears, there are mini speakers for 3D sound. The device generates binaural audio and spatial effects, meaning that, based on the movement of the head, it is possible to perceive the origin of a sound. I had already heard about it and I also saw it, or rather heard it in action, some time ago in the museum of Ca ‘Rezzonico, where the visitor, wearing headphones, and through an app, could listen to a conversation of a woman in 3d that the he invited them to dance. With your eyes closed, the effect you feel is amazing !!

As for the use of artificial intelligence, I was told that the Deep Learning process was applied, whose literal translation means deep learning, is a branch of Machine Learning (which is literally translated as machine learning) and indicates that part of Artificial Intelligence that refers to algorithms inspired by the structure and functions of the brain called artificial neural networks.

man wearing white virtual reality goggles
Photo by bruce mars on Pexels.com

The use of artificial intelligence, and therefore the Deep Learning method, has been used in various fields, such as computer vision, automatic recognition of spoken language, processing of natural language, and audio recognition. With the Deep Learning the learning processes of the human brain are simulated through artificial systems (artificial neural networks, in fact) to teach machines not only to learn independently but to do it in a “deeper” way as our brain knows how to do.

In short, it seems that the Oriental art museum has made a wise investment, on these new information technologies, which are still experimental, but which offer many interesting insights on how they could be used in the museum field. The purpose of these new technologies is to make people learn while having fun, and I must say that the Museum of Oriental Art in Venice is the most fascinating there is !!

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William Merritt Chase

Jpeg

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Alcuni giorni fa, sono andato a Cà Pesaro per visitare la nuova mostra su “William Merritt Chase, un pittore tra New York e Venezia”. William Merrit Chase è un pittore Americano vissuto tra il 1849 e il 1916, ed è considerato dagli storici dell’arte come un grande artista dell’impressionismo Americano.

La mostra si trova al secondo piano ed è suddivisa in 9 tematiche:

  • Il prodotto delle acque
  • Firenze e Venezia
  • La natura morta
  • Shinnecock Hills
  • Città e paesaggi Americani
  • L’intimità familiare
  • Ritratti femminili
  • Lo studio della 10 strada
  • Il giapponismo

Le opere presenti sono tante, e provengono da molte città americane quali : New York – National Accademy Museum, Boston – Museum of fine Arts, Chicago – Terra Foundation for American art, Pittsburgh –  carnegie Museum of art, Filadelfia – Pennsylvania Accademy of fine art, Providence – Rhode Island School of Design Museum of art, Richmond – Art Museum, e da altre parti del mondo come dagli Uffizi di Firenze, dal Museum of art di Toledo, dal Philbrook Museum of art di Tulsa ect.

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 Figlio di un commerciante che nel 1861 si trasferì con la famiglia a Indianapolis, egli dimostra subito un precoce interesse per l’arte e impara a disegnare per conto suo. Dopo un breve periodo svolto in Marina, gli insegnanti di Chase, i pittori B.F. Hays e Jacob Cox, gli suggeriscono di trasferirsi a New York per migliorare il suo percorso didatticco artistico. A New York nel 1869, per un periodo studia con Joseph Oriel Eaton e poi si iscrive al National Academy of Design dove diventa allievo dell’ artista francese Jean-Léon Gérôme.

Nel 1870, a causa di sfortunati eventi finanziari, la famiglia Chase è costretta a lasciare New York per St. Louis nel Missouri e William, ormai ventunenne, per aiutare a sostenere la famiglia pubblica i suoi primi dipinti.  Il talento di William Chase attrae l’interesse di ricchi collezionisti della città, che gli propongono un viaggio in Europa di due anni in modo tale che il giovane pittore li aiuti nell’acquisto di quadri di pittori europei per le loro collezioni.

In Europa Chase frequenta l’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera, che in quel periodo era meta preferita dagli artisti americani, dove studia  i suoi pittori preferiti Diego Velázquez e Frans Hals. Sempre a Monaco egli studia presso Alexander Von Wagner e  Karl von Piloty, mentre stringe amicizia con Walter Shirlaw, Frank Duveneck, Joseph Frank Currier e assieme a loro dipinge opere figurative.

Nel mese di gennaio 1876 presenta presso la Boston Art Club un ritratto dal titolo “Keying Up” – il Buffone di Corte e sempre in quel periodo vince una medaglia alla Philadelphia Centennial Exposition. Nel 1886, Chase sposa Alice Gerson e ha ben otto figli;

figli chase

comincia un periodo di grande produzione artistica, periodo in cui le due sue figlie maggiori faranno da modelle per lui. Tornato in America, William Chase è ormai un artista completo che usa con grande maestria i colori ad olio, l’acquarello, il pastello e l’incisione dipingendo tranquillamente figure umane, paesaggi, nature morte e soprattutto ritratti per cui diventa famoso.

Personaggio intrigante, Chase, si fa notare, oltre che per il suo talento, per la scelta di indumenti che ostenta nel vestire, per i suoi modi raffinati e per il suo studio stupendamente  decorato. Chase abbellisce lo studio con mobili raffinati, oggetti decorativi, uccelli impagliati, tappeti orientali, strumenti musicali ed esotici, facendolo diventare un punto d’incontro per la sofisticata gente del mondo dell’arte di New York City. Chase continua a ricevere riconoscimenti e premi sia in patria e all’estero, egli è diventato membro della National Academy of Design di New York e, per dieci anni, è Presidente della Society of American Artists.

Artista sofisticat0, stimato insegnante e rispettato padre di famiglia, fu costretto a chiudere lo studio-salotto di New York e venderlo all’asta, per far fronte alle troppe spese. Con l’aiuto di un mecenate, Chase fonda la Shinnecock Hills Summer School nel 1891 dove insegnerà fino al 1902. Con i suoi alunni Chase introduce il metodo di pittura all’aria aperta, come gli impressionisti francesi, e apre la Chase School of Art nel 1896, che diventa, due anni dopo, la New York School of Art dove egli rimane  come insegnante fino al 1907.

Appassionato dell’insegnamento Chase è stato professore presso la Pennsylvania Academy of Fine Arts 1896-1909; l’Art Students League 1878-1896 e di nuovo 1907-1911, e il Brooklyn Art Association nel 1887 e 1891-1896. Insieme con Robert Henri, suo concorrente in pittura, Chase è stato l’insegnante più importante degli artisti americani verso la fine del XX secolo, influenzando lo stile di una generazione. I numerosi dipinti dove ha ritratto sua moglie Alice e dei loro figli, sono i più famosi, a volte in ritratti individuali e altre volte in scene domestiche: la colazione in giardino, il relax nella casa estiva di Long Island, i bambini che giocano sul pavimento o tra le dune di sabbia di Shinnecock, i paesaggi di Prospect Park, Brooklyn e Central Park a New York. Le persone sono sempre in primo piano, i suoi paesaggi, le pose piacevoli, rilassate su una panchina del parco, stese in spiaggia o sdraiati nell’erba in estate a Shinnecock.

Shinnecock Hills

Opere che gli storici d’arte indicano come chiaro esempio di Impressionismo americano. . Chase è morto il 25 ottobre 1916 nella sua residenza di New York, ha dipinto ed insegnato fino a quasi alla sua morte in California. Oggi le sue opere sono esposte nei Musei più importanti negli Stati Uniti e oggi abbiamo l’opportunità di ammirarle nel bellissimo Museo di Ca Pesaro. Consiglio a tutti quanti di andare a vederla !! La mostra è stupenda, e avete anche gli altri piani da vedere che sono magnifici, il museo di Ca Pesaro è pieno di meraviglie da scoprire.

Clicca per vedere la linea temporale di William Meritt Chase


English Translation

Jpeg

Some days ago, I went to Cà Pesaro to visit the new exhibition “William Merritt Chase, a painter from New York and Venice.” William Merrit Chase was an American painter who lived between 1849 and 1916, and is considered by art historians as a great artist of Impressionism American.

The exhibition is located on the second floor and is divided into nine themes:

  • The Yeld of the waters
  • Florence and Venice
  • The still life
  • Shinnecock Hills
  • Cities and American landscape
  • Familiar intimacy
  • Female portraits
  • The tenth street studio
  • The Japonisme

The works are many, and they come from many American cities such as New York – National Academy Museum, Boston – Museum of Fine Arts, Chicago – Terra Foundation for American Art, Pittsburgh – Carnegie Museum of Art, Philadelphia – Pennsylvania Academy of fine art , Providence – Rhode Island School of Design Museum of Art, Richmond – Art Museum, and other parts of the world such as the Uffizi Gallery in Florence, the Museum of Art in Toledo, from Philbrook Museum of Art Tulsa ect.

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The son of a merchant who in 1861 moved with his family to Indianapolis, he immediately showed an early interest in art and learn to draw on his own. After a brief period held in the navy, teachers Chase, the B.F. painters Hays and Jacob Cox, suggest to him to move to New York to improve her artistic path. In New York in 1869, a period he studied with Joseph Oriel Eaton and then enrolled at the National Academy of Design, where he became a student of ‘French artist Jean-Léon Gérôme.

In 1870, due to unfortunate financial events, the Chase family is forced to leave New York for St. Louis in Missouri and William, now twenty-one, to help support the family publishes his first paintings. The William Chase talent attracts the interest of wealthy collectors of the city, which offer a trip to Europe for two years so that the young painter to help them in the purchase of European painters paintings for their collections.

In Europe Chase attended the Academy of Fine Arts in Monaco of Bavaria, which at the time was the preferred destination for American artists, where he studied his favorite painters Diego Velázquez and Frans Hals. Also in Monaco, he studied at Alexander von Wagner and Karl von Piloty, and befriended Walter Shirlaw, Frank Duveneck, Joseph Frank Currier and with them he painted figurative works.

In the month of January 1876 at the Boston Art Club presents a portrait titled “Keying Up” – The Court Jester, and in that same period he won a medal at the Philadelphia Centennial Exposition. In 1886, Chase married Alice Gerson and has eight children;

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It begins a period of great artistic production, a period when his two elder daughters will serve as models for him. Back in America, William Chase is now a complete artist who uses with great skill the colors to oil, watercolor, pastel and engraving depicting calmly human figures, landscapes, still lifes and portraits especially for wich he becomes famous.

Intriguing character, Chase, stands out not only for his talent, but also, for the choice of garments that he wore, for his refined manners and for its beautifully decorated studio. Chase beautifies the study with fine furniture, decorative objects, stuffed birds, oriental carpets, and exotic musical instruments, making it a meeting point for the sophisticated people of the art world of New York City. Chase continues to receive accolades and awards both at home and abroad, he became a member of the National Academy of Design in New York and, for ten years, he is President of the Society of American Artists.

Sophisticated artist, respected teacher and respected family man, he had to close the study-lounge in New York and sell it at auction, to cope with too many expenses. With the help of a patron, Chase founded the Shinnecock Hills Summer School in 1891 where he taught until 1902. With his pupils Chase introduces the method of painting in the open air, like the French impressionists, and opens the Chase School of Art in 1896, which became, two years later, the New York School of Art where he remains as a teacher until 1907.

Teaching was his passion,  Chase has been a professor at the Pennsylvania Academy of Fine Arts 1896-1909; the Art Students League 1878-1896 and again 1907-1911, and the Brooklyn Art Association in 1887 and 1891-1896. Along with Robert Henri, its competitor in painting, Chase was the most important teacher of American artists in the late twentieth century, influencing the style of a generation. The numerous paintings which portrayed his wife Alice and their children, are the most famous, sometimes in individual portraits and other times in the domestic scenes: breakfast in the garden, relax in the summer house on Long Island, children playing on the floor or among the sand dunes of Shinnecock, the landscapes of Prospect Park, Brooklyn and Central Park in New York. People are always in the foreground, its landscapes, the poses pleasant, relaxing on a park bench, stretched out on the beach or lying in the grass in the summer at Shinnecock.

Shinnecock Hills

Works that art historians indicate as a clear example of American Impressionism. . Chase died October 25, 1916 at his residence in New York, she painted and taught until almost his death in California. Today his works are exhibited in major museums in the US and today we have the opportunity to admire the beautiful Museum of Ca Pesaro. I advice anyone to go to see it !! The exibition it’s great, and you also have the other floors to visit. The Ca Pesaro Museum is full of wonders !!