Nuove concezioni di Architettura a Cà Pesaro !

For the English translation, please scroll down the page, thank you.

Jpeg

 

C’è una nuova mostra a Cà Pesaro, molto interessante, ad opera dell’architetto spagnolo Navarro Baldeweg, che si intitola “Anelli di uno Zodiaco”.

Artista e architetto spagnolo, ha studiato presso l’Accademia di Madrid, di San Fernando e alla Escuela técnica superior de arquitectura (1969) Tra le sue opere si ricordano: Casa della pioggia a Lierganes, Santander (197882); riconversione dei mulini di Murcia in museo e centro culturale (198488); uffici della giunta di Estremadura, Mérida (1991); Centro Espositivo e Palazzo dei congressi di Salamanca(198592); Centro civico e biblioteca Puerta de Toledo, Madrid (198592); cupola per il Palazzo dei congressi di Salamanca (198596); Centro Cultural a Villanueva de la Cañada a Madrid (199297); alcuni edifici universitari nel campus di Las Palmas (1991-1999); il Museo de las Cuevas de Altamira (1995-2000). Tra i suoi scritti si ricordano: La habitación vacante (1999). Nel 2000 è stato eletto accademico della Reale accademia di belle arti di san Fernando di Madrid.

Juan Navarro Baldeweg sviluppa una ricerca molto personale, libera, tesa a stabilire una relazione diretta con gli elementi primi dello spazio costruito e aperto: l’orizzonte, la luce, la gravità, la materia. L’idea dell’ “anello”, attorno alla quale ruota la mostra  promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia – è stata suggerita dal dipinto Lunas, che l’artista ha realizzato nel 1980. In questa tela, vengono rappresentate, su un fondo rosso, le posizioni relative della luna intorno a un sole invisibile nella notte e presente unicamente grazie al suo riflesso.

Girando per la mostra, mi sono ritrovato in mezzo a molti modellini di palazzi da lui concepiti e/o realizzati. Essendo sempre stato un appassionato di plastici, la mostra mi è piaciuta molto. Tuttavia, guardando questi modellini e le spiegazioni scritte, non posso far a meno di ricordare una vecchia mostra tenuta a Palazzo Fortuny, chiamata TRA di Axel Verrvordt, in cui si parlava dell’equazione aurea, e di come si possa applicare nelle diverse discipline artistiche, inclusa l’architettura. Infatti c’è stato chi ha provato a realizzare un palazzo seguendo certe regole matematiche.

E’ una mostra affascinante, intrigante, oserei dire. Lo stile dell’architetto Spagnolo ri elabora le 4 forze fisiche della natura in una nuova concezione, dando alla luce degli autentici capolavori.

Dal 26 Maggio al 7 Ottobre 2018 Venezia.

Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna
Santa Croce 2076, 30135 Venezia Tel. +39 041 721127

 

New concepts of Architecture in Cà Pesaro!

 

Jpeg

 

There is a new exhibition at Cà Pesaro, very interesting, by the Spanish architect Navarro Baldeweg, which is called “Rings of a Zodiac”.

Spanish artist and architect, he studied at the Academy of Madrid, San Fernando and the Escuela técnica superior de arquitectura (1969). Among his works we mention: Rain House in Lierganes, Santander (1978-82); reconversion of the Murcia mills in a museum and cultural center (1984-88); offices of the junta of Extremadura, Mérida (1991); Exhibition Center and Palace of Congresses of Salamanca (1985-92); Puerta de Toledo Civic Center and Library, Madrid (1985-92); dome for the Palace of Congresses of Salamanca (1985-96); Cultural Center at Villanueva de la Cañada in Madrid (1992-97); some university buildings on the Las Palmas campus (1991-1999); the Museo de las Cuevas de Altamira (1995-2000). His writings include: La habitación vacante (1999). In 2000 he was elected academic of the Royal Academy of Fine Arts of San Fernando in Madrid.

Juan Navarro Baldeweg develops a very personal, free research, aimed at establishing a direct relationship with the first elements of the built and open space: the horizon, the light, the gravity, the matter. The idea of ​​the “ring”, around which the exhibition promoted by the Venice Civic Museums Foundation revolves – has been suggested by the Lunas painting, which the artist created in 1980. In this canvas, they are represented on a red background , the relative positions of the moon around an invisible sun in the night and present only thanks to its reflection.

Going around the exhibition, I found myself among many models of buildings designed and / or built by him. Having always been a model enthusiast, I liked the show very much. However, looking at these models and the written explanations, I can not help but remember an old exhibition held at Palazzo Fortuny, called TRA by Axel Verrvordt, which spoke of the golden equation, and how it can be applied in the various artistic disciplines. , including architecture. In fact, there were those who tried to build a building following certain mathematical rules.

 

It’s a fascinating, intriguing show, I dare say. The Spanish architect’s style reworks the 4 physical forces of nature in a new conception, giving birth to authentic masterpieces.

From 26 May to 7 October 2018 Venice.

Ca ‘Pesaro – International Gallery of Modern Art
Santa Croce 2076, 30135 Venice Tel. +39 041 721127

 

Annunci

Madre Gaia approda a Venezia !

For the English translation, please scroll down the page, thank you.

Gaia
Gaia Dea della Terra

C’è una mostra che si estende tra tre musei: Palazzo Mocenigo, Casa di Carlo Goldoni e il Museo del vetro di Murano. Non sono stato in quest’ultimo, ma vi parlerò di quanto ho visto nei primi due. La mostra si intitola “Bifore Trifore Dorifore” realizzata dall’artista Resi Girardello.

Girardello è un’artista che lavora e ha studiato tra Venezia e Londra, i suoi lavori sono focalizzati su tematiche scientifiche, molto interessanti quali “la teoria di Gaia” concepita dalla scienziato brittanico James Lovelock, un chimico di tutto rispetto che ha ottenuto la laurea in una prestigiosa scuola di medicina di Londra e ha condotto numerose ricerche nell’Università di Yale, nel collegio di medicina di Baylor e poi ad Harward, negli Stati Uniti. Quindi il lavoro dell’artista proviene da teorie studiate da uno scienziato di tutto rispetto.

In un primo momento la teoria di Gaia, che altro non è che il nome del pianeta Terra, inteso come essere vivente (nome derivato da quello della divinità femminile greca, nota anche col nome di Gea), si basa sull’ipotesi che gli oceani, i mari, l’atmosfera, la crosta terrestre ect ect restano in condizioni ottimali alla presenza della vita, proprio grazie al comportamento e all’azione di tutti gli organismi viventi, sia vegetali e animali.

Gaia è pertanto un organismo vivente, dotato di un proprio metabolismo, che rischia di ammalarsi, come ogni essere vivente, a causa dei troppi danni causati dall’uomo, quali il surriscaldamento globale, il buco dello strato dell’ozono, l’inquinamento dell’aria, la deforestazione ect.

L’artista esplora questa tematica con le sue creazioni, con sculture in acciaio e filo di rame tessuto all’uncinetto, che sono distribuite nei tre musei (sopra menzionati) della Fondazione Civici di Venezia. La tecnica usata, è qualcosa che non ho mai visto prima, e mi ha colpito molto !! Le sue opere sono veramente dei capolavori, e meritano di esser visti !!

 DSCN0115  DSCN0124  DSCN0131
 DSCN0177 dscn0190.jpg  DSCN0198

Naturalmente, l’opera più spettacolare è senz’altro e quella raffigurante Gaia, al Portego del primo piano di Palazzo Mocenigo. Un’opera stupefacente !! Se ci si avvicina, si può osservare i contorni dei continenti ! Un’opera sensazionale !! Un’altra, invece è a piano terra del Museo di Casa di Carlo Goldoni, intitolata “Tigre contro Tigre”. L’opera riguardante la zanzara tigre, ci fa riflettere, sul fatto che, sebbene sia un insetto così piccolo, e insignificante, è considerato una minaccia di possibili future pandemie, ed è  portatore di malattie.

Una delle più belle mostre che io abbia mai visto, non vi dico altro, e invito tutti, ad andare a vederla, in tutte le sue sedi:

Palazzo Mocenigo
Santa Croce 1992, 30135 Venezia
Tel +39 041 721798
Casa di Carlo Goldoni
San Polo 2794, 30125 Venezia
T +39 041 2759325
Museo del Vetro
Fondamenta Giustinian 8, 30141 Murano
Tel +39 041 2434914

Mother Gaia arrives in Venice

Gaia

There is an exhibition that extends between three museums: Palazzo Mocenigo, Casa di Carlo Goldoni and the Museum of Glass of Murano. I have not been in the latter, but I will talk about what I saw in the first two. The exhibition is titled “Bifore Trifore Dorifore” created by the artist Resi Girardello.

Girardello is an artist who works and studied between Venice and London, her works are focused on scientific issues, very interesting such as “the theory of Gaia” conceived by the British scientist James Lovelock, a respected chemist who obtained his degree in a prestigious medical school in London and has conducted extensive research at the University of Yale, in the Baylor medical school and then in Harward, in the United States. So the artist’s work comes from theories studied by a well respected scientist.

At first the theory of Gaia, which is none other than the name of the planet Earth, understood as a living being (name derived from that of the Greek female deity, also known as the Gea), is based on the hypothesis that the oceans , the seas, the atmosphere, the terrestrial crust ect ect remain in optimal conditions in the presence of life, thanks to the behavior and action of all living organisms, both plant and animal.

Gaia is therefore a living organism, endowed with its own metabolism, which risks becoming ill, like any living being, due to the excessive damage caused by man, such as global warming, the hole in the ozone layer, the pollution of the ‘air, deforestation ect.

The artist explores this theme with his creations, with steel sculptures and crochet copper wire, which are distributed in the three museums (mentioned above) of the Civic Foundation of Venice. The technique used is something I’ve never seen before, and it really impressed me !! His works are truly masterpieces, and deserve to be seen !!

 DSCN0115  DSCN0124  DSCN0131
 DSCN0177 dscn0190.jpg  DSCN0198

Naturally, the most spectacular work is undoubtedly the one depicting Gaia, at the Portego on the first floor of Palazzo Mocenigo. An amazing work !! If you approach it, you can observe the contours of the continents! A sensational work !! Another one, instead, is on the ground floor of the House of Carlo Goldoni, entitled “Tiger vs Tiger”. The work concerning the tiger mosquito, makes us reflect on the fact that, although it is such a small insect, and insignificant, it is considered a threat to possible future pandemics, and is a carrier of diseases.
One of the most beautiful exhibitions I have ever seen, I will not say anything more, and I invite everyone to go and see it, in all its locations:

Palazzo Mocenigo
Santa Croce 1992, 30135 Venezia
Tel +39 041 721798
Casa di Carlo Goldoni
San Polo 2794, 30125 Venezia
T +39 041 2759325
Museo del Vetro
Fondamenta Giustinian 8, 30141 Murano
Tel +39 041 2434914

 

Biker per sempre !

For the english translation, please scroll down the page thank you.

Mostra di moto a Forte Marghera
Mostra di moto a Forte Marghera

Sono stato all’inaugurazione della mostra “Motocicletta” a Forte Marghera, dove si possono ammirare 41 pezzi tra moto, scooter, prototipi, e vere leggende del mondo biker ! In fin dei conti, una moto è come un’opera d’arte, e quindi sembra appropriato che la Fondazione Civici Musei di Venezia, abbia voluto aprire questa mostra, in questo luogo, ritrovo di giovani durante le serate estive.

Molte sono le  aree espositive:

  • Scooter
  • Heritage
  • In Africa
  • Ardite e raffinate
  • Elettrico
  • Le moto fondamentali

Harley_davidson_logo

Si possono vedere esemplari come “Harley-Davidson Softail Slim”, la “Vespa 946 red”, la “Moto Guzzi GP 500 8 cilindri” il “Piaggio Ciao”, la “Vespa Venice”, la “BMW R nine T Scambler”, la “Bohmerland” del 1926 e tantissime altre !!

 DSCN0208  DSCN0207  DSCN0201
 DSCN0210  DSCN0225  DSCN0220

La motocicletta, spesso anche chiamata moto, è un veicolo avente due ruote in linea, una davanti e una dietro,  provvisto di motore che  sviluppa una grande potenza e di un cambio manuale che, guidato da una persona, detto anche centauro, permette di muoversi autonomamente su strada o su altro terreno da solo o in compagnia di un altro passeggero. La motocicletta quindi si differenzia dagli altri veicoli a motore a due ruote per la presenza di ruote di grande diametro (generalmente 16, 17 o 18 pollici) e per il fatto che il serbatoio per il carburante è  situato tra la sella e il gruppo di sterzo, obbligando così  il motociclista a montare  a cavalcioni del mezzo.

L’invenzione della motocicletta viene fatta risalire all’ingegnere francese Louis-Guillaume Perreaux  nel 1869. Il primo esemplare a due ruote della storia era alimentata da un motore a vapore e successivamente qualche mese più tardi  venne aggiunto un telaio mono trave in acciaio, il suo creatore la chiamò: Vélocipede à Grande Vitesse”.

 La moto ha sempre rappresentato un mito specie a partire dagli anni 50, lo possiamo notare nel film “Il selvaggio” con Marlon Brando, nella serie televisiva “Happy days” e, molti altri…

Rappresenta la libertà, il sentirsi liberi, di andare in giro senza costrizioni, scadenze, solo la moto e la strada.  Questo stile di vita è nato quando si sono create le prime comunità bikers. Nate negli Stati Uniti d’America poco dopo il termine della seconda guerra mondiale e formate da persone che utilizzavano principalmente le Harley-Davidson o altri chopper,  vivevano una vita on-the-road, seguendo una filosofia basata sulla fratellanza, l’onore, il rispetto, lo spirito di corpo che unisce i membri dello stesso club motociclistico, e l’orgoglio di indossare i colori (o Back Patch) di un club (detto MC).

Il tempo passa , e il fenomeno della motocicletta contagia tutti, anche le donne ! Infatti troviamo numerose club di bikers al femminile:

Anche nel campo della musica, si è spesso dedicato delle canzoni alle moto, ma c’è chi si è spinto anche oltre come la batterista Roxy Petrucci della band musicale Vixen degli anni 90, si fece fare la postazione alla batteria, utilizzando una moto!

Exif_JPEG_PICTUREInvito tutti ad andare a vedere questa bellissima mostra. L’ingresso è gratuito. C’è la possibilità per chi vuole, di acquistare la shopper bag MUVE al prezzo simbolico di 3 euro, che si potrà poi riempire gratuitamente di tutti i libri e cataloghi sui Musei civici di Venezia che riuscirà a contenere !

Motocicletta – L’architettura della velocità

Forte Marghera – via Forte Marghera 30

30173 Venezia Mestre

Mar – Dom : 15.00 22.00 (chiuso il lunedì)

Ingresso libero : http://www.visitmuve.it/motocicletta

Bikers forever !

Mostra di moto a Forte Marghera

I was at the opening of the “Motocicletta” exhibition in Forte Marghera, where you can admire 41 pieces between motorcycles , scooters, prototypes, and true legends of the biker world! After all, a motorcycle is like a work of art, and therefore it seems appropriate that the Fondazione Civici Musei di Venezia wanted to open this exhibition, in this place, a meeting place for young people during the summer evenings.

There are many exhibit areas:

  • Scooter
  • Heritage
  • In Africa
  • Ardite and refined
  • Electric
  • Basic motorcycles

Harley_davidson_logo

You can see specimens like “Harley-Davidson Softail Slim”, the “Vespa 946 red”, the “Moto Guzzi GP 500 8 cylinder” the “Piaggio Ciao “, the” Vespa Venice “, the” BMW R nine T Scambler “, the” Bohmerland “of 1926 and many others !!

 DSCN0208  DSCN0207  DSCN0201
 DSCN0210  DSCN0225  DSCN0220

The motorcycle, is a vehicle with two wheels in line, one in front and one in the rear, equipped with a motor that develops a great power and a manual transmission that, guided by a person, also called centaur, allows he / she to move independently on the road or on other terrain alone or in the company of another passenger. The motorcycle therefore differs from other two-wheeled motor vehicles due to the presence of large diameter wheels (generally 16, 17 or 18 inches) and due to the fact that the fuel tank is located between the saddle and the steering assembly , thus forcing the rider to ride astride the vehicle.

The invention of the motorcycle is traced back to the French engineer Louis-Guillaume Perreaux in 1869. The first two-wheeled model in history was powered by a steam engine and a few months later a single steel girder frame was added, his creator called her: “Vélocipede à Grande Vitesse”.
The bike has always been a myth especially since the 50s, we can see them in the movies “The Wild” with Marlon Brando, in the television series “Happy Days” and many others …

The bike represents freedom, feeling free, going around without constraints, deadlines, just you, the bike and the road. This lifestyle was born when the first community bikers were created. Born in the United States of America shortly after the end of the Second World War and formed by people who mainly used the Harley-Davidson or other choppers, they lived an on-the-road life, following a philosophy based on brotherhood, honor, respect, the spirit of body that unites the members of the same motorcycle club, and the pride of wearing the colors (or Back Patch) of a club (called MC).

Time passes, and the phenomenon of motorcycles infects everyone, even women! In fact, we find many female bikers clubs:

Also in the field of music, songs have often been dedicated to motorcycles, but there are those who have gone even further as the drummer Roxy Petrucci of the 90s Vixen music band,  that had re designed her  battery station adding to it, a real motorcycle!

 

Exif_JPEG_PICTUREI invite everyone to go and see this beautiful exhibition. Admission is free. There is the possibility for those who want, to buy the MUVE shopper bag at the symbolic price of 3 euros, which can then be filled free of all the books and catalogs on the Civic Museums of Venice that will be able to contain!

 

 

Motocicletta – Speed ​​architecture

Forte Marghera – via Forte Marghera 30

30173 Venezia Mestre

Mar – Sun: 3 pm 10 pm (closed on Mondays)

Free admission: http://www.visitmuve.it/motocicletta

 

Giulia Lama a Cà Rezzonico

For the english translation, please scroll down the page, thank you.

Giulia_Lama_-_PiazzettaC’è una nuova mostra a Cà Rezzonico, molto interessante su Giulia Lama, un’artista che non tutti conoscono, e che merita di esser riscoperta.

Di lei, sapevo solo che c’era un suo quadro “Martirio di San Eurosia” al primo piano tra la sala della biblioteca e la sala del Tiepolo.  Quadro che ora fa parte della mostra insieme ai 11 bozzetti.  La vicenda del quadro narra che, Eurosia era la figlia del duca di Boemia, vissuta intorno alla fine del IX secolo, venne richiesta da papa Giovanni VIII come moglie per l’erede al trono di Aragona, in quel periodo, ultima difesa della cristianità contro i saraceni. La ragazza accettò e andò in Spagna; ma, appena varcati i Pirenei, lei e il gruppo con cui viaggiava furono attaccati da saraceni, ed Eurosia venne martirizzata, appena sedicenne, con il taglio di mani e piedi prima della decapitazione. Si dice che quando morì scoppiò un violento temporale che mise in fuga i saraceni. Da allora in Spagna si propagò il culto e la credenza nella sua protezione contro le bufere.

Da pochi giorni, è stata inaugurata nella sala degli arazzi, al primo piano, presso il museo di Cà Rezzonico, una mostra dedicata a lei. Al suo interno ci sono il quadro sopra menzionato e 11 bozzetti di nudi femminili, tutti molto interessanti.

Tuttavia, mi ha molto colpito la storia di questa pittrice, che si dice, fosse brava quanto la Rosalba Carriera, di cui, i suoi quadri a pastello, si possono vedere nella sala precedente, nella sala dell’alcova al secondo piano, sulla testiera del letto. E al terzo piano nella sala 10 della galleria Egidio Martini. Eppure non siamo in possesso di molti dati su di lei. Come mai ?

Sembrerebbe, che, nonostante fosse bravissima sia nella pittura, nella poesia, e nel ricamare, sia stata ostacolata, mal giudicata, e disprezzata, per motivi a me totalmente incomprensibili. Dicevano di lei che era talmente brutta, da non riuscire a trovare marito, dicevano che era ostinata, angosciata, depressa, sulla via della nevrosi. Ma non era così, anzi tutt’altro. Solo il Piazzetta ne parlava bene. Ella aveva osato, in una società difficile per quei tempi, ad essere autonoma, sia nella vita che nella professione. Era brava quanto i colleghi pittori maschi, solo che lei faceva dipinti, che tutti potessero guardare, nelle chiese, non nei salotti, per la vista di pochi.

Unica e sola figlia di Agostino e di Valentina dell’Avese, nata a Venezia il 1° ottobre del 1681, nella parrocchia di S. Maria Formosa e registrata con il nome di Giulia Elisabetta.  Sembra che abbia sempre abitato nella contrada natale, in calle Lunga, sino alla sua morte. Non risulta che fosse sposata, né che avesse figli. In giovane età studiò matematica, e questo farebbe supporre che un suo approccio alla pittura, avvenne più tardi.  Il padre non la scoraggio mai, anzi l’accolse nella bottega per fare esercizio. Morì a Venezia il 7 ottobre del 1747, per una febbre acuta con affetto cutaneo, che peggiorò.

Potete capirmi, come mi abbia intristito, questa storia, di una donna, che ha sempre combattuto contro i pregiudizi, l’invidia, la cattiveria, solo perché aveva osato essere diversa, essere autonoma, essere alla pari in una società con il paraocchi. Ecco perché penso, che quest’artista debba essere riscoperta, e invito tutti quanti, a visitare questa mostra a lei dedicata. Sebbene le opere siano poche, è il messaggio che si vuole lanciare, che è importante. E’ importante che questa grande donna, tutte le donne che vogliono affermarsi, e che non si arrendono di fronte a niente, non passino inosservate oggi, come allora.

Giulia Lama. Pittrice e poetessa 1681-1747

Dal 23 maggio al 3 settembre 2018
Ca’ Rezzonico Dorsoduro 3136, 30123 Venezia

Tel. +39 041 2410100

 

Giulia Lama exibition at Cà Rezzonico Museum !!

Giulia_Lama_-_Piazzetta

There is a new exhibition at Cà Rezzonico, very interesting, about Giulia Lama, an artist that not everyone knows, and that deserves to be rediscovered.

Of her, I only knew that there was a painting called “Martyrdom of San Eurosia” on the first floor between the library hall and the Tiepolo hall. Painting that  now is part of this exhibition, along with the 11 drawings. The story of the painting tells that, Eurosia was the daughter of the Duke of Bohemia, she lived around the end of the ninth century, and she was requested by Pope John VIII to become wife for the heir to the throne of Aragon, at that time, the last defense of Christianity against the Saracens. The girl accepted and went to Spain; but, as soon as they crossed the Pyrenees, she and the group she was traveling with were attacked by Saracens, she was martyred, barely sixteen, with her hands and feet cut before being beheaded. It is said that when he died, a violent storm broke out, causing the Saracens to flee. Since then in Spain the cult and belief in its protection against the storms has spread a lot among common people.

A few days ago, an exhibition dedicated to her was inaugurated in the tapestry room on the first floor of the Cà Rezzonico museum. Inside there are the above mentioned painting and 11 drawings of female nudes, all very interesting.

However, what impressed me the most, was Giulia Lama’s story, it has been said that was good as  as Rosalba Carriera was, whose pastel paintings can be seen in the previous room, in the alcove room on the second floor, on the headboard of bed. And on the third floor in room 10 of the Egidio Martini gallery. Yet we do not have much data on her. Why is that ?

It would seem that, despite being very good both in painting, in poetry, and in embroidering, she has been hampered, misjudged, and despised, for reasons totally incomprehensible to me. They said of her that she was so ugly, that she could not find an husband, they said she was stubborn, anguished, depressed, on the road to neurosis. But it was not like that, actually far from it. Only the Piazzetta talked about her so well. She had dared, in a society (difficult for those times), to be autonomous, both in life and profession. She was as good as her fellow male painters, only that she painted, what everyone could look, in churches, not in salons, for the sight of a few.

The only daughter of Agostino and Valentina dell’Avese, she was born in Venice on 1 October 1681, in the parish of S. Maria Formosa and registered with the name of Giulia Elisabetta. It seems that she has always lived in the native district, in Calle Lunga, until her death. It does not appear that she was married or had any children. At a young age she studied mathematics, and this would suggest that her approach to painting came in later time. The father never discouraged her, on the contrary he welcomed her into the shop to do some exercises. She died in Venice on 7 October 1747, due to an acute fever with cutaneous affection, which worsened, caused her demise.

You can understand me, why I was so saddened, by the story of this woman, who has always fought against prejudice, envy, wickedness, just because she dared to be different, to be independent, to be on a par with a society in the eye. That’s why I think, that this artist should be rediscovered, and I invite everyone, to visit this exhibition dedicated to her. Although the works are few, it is the message  which is important. It is important that this great woman, all women who want to establish themselves, and who do not give up on anything, do not go unnoticed today, as they did then.

Giulia Lama. Painter and poetess 1681-1747

From 23 May to 3 September 2018
Ca ‘Rezzonico Dorsoduro 3136, 30123 Venice

Tel. +39 041 2410100

Tantissime mostre a Palazzo Mocenigo !!

For the english translation, please scroll down the page, thank you.

2010_06_15_13_04_04

Non si era mai visto così tante mostre nello stesso periodo a Palazzo Mocenigo ! Di recente sono andato in quel bellissimo museo per turni di lavoro, e ho potuto constatare, che al suo interno, non c’è una sola mostra ma tre !!

Cercherò quindi di fare, in questo unico blog, la recensione di ognuna, e spero di non dilungarmi troppo, c’è così tanto da scrivere su ognuna di esse !

Il Museo di Palazzo Mocenigo, è uno dei mie musei preferiti: Oltre ad esser stato la residenza di una delle famiglia più importanti di Venezia, ora è un museo che ospita la sezione del tessuto e del profumo. La mostre attualmente visibili sono:

  • VENEZIA E L’ORIENTE. La collezione della Fondazione di Venezia
  • LA VITA IN ROSSO E BIANCO. Opere di Brigitte Bouquin-Sellès
  • Wheels on Waves di Andrea Stella

Al primo piano c’è la mostra Venezia e l’oriente: In un paio di stanze, sono stati collocati degli abiti di fattura orientale, sui manichini, a fianco di altri con i consueti costumi veneziani. Solo poco tempo fa, a piano terra c’era la mostra sui tessuti giapponesi “Katagami e Katazome (ormai finita) Adesso si può contemplare questi stupendi abiti e vedere come era diverso il modo di vestire nei paesi asiatici.

Sono un appassionato del paese del Sol Levante e della Cina, sopratutto per il periodo storico feudale, e sono contento che ci sia questa opportunità di vedere questi costumi da vicino. E’ veramente molto interessante ! La mostra, cominciata il 20 gennaio, terminerà il 26 agosto, e offre così un ampio margine di tempo per tutti quanti i turisti e non, che vorranno venire a vederla.

A piano terra, in angolo a sinistra, dove prima era collocata la mostra “Katagami e Katazome”, ora c’è la mostra di Brigitte bouguin Sellès “La vita in bianco e rosso “. Brigitte Bouquin Sellès è un’artista Francese nata nel sud della Francia, nella terra degli angioni, famosa per i suoi arazzi medievali e le fabbriche di tessuti.

L’artista annoda e tesse su grandi telai fatti in legno, A Trelazé, dove possiede uno studio, ella con stoffe e tessuti, reinventa, o concepisce in maniera nuova disegni e composizioni astratte, o di forme geometriche nuove e/o dimenticate.

In un’intervista l’artista francese ha dichiarato che il suo lavoro è mirato  a raccontare una o più storie, non importa quali siano le tecniche di lavoro che usa, è fondamentale che ci sia un collegamento diretto ed emotivo tra il pubblico e il suo lavoro. Con le sue opere, ella cerca di unire in un solo abbraccio il mondo intero, per liberarlo dalle sofferenze e dalle guerre che ancora lo affliggono.

Ecco qui sotto un video sull’artista francese dove si possono vedere alcune delle opere installate anche nella mostra presso Palazzo Mocenigo:

Sempre a piano terra subito all’ingresso del museo c’è la mostra “Wheels on Waves” di Andrea Stella. Una mostra realizzata per sensibilizzare la gente sull’importanza delle barriere architettoniche, e sui diritti delle persone con disabilità.

Andrea Stella era una persona come tante, nell’agosto del 2000 a 24 anni, neolaureato alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento, intraprende un viaggio  negli Stati Uniti. Una sera, mentre si trovava a Fort Lauderdale, in Florida, resta coinvolto in una sparatoria. Rimane ferito, e la sua vita non sarà più la stessa.  Dopo più di un mese di coma, la diagnosi è terribile: paraplegia agli arti inferiori. La vita di Andrea viene totalmente sconvolta. Torna in Italia, dove lo aspetta la sua quotidianità: la sua famiglia, gli amici e il suo grande amore per il mare. Sarà proprio questo amore per il mare che gli darà un forte impulso per rinascere.  Velista e grande appassionato della nautica, sogna di tornare a navigare.  Grazie al sostegno della sua famiglia, egli comincia  prima a costruire un catamarano accessibile a tutti, e poi, nel 2003, a fondare “Lo Spirito di Stella”, un’Onlus impegnata nella sensibilizzazione delle persone che hanno il suo stesso handicap e  dell’abbattimento delle barriere architettoniche.

Lo spirito di Stella è un catamarano multiscafo, progettato esplicitamente per ospitare persone in carrozzina. Con esso Andrea Stella ha effettuato un viaggio da Miami a Roma, passando per New York, per incontrare il Santo Padre, per dargli la “Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Lo scopo di quest’imbarcazione , è diffondere in tutto il mondo, dagli stati uniti all’europa, un messaggio di pace e di rispetto per le persone con disabilità e i loro diritti. Ma il suo viaggio non si ferma mai…

Per qualsiasi informazione sulle mostre attualmente allestite, visitate il sito ufficiale :

http://mocenigo.visitmuve.it

Museo di Palazzo Mocenigo Centro Studi di Storia del Tessuto

Santa Croce 1992,

30135 Venezia

Tel +39 041 721798

mocenigo@fmcvenezia.it

So many interesting exibitions at Mocenigo Palace !!

2010_06_15_13_04_04

I have never seen so many exhibitions at the same time at Palazzo Mocenigo, all at once! I recently went to that beautiful museum for my work shifts, and I was able to see that, there is not just one show but three!

There is so much to say about each one of these exibitions. I will try to do my best to describe them, without writing too much, I know, sometimes, I like to write for hours no end..

The Museum of Palazzo Mocenigo is one of my favorite: In addition to being the residence of one of the most important family in Venice, it is now a museum that houses the fabric and perfume section. The currently visible exhibits that you can see are:

  • Venice and the Orient. The collection of the Venice fondation
  • The life in red and White. works  by Brigitte Bouquin-Sellès
  • Wheels on Waves by Andrea Stella

On the first floor there is the exhibition “Venice and the East”: In a couple of rooms, clothes  on the oriental manifacture, have been placed on mannequins, alongside others with the usual Venetian costumes. Only recently, on the ground floor there was the exhibition about Japanese fabrics “Katagami and Katazome (now over) Now you can contemplate these beautiful clothes and see how different the way of dressing in Asian countries.

I am fond of the land of the Rising Sun and China, especially for the feudal period, and I am happy that, there is this opportunity to see these customs closely. It is really very interesting! The exhibition, which has began on 20 January, will end on 26 August, and thus offers ample time for all the tourists and non-tourists, who wish to come and see it.

On the ground floor, on the left corner,  where  the exhibition “Katagami and Katazome” was located, there is now an exhibition by Brigitte bouguin Sellès “The life in red and white”. Brigitte Bouquin Sellès is a French artist born in the south of France, in the land of the angioni, famous for its medieval tapestries and fabric factories.

The artist knots and weaves on large frames made of wood, In Trelazé, where she owns a studio, she works with fabrics, reinvents, or conceives new designs and abstract compositions, or new and / or forgotten geometric shapes.

In an interview, the French artist said that her work is aimed at telling one or more stories, no matter what the working techniques she uses, it is essential that there is a direct and emotional connection between the public and her work. With her works, she tries to unite in a single embrace the whole world, to free him from the sufferings and the wars that still afflict him.

Here is a video on the French artist where you can see some of the works installed also in the exhibition at Palazzo Mocenigo:

Also on the ground floor immediately at the entrance of the museum, there is the exhibition “Wheels on Waves” by Andrea Stella. An exhibition designed to sensitize people on the importance of architectural barriers, and on the rights of people with disabilities.

Andrea Stella was a person like many others, in August 2000 at the age of 24, a recent graduate from the Faculty of Law of the University of Trento, he embarked on a trip to the United States. One evening, while in Fort Lauderdale, Florida, he was involved in a shootout. He remains hurt, and his life will never be the same. After more than a month of coma, the diagnosis was terrible: paraplegia in the lower limbs. Andrea’s life is totally upset. He returns to Italy, where his daily life awaits him: his family, friends and his great love for the sea. It will be this love for the sea that will give him a strong impulse to  reborn. A sailor and a great lover of boating, he dreams of returning to sailing. Thanks to the support of his family, he first began to build a catamaran accessible to everyone, and then, in 2003, to found “Lo Spirito di Stella”, an exclusive charity dedicated to raising the awareness of people with the same handicap and breaking down of architectural barriers.

Stella’s spirit is a multi-hull catamaran, explicitly designed to accommodate people in wheelchairs. With it, Andrea Stella has made a trip from Miami to Rome, passing through New York, to meet the Holy Father, to give him the “United Nations Convention on the Rights of Persons with Disabilities.” The purpose of this boat is to spread throughout the world, from the United States to Europe, a message of peace and respect for people with disabilities and their rights, but its journey never stops …

 

For any information on the exhibitions currently set up, visit the official website:

http://mocenigo.visitmuve.it/en/home/

Museum of alazzo Mocenigo Study Centre of the History of Fabrics and Costumes

Santa Croce 1992

30135 Venezia

phone +39 041 721798

info@fmcvenezia.it

PRIMAVERA AL FORTUNY

 For the English Translation, please scroll down the page, thank you .

PRIMAVERA AL FORTUNY.jpg
Recensione della nuova mostra a Palazzo Fortuny

Finalmente ha riaperto il Palazzo Fortuny, con due stupende mostre che si estende da piano terra fino al secondo piano. A piano terra possiamo ammirare un tributo rivolto all’artista Zoran Music, mentre nei piani superiori è focalizzato un estratto della collezione di Giuseppe Merlini.

Come tutti sappiamo Zoran Music era un pittore e incisore sloveno. Mušič nacque nel villaggio di Boccavizza in Slovenia. Dopo aver terminato gli studi all’Accademia dell’Arte di Zagabria nel 1934, Mušič cominciò la sua carriera, viaggiano tra Madrid, Curzola, Maribor, e Lubiana prima di stabilirsi a Trieste e a Venezia (1943) dove sposa Ida Barbarigo Cadorin che considera per tutta la vita la sua unica musa ispiratrice.

Nel novembre 1944, durante la seconda guerra mondiale, fu deportato nel campo di concentramento di Dachau, dove riuscì a ritrarre segretamente la vita del campo in circostanze estremamente difficili e pericolose.  Ventiquattro sono i disegni di Mušič firmati e datati Dachau 1945, che testimoniano la vita e la morte nel campo di concentramento.

La cosa più interessante di questa mostra è la ricreazione perfetta della stanza del seminterrato della sua villa a Zollikon, che egli decorò per conto delle sorelle. Una stanza, che da sola è un’opera d’arte; oltre alle pitture presenti nell’intonaco, Zoran, disegnò i motivi sulle tende e sulla tovaglia. Anche i mobili seppur non realizzati da lui, sono però stati scelti dall’artista. Finalmente dopo tantissimi anni, questa stanza, è stata recuperata grazie all’artista Paolo Cadorin, che era suo cognato. Ora la possiamo ammirare all’interno di Palazzo Fortuny.

Al primo e secondo piano, possiamo ammirare la maestosa collezione di Giuseppe Merlini, una collezione che spazia varie correnti pittoriche di tutto il 900. Tanto per citare alcuni nomi, ci sono dei bellissimi dipinti di Renato Guttuso, Roberto Crippa, Bruno Munari, Lucio Fontana, Fausto Melotti, Turi Simetti, Vincenzo Agnetti, grandi artisti di cui, molti ne ho sentito parlare molto nelle trasmissioni d’arte su Arte TV.

La mostra prosegue al secondo piano, dove troviamo capolavori di Sergio Romiti, Giulio Turcato, Pompilio Mandelli, Enzo Cacciola, Valentino Vago, Claudio Olivieri, ect.

Sono rimasto molto impressionato sia dalla grande quantità di opere, sia dalla loro bellezza. Il primo e secondo piano, ospitano delle opere veramente straordinarie.

Consiglio a tutti, di andare a vedere queste bellissime mostre, ospitate in uno dei più bei musei di Venezia, non ve ne pentirete !!

primavera fortuny copy2.jpg

 

 

 

 

 

Spring at Fortuny Palace !

PRIMAVERA AL FORTUNY.jpg
Recensione della nuova mostra a Palazzo Fortuny

Finally the Palazzo Fortuny has reopened, with two wonderful exhibitions that extend from the ground floor to the second floor. On the ground floor we can admire a tribute to the artist Zoran Music, while in the upper floors we can see an extract from the collection of Giuseppe Merlini.

As we all know, Zoran Music was a Slovenian painter and engraver. Mušič was born in 1909, in the village of Boccavizza in Slovenia. After finishing his studies at the Zagreb Academy of Art in 1934, Mušič began his career, traveling between Madrid, Korčula, Maribor, and Ljubljana before settling in Trieste and Venice (1943) where he married Ida Barbarigo Cadorin, who considered his whole life his only inspiring muse.

In November 1944, during the Second World War, he was deported to the Dachau concentration camp, where he managed to secretly portray the life of the camp in extremely difficult and dangerous circumstances. Twenty-four are the drawings by Mušič signed and dated Dachau 1945, which testify the life and death in the concentration camp.

The most interesting thing about this exhibition is the perfect recreation of the basement room of his villa in Zollikon, which he decorated on behalf of the sisters. A room, which alone is a work of art; in addition to the paintings in the plaster, Zoran designed the patterns on the curtains and the tablecloth. Even the furniture, although not made by him, have however been chosen by the artist. Finally, after many years, this room has been recovered thanks to the artist Paolo Cadorin, who was his brother-in-law. Now we can admire it inside Fortuny Palace.

On the first and second floor, we can admire the majestic collection of Giuseppe Merlini, a collection that spans various painting currents from around the 900. Just to mention some names, there are some beautiful paintings by Renato Guttuso, Roberto Crippa, Bruno Munari, Lucio Fontana , Fausto Melotti, Turi Simetti, Vincenzo Agnetti, great artists of whom, many I have heard a lot in the art broadcasts on Arte TV.

The exhibition continues on the second floor, where we find masterpieces by Sergio Romiti, Giulio Turcato, Pompilio Mandelli, Enzo Cacciola, Valentino Vago, Claudio Olivieri, ect.

I was very impressed by both the large amount of works and their beauty. The first and second floors are home to truly extraordinary works.

I recommend everyone, to go and see these beautiful exhibitions, hosted in one of the most beautiful museums in Venice, you will not regret!

primavera fortuny copy2

 

Gino Rossi a Cà Pesaro

For the english translation, please scroll down the page thank you.

 

Mostra Gino rossi
Visita Cà Pesaro per documentarmi sulla mostra di Gino Rossi

A Cà Pesaro, al secondo piano, c’è una nuova mostra, dedicata ad un grande pittore Veneziano: Gino Rossi. Un’artista, che con le sue opere ha promosso la figura di questo museo, uno all’avanguardia di quei tempi, e ideatore di un nuovo genere di pittura che abbandonava le forme graziose, e ritraeva personaggi umili, gli ultimi, i reietti, e stupendi paesaggi della laguna veneta.

Gino Rossi nasce il 6 giugno del 1884 a Venezia, a San Samuele, i suoi studi avvengono tra il collegio degli Scolopi a Badia Fiesolana, e al Ginnaio Foscarini di Venezia. E’ nel 1907, che insieme al suo amico Arturo Martini, parte alla volta di Parigi, dove rimane affascinato dalla pittura di Gauguin, Van Gogh e Fauves. Oltre al suo soggiorno a Parigi, la sua permanenza in Bretagna concorre a maturare la sua concezione artistica.

Torna in Italia intorno al 1910 con alcune opere, tra cui la famosa “La fanciulla del fiore”. A Venezia conosce il giovane neo direttore di Cà Pesaro Nino Barbantini, dove comincia ad esporre alcune sue opere e a conoscere altri pittori che diventeranno suoi grandi amici: Pio Semeghini, Umberto Moggioli, Tullio Garbari, Diego Valeri e molti altri.

Purtroppo, nel 1916, Gino Rossi è chiamato alle armi, viene fatto prigioniero, e il periodo di prigionia che sconterà, lo cambierà profondamente, sin da sconvolgerlo talmente che verrà ricoverato al manicomio di Sant’Artemio di Treviso, fino alla sua morte nel 1947.

Tra le opere presenti nella mostra, risulta molto importante quello di “Marina – Dourarnenez” del 1910.  L’opera rappresenta un paesaggio, realizzato durante la sua permanenza nella regione francese della Bretagna, ed è fortemente influenzato  dalle tecniche pittoriche di Gauguin, e del gruppo di Pont-Aven; è questo dipinto che lo renderà uno dei pochi pittori italiani veramente aggiornato sul campo artistico europeo.

Un’altra interessante opera è “Testa di pescatore”, opera olio su tavola, realizzata tra il 1912-1913. Quello che colpisce dell’immagine di questo pescatore sono i suoi tratti facciali, così duri e malinconici, che testimoniano la dura lotta degli umili, degli ultimi per la sopravvivenza. Come pure un’altra opera, intitolata “Il bruto” realizzata nel 1913 su cartone ma applicata su una tela, che rappresenta sempre dei pescatori di Burano, isola dove lui ha vissuto per qualche tempo.  Guardando l’opera non si può che rimanere colpiti dalle rughe presenti sul volto scavato, segnato dal tempo e dalle fatiche, gli occhi sfuggenti, che hanno visto troppe sofferenze..

La mostra, è presente al secondo piano, e conta all’incirca una trentina di opere. Consiglio a tutti quanti, di andare a vederla, perché è molto interessante ! Confesso che mi hanno colpito molto i ritratti, ben curati nei dettagli, così impressionanti, così veri !

Ca’ Pesaro

Galleria Internazionale d’Arte Moderna

23 febbraio – 20 maggio 2018

Gino Rossi at Cà Pesaro Museum !

Gino rossi exibition
my visit to Cà Pesaro Museum, to study the new exibition !

At Cà Pesaro, on the second floor, there is a new exhibition, dedicated to a great Venetian painter: Gino Rossi. An artist, who with his works has promoted this museum, one, who was really at the forefront of those times, and he was the one who created a new kind of painting that abandoned the graceful forms, and portrayed humble characters, the last, the outcasts , and wonderful landscapes of the Venetian lagoon.

Gino Rossi was born on 6 June 1884 in Venice, in San Samuele, his studies took place between the college of the Scolopi at Badia Fiesolana, and at the Ginazzo Foscarini in Venice. In 1907, together with his friend Arturo Martini, he left for Paris, where he was fascinated by the painting of Gauguin, Van Gogh and Fauves. In addition to his staying in Paris, his staying in Brittany contributes to mature his artistic conception.

He returned in Italy around 1910 with some works, including the famous “The girl of the flower”. In Venice, he met the young new director of Cà Pesaro, Nino Barbantini; right there he began to exhibit some of his works and to meet other painters who will become his greatest friends: Pio Semeghini, Umberto Moggioli, Tullio Garbari, Diego Valeri and many others.

Unfortunately, in 1916, Gino Rossi is called to arms, he is taken prisoner, and the period of imprisonment  will change him so deeply, so much that he will be hospitalized to the asylum of Sant’Artemio di Treviso, until his death in 1947.

Among the works featured in this exhibition, there is one very important: “Marina – Dourarnenez” realized around 1910 . The work represents a landscape, realized during his stay in the French region of Brittany, and is strongly influenced by the painting techniques of Gauguin, and the Pont-Aven group; this is the painting which will make him one of the few Italian artists truly updated on the European artistic field of that time.

Another interesting work is “The fisherman’s head”, an oil on board work, realized between 1912-1913. What strikes of this image of this fisherman is his facial features, so hard and melancholy, that witness the hard struggle of the humble, the hard fighting for survival. And then, there is another important work, entitled “The brute” made in 1913 on cardboard but applied on a canvas, which represents again,  the fishermen of Burano, an island where he lived for some time. Looking at the work you can not help but be struck by the wrinkles on the face dug, marked by time and toils, the eyes so elusive, like, they have seen too much suffering.

The exhibition is on the second floor and has about thirty works. I advise everyone, to go and see it, because it’s very interesting! I confess that I was very impressed by the portraits, so detailed, so impressive, so true!

 

Ca ‘Pesaro

International Gallery of Modern Art

23 February – 20 May 2018