Maree, teatri e labirinti..

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Una nuova mostra è visibile al Museo di Ca’ Pesaro di Venezia, si intitola “GIOVANNI SOCCOL Metamorfosi della realtà in mito”. E’ stata inaugurata il 26 gennaio 2019 e durerà fino  al 22 aprile. La mostra è collocata al secondo piano e conta un numero di 13 opere.

L’artista si chiama Giovanni Soccol , nato a Venezia nel 1938. Inizia a dipingere nei primi anni Cinquanta, cominciando a frequentare l’atelier della pittrice Ilse Bernheimer, poi del pittore veneziano Gennaro Favai. L’influenza delle tecniche, degli insegnamenti, delle conoscenze, di questi artisti, vissuti tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, sarà per il giovane pittore un vero e proprio viaggio per il suo apprendistato, non solo tecnico, ma anche culturale.

Negli anni successivi inizia un lungo rapporto maestro-allievo con Guido Cadorin, che sarà per lui fondamentale per imparare le tecniche del mestiere. Nel 1964 espone nel Padiglione delle Arti Decorative alla XXXII Biennale d’Arte Contemporanea, aggiudicandosi il Premio del Ministero Industria e Commercio. Nel 1967 consegue la laurea con il massimo dei voti.

Durante gli anni Settanta Soccol si dedica, oltre che alla pittura, anche all’architettura di interni ed alla scenografia, sia per il teatro che per il cinema. Nel 1973 è art director del film Don’t look now per la regia di Nicholas Roeg.

Dalla metà degli anni Ottanta, dopo diverse esperienze nel campo della scenografia che lo vedono impegnato in diversi teatri, tra cui nel 1986 la Royal Opera di Stoccolma,  Soccol decide di concentrarsi unicamente nella pittura, in cui egli riversa la totalità delle esperienze fino allora acquisite.

Le tematiche da lui affrontate nel corso della sua carriera artistica, si possono vedere oggi in questa mostra, 13 opere che trattano i seguenti argomenti:

  • Maree
  • Teatri
  • Labirinti d’invenzione
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Poche opere, ma che mi sono piaciute molto, affascinanti i quadri dei teatri, che ricordano gli anfiteatri della Grecia antica, queste gradinate fatta a forma di semicerchio, vuoto, senza spettatori, senza artisti, ma illuminato dalla luce lunare, che a poco a poco, copre lo stage, e sullo sfondo, un meraviglioso cielo stellato.

Labirinti, costruzioni enigmatiche, che ricordano il famoso labirinto del Minotauro. Dove ci si addentra, non solo alla ricerca dell’uscita, ma anche di se stessi. Lo si percorre, un po alla cieca, ma la visione d’insieme, la soluzione, appare solo se lo si guarda dall’alto.

Maree, la luce esterna, forse la luce lunare, illumina le onde, che si infrangono sul bagnasciuga, e un imponente sfondo alle sue spalle ti colpisce. Al suo centro sembra comparire un pianeta, sembra quasi l’immagine della Terra vista dallo spazio, colpita dai raggi del sole. Un’immagine assolutamente stupenda !

Una mostra semplice, piccola, ma affascinante. Sono dei quadri, che ti soffermi a guardare per lunghi minuti, sembra quasi che li il tempo non esista. La visione di questi quadri ti avvolge, ti invitano a guardare oltre, riempiono i tuoi sensi. Non perdetevi questa mostra, è veramente bellissima !!

Copia di GIOVANNI SOCCOL Linkedin

Tides, theaters and labyrinths

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A new exhibition is visible at the Museum of Ca ‘Pesaro in Venice, titled “GIOVANNI SOCCOL Metamorphosis of reality in myth”. It was inaugurated on January 26, 2019 and will last until April 22nd. The exhibition is located on the second floor and has a number of 13 works.

The artist is called Giovanni Soccol, born in Venice in 1938. He began painting in the early fifties, beginning to attend the workshop of painter Ilse Bernheimer, then the Venetian painter Gennaro Favai. The influence of the techniques, teachings, knowledge, of these artists, who lived between the end of the nineteenth century and the first half of the twentieth century, will be for the young painter a real journey for his apprenticeship, not only technical, but also cultural.

In the following years he began a long master-student relationship with Guido Cadorin, which will be fundamental for him to learn the techniques of the trade. In 1964 he exhibited in the Pavilion of Decorative Arts at the XXXII Biennial of Contemporary Art, winning the Ministry of Industry and Commerce Award. In 1967 he graduated with honors.

During the seventies Soccol is dedicated not only to painting, but also to interior design and set design, both for theater and cinema. In 1973 he was art director of the film Do not look now directed by Nicholas Roeg.

Since the mid-eighties, after several experiences in the field of scenography that sees him engaged in several theaters, including in 1986 the Royal Opera in Stockholm, Soccol decides to focus solely on painting, in which he pours the totality of the experiences acquired since then .

The themes he dealt with during his artistic career can be seen today in this exhibition, 13 works that deal with the following topics:

  • tides
  • Theaters
  • Invention labyrinths
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A few works, but I liked them very much, fascinating the paintings of the theaters, which recall the amphitheater of ancient Greece, these staircases made in the form of a semicircle, empty, without spectators, without artists, but illuminated by the moonlight, that step by step, covers the stage, and in the background, a wonderful starry sky.

Labyrinths, enigmatic buildings, reminiscent of the famous labyrinth of the Minotaur. Where one enters, not only looking for the exit, but also for oneself. You follow it, a little blindly, but the overall vision, the solution, appears only if you look at it from above.

Tides, the external light, perhaps the moonlight, illuminates the waves, which break on the water’s edge, and an impressive background behind  that really impress you. At its center seems to appear a planet, it seems almost the image of the Earth seen from space, hit by the sun’s rays. An absolutely beautiful image!

A simple, small, but fascinating exhibition. They are paintings, that you stop to look for long minutes, it almost seems that time does not exist. The vision of these paintings envelops you, invite you to look beyond, fill your senses. Do not miss this exhibition, it’s really beautiful !!

Copia di GIOVANNI SOCCOL Linkedin

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Rovine a Palazzo Fortuny

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A Palazzo Fortuny c’è una nuova mostra che è stata inaugurata il 17 dicembre 2018 e durerà fino al 24 marzo 2019. La mostra si intitola “Futuruins” ed è stata realizzata in collaborazione tra La fondazione Civici musei di Venezia e il Museo Statale Ermitage di S. Pietroburgo.

La mostra con tutti i suoi pezzi, riempie tutti i 3 piani: piano terra, primo piano e secondo piano. Ma di cosa parla ?

Rovine, questo è il tema che viene proposto attraverso le varie opere di molti artisti. Le rovine, che noi pensiamo come ai resti di grandi civiltà decadute, che non esistono più, rovine del passato, eppure, le rovine fanno parte del nostro ciclo temporale. Se ci pensiamo, ogni società, ogni impero della storia, ha prodotto delle rovine. Viene pertanto ovvio pensare: causeremo anche noi a nostra volta, delle rovine, a cui i nostri successori, in un tempo lontano guarderanno con punto interrogativo ?

Rovine, che sono state create da eventi disastrosi o dalla mano dell’uomo.  Si pensi ai primi, ai disastri naturali come è accaduto alla città di Pompei, oppure agli eventi mitologici il diluvio universale, o la distruzione di Sodoma e Gomorra. Mentre per i secondi, basta guardare una foto dell’immane tragedia della distruzione delle torri gemelle di New York o del terremoto di Amatrice.

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Ma in queste terribili immagini, seppure fanno parte della mostra, possiamo dire che non sono rovine, ma cumuli di macerie, e c’è differenza tra questi due termini. Rovine, lascia intendere che c’è qualcosa che ancora è rimasto della costruzione originaria, mentre la seconda, significa che non è rimasto niente.

Ma le macerie sono anche cumuli di pietre, e proprio nelle pietre, troviamo dei riferimenti nelle opere presenti nella mostra. Dai cataclismi che creano rovine, viene poi il tempo della ricostruzione, della rinascita. Dopo il diluvio universale si narra che Deucalione e Pirra danno vita alla nuova umanità, lanciando dietro le spalle delle pietre, che diventano uomini e donne. Altri esempi sulle pietre vengono descritte in questa mostra,  com le immagini di Medusa che con lo sguardo pietrificava le sue vittime, oppure della leggenda di Orfeo ed Euridice, dove il mito narra che quando Orfeo esce dagli inferi, incautamente si volta verso la sua amata che si trasforma in pietra ? Nei tempi antichi si credeva che gli Dei fossero nelle pietre, non fu Afrodite che animò la statua che aveva scolpito Pigmalione, re di Cipro ? Statue, templi,  pietre, rovine…

Molto raramente una mostra mi ha fatto riflettere come questa. Futuruins offre parecchi messaggi su molti livelli, infatti, in fondo al Portego del primo piano, a destra, c’è una sala dove viene proiettato un filmato. Le rovine non sono fatte solo di pietre, ma sono anche dentro di noi, il filmato in questione parla degli hikikomori, che significa in giapponese “stare in disparte, isolarsi”, dalle parole hiku “tirare” e komoru “ritirarsi”) è una parola giapponese usata per descrivere coloro che hanno scelto di ritirarsi dalla vita sociale, spesso cercando livelli estremi di isolamento e confinamento. Tali scelte sono dovute da fattori personali e sociali di varia genere. Tra questi la situazione del contesto familiare in Giappone, marcato dalla mancanza di una figura paterna e da un’eccessiva iperprotettività materna, la grande pressione della società giapponese verso auto-realizzazione e il successo personale, cui l’individuo viene sottoposto fin da giovane. Quindi con l’auto isolamento, stando sempre dentro, e non frequentando mai il mondo esterno, diventiamo noi stessi delle rovine di quello che eravamo un tempo. Tristemente, ormai non è più un fenomeno legato al Giappone. Si registrano casi anche in America e in Europa.

Futuruins è una mostra piena di bellissime stupefacenti opere, ecco alcune che mi sono piaciute un sacco !!

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Un’immagine di Robert Gligorov, intitolato “boom” che assomiglia molto ad un fungo nucleare, ma che molto probabilmente, è una nuvola generata dall’eruzione di un vulcano. La seconda invece è un opera di Giacomo Costa, che si intitola “Acqua n° 10″un’opera che veramente lascia senza fiato ! Sembra di vedere un frammento di un possibile nostro futuro: rovine del nostro mondo, in fondo all’acqua, forse causato dai vari mutamenti climatici, a cui stiamo lentamente andando incontro.

Credetemi, Futuruins, è veramente una mostra molto interessante, non perdetela !

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Ruins at Fortuny Museum in Venice !

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At Palazzo Fortuny there is a new exhibition that was inaugurated on December 17, 2018 and will last until March 24, 2019. The exhibition is titled “Futuruins” and was made in collaboration between The Civic Museums Foundation of Venice and the State Hermitage Museum of St. Petersburg.

The exhibition with all its pieces, fills all 3 floors: ground floor, first floor and second floor. what is it about?

Ruins, this is the theme that is proposed through the various works of many artists. The ruins, which we think of as the remains of great fallen civilizations, which no longer exist; ruins of the past, yet the ruins are part of our time cycle. If we think about it, every society, every empire of history, has produced ruins. It is therefore obvious to think: will we also cause ourselves, in our turn, ruins, to which our successors, in a distant time, will look with a question mark?

Ruins, which were created by disastrous events or by the hand of man. Think of the former, the natural disasters as happened to the city of Pompeii, or the mythological events such as the universal flood, or the destruction of Sodom and Gomorrah. While for the latter, just look at a picture of the huge tragedy of the destruction of the twin towers of New York or the earthquake of Amatrice.

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But in these terrible images, even if they are part of the exhibition, we can say that they are not ruins, but heaps of rubble, and there is a difference between these two terms. Ruins, suggests that there is still something left of the original construction, while the latter means that nothing is left.

But the rubble are heaps of stones, and right in the stones, we find references in the works in this exhibition. From the cataclysms that create ruins, then comes the time of reconstruction, of rebirth. After the universal flood it is said that Deucalione and Pirra gave life to the new humanity, throwing behind the shoulders some stones, which become men and women. Other examples on the stones are described in this exhibition, the many images of Medusa that with her look  petrified her victims, and what about Orpheus and Eurydice, where the myth tells that when Orpheus comes out of the underworld, recklessly turns to his beloved who turns into stone? In ancient times it was believed that the gods were in the stones, it was not Aphrodite that animated the statue that had carved Pygmalion, king of Cyprus? Statues, temples, stones, ruins …

Very rarely an exhibition made me think like this. Futuruins offers several messages on many levels, in fact, near the end of the first floor, on the right, there is a room where a film is projected. The ruins are not made only of stones, but they are also within us, the film in question talks about the hikikomori, which means in Japanese “stand aside, isolate yourself”, from the words hiku “pull” and komoru “withdraw”) is a Japanese word used to describe those who chose to retire from social life, often seeking extreme levels of isolation and confinement. These choices are due to personal and social factors of various kinds. Among these the situation of the family in Japan, marked by the lack of a father figure and excessive maternal overprotectiveness, the great pressure of Japanese society towards self-realization and personal success, to which the individual is subjected from a young age. So with self-isolation, always staying inside, and never dating the outside world, we become ourselves the ruins of what we once were. Sadly, it is no longer a phenomenon related to Japan. Cases are also reported in America and Europe.

Futuruins is an exhibition full of beautiful amazing works, here are some that I liked a lot !!

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An image of Robert Gligorov, entitled “boom” that looks very much like a nuclear mushroom, but most likely, it is a cloud generated by the eruption of a volcano. The second one is a work by Giacomo Costa, which is titled “Acqua n ° 10” a work that truly leaves you breathless! It seems to see a fragment of a possible future: ruins of our world, at the bottom of the water, perhaps caused by the various climate change, which we are slowly going towards.

Believe me, Futuruins, it’s really a very interesting show, do not miss it!

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4444 Acqua e Fuoco

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A Ca’ Rezzonico, museo del settecento veneziano, approda una nuova mostra, dal titolo “4444 Acqua e Fuoco”. Una mostra realizzata in collaborazione tra il Consiglio Regionale del Veneto e la Fondazione Musei Civici di Venezia.

Le opere dei due scultori Marco Martalar e Toni Venzo, sono distribuite non solo nella sala del Portego al primo piano di Ca’ Rezzonico e nel l’androne del piano terra, ma anche a Palazzo Ferro Fini. Io vi parlerò delle opere presenti a Ca Rezzonico.

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Le opere sono disposte a coppie nel salone del portego al primo piano, da una parte ci sono le opere in legno chiaro che rappresentano l’acqua, mentre quelle sull’altro lato, in legno scuro rappresentano il fuoco. A piano terra, invece vengono rappresentate le zattere, che percorso la via d’acqua, arrivano a Venezia, proprio come una volta accadeva con il legno.

Questa mostra al suo interno, coglie diversi messaggi su diversi livelli. In primis, questa mostra è un omaggio alla natura, a quei boschi vittime del disastro naturale di fine ottobre e novembre scorso, più di 100 mila ettari di bosco che sono stati spazzati via dal maltempo. Un messaggio che ci ricorda la nostra fragilità, e di quanto sia importante il legame che unisce l’uomo al suo ambiente.

Le sculture in legno chiaro, presentano delle linee che ricordano le onde del mare, ognuna diversa dall’altra, e ci mostra, come una volta il legno veniva trasportato a valle. In questo caso un viaggio dall’altopiano dei sette comuni e il territorio della valle del brenta, due territori legati fin dai tempi antichi dai 4444 scalini della Calà del Sasso, la gradinata più lunga d’Italia, (che da il nome a questa mostra), un opera architettonica straordinaria, fu’ costruita alla fine del XIVº secolo per poter condurre il legname da Asiago a Valstagna in modo alternativo e non da Gallio e Foza, paesi che pretendevano delle tasse pesanti.

Quando si attraversa la sala del portego, in mezzo alle coppie di opere, si ha l’impressione di camminare in un viale alberato, che fanno pensare ai due elementi opposti: Ying e Yang

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Luce e oscurità, bianco e nero, acqua e fuoco. anche se a dirla tutta, sono presenti tutti gli elementi della natura in queste opere: legno, acqua, fuoco, aria. E’ una mostra molto suggestiva, io sono rimasto particolarmente impressionato dalla bravura che lo scultore ha usato nel scolpire le opere col legno bruciato. E’ una tecnica non facile, e che non avevo mai visto prima.

Ca’ Rezzonico non smette mai di stupirti, quando pensi di aver visto tutto, ecco che ti propone qualcosa di nuovo ! Invito tutti a venire a vedere questa mostra, vi offrirà una visione, e una prospettiva un po diversa ! Vi aspettiamo !!

4444  Water and fire at Ca’ Rezzonico Museum !

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At Ca ‘Rezzonico, a museum of the eighteenth century in Venice, a new exhibition has arrived, entitled “4444 Water and Fire”. An exhibition created in collaboration between the Veneto Regional Council and the Venice Civic Museums Foundation.

The works of the two sculptors Marco Martalar and Toni Venzo are distributed not only in the Portego room on the first floor of Ca ‘Rezzonico and in the entrance hall on the ground floor, but also in Palazzo Ferro Fini. I will speak to you about the works in Ca Rezzonico.

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The works are arranged in pairs in the salon of the portego on the first floor, on one side there are the light wood works which represent the water, while those on the other side, in dark wood represent the fire. On the ground floor, instead, are represented the rafts, which along the waterway, arrive in Venice, just as once happened with wood.

This exhibition inside, captures different messages on different levels. First of all, this exhibition is a tribute to nature, to those woods, fallen victims of the natural disaster of late October and November, more than 100 thousand hectares of forest that have been swept away by the bad weather. A message that reminds us of our fragility, and how important is the bond that unites man with the environment.

The sculptures in light wood, have lines that recall the waves of the sea, each one different from the other, and shows us, as once the wood was transported downstream. In this case, a trip from the plateau of the seven municipalities and the territory of the Brenta valley, two territories linked since ancient times by the 4444 steps of the Calà del Sasso, the longest steps in Italy, (which gives the name to this exhibition ), an extraordinary architectural work, which was built at the end of the 14th century to bring down the trees from Asiago to Valstagna in an alternative way, and not from Gallio and Foza,  because those countries demanded heavy taxes at that time.

When you cross the portego hall, between the pairs of works, you have the feeling of walking in a tree-lined avenue, which suggests the two opposite elements: Ying and Yang

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Light and darkness, black and white, water and fire. even if to me, there are all the elements of nature in these works: wood, water, fire, air. It ‘a very incredible exhibition, I was particularly impressed by the skill that the artist used in sculpting the works with burnt wood. It is not an easy technique, and I had never seen it before.

Ca ‘Rezzonico never ceases to amaze you, when you think you have seen everything, here it offers you something new! I invite everyone to come and see this exhibition, it will offer you a vision, and a somewhat different perspective! We are waiting for you !!

Ermitage a Mestre !

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Di recente sono stato al Centro Culturale Candiani di Mestre per vedere la nuova mostra intitolata “VENEZIA E SAN PIETROBURGO. Artisti, principi e mercanti”, una mostra, che come si capisce dal titolo è stata realizzata in collaborazione tra la Fondazione Civici Musei di Venezia e il Museo Ermitage di San Pietroburgo in Russia.

E’ una mostra unica e irripetibile, e quindi, come perdere questa occasione, di vedere dei capolavori mai visti prima !  La mostra ci offre dei dipinti che spaziano dal Cinquecento al settecento, veri capolavori con nomi molto noti come Luca Carlevarijs, Canaletto, Bernardo Bellotto, Pietro Longhi, Gianbattista Tiepolo, Sebastiano Ricci. Alcuni quadri poi me li ritrovo, in quanto sono di provenienza del bellissimo museo di Ca’ Rezzonico di Venezia.

Molti sono i quadri che mi colpiscono, come ad esempio “Venere e Marte” di Paris Bordon, o il ritratto di “Alvise Garzoni” di Pietro Della Vecchia, o “Baccanale” di Sebastiano Ricci, ma sono sincero nel dire che mi hanno molto appassionato i disegni / progetti di Giacomo Quarenghi , un architetto e pittore della provincia di Bergamo che nel 1779, fu accolto a corte di Caterina II di Russia, che essendo un’appassionata dello stile neoclassico, sognava di ricreare una seconda Roma. Fu così che divenne il suo architetto ufficiale, e molte furono le sue opere, tra cui : la costruzione del teatro Bol’soj, della banca di stato di San Pietroburgo, la casa di campagna del principe Kovrokin, l’Accademia Russa delle Scienze, l’Istituto Smolny per le fanciulle nobili e tanti altri.

Tra le tante opere presenti nella mostra,  troviamo alcuni disegni di Pietro Antonio Novelli, illustratore di libri, che era un vero artista nel disegnare, si dice infatti che egli si trovava più a suo agio con la penna che con i pennelli, e non c’è che dire, i suoi disegni sono bellissimi, ad esempio quello che raffigura “Santa Brigida” oppure “l’allegoria di Venezia, patrona delle arti e delle scienze”, oppure ancora, “Venezia che riceve l’omaggio dell’astronomia”.

E’ una mostra molto interessante, che mi ha proprio soddisfatto, e ad essere sincero, quasi quasi sono tentato di andare a vedere per una seconda volta. Questa mostra è una vera opportunità, quando mai si ripeterà l’occasione di vedere i capolavori dell’Ermitage ? Il Centro Culturale Candiani assieme al M9, stanno diventando sempre più luoghi di approfondimento culturale, diventando un’alternativa alla bellissima città di Venezia.

VENEZIA E SAN PIETROBURGO. Artisti, principi e mercanti twitter

New exhibition at Candiani Cultural Centre in Mestre !

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Recently I was at the Candiani Cultural Center in Mestre to see the new exhibition entitled “VENICE AND SAINT PETERSBURG Artists, princes and merchants”, an exhibition, which as we understand from the title was made in collaboration between the Civic Museums Foundation of Venice and the Hermitage Museum of St. Petersburg in Russia.

It ‘a unique and unrepeatable exhibition, how may I lose this opportunity, to see masterpieces I never seen before! The exhibition offers us paintings ranging from the sixteenth to the eighteenth century, real masterpieces with well-known names such as Luca Carlevarijs, Canaletto, Bernardo Bellotto, Pietro Longhi, Gianbattista Tiepolo, Sebastiano Ricci. Some paintings I have already seen, since they come from the beautiful Ca ‘Rezzonico museum in Venice.

There are many paintings that impressed me much, such as “Venus and Mars” by Paris Bordon, or the portrait of “Alvise Garzoni” by Pietro Della Vecchia, or “Baccanale” by Sebastiano Ricci, but I am sincere in saying I really was in love with the drawings / projects by Giacomo Quarenghi, an architect and painter from the province of Bergamo who in 1779 was welcomed to the court of Catherine II of Russia, who, being so fond of the neoclassical style, dreamed of recreating a second Rome. That was how he became his official architect, many were his works, including: the construction of the Bolshoi theater, the state bank of St. Petersburg, the country house of Prince Kovrokin, the Russian Academy of Sciences, the Smolny Institute for noble girls and many others.

Among the many works in the exhibition, we find some drawings by Pietro Antonio Novelli, illustrator of books, who was really good in drawing, in fact, it is said that he was more at ease with the pen than with brushes, and really,  his drawings are beautiful, such as the one that depicts “Santa Brigida” or “the allegory of Venice, patron of arts and sciences”, or even, “Venice receiving the homage of astronomy” .

It’s a very interesting show, which has really satisfied me, and to be honest, I’m almost  tempted to go and see for a second time. This exhibition is a real opportunity, when will have again the opportunity to see the Hermitage masterpieces? The Cultural Center Candiani together with the M9 Museum, are becoming more and more places of cultural deepening, becoming an alternative to the beautiful city of Venice.

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Diventa Giacomo Casanova !

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giacomo-casanova2Non molto tempo fa sono andato a vedere il museo di Giacomo Casanova di Venezia. In questo articolo vi illustro i motivi per cui vale la pena di visitarlo ! Se si nomina il nome di Giacomo Casanova, subito tutti pensano a lui come il più grande seduttore della storia, ma lui è stato anche avventuriero, scrittore, poeta, alchimista, diplomatico, filosofo, e agente segreto per conto della Serenissima. Un’altro dettaglio molto importante e famoso che ricordiamo di lui,  è stata la memorabile fuga dalle carceri di Palazzo Ducale: I piombi. 

Giacomo Casanova, aveva molti talenti, e grazie a questi e al fatto che si unì alla massoneria, fu in grado di viaggiare per l’Europa, e  di conoscere personaggi molto importanti.  Tramite la massoneria, conobbe Jean-Jasques Rousseau, Voltarie, Madame de Pompadour, Wolfang Amadeus Mozart, Benjamin franklin, Caterina II di Russia, Federico II di Prussia e altri.

 

Ci furono molte persone influenti che gli permisero di vivere in maniera agiata, tra tutti il patrizio veneziano Matteo Bragadin, che fu soccorso da Casanova, durante un malore. Convinto che lui gli avesse salvato la vita, lo prese sotto la sua protezione. Ma ci furono altri, come la marchesa D’Urfé, nobildonna ricchissima, intrigata dalle doti di Casanova e dalla sua conoscenza di rituali magici.

La sua fuga dai piombi è leggendaria: passò dalla cella alle soffitte, attraverso un buco nel soffitto scavato con un compagno di prigionia, il frate Marino Balbi. Riuscirono a raggiungere il tetto e da li si calarono all’interno del palazzo da un abbaino.  Girovagavano per le stanze, fino a che, furono notati da un passante, che li scambio per degli ospiti rimasti chiusi dentro. Costui chiamò un’addetto di Palazzo per fargli aprire il portone, garantendo loro la fuga.

Ebbene, se il personaggio di Casanova vi affascina così tanto, sappiate che a Venezia in Calle de la Racheta 3764 c’è il suo museo. Avendo sentito nominare questo posto, mi sono recato in visita per saperne di più. Il Museo è bellissimo ! E’ piccolo questo è vero, ma è molto ben spiegato in tutti i suoi dettagli. Inoltre, punto forte del tour, è la realtà virtuale. Per 5 minuti, si ha la possibilità di diventare Giacomo Casanova ! 

C’è una stanza con diverse sedie, e su uno stand, viene offerto un visore e una cuffia, che vi faranno immergere totalmente nella visione. Avendo già provato diverse volte in altri musei questo gadget informatico, non ho esitato, ma non mi sarei mai aspettato di sperimentare qualcosa di così reale ! Il filmato è disponibile in molte lingue, una volta indossato il visore, muovendo la testa si può scegliere la lingua desiderata, dopodiché il filmato parte.

Essendo seduti, spostando la testa si vede un corpo che pensiamo sia il nostro, solo che indossa abiti dell’epoca. Muoviamo la testa, e vediamo veramente le varie location di Venezia. I personaggi che incontrano casanova, si avvicinano, così tanto che ti sembra di toccarli ! Un’esperienza davvero coinvolgente. Il bello del visore, è che dotato di una rotellina per focalizzare bene l’immagine. Inoltre il visore è grande abbastanza da poter essere indossato anche chi ha bisogno di occhiali. 

Il personale che assiste durante la visione della realtà virtuale indossa gli abiti dell’epoca (tutto il personale, anche quello del bookshop) è molto cortese e attento. Mi ricordo una volta che provando la realtà virtuale, non ero seduto su una sedia ma su uno sgabello, e muovendomi, non avevo la percezione della vera realtà e rischiavo di cadere. Tuttavia qui invece, le sedie seppur da regista, danno sicurezza e ribadisco, il personale è sempre pronto ad assistere i visitatori.

 

Un’altra cosa che mi ha colpito molto della visita è uno specchio, che è dotato di un sensore di movimento, che quando qualcuno passa nel suo raggio d’azione, si anima, e riflette l’immagine di Giacomo Casanova nel suo appartamento che si veste per uscire. Molto bello!

Dall’altra parte dello specchio, troviamo la camera da letto, dove con un’altra serie di trucchi, che sfrutta un gioco di ombre, ci da l’illusione di vedere Casanova con una sua amata che si gettano nel letto!

Tutte le sale hanno descrizioni o filmati che spiegano i vari dettagli o episodi della vita / storia di Giacomo Casanova, e quando si esce si ha una visione completa del celebre avventuriero / seduttore.  Per ultima cosa, ho trovato il bookshop / biglietteria a piano terra che offre delle idee interessanti per dei regali, e visto che natale si sta avvicinando, è un’idea da considerare.

Raccomando a tutti di visitare questo museo, sono sicuro che vi piacerà ! Per trovarlo, non vi spaventate dal fatto che è situato un  po fuori mano, scendete alla fermata “Ca’ D’oro” se prendete la linea 1 del vaporetto. Una volta in strada nuova girate a sinistra. Se avete google maps, consultatelo, o da pc prima di andarci o dal cellulare, lo troverete molto facilmente !

Giacomo Casanova twitter

Become Giacomo Casanova

giacomo-casanova2

Not long ago I went to see the Giacomo Casanova museum in Venice. In this article I will tell you the reasons why it is worth to visit! If you think about the name of Giacomo Casanova, everyone immediately thinks of him as the greatest seducer in history, but he was also an adventurer, writer, poet, alchemist, diplomat, philosopher, and secret agent on behalf of the Serenissima. Another very important and famous detail that we remember of him was the memorable escape from the dungeons of Doge’s Palace: I piombi.

Giacomo Casanova, had many talents, and thanks to these and the fact that he joined the masonry, he was able to travel to Europe, and to know very important people. Through the masonry, he met Jean-Jasques Rousseau, Voltarie, Madame de Pompadour, Wolfang Amadeus Mozart, Benjamin Franklin, Catherine II of Russia, Frederick II of Prussia and others.

 

There were many influential people who allowed him to live well, among all, the Venetian patrician Matteo Bragadin, who was rescued by Casanova, during a moment of illness. He was so convinced that Giacomo had saved his life, that he took him under his protection. But there were others, like the marquise D’Urfe, a very rich noblewoman, intrigued by Casanova’s talents and his knowledge of magical rituals.

His escape from the leads is legendary: he passed from the cell to the attics, through a hole in the ceiling dug with another inmate, the friar Marino Balbi. They managed to reach the roof and from there fell into the building by a dormer. They roamed through the rooms, until they were noticed by a passerby, who exchanged them for guests who were locked in for mistake. He called a palace attendant to have him open the door, guaranteeing them the escape.

Well, if the character of Casanova fascinate you so much; know that in Venice at Calle de la Racheta 3764 there is his museum. Having heard of this place, I went there to visit. The museum is very beautiful! It’s very small, but it’s very well explained in all its details. Moreover, the tour’s strong point is the virtual reality. For 5 minutes, you have the chance to become Giacomo Casanova himself!

There is a room with several chairs, and on a stand, a visor / viewer and a headphone are offered, which will totally immerse you in the vision. Having already tried this informatic gadget several times in other museums, I didn’t hesitated, but I never expected to experience something so real! The video is available in many languages; once the viewer is worn, moving the head you can choose the desired language, after that the movie starts.

Being seated, when we move our head we see a body that we think it’s ours, only that is wearing clothes of the time. We move our head, and we really see the various locations in Venice. All the characters that meet Casanova, come so close, that you seem to touch them! A truly intriguing experience. The beauty of the viewer, is that it’s equipped with a wheel to focus well the image. In addition, the viewer is large enough to wear it even for those who need glasses.

The staff who assists the visitors, during the vision of virtual reality wear the clothes of the time (all the staff, including the one at the bookshop) is very courteous and attentive. I remember once when I tried the virtual reality elsewhere, I was not sitting on a chair but on a stool, and moving, I did not have the perception of the real world and I was in danger of falling. However, here,  the chairs, are different and they give you more security, and as, I stated before, the staff is always ready to assist you.

 

Another thing that struck me most of the visit it’s a mirror, which is equipped with a motion sensor, so when someone passes in its range of action, comes alive, and reflects the image of Giacomo Casanova in his apartment while he’s dressing to go out. Very interesting!

On the other side of the mirror, we find the bedroom, where another series of trick, which exploits a play of shadows, gives us the illusion of seeing Casanova with her beloved who are thrown into bed!

All rooms have descriptions or films that explain the various details or episodes of the life / story of Giacomo Casanova, and when you leave you have a complete view of the famous adventurer / seducer. One last thing, I found the bookshop / ticket office on the ground floor that offers interesting ideas for gifts, and since Christmas is approaching, it is an idea to keep in mind.

I recommend everyone to visit this museum, I’m sure you’ll like it! To find it, do not be afraid by the fact that it is located a little out of the way, just get off at the stop “Ca ‘D’oro” if you take the vaporetto line 1. Once in strada nuova turn on the left. If you have google maps, consult it, or from pc before going there or from your mobile, you will find it very easily!

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Angelo Morbelli a Cà Pesaro !

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Angelo Morbelli twitter 2Dopo tanto tempo, torna la mostra “Il poema della vecchiaia” di Angelo Morbelli, uno dei suoi più grandi capolavori.  Nato ad Alessandria il 18 luglio del 1854, in principio, si dedicò all’attività artistica in campo musicale, ma dovette presto abbandonare, in quanto affetto da una sordità progressiva, per cui si dedicò allora alla pittura.

Nel 1867 si trasferisce a Milano dove frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera dove fu allievo di Giuseppe Bertini. Cominciò quindi a esporre prima a Milano, e poi anche a Torino. I temi da lui preferiti spaziavano dalla storia al paesaggio. Diventerà conosciuto al grande pubblico nel 1880 con l’esposizione sempre a  Brera con l’opera Goethe morente.

A partire dal 1883 i suoi temi pittorici  si orientano verso l’interpretazione della realtà, ottenuto uno spazio per allestire il suo atelier all’interno del Pio Albergo Trivulzio di Milano, il principale ricovero per anziani indigenti della città, egli cerca di  rappresentare gli anziani e i meccanismi psicologici della malinconica ritualità dei ricoverati. Trascorse gli ultimi anni tra gli inverni milanesi e le estati alla Colma e in Val d’Usseglio, luoghi che continuarono a ispirarlo nella sua attività pittorica, muore a Milano il 7 novembre 1919.

I dipinti di Morbelli sono raggruppati in due file da tre. Ecco che si possono ammirare i suoi capolavori : “Sedia Vuota”, “Mi ricordo di quand’ero fanciulla”, “Vecchie calzette”, “I due inverni”, “Il natale dei rimasti”, “Siesta invernale”. Accompagnano la mostra numerosi studi preparatori sul tema, quindi disegni, schizzi, fotografie, che testimoniano la puntigliosa, dettagliata ricerca che l’artista ha voluto rappresentare, sul modello della sua tecnica pittorica divisionistica, dove luce e pigmenti sono calibrati per conferire ai quadri un’impressione luminosa.

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Possiamo inoltre ammirare altri capolavori di artisti quali :

  • Luigi Nono Fusina con il quadro “abbandonati”, che raffigura due bambini rannicchiati di fronte al portone di una chiesa.
  • Emil Claus con il quadro “Autunno”
  • Selvatico con l’opera “Cappuccetto grigio”, dove ritrae la figlia Bice in eleganti abiti da passeggio, forse in rientro da una visita o in procinto di uscire.
  • Ettore Tito con “la nascita di venere”
  • Anders Zorn Mera con “Ruscello”
  • Angelo Morbello con “Vecchina”
  • Ignacio Zuloaga con “Zia Luisa”, il dipinto ritrae una dama con un cagnolino e due signorine.

Questa mostra mi ha colpito molto, i quadri sul tema della vecchiaia, mi hanno commosso in quanto sono così veri, così realistici, un po malinconici se vogliamo dire. Il quadro di Emil Claus è semplicemente fantastico, con dei colori stupendi ! Un’altro quadro che mi è piaciuto molto è quello di Ignacio Zuoloaga “Zia Luisa” anche se non saprei dire con esattezza il perché.  La mostra è collocata su due ampie stanze, e la si visita facilmente, presenta spiegazioni dettagliate sia sull’artista principale, sulle sue opere, la sua storia, così come sugli altri pittori. E’ una bellissima mostra, e mi sento di raccomandarla a tutti quanti di andarla a vedere !!

Angelo Morbelli at Cà Pesaro Museum !

Angelo Morbelli twitter 2

After a long time, the exhibition “The poem of old age” by Angelo Morbelli returns, one of his greatest masterpieces. Born in Alessandria on July 18, 1854, in the beginning, he devoted himself to artistic activity in the musical field, but soon he had to abandon it, as he was affected by a progressive deafness, so he chose to dedicated himself to painting.

In 1867 he moved to Milan where he attended the Academy of Fine Arts of Brera where he was a pupil of Giuseppe Bertini. He then began to exhibit first in Milan, and then also in Turin. His favorite themes ranged from history to landscape. It will become known to the general public in 1880 with an exhibition,  with the work “Goethe dying”.

Starting from 1883 his pictorial themes are oriented towards the interpretation of reality, he obtained a space to set up his atelier inside the Pio Albergo Trivulzio in Milan, the main shelter for the elderly poor in the city; he tries to represent the elderly and the psychological mechanisms of the melancholy ritual of the hospitalized (for lack of better word). He spent the last years between the Milan winters and the summers at Colma and Val d’Usseglio, places that continued to inspire him in his pictorial activity, he died in Milan on 7 November 1919.

Morbelli’s paintings are grouped into two rows of three. Here you can admire his masterpieces: “Empty Chair”, “I remember when I was a girl”, “Old socks”, “The two winters”, “The Christmas of the remaining”, “Winter Siesta”. The exhibition is accompanied by numerous preparatory studies on the theme, plus some drawings, sketches, photographs, which testify to the meticulous, detailed research that the artist wanted to represent, on the model of his divisionistic pictorial technique, where light and pigments are calibrated to give the paintings a bright impression.

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We can also admire other masterpieces of artists such as:

  • Luigi Nono Fusina with “the abandoned” painting, which depicts two children huddled in front of the door of a church.
  • Emil Claus with the “Autumn”, painting
  • Selvatico with the opera “Little Gray Riding Hood”, where he portrays his daughter Bice in elegant walking clothes, perhaps returning from a visit or about to leave.
  • Ettore Tito with “the birth of Venus”
  • Anders Zorn Mera with “Stream”
  • Angelo Morbello with “Old Lady”
  • Ignacio Zuloaga with “Aunt Luisa”, the painting portrays a lady with a dog and two young ladies.

I must say that this exhibition impressed me a lot, the paintings with the theme of old age, they moved me because they are so real, so realistic, and a bit melancholy if may say it. The picture of Emil Claus is simply fantastic, full of  beautiful colors! Another picture that I really liked is that of Ignacio Zuoloaga “Aunt Luisa” even if I could not say exactly why. The exhibition is placed on two large rooms, and is easily visited, it presents detailed explanations both on the main artist, and his works, his story, and as well as on the other painters. It’s a beautiful show, and I would recommend it to everyone to go and see it !!

 

Un invito a ballare a Cà Rezzonico !

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JpegC’è una novità a Cà Rezzonico da pochi giorni. Nella sala da ballo al primo piano, hanno montato un pannello dove sono attaccate delle cuffie, con gli attacchi sia per i telefonini android, sia per quelli apple. Di che cosa si tratterà ? E’ un’opera audio dell’artista Ruth Beraha, che offre ai visitatori un nuovo punto di vista. L’opera si intitola “Pensiero stupendo”, è qualcosa di totalmente diverso di quello che ci si può aspettare di trovare all’interno di un museo. Mentre tutti, cercano di stupire i visitatori con gli ologrammi, i filmati in 3d, qui invece, si ha un’opera che conta di raggiungere lo stesso risultato, con un altro senso: l’udito.

Pensiero stupendo, è un file sonoro, un’invito seducente, misterioso da parte di una voce, che appartiene all’artista, di ballare dentro la sala. Naturalmente c’è molto di più, di quello che sembra, o che posso spiegare con questo mio articolo, dovreste veramente venire al museo e ascoltarlo, ve lo dico fin da subito che non ve ne pentirete !

Quest’opera sfrutta la tecnologia binaurale, di che cosa si tratta ? La registrazione binaurale è un metodo di registrazione tridimensionale del suono che ha come scopo, quello di ottimizzare, migliorare la registrazione del suono stesso per essere ascoltato in cuffia, cercando di riprodurre il più fedelmente possibile le percezioni acustiche di un visitatore situato nella sala del museo, dove è stata fatta la registrazione, mantenendo le caratteristiche direzionali a 360 gradi.

Da quello che ho capito, in sostanza, la registrazione prevede l’utilizzo di due microfoni posti su un sostegno in direzione reciprocamente divergente, a circa 18 cm di distanza l’uno dall’altro. In questa maniera, si cerca di simulare la posizione nello spazio delle orecchie umane di una persona. La registrazione binaurale viene percepita meglio se riprodotta mediante l’ascolto in cuffia, i suoni si avvertono con una chiarezza incredibile, si sentono i rumori dei passi, cambiare direzione, il suono della voce, prima ti sembra di sentirlo da una parte, poi dall’altra.

Pensiero Stupendo ti invita a chiudere gli occhi ed ad ascoltare una fantastica voce, che ti invita a ballare. L’opera in se stessa offre al visitatore un’esperienza unica, in quanto la voce offre un momento individuale, quasi intimo, in uno spazio pubblico, giocando su questo concetto.

La registrazione è stata fatta in Italiano, Inglese e Francese. Io, ho ascoltato la registrazione almeno 5 volte !! E’un esperienza unica, assolutamente incredible. Venite a Cà Rezzonico e soffermatevi per alcuni minuti nella sala da ballo, a vivere in una magica atmosfera !

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An invitation to dance in Cà Rezzonico!

JpegThere is something new in Cà Rezzonico in these days. In the ballroom on the first floor, they mounted a panel where some headphones are hanging, some can be connected with android cell phones and some with phones by apple. What is it about? It is an audio work by the artist Ruth Beraha, which offers to the tourists of the museum a new point of view. The work is titled “Wonderful thought”, it is something totally different than someone can expect to find inside a museum. While everyone tries to impress visitors with holograms, 3D movies, here they are trying to achieve the same result, with another sense: the hearing.

A wonderful thought, it is a sound file, where a seductive, mysterious  voice, that belongs to the artist, invite the listener to dance inside the hall. Of course there is much more, than that, or that I can explain with my article, you should really come to the museum and listen to it, I tell you right away that you will not regret!

This work uses binaural technology, what is it? Binaural recording is a three-dimensional recording method of sound that aims to optimize, improve the recording of the sound itself to be listened with the headphones, trying to reproduce as faithfully as possible the acoustic perceptions of a visitor located in the hall of the museum , where the recording was made, maintaining the directional features at 360 degrees.

From what I understand, in essence, the recording involves the use of two microphones placed on a support in mutually divergent direction, about 18 cm apart from each other. In this way, they try to simulate the position in space of a person’s human ears. The binaural recording is better perceived if reproduced by listening through headphones, the sounds are heard with incredible clarity, you hear the sounds of the steps, change direction, the sound of the voice; first you seem to hear it on one side, then the other.

Wonderful thought invites you to close your eyes and listen to a fantastic voice, which invites you to dance. The work itself offers the visitor a unique experience, as the voice offers a moment, almost intimate, in a public space.

The recording was done in Italian, English and French. Me, I listened to the recording at least 5 times !! It is a unique experience, absolutely incredible. Come to Cà Rezzonico and stop for a few minutes in the ballroom, to live a magical moment!

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