Un invito a ballare a Cà Rezzonico !

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JpegC’è una novità a Cà Rezzonico da pochi giorni. Nella sala da ballo al primo piano, hanno montato un pannello dove sono attaccate delle cuffie, con gli attacchi sia per i telefonini android, sia per quelli apple. Di che cosa si tratterà ? E’ un’opera audio dell’artista Ruth Beraha, che offre ai visitatori un nuovo punto di vista. L’opera si intitola “Pensiero stupendo”, è qualcosa di totalmente diverso di quello che ci si può aspettare di trovare all’interno di un museo. Mentre tutti, cercano di stupire i visitatori con gli ologrammi, i filmati in 3d, qui invece, si ha un’opera che conta di raggiungere lo stesso risultato, con un altro senso: l’udito.

Pensiero stupendo, è un file sonoro, un’invito seducente, misterioso da parte di una voce, che appartiene all’artista, di ballare dentro la sala. Naturalmente c’è molto di più, di quello che sembra, o che posso spiegare con questo mio articolo, dovreste veramente venire al museo e ascoltarlo, ve lo dico fin da subito che non ve ne pentirete !

Quest’opera sfrutta la tecnologia binaurale, di che cosa si tratta ? La registrazione binaurale è un metodo di registrazione tridimensionale del suono che ha come scopo, quello di ottimizzare, migliorare la registrazione del suono stesso per essere ascoltato in cuffia, cercando di riprodurre il più fedelmente possibile le percezioni acustiche di un visitatore situato nella sala del museo, dove è stata fatta la registrazione, mantenendo le caratteristiche direzionali a 360 gradi.

Da quello che ho capito, in sostanza, la registrazione prevede l’utilizzo di due microfoni posti su un sostegno in direzione reciprocamente divergente, a circa 18 cm di distanza l’uno dall’altro. In questa maniera, si cerca di simulare la posizione nello spazio delle orecchie umane di una persona. La registrazione binaurale viene percepita meglio se riprodotta mediante l’ascolto in cuffia, i suoni si avvertono con una chiarezza incredibile, si sentono i rumori dei passi, cambiare direzione, il suono della voce, prima ti sembra di sentirlo da una parte, poi dall’altra.

Pensiero Stupendo ti invita a chiudere gli occhi ed ad ascoltare una fantastica voce, che ti invita a ballare. L’opera in se stessa offre al visitatore un’esperienza unica, in quanto la voce offre un momento individuale, quasi intimo, in uno spazio pubblico, giocando su questo concetto.

La registrazione è stata fatta in Italiano, Inglese e Francese. Io, ho ascoltato la registrazione almeno 5 volte !! E’un esperienza unica, assolutamente incredible. Venite a Cà Rezzonico e soffermatevi per alcuni minuti nella sala da ballo, a vivere in una magica atmosfera !

Pensiero Stupendo banner

An invitation to dance in Cà Rezzonico!

JpegThere is something new in Cà Rezzonico in these days. In the ballroom on the first floor, they mounted a panel where some headphones are hanging, some can be connected with android cell phones and some with phones by apple. What is it about? It is an audio work by the artist Ruth Beraha, which offers to the tourists of the museum a new point of view. The work is titled “Wonderful thought”, it is something totally different than someone can expect to find inside a museum. While everyone tries to impress visitors with holograms, 3D movies, here they are trying to achieve the same result, with another sense: the hearing.

A wonderful thought, it is a sound file, where a seductive, mysterious  voice, that belongs to the artist, invite the listener to dance inside the hall. Of course there is much more, than that, or that I can explain with my article, you should really come to the museum and listen to it, I tell you right away that you will not regret!

This work uses binaural technology, what is it? Binaural recording is a three-dimensional recording method of sound that aims to optimize, improve the recording of the sound itself to be listened with the headphones, trying to reproduce as faithfully as possible the acoustic perceptions of a visitor located in the hall of the museum , where the recording was made, maintaining the directional features at 360 degrees.

From what I understand, in essence, the recording involves the use of two microphones placed on a support in mutually divergent direction, about 18 cm apart from each other. In this way, they try to simulate the position in space of a person’s human ears. The binaural recording is better perceived if reproduced by listening through headphones, the sounds are heard with incredible clarity, you hear the sounds of the steps, change direction, the sound of the voice; first you seem to hear it on one side, then the other.

Wonderful thought invites you to close your eyes and listen to a fantastic voice, which invites you to dance. The work itself offers the visitor a unique experience, as the voice offers a moment, almost intimate, in a public space.

The recording was done in Italian, English and French. Me, I listened to the recording at least 5 times !! It is a unique experience, absolutely incredible. Come to Cà Rezzonico and stop for a few minutes in the ballroom, to live a magical moment!

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Anton Maria Zanetti: Mercante e collezionista a Cà rezzonico !

JpegA partire dal 29 settembre fino al 7 gennaio dell’anno prossimo, nel bellissimo museo di Cà Rezzonico, ci sarà una nuova ed emozionante mostra dedicata ad una figura che non tutti conoscono, ma che ha avuto un grosso ruolo nel 700 veneziano: Anton Maria Zanetti. Egli fù un appassionato collezionista, mercante, ma anche disegnatore ed abile incisore.

Dopo la morte del padre, si prese cura del resto della famiglia, lavorando come Assicuratore marittimo, riuscendo seppur a fatica a perseguire i suoi  hobby.

A lui dedicato, sono state allestite all’interno di Cà Rezzonico, le sale dei pastelli, la sala degli arazzi, la sala del trono  e il portego del primo piano. Dove si possono trovare degli album di disegni, caricature, incisioni, e volumi dedicati alle gemme che lui collezionava.

E’ importante sottolineare che Anton Maria Zanetti, era di estrazione borghese, ma tuttavia riuscì a stringere amicizie con personaggi nobili e non, tutti accomunati dalla passione del collezionismo. Tutto questo fu reso possibile, grazie all’illuminismo francese, in Europa si poteva viaggiare liberamente, viveva uno spirito di comunicazione di idee, e pertanto Zanetti entrò in contatto con personaggi importanti, tra i quali : Pierre Crozat, Pierre Jean Mariette, Antoine Watteau, Filippo D’Orleans, Rosalba Carriera, Lord Arundel, Jan Pietersez Zomer, il principe Venceslao di Liechtein, Daniele Antonio Bertoli, Marco Ricci, la regina di Svezia, e molti altri.

Ci sono testimonianze di un suo viaggio a Parigi in compagnia di Rosalba Carriera intorno al 1720, e mentre quest’ultima nel marzo del 1721 decide di tornare in Italia, Zanetti invece partì per andare a Londra, per poi dirigersi verso l’Olanda. Nel 1736 andrà a Vienna, chiamato dal principe del Liechetenstein !

Zanetti, durante quegli incontri, scopre che molti nobili si lamentavano della mancanza dell’uso della tecnica del chiaroscuro, o meglio che tale tecnica è caduta in disuso e non è stata mai ripresa. Da allora il collezionista sente l’impeto di riportarla in auge, provando lui stesso.

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Molto importante furono i volumi che lui pubblico: La Dactylioteca Zanettiana, che racchiude tutta la sua collezione di gemme antiche, e i due volumi Delle antiche statue Greche e Romane; volumi splendidamente rilegati, tutti molto interessanti !

La mostra è piena di interessanti opere, ed offre un nuovo spunto sulla realtà del 700 Veneziano, che prima non si conosceva. Consiglio a tutti di andare a vederla. Non capita tutti i giorni, di scoprire cose nuove sulla nostra bella città lagunare !

Anton Maria Zanetti e le sue collezioni banner

 

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Anton Maria Zanetti: Merchant and collector in Cà Rezzonico !

Jpeg

From 29 September to 7 January of the next year, in the beautiful museum of Cà Rezzonico museum, there will be a new and exciting exhibition dedicated to a figure that not everyone knows, but who had a big role in the Venetian 700: Anton Maria Zanetti. He was a passionate collector, merchant, but also draftsman and skilled engraver.

After the death of his father, he took care of the rest of the family, working as a marine insurer, succeeding albeit with difficulty in pursuing his hobbies.

In the rooms of the pastels, the tapestry room, the throne room and the portego on the first floor have been set up inside Cà Rezzonico. the new exhibition, Wherewhere you can find albums of drawings, caricatures, engravings, and volumes dedicated to the gems that he collected.

It is important to underline that Anton Maria Zanetti, was of bourgeois extraction, but nevertheless managed to make friends with noble and non-noble characters, all united by the passion of collecting. All this was made possible thanks to the french enlightenment, as in Europe one could travel freely, lived a spirit of communication of ideas, and therefore Zanetti came into contact with important personalities, among them: Pierre Crozat, Pierre Jean Mariette, Antoine Watteau, Filippo D ‘ Orleans, Rosalba Career, Lord Arundel, Jan Pietersez Zomer, Prince Wenceslas of Liechtein, Daniele Antonio Bertoli, Marco Ricci, the Queen of Sweden, and many others.

There are letters that document of his trip to Paris in the company of Rosalba Carriera around 1720, and while the latter, in March 1721 decides to return to Italy, Zanetti instead left to go to London, and then head to Holland. In 1736 he will go to Vienna, called by the prince of the Liechetenstein himself !

Zanetti, during those meetings, discovers that many nobles were complaining about the lack of use of the chiaroscuro technique, or rather that this technique has fallen into disuse and has never been resumed. Since then the collector feels the need to bring it back into fashion, trying it himself.

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Very important were the volumes he published: La Dactylioteca Zanettiana, which contains all his collection of ancient gems, and the two volumes of the ancient Greek and Roman statues; beautifully bound volumes, all very interesting!

The exhibition is full of interesting works, and offers a new insight into the reality of the Venetian 700, which was not known before. I recommend everyone to go see it. It’s not every day to discover new things about our beautiful lagoon city!

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Musica Liquida a Palazzo Mocenigo !

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Di recente, ho lavorato a Palazzo Mocenigo per una sostituzione, e mi sono accorto di una nuova mostra che ha preso il posto della precedente “Trasformations”. La mostra attuale si intitola “Musica Liquida” realizzata dall’artista Rosa Vetrano e si trova a piano terra di Palazzo Mocenigo. La mostra è stata inaugurata il 24 novembre scorso e sarà visibile al pubblico fino al 31 dicembre 2017.

Nelle sale dedicate alla mostra, dal soffitto pendono delle creature marine, rassomiglianti a delle meduse, che simboleggiano la necessità, l’urgenza di difendere l’ambiente marino quotidianamente inquinato dall’enorme quantità di plastica che viene riversata in esso.

Palazzo Mocenigo, ancora una volta si erge a diffondere la cultura della difesa dell’ambiente naturale. Anche la precedente mostra sopra citata, ad opera di artisti Novergesi, esprimeva il concetto che niente va sprecato, che tutto deve essere riciclato. Anche questa volta, si vuole lanciare un messaggio per farci riflettere su quello che ci succede intorno, e di fare qualcosa, di rimediare, prima che sia troppo tardi.

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English Translation

Recently I was back to Mocenigo Palace to take the place of a colleague who has called in sick, and I found out the new exibition which now is located on the first floor of the Museum, right in the same rooms where there was the “Transformations” exibition created by the 6 Norvegian artists until few time ago.

This new exibition is called “Liquid Music” by the artist Rosa Vetrano. it’s has been inaugurated on the 24 of november and it will last until the end of December 2017.

In those rooms, we can find some sea creatures hanging from the ceiling which looks like the jellyfish, these creatures means the imperative, the urgency to defend the sea enviroment form the daily pollution of plastic that fill the sea.

Mocenigo Palace, once again come to the rescue of the natural enviroment. It happened before with the exibition “Transformations” by the 6 Norvegian artists, where the concept was that nothing must be wasted, and everything should be recycled. Again, there is a message to spread, something has been created by the Italian artist to make us think about what is happening around us, to do something to fix it, before it’s too late.

 

 

Ampliare la percezione del Museo

Questo video dell’American Alliance Museum (https://www.youtube.com/watch?v=ZVflfF-Pb7I) mi ha fatto riflettere: siamo ancora dell’idea che il Museo, in se stesso, rappresenta solo un diversivo, una giornata diversa da trascorrere, qualcosa da vedere, mentre si è in vacanza, o un rifugio dal cattivo tempo.

Un Museo dovrebbe rappresentare molto più di questo. Prima di tutto è una sorgente di informazioni, di cultura; rappresenta il nostro passato, la nostra storia, è uno strumento educativo, per la crescita e lo sviluppo dell’individuo.

Una cosa che vedo ripetutamente, e che mi rattrista, è vedere i bambini, i ragazzini, che entrano in un Museo, e la prima cosa che fanno, è guardare dove c’è un posto dove sedersi, tirare fuori il cellulare, passare il tempo con quello.

Bisogna ampliare la concezione del museo

Guardando il video non si può che rimanere meravigliati, da questi bambini, questi ragazzini, che affollano i Musei, appassionati, affascinati, intenti a perseguire i vari programmi educativi, programmi di collaborazione con studenti di altri paesi, programmi dai numerosi aspetti positivi, quali come l’amicizia, la conoscenza di persone di altri luoghi, di altre culture, l’apertura mentale che essa comporta, per l’appunto con l’avvicinamento di culture diverse..

Un Museo diventa anche strumento terapeutico: guardando il video si vede un bambino che abbraccia un’operatore museale  del Museo per bambini di Indianapolis, che indossa un costume da dinosauro. Il piccolo Spencer affetto da mutismo, chiuso in se stesso, ha trovato un ambiente che lo ha incoraggiato ad aprirsi.. tutte queste cose sono stupende… I Musei sono anche questo.

Come si va a scuola per imparare a leggere, scrivere e far di conto, si dovrebbe, sin dalla tenera età, frequentare i musei.
(Anonimo)

Mi piacerebbe che si potessero organizzare programmi educativi tra diversi paesi dell’Unione Europea e non, e perché no ? Anche con la Gran Bretagna, adesso che affronta il dopo Brexit. Creare programmi appositi per tutti i i tipi di Musei. E’ chiaro che i bambini sono più interessati dai Musei di Storia Naturale, per loro rappresenta puro divertimento, mentre i Musei di quadri e statue sono visti come noia.. Anche per questi tipi di Musei, bisogna creare un approccio diverso, ampliare gli orizzonti, cominciare a vederlo e a capirlo con gli occhi di un bambino, e farlo diventare attraente per loro.

Il Museo così cambia identità: non è più oggetto di divertimento, ma un aiuto per lo sviluppo e la crescita dell’individuo, uno strumento che assieme alla famiglia, alla scuola, diventa strumento di formazione per le persone di un domani.

Musei rivolti verso il paesaggio o verso le persone ?

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entrata

 

Quali sono le nuove strategie che i Musei hanno in previsione di adottare ? E’una domanda che mi sono posto dopo aver letto un’articolo, una recensione della 24 “convention” della Museum Association che si è tenuta di recente a Milano.

Due sono state le tematiche che hanno fatto la parte del protagonista durante questo evento. La prima si intitola “Museums change lives”, letteralmente tradotto: I musei cambiano le nostre vite. Questo succede quando il visitatore, il turista, di qualunque nazione, e fascia di età, visitando una mostra, un museo,un palazzo, un evento culturale, subisce una trasformazione che cambia il suo modo di vedere l’arte. Un cambiamento così profondo, avviene quando egli /ella si sente fortemente soddisfatto del tempo passato al suo interno, che lo segna, in maniera fortemente positiva.

La seconda tematica, strettamente legata a quella precedente menzionata, sono stati gli studi, le indagini che portano i moderni musei ad aprirsi al paesaggio, perché secondo loro, esiste un forte legame tra museo e ambiente circostante.  Da una parte concordo su questo punto, Venezia è una città del tutto particolare, diversa dalle altre. Tuttavia, quando leggo un passaggio, in cui si annuncia la volontà di cercare di capire, come vengono visti i musei attraverso gli occhi dei visitatori, e capire cosa c’è che non va, allora mi trovo a pensare, che il museo non si deve tanto aprire al paesaggio, ma verso il turista stesso!

Ma come si fa a capire, come pensa un turista ? Si può tentare di farlo, chiedendo loro stessi, cosa vogliono e cosa vorrebbero che si cambiasse, anche se sono dell’opinione che i stessi questionari che si propongono ai visitatori, possono benissimo essere sottoposti al personale museale. In fin dei conti, è l’operatore museale che vive a stretto contatto con loro, e quindi lo rende la persona più adatta in assoluto, che possiede la conoscenza necessaria.

Se mi ponessero delle domande, io risponderei che al visitatore devono essere dati le informazioni sufficienti su quanto hanno da offrire certi ambienti museali, soprattutto come raggiungerli ! Impostare una serie di offerte di entrata mirata a tutte le categorie di turisti: dal singolo, alla famiglia, al gruppo. A volte il turista singolo,sebbene gli si presenti l’opportunità di visitare più ambienti ad un prezzo fisso, non è interessato, in quanto preferisce spendere meno e visitare un solo palazzo. Senza contare il fatto, che molte volte il turista non è consapevole di cosa sta visitando, o di cosa potrebbe visitare. In questo caso urge una campagna di marketing abbastanza ripetitiva, su tutto quello che si può offrire.

Pertanto non condivido una strategia basata sul territorio. Sono dell’opinione che un Museo sia un’entità vivente, un luogo fatto di persone, che lavorano per le persone. Volete cambiare strategia ? Volete aprire il Museo verso nuovi orizzonti ? I mezzi ci sono, basta saper ascoltare il vostro personale interno, la sorgente più affidabile e realistica, sui vari cambiamenti del turismo..

Museums: should they open to the territory or to the people ?

entrata

 

What are the new strategies that museums have in in mind for the near future? It is a question that I asked myself after reading an article, a review of 24 “convention” of the Museum Association which was held recently in Milan.

There were two main issues  during this event. The first is titled “Museums change lives”. This happens when the visitor, the tourist, of any nation, and age, visiting an exhibition, a museum, a palace, a cultural event, undergoes a transformation that changed his way of looking at art. Such a profound change takes place when he / she feels strongly satisfied with the time spent in it, that  marks him/her, in a strong positive way.

The second theme, closely linked to the one mentioned earlier, were the studies, investigations leading modern museums to open up to the landscape, because according to them, there is a strong link between the museum and the surrounding environment. On the one hand I agree on this point, Venice is a very special city, different from the others. However, when I read a passage, in which they announced a willingness to try to understand, as the museums are seen through the eyes of visitors, and figure out what’s wrong, then I find myself thinking, that the museum should not be open to the landscape, but to the tourists themselves!

But how do you figure out the way of thinking of a  tourist? You can do so, asking themselves, what they want and what they would like to change, even if I am of the opinion that the same questionnaires intended for the visitors, may well be subjected to the museum staff. After all, it is the museum employee who lives in close contact with them, and then makes the best person ever, the one who has the necessary knowledge.

If you would lay me questions, I would answer that the visitor must be given enough information about what some museums has to offer, and most of all, how to reach them! Set a number of entry offers aimed at all categories of tourists: from single, family, group. Sometimes the individual tourist, although they present the opportunity to visit more than one place at a fixed price, is not affected, as he prefers to spend less and to visit one palace only. Not to mention the fact that many times the visitor is not aware of what is seeing, or what  he may visit. In this case it needs a fairly repetitive marketing campaign, about everything that you can offer.

Therefore I do not share a territory-based strategy. I am of the opinion that a museum is a living entity, a place made up of people who work for people. Do you want to change strategy? Do you want to open the museum to new horizons? The means are there, you just know how to listen to your internal staff, the most reliable and realistic source, about the various changes of tourism’s world ..

Pokemon go nei musei

pokemon

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“The Guardian” non è il solo che annuncia questa iniziativa museale; già da un po di giorni, avevo sentito di questa mania che sta impazzando per il mondo che si chiama Pokemon go. Pokemon go, non è altro che un video gioco simile a Ingress, che usa la stessa tecnologia: Grazie alla geo localizzazione, e la realtà virtuale, si possono vedere attraverso cellulari Smarthphone o tablet , cose che non esistono nella realtà vera, ma che appaiono come reali nello schermo dei sopra menzionati sistemi di comunicazione. Già da tempo esiste il gioco strategico Ingress, che appassiona utenti di tutto il mondo. Adesso è il turno di Pokemon go, e sembra che alcuni musei tra cui il Philadelphia Museum of Art, o il Museum of modern art, sta usando questa app per introdurre i musei alle giovani generazioni. A dire il vero, sin da quando ho provato a giocare ad Ingress, ragionavo se una tecnologia basata sulla geo locazione e la realtà virtuale possa avere successo come sistema di comunicazione con i visitatori nella sale museali, e sono dell’idea che potrebbe essere anche un’idea valida.

Tuttavia sono invece del parere negativo di utilizzare l’app Pokemon go, perché anche se presente nelle sale museali, esso si, potrebbe avere il merito di far accorrere un gran numero di giovani, ma per loro conta solo il video gioco, e non la bellezza, l’istruzione che un museo può offrire. Si vedrebbero solo una marea di ragazzini che corrono da una sala all’altra con il cellulare,senza che si rendano conto di quello che veramente vedono. Le nuove generazioni, che amano così tanto le tecnologie, devono si essere invogliati a venire nei musei, ma bisogna insegnare, incoraggiare loro a coltivare la passione per questi bellissimi ambienti.

Pokemon go in the museums

pokemon

 

“The Guardian” was not the only one, to announce this initiative for the museums; I already have heard about this game app few days ago,  which is very popular all over  the world; the name: Pokemon go. Pokemon go, it is nothing more than a video game like Ingress, which uses the same technology: Thanks to the geo location, and virtual reality, you can see through Smarthphone mobile or tablet, things that do not exist in true reality, but appear as in the actual screen of the above-mentioned communication systems. For some time, the strategic play Ingress, has fascinates people around the world. Now is the turn for Pokemon go , and it seems that some museums including the Philadelphia Museum of Art, or the Museum of Modern Art, is using this app to introduce the younger generations to the museums. Actually, ever since I tried to play at Ingress, I reasoned if a technology based on geo location and virtual reality can be successful as a system of communication with visitors in the museum rooms, and my idea is that it could also be an idea valid.

However I have a negative opinion about using the app Pokemon go for the museums, because, even if it’s present in the museum rooms, yes it could have the merit to increase the number of young people; but for them it only counts the video game, and not the Beauty, the education that a museum can offer. we would see just a bunch of kids running from room to room with the phone, without realizing what there is before them. The new generations, who like so much technology; they should be encouraged to come to museums of course, but you have to teach them, to encourage them to cultivate a passion for these beautiful environments.

Acqua e cibo nella storia di Venezia

Acqua e cibo nella storia di Venezia

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Questa volta vi voglio parlare, della mostra che si tiene a Palazzo Ducale a Venezia: “ACQUA E CIBO A VENEZIA. Storie della Laguna e della città”. E’ una mostra che si tiene negli appartamenti privati del Doge dal 26 settembre 2015 al 14 febbraio 2016. Una mostra che sembra collegata con l’ EXPO 2015 e il suo tema portante “Nutrire il Pianeta: energia per la Vita”, più che altro, semmai, è una mostra complementare, nel senso che offre un punto di vista totalmente insolito, in quanto Venezia è una città unica, particolare, e si differenzia da tutte le altre per quanto riguarda il suo territorio, e quindi i suoi modi di sostentamento.

La mostra offre ai visitatori un forte impatto tecnologico, in quanto le spiegazioni, gli approfondimenti, sono per la maggior parte interattivi per mezzo di televisori touch screen, proiettori 3d, modellini in scala, e narrazioni digitali, che vanno a complementarsi ai pannelli esplicativi bi lingue delle diverse aree.

  • La Laguna si trasforma
  • Acqua e cibo in laguna e terra ferma
  • Banchetti, feste, sagre, ect
  • L’architettura e l’alimentazione
  • L’approvvigionamento dell’acqua di una città particolare come Venezia

La prima area, come menzionato sopra, riguarda il cambiamento del territorio della laguna veneziana nel corso del tempo. La prima sala infatti ospita una serie di mappe che mostrano, come sia cambiato l’ambiente, le opere idrauliche fatte ad opera della Repubblica per lo sviluppo delle coltivazioni, della pesca e della produzione alimentare, per migliorare le vie di comunicazione da e per la terraferma, fondamentali luoghi di scambi e di distribuzione delle merci. Mappe di media grandezza appese al muro e di grandi dimensioni esposte in bacheca, sono molto interessanti e trovo la loro collocazione, assolutamente perfetta, in quanto la sala adiacente, non è altro che la sala delle mappe !

La seconda area è molto importante in quanto dà risalto ad alcune figure della Venezia di allora, quali: pescatori, frutaroli e pistori, che ritroviamo nei stupendi quadri di Pietro Longhi, alcuni dei quali provenienti dal secondo piano del stupendo museo di Cà Rezzonico, e anche presenti nel museo della casa di Carlo Goldoni. In un modo o nell’altro i musei della Fondazione sono uniti tra di loro e pertanto dopo aver visitato la mostra, si può benissimo visitare i due menzionati musei per un approfondimento. Tornando comunque alla mostra di Palazzo Ducale, ho trovato molto interessante, il fatto che un manoscritto antico, è stato riprodotto in digitale, in formato pdf penso, e lo si può studiare, muovendo le pagine avanti e dietro, come se fosse un vero libro, con un dito, come si fa con un ebook ! In questa maniera si possono salvare gli antichi documenti e studiarli a nostro piacimento in ogni luogo. Altro dipinto da menzionare: “La creazione degli animali ” di Jacopo Tintoretto, che offre una panoramica  della grande varietà di pesci ed uccelli presenti sul territorio anfibio veneziano.

La Terza area, è dedicata a feste, banchetti, sagre.. tutte occasioni di ritrovo dove si possono ammirare le varie pietanze che vengono consumate, al giorno d’oggi, viene da pensare alla festa del Redentore, ma in passato c’erano altre occasioni, come “la sagra di S. Marta” raffigurata da Gaspare Diziani.  Insomma si possono ammirare quadri di feste di gente comune, e di sontuosi banchetti come quello di Abigail e Nabal ad opera di Francesco Zugno e Francesco Battaglioli.  Inoltre potete trovare il disegno ad opera di Antonio Canaletto e Gianbatista Brustolon, della partenza del Doge sul bucintoro per la cerimonia dello sposalizio di Venezia col mare.

La quarta area: l’architettura e l’alimentazione, continua con la sezione dedicata all’architettura, mostrando i luoghi di raccolta e di distribuzione di generi alimentari quali gli ospedali, i monasteri,  e le osterie. In una piccola stanza, sul pavimento ci sono 3 modellini in scala dell’isola di S. Secondo, o isola di S. Erasmo, che illuminati da un proiettore sul soffitto mostra come sia cambiata nel corso della storia.

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La storia che ci propone il proiettore sull’isola di S. Secondo inizia intorno al 1034, Inizialmente l’isoletta fu chiamata Sant’Erasmo. Nel 1034 la famiglia Baffo vi costruì una chiesa e un convento di monache benedettine, poi nel 1533, al posto delle benedettine vi succedettero i frati domenicani. Dal 1569, a causa dell’incendio dell’Arsenale, la Serenissima decise di trasferire le polveriere in varie isole tra cui San Secondo. Nel 1576, fatti allontanare i religiosi, l’isola divenne lazzaretto per gli appestati e, al loro rientro, i domenicani dovettero riattare il monastero e riedificare la chiesa, che fu consacrata nel 1608. L’sola fù poi abbandonata nel 1797 a causa dell’occupazione francese, e successivamente nel 1806. Si sa che poi l’isola divenne presidio militare e e divenne una vera fortezza con tredici pezzi, due da 18, tre da 36, quattro da 24 e due obici da 8 e cinque mortai da 12, oltre a due cannoni da 6. Fu occupata durante l’occupazione Austriaca. Nel 1968 è stato ceduto in concessione, assieme a tutta l’isola, a dei privati e al giorno d’oggi essa risulta in stato di abbandono.

L’ultima area finisce con la sezione In mezzo all’acqua/senz’acqua”, dove si parla della difficoltà dell’approvigionamento di riserve d’acqua, che può sembrare strano in una città come Venezia, che è circondata dall’acqua!

Assolutamente non posso dimenticare le interviste da parte di noti studiosi, su alcune opere, a disposizione dei visitatori su un televisore touch screen, dove si possono scegliere i vari argomenti.

  • Il più bel quadro del mondo
  • Dame, laguna e simboli
  • Carpaccio e la pittura fiaminga
  • L’opera e i suoi enigmi
  • La laguna veneta e i casoni
  • Struttura dei casoni
  • I casoni oggi
  • I casoni dell’entroterra
  • Le vie lagunari
  • Caccia e pesca in laguna
  • Le campane in laguna
  • Barche Veneziane

Le prime quattro scelte, sono quelle che mi hanno attirato di più, dove si parla del famoso quadro, “Le dame Veneziane”del Carpaccio, che fino ad’ora ho pensato fosse uno, quando invece si è scoperto, che con un altro quadro scoperto da poco, messo sopra, completa l’opera.

Le dame veneziane Vittore_carpaccio,_caccia_in_laguna,_1490-1495_ca,_getty_museum Vittore_carpaccio,_due_dame_veneziane_e_caccia_in_laguna

Mostra molto interessante, ottima la scelta di collocazione dentro Palazzo Ducale, così la gente avrà un motivo in più per visitarlo, ma date retta al sottoscritto: quando guardate le opere, date un’occhiata ai cartellini esplicativi, oltre a vedere il titolo e il nome dell’artista, guardate anche la loro provenienza, questo magari vi inspirerà a visitare anche i musei che lo possiedono, e che offrono tante altre opere da ammirare.

English Version:

Food and Water in the lagoon through history of Venice

This time, I want to talk about, the exhibition held at the Doge’s Palace in Venice: “WATER AND FOOD IN VENICE”. Stories of the Lagoon and the city. It ‘a show that takes place in the private apartments of the Doge from 26 September 2015 to 14 February 2016. An exhibition that seems connected with the’ EXPO 2015 and its main theme “Feeding the Planet: Energy for Life” more than anything else If anything, it shows a complementary, in the sense that it offers a point of view totally unusual in that Venice is a unique city, particularly, and it differs from all others in terms of its territory, and therefore their livelihoods .

The exhibition offers to the visitors a strong technological impact, as explanations, insights, are for the most part by means of interactive touch screen televisions, projectors 3d, scale models, and digital narratives ranging in complement to the explanatory panels bi languages of the different areas.

  • The Laguna is transformed
  • Food and water in the lagoon and the mainland
  • Banquets, parties, festivals ect
  • The architecture and the power
  • The water supply of a particular city such as Venice

The first area, as mentioned above, concerns the change of the territory of the Venetian lagoon in the course of time. The first room it hosts a series of maps which show, as the environment has changed, the engineering work done at the hands of the Republic for the development of crops, fisheries and food production, to improve roads to and from the mainland, the fundamental places of exchange and distribution of goods. Maps of average size on the wall and large display on the bulletin board, are very interesting and I find their location, absolutely perfect, because the adjacent room, is nothing but the maps room!

 The second area is very important as it gives prominence to some figures of Venice of the time, such as fishermen, frutaroli, Pistori, that we find in the beautiful paintings by Pietro Longhi, some of whom came from the second floor of the beautiful museum Ca ‘Rezzonico, and they also can be seen at the museum of Carlo Goldoni’s house. In one way or another, the museums of the Foundation, they all are linked together, so after visiting the exhibition, you can  visit the two museums mentioned before for further discussion. Returning however to the exhibition at the Doge’s Palace, I found very interesting, the fact that an ancient manuscript, has been reproduced digitally in pdf format I think, and you can study, moving the pages back and forth, as if it were a real book , with a finger, as you do with an ebook! This way, you can save the ancient records and study them at will everywhere. Another painting by mentioning: “The Creation of the Animals” by Jacopo Tintoretto, which provides an overview of the wide variety of fish and birds in the area amphibious Venetian.

The third area is dedicated to parties, banquets, festivals .. all occasions of meeting place where you can admire the variety of foods that are consumed, nowadays, that make you to think of the Feast of the Redeemer, but in the past there were other occasions, such “the feast of St. Martha” represented by Gaspar Diziani. So you can admire paintings of parties with ordinary people, and sumptuous banquets like that of Abigail and Nabal by Francesco Zugno and Francesco Battaglioli. Also look for the design by Antonio Canaletto and Gianbatista Brustolon, the departure of the Doge on the bucintoro for the wedding ceremony of Venice with the sea.

The fourth area: the architecture and food, continues with the architecture section, showing the locations of collection and distribution of food such as hospitals, monasteries, and taverns. In a small room, on the floor there are 3 scale model of the island of S. Second, or island of St. Erasmus, who illuminated by a projector on the ceiling shows how it changed the course of history.

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The story that we hear, and see thank to  the projector, on the island of St second; According, starts around 1034, initially the island was called Erasmo, in 1034 the family Mustache built a church and a convent of Benedictine monks, then in 1533,  the Benedictines there succeeded by the Dominicans friars. From 1569, due to the fire of the Arsenal, the Venetian Republic decided to transfer the powder in various islands including St Second. In 1576, men were sent away, the island became a hospital for plague victims and, then the Dominicans friars  return, they had to rehabilitate and rebuild the monastery church, which was consecrated in 1608. The island was abandoned in 1797 because of ‘French occupation, and again in 1806. It is known that then the island became a military and and became a real fortress with thirteen pieces, two 18, three 36, four howitzers from 00:02 to 8:05 mortars 12, as well as two guns 6. It was occupied during the occupation of Austria. In 1968 he was given in concession, the private and nowadays it is abandoned.

The last area ends with “In the middle of the water / no water”, which speaks of the difficulty of Supply of water reserves, which may seem strange in a city like Venice, which is surrounded by water !

Absolutely, I can not forget the interviews by well-known experts about some of the works, available to visitors on a TV touch screen, where you can choose from the various topics.

  • The most beautiful picture in the world
  • Dame, lagoon and symbols
  • Carpaccio and painting fiaminga
  • The work and its enigmas
  • The Venetian lagoon and casoni
  • Structure of Casoni
  • The Casoni today
  • The Casoni hinterland
  • The streets lagoon
  • Hunting and fishing in the lagoon
  • The bells in the lagoon
  • Boats of Venice

The first four choices, are what attracted me more, where they talk about the famous painting, “The Venetian ladies” by Carpaccio, which until few time ago I thought it was only one, when in fact it turned out, that with  another picture, put on above, complete the work.

Vittore_carpaccio,_due_dame_veneziane_e_caccia_in_laguna Vittore_carpaccio,_caccia_in_laguna,_1490-1495_ca,_getty_museum Le dame veneziane

 

 

 

 

 

 
 

Very interesting exhibition, excellent choice of location inside the Doge’s Palace, so the people will have another reason to visit, but listen to myself: when you look at the works, take a look at the explanatory labels, in addition to seeing the title and artist name, look also their origin, maybe this will inspire you to visit the museums that own it, and they offer many other works to admire.