Un invito a ballare a Cà Rezzonico !

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JpegC’è una novità a Cà Rezzonico da pochi giorni. Nella sala da ballo al primo piano, hanno montato un pannello dove sono attaccate delle cuffie, con gli attacchi sia per i telefonini android, sia per quelli apple. Di che cosa si tratterà ? E’ un’opera audio dell’artista Ruth Beraha, che offre ai visitatori un nuovo punto di vista. L’opera si intitola “Pensiero stupendo”, è qualcosa di totalmente diverso di quello che ci si può aspettare di trovare all’interno di un museo. Mentre tutti, cercano di stupire i visitatori con gli ologrammi, i filmati in 3d, qui invece, si ha un’opera che conta di raggiungere lo stesso risultato, con un altro senso: l’udito.

Pensiero stupendo, è un file sonoro, un’invito seducente, misterioso da parte di una voce, che appartiene all’artista, di ballare dentro la sala. Naturalmente c’è molto di più, di quello che sembra, o che posso spiegare con questo mio articolo, dovreste veramente venire al museo e ascoltarlo, ve lo dico fin da subito che non ve ne pentirete !

Quest’opera sfrutta la tecnologia binaurale, di che cosa si tratta ? La registrazione binaurale è un metodo di registrazione tridimensionale del suono che ha come scopo, quello di ottimizzare, migliorare la registrazione del suono stesso per essere ascoltato in cuffia, cercando di riprodurre il più fedelmente possibile le percezioni acustiche di un visitatore situato nella sala del museo, dove è stata fatta la registrazione, mantenendo le caratteristiche direzionali a 360 gradi.

Da quello che ho capito, in sostanza, la registrazione prevede l’utilizzo di due microfoni posti su un sostegno in direzione reciprocamente divergente, a circa 18 cm di distanza l’uno dall’altro. In questa maniera, si cerca di simulare la posizione nello spazio delle orecchie umane di una persona. La registrazione binaurale viene percepita meglio se riprodotta mediante l’ascolto in cuffia, i suoni si avvertono con una chiarezza incredibile, si sentono i rumori dei passi, cambiare direzione, il suono della voce, prima ti sembra di sentirlo da una parte, poi dall’altra.

Pensiero Stupendo ti invita a chiudere gli occhi ed ad ascoltare una fantastica voce, che ti invita a ballare. L’opera in se stessa offre al visitatore un’esperienza unica, in quanto la voce offre un momento individuale, quasi intimo, in uno spazio pubblico, giocando su questo concetto.

La registrazione è stata fatta in Italiano, Inglese e Francese. Io, ho ascoltato la registrazione almeno 5 volte !! E’un esperienza unica, assolutamente incredible. Venite a Cà Rezzonico e soffermatevi per alcuni minuti nella sala da ballo, a vivere in una magica atmosfera !

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An invitation to dance in Cà Rezzonico!

JpegThere is something new in Cà Rezzonico in these days. In the ballroom on the first floor, they mounted a panel where some headphones are hanging, some can be connected with android cell phones and some with phones by apple. What is it about? It is an audio work by the artist Ruth Beraha, which offers to the tourists of the museum a new point of view. The work is titled “Wonderful thought”, it is something totally different than someone can expect to find inside a museum. While everyone tries to impress visitors with holograms, 3D movies, here they are trying to achieve the same result, with another sense: the hearing.

A wonderful thought, it is a sound file, where a seductive, mysterious  voice, that belongs to the artist, invite the listener to dance inside the hall. Of course there is much more, than that, or that I can explain with my article, you should really come to the museum and listen to it, I tell you right away that you will not regret!

This work uses binaural technology, what is it? Binaural recording is a three-dimensional recording method of sound that aims to optimize, improve the recording of the sound itself to be listened with the headphones, trying to reproduce as faithfully as possible the acoustic perceptions of a visitor located in the hall of the museum , where the recording was made, maintaining the directional features at 360 degrees.

From what I understand, in essence, the recording involves the use of two microphones placed on a support in mutually divergent direction, about 18 cm apart from each other. In this way, they try to simulate the position in space of a person’s human ears. The binaural recording is better perceived if reproduced by listening through headphones, the sounds are heard with incredible clarity, you hear the sounds of the steps, change direction, the sound of the voice; first you seem to hear it on one side, then the other.

Wonderful thought invites you to close your eyes and listen to a fantastic voice, which invites you to dance. The work itself offers the visitor a unique experience, as the voice offers a moment, almost intimate, in a public space.

The recording was done in Italian, English and French. Me, I listened to the recording at least 5 times !! It is a unique experience, absolutely incredible. Come to Cà Rezzonico and stop for a few minutes in the ballroom, to live a magical moment!

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Flaconi a Palazzo Mocenigo !

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JpegC’è una nuova mostra a Palazzo Mocenigo. Si chiama “Flaconi”, è stata inaugurata il 6 ottobre e durerà fino al 17 marzo dell’anno prossimo.

Come dice il nome, la mostra è focalizzata sui flaconi di profumi, per un totale di 225 esemplari che fanno parte della ricca collezione di Monica Magnani che è un’appassionata collezionista di questi oggetti, che presentano diverse particolarità.

Infatti tutte i flaconi di profumo che si possono ammirare all’interno del museo, sono tutte di altezze uguali o inferiori ai 10 centimetri. Il giro della mostra comincia subito all’ingresso del palazzo, a piano terra, dove ci sono all’incirca 16 teche, anche se è consigliato vedere le prime 8 sul lato sinistro, per poi dirigersi nella white room nell’angolo sinistro, e una volta usciti, vedere le restanti 8 e salire al primo piano per vedere le ultime due.

La mostra tra i due piani, è divisa per tematiche: Cronologia – Toys – Souvenir – Tecniche – Natura – Pegni d’amore – Contenitori – Chatelaine, è una mostra molto ben curata che ci fa percepire, non solo la bellezza di questi flaconi, ma anche uno stato d’animo o un sentimento che ognuno di essi rappresenta.

Sono tutti dei veri capolavori, anche se alcuni mi hanno colpito più degli altri: A piano terra, nella vetrina dedicata alla cronologia, ci sono dei magnifici flaconi come il Flacone Wedgwood , il flacone meissein “onion pattern”, il flacone crown top con margherite. il nome Meissen mi ricorda le antiche porcellane, dette anche “le porcellane di Dresda”, che ho potuto ammirare in una mostra tempo fa a Cà Rezzonico insieme a tante altre (e dove tutt’ora ci sono dei bellissimi capolavori al secondo piano nella sala del clavicembalo)

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Quelli di cui mi sono proprio innamorato erano nella sezione Souvenir, e sono tutti bellissimi, il flacone berlino, il flacone wiesbaden, il flacone oberammergau, il flacone colonia. Sono tutte delle fiaschette in porcellana smaltata con foglia d’argento, che riproducono i monumenti e palazzi noti delle località tedesche. E che dire di quei capolavori nella bacheca precedente ? Il flacone piramide Maya è assolutamente stupendo, così come il flacone New York a spilla, o il Chatelaine con miniatura di Venezia. E nella bacheca successiva, la numero 7, il flacone Hotel Mercury è semplicemente bellissimo ! Si decisamente la parte dedicata ai souvenir è la mia preferita, mi sono detto, soffermandomi ad ammirare il flacone Chatelaine Lady Hamilton ! Il nome Chatelaine sta a indicare, una fibbia, una spilla decorative di una cintura o di un anello, indossato con varie catene di sospensione, da cui pende l’oggetto dalle variate forme, con dediche, o messaggi per persone care.

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Una mostra da non perdere !

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E soffermatevi anche nella bacheca 12 Tecniche e smalti, il flacone in smalto nero e il flacone astratto meritano veramente ! La tecnica a smalto, è una combinazione di caldo tra paste vitree e supporti di metallo, e ci sono vari modi per farlo: la tecnica Chatelaine francese di Carlo X  è fatta  a Champlevè, una tecnica che scava il metallo per riempire gli spazi con i colori rosso e nero .

Posso capire che questa mia descrizione e le immagini non siano sufficienti, a farvi capire le ragioni del mio entusiasmo per questa mostra, tuttavia, credetemi sulla parola, nel dirvi che questa mostra è veramente eccezionale, e merita di vederla ! Inoltre, già che ci siete potete ammirare uno splendido palazzo, con dei grandi capolavori al suo interno, e sopratutto, potete approfondire ancor di più l’arte del profumo nelle sale al primo piano, dove, oltre alle rimanenti due bacheche della mostra, ci sono dei supporti multimediali, che spiegano molto di più ! Raccomando poi di visionare il documentario in 3 lingue (Italiano, Inglese e Francese) sulla storia del profumo.

COLLEZIONE MAGNANI. I flaconi banner

 

A new scent experience at Mocenigo’s Palace

 

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There is a new exhibition at Palazzo Mocenigo. It’s called “Flaconi”, it was inaugurated on October 6th and will last until March 17th next year.

As the name implies, the exhibition is focused on perfume bottles, for a total of 225 specimens that are part of the rich collection of Monica Magnani who is a passionate collector of these objects, which have different characteristics.

In fact all the perfume bottles that can be admired inside the museum, are all of heights equal or less than 10 centimeters. The tour of the exhibition immediately begins at the entrance of the building, on the ground floor, where there are about 16 display cases, although it is recommended to see the first 8 on the left side, then head to the white room in the left corner, and a once out, see the remaining 8 and go up to the first floor to see the last two.

The exhibition between the two floors, is divided by themes: Chronology – Toys – Souvenirs – Techniques – Nature – Love signs – Containers – Chatelaine; is a very well-curated exhibition that makes us perceive, not only the beauty of these bottles, but also a state of mind or a feeling that each of them represents.

They are all true masterpieces, although some have impressed me more than the others: On the ground floor, in the case dedicated to the chronology, there are some magnificent flacons like the Wedgwood flacon, the “onion pattern” meissin bottle, the crown top bottle with daisies . the name Meissen reminds me of the ancient porcelains, also called “the porcelains of Dresden”, which I could admire in an exhibition long ago in Cà Rezzonico along with many others (and where still there are beautiful masterpieces on the second floor in the hall of the harpsichord)

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An exhibition not to be missed!

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The bottles, I really fell in love with were in the Souvenir section, and they’re all beautiful, the Berlin bottle, the wiesbaden bottle, the oberammergau flask, the cologne bottle. They are all porcelain enamel flasks with silver leaf, which reproduce the monuments of famous buildings of the German cities. And what about those masterpieces on the previous showcase? The Mayan pyramid bottle is absolutely gorgeous, just like the New York brooch bottle, or the Chatelaine with Venice miniature. And on the next showcase, the number 7, the Hotel Mercury bottle is simply beautiful! Definitely the part dedicated to souvenirs is my favorite, I said to myself, stopping to admire the Chatelaine Lady Hamilton flacon! The name Chatelaine indicates a buckle, a decorative pin of a belt or a ring, worn with various suspension chains, from which the object hangs, with many forms, with dedications, or messages for loved ones.

I recomend to stop at the showcase numer 12: Techniques and enames: the black enamel bottle and the abstract bottle are really beautiful! The enamel technique, is a combination of warm glass pastes and metal supports, and there are several ways to do it: the French Chatelaine technique of Charles X is made in Champlevé, a technique that digs the metal to fill the spaces with the red and black colors for instance.

I can understand that my description and the images are not enough, to make you comprehend the reasons for my enthusiasm for this exhibition, however, take me on the word, if I say that this exhibition is truly exceptional, and deserves to see it! Moreover, while you are there you can admire a beautiful building, with great masterpieces inside, and above all, you can deepen even more the art of perfume in the rooms on the first floor, where, in addition to the remaining two showcases of the exhibition, there are  some multimedia devices, which will explain so much more! And also take my advice  to view the documentary in 3 languages (Italian, English and French) on the tv mount on the wall   about the history of perfume. .

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Anton Maria Zanetti: Mercante e collezionista a Cà rezzonico !

JpegA partire dal 29 settembre fino al 7 gennaio dell’anno prossimo, nel bellissimo museo di Cà Rezzonico, ci sarà una nuova ed emozionante mostra dedicata ad una figura che non tutti conoscono, ma che ha avuto un grosso ruolo nel 700 veneziano: Anton Maria Zanetti. Egli fù un appassionato collezionista, mercante, ma anche disegnatore ed abile incisore.

Dopo la morte del padre, si prese cura del resto della famiglia, lavorando come Assicuratore marittimo, riuscendo seppur a fatica a perseguire i suoi  hobby.

A lui dedicato, sono state allestite all’interno di Cà Rezzonico, le sale dei pastelli, la sala degli arazzi, la sala del trono  e il portego del primo piano. Dove si possono trovare degli album di disegni, caricature, incisioni, e volumi dedicati alle gemme che lui collezionava.

E’ importante sottolineare che Anton Maria Zanetti, era di estrazione borghese, ma tuttavia riuscì a stringere amicizie con personaggi nobili e non, tutti accomunati dalla passione del collezionismo. Tutto questo fu reso possibile, grazie all’illuminismo francese, in Europa si poteva viaggiare liberamente, viveva uno spirito di comunicazione di idee, e pertanto Zanetti entrò in contatto con personaggi importanti, tra i quali : Pierre Crozat, Pierre Jean Mariette, Antoine Watteau, Filippo D’Orleans, Rosalba Carriera, Lord Arundel, Jan Pietersez Zomer, il principe Venceslao di Liechtein, Daniele Antonio Bertoli, Marco Ricci, la regina di Svezia, e molti altri.

Ci sono testimonianze di un suo viaggio a Parigi in compagnia di Rosalba Carriera intorno al 1720, e mentre quest’ultima nel marzo del 1721 decide di tornare in Italia, Zanetti invece partì per andare a Londra, per poi dirigersi verso l’Olanda. Nel 1736 andrà a Vienna, chiamato dal principe del Liechetenstein !

Zanetti, durante quegli incontri, scopre che molti nobili si lamentavano della mancanza dell’uso della tecnica del chiaroscuro, o meglio che tale tecnica è caduta in disuso e non è stata mai ripresa. Da allora il collezionista sente l’impeto di riportarla in auge, provando lui stesso.

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Molto importante furono i volumi che lui pubblico: La Dactylioteca Zanettiana, che racchiude tutta la sua collezione di gemme antiche, e i due volumi Delle antiche statue Greche e Romane; volumi splendidamente rilegati, tutti molto interessanti !

La mostra è piena di interessanti opere, ed offre un nuovo spunto sulla realtà del 700 Veneziano, che prima non si conosceva. Consiglio a tutti di andare a vederla. Non capita tutti i giorni, di scoprire cose nuove sulla nostra bella città lagunare !

Anton Maria Zanetti e le sue collezioni banner

 

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Anton Maria Zanetti: Merchant and collector in Cà Rezzonico !

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From 29 September to 7 January of the next year, in the beautiful museum of Cà Rezzonico museum, there will be a new and exciting exhibition dedicated to a figure that not everyone knows, but who had a big role in the Venetian 700: Anton Maria Zanetti. He was a passionate collector, merchant, but also draftsman and skilled engraver.

After the death of his father, he took care of the rest of the family, working as a marine insurer, succeeding albeit with difficulty in pursuing his hobbies.

In the rooms of the pastels, the tapestry room, the throne room and the portego on the first floor have been set up inside Cà Rezzonico. the new exhibition, Wherewhere you can find albums of drawings, caricatures, engravings, and volumes dedicated to the gems that he collected.

It is important to underline that Anton Maria Zanetti, was of bourgeois extraction, but nevertheless managed to make friends with noble and non-noble characters, all united by the passion of collecting. All this was made possible thanks to the french enlightenment, as in Europe one could travel freely, lived a spirit of communication of ideas, and therefore Zanetti came into contact with important personalities, among them: Pierre Crozat, Pierre Jean Mariette, Antoine Watteau, Filippo D ‘ Orleans, Rosalba Career, Lord Arundel, Jan Pietersez Zomer, Prince Wenceslas of Liechtein, Daniele Antonio Bertoli, Marco Ricci, the Queen of Sweden, and many others.

There are letters that document of his trip to Paris in the company of Rosalba Carriera around 1720, and while the latter, in March 1721 decides to return to Italy, Zanetti instead left to go to London, and then head to Holland. In 1736 he will go to Vienna, called by the prince of the Liechetenstein himself !

Zanetti, during those meetings, discovers that many nobles were complaining about the lack of use of the chiaroscuro technique, or rather that this technique has fallen into disuse and has never been resumed. Since then the collector feels the need to bring it back into fashion, trying it himself.

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Very important were the volumes he published: La Dactylioteca Zanettiana, which contains all his collection of ancient gems, and the two volumes of the ancient Greek and Roman statues; beautifully bound volumes, all very interesting!

The exhibition is full of interesting works, and offers a new insight into the reality of the Venetian 700, which was not known before. I recommend everyone to go see it. It’s not every day to discover new things about our beautiful lagoon city!

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Giulia Lama a Cà Rezzonico

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Giulia_Lama_-_PiazzettaC’è una nuova mostra a Cà Rezzonico, molto interessante su Giulia Lama, un’artista che non tutti conoscono, e che merita di esser riscoperta.

Di lei, sapevo solo che c’era un suo quadro “Martirio di San Eurosia” al primo piano tra la sala della biblioteca e la sala del Tiepolo.  Quadro che ora fa parte della mostra insieme ai 11 bozzetti.  La vicenda del quadro narra che, Eurosia era la figlia del duca di Boemia, vissuta intorno alla fine del IX secolo, venne richiesta da papa Giovanni VIII come moglie per l’erede al trono di Aragona, in quel periodo, ultima difesa della cristianità contro i saraceni. La ragazza accettò e andò in Spagna; ma, appena varcati i Pirenei, lei e il gruppo con cui viaggiava furono attaccati da saraceni, ed Eurosia venne martirizzata, appena sedicenne, con il taglio di mani e piedi prima della decapitazione. Si dice che quando morì scoppiò un violento temporale che mise in fuga i saraceni. Da allora in Spagna si propagò il culto e la credenza nella sua protezione contro le bufere.

Da pochi giorni, è stata inaugurata nella sala degli arazzi, al primo piano, presso il museo di Cà Rezzonico, una mostra dedicata a lei. Al suo interno ci sono il quadro sopra menzionato e 11 bozzetti di nudi femminili, tutti molto interessanti.

Tuttavia, mi ha molto colpito la storia di questa pittrice, che si dice, fosse brava quanto la Rosalba Carriera, di cui, i suoi quadri a pastello, si possono vedere nella sala precedente, nella sala dell’alcova al secondo piano, sulla testiera del letto. E al terzo piano nella sala 10 della galleria Egidio Martini. Eppure non siamo in possesso di molti dati su di lei. Come mai ?

Sembrerebbe, che, nonostante fosse bravissima sia nella pittura, nella poesia, e nel ricamare, sia stata ostacolata, mal giudicata, e disprezzata, per motivi a me totalmente incomprensibili. Dicevano di lei che era talmente brutta, da non riuscire a trovare marito, dicevano che era ostinata, angosciata, depressa, sulla via della nevrosi. Ma non era così, anzi tutt’altro. Solo il Piazzetta ne parlava bene. Ella aveva osato, in una società difficile per quei tempi, ad essere autonoma, sia nella vita che nella professione. Era brava quanto i colleghi pittori maschi, solo che lei faceva dipinti, che tutti potessero guardare, nelle chiese, non nei salotti, per la vista di pochi.

Unica e sola figlia di Agostino e di Valentina dell’Avese, nata a Venezia il 1° ottobre del 1681, nella parrocchia di S. Maria Formosa e registrata con il nome di Giulia Elisabetta.  Sembra che abbia sempre abitato nella contrada natale, in calle Lunga, sino alla sua morte. Non risulta che fosse sposata, né che avesse figli. In giovane età studiò matematica, e questo farebbe supporre che un suo approccio alla pittura, avvenne più tardi.  Il padre non la scoraggio mai, anzi l’accolse nella bottega per fare esercizio. Morì a Venezia il 7 ottobre del 1747, per una febbre acuta con affetto cutaneo, che peggiorò.

Potete capirmi, come mi abbia intristito, questa storia, di una donna, che ha sempre combattuto contro i pregiudizi, l’invidia, la cattiveria, solo perché aveva osato essere diversa, essere autonoma, essere alla pari in una società con il paraocchi. Ecco perché penso, che quest’artista debba essere riscoperta, e invito tutti quanti, a visitare questa mostra a lei dedicata. Sebbene le opere siano poche, è il messaggio che si vuole lanciare, che è importante. E’ importante che questa grande donna, tutte le donne che vogliono affermarsi, e che non si arrendono di fronte a niente, non passino inosservate oggi, come allora.

Giulia Lama. Pittrice e poetessa 1681-1747

Dal 23 maggio al 3 settembre 2018
Ca’ Rezzonico Dorsoduro 3136, 30123 Venezia

Tel. +39 041 2410100

 

Giulia Lama exibition at Cà Rezzonico Museum !!

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There is a new exhibition at Cà Rezzonico, very interesting, about Giulia Lama, an artist that not everyone knows, and that deserves to be rediscovered.

Of her, I only knew that there was a painting called “Martyrdom of San Eurosia” on the first floor between the library hall and the Tiepolo hall. Painting that  now is part of this exhibition, along with the 11 drawings. The story of the painting tells that, Eurosia was the daughter of the Duke of Bohemia, she lived around the end of the ninth century, and she was requested by Pope John VIII to become wife for the heir to the throne of Aragon, at that time, the last defense of Christianity against the Saracens. The girl accepted and went to Spain; but, as soon as they crossed the Pyrenees, she and the group she was traveling with were attacked by Saracens, she was martyred, barely sixteen, with her hands and feet cut before being beheaded. It is said that when he died, a violent storm broke out, causing the Saracens to flee. Since then in Spain the cult and belief in its protection against the storms has spread a lot among common people.

A few days ago, an exhibition dedicated to her was inaugurated in the tapestry room on the first floor of the Cà Rezzonico museum. Inside there are the above mentioned painting and 11 drawings of female nudes, all very interesting.

However, what impressed me the most, was Giulia Lama’s story, it has been said that was good as  as Rosalba Carriera was, whose pastel paintings can be seen in the previous room, in the alcove room on the second floor, on the headboard of bed. And on the third floor in room 10 of the Egidio Martini gallery. Yet we do not have much data on her. Why is that ?

It would seem that, despite being very good both in painting, in poetry, and in embroidering, she has been hampered, misjudged, and despised, for reasons totally incomprehensible to me. They said of her that she was so ugly, that she could not find an husband, they said she was stubborn, anguished, depressed, on the road to neurosis. But it was not like that, actually far from it. Only the Piazzetta talked about her so well. She had dared, in a society (difficult for those times), to be autonomous, both in life and profession. She was as good as her fellow male painters, only that she painted, what everyone could look, in churches, not in salons, for the sight of a few.

The only daughter of Agostino and Valentina dell’Avese, she was born in Venice on 1 October 1681, in the parish of S. Maria Formosa and registered with the name of Giulia Elisabetta. It seems that she has always lived in the native district, in Calle Lunga, until her death. It does not appear that she was married or had any children. At a young age she studied mathematics, and this would suggest that her approach to painting came in later time. The father never discouraged her, on the contrary he welcomed her into the shop to do some exercises. She died in Venice on 7 October 1747, due to an acute fever with cutaneous affection, which worsened, caused her demise.

You can understand me, why I was so saddened, by the story of this woman, who has always fought against prejudice, envy, wickedness, just because she dared to be different, to be independent, to be on a par with a society in the eye. That’s why I think, that this artist should be rediscovered, and I invite everyone, to visit this exhibition dedicated to her. Although the works are few, it is the message  which is important. It is important that this great woman, all women who want to establish themselves, and who do not give up on anything, do not go unnoticed today, as they did then.

Giulia Lama. Painter and poetess 1681-1747

From 23 May to 3 September 2018
Ca ‘Rezzonico Dorsoduro 3136, 30123 Venice

Tel. +39 041 2410100

Attorno al vetro al Candiani di Mestre

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La quarta e ultima mostra della serie Corto Circuito ci svela il parallelismo tra la pittura e il vetro nel corso dei secoli. Scopriamo insieme come queste arti possono coesistere insieme.

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Pochi giorni fa, sono andato a vedere al Centro Culturale Candiani di Mestre la mostre “Attorno al vetro: e il suo riflesso nella pittura“. E’ una mostra bellissima, con oltre 230 capolavori dell’arte vetraria di Murano, insieme a circa 30 dipinti provenienti dalla Galleria Internazionale Moderna di Cà Pesaro, dalla Pinacoteca di Barletta, dal MAXXI di Roma, dai Musei Civici di Pesaro, della Fondazione CRTrieste, e da collezioni pubbliche e private.

In verità questa non è una sola mostra ma due ! Si ha la possibilità di ammirare due generi diversi di capolavori d’arte, che dialogano tra di loro. Fin dal cinquecento in poi il vetro ha cominciato a prendere il suo posto come forma d’arte e di espressione, con un suo proprio linguaggio.

L’oggetto in vetro con la sua trasparenza ci permette di vedere lontano, al di là di esso, e tuttavia essa riflette, cattura la realtà che giace attorno. La pittura con i suoi colori, esalta la bellezza del vetro che arricchisce le scene di natura morta. Gli specchi riflettono la nostra immagine, la nostra persona, con tutte le nostre imperfezioni. I bicchieri, i vasi, le bottiglie, di ogni forma e di ogni colore, si trasformano per contenere i liquidi.

“Sii senza limiti, senza forma, come l’acqua. Se metti l’acqua in una tazza, lei diventa una tazza. Se la metti in una teiera, diventa la teiera. Sii acqua, amico mio.” Bruce Lee

Le opere d’arte vetraria cominciano ad essere riprodotte nella tela, e possiamo ammirare come i vivaci colori li rappresentano nei quadri di Archimede Bresciano Da Gazoldo, Bruno Croatto, Ugo Celada Da Virgilio, Benvenuto Barolier, Beniamino Tommasi, Giorgio Morandi, Andrea Pagnacco, per citarne alcuni.

Tra i tanti quadri, sono rimasto molto colpito dalla “Donna allo specchio” di Archimede Bresciani, egli riesce a rappresentare in maniera sublime un semplice gesto quotidiano della donna che si fa bella dinanzi ad uno specchio, il quale mi ricorda molto quelli appesi nelle sale al primo e secondo piano del Museo di Cà Rezzonico.

L’immagine presa per pubblicizzare questa mostra è quella di Oscar Sogaro “Trasparenze” dove il tema della natura morta è circondata da diversi capolavori del vetro di diverso colore. Un’altro quadro molto bello ed interessante è quello di Bruno Croatto “Natura morta con vasi di Murano” dove il colore predominante è il rosso, ed è strabiliante come viene rappresentato il riflesso della realtà circostante nelle sfere di vetro.

La “natura morta” di Ugo Celada da Virgilio, è sorprendente. Il giallo su sfondo blu è stupefacentemente brillante e l’opera vetraria in rosso, trasparente, inquadra il riflesso della luce esterna.

Ma accanto a questi magnifici dipinti, troviamo altrettanti capolavori dei sapienti maestri di Murano, alcuni di questi pezzi sono ad opera di Ongaro & Fuga, Lorenzo Radi, Emilio Santini e molti altri ancora.

Questo dialogo tra due generi diversi di arte, è alquanto interessante. Soffermandoci a guardare queste opere si acquisisce una percezione della realtà tridimensionale unica. La nostra mente si apre a nuovi concetti e a nuove riflessioni, i nostri occhi cominciano a guardare oltre a quello che ci appare, ma allo stesso tempo allargano il suo campo visivo, il senso dell’estetica presente nelle opere pittoriche e del vetro regalano intense emozioni.

Lascio la mostra con nuovi pensieri, e cerco con questo mio scritto di trasmettere a voi le emozioni ancora impresse nella mia mente, così possiate voi rievocarle quando andrete a visitare la mostra.

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English translation

The fourth and last exhibition of the Corto Circuito series reveals the parallelism between painting and glass over the centuries. Let’s find out how these arts can coexist together.

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A few days ago, I went to see the exhibition “Around the glass: and its reflection in painting” at the Candiani Cultural Center in Mestre. It is a beautiful exhibition, with over 230 masterpieces of Murano glass art, together with about 30 paintings from the Cà Pesaro International Modern Gallery, the Barletta Art Gallery, the MAXXI in Rome, the Pesaro Civic Museums, the Fondazione CRTrieste , and from public and private collections.

In truth this is not just one exhibition but two! You have the opportunity to admire two different kinds of masterpieces of art, which interact with each other. From the sixteenth century on, the glass began to take its place as a form of art and expression, with its own language.

The glass object with its transparency allows us to see far, beyond it, and yet it reflects, captures the reality that lies around. Painting with its colors enhances the beauty of glass that enriches still life scenes. The mirrors reflect our image, our person, with all our imperfections. Glasses, vases and bottles of all shapes and colors are transformed to contain liquids.

“Be without limits, without form, like water. If you put the water in a cup, she becomes a cup. If you put it in a teapot, it becomes a teapot. Be water, my friend” Bruce Lee

The glass works of art, begin to be reproduced in the canvas, and we can admire how the bright colors represent them in the paintings of Archimedes Bresciano. From Gazoldo, Bruno Croatto, Ugo Celada From Virgilio, Benvenuto Barolier, Beniamino Tommasi, Giorgio Morandi, Andrea Pagnacco, to name a few.

Among the many paintings, I was very impressed by the “Woman in the mirror” by Archimede Bresciani, he manages to represent in a sublime way a simple daily gesture of the woman who becomes beautiful in front of the mirror, which reminds me a lot those mirrors hanging in the rooms on the first and second floor of the Museo di Cà Rezzonico.

The image taken to publicize this exhibition is one by Oscar Sogaro “Trasparenze” where the theme of still life is surrounded by different masterpieces of different colored glass. Another very beautiful and interesting picture is one by Bruno Croatto “Still life with Murano vases” where the predominant color is red, and it is amazing how the reflection of the surrounding reality is represented in those glass spheres.

The “Still life” of Ugo Celada from Virgilio is surprising. The yellow on a blue background is amazingly bright and the glass work in red, transparent, frames the reflection of the external light.

But next to these magnificent paintings, we find many masterpieces of the wise masters of Murano, some of these pieces are by Ongaro & Fuga, Lorenzo Radi, Emilio Santini and many others.

This dialogue between two different kinds of art is quite interesting. By dwelling on these works, we acquire a perception of the unique three-dimensional reality. Our mind opens up to new concepts and new reflections, our eyes begin to look beyond what appears to us, but at the same time widen its field of vision, the sense of aesthetics present in paintings and glass give intense emotions .

I leave the show with new thoughts, and I try with this writing, to transmit to you the emotions still imprinted in my mind, so you can recall them when you go to visit the exhibition.

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Viaggio nel passato a Cà Rezzonico !

For the english translation, please scroll down the page, thank you.

 

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Nella giornata di domenica 15 dicembre  2017, a Cà Rezzonico si è verificato uno storico evento !! Come di consueto la sezione della didattica del Museo di Cà Rezzonico, la MUVE Education, organizza sempre degli eventi, che si integrano con il percorso storico del Museo, quali ad esempio: visite guidate, compleanni per bambini (e non) al museo, notte al museo ect.

Le visite guidate, sono sempre molto interessanti, ed affascinanti, dove gruppi di persone, su prenotazione, hanno un tour del museo con delle guide molto preparate. Quella di ieri è stata a dir poco un evento senza precedenti, in quanto, in occasione di quella visita guidata, all’interno del palazzo c’erano dei personaggi in costume del 700 veneziano, che in collaborazione con la guida, inscenavano alcune battute, in relazione al loro costume e/o alla sala dove si trovavano.

La compagnia dei personaggi in costume, fanno parte del Cern Italia, ovvero del Consorzio Rievocazioni Storiche: un gruppo di persone, che amano fare le rievocazioni del passato. Sembra un fenomeno simile al Cosplayer, in quanto dietro a tutti questi costumi, ci sono dietro delle vere e profonde ricerche storiche, e i costumi che loro indossano rispecchiano veramente quelli dell’epoca, in ogni dettaglio, dall’abito, dalle scarpe, dai gioielli ect.

E’ stato come tornare indietro nel tempo ! Pensate di trovarvi in un Museo del 700 Veneziano, circondati da persone con gli abiti dell’epoca ! Affascinante !! Di sicuro i visitatori saranno stati molto colpiti da questa iniziativa !! Io mi trovavo nel Portego del primo piano, dove ho conosciuto due “comparse” che interpretavano una Dama del 700 e un procuratore di Venezia. Nella sala del Brustolone, si può ammirare un quadro che ne rappresenta uno, si nota che egli indossa delle vesti di color rosso, simili a delle toghe che oggigiorno gli avvocati indossano.

Per chi non lo sapesse ancora, il museo di Cà Rezzonico è uno dei più bei musei di Venezia, e tratta per l’appunto il 700 veneziano. E’ a poca distanza da Piazzale Roma e si trova nelle vicinanze di Campo S. Barnaba, poco dopo Campo S. Margherita (direzione Accademia). Per chi volesse venire in battello, deve prendere la linea 1 dell’ACTV e scendere alla fermata che porta il nome del museo !

 

Posso solo sperare che queste iniziative si ripetano, sono molto belle da vedere, ed esercitano un fascino del tutto incredibile !! Per rimanere informati sui vari eventi, potete seguire le pagine web dei seguenti link:

e naturalmente anche seguire il mio blog !

 

English Translation

Travel back in time at Cà Rezzonico Museum !

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On Sunday 15 December 2017, an historic event has occurred at Cà Rezzonico Museum!! The MUVE Education, it’s the organization of the Museum responsible to organize events, such as: guided tours, birthdays for children (and not) at the museum, night at the museum ect.

The guided tours are always very interesting and fascinating, ‘cause the groups of people, by reservation, have a tour of the museum with very good guides. The event of yesterday was nothing short of an unprecedented, because, during that guided tour, inside the building there were some characters wearing costumes of the 700 Venetian time, who in collaboration with the guide, staged some scenes, in relation to their costume and / or the room where they were.

The company of the characters in costume, are part of Cern Italy, ie the Consortium of  Re-enactment Societies: a group of people, who love to make re-enactments of the past. It seems a phenomenon similar to the Cosplayer, because behind all these costumes, there are real and deep historical research, and the costumes that they wear, they really reflect those of that time, in every detail, from the dress, from the shoes, from the jewels ect.

It was like going back in time! Think of finding yourself in a Museum of the Venetian 700 time, surrounded by people with the clothes of that era! Fascinating !! Surely the visitors will have been very impressed by this initiative !! I was in the Portego on the first floor, where I met two “actors” who played a lady of 700 and a procurator of Venice. In the hall of the Brustolone, you can admire a painting that represents one, you notice that he wears red robes, similar to the togas that nowadays lawyers wear.

For those who do not know it yet, the Cà Rezzonico museum is one of the most beautiful museums in Venice, and it’s field is the 700 Venetian time. It is not far  from Piazzale Roma and it’s located near Campo S. Barnaba, shortly after Campo S. Margherita (Accademia direction). For those wishing to come by boat, they must take the ACTV line number 1 and get off at the stop that bears the same name of the museum!

I can only hope that these initiatives are repeated, they are very great to see, and they exert a totally incredible charm on the visitors !! To stay informed about the various events, you can follow these following links:

and of course you can also follow my blog !

Velme a Cà Rezzonico

carezzonico VELME

For the english translation, please scroll down the page, thank you .

Tra pochi giorni si inaugurerà una nuova mostra a Cà Rezzonico, e il sottoscritto vi scrive per parlarvene, e a consigliarvi di venire a vederla ! La mostra che si aprirà il 13 maggio e si concluderà il 26 Novembre, si intitola “Velme” ed è stata creata dall’artista Marzia Migliora in collaborazione con la Fondazione Merz.

Il termine “Velme” sta a significare quel pezzo del fondale lagunare, che non è visibile se non in caso di bassa marea. Ecco che l’artista vuole rendere noto al pubblico alcuni dettagli che possono essere sfuggiti, senza un’attenta visione delle cose. In questo caso, l’artista vuole mettere in evidenza tramite le sue opere, lo sfruttamento delle risorse, quali che siano risorse naturali, o di forza lavoro, o del trattamento delle persone.

Molte sono state le sue ispirazioni, tra le quali, il motto della famiglia Rezzonico, che è scritto in latino sul loro stemma, che appare sia a piano terra, sopra la vasca dei pesci e delle tartarughe, e al primo piano, nella sala da ballo. La frase è:

“Si Deus pro nobis, quis contra nos”

che tradotto, significa: “Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?”  Nel caso della famiglia Rezzonico, il motto stava a significare, che il loro potere, la loro ricchezza, aveva l’approvazione di Dio, altrimenti, non li avrebbero avuti, quindi, il motto era un avvertimento, per chi si metteva contro di loro, perché quello voleva dire anche di mettersi contro Dio. L’artista invece, ha preso ispirazione da quella frase, e l’ha divisa in due: ovvero ha preso la seconda parte e l’ha piazzata in alcuni specchi, come nella sala degli Arazzi al primo piano. La prima parte della frase, è sempre stata usata da grandi personaggi della storia, per giustificare i più grandi errori storici mai commessi, come ad esempio le crociate, o il Nazismo, ect. Si è sempre usata questa frase, per rendere accettabili al mondo intero le stragi compiute, per i loro fini. Ecco che la seconda parte della frase, compare negli specchi, perché chi si specchia, è colui che è contro, e cioè loro stessi.

Un’altra ispirazione che l’artista ha avuto, l’ha colta dall’affresco del Tiepolo presente al secondo piano, nella sala di Villa Zianigo, dall’opera intitolata “Il mondo Nuovo”, questo è pure il titolo dell’opera dell’artista. Troviamo nella sala da ballo, troviamo alcune sculture di Andrea Brustolon, che ritraggono alcuni schiavi etiopi in catene, che porgono le spalle, e hanno davanti a se, ognuno, un’asta metrica di quelle che si usano nelle documentazioni fotografiche per i reperti archeologici. Esse rappresentano la distanza temporale, dei passi, dei movimenti in avanti, che hanno consentito loro di cambiare il loro stato da schiavi a quello di persone. Quest’opera è chiamata “Mondo Novo” proprio per il semplice fatto,che le sculture, mostrano le spalle, come le figure dipinte nell’affresco del Tiepolo del secondo piano (ad eccezione di due figure, che rappresentano padre e figlio creatori dell’affresco).

Restando sempre al primo piano, troviamo nel portego, un’altra opera dell’artista,che è stata chiamata “La fabbrica illuminata”. Praticamente ci sono 5 postazioni di lavoro, 5 banconi da orafo, e i rispettivi blocchi di salgemma posizionati sopra.  Essi rappresentano, anche in questo caso lo sfruttamento, ovvero lo sfruttamento della forza lavoro e delle risorse naturali (il sale considerato oro bianco) per il raggiungimento egoistico dell’accumulo di ricchezze.  L’opera è stata pensata sul ricordo degli operai della Italsider di Genova-Cornigliano, un’azienda caduta nel fallimento, e dalle registrazioni che Luigi IX, aveva realizzato, dove si sentivano i rumori delle macchine e degli operari.

Si lascia il primo piano se si sale al secondo. Qui ci sono due opere posizionate nella sala del Longhi e nel bodoir. Nella sala del Longhi, troviamo al centro, sopra il tavolo un calco di corno di rinoceronte, realizzato in bronzo con bagno galvanico in oro 24 carati. L’opera si chiama “Remains” e ha un collegamento proprio di fronte a se, nel quadro del Longhi dove viene rapprsentato il rinoceronte senza il corno,che è brandito da un uomo,come un trofeo. Anche qui, l’artista denuncia uno sfruttamento, che riguarda il mondo animale. Infatti, verso la fine del 800 e il primo 900, andava di moda, il safari in Africa, dove un numero indescrivibile di animali sono stati uccisi, o per divertimento, o per il loro valore, come il corno di rinoceronte, o le zanne di avorio degli elefanti. Un approfondimento, lo si può trovare nella sala del Conte Giuseppe dei Reali, nel museo di storia naturale, dove viene illustrato, come questo personaggio, abbia ucciso così tanti animali, e abbia arredato il suo studio, con i resti delle sue prede.

L’ultima opera, è stata posizionata nel bodoir, e si intitola “Taci, anzi parla” ed è una riproduzione di una maschera da donna, che si usava all’epoca,che si chiamava “moretta” e che si può vedere raffigurata nel quadro sopra menzionato “Il rinoceronte” del Longhi, e nel quadro del “Ridotto” di Francesco Guardi, nella sala del Parlatorio. La maschera in questione “la moretta” per l’appunto, era particolare, perché era priva di legacci o di nastro, per cui, per farla aderire al viso, c’era sul retro della maschera, una specie di “morso” con cui si stringeva con i denti. In questo modo, la dama non poteva parlare.  Come facevano a comunicare, penserete voi ? Ebbene, esisteva un modo di comunicare con le altre persone grazie al ventaglio che esse portavano con se. A seconda di come lo aprivano, voleva dire qualcosa:

La lingua del ventaglio

 

In sintesi, Velme è una mostra molto bella, e piena di significato, se la vedrete tenendo in mente quanto vi ho descritto finora, sono sicuro che piacerà molto anche a voi. Venite ordunque a vedere questo bellissimo museo e la mostra, non ve ne pentirete !

Dal 13 maggio al 26 novembre 2017

Orario 10 – 18 Ultimo ingresso ore 17 chiuso il martedì

http://carezzonico.visitmuve.it/

 

Velme at Cà Rezzonico

carezzonico VELME

In a few days a new show will be inaugurated at Cà Rezzonico, and I am here to advise you to come and see it! The exhibition, which will open on 13 May and end on November 26, is titled “Velme” and was created by the artist Marzia Migliora in collaboration with the Merz Foundation.

The term “Velme” means that piece of the lagoon seabed, is not visible except when the tide is low. Here’s what the artist wants to make known to the public are some details that can be missed, without a careful view of things. In this case, the artist wants to highlight through his works, the exploitation of resources, such as natural resources, or workforce, or treatment of people or of the animals.

Many of her inspirations comes from the motto of the Rezzonico family, which is written in Latin on their coat of arms, and it appears on the ground floor, above the fish tank and turtles, and on the first floor in the ball room. The phrase is:

“Si Deus pro nobis, quis contra nos”

which translated, means: “If God is with us, who will be against us?” In the case of the Rezzonico family, the motto meant  that their power, their wealth, had God’s approval, otherwise they would not have them, so the motto was a warning for those who opposed them, because that also meant to put themself against God. The artist, however, took inspiration from that sentence, and divided it into two parts:  she took the second part and put it in some mirrors, like in the Tapestries room, on the first floor. The first part of the sentence has always been used by great characters in history to justify the greatest historical mistakes ever made, such as Crusades, or Nazism, ect. This phrase has always been used to make the massacres taken for the sake of the whole world acceptable. Here you can see the second part of the phrase in the mirror beside our own image reflected. That make you think,who is the real enemy…

Another inspiration that the artist has had was taken from the fresco of Tiepolo on the second floor, in the room of Villa Zianigo, from the work titled “The New World”. This is also the title that the artist gave to her works we find in the ballroom. There we find some sculptures by Andrea Brustolon, depicting some Ethiopian slaves in chains, who shows their backs on us, and have each, a metric auction, the ones  used in photographic documentation for archaeological finds . They represent the temporal distance, the steps, the forward movements, which have allowed them to change from their state  of slaves to that of free people. This work is called “Mondo Novo” just for the simple fact that the sculptures show their backs, like the figures painted in the fresco of Tiepolo of the second floor (with the exception of two figures, representing father and son creators of the ” fresco).

Always on the first floor, we find ourselves in the portego, another work by the artist, which has been called “The Illuminated Factory”. Virtually there are 5 workstations, 5 goldsmiths, and their respective salgem blocks positioned above. They represent, in this case, the exploitation; that is, the exploitation of the workforce and of the natural resources (the salt considered white gold) for the selfish achievement of the accumulation of wealth. The work was conceived on the remembrance of the Workers of Italsider of Genoa-Cornigliano, a fallen company, and of the recordings that Louis IX had accomplished, where the noise of machines and operatives was heard.

Leaving the first floor,  you climb to the second. Here there are two works placed in the Longhi Hall and in the bodoir. In the Longhi Hall, we find in the center, on the table a rhinoceros horn, made of bronze with 24-carat gold galvanic bath. The work is called “Remains” and has a direct connection to the Longhi painting where the rhinocero  it’s without the horn, held, by a man, like a trophy. Even here, the artist denounces exploitation, which concerns the animal world. In fact, towards the end of 800 and the first 900, the safari in Africa, where an indescribable number of animals were killed, either for fun or for their value, such as the horn of rhinoceros, which may be cost in the black market more or less 1.000.000 $, or the tusks Of ivory of elephants. An in-depth look can be found in the room of Count Giuseppe dei Reali, in the museum of natural history, where it’s illustrated how this character killed so many animals and furnished his studio with the remains of his prey.

The last work, placed in the bodoir, is titled “Be silent, in fact speaks” and is a reproduction of a woman’s mask, which was used at the time, called “moretta” and can be seen depicted in the above-mentioned painting “The Rhinoceros” of Longhi, and in the framework of the “Reduced” by Francesco Guardi, in the Hall of the Parlatorio. The mask in question “the moretta” for the sake of it, was particular, because it was free of ties or ribbons, so that, to make it adhere to the face, there was on the back of the mask, a kind of “bite” with which she clenched her teeth. In this way, the lady could not speak. How did they communicate, will you think? Well, there was a way of communicating with other people thanks to the fan they carried with them. Depending on how they opened it, they wanted to say something. For instance:

  • To hold the fan with the right hand in front of the face. Follow me.
  • To hold it in the left ear. I want you to leave me alone.
  • To open the hand fan with the left hand. Come and talk to me.

In short Velme is a very beautiful show, and full of meaning, if you will see it, keeping in mind what I have described you so far, I’m sure you will love it very much. Come and see this beautiful museum and exhibition, you will not regret it!

From May 13 to November 26, 2017

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http://carezzonico.visitmuve.it/