Anton Maria Zanetti: Mercante e collezionista a Cà rezzonico !

JpegA partire dal 29 settembre fino al 7 gennaio dell’anno prossimo, nel bellissimo museo di Cà Rezzonico, ci sarà una nuova ed emozionante mostra dedicata ad una figura che non tutti conoscono, ma che ha avuto un grosso ruolo nel 700 veneziano: Anton Maria Zanetti. Egli fù un appassionato collezionista, mercante, ma anche disegnatore ed abile incisore.

Dopo la morte del padre, si prese cura del resto della famiglia, lavorando come Assicuratore marittimo, riuscendo seppur a fatica a perseguire i suoi  hobby.

A lui dedicato, sono state allestite all’interno di Cà Rezzonico, le sale dei pastelli, la sala degli arazzi, la sala del trono  e il portego del primo piano. Dove si possono trovare degli album di disegni, caricature, incisioni, e volumi dedicati alle gemme che lui collezionava.

E’ importante sottolineare che Anton Maria Zanetti, era di estrazione borghese, ma tuttavia riuscì a stringere amicizie con personaggi nobili e non, tutti accomunati dalla passione del collezionismo. Tutto questo fu reso possibile, grazie all’illuminismo francese, in Europa si poteva viaggiare liberamente, viveva uno spirito di comunicazione di idee, e pertanto Zanetti entrò in contatto con personaggi importanti, tra i quali : Pierre Crozat, Pierre Jean Mariette, Antoine Watteau, Filippo D’Orleans, Rosalba Carriera, Lord Arundel, Jan Pietersez Zomer, il principe Venceslao di Liechtein, Daniele Antonio Bertoli, Marco Ricci, la regina di Svezia, e molti altri.

Ci sono testimonianze di un suo viaggio a Parigi in compagnia di Rosalba Carriera intorno al 1720, e mentre quest’ultima nel marzo del 1721 decide di tornare in Italia, Zanetti invece partì per andare a Londra, per poi dirigersi verso l’Olanda. Nel 1736 andrà a Vienna, chiamato dal principe del Liechetenstein !

Zanetti, durante quegli incontri, scopre che molti nobili si lamentavano della mancanza dell’uso della tecnica del chiaroscuro, o meglio che tale tecnica è caduta in disuso e non è stata mai ripresa. Da allora il collezionista sente l’impeto di riportarla in auge, provando lui stesso.

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Molto importante furono i volumi che lui pubblico: La Dactylioteca Zanettiana, che racchiude tutta la sua collezione di gemme antiche, e i due volumi Delle antiche statue Greche e Romane; volumi splendidamente rilegati, tutti molto interessanti !

La mostra è piena di interessanti opere, ed offre un nuovo spunto sulla realtà del 700 Veneziano, che prima non si conosceva. Consiglio a tutti di andare a vederla. Non capita tutti i giorni, di scoprire cose nuove sulla nostra bella città lagunare !

Anton Maria Zanetti e le sue collezioni banner

 

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Anton Maria Zanetti: Merchant and collector in Cà Rezzonico !

Jpeg

From 29 September to 7 January of the next year, in the beautiful museum of Cà Rezzonico museum, there will be a new and exciting exhibition dedicated to a figure that not everyone knows, but who had a big role in the Venetian 700: Anton Maria Zanetti. He was a passionate collector, merchant, but also draftsman and skilled engraver.

After the death of his father, he took care of the rest of the family, working as a marine insurer, succeeding albeit with difficulty in pursuing his hobbies.

In the rooms of the pastels, the tapestry room, the throne room and the portego on the first floor have been set up inside Cà Rezzonico. the new exhibition, Wherewhere you can find albums of drawings, caricatures, engravings, and volumes dedicated to the gems that he collected.

It is important to underline that Anton Maria Zanetti, was of bourgeois extraction, but nevertheless managed to make friends with noble and non-noble characters, all united by the passion of collecting. All this was made possible thanks to the french enlightenment, as in Europe one could travel freely, lived a spirit of communication of ideas, and therefore Zanetti came into contact with important personalities, among them: Pierre Crozat, Pierre Jean Mariette, Antoine Watteau, Filippo D ‘ Orleans, Rosalba Career, Lord Arundel, Jan Pietersez Zomer, Prince Wenceslas of Liechtein, Daniele Antonio Bertoli, Marco Ricci, the Queen of Sweden, and many others.

There are letters that document of his trip to Paris in the company of Rosalba Carriera around 1720, and while the latter, in March 1721 decides to return to Italy, Zanetti instead left to go to London, and then head to Holland. In 1736 he will go to Vienna, called by the prince of the Liechetenstein himself !

Zanetti, during those meetings, discovers that many nobles were complaining about the lack of use of the chiaroscuro technique, or rather that this technique has fallen into disuse and has never been resumed. Since then the collector feels the need to bring it back into fashion, trying it himself.

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Very important were the volumes he published: La Dactylioteca Zanettiana, which contains all his collection of ancient gems, and the two volumes of the ancient Greek and Roman statues; beautifully bound volumes, all very interesting!

The exhibition is full of interesting works, and offers a new insight into the reality of the Venetian 700, which was not known before. I recommend everyone to go see it. It’s not every day to discover new things about our beautiful lagoon city!

Anton Maria Zanetti e le sue collezioni banner

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Giulia Lama a Cà Rezzonico

For the english translation, please scroll down the page, thank you.

Giulia_Lama_-_PiazzettaC’è una nuova mostra a Cà Rezzonico, molto interessante su Giulia Lama, un’artista che non tutti conoscono, e che merita di esser riscoperta.

Di lei, sapevo solo che c’era un suo quadro “Martirio di San Eurosia” al primo piano tra la sala della biblioteca e la sala del Tiepolo.  Quadro che ora fa parte della mostra insieme ai 11 bozzetti.  La vicenda del quadro narra che, Eurosia era la figlia del duca di Boemia, vissuta intorno alla fine del IX secolo, venne richiesta da papa Giovanni VIII come moglie per l’erede al trono di Aragona, in quel periodo, ultima difesa della cristianità contro i saraceni. La ragazza accettò e andò in Spagna; ma, appena varcati i Pirenei, lei e il gruppo con cui viaggiava furono attaccati da saraceni, ed Eurosia venne martirizzata, appena sedicenne, con il taglio di mani e piedi prima della decapitazione. Si dice che quando morì scoppiò un violento temporale che mise in fuga i saraceni. Da allora in Spagna si propagò il culto e la credenza nella sua protezione contro le bufere.

Da pochi giorni, è stata inaugurata nella sala degli arazzi, al primo piano, presso il museo di Cà Rezzonico, una mostra dedicata a lei. Al suo interno ci sono il quadro sopra menzionato e 11 bozzetti di nudi femminili, tutti molto interessanti.

Tuttavia, mi ha molto colpito la storia di questa pittrice, che si dice, fosse brava quanto la Rosalba Carriera, di cui, i suoi quadri a pastello, si possono vedere nella sala precedente, nella sala dell’alcova al secondo piano, sulla testiera del letto. E al terzo piano nella sala 10 della galleria Egidio Martini. Eppure non siamo in possesso di molti dati su di lei. Come mai ?

Sembrerebbe, che, nonostante fosse bravissima sia nella pittura, nella poesia, e nel ricamare, sia stata ostacolata, mal giudicata, e disprezzata, per motivi a me totalmente incomprensibili. Dicevano di lei che era talmente brutta, da non riuscire a trovare marito, dicevano che era ostinata, angosciata, depressa, sulla via della nevrosi. Ma non era così, anzi tutt’altro. Solo il Piazzetta ne parlava bene. Ella aveva osato, in una società difficile per quei tempi, ad essere autonoma, sia nella vita che nella professione. Era brava quanto i colleghi pittori maschi, solo che lei faceva dipinti, che tutti potessero guardare, nelle chiese, non nei salotti, per la vista di pochi.

Unica e sola figlia di Agostino e di Valentina dell’Avese, nata a Venezia il 1° ottobre del 1681, nella parrocchia di S. Maria Formosa e registrata con il nome di Giulia Elisabetta.  Sembra che abbia sempre abitato nella contrada natale, in calle Lunga, sino alla sua morte. Non risulta che fosse sposata, né che avesse figli. In giovane età studiò matematica, e questo farebbe supporre che un suo approccio alla pittura, avvenne più tardi.  Il padre non la scoraggio mai, anzi l’accolse nella bottega per fare esercizio. Morì a Venezia il 7 ottobre del 1747, per una febbre acuta con affetto cutaneo, che peggiorò.

Potete capirmi, come mi abbia intristito, questa storia, di una donna, che ha sempre combattuto contro i pregiudizi, l’invidia, la cattiveria, solo perché aveva osato essere diversa, essere autonoma, essere alla pari in una società con il paraocchi. Ecco perché penso, che quest’artista debba essere riscoperta, e invito tutti quanti, a visitare questa mostra a lei dedicata. Sebbene le opere siano poche, è il messaggio che si vuole lanciare, che è importante. E’ importante che questa grande donna, tutte le donne che vogliono affermarsi, e che non si arrendono di fronte a niente, non passino inosservate oggi, come allora.

Giulia Lama. Pittrice e poetessa 1681-1747

Dal 23 maggio al 3 settembre 2018
Ca’ Rezzonico Dorsoduro 3136, 30123 Venezia

Tel. +39 041 2410100

 

Giulia Lama exibition at Cà Rezzonico Museum !!

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There is a new exhibition at Cà Rezzonico, very interesting, about Giulia Lama, an artist that not everyone knows, and that deserves to be rediscovered.

Of her, I only knew that there was a painting called “Martyrdom of San Eurosia” on the first floor between the library hall and the Tiepolo hall. Painting that  now is part of this exhibition, along with the 11 drawings. The story of the painting tells that, Eurosia was the daughter of the Duke of Bohemia, she lived around the end of the ninth century, and she was requested by Pope John VIII to become wife for the heir to the throne of Aragon, at that time, the last defense of Christianity against the Saracens. The girl accepted and went to Spain; but, as soon as they crossed the Pyrenees, she and the group she was traveling with were attacked by Saracens, she was martyred, barely sixteen, with her hands and feet cut before being beheaded. It is said that when he died, a violent storm broke out, causing the Saracens to flee. Since then in Spain the cult and belief in its protection against the storms has spread a lot among common people.

A few days ago, an exhibition dedicated to her was inaugurated in the tapestry room on the first floor of the Cà Rezzonico museum. Inside there are the above mentioned painting and 11 drawings of female nudes, all very interesting.

However, what impressed me the most, was Giulia Lama’s story, it has been said that was good as  as Rosalba Carriera was, whose pastel paintings can be seen in the previous room, in the alcove room on the second floor, on the headboard of bed. And on the third floor in room 10 of the Egidio Martini gallery. Yet we do not have much data on her. Why is that ?

It would seem that, despite being very good both in painting, in poetry, and in embroidering, she has been hampered, misjudged, and despised, for reasons totally incomprehensible to me. They said of her that she was so ugly, that she could not find an husband, they said she was stubborn, anguished, depressed, on the road to neurosis. But it was not like that, actually far from it. Only the Piazzetta talked about her so well. She had dared, in a society (difficult for those times), to be autonomous, both in life and profession. She was as good as her fellow male painters, only that she painted, what everyone could look, in churches, not in salons, for the sight of a few.

The only daughter of Agostino and Valentina dell’Avese, she was born in Venice on 1 October 1681, in the parish of S. Maria Formosa and registered with the name of Giulia Elisabetta. It seems that she has always lived in the native district, in Calle Lunga, until her death. It does not appear that she was married or had any children. At a young age she studied mathematics, and this would suggest that her approach to painting came in later time. The father never discouraged her, on the contrary he welcomed her into the shop to do some exercises. She died in Venice on 7 October 1747, due to an acute fever with cutaneous affection, which worsened, caused her demise.

You can understand me, why I was so saddened, by the story of this woman, who has always fought against prejudice, envy, wickedness, just because she dared to be different, to be independent, to be on a par with a society in the eye. That’s why I think, that this artist should be rediscovered, and I invite everyone, to visit this exhibition dedicated to her. Although the works are few, it is the message  which is important. It is important that this great woman, all women who want to establish themselves, and who do not give up on anything, do not go unnoticed today, as they did then.

Giulia Lama. Painter and poetess 1681-1747

From 23 May to 3 September 2018
Ca ‘Rezzonico Dorsoduro 3136, 30123 Venice

Tel. +39 041 2410100

Attorno a Tiziano

Jpeg

Da pochi giorni hanno inaugurato la mostra “Attorno a Tiziano – L’annuncio e la luce verso il contemporaneo” al Centro Culturale Candiani di Mestre, e il sottoscritto è andato a vederla per raccontarvi com’è.

Il tema della mostra è l’Annunciazione, ovvero : l’annuncio del concepimento e della nascita di Gesù che viene fatto a sua madre Maria (per il Vangelo secondo Luca) e a suo padre Giuseppe (per il Vangelo secondo Matteo) dall’arcangelo Gabriele.

“Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.

Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.

Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi.
Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.”

Tale evento, ci viene presentato tramite le opere di alcuni artisti, tra i quali : Tiziano Vecellio, Luigi Fontana, Benvenuto Tisi da Garofalo, detto il Garofalo, Antonio Canova, e altri.

Andando in verso cronologico dovrei prima parlarvi di Garofalo e Tiziano e poi di Canova e Fontana. I primi due hanno vissuto tra il 1400 e il 1500, un periodo meglio noto come Rinascimento: un periodo che si pone tra il Medioevo e l’età moderna. Esso viene concepito dalla maggior parte degli uomini come un’età di cambiamento, che ha introdotto un nuovo modo di concepire il mondo e se stessi, sviluppando le idee dell’umanesimo.

In quel periodo ci sono stati grandi avvenimenti, tra i tanti e i più importanti citiamo: 1455 l’introduzione della stampa ad opera del tedesco Johaness Gutember, la riforma protestante di Martin Lutero, ect. Grazie alla prima scoperta, molti si avvicinarono alla cultura, mentre per il secondo avvenimento, esso produse brillanti e vivaci discussioni anche tra la gente comune.

Benvenuto Tisi era detto il Garofalo, derivava dal nome del paese in cui forse nacque, o forse perché, lui stesso occasionalmente firmava i suoi quadri con un piccolo disegno di un garofano. Visse tra il 1481 e il 1559. L’annunciazione da egli realizzato, fu quasi certamente, una pala d’altare, collocata a Mantova, presso le monache di San Cristoforo e dipinta tra il 1505 e il 1510. Gli elementi ci sono tutti, l’arcangelo Gabriele che porge in dono un giglio bianco, simbolo di purezza, Maria, madre di Gesù e la colomba bianca. Qui l’arcangelo è in piedi dinanzi a lei, mentre in altri quadri, proprio come quello di Tiziano Vecellio, è in volo o in fase di atterraggio.

Tiziano Vecellio è vissuto tra il 1488 e il 1576, molte sono state le sue opere. Per il sottoscritto, Tiziano è un ricordo molto caro, infatti ho cominciato a lavorare come operatore museale, proprio in occasione della grande mostra dedicata all’artista tenutasi a Palazzo Ducale nel 1990 ! E fu proprio li che ho ammirato per la prima volta il suo capolavoro “l’annunciazione”. Il dipinto ci presenta  quest’immagine: tra gli elementi già elencati, presenta uno schema di un organizzazione spaziale di tipo rinascimentale con l’Arcangelo colto in aereo movimento, l’attenzione del movimento si sposta lateralmente posizionandosi sui raggi divini irradiati dalla colomba, e finisce sulla figura inginocchiata della Madonna. Un vero capolavoro !

Nella mostra, tra le tante opere, si può vedere un bassorilievo dell’annunciazione realizzato da Antonio Canova. Antonio Canova è vissuto tra il 1757 e il 1822, ed è considerato uno dei massimi esponenti del neoclassicismo.  Anche questo illustre artista ha vissuto in un periodo storico pieno di importanti avvenimenti: ad esempio la caduta della Serenissima di Venezia, accaduta  nel 1797, o l’illuminismo.

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A differenza dei quadri già commentati, nel bassorilievo non si coglie nessun movimento, sebbene sia presente la colomba in volo. A pochi passi l’uno dall’altro, c’è l’Arcangelo, pronto a consegnare il giglio, e Maria, in posizione umile e devota, a capo chino.

E veniamo all’ultimo grande artista citato: Luigi Fontana, un nome molto famoso, ma che solo di recente, ho conosciuto, guardando alla sera, qualche volta, le trasmissioni di arte, o le aste in tv, come ad esempio, Arte Tv condotte da Willi Montini, o quelle su Telemarket con Alessandro Orlando, e altre ancora. Nelle sue opere Fontana aveva espresso un concetto nuovo di spazialità, molte delle quali furono famose per i tagli e i buchi che lui stesso realizzava alla tela.

Nella sua opera, presente in questa mostra, a lettere semplici, egli sulla tela scrive: io sono un santo. Il quadro come in altri da lui realizzati compaiono tagli e ferite e,  mi sembra di vedere fra parentesi, in alto una frase in matita, un “non” ( io “non” sono sono un santo). Mi sembra, che abbia voluto realizzare nello stesso quadro, due suoi modi di essere, quasi a voler rappresentare la dualità che è presente nella nostra quotidianità: male bene, dentro fuori, giorno notte ect.

Oltre a questi quattro grandi artisti, ce ne sono altri: troviamo molti disegni, altarini trittici di manifattura tedesca, una scultura di Mercurio alato ad opera di Jean De Boulogne; e poi mi fermo davanti ad un’opera che conosco bene: un quadro di Rosalba Carriera che rappresenta la Madonna. Quest’opera era collocata al secondo piano nella stanza dell’alcova, del Museo di Cà Rezzonico. E’ bellissimo !!

Tra le opere, possiamo scorgere scritte sui muri, tratte dalla Divina Commedia, di Rainer Maria Rilke, uno scrittore, poeta e drammaturgo austriaco di origine boema, di Thomas Stearns Eliot poeta, saggista, critico letterario e drammaturgo statunitense.

Insomma, in questa mostra, si è cercato di offrire vari spunti, punti di vista su questo evento religioso, presentando varie opere, di diversi artisti e in varie forme: quadri, bassorilievi, sculture ect. E come tutte le mostre, occorre tempo e riflessione, per comprenderla. Ecco perché consiglio di andare a vederla e.. a rivederla !! E come dico sempre, non guardate solo i quadri, date anche un’occhiata alle didascalie, guardate da dove provengono. In questo caso, molte opere vengono dal museo Correr, ma così facendo, spero che sarete invogliati a visitare i vari musei di appartenenza di queste opere, proprio perché, questi musei, sono pieni di altre meraviglie !