L’inizio di una storia..

For the English translation, please scroll down the page. Thank you !

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Verso la metà del mese di giugno del 1990, cominciò la mia carriera come operatore museale. Doveva essere semplicemente, un lavoro di pochi mesi, eppure da quella data, continuo a lavorare nei bellissimi musei civici di Venezia, e sono sempre più appassionato del mio lavoro.

In quel periodo c’era la mostra di Tiziano, organizzata a Palazzo Ducale, con l’aiuto di musei e gallerie di tutto il mondo, tra i quali: l’Ashmolean Museum di Oxford, il Detroit Istitute of Art, la collezione Thyssen-Bornemisza di Lugano, la biblioteca Marciana e le gallerie dell’accademia di Venezia, Koninklijk Museum  Voor  Shone Kunsten di Anversa, il Metropolitan Museum of Art di New york, il Museo del Louvre di Parigi, il Museum Boymans-Van Beunigen di Rotterdam, il Museo del Prado di Madrid, il Museo dell’Ermitage di S. Pietroburgo, la National Gallery of Art di Washington, lo stesso Palazzo ducale di Venezia e tanti altri.

Fu una delle più belle esperienze della mia vita, di cui ho tanti bei ricordi. Il lavoro era suddiviso in due turni, in quanto Palazzo Ducale, a quel tempo, solo per la mostra, era aperto fino a tarda serata: dalle 09.00 fino alle 16.00 il primo turno e il successivo fino alle ore 23.00.

Il lavoro non era faticoso, sebbene c’era sempre tanto da fare: le sale erano sempre strapiene, con tantissimi gruppi, tanto è vero, che dovevamo prestare attenzione a quanta gente poteva entrare in sala, e bloccavamo i gruppi, prima di entrare nella sala successiva, quando l’altro gruppo avanzava. Era un lavoro un po.. diplomatico, perché ovviamente, sia i singoli che i gruppi, premevano per avanzare, e bisognava agire con molto autocontrollo.

Il turno serale era forse quello che preferivo di più, in quanto, quando avevamo la pausa cena, avevamo a disposizione per noi, una delle balconate del Palazzo, e mentre mangiavamo potevano godere della stupefacente bellezza di Venezia di notte, uno spettacolo veramente unico.

Anche se si finiva alle 23.00 non c’erano problemi, in quanto, anche a quell’ora i mezzi di trasporto erano garantiti, e sia il personale che i turisti, potevano rientrare nelle loro abitazioni / hotel. E’ un punto su cui tutt’ora cerco di far capire a tutti quelli che mi seguono nell’ambiente museale / turistico: Il successo delle aperture serali dei musei, può funzionare SOLO se si garantiscono i mezzi per il ritorno. E’ importante sia per il personale, ma lo è altrettanto per i turisti. Se i mezzi vengono a mancare, è ovvio che lasceranno i musei prima, e non solo quelli, ma anche i ristoranti, teatri. I trasporti sono essenziali !

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Questa foto appartiene alla copertina del catalogo di quella mostra. E’ in mio possesso, all’epoca, era un’usanza regalare a fine mostra i cataloghi agli operatori museali. Penso che quella fu l’ultima volta che lo fecero, peccato, perché era un gesto apprezzammo molto. Era, come dire, un gesto di ringraziamento nei nostri confronti, per il lavoro svolto. A dire il vero, questo è un’altro punto, su mi piace parlare molto: sono dell’opinione che questi testi, dovrebbero essere a disposizione degli operatori museali. In primis, in quanto se viene loro chiesto qualcosa, son pronti a rispondere e fanno fare una bella figura al museo, secondo, in questo momento di Covid-19 i dispositivi touch screen potrebbero essere saggio non usarli, e la mia esperienza di tutti questi anni, mi ha fatto capire, che i turisti se possibile, preferiscono parlare con qualcuno.

Nel prossimo articolo vi parlerò di come divenni operatore museale a tutti gli effetti,  e di una figura di alto livello museale di quel tempo, che mi colpi molto (favorevolmente).

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The beginning of my story as Attendant museum !

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In the middle of June 1990, I started my career as a attendant museum. It was simply a job for few months, and yet, since then, I still work in the beautiful civic museums of Venice, and I am always in love with my job.

At that time there was the Titian’s exhibition, organized at the Doge’s Palace of Venice, with the help of museums and galleries from all over the world, including: the Ashmolean Museum of Oxford, the Detroit Institute of Art, the Thyssen collection Bornemisza of Lugano, the Marciana library and the galleries of the Venice academy, Koninklijk Museum Voor Shone Kunsten of Antwerp, the Metropolitan Museum of Art in New york, the Louvre Museum of Paris, the Museum Boymans-Van Beunigen of Rotterdam, the Prado Museum of Madrid, the Hermitage Museum of St. Petersburg, the National Gallery of Art in Washington, the Doge’s Palace in Venice itself and many others.

It was one of the most beautiful experiences of my life, of which I have many beautiful memories. The work was divided into two shifts, as Doge’s Palace, at that time, was open until late in the evening only for the exhibition: from 09.00 am to 16.00 pm the first shift and the following until 23.00 pm.

The work was not so difficult, although there was always a lot to do: the rooms were always full, with many groups, so many, that we had to pay attention to how many people could enter the room, and we  had to block the groups, before entering to the next room, when the other group advanced. It was a bit of a diplomatic job, because obviously both the single visitors and the groups were pushing to move forward, and it was necessary to act with a lot of self-control.

Even if we finished at 11.00 pm there were no problems, as even at that time the public transport were guaranteed, and both staff and tourists could return to their homes / hotels. It is a point on which I still try to make everyone who follows me in the museum / tourism environment understand: The success of the evening openings of museums can ONLY work if the means of return are guaranteed. It is important for both staff, but it is equally important for tourists. If the means are lacking, it is obvious that they will leave the museums sooner, and not only those, but also restaurants, theaters. Transportation is essential!

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This photo belongs to the cover of the catalog of that exhibition. It is still in my possession, at the time, it was customary to give catalogs to the attendants museum at the end of the exhibition. I think that was the last time they did it, too bad, because it was a gesture we appreciated a lot. It was, how to say, a gesture of thanks to us, for the work done. Actually, this is another point, I like to talk a lot about: I am of the opinion that these texts should be available to attendants museum. First of all, because if they are being asked something, they are ready to answer and make the museum look good, secondly, at this time of Covid-19 touch screen devices may be wise not to use them, and my experience of all these years, has made me convinced, that tourists if possible prefer to talk to someone.

In the next article I will tell you about how I became a full status attendant museum,  and of a high-level museum figure of that time, who impressed me favorably.

Attorno a Tiziano

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Da pochi giorni hanno inaugurato la mostra “Attorno a Tiziano – L’annuncio e la luce verso il contemporaneo” al Centro Culturale Candiani di Mestre, e il sottoscritto è andato a vederla per raccontarvi com’è.

Il tema della mostra è l’Annunciazione, ovvero : l’annuncio del concepimento e della nascita di Gesù che viene fatto a sua madre Maria (per il Vangelo secondo Luca) e a suo padre Giuseppe (per il Vangelo secondo Matteo) dall’arcangelo Gabriele.

“Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.

Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.

Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi.
Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.”

Tale evento, ci viene presentato tramite le opere di alcuni artisti, tra i quali : Tiziano Vecellio, Luigi Fontana, Benvenuto Tisi da Garofalo, detto il Garofalo, Antonio Canova, e altri.

Andando in verso cronologico dovrei prima parlarvi di Garofalo e Tiziano e poi di Canova e Fontana. I primi due hanno vissuto tra il 1400 e il 1500, un periodo meglio noto come Rinascimento: un periodo che si pone tra il Medioevo e l’età moderna. Esso viene concepito dalla maggior parte degli uomini come un’età di cambiamento, che ha introdotto un nuovo modo di concepire il mondo e se stessi, sviluppando le idee dell’umanesimo.

In quel periodo ci sono stati grandi avvenimenti, tra i tanti e i più importanti citiamo: 1455 l’introduzione della stampa ad opera del tedesco Johaness Gutember, la riforma protestante di Martin Lutero, ect. Grazie alla prima scoperta, molti si avvicinarono alla cultura, mentre per il secondo avvenimento, esso produse brillanti e vivaci discussioni anche tra la gente comune.

Benvenuto Tisi era detto il Garofalo, derivava dal nome del paese in cui forse nacque, o forse perché, lui stesso occasionalmente firmava i suoi quadri con un piccolo disegno di un garofano. Visse tra il 1481 e il 1559. L’annunciazione da egli realizzato, fu quasi certamente, una pala d’altare, collocata a Mantova, presso le monache di San Cristoforo e dipinta tra il 1505 e il 1510. Gli elementi ci sono tutti, l’arcangelo Gabriele che porge in dono un giglio bianco, simbolo di purezza, Maria, madre di Gesù e la colomba bianca. Qui l’arcangelo è in piedi dinanzi a lei, mentre in altri quadri, proprio come quello di Tiziano Vecellio, è in volo o in fase di atterraggio.

Tiziano Vecellio è vissuto tra il 1488 e il 1576, molte sono state le sue opere. Per il sottoscritto, Tiziano è un ricordo molto caro, infatti ho cominciato a lavorare come operatore museale, proprio in occasione della grande mostra dedicata all’artista tenutasi a Palazzo Ducale nel 1990 ! E fu proprio li che ho ammirato per la prima volta il suo capolavoro “l’annunciazione”. Il dipinto ci presenta  quest’immagine: tra gli elementi già elencati, presenta uno schema di un organizzazione spaziale di tipo rinascimentale con l’Arcangelo colto in aereo movimento, l’attenzione del movimento si sposta lateralmente posizionandosi sui raggi divini irradiati dalla colomba, e finisce sulla figura inginocchiata della Madonna. Un vero capolavoro !

Nella mostra, tra le tante opere, si può vedere un bassorilievo dell’annunciazione realizzato da Antonio Canova. Antonio Canova è vissuto tra il 1757 e il 1822, ed è considerato uno dei massimi esponenti del neoclassicismo.  Anche questo illustre artista ha vissuto in un periodo storico pieno di importanti avvenimenti: ad esempio la caduta della Serenissima di Venezia, accaduta  nel 1797, o l’illuminismo.

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A differenza dei quadri già commentati, nel bassorilievo non si coglie nessun movimento, sebbene sia presente la colomba in volo. A pochi passi l’uno dall’altro, c’è l’Arcangelo, pronto a consegnare il giglio, e Maria, in posizione umile e devota, a capo chino.

E veniamo all’ultimo grande artista citato: Luigi Fontana, un nome molto famoso, ma che solo di recente, ho conosciuto, guardando alla sera, qualche volta, le trasmissioni di arte, o le aste in tv, come ad esempio, Arte Tv condotte da Willi Montini, o quelle su Telemarket con Alessandro Orlando, e altre ancora. Nelle sue opere Fontana aveva espresso un concetto nuovo di spazialità, molte delle quali furono famose per i tagli e i buchi che lui stesso realizzava alla tela.

Nella sua opera, presente in questa mostra, a lettere semplici, egli sulla tela scrive: io sono un santo. Il quadro come in altri da lui realizzati compaiono tagli e ferite e,  mi sembra di vedere fra parentesi, in alto una frase in matita, un “non” ( io “non” sono sono un santo). Mi sembra, che abbia voluto realizzare nello stesso quadro, due suoi modi di essere, quasi a voler rappresentare la dualità che è presente nella nostra quotidianità: male bene, dentro fuori, giorno notte ect.

Oltre a questi quattro grandi artisti, ce ne sono altri: troviamo molti disegni, altarini trittici di manifattura tedesca, una scultura di Mercurio alato ad opera di Jean De Boulogne; e poi mi fermo davanti ad un’opera che conosco bene: un quadro di Rosalba Carriera che rappresenta la Madonna. Quest’opera era collocata al secondo piano nella stanza dell’alcova, del Museo di Cà Rezzonico. E’ bellissimo !!

Tra le opere, possiamo scorgere scritte sui muri, tratte dalla Divina Commedia, di Rainer Maria Rilke, uno scrittore, poeta e drammaturgo austriaco di origine boema, di Thomas Stearns Eliot poeta, saggista, critico letterario e drammaturgo statunitense.

Insomma, in questa mostra, si è cercato di offrire vari spunti, punti di vista su questo evento religioso, presentando varie opere, di diversi artisti e in varie forme: quadri, bassorilievi, sculture ect. E come tutte le mostre, occorre tempo e riflessione, per comprenderla. Ecco perché consiglio di andare a vederla e.. a rivederla !! E come dico sempre, non guardate solo i quadri, date anche un’occhiata alle didascalie, guardate da dove provengono. In questo caso, molte opere vengono dal museo Correr, ma così facendo, spero che sarete invogliati a visitare i vari musei di appartenenza di queste opere, proprio perché, questi musei, sono pieni di altre meraviglie !