Rovine a Palazzo Fortuny

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A Palazzo Fortuny c’è una nuova mostra che è stata inaugurata il 17 dicembre 2018 e durerà fino al 24 marzo 2019. La mostra si intitola “Futuruins” ed è stata realizzata in collaborazione tra La fondazione Civici musei di Venezia e il Museo Statale Ermitage di S. Pietroburgo.

La mostra con tutti i suoi pezzi, riempie tutti i 3 piani: piano terra, primo piano e secondo piano. Ma di cosa parla ?

Rovine, questo è il tema che viene proposto attraverso le varie opere di molti artisti. Le rovine, che noi pensiamo come ai resti di grandi civiltà decadute, che non esistono più, rovine del passato, eppure, le rovine fanno parte del nostro ciclo temporale. Se ci pensiamo, ogni società, ogni impero della storia, ha prodotto delle rovine. Viene pertanto ovvio pensare: causeremo anche noi a nostra volta, delle rovine, a cui i nostri successori, in un tempo lontano guarderanno con punto interrogativo ?

Rovine, che sono state create da eventi disastrosi o dalla mano dell’uomo.  Si pensi ai primi, ai disastri naturali come è accaduto alla città di Pompei, oppure agli eventi mitologici il diluvio universale, o la distruzione di Sodoma e Gomorra. Mentre per i secondi, basta guardare una foto dell’immane tragedia della distruzione delle torri gemelle di New York o del terremoto di Amatrice.

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Ma in queste terribili immagini, seppure fanno parte della mostra, possiamo dire che non sono rovine, ma cumuli di macerie, e c’è differenza tra questi due termini. Rovine, lascia intendere che c’è qualcosa che ancora è rimasto della costruzione originaria, mentre la seconda, significa che non è rimasto niente.

Ma le macerie sono anche cumuli di pietre, e proprio nelle pietre, troviamo dei riferimenti nelle opere presenti nella mostra. Dai cataclismi che creano rovine, viene poi il tempo della ricostruzione, della rinascita. Dopo il diluvio universale si narra che Deucalione e Pirra danno vita alla nuova umanità, lanciando dietro le spalle delle pietre, che diventano uomini e donne. Altri esempi sulle pietre vengono descritte in questa mostra,  com le immagini di Medusa che con lo sguardo pietrificava le sue vittime, oppure della leggenda di Orfeo ed Euridice, dove il mito narra che quando Orfeo esce dagli inferi, incautamente si volta verso la sua amata che si trasforma in pietra ? Nei tempi antichi si credeva che gli Dei fossero nelle pietre, non fu Afrodite che animò la statua che aveva scolpito Pigmalione, re di Cipro ? Statue, templi,  pietre, rovine…

Molto raramente una mostra mi ha fatto riflettere come questa. Futuruins offre parecchi messaggi su molti livelli, infatti, in fondo al Portego del primo piano, a destra, c’è una sala dove viene proiettato un filmato. Le rovine non sono fatte solo di pietre, ma sono anche dentro di noi, il filmato in questione parla degli hikikomori, che significa in giapponese “stare in disparte, isolarsi”, dalle parole hiku “tirare” e komoru “ritirarsi”) è una parola giapponese usata per descrivere coloro che hanno scelto di ritirarsi dalla vita sociale, spesso cercando livelli estremi di isolamento e confinamento. Tali scelte sono dovute da fattori personali e sociali di varia genere. Tra questi la situazione del contesto familiare in Giappone, marcato dalla mancanza di una figura paterna e da un’eccessiva iperprotettività materna, la grande pressione della società giapponese verso auto-realizzazione e il successo personale, cui l’individuo viene sottoposto fin da giovane. Quindi con l’auto isolamento, stando sempre dentro, e non frequentando mai il mondo esterno, diventiamo noi stessi delle rovine di quello che eravamo un tempo. Tristemente, ormai non è più un fenomeno legato al Giappone. Si registrano casi anche in America e in Europa.

Futuruins è una mostra piena di bellissime stupefacenti opere, ecco alcune che mi sono piaciute un sacco !!

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Un’immagine di Robert Gligorov, intitolato “boom” che assomiglia molto ad un fungo nucleare, ma che molto probabilmente, è una nuvola generata dall’eruzione di un vulcano. La seconda invece è un opera di Giacomo Costa, che si intitola “Acqua n° 10″un’opera che veramente lascia senza fiato ! Sembra di vedere un frammento di un possibile nostro futuro: rovine del nostro mondo, in fondo all’acqua, forse causato dai vari mutamenti climatici, a cui stiamo lentamente andando incontro.

Credetemi, Futuruins, è veramente una mostra molto interessante, non perdetela !

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Ruins at Fortuny Museum in Venice !

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At Palazzo Fortuny there is a new exhibition that was inaugurated on December 17, 2018 and will last until March 24, 2019. The exhibition is titled “Futuruins” and was made in collaboration between The Civic Museums Foundation of Venice and the State Hermitage Museum of St. Petersburg.

The exhibition with all its pieces, fills all 3 floors: ground floor, first floor and second floor. what is it about?

Ruins, this is the theme that is proposed through the various works of many artists. The ruins, which we think of as the remains of great fallen civilizations, which no longer exist; ruins of the past, yet the ruins are part of our time cycle. If we think about it, every society, every empire of history, has produced ruins. It is therefore obvious to think: will we also cause ourselves, in our turn, ruins, to which our successors, in a distant time, will look with a question mark?

Ruins, which were created by disastrous events or by the hand of man. Think of the former, the natural disasters as happened to the city of Pompeii, or the mythological events such as the universal flood, or the destruction of Sodom and Gomorrah. While for the latter, just look at a picture of the huge tragedy of the destruction of the twin towers of New York or the earthquake of Amatrice.

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But in these terrible images, even if they are part of the exhibition, we can say that they are not ruins, but heaps of rubble, and there is a difference between these two terms. Ruins, suggests that there is still something left of the original construction, while the latter means that nothing is left.

But the rubble are heaps of stones, and right in the stones, we find references in the works in this exhibition. From the cataclysms that create ruins, then comes the time of reconstruction, of rebirth. After the universal flood it is said that Deucalione and Pirra gave life to the new humanity, throwing behind the shoulders some stones, which become men and women. Other examples on the stones are described in this exhibition, the many images of Medusa that with her look  petrified her victims, and what about Orpheus and Eurydice, where the myth tells that when Orpheus comes out of the underworld, recklessly turns to his beloved who turns into stone? In ancient times it was believed that the gods were in the stones, it was not Aphrodite that animated the statue that had carved Pygmalion, king of Cyprus? Statues, temples, stones, ruins …

Very rarely an exhibition made me think like this. Futuruins offers several messages on many levels, in fact, near the end of the first floor, on the right, there is a room where a film is projected. The ruins are not made only of stones, but they are also within us, the film in question talks about the hikikomori, which means in Japanese “stand aside, isolate yourself”, from the words hiku “pull” and komoru “withdraw”) is a Japanese word used to describe those who chose to retire from social life, often seeking extreme levels of isolation and confinement. These choices are due to personal and social factors of various kinds. Among these the situation of the family in Japan, marked by the lack of a father figure and excessive maternal overprotectiveness, the great pressure of Japanese society towards self-realization and personal success, to which the individual is subjected from a young age. So with self-isolation, always staying inside, and never dating the outside world, we become ourselves the ruins of what we once were. Sadly, it is no longer a phenomenon related to Japan. Cases are also reported in America and Europe.

Futuruins is an exhibition full of beautiful amazing works, here are some that I liked a lot !!

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An image of Robert Gligorov, entitled “boom” that looks very much like a nuclear mushroom, but most likely, it is a cloud generated by the eruption of a volcano. The second one is a work by Giacomo Costa, which is titled “Acqua n ° 10” a work that truly leaves you breathless! It seems to see a fragment of a possible future: ruins of our world, at the bottom of the water, perhaps caused by the various climate change, which we are slowly going towards.

Believe me, Futuruins, it’s really a very interesting show, do not miss it!

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Il mito di Giuditta a Mestre

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C’è una nuova mostra, che farà molto parlare di se, ed è una mostra, credetemi, che richiamerà tanti visitatori della terraferma, e che li invoglierà ad andare, più avanti nel tempo a vedere tutte le meraviglie dei Civici Musei di Venezia.

La mostra in questione si intitola : “ATTORNO A KLIMT. Giuditta, eroismo e seduzione” è cominciata il 14 dicembre e durerà fino al 5 marzo 2017, ed è ospitata al Centro Culturale Candiani di Mestre. Una mostra fortemente voluta dal Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, o meglio, la prima di un ciclo di una serie di eventi, dal titolo: “Corto circuito – Dialogo tra i secoli.

La mostra è incentrata sul mito di Giuditta, la storia è un episodio della Bibbia Cristiana Cattolica, e non in quelle ebraica; è pure narrata nel “Libro di Giuditta”, un libro  detto deuterocanonico, cioè quei libri della Bibbia che sono stati accettati dalla Chiesa latina e dalla Chiesa greca, ma che, per l’Antico Testamento, sono stati parzialmente o totalmente respinti dalla Comunione Anglicana e dalle chiese protestanti che non li ritengono validi ,  ed è  considerato apocrifo.

La storia è ambientata durante il regno di Nabucodonosor. Conclusa vittoriosamente la prima campagna di guerra, il “Grande re” affidò al suo generale Oloferne la campagna d’occidente, durante la quale questi incontrò il popolo di Israele. Assediati, ridotti allo stremo per fame e sete, dopo 34 giorni gli israeliti avrebbero voluto arrendersi, a stento, il loro capo Ozia, riusci a convincerli ad aspettare pochi giorni ancora.

Giuditta, alla notizia dell’intenzione di resa, convoca gli anziani, rimprovera loro la scarsa fede, ne ottiene la fiducia, si veste elegantemente, e si presenta ad Oloferne con la sua serva e con doni, fingendo di essere venuta a tradire il suo popolo.

Condotta alla presenza del generale viene ben accolta, Oloferne la invita al suo banchetto, credendo di poterla anche possedere. Ma quando viene lasciato solo con la donna egli è completamente ubriaco.

Avvicinatasi alla colonna del letto che era dalla parte del capo di Oloferne, ne staccò la scimitarra, poi, accostatasi al letto, afferrò la testa di lui per la chioma e disse: «Dammi forza, Signore Dio d’Israele, in questo momento». E con tutta la forza di cui era capace lo colpì due volte al collo e gli staccò la testa.

Il mito di Giuditta è stato ampiamente raffigurato in molte tele, è interessante notare, che l’arma con cui decapita Oloferne, spesso cambia dimensioni, infatti a volte è raffigurata da un coltellaccio, da sciabola corta, da spada fino allo spadone e alla meno realistica spada lunga.

A Giuditta stessa, vengono attribuiti molti significati, essa viene identificata come la giustizia, ecco il perché della spada lunga, essa è spesso usata nelle esecuzioni capitali. Giuditta, è l’eroina che salva il suo popolo, colei che usa come armi, la sua bellezza, la sua sensualità, la sessualità contro l’invasore nemico violento. E’ il simbolo del bene che trionfa contro il male, l’atto della decapitazione della testa, è la definitiva sconfitta del nemico, infatti, quante volte si sente dire, che, non importa quanti tentacoli ha una piovra, bisogna sempre mirare alla testa.

Giuditta rappresenta il rapporto tra la donna e l’uomo, i due opposti, come Eros e Thanatos, l’amore e la morte, quasi a ricordarci il simbolo dello ying e dello yang.

Ma in questa mostra, non c’è solo spazio, per Giuditta, altre come lei sono ospitate in questi locali, come ad esempio la storia di Giaele e Sisara: la storia di una delle terribili eroine dell’Antico Testamento: si tratta di Giaele, la cui storia è narrata nel Libro dei Giudici. Dopo aver attratto nella propria tenda Sisara, il generale Cananeo sconfitto dal popolo d’Israele, lo uccide nel sonno conficcandogli un picchetto della tenda nel cranio.

Inoltre è possibile  vedere altre personaggi simili, quali Leda, Europa, Dione, Danae: tutte figure femminili che Zeus seduce, trasformandosi in varie forme animali, come il cigno, il toro, una nuvola ect. Ricordiamoci che per l’appunto la mostra descrivono atti di eroismo e di seduzione.

La mostra ospita numerose opere incentrata su questi temi, molti dei quali provengono dai Musei Civici Veneziani, quali Cà Rezzonico, Cà Pesaro, Museo Correr, dall’archivio del Museo Fortuny, dal Museo di arte contemporanea di Trento e Rovereto e da numerose collezioni private. Inoltre è possibile vedere un video in bianco e nero “Giuditta: metamorfosi sullo schermo” fatto da un team di studiosi dell’università di Padova, in cui è montato una serie di spezzoni di vecchie pellicole delle più famose dive che hanno fatto la loro comparsa sul grande schermo fin dai primi vent’anni del secolo passato.

E in più, la ciliegina sulla torta, il celebre quadro “Giuditta 2” di Klimt, presentato a Venezia nel 1909, fu acquistato dalla Galleria d’Arte Moderna ed è oggi esposto nella sede del Museo Ca’ Pesaro. La cosa che mi ha colpito di più su questo quadro, è che si ha la sensazione  che il quadro si allunghi, non so spiegarmi meglio, ma ho questa impressione, e mi ricordano alcune stampe giapponesi antiche, che vidi molto tempo fa.

In conclusione, una mostra fantastica ! Mi è piaciuta moltissimo, e sono dell’opinione, che piacerà a tante altre persone. Questa è un’occasione unica per portare la gente a conoscere i Musei Civici di Venezia, e le sue opere. Quando ammirate un quadro, guardate anche la targhetta descrittiva, guardate da dove proviene, vi verrà voglia di saperne di più, su molte altre opere di cui abbiamo la fortuna di avere a poca distanza.. Andate a vedere la mostra, non ve ne pentirete !

Cadorin al Museo Fortuny

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For the English translation, please scroll down the page, thank you.

Giorni fa, ho avuto la fortuna di avere un turno nel bellissimo Museo Fortuny, il quale in questo momento, ospita la mostra “LA BOTTEGA CADORIN. Una dinastia di artisti veneziani” che si terrà dal 26 novembre fino al 27 marzo del prossimo anno. La mostra occupa il piano terra, il primo e il secondo piano,  e contiene un gran numero di splendide opere d’arte: dai disegni, fotografie, sculture, tutte ad opera della famiglia Cadorin.

Voglio anche rendervi noto, che al primo piano sono esposti dei ulteriori quadri di Mariano Fortuny, che precedentemente erano stati tolti, per fare spazio alle opere delle varie mostre precedenti. Alcuni dei quali, sono i magnifici quadri a tema Wagneriano, che sono molto affascinanti !

I Cadorin, una famiglia di artisti, provenienti da Pieve di Cadore, hanno rappresentato per Venezia, un capitolo nella storia dell’arte durata quasi tre secoli. Da Vincenzo, fino a Guido, Livia, e poi Paolo e Ida Barbarigo, si possono ammirare questi loro capolavori, all’interno di questo bellissimo museo.

Personalmente, mi sono piaciute molto le foto in tonalità seppia, che sono al secondo piano, di Augusto Tivoli che rappresentano Livia o Maria.. Anche i disegni e i quadri di Guido Cadorin, sono molto belli.

Mi ha fatto piacere rivedere alcuni quadri di Ida Barbarigo.. alcuni erano già presenti in una precedente mostra dedicata a quattro splendide donne: Henriette Fortuny, Ida Barbarigo, Sarah Moon, e Romain Brooks, dell’anno scorso. In più ci sono dei quadri di Zoran Music, il marito di Ida Barbarigo, che sebbene, possano sembrare un po difficili da capire, ci appaiono subito dopo comprensibili, una volta letta la sua biografia, in quanto egli fu scosso dal suo periodo di prigionia durante la seconda guerra mondiale nel campo di concentramento di Dachu.

Invito tutti voi, ad andare a vedere questa bellissima mostra. Avrete l’occasione di vedere nuovi capolavori, di rivedere quelli già presenti: Palazzo Fortuny, non è solo un museo, è un’ambiente magico, affascinante, pieno di atmosfera, pieno di incredibili tesori d’arte; e visto che tale museo, apre solo per mostre, è un peccato perdere questa occasione !

Cadorin at Fortuny Museum

 

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Days ago, I was lucky enough to have a shift of work in the beautiful Fortuny Museum, which at this moment, is hosting the exhibition “LA BOTTEGA CADORIN. A dynasty of Venetian artists” to be held from November 26 until March 27 next year. The exhibition occupies the ground floor, the first and second floors, and contains a large number of beautiful works of art: drawings, photographs, sculptures, all by the Cadorin family.

I also want to let you know that on the first floor are the other paintings by Mariano Fortuny, which had previously been removed, to make room for works of several previous exhibitions. Some of which, are the magnificent paintings themed Wagner, which are very fascinating!

The Cadorin, a family of artists, from Pieve di Cadore, they represent for Venice, a chapter in art history lasted almost three centuries. From Vincenzo, until Guido, Livia, and then Paul and Ida Barbarigo, you can admire these masterpieces , within this beautiful museum.

Personally, I loved the photos in sepia colours, which are on the second floor,  by Augusto Tivoli representing Livia and Mary .. Even the drawings and paintings by Guido Cadorin, are very beautiful.

I was pleased to see some pictures of Ida Barbarigo .. some were already present in a previous exhibition dedicated to four beautiful women: Henriette Fortuny, Ida Barbarigo, Sarah Moon, and Romain Brooks,  last year. In addition there are the paintings of Zoran Music, the husband of Ida Barbarigo, that although, they may seem a bit difficult to understand, they appear soon after understandable once you read his biography, because he was shaken from his period of captivity during World war II in the concentration camp of Dachu.

I invite all of you to go and see this beautiful exhibition. You will have the opportunity to see new masterpieces, to revise existing ones: Palazzo Fortuny, is not just a museum, it is a magical environment, charming, full of atmosphere, full of amazing art treasures; and given that this museum, is open only for exhibitions, it is a shame to miss this opportunity!

8 marzo a Venezia

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In occasione della festa della donna, nella giornata di martedì 8 marzo i musei Civici Veneziani offrono l’accesso gratuito TUTTE LE DONNE dei comuni della Città Metropolitana di Venezia, e l’orario di visita sarà prolungato fino alle ore 19.00. I musei della Fondazione che aderiscono a questa iniziativa sono:

Museo Correr – Museo di Cà Pesaro – Museo di Palazzo Mocenigo – Museo di Casa Goldoni – Museo di Storia Naturale – Museo del vetro di Murano – Museo del Merletto di Burano – Palazzo Fortuny.

E’ una splendida iniziativa, e sono il primo ad esserne felice. Ritengo purtroppo che adesso come adesso, la festa della donna, sia diventata solo un evento commerciale, e si rischia di dimenticare l’origine di questa celebrazione, e di cosa voglia significare.

Il 25 marzo del 1911 scoppio il più devastante incendio che New York abbia mai conosciuto, in soli 18 minuti la fabbrica Triangle divenne una trappola mortale dove perirono 146 persone, tra cui 123 donne. Le cause furono dovute alla totale assenza di regole di prevenzione di incendi, per cui  tessuti infiammabili immagazzinati per tutta la fabbrica, scarti di tessuto sparsi per il pavimento, gli uomini che lavoravano come tagliatori a volte fumavano, l’illuminazione era fornita da luci a gas aperte e c’erano pochi secchi d’acqua per spegnere gli incendi.

Questi sono i nomi delle vittime, per non dimenticare:

Adler, Lizzie, 24 – Altman Anna 16 – Ardito, Annina, 25 – Bassino, Rose, 31 – Benanti, Vincenza, 22 – Berger, Yetta, 18 – Bernstein, Essie, 19 – Bernstein, Jacob, 38 – Bernstein, Morris, 19 – Billota, Vincenza, 16 – Binowitz, Abraham, 30 – Birman, Gussie, 22 – Brenman, Rosie, 23 – Brenman, Sarah, 17 – Brodsky, Ida, 15 – Brodsky, Sarah, 21 – Brucks, Ada, 18 – Brunetti, Laura, 17 – Cammarata, Josephine, 17 – Caputo, Francesca, 17 – Carlisi,  – osephine, 31 – Caruso, Albina, 20 – Ciminello, Annie, 36 – Cirrito, Rosina, 18 – Cohen,  – nna, 25 – Colletti, Annie, 30 – Cooper, Sarah, 16 – Cordiano , Michelina, 25 – Dashefsky, Bessie, 25 – Del Castillo, Josie, 21 – Dockman, Clara, 19 – Donick, Kalman, 24 – Driansky, Nettie, 21 – Eisenberg, Celia, 17 – Evans, Dora, 18 – Feibisch, Rebecca, 20 – Fichtenholtz, Yetta, 18 – Fitze, Daisy Lopez, 26 – Floresta, Mary, 26 – Florin, Max, 23 – Franco, Jenne, 16 – Friedman, Rose, 18 – Gerjuoy, Diana, 18 – Gerstein, Molly, 17 – Giannattasio, Catherine, 22 – Gitlin, Celia, 17 – Goldstein, Esther, 20 – Goldstein, Lena, 22 – Goldstein, Mary, 18 – Goldstein, Yetta, 20 – Grasso, Rosie, 16 – Greb, Bertha, 25 – Grossman, Rachel, 18 – Herman, Mary, 40 – Hochfeld, Esther, 21 – Hollander, Fannie, 18 -Horowitz, Pauline, 19 – Jukofsky, Ida, 19 -Kanowitz, Ida, 18 -Kaplan, Tessie, 18 -Kessler, Beckie, 19 -Klein, Jacob, 23 -Koppelman, Beckie, 16 -Kula, Bertha, 19 -Kupferschmidt, Tillie, 16 -Kurtz, Benjamin, 19 -L’Abbate, Annie, 16 -Lansner, Fannie, 21 -Lauletti, Maria Giuseppa, 33

Lederman, Jennie, 21 -Lehrer, Max, 18 -Lehrer, Sam, 19 -Leone, Kate, 14 -Leventhal, Mary, 22 – Levin, Jennie, 19 -Levine, Pauline, 19 – Liebowitz, Nettie, 23 -Liermark, Rose, 19 -Maiale, Bettina, 18 -Maiale, Frances, 21 -Maltese, Catherine, 39 -Maltese, Lucia, 20 -Maltese, Rosaria, 14 -Manaria, Maria, 27 -Mankofsky, Rose, 22 – Mehl, Rose, 15 – Meyers, Yetta, 19 – Midolo, Gaetana, 16 – Miller, Annie, 16 – Neubauer, Beckie, 19 – Nicholas,  – nnie, 18 – Nicolosi, Michelina, 21 – Nussbaum, Sadie, 18 – Oberstein, Julia, 19 – Oringer, Rose, 19 – Ostrovsky , Beckie, 20 – Pack, Annie, 18 – Panno, Provindenza, 43, Pasqualicchio, Antonietta, 16 – Pearl, Ida, 20 – Pildescu, Jennie, 18 – Pinelli, Vincenza, 30 – Prato, Emilia, 21 – Prestifilippo, Concetta, 22 – Reines, Beckie, 18 – Rosen (Loeb), Louis, 33 – Rosen, Fannie, 21 – Rosen, Israel, 17 – Rosen, Julia, 35 – Rosenbaum, Yetta, 22 – Rosenberg, Jennie, 21 – Rosenfeld, Gussie, 22 – Rothstein, Emma, 22 – Rotner, Theodore, 22 – Sabasowitz, Sarah, 17 – Salemi, Santina, 24 – Saracino, Sarafina, 25 – Saracino, Teresina, 20 – Schiffman, Gussie, 18 – Schmidt, Theresa, 32 – Schneider, Ethel, 20 – Schochet, Violet, 21 – Schpunt, Golda, 19 – Schwartz, Margaret, 24 – Seltzer, Jacob, 33 – Shapiro, Rosie, 17 – Sklover, Ben, 25 – Sorkin, Rose, 18 – Starr, Annie, 30 – Stein, Jennie, 18 – Stellino, Jennie, 16 – Stiglitz, Jennie, 22 – Taback, Sam, 20 – Terranova, Clotilde, 22  Tortorelli, Isabella, 17 – Utal, Meyer, 23 – Uzzo, Catherine, 22 – Velakofsky, Frieda, 20 – Viviano, Bessie, 15 – Weiner, Rosie, 20 – Weintraub, Sarah, 17 – Weisner, Tessie, 21 – Welfowitz, Dora, 21 – Wendroff, Bertha, 18 – Wilson, Joseph, 22 – Wisotsky, Sonia, 17.

 

Non dobbiamo dimenticarci di loro, come non dobbiamo dimenticare del ruolo che le donne occupano nella vita di oggi, delle donne che combattono,che soffrono. Sembra una coincidenza che in questo periodo, si trova nelle sale cinematografiche questo film :

 

Con il termine suffragette si indicavano le appartenenti a un movimento di emancipazione femminile nato per ottenere il diritto di voto per le donne. In seguito la parola “suffragetta” ha finito per indicare,  la donna che lotta o si adopera per ottenere il riconoscimento della piena dignità delle donne, coincidendo con il termine femminista. Insieme a loro, ci sono state tante altre donne, che hanno lottato per i loro diritti, o farsi strada in un mondo di uomini, ecco qui alcuni nomi, che ho trovato :

Maria Skłodowska, conosciuta come Marie Curie, è stata una chimica e fisica polacca e in seguito francese. Nel 1903 fu insignita del premio Nobel per la fisica (assieme al marito Pierre Curie e ad Antoine Henri Becquerel) per i loro studi sulle radiazioni e, nel 1911, del premio Nobel per la chimica per la sua scoperta del radio e del polonio. Marie Curie è stata l’unica donna tra i quattro vincitori di più di un Nobel e, insieme a Linus Pauling, l’unica ad averlo vinto in due aree distinte. Marie Curie crebbe nella Polonia russa; poiché qui le donne non potevano essere ammesse agli studi superiori, si trasferì a Parigi e nel 1891 iniziò a frequentare la Sorbona, dove si laureò in fisica e matematica. Nel dicembre del 1897 iniziò a compiere degli studi sulle sostanze radioattive, che da allora rimasero al centro dei suoi interessi. Dopo la morte accidentale del marito Pierre Curie, avvenuta nel 1906, le fu concesso di insegnare nella prestigiosa università della Sorbona. Due anni più tardi le venne assegnata la cattedra di fisica generale, diventando la prima donna ad insegnare alla Sorbona.

Ipàzia di Alessandria: è stata una matematica, astronoma e filosofa greca antica. Rappresentante della filosofia neo-platonica, la sua uccisione da parte di una folla di cristiani in tumulto, per alcuni autori composta di monaci detti parabolani, l’ha resa una «martire della libertà di pensiero».

George Sand, pseudonimo di Amantine, è stata una scrittrice e drammaturga francese. Considerata tra le autrici più prolifiche della storia della letteratura, è autrice di numerosi romanzi, novelle e drammi teatrali; tra i suoi scritti più illustri vi sono Indiana, Lélia, Consuelo, La palude del diavolo, La piccola Fadette, François le Champi e l’autobiografia Storia della mia vita (Histoire de ma vie).  Femminista molto moderata, fu attiva nel dibattito politico e partecipò, senza assumere una posizione di primo piano, al governo provvisorio del 1848, esprimendo posizioni vicine al socialismo, che abbandonò alla fine della sua vita per un moderato repubblicanesimo. La sua opposizione alla politica temporalistica e illiberale del papato le costò la messa all’Indice di tutti i suoi scritti nel dicembre del 1863. Sand è inoltre ricordata anche per il suo anticonformismo e per le relazioni sentimentali avute con lo scrittore Alfred de Mussete con il musicista Fryderyk Chopin.

Anna Maria Mozzoni è stata una giornalista italiana, attivista dei diritti civili e pioniera del femminismo in Italia.

Amelia Mary Earhart scomparsa nell’Oceano Pacifico presso l’isola Howland il 2 luglio 1937) è stata un’aviatrice statunitense. Sedici primati mondiali, ha ispirato libri, serie tv e film, come Star Trek, Il Corvo, Amelia, Una notte al museo. A fermarla è stato un incidente, ancora avvolto nel mistero, accaduto mentre stava per concludere il suo sogno più grande: il giro del mondo. Dopo 22.000 miglia, quando le mancava un terzo del tragitto per finire, è scomparsa. “Nelle spedizioni future le donne si assumeranno responsabilità sempre più grandi e il genere a cui appartengono inciderà sempre meno sul riconoscimento del loro valore, che avverrà alla luce dei risultati raggiunti”, di questo, Amalia era profondamente convinta.

Maria Tecla Artemisia Montessori fu un’educatrice, pedagogista,filosofa, medico e scienziata italiana, internazionalmente nota per il metodo educativo che prende il suo nome, adottato in migliaia di scuole materne, primarie, secondarie e superiori in tutto il mondo; fu tra le prime donne a laurearsi in medicina in Italia.

Wangari Muta Maathai  è stata un’ambientalista, attivista politica e biologa keniota. Nel 2004 è diventata la prima donna africana ad aver ricevuto il Premio Nobel per la Pace per «il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace». È stata membro del parlamento keniota e Assistente Ministro per l’Ambiente e le Risorse Naturali nel governo del presidente Mwai Kibaki, fra il gennaio 2003 e il novembre 2005. Apparteneva all’etnia kikuyu.

Vorrei spendere anche qualche parola, per tutte le ragazze madri, che si trovano da sole a far crescere i figli, o alle donne perseguitate dai stalker. Finalmente sembra che ci sia la legge per gli incidenti stradali, possibile che non si riesca a fare di più per queste donne che vengono tormentate, picchiate, dobbiamo sempre aspettare, fino a quando è troppo tardi ??

Desidero finire questo blog dicendovi questo: che questa festa, sia ricordata per quello che è, e non si festeggi la donna, solo l’8 marzo, ma ogni giorno !

Gli operatori Museali della Fondazione Civici Musei augurano Felice 8 marzo a tutte le donne. Vi aspettiamo nei nostri musei !

English Version

8 March in Venice

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On the occasion of Women’s Day, Tuesday March 8, the Venetians civic museums offer free access to all women of the municipalities of the Metropolitan City of Venice, and visiting hours will be extended until 19.00 hours. The Foundation’s museums participating in this initiative are:

Correr Museum – Cà Pesaro Museum – Mocenigo Palace – Carlo Goldoni’s house – Natural History Museum – Glass Museum in Murano – Lace Museum in Burano – Fortuny Palace.

It ‘a wonderful initiative, and I am very happy about this. I think, unfortunately, that right now, Women’s Day, has become just a commercial event, and that we may forget the origin of this celebration, and what it means.

On March 25, 1911 happened the most devastating fire that New York has ever known; in only 18 minutes the Triangle factory became a death trap, and 146 people perished, including 123 women. The causes were due to the total absence of fire prevention rules, flammable fabrics stored for the whole factory, fabric scraps scattered around the floor, the men working as cutters sometimes smoked, the lighting was provided by lights open gas and there were a few buckets of water to put out fires.

These are the names of the victims, not to forget:

Adler, Lizzie, 24 – Altman Anna 16 – Ardito, Annina, 25 – Bassino, Rose, 31 – Benanti, Vincenza, 22 – Berger, Yetta, 18 – Bernstein, Essie, 19 – Bernstein, Jacob, 38 – Bernstein, Morris, 19 – Billota, Vincenza, 16 – Binowitz, Abraham, 30 – Birman, Gussie, 22 – Brenman, Rosie, 23 – Brenman, Sarah, 17 – Brodsky, Ida, 15 – Brodsky, Sarah, 21 – Brucks, Ada, 18 – Brunetti, Laura, 17 – Cammarata, Josephine, 17 – Caputo, Francesca, 17 – Carlisi,  – osephine, 31 – Caruso, Albina, 20 – Ciminello, Annie, 36 – Cirrito, Rosina, 18 – Cohen,  – nna, 25 – Colletti, Annie, 30 – Cooper, Sarah, 16 – Cordiano , Michelina, 25 – Dashefsky, Bessie, 25 – Del Castillo, Josie, 21 – Dockman, Clara, 19 – Donick, Kalman, 24 – Driansky, Nettie, 21 – Eisenberg, Celia, 17 – Evans, Dora, 18 – Feibisch, Rebecca, 20 – Fichtenholtz, Yetta, 18 – Fitze, Daisy Lopez, 26 – Floresta, Mary, 26 – Florin, Max, 23 – Franco, Jenne, 16 – Friedman, Rose, 18 – Gerjuoy, Diana, 18 – Gerstein, Molly, 17 – Giannattasio, Catherine, 22 – Gitlin, Celia, 17 – Goldstein, Esther, 20 – Goldstein, Lena, 22 – Goldstein, Mary, 18 – Goldstein, Yetta, 20 – Grasso, Rosie, 16 – Greb, Bertha, 25 – Grossman, Rachel, 18 – Herman, Mary, 40 – Hochfeld, Esther, 21 – Hollander, Fannie, 18 -Horowitz, Pauline, 19 – Jukofsky, Ida, 19 -Kanowitz, Ida, 18 -Kaplan, Tessie, 18 -Kessler, Beckie, 19 -Klein, Jacob, 23 -Koppelman, Beckie, 16 -Kula, Bertha, 19 -Kupferschmidt, Tillie, 16 -Kurtz, Benjamin, 19 -L’Abbate, Annie, 16 -Lansner, Fannie, 21 -Lauletti, Maria Giuseppa, 33

Lederman, Jennie, 21 -Lehrer, Max, 18 -Lehrer, Sam, 19 -Leone, Kate, 14 -Leventhal, Mary, 22 – Levin, Jennie, 19 -Levine, Pauline, 19 – Liebowitz, Nettie, 23 -Liermark, Rose, 19 -Maiale, Bettina, 18 -Maiale, Frances, 21 -Maltese, Catherine, 39 -Maltese, Lucia, 20 -Maltese, Rosaria, 14 -Manaria, Maria, 27 -Mankofsky, Rose, 22 – Mehl, Rose, 15 – Meyers, Yetta, 19 – Midolo, Gaetana, 16 – Miller, Annie, 16 – Neubauer, Beckie, 19 – Nicholas,  – nnie, 18 – Nicolosi, Michelina, 21 – Nussbaum, Sadie, 18 – Oberstein, Julia, 19 – Oringer, Rose, 19 – Ostrovsky , Beckie, 20 – Pack, Annie, 18 – Panno, Provindenza, 43, Pasqualicchio, Antonietta, 16 – Pearl, Ida, 20 – Pildescu, Jennie, 18 – Pinelli, Vincenza, 30 – Prato, Emilia, 21 – Prestifilippo, Concetta, 22 – Reines, Beckie, 18 – Rosen (Loeb), Louis, 33 – Rosen, Fannie, 21 – Rosen, Israel, 17 – Rosen, Julia, 35 – Rosenbaum, Yetta, 22 – Rosenberg, Jennie, 21 – Rosenfeld, Gussie, 22 – Rothstein, Emma, 22 – Rotner, Theodore, 22 – Sabasowitz, Sarah, 17 – Salemi, Santina, 24 – Saracino, Sarafina, 25 – Saracino, Teresina, 20 – Schiffman, Gussie, 18 – Schmidt, Theresa, 32 – Schneider, Ethel, 20 – Schochet, Violet, 21 – Schpunt, Golda, 19 – Schwartz, Margaret, 24 – Seltzer, Jacob, 33 – Shapiro, Rosie, 17 – Sklover, Ben, 25 – Sorkin, Rose, 18 – Starr, Annie, 30 – Stein, Jennie, 18 – Stellino, Jennie, 16 – Stiglitz, Jennie, 22 – Taback, Sam, 20 – Terranova, Clotilde, 22  Tortorelli, Isabella, 17 – Utal, Meyer, 23 – Uzzo, Catherine, 22 – Velakofsky, Frieda, 20 – Viviano, Bessie, 15 – Weiner, Rosie, 20 – Weintraub, Sarah, 17 – Weisner, Tessie, 21 – Welfowitz, Dora, 21 – Wendroff, Bertha, 18 – Wilson, Joseph, 22 – Wisotsky, Sonia, 17.

We must not forget them, as we must not forget the role that women occupy in today’s life, women who fight, who suffer. It seems a coincidence that in this period, is in theaters this film:

 

The term suffragettes were indicated belonging to a female emancipation movement started to gain the right to vote for women. Later the word “suffragette” has come to indicate, the woman who struggles or strives to achieve recognition of the full dignity of women, coinciding with the term feminist. Along with them, there were many other women, who have fought for their rights, or make their way in a man’s world, here are some names that I found:

Maria Sklodowska, known as Marie Curie, was a chemistry and physics Polish and French followed. In 1903 he was awarded the Nobel Prize in Physics (together with her husband Pierre Curie and Henri Becquerel) for their studies on radiation and, in 1911, the Nobel Prize for Chemistry for her discovery of radium and polonium. Marie Curie was the only woman among the four winners of the Nobel and, along with Linus Pauling, the only one to have won it in two distinct areas. Marie Curie grew in Russian Poland; because here women could not be admitted to higher education, he moved to Paris and in 1891 he attended the Sorbonne, where he graduated in physics and mathematics. In December of 1897 he began making studies of the radioactive substances, which has since remained the center of his interests. After the accidental death of her husband Pierre Curie, in 1906, she was allowed to teach at the prestigious Sorbonne University. Two years later she accepted the chair of general physics, becoming the first woman to teach at the Sorbonne.

Hypatia of Alexandria was a mathematician, astronomer and ancient Greek philosopher. Representative of the neo-Platonic philosophy, she’s killing by a mob of Christians in turmoil, for some authors composed of such parabolani monks, has made a “martyr of the freedom of thought.”

George Sand, pseudonym of Amantine, was a French writer and playwright. Considered one of the most prolific authors of the history of literature, she is the author of numerous novels, short stories and dramas; among her most illustrious include Indiana, Lélia, Consuelo, The Swamp Devil, Little Fadette, François le Champi and autobiography The Story of My Life (Histoire de ma vie). Feminist very moderate, was active in the political debate and participated, without assuming a leading position, the Provisional Government of 1848, expressing positions close to socialism, who left at the end of his life to a moderate republicanism. Her opposition to temporalistic illiberal politics and the papacy cost her placed on the Index of all his writings in December 1863. Sand  is also remembered for her unconventionality and romantic relationships she had with the writer Alfred de Mussete, and with the composer Fryderyk Chopin.

Anna Maria Mozzoni was an Italian journalist, a civil rights activist and a pioneer of feminism in Italy.

Amelia Mary Earhart disappeared in the Pacific Ocean near the island Howland July 2, 1937. She was an American aviator. Sixteen world records, she has inspired books, TV series and films, such as Star Trek, The Crow, Amelia, Night at the Museum. What stop her, was an accident, still shrouded in mystery, it happened while she was about to finish her biggest dream: travel around the world. After 22,000 miles, when she missed a third of the way to finish, she has disappeared. “In future shipments women will take on increasingly important responsibilities, and gender to which they belong will impact less on the recognition of their value, which will take place in the light of the results achieved,” of this, Amalia was deeply convinced.

Maria Tecla Artemisia Montessori was a teacher, educator, philosopher, doctor and Italian scientist, internationally known for hers educational method that takes hers name, adopted in thousands of kindergartens, primary schools, secondary and higher around the world; She was among the first women to graduate in medicine in Italy.

Wangari Muta Maathai was an environmentalist, political activist and Kenyan biologist. In 2004 she became the first African woman to receive the Nobel Peace Prize for “her contribution to the cause of sustainable development, democracy and peace”. She was a member of parliament and the Kenyan Assistant Minister for Environment and Natural Resources in the government of President Mwai Kibaki between January 2003 and November 2005. She belonged to ethnic Kikuyu.

And after these important  women of history, I wish to say a few words, for all single mothers, who are on their own to bring up their children, or for the women who are harassed by stalkers. Finally there seems to be a law for traffic accidents,  but why we may not be able to do more for these women who are harassed, beaten, why we always have to wait until it is too late ??

I wish to end this blog  saying this: Let  this day, be remembered for what it is, and  do not celebrate the women, only on March 8, but every day!

The Attendants Museums of the  Foundation Civic Museums wish Happy March 8 to all women! We will be waiting for you all in our museums!

S. Valentino

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E dopo Carnevale, ecco un’altra splendida occasione per voi tutti che venite a visitare Venezia ! Quale magnifica occasione di visitare una città romantica come Venezia, proprio nel giorno di S. Valentino ! E perché non farlo dentro ai Musei Civici ?

Una leggenda, dice che il ponte dei sospiri di Palazzo Ducale, è il ponte degli innamorati, ma purtroppo devo confessarvi che non è così. I sospiri non erano di innamorati , ma di condannati alle prigioni del Palazzo, e quando attraversavano il ponte, attraverso le inferiate, potevano vedere per l’ultima volta il mondo esterno, ecco il perché dei sospiri.

Ma leggenda a parte, tutta la città di Venezia è romantica e meta ideale per il vostro S. Valentino, e potete prendere due piccioni con una fava e visitare i magnifici Musei Civici ! Palazzo Ducale, Museo di Cà Rezzonico, Museo Correr, Palazzo Fortuny, Casa Goldoni, Palazzo Mocenigo, Museo di Cà Pesaro ! Sono tutte mete speciali per passare un week end (o più giorni) per le coppie innamorate.. Vi aspettiamo !!

S. Valentine’s day in Venice !

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And after the Carnival, you have another wonderful opportunity  to visit Venice! What a unique occasion to visit a romantic city like Venice, right in the Valentine’s Day! And why not do it visiting the beautiful Civic Museums?

A legend says that the bridge of sighs of the Doge’s Palace, is the bridge of lovers, but unfortunately I have to confess that it is not true! The sighs were not from men in love, but from the sentenced criminals to the prisons of the palace, when they crossed the bridge, through the bars, they could see for the last time the outside world, that’s why they sighed.

But legends aside, the whole city of Venice is romantic and ideal destination for your S.Valentine’s day and  you can kill two birds with one stone choosing to visit the magnificent Civic Museums while you are there! The Doge’s Palace, the Museum of Ca ‘Rezzonico, Correr Museum, Fortuny’s Palace, Goldoni’s House, Mocenigo’s Palace, the Museum of Cà Pesaro! They are all special places to spend a weekend (or more days) for couples in love .. Come, we will welcome all of you with open arms !!

4 Grandi Donne

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Di recente sono stato di turno al Museo Fortuny di Venezia. Per chi non lo sapesse, il Museo Fortuny, a differenza di tutti gli altri musei della Fondazione Civici di Venezia, è particolare per almeno due ragioni:

  • Ospita per la maggior parte, mostre ispirate alle donne, o create da artiste donne, anche se sono state ospiti mostre di ogni artista, ma ognuna stupenda nel suo genere.

 

  • Apre solo quando c’è una mostra da esporre, altrimenti rimane chiuso. Ecco perché non bisogna lasciarsi scappare l’opportunità di vedere questo stupendo museo quando è aperto.

 

In questo periodo il museo Fortuny, non ospita una mostra, ma bensì quattro ! Si avete capito bene, ci sono quattro stupende mostre, che attendono solo voi. Queste mostre fanno parte del ciclo “inverno a Palazzo Fortuny” e ospitano su tre piani (dal piano terra fino al secondo – il terzo è chiuso) le mostre dedicate a quattro stupende donne:

  • Henriette Fortuny
  • Romaine Brooks
  • Sarah Moon
  • Ida Barbarigo

A piano terra, è ospitato la mostra dedicata a Ida Barbarigo: “Erme e Saturni” questo è il titolo di questa sua mostra. Sebbene io non avessi lavorato a quel piano, mi ci sono recato nel mio giorno libero, per avere un’idea più chiara su queste intriganti artiste. Ebbene si, intriganti, ho usato questa parola, diciamo che sono piene di fascino, mistero queste donne, e i loro capolavori sono meravigliosi, enigmatici a volte, ma sempre stupendi  e ricchi di significato, di domande.

Ammetto che le opere di Ida Barbarigo non sono di facile interpretazione, il che mi fa pensare se è necessario un maggior studio delle sue opere. Ella è una discendente di una famiglia di artisti, le opere presenti, sono state concepite tra il 1980 e la fine degli anni novanta. Le Erme e i Saturni, sono delle enigmatiche opere che rappresentano il difficile percorso dell’artista, tramite la pittura, la tela, i colori ect.

Rimango alcuni minuti a guardare le sue opere mentre le memorizzo nella memory card della mia macchina fotografica. Faraoni, sfingi, erme, saturni.. Tutti quadri con forte tinte di rosso, personaggi che si coprono il volto con le mani, o appena distinguibili, come fossero trasparenti, o circondati dalla nebbia.. questa è l’impressione che ho avuto, anche se ripeto, è solo un’opinione dettata dalla mia scarsa preparazione pittorica.

Mi reco all’accesso per i piani superiori, passo il bookshop dove più tardi comprerò i libri su queste donne che mi hanno tanto colpito. Come giungo in cima, mi colpisce, mi lascia del tutto senza fiato il splendido quadro di Romaine Brooks “primavera”. Non ho mai visto niente del genere, niente di così bello !

Romaine_Brooks2

Romaine Brooks, era una donna straordinaria, mi sarebbe piaciuto tanto averla conosciuta. Una donna fragile, dall’anima un po tormentata, a causa della madre che ricopriva di più attenzioni il figlio afflitto da una malattia mentale, sentendosi così rifiutata.

Tornando al dipinto, esso vede come protagonista una donna nuda di cui una metà coperta da un mantello nero, mentre tiene una lunga ghirlanda di fiori, mentre un cervo solitario sembra allontanarsi dalla scena. Chi è costei ? Questa splendida creatura dallo sguardo rivolto verso il basso, quasi chiuso? Ella è Persephone, la Dea mitologica rapita da Ade e portata negli inferi. In che contesto temporale è qui inquadrata ? Prima del suo rapimento, o durante uno dei suoi temporanei ritorni nella sfera terreste ?

La Dea non è proprio collocata al centro del quadro, eppure lei è la figura dominante, tutto il resto passa in secondo piano, come se tutto il resto fosse inghiottito dalla nebbia. L’espressione del viso è quella che colpisce più di tutto.. sembra quasi tristezza, ma di chi ? Di Persephone o dell’artista ?

Altri suoi quadri sono altrettanto belli e significativi, il secondo più bello direi che è la “Venere piangente” le cui sembianze sembrano siano state prese dalla modella Ida Rubinstein, che senz’altro si può affermare, sia stata una dei personaggi che ha ispirato l’artista e che sono stati importanti nella sua vita. Altri suoi lavori importanti sono stati il ritratto di Gabriele D’Annunzio, di Jean Cocteau, di Paul Morand; I suoi disegni sono semplici ma ricchi di signicato.. eppure mi torna sempre in mente l’immagine della “primavera” !

Il primo piano però non è incentrato solo su di lei, ci sono molte opere che ricordano Henriette Fortuny l’unica vera musa di Fortuny stesso. Mi viene il mente il detto che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Bè è il suo caso. Almeno è questo che traspare dalle foto, dai piccoli frammenti di vecchi filmini delle vacanze . La storia di una coppia semplice, di due parti che si sono trovate, e che insieme hanno fatto la storia del tessuto. E’ lo stesso Mariano Fortuny a rivelare che dietro il successo del Delphos c’è proprio Henriette, infatti la si nota in molte foto mentre indossa l’abito. Esso non è altro che una tunica in taffetà di seta con una plissettatura che si rifà ad Auriga, la statua di bronzo scoperta a Delfi. Anche il knossos ebbe molto sucesso: un telo fatto in raso di seta, stampato in nero e avorio su sfondo chiaro con motivi greci tra l’ellenico e il minoico. Fortuny fu molto conosciuto all’estero, specialmente negli Stati Uniti, quando Elsie McNeil, lo convinse ad aprire un negozio da lei gestito a New york, sarà proprio a lei che Henriette affiderà il destino della fabbrica della giudecca dopo la morte di Fortuny avvenuta nel 1949.

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E’ stupefacente poter ammirare tutte queste fotografie, quadri dove Henriette viene ritratta, è per noi un’opportunità di conoscere questa donna straordinaria, che fino adesso non avevo sentito parlare tanto. Ovviamente di Mariano Fortuny si è detto, si è scritto tanto, ma grazie a questa mostra, si può finalmente conoscere, ammirare questa grande donna !

Sarah Moon è presente al secondo piano. Quarta donna ospite in questo museo, ella ha voluto offrire un omaggio a Mariano Fortuny con le sue foto, le sue stampe a getto d’inchiostro e ai sali d’argento. Il bianco e nero, delle sue opere, è volutamente scelto perché comunica un punto di vista totalmente differente. Il bianco e nero rievoca il passato, i ricordi , sottolinea i dettagli, evoca nuovi sfondi di luci e ombre. Sarah Moon, con le sue opere ci offre una visione, uno sguardo ai capolavori di Fortuny in maniera diversa; questo ci appare quando ci soffermiamo a guardare i suoi scatti, le pieghe dei tessuti ci appaiono come pieghe dello spazio tempo.. a ogni singola piega, ci si avvicina per guardare meglio, per poi arretrare di qualche passo per guardare l’opera nel suo insieme.

Sono tutte delle mostre stupende, confesso che rimarrei ore ad osservare i quadri di Romaine Brooks e le foto di Henriette Fortuny. Consiglio a tutti di andare a vedere queste mostre, è un’opportunità unica !!

Four great women

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Recently I was on duty at the Fortuny Museum in Venice. For those who do not know, the Fortuny Museum, unlike all the other museums of the Civic Museums Foundation of Venice, it’s particular for at least two reasons:

  • Houses for the most part, exhibitions inspired by the women, or created by them, even if, from time to time there has been exibitions of different kind but always beautiful.

 

  • It’s opens only when there is an exhibition to be displayed, otherwise the palace is closed. That’s why we should not pass up the opportunity to see this wonderful museum when it opened.

 

In this period the Fortuny Museum, it does not host an exhibition, but rather four! Yes you heard right, there are four wonderful exhibitions, waiting for you inside. These exhibitions are part of the cycle “Winter at Fortuny Palace”, they are placed all over three floors (from the ground floor up to the second – the third is closed), exhibitions dedicated to four beautiful women:

  • Henriette Fortuny
  • Romaine Brooks
  • Sarah Moon
  • Ida Barbarigo

On the ground floor, there is an exhibition dedicated to Ida Barbarigo: “Erme and Saturns” this is the title of her exhibition. Although I had not worked on that floor, I went there on my day off, to get a better idea about these intriguing artists. Yes, intriguing, I used that word, let’s say they are full of charm, mysterious, and their masterpieces are wonderful, enigmatic at times, but always beautiful, full of deep meanings, and questions.
I admit that the works of Ida Barbarigo are not easy to interpret, that makes me think if I need a much larger time to study her works. She is a descendant of a family of artists, the artworks were designed between 1980 and the end of the nineties. The Erme and Saturns, are enigmatic works representing the difficult path of the artist, through painting, canvas, color ect.
I stayed a some minutes to look at each of her works while I memorize them on the memory card of my camera. Pharaohs, sphinxes, Herms, Saturnian .. All paintings with strong colors of red, characters who cover their faces with their hands, or barely discernible, as if they were transparent, or surrounded by the fog .. this is the impression I got, although I repeat, it’s just an opinion dictated by my lack of preparation pictorial.
I went to the access to the upper floors, passed the bookshop where later I bought books about these women that I was so impressed. As I reach the top, it striked me, left me complety breathless as I saw the splendid picture of Romaine Brooks “Spring”. I’ve never seen anything like that, anything so beautiful!

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Romaine Brooks, was an extraordinary woman, I would have loved to have met her. A fragile woman, tormented soul, because of the mother that gaved more attentions to her brother afflicted with a mental illness, making her feeling rejected and unloved.
Returning to the painting, it represents a naked woman, one half of her body covered by a black cloak, holding a long garland of flowers, while a deer seems lonely going away from the scene. Who is she? This beautiful creature with her eyes face down, almost closed? She is Persephone, the mythological Goddess abducted by Hades and taken to the underworld. In which context, in what time is she framed? Before her kidnapping, or during one of her temporary return to the terrestrial sphere?
The Goddess is not just set in the center of the picture, and yet she is the dominant figure, everything else fades into the background, as if all that was swallowed by the fog. The facial expression is one that affects most of all .. it seems almost sad, but whose? Persephone or the artist?
Her other paintings are just as beautiful and meaningful; the second one most beautiful I would daresay is the “The Weeping Venus”, whose features seem to have been inspired by Ida Rubinstein, a model, that certainly we can say, she was one of the characters that inspired the artist and that were important in her life. Other famous paintins were the portrait of Gabriele D’Annunzio, Jean Cocteau, Paul Morand; her drawings are simple but rich of meaning .. and yet I keep thinking at the painting of the “Spring”!

The first floor, however, is not focused only on her, there are many works that recall the only one real muse Henriette Fortuny of Mariano Fortuny himself. I seem to remember the saying that behind every great man there is a great woman. Well this is the case. At least that’s what transpires from the photos, from small fragments of old holiday movies. The simple story of a couple, the two half parts of a soul that had found themselves, and together they made the history of fabrics. It’s Mariano Fortuny himself to reveal that behind the success of Delphos’s was Henriette; this fact is noted in many pictures where she is wearing the dress. The Delpho is nothing but a tunic in silk taffetà with a pleat that remind Auriga, the bronze statue discovered in Delphi. The Knossos had also great sucess: a cloth made of silk satin, printed in black and ivory on a light background with Greek motifs between the Greek and Minoan. Fortuny was well known abroad, especially in the US, when Elsie McNeil, convinced him to open a shop run by her in New York, It will be  her that Henriette entrust to lead the destiny of the Giudecca factory after the death of Fortuny which took place in 1949.

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It ‘amazing to admire all these photographs, paintings where Henriette is portrayed, it’s an opportunity for us to know this remarkable woman, who until now has not been talked about much. Obviously about Mariano Fortuny much has been said, much has been written, but thanks to this exhibition, we can finally know, and admire this great woman!

Sarah Moon is on the second floor. Fourth woman guest at this museum, she wanted to offer a tribute to Mariano Fortuny with her photos, her prints inkjet and silver salts. The black and white of her works, is deliberately chosen because it conveys a totally different point of view. The black and white evokes the past, memories, emphasizes the details, evokes new background of light and shadow. Sarah Moon, with her works gives us a vision, a look to the masterpieces of Fortuny totally different; this is clear to us when we stop to look at her photos, the folds of tissue appear as folds of space and time .. every single fold, you get closer for a better look, and then move back a few steps to watch the work in its together.
They are all wonderful exhibitions, I confess that I would stay hours observing the paintings of Romaine Brooks and photos of Henriette Fortuny. I recommend everyone to go and see these exhibitions, it is a unique opportunity !!

Intervista

Intervista

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In esclusiva su questo blog, c’è l’intervista del sottoscritto da parte del “Beautiful Museums of Venice”: pensieri, opinioni sui vari Musei della Fondazione Civici Musei di Venezia al di fuori di Piazza S. Marco. Quanti sono, e perché bisogna andare a visitarli.

BMV : Cristiano, da dove è nata l’idea del blog, e della “pubblicità” su tutti i social network sui Musei di Venezia ?

Cristiano: Ti dirò, lavoro come guardasala  su uno dei magnifici Musei della Fondazione Civici Musei di Venezia da molti anni, un giorno un turista Americano, fu totalmente estasiato dalla bellezza delle sale, dei quadri che mi confessò che era arrivato per caso al Museo di Cà Rezzonico, e di non sapere che ci fossero dei così magnifici capolavori al suo interno. Da li, la mia decisione di diffondere a più gente possibile  la conoscenza di questi stupendi Musei. In questo periodo, a Venezia, ci sono così tante cose da vedere, che uno rischia di perdersi, e di non saper decidere cosa andare a vedere.

BMV: Quali sono i Musei che ti senti di consigliare ai turisti che vengono a Venezia e perchè ?

Cristiano: In assoluto, direi il Museo di Cà Rezzonico, Casa Goldoni, Il Palazzo Fortuny, Il Palazzo Mocenigo, e il Museo di Storia Naturale, che sono tutti localizzati al di fuori di Piazza S. Marco e bene o male vicini tra di loro, poi ci sono le isole, e quindi mi sentirei di consigliare il Museo del Vetro di Murano e il Museo del Merletto di Burano.

Perchè ? Ma io penso che il turista, dopo aver visionato le opere di arte moderna che può trovare in giro per Venezia, può finalmente godere di quei stupendi capolavori che sono stati fatti tanto tempo fa, e che nemmeno oggi con tutta la tecnologia che abbiamo si può ricreare. Si pensi per esempio al bellissimo pavimento presente in molti vecchi palazzi Veneziani, detto “terrazzo alla Veneziana” o degli affreschi del Tiepolo, o dei quadri del Canaletto, ect. Qui i turisti possono veramente restare a bocca aperta ! Certo molti quadri dei celebri pittori, sono anche presenti in altre città, ma perché non cogliere due piccioni con una fava e venire a fare una vacanza nella bellissima città di Venezia ?

BMV: Certo che sono tanti i Musei della Fondazione dei civici musei…

Cristiano: Vero, sono tanti, e stanno anche aumentando, visto che prima mi son dimenticato di menzionare il bellissimo museo Storico Navale. Il mio consiglio per tutti i turisti, stranieri e non, è di acquistare il “Museum Pass” Un biglietto cumulativo, che permette di visitare tutti i musei della Fondazione civici musei di Venezia, certo costa un po di più, ma si risparmia un sacco se si andrebbe a visitarli singolarmente e, non dimentichiamoci che tale biglietto ha una validità di sei mesi; pertanto è possibile visitare un paio di musei durante un week end, e tornare in futuro per visitare i restanti. Si può prendere un treno ad alta velocità, o un aero di una compagnia low cost, e farsi un week end diverso dal solito.

BMV: Ogni tanto si organizzano anche delle mostre all’interno vero ?

Cristiano: Assolutamente si ! E posso dire che le mostre che attualmente sono presenti sono stupende! Prendiamo ad esempio “Proportio” la mostra presso il Pallazzo Fortuny ? Mai visto niente del genere prima d’ora ! Una mostra bella ma veramente bella ! Si rischia di restare ore e ore a guardarla ! E precisiamo che il Palazzo Fortuny, è un museo particolare in quanto, apre quando c’è una mostra, altrimenti il museo rimane chiuso, quindi è un’opportunità da non lasciarsi scappare ! Tutte le mostre del Palazzo Fortuny sono state stupende, mi ricordo ancora della passata mostra sulla Marchesa Casati.. ah che meraviglia ! E la mostra attuale a Cà Rezzonico “Pisani e Moretta” ? Assolutamente splendida ! Anche Palazzo Mocenigo ha avuto delle meravigliose mostre. Vedi il bello dell’essere un guardiasala, è che puoi girare per molti musei e avere una visione più ampia sul mondo dell’arte.

BMV: Oltre a mostre, quali eventi avete avuto ?

Cristiano: Ah verso carnevale abbiamo avuto in due sedi museali: Cà Rezzonico e Palazzo Mocenigo delle recite da parte di una compagnia teatrale professionista, è stato bellissimo e spero che si ripeti anche il prossimo anno, anzi, non mi dispiacerebbe se si ripetesse a cadenza mensile; ti immagini? Una recita di una commedia di Shakespeare in una sala settecentesca con gli attori in costume? Ma è bellissimo ! Per non parlare dei concerti di musica classica e sinfonica che si sono tenuti pochi anni fa ! Pensa, quante stupende opportunità !!

BMV: C’è pure qualcosa per le famiglie?

Cristiano: Naturalmente ! Io personalmente mi sentirei di consigliare alle famiglie di visitare il stupendo museo di Storia Naturale. E’ perfetto, sia per i bambini che per gli adulti, è un splendida opportunità per la famiglia di passare una giornata insieme. Inoltre il Museo di Storia Naturale è aperto alle scuole, e organizza dei laboratori pomeridiani. L’istruzione è molto importante e si abituano sin da bambini ad andare in giro per i musei. Come vedi l’opera della Fondazione dei civici musei è strutturata su molti livelli.

BMV: Un’ultimo consiglio per i turisti che si apprestano a venire a Venezia ?

Cristiano: Direi di controllare sempre tramite la pagina ufficiale della Fondazione civici musei : http://www.visitmuve.it/ per verificare gli orari di apertura e chiusura dei singoli musei, delle mostre attualmente presenti. Mi sentirei anche di raccomandare di acquistare i biglietti online, in questa maniera, su alcuni musei, si ha a disposizione una corsia preferenziale per entrare senza fare la coda (Palazzo Ducale) Di venire sempre nelle prime ore, per cui si ha molto tempo per visitare il museo. Non tutti sanno, ma ci sono musei che non sembra, ma sono talmente grandi, che ci si impiega almeno un ora e mezza per visitarlo con calma. E’ bene venire in anticipo che sul tardi e fare le cose di fretta. E poi che dire? Venite Venite, vi aspettiamo !!

English Version :

Exclusively for this blog, there is the interview of myself by the “Beautiful Museums of Venice”: thoughts, opinions about the many museums of the Fondation civic museums located outside of St. Mark’s Square. How many they are, and why someone should have to go to visit them.

BMV: Cristiano, How was born this idea of yours to advertise the Museums of Venice in your blog and in all possible social networks ?

Cristiano: I’ll tell you, as Attendant Museum, I work on one of the magnificent museums of the Civic Museums Foundation of Venice for many years; one day an American tourist was totally entranced by the beauty of the rooms, the paintings, he confessed to me that he had arrived by chance at the Museum Ca ‘Rezzonico, and he did not know that there were so magnificent masterpieces inside. From there, my decision to spread to as many people as possible the awareness of these wonderful museums. In this period, in Venice, there are so many things to see, that one is likely to get lost, and not being able to decide what is worthy to see.

BMV: Which are the museums that you feel to recommend to tourists who come to Venice and why?

Cristiano: Absolutely I would say the Museum of Ca ‘Rezzonico, Goldoni’s House, Palazzo Fortuny, Palazzo Mocenigo, and the Museum of Natural History, which are all located outside of St. Mark’s Square and they are more or less  near each other, then there are the islands, and so I feel I can recommend the Glass Museum of Murano and Burano Lace Museum.

Why ? I think that tourists, having viewed the works of modern art that can be found around Venice, can finally enjoy those wonderful masterpieces that have been made long ago, and even today with all the technology we can’t recreate. Consider for example the beautiful floor you can see in many old Venicians palaces, called “Terrazzo alla Veneziana” or the frescoes by Tiepolo, or the paintings by Canaletto, ect. Here tourists will admire them with open mouths ! Certainly many paintings of those famous painters I mentioned are also present in other cities, but why not take two birds with one stone and come for a holiday in the beautiful city of Venice?

BMV: There are so many museums of the Foundation of the civic museums …

Cristiano: True, there are many, and are also increasing, I am sorry I forgot to mention before the beautiful museum Naval History. My advice to all tourists and foreign guests, is to buy the “Museum Pass” A combination ticket, which allows you to visit all the museums of the Foundation civic museums of Venice, certainly costs a bit more, but it saves a lot if you would go to visit them individually and, let’s not forget that this ticket is valid for six months; so you can visit a few museums during a weekend, and return in the future to explore the left ones. You can take a high speed train, or a plane of a low cost airline, and get a different weekend from usual.

BMV: Every now and then they do also organize exhibitions ?

Cristiano: Yes, absolutely! And I can say that the shows that are currently present are amazing! Take for example “Proportio” the exhibition at Palazzo Fortuny? Never seen anything like it before! An exhibition beautiful but really so beautiful! Soneone would spend hours and hours looking at it! And i must point out that the Fortuny Museum, is a particular museum because, it opens when there is a show, otherwise the museum is closed, so it’s an opportunity not to be missed! All the exhibitions of Palazzo Fortuny were wonderful, I still remember the last show about the Marchesa Casati .. ah what a treat! And the current exhibition at Ca ‘Rezzonico “Pisani and Moretta”? Absolutely beautiful! Palazzo Mocenigo also had some wonderful exhibits. See the beauty of being an attendant museums, it is that you can go to many, different museums and have a broader view on the art world.

BMV: In addition to exhibitions, what events did you had?

Cristiano: Oh during last carnival time we had in two museums: Ca ‘Rezzonico and Palazzo Mocenigo some performances by a professional theater company, it was great and I hope they repeat it again next year, in fact, I would not mind if it’s repeated at monthly intervals; can you imagine? A performance of a Shakespeare play in an eighteenth-century room with the actors in costume? It’s beautiful! Not to mention the concerts of classical and symphony music that were held a few years ago! Think, how many wonderful opportunities !!

BMV: Is  also there something for the families?

Cristiano: Of course! I personally would feel to advise families to visit the wonderful Museum of Natural History. It’s perfect for both children and adults, it is a wonderful opportunity for the family to spend a day together. Then I must add, the Museum of Natural History is open to schools, and it organizes afternoon workshops. Education is very important and in this way, a child learns to go around museums since young age . You see how the work of the Foundation of the civic museums is structured on many levels.

BMV: One last tip for tourists who are about to come to Venice?

Cristiano: To always check through the official page of the Foundation’s civic museums: http://www.visitmuve.it/ , the opening and closing times of each single museum, exhibitions currently present. I would feel even to recommend buying tickets online, in this way, some of the museums, has a fast track to enter without waiting on the line (Doge’s Palace), to  always come early, so you have plenty of time to visit the museum. Not everyone knows, but there are museums that did not appear, but they are so large, that it takes at least an hour and a half to visit them well. It ‘good to come in early than at the last moment and do things in a hurry. And then, what else there is to say? Come come, we waiting for you !!