Rovine a Palazzo Fortuny

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A Palazzo Fortuny c’è una nuova mostra che è stata inaugurata il 17 dicembre 2018 e durerà fino al 24 marzo 2019. La mostra si intitola “Futuruins” ed è stata realizzata in collaborazione tra La fondazione Civici musei di Venezia e il Museo Statale Ermitage di S. Pietroburgo.

La mostra con tutti i suoi pezzi, riempie tutti i 3 piani: piano terra, primo piano e secondo piano. Ma di cosa parla ?

Rovine, questo è il tema che viene proposto attraverso le varie opere di molti artisti. Le rovine, che noi pensiamo come ai resti di grandi civiltà decadute, che non esistono più, rovine del passato, eppure, le rovine fanno parte del nostro ciclo temporale. Se ci pensiamo, ogni società, ogni impero della storia, ha prodotto delle rovine. Viene pertanto ovvio pensare: causeremo anche noi a nostra volta, delle rovine, a cui i nostri successori, in un tempo lontano guarderanno con punto interrogativo ?

Rovine, che sono state create da eventi disastrosi o dalla mano dell’uomo.  Si pensi ai primi, ai disastri naturali come è accaduto alla città di Pompei, oppure agli eventi mitologici il diluvio universale, o la distruzione di Sodoma e Gomorra. Mentre per i secondi, basta guardare una foto dell’immane tragedia della distruzione delle torri gemelle di New York o del terremoto di Amatrice.

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Ma in queste terribili immagini, seppure fanno parte della mostra, possiamo dire che non sono rovine, ma cumuli di macerie, e c’è differenza tra questi due termini. Rovine, lascia intendere che c’è qualcosa che ancora è rimasto della costruzione originaria, mentre la seconda, significa che non è rimasto niente.

Ma le macerie sono anche cumuli di pietre, e proprio nelle pietre, troviamo dei riferimenti nelle opere presenti nella mostra. Dai cataclismi che creano rovine, viene poi il tempo della ricostruzione, della rinascita. Dopo il diluvio universale si narra che Deucalione e Pirra danno vita alla nuova umanità, lanciando dietro le spalle delle pietre, che diventano uomini e donne. Altri esempi sulle pietre vengono descritte in questa mostra,  com le immagini di Medusa che con lo sguardo pietrificava le sue vittime, oppure della leggenda di Orfeo ed Euridice, dove il mito narra che quando Orfeo esce dagli inferi, incautamente si volta verso la sua amata che si trasforma in pietra ? Nei tempi antichi si credeva che gli Dei fossero nelle pietre, non fu Afrodite che animò la statua che aveva scolpito Pigmalione, re di Cipro ? Statue, templi,  pietre, rovine…

Molto raramente una mostra mi ha fatto riflettere come questa. Futuruins offre parecchi messaggi su molti livelli, infatti, in fondo al Portego del primo piano, a destra, c’è una sala dove viene proiettato un filmato. Le rovine non sono fatte solo di pietre, ma sono anche dentro di noi, il filmato in questione parla degli hikikomori, che significa in giapponese “stare in disparte, isolarsi”, dalle parole hiku “tirare” e komoru “ritirarsi”) è una parola giapponese usata per descrivere coloro che hanno scelto di ritirarsi dalla vita sociale, spesso cercando livelli estremi di isolamento e confinamento. Tali scelte sono dovute da fattori personali e sociali di varia genere. Tra questi la situazione del contesto familiare in Giappone, marcato dalla mancanza di una figura paterna e da un’eccessiva iperprotettività materna, la grande pressione della società giapponese verso auto-realizzazione e il successo personale, cui l’individuo viene sottoposto fin da giovane. Quindi con l’auto isolamento, stando sempre dentro, e non frequentando mai il mondo esterno, diventiamo noi stessi delle rovine di quello che eravamo un tempo. Tristemente, ormai non è più un fenomeno legato al Giappone. Si registrano casi anche in America e in Europa.

Futuruins è una mostra piena di bellissime stupefacenti opere, ecco alcune che mi sono piaciute un sacco !!

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Un’immagine di Robert Gligorov, intitolato “boom” che assomiglia molto ad un fungo nucleare, ma che molto probabilmente, è una nuvola generata dall’eruzione di un vulcano. La seconda invece è un opera di Giacomo Costa, che si intitola “Acqua n° 10″un’opera che veramente lascia senza fiato ! Sembra di vedere un frammento di un possibile nostro futuro: rovine del nostro mondo, in fondo all’acqua, forse causato dai vari mutamenti climatici, a cui stiamo lentamente andando incontro.

Credetemi, Futuruins, è veramente una mostra molto interessante, non perdetela !

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Ruins at Fortuny Museum in Venice !

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At Palazzo Fortuny there is a new exhibition that was inaugurated on December 17, 2018 and will last until March 24, 2019. The exhibition is titled “Futuruins” and was made in collaboration between The Civic Museums Foundation of Venice and the State Hermitage Museum of St. Petersburg.

The exhibition with all its pieces, fills all 3 floors: ground floor, first floor and second floor. what is it about?

Ruins, this is the theme that is proposed through the various works of many artists. The ruins, which we think of as the remains of great fallen civilizations, which no longer exist; ruins of the past, yet the ruins are part of our time cycle. If we think about it, every society, every empire of history, has produced ruins. It is therefore obvious to think: will we also cause ourselves, in our turn, ruins, to which our successors, in a distant time, will look with a question mark?

Ruins, which were created by disastrous events or by the hand of man. Think of the former, the natural disasters as happened to the city of Pompeii, or the mythological events such as the universal flood, or the destruction of Sodom and Gomorrah. While for the latter, just look at a picture of the huge tragedy of the destruction of the twin towers of New York or the earthquake of Amatrice.

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But in these terrible images, even if they are part of the exhibition, we can say that they are not ruins, but heaps of rubble, and there is a difference between these two terms. Ruins, suggests that there is still something left of the original construction, while the latter means that nothing is left.

But the rubble are heaps of stones, and right in the stones, we find references in the works in this exhibition. From the cataclysms that create ruins, then comes the time of reconstruction, of rebirth. After the universal flood it is said that Deucalione and Pirra gave life to the new humanity, throwing behind the shoulders some stones, which become men and women. Other examples on the stones are described in this exhibition, the many images of Medusa that with her look  petrified her victims, and what about Orpheus and Eurydice, where the myth tells that when Orpheus comes out of the underworld, recklessly turns to his beloved who turns into stone? In ancient times it was believed that the gods were in the stones, it was not Aphrodite that animated the statue that had carved Pygmalion, king of Cyprus? Statues, temples, stones, ruins …

Very rarely an exhibition made me think like this. Futuruins offers several messages on many levels, in fact, near the end of the first floor, on the right, there is a room where a film is projected. The ruins are not made only of stones, but they are also within us, the film in question talks about the hikikomori, which means in Japanese “stand aside, isolate yourself”, from the words hiku “pull” and komoru “withdraw”) is a Japanese word used to describe those who chose to retire from social life, often seeking extreme levels of isolation and confinement. These choices are due to personal and social factors of various kinds. Among these the situation of the family in Japan, marked by the lack of a father figure and excessive maternal overprotectiveness, the great pressure of Japanese society towards self-realization and personal success, to which the individual is subjected from a young age. So with self-isolation, always staying inside, and never dating the outside world, we become ourselves the ruins of what we once were. Sadly, it is no longer a phenomenon related to Japan. Cases are also reported in America and Europe.

Futuruins is an exhibition full of beautiful amazing works, here are some that I liked a lot !!

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An image of Robert Gligorov, entitled “boom” that looks very much like a nuclear mushroom, but most likely, it is a cloud generated by the eruption of a volcano. The second one is a work by Giacomo Costa, which is titled “Acqua n ° 10” a work that truly leaves you breathless! It seems to see a fragment of a possible future: ruins of our world, at the bottom of the water, perhaps caused by the various climate change, which we are slowly going towards.

Believe me, Futuruins, it’s really a very interesting show, do not miss it!

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Arte in Fabbrica – la chiave, la serratura

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visuale-alta-facciata-aziendaC’è una mostra che mi sento di raccomandare a tutti quanti di andare a vedere: “L’arte in fabbrica”, è una mostra insolita, sia per il tema che per il luogo che la ospita. Infatti la mostra la si può ammirare, non all’interno di un museo, ma all’interno della ditta Keyline di Conegliano. La Keyline è una ditta leader nel settore delle duplicazioni di chiavi, che deve il suo successo, non solo per la qualità dei suoi prodotti, ma anche per la creazione di un nuovo modello di fabbrica, incentrato su attività alternative da inglobare nella  ormai già collaudata realtà aziendale.

JpegLa Dott.ssa Maria Cristina Gribaudi, imprenditrice al comando dell’azienda, ormai da due anni circa, occupa la carica di Presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia, e lavora costantemente su numerosi progetti, tra cui il dialogo tra due mondi completamente diversi: la fabbrica e i musei.

L’arte in fabbrica si propone proprio questo: è una mostra con 41 opere, quadri incentrati sulla tematica proposta dall’azienda, ovvero la chiave, realizzata su tela, con diverse sfumature e significati. Hanno collaborato a questa impresa, grandi artisti come: Gianni De Marchi, Ester Gasparutti, Pedro Luis Lava, Renato Melato, Guido Raimondi, Anna Zaramella D’Este, Aldo Zerbinati, e tanti altri !

In queste magnifiche opere, la chiave assume diverse forme e significati: è la chiave che apre la porta dei sogni, dello spazio e del tempo. Queste nuove interpretazioni, mi portano alla memoria, la mostra di Axel Vervoordt “TRA” che si tenne anni fa a Palazzo Fortuny. In quella mostra, erano esposte porte e finestre, che erano interpretate come portali. Lo stesso accade qui, in questa mostra. La chiave apre un portale per ognuno di noi, diverso per ognuno di noi. Permettetemi di condividere con voi, alcune emozioni che mi hanno regalato.

dscn0097.jpgL’opera s’intitola “La chiave del tempo” di Renato Melato. In quest’immagine, vediamo una donna che si incammina in un percorso che la porta verso una serratura. Dietro di lei ci sono delle chiavi sparse sul terreno. La serratura è il portale del tempo, e le chiavi sparse a terra, accedono ad un tempo, ad una dimensione diversa, per tipologia di chiave, o del personaggio che la impugna. La tematica del viaggio nel tempo, è stata immaginata diverse volte: da H.G. Wells, oppure rappresentata dal portale di Stargate, dal Tardis del Doctor Who, dalla DeLorean di Ritorno al Futuro, ma mai prima d’ora era stata realizzata, concepita una a forma di serratura ! Guardando e riguardando questo quadro, non ho potuto fare a meno di notare, che il percorso dove la donna  in ombra si appresta a percorrere, è fatta di mattoni gialli, proprio come quella vista nel celebre film “Il Mago di OZ” ! Come Dorothy Gale percorre quella strada alla ricerca di una via per tornare a casa, così potrebbe essere vista questa immagine: una strada dorata che porta alla meta, circondata da una nebbia di vari colori.

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L’opera di Guido Raimondi si intitola “Soluzione”, essa rappresenta una serratura alla rovescia che  apre su un’umanità divisa in due aree di diverso colore, e la serratura potrebbe essere la soluzione per riportare al mondo una visione corretta.

Immagino non sia diversa dalla filosofia del surfista, ovvero, che a volte, per raggiungere un determinato obiettivo, si deve andare controcorrente. Molto bella l’immagine delle persone divise in due aree di colore. Confesso che quando ho ammirato il quadro, sono rimasto diversi minuti a fissarlo, e poi a provare a ruotare la testa, per godere di un diverso punto di vista. La soluzione arriva dopo che si esamina il problema da diverse prospettive. Anello, serratura, e chiave, sono realizzati con grande cura e  dettaglio, soprattutto la forma della chiave. Questo quadro è stupendo, all’inaugurazione mi avrà fatto male il collo per girare e rigirare la testa, solo adesso che la guardo dal catalogo, posso ammirare pienamente la ricchezza dei dettagli, è stupefacente!

dscn0081-e1526761658241.jpgIl titolo di quest’opera è “Lc 12,34,” di Aldo Zerbinati, un frate francescano che disegna e dipinge nel suo tempo libero. Guardando questo dipinto, quello che balza all’occhio sono le tante chiavi legati ai libri, e mi è partito subito il pensiero su questo concetto : chiavi legati ai libri = chiavi legate alla cultura ! E’ questa l’emozione che mi ha dato di primo impatto ! Come questa mostra vuole unire il mondo delle chiavi all’arte, così si lega al mondo della lettura. E’ tramite essa che l’essere umano cresce, impara, sogna , immagina e crea !

dscn0078.jpgUn’altra splendida opera che mi ha colpito molto è quella realizzata d Ester Gasparutti, intitolata “La chiave dei sogni”. Mi sembra quasi di vedere nella chiave, specialmente nel suo anello, una specie di prisma o specchio che si sdoppia più volte per riflettere varie immagini di luoghi diversi, ma ambientati sempre nella città di Venezia,  le forme dei cavalli bianchi che rappresentano la volontà di correre liberi..

I sogni ci spronano ad andare avanti, sono le idee, le ambizioni, la volontà di creare qualcosa di nuovo, di rivoluzionario, di impossibile, ma che se ci credi veramente, si è capaci di tramutare in realtà !

Ci sarebbero altre decine di quadri da commentare, perché sono tutti molto belli ! Io, non posso far altro che raccomandare calorosamente di andare a vederla, ne vale veramente la pena !

Orari della mostra: dal 20 maggio – 1 giugno 2018

giovedì e venerdì 15:00 – 17:00 – sabato e domenica 10:00 – 12:00; 15:00 – 19:00.

Ingresso libero. Per maggiori informazioni: 0438 202511 – info@keyline.it

 

Art in the factory: the key, the lock

 

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There is an exhibition that I would recommend to everyone to go and see: “Art in the factory”, this is an unusual exhibition, both for the theme and for the place that hosts it. In fact, the exhibition can be admired, not inside a museum, but inside the Keyline company in Conegliano. Keyline is a leading company in the field of key duplication, which owes its success, not only for the quality of its products, but also for the creation of a new factory model, focused on alternative activities to be incorporated into the already tested business reality.

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Dr. Maria Cristina Gribaudi, an entrepreneur in charge of the company, now for about two years, holds the position of President of the Venice Civic Museums Foundation, and works constantly on numerous projects, including the dialogue between two completely different worlds: the factory and the museums.

The art at the factory is just this: it is an exhibition with 41 works, paintings focused on the theme proposed by the company, that is, the key, made on canvas, with different shades and meanings. Great artists like Gianni De Marchi, Ester Gasparutti, Pedro Luis Lava, Renato Melato, Guido Raimondi, Anna Zaramella D’Este, Aldo Zerbinati, and many others have collaborated on this project!

In these magnificent works, the key takes on different forms and meanings: it is the key that opens the door to dreams, space and time. These new interpretations bring to mind the exhibition of Axel Vervoordt “TRA” that was held years ago at Palazzo Fortuny. In that exhibition, doors and windows were exposed, which were interpreted as portals. The same happens here in this exhibition. The key opens a portal for each of us, different for each of us. Allow me to share with you, some emotions that have given me.

 

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The work is called “The Key of the Time” by Renato Melato. In this image, we see a woman who sets off on a path that leads her to a lock. Behind her are keys scattered on the ground. The lock is the portal of time, and the keys scattered on the ground, they access to a time, to a different dimension, by type of key, or the character that holds it. The theme of time travel has been imagined several times: by H.G. Wells, or represented by the portal of Stargate, from the Tardis of Doctor Who, from the DeLorean of Back to the Future, but never before had been realized, conceived a lock-shaped! Looking at this picture, I could not help but notice, that the path where the woman in the shade is about to walk, is made of yellow bricks, just like the one seen in the famous movie “The Wizard of OZ”! As Dorothy Gale travels that road looking for a way home, this image could be seen: a golden road that leads to the destination, surrounded by a fog of various colors.

 

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Guido Raimondi’s work is called “Solution”, it represents an upside-down lock that opens onto a humanity divided into two areas of different colors, and the lock could be the solution to bring to the world a correct vision.

I guess it’s not different from the philosophy of the surfer, that is, that sometimes, to reach a certain goal, you have to go against the current. Very beautiful image of people divided into two areas of color. I confess that when I admired the painting, I stayed several minutes staring at it, and then trying to rotate my head, to enjoy a different point of view. The solution comes after we examine the problem from different perspectives. Ring, lock, and key, are made with great care and detail, especially the shape of the key. This picture is beautiful, at the opening my neck hurt to turn and turn around, only now that I look at it from the catalog, I can fully admire the richness of the details, it is amazing!

 

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The title of this work is “Lc 12.34,” by Aldo Zerbinati, a Franciscan friar who designs and paints in his spare time. Looking at this painting, what is striking are the many keys related to books, and I immediately started thinking about this concept: keys related to books = keys related to culture! This is the emotion that gave me the first impression! As this exhibition wants to combine the world of keys to art, so it binds to the world of reading. It is through it that the human being grows, learns, dreams, imagines and creates!

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Another great work that impressed me a lot, is the one made by Ester Gasparutti, entitled “The Key to Dreams”. I can almost see in the key, especially in his ring, a kind of prism or mirror that doubles several times to reflect various images of different places, but always set in the city of Venice, the shapes of white horses that represent the will of run free ..

Dreams urge us to move forward, it is ideas, ambitions, the will to create something new, revolutionary, impossible, but if you truly believe it, you are able to turn into reality!

There would be other dozens of paintings to comment, because they are all very beautiful! Me, I can not help but recommend warmly to go see it, it’s really worth it!

Exhibition hours: from May 20th to June 1st 2018

Thursday and Friday 15:00 to 17:00

Saturday and Sunday 10:00 to 12:00; 15.00 – 19.00.

Free admission.

For more information: 0438 202511

info@keyline.it

PRIMAVERA AL FORTUNY

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Recensione della nuova mostra a Palazzo Fortuny

Finalmente ha riaperto il Palazzo Fortuny, con due stupende mostre che si estende da piano terra fino al secondo piano. A piano terra possiamo ammirare un tributo rivolto all’artista Zoran Music, mentre nei piani superiori è focalizzato un estratto della collezione di Giuseppe Merlini.

Come tutti sappiamo Zoran Music era un pittore e incisore sloveno. Mušič nacque nel villaggio di Boccavizza in Slovenia. Dopo aver terminato gli studi all’Accademia dell’Arte di Zagabria nel 1934, Mušič cominciò la sua carriera, viaggiano tra Madrid, Curzola, Maribor, e Lubiana prima di stabilirsi a Trieste e a Venezia (1943) dove sposa Ida Barbarigo Cadorin che considera per tutta la vita la sua unica musa ispiratrice.

Nel novembre 1944, durante la seconda guerra mondiale, fu deportato nel campo di concentramento di Dachau, dove riuscì a ritrarre segretamente la vita del campo in circostanze estremamente difficili e pericolose.  Ventiquattro sono i disegni di Mušič firmati e datati Dachau 1945, che testimoniano la vita e la morte nel campo di concentramento.

La cosa più interessante di questa mostra è la ricreazione perfetta della stanza del seminterrato della sua villa a Zollikon, che egli decorò per conto delle sorelle. Una stanza, che da sola è un’opera d’arte; oltre alle pitture presenti nell’intonaco, Zoran, disegnò i motivi sulle tende e sulla tovaglia. Anche i mobili seppur non realizzati da lui, sono però stati scelti dall’artista. Finalmente dopo tantissimi anni, questa stanza, è stata recuperata grazie all’artista Paolo Cadorin, che era suo cognato. Ora la possiamo ammirare all’interno di Palazzo Fortuny.

Al primo e secondo piano, possiamo ammirare la maestosa collezione di Giuseppe Merlini, una collezione che spazia varie correnti pittoriche di tutto il 900. Tanto per citare alcuni nomi, ci sono dei bellissimi dipinti di Renato Guttuso, Roberto Crippa, Bruno Munari, Lucio Fontana, Fausto Melotti, Turi Simetti, Vincenzo Agnetti, grandi artisti di cui, molti ne ho sentito parlare molto nelle trasmissioni d’arte su Arte TV.

La mostra prosegue al secondo piano, dove troviamo capolavori di Sergio Romiti, Giulio Turcato, Pompilio Mandelli, Enzo Cacciola, Valentino Vago, Claudio Olivieri, ect.

Sono rimasto molto impressionato sia dalla grande quantità di opere, sia dalla loro bellezza. Il primo e secondo piano, ospitano delle opere veramente straordinarie.

Consiglio a tutti, di andare a vedere queste bellissime mostre, ospitate in uno dei più bei musei di Venezia, non ve ne pentirete !!

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Spring at Fortuny Palace !

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Recensione della nuova mostra a Palazzo Fortuny

Finally the Palazzo Fortuny has reopened, with two wonderful exhibitions that extend from the ground floor to the second floor. On the ground floor we can admire a tribute to the artist Zoran Music, while in the upper floors we can see an extract from the collection of Giuseppe Merlini.

As we all know, Zoran Music was a Slovenian painter and engraver. Mušič was born in 1909, in the village of Boccavizza in Slovenia. After finishing his studies at the Zagreb Academy of Art in 1934, Mušič began his career, traveling between Madrid, Korčula, Maribor, and Ljubljana before settling in Trieste and Venice (1943) where he married Ida Barbarigo Cadorin, who considered his whole life his only inspiring muse.

In November 1944, during the Second World War, he was deported to the Dachau concentration camp, where he managed to secretly portray the life of the camp in extremely difficult and dangerous circumstances. Twenty-four are the drawings by Mušič signed and dated Dachau 1945, which testify the life and death in the concentration camp.

The most interesting thing about this exhibition is the perfect recreation of the basement room of his villa in Zollikon, which he decorated on behalf of the sisters. A room, which alone is a work of art; in addition to the paintings in the plaster, Zoran designed the patterns on the curtains and the tablecloth. Even the furniture, although not made by him, have however been chosen by the artist. Finally, after many years, this room has been recovered thanks to the artist Paolo Cadorin, who was his brother-in-law. Now we can admire it inside Fortuny Palace.

On the first and second floor, we can admire the majestic collection of Giuseppe Merlini, a collection that spans various painting currents from around the 900. Just to mention some names, there are some beautiful paintings by Renato Guttuso, Roberto Crippa, Bruno Munari, Lucio Fontana , Fausto Melotti, Turi Simetti, Vincenzo Agnetti, great artists of whom, many I have heard a lot in the art broadcasts on Arte TV.

The exhibition continues on the second floor, where we find masterpieces by Sergio Romiti, Giulio Turcato, Pompilio Mandelli, Enzo Cacciola, Valentino Vago, Claudio Olivieri, ect.

I was very impressed by both the large amount of works and their beauty. The first and second floors are home to truly extraordinary works.

I recommend everyone, to go and see these beautiful exhibitions, hosted in one of the most beautiful museums in Venice, you will not regret!

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Intuition a Palazzo Fortuny

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Già due anni sono passati dall’ultima mostra di Axel VervoordtProportio” che ha vinto il premio di miglior mostra anno 2016. Questa volta, il noto collezionista Belga è tornato con una nuova mostra, dal titolo “Intuition“, e già il titolo dice molto! E’ infatti difficile spiegare a parole questo fenomeno. Tutti abbiamo un’immagine mentale di cosa esso rappresenta, ma a dirlo, spiegarlo a parole, non è affatto facile, figuriamoci volerlo fare con le opere d’arte. E’ proprio questo che hanno fatto molti artisti interpellati dal noto collezionista. Il Palazzo Fortuny quest’anno ha riempito tutto i piani (4 piani contando il piano terra) con le opere di numerosi artisti.

La parola “intuizione” deriva dal verbo latino tueri, che significa “vedere, guardare”. In associazione con la parola “in” prende il significato di “guardar dentro, contemplare”. E un sentimento rivolto verso l’interno di noi stessi,  che nasce spontaneamente, al di fuori di ogni concetto logico. Studiando l’incredibile quantità di informazioni su questo tema, presente nel catalogo, si cerca di capire, di dare una spiegazione in diversi modi al fenomeno e soprattutto quali parti del cervello agisce quando si verifica. Fisicamente, sembra che coinvolga la parte frontale della corteccia cerebrale.

Penso che si possa dire, che l’intuizione sia una sorta di sesto senso, che si attiva nel cercare di dare una risposta di fronte ad un evento non spiegabile razionalmente, ma ho più volte riscontrato che viene definito come una conoscenza nascosta, pre – esistente, una conoscenza senza conoscenza.

Il concetto è alquanto interessante. Esso starebbe ad indicare che a livello sub conscio esiste una conoscenza a noi preclusa, che si attiva solo di fronte a certi fattori, eventi,esperienze. Come ad esempio quando ci troviamo ad una situazione nuova, e abbiamo quel presentimento, che tutto andrà bene, o quando ad esempio ci troviamo di fronte ad una persona e percepiamo se è una persona simpatica o meno. Noi la chiamiamo “prima impressione”, tuttavia, si presenta una situazione in cui non abbiamo delle informazioni che i nostri comuni sensi possono elaborare e quindi scatta l’intuizione che ci aiuta a trovare una risposta.

Questo concetto della conoscenza pre esistente, mi da, da pensare, e mi chiedo se nella fase del concepimento, il nascituro avrà delle caratteristiche fisiche derivata dai due genitori. Ora, e se non fosse solo le caratteristiche fisiche ma anche una conoscenza dei due adulti che viene tramandata ? Vuol forse dire che noi quando ci troviamo di fronte ad un’evento inaspettato, il nostro intuito scatta in base alle informazioni memorizzate nel livello inconscio di situazioni già sperimentate in precedenza da altri ? Teoria intrigante….

Un altro esempio che mi sovviene, l’ho sperimentato di persona con l’apprendimento di lingue straniere: la madre lingua durante la prima fase della crescita la si impara ascoltandola, mentre con lo studio della lingua inglese, ho dovuto imparare passo dopo passo tutte le regole grammaticali e una discreta conoscenza del dizionario.  Ora prendiamo come esempio due punti A e B, tracciati su un foglio:

 

A ———————————————— B

 

Durante la prima fase dell’apprendimento, se mi si rivolgeva una domanda in inglese, dovevo aspettare che mi fosse formulata completamente, per poi analizzarla e comprendere il suo significato e rispondere correttamente. Quindi da A verso B ho utilizzato tutto il tempo, tutti i passaggi. Però in un secondo momento, quando ho sviluppato una conoscenza più vasta della struttura grammaticale e del dizionario, ho constatato che mentre veniva posta la domanda, prima ancora di giungere alla sua conclusione, avevo in testa chiaramente l’informazione che mi si stava chiedendo ed ero già pronto a rispondere. Quindi, una conoscenza immagazzinata, è stata riconosciuta dall’intuito, che ha effettuato un vero e proprio balzo in avanti, scartando tutti gli altri passaggi ! Una delle cose constatate dell’intuito, è che è automatico e veloce. Veloce quanto la velocità del pensiero ! Quindi l’intuito ci fa fare un salto. Questa teoria mi porta in mente una simile riguardo alle possibilità di viaggio interstellare: disegnando sempre su un foglio due punti A e B, uniti da una ipotetica linea spazio temporale, ad esempio poniamo che A sia la Terra e che B sia Alfa Centauri che dista circa 4,3 anni luce. Anche impiegando la velocità della luce, ci vorrebbero più di 4 anni per raggiungerla, però se si piega il foglio fino a far coincidere il punto A con B, il passaggio diventa quasi istantaneo, proprio perché è lo spazio tempo che viene piegato, teoria pensata per i tunnel spaziali o sub spazio,che consentono di fare un balzo in avanti. Lo stesso balzo che l’intuito esegue, scartando tutti i processi, porta A a B in maniera veloce, quasi immediata!

Un’altra situazione, che ho vissuto indirettamente, mi porta a ipotizzare altri modi in cui l’intuito agisce. Molti anni or sono, sono andato a vedere la manifestazione sportiva chiamata “Pasqua del Budo” dove si potevano vedere atleti di numerose discipline di arti marziali. Mentre ero negli spogliatoi, colsi due giovani studenti,che parlavano amichevolmente, quando all’improvviso, senza sospettare alcunché, uno dei due, attacca l’altro portando un pugno diretto. La scena mi sembrò svolgersi al rallentatore, ma indubbiamente ho visto che il secondo ragazzo, per la paura chiuse gli occhi, ma inspiegabilmente, mentre aveva gli occhi chiusi, aveva eseguito una parata, mettendolo al sicuro.  Ora quello che  chiamiamo gesto automatico o di riflesso, perché venga memorizzato, deve essere fatto almeno 10.000 volte. In quel frangente il secondo ragazzo, per paura aveva chiuso gli occhi, ma l’intuito aveva riconosciuto una situazione di pericolo e aveva preso comando dei muscoli motori, utilizzando una serie di informazioni già memorizzate!

Una delle innumerevoli opere presenti nel museo,una delle tante che mi è piaciuta, e quella di Matteo Nasini “Sparkling Matter”, egli trasforma le onde cerebrali generate durante la fase REM in oggetti scultorei e in composizioni sonore automatiche. I sogni, li facciamo tutti quanti, molto spesso, quando ci svegliamo non ce li ricordiamo più. Tuttavia, qualche volta invece abbiamo dei ricordi sfuggenti, oppure ce li ricordiamo molto bene. Che cosa sono i sogni ? E’ forse l’intuito che basandoci su informazioni già presenti nella nostra memoria, cerca di darci informazioni su problemi che ci assillano ?

A quanto sembra, l’intuito, ha accesso a quasi tutte le zone del nostro cervello, ma noi, invece non abbiamo l’accesso a lui !

Un’altra opera che mi ha ispirato molto è stata quella di Marina AbramovichStanding Structure for Human Use” situata nel mezzanino, ovvero tra piano terra e il primo piano. E’ una struttura di legno, con ai lati dei cristalli di quarzo. La forma di quest’opera, mi ricorda molto un’attrezzo chiamato “uomo di legno” che viene usato dai discepoli del WuShu, essenzialmente è una struttura molto simile ma solo in legno, e viene usata come allenamento per i fondamentali di difesa e attacco. E’ stata proprio quest’opera che mi ha ispirato nel concetto che la ripetizione di innumerevoli volte di un’azione, viene memorizzata in quella parte del cervello di cui l’intuito ha accesso e lo usa in maniera automatica, del tutto inconsciamente. In questo caso l’artista al posto delle braccia di legno, ha posto dei cristalli di quarzo, i quali hanno molte qualità spirituali quali ad esempio : il risveglio dei Chakra, guida per i sogni premonitori, espansione dell’anima e percezioni ultra-sensoriali. La struttura è indirizzata all’uso delle persone, in quanto il significato non risiede nella opera stessa, ma nell’uso fatta dalle persone, che attraverso questi cristalli, aprono la mente e cercano di entrare in contatto con quella parte di noi stessi, dove risiede l’intuito. Mi ricordo di aver visto una foto di quest’opera dove alcune persone si mettevano ai lati della struttura, con delle cuffie, dove ascoltavano della musica o dei rumori di sottofondo, per cercare di raggiungere uno stato meditativo simile al trance. Mi domando se l’accesso a questa conoscenza nascosta la si possa ottenere tramite mezzi come l’ipnosi, la meditazione, la concentrazione, e se si, come fare per imbrigliarla, oppure, una volta svegliati dallo stato di trance, come nei sogni, non si riesce più a ricordare ?

Tra le tante opere, c’è una dell’artista Vincenzo Agnetti “Assioma”, che mi ha incuriosito. E’ un  di bakelite nera con angolo spezzato incisa e dipinta con vernice nitro bianca. La sua forma mi ricorda una schedina SD di quelle usate come memoria esterna per tutti i dispositivi tecnologici quali tablet, marth phone, fotocamere ect ect. Il pannello è completamente nero ad eccezione di una frase scritta in bianco in basso che dice :

Intuition is conscious reality bumped into the dark

Grossolanamente, vorrebbe dire ” L’intuizione è la conscia realtà sbattuta nell’oscurità. La frase, e l’opera nell’insieme vogliono significare, che le idee, la creatività, l’intuito scaturiscono dal nostro inconscio, nella parte nascosta di noi stessi e che viene portata alla luce, quando entra in gioco l’intuito. La frase scritta in bianco su uno sfondo nero, rappresenta una scintilla nel buio, e che per qualche motivo mi ricorda il big bang. Un’esplosione da cui si è formata la materia, e quindi, fonte improvvisa di ispirazione. Le idee, giacciono già presenti dentro di noi, in attesa di uno stimolo che le porti alla luce.

In questa recensione non posso non parlare dell’opera di Anish Kapoor, “White Dark VIII” in quanto è la sua immagine è stata usata come cover per il catalogo di questa mostra. L’opera si può descrivere come un paio di cerchi su uno sfondo bianco. Avvicinandoci verso di essa, si sperimenta un’attrazione, come un invito ad addentrarci dentro di essa, quasi fosse un portale che ci porta verso l’ignoto, o forse verso quella parte dentro di noi, dove vengono evocate le idee. Quindi ecco spiegato il titolo White Dark, cioè questa specie di portale che ci offre un passaggio verso l’oscurità dove nasce tutto. Il bianco poi è la somma di tutti di colori dello spettro, e il bianco è quel colore che regala un senso di tranquillità, pace interiore, vuoto.

Così tante sono le opere, che questa recensione non finirebbe più ! Mi sono piaciute molto le opere di Mariano Sardón e Mariano Sigman  “Two Hundred Gazes Looking at Them“, quella di Michel Mouffe “La camera degli sposi II, di Michaël Borremans “The Bread“, di Markus Schinwald “Cieli” e tante altre ancora ! Sono circa quattro piani pieni di magnifiche opere, e mi dispiace non poterle descrivere tutte quante. A ogni modo, mi sento di consigliarvi di andare a vedere questa mostra, e spero questa mia recensione vi possa aiutare a capirla sotto un diverso punto di vista. La mostra non è di facile comprensione, bisogna tenere a mente la tematica principale in mente, e cercare di capire cosa voglia esprimere ogni singolo artista.  E’ una mostra da non perdere, rappresenta per voi un’opportunità unica ! Vi invito di andare per tempo, perché come ho detto, le opere sono tantissime e occorre un bel po di tempo per apprezzarla pienamente !

INTUITION Palazzo Fortuny – Venezia

13 Maggio – 26 Novembre 2017

 

Intuition in Venice

 

museo fortuny

Two years have passed since the last exhibition of Axel VervoordtProportio“, which won the best 2016 prize. This time, the well-known Belgian collector  has come back with a new exhibition titled “Intuition“, and just the title says a lot! It is difficult to explain this phenomenon in words. We all have a mental image of what it represents, but to say it, to explain it with words, it is not easy at all, let alone trying to do it with works of art. That’s exactly what many artists has been asked to do by the well-known collector. Fortuny Palace has filled all the floors (4 floors counting the ground floor) with the works of many artists.

The word “intuition” comes from the Latin word “tueri“, which means “seeing, watching”. In association with the word “in” it takes the meaning of “looking inside at ourself, to contemplate”. Intuition it’s a feeling within ourselves that is born spontaneously, outside of any logical concept. By studying the incredible amount of information on this subject in the catalog, I have learnt how they tried to understand it, to give an explanation in different ways to this phenomenon, and above all; what parts of the brain act when it occurs. Physically, it seems to involve the frontal part of the cerebral cortex.

I think it can be said that intuition is a sort of sixth sense that activates  trying to give an answer to an event that can not be explained rationally, but I have often found, that it is defined as a hidden knowledge, a pre-existing knowleadge, a knowledge without knowledge.

The concept is quite interesting. It would seems that there is unconscious knowledge at the sub-conscious level, which is activated only in the face of certain factors, such as events, or experiences. For instance, when we are in a new situation, and we have that hunch that everything  it will be all right, or when, for example, we are faced with a  new person and we perceive whether he is a nice person or not. We call it “first impression”, however, there is a situation where, we do not have the informations that our common senses can process, and then snaps the intuition that helps us find an answer.

This concept of pre-existing knowledge is intriguing, I wonder… in the phase of conception, of making love, the future child, will have physical characteristics derived from the two parents. Now, and if it was not just the physical characteristics but also the knowledge of the two adults being handed down? Does it mean that when we are faced with an unexpected event, does our intuition take on the information stored in the unconscious level of situations already experienced by others? Intriguing Theory indeed..

Another example I have in mind, is the one I experienced it personally while learning foreign languages: with our mother tongue language, during the first stage of growth is learned by listening to it by our parents and other people around us, while with the study of the English, I had to learn step by step all Grammatical rules and a discreet knowledge of the dictionary. Let’s take as an example , and drawn on a sheet two points A and B:

 

A ———————————————- B

 

During the first phase of learning, if I was been asked a question in English, I had to wait until it was completely said, then analyze it, understand its meaning and, answer it correctly. So from A to B, I used all the time, all the steps. But later, when I developed a wider knowledge of the grammatical structure and the dictionary, I found that while, in that short frame of time the question was been asked, before reaching its conclusion, I had clearly the information in my mind, and I was already ready to answer. So with a knowledge stored, it was recognized by the intuition, which made a real leap forward, discarding all the other passages! One of the things you notice, is that the intuition it’s automatic and  very fast. Fast as the speed of thought! So intuition allow to make a  jump. This theory reminds me of a similar kind about interstellar travel possibilities: always drawing on a sheet two-point A and B, combined by a hypothetical time-space line;  let A be the Earth and B  Alpha Centauri which far from us at least 4.3 light years. Even using the speed of light, it would take more than 4 years to reach it, but if you fold the sheet to match A point with B, the passage becomes almost instantaneous, just because, it is the time space that is folded, that’s a theory which was thougth for space tunnels/wormholes or sub space, allowing you to make a leap forward. The same leap that intuition performs, discarding all the processes, bringing A to B fast, almost instantaneous!

Another situation, which I lived indirectly, leads me to hypothesize other ways in which intuition acts. Many years ago, I went to see the sport event called “Easter of Budo” where you could see athletes of many martial arts disciplines. While I was in the locker room, I caught two young students talking friendly, when suddenly, without suspecting anything, one of them attacked the other with a direct fist. The scene seemed to me to play in slow motion, but no doubt I saw that the second boy, for the fear, to closed his eyes, but inexplicably, as he closed his eyes, he had made a block, deflecting the blow. Now what we call automatic, or reflexive action, something which, to be memorized it must be done at least 10,000 times. At that moment, the second boy, for fear, had closed his eyes, but intuition had recognized a dangerous situation and had taken command of the motor muscles, using a series of information already stored!

One of the countless works in the museum, one of the many that I liked, is the one by Matteo Nasini, called “Sparkling Matter”, he transforms the brain waves generated during the REM stage in sculptural objects and in automatic sound compositions through a machine. Dreams, we all make them, very often, when we wake up we do not remember them anymore. However, sometimes we have some elusive memories, or we remember them very well. What are dreams? Is it perhaps the intuition that, based on information already in our memory, does it seek, to give us information about problems that are affecting us?

Apparently, intuition has access to almost all areas of our brain, but we do not have access to it!

Another work that inspired me was by Marina AbramovichStanding Structure for Human Use” located in the mezzanine, ie between ground floor and first floor. It is a wooden structure, with at it’s sides some quartz crystals. The form of this work reminds me a lot about a tool called “wood man” that is used by WuShu disciples; essentially a very similar structure but only in wood, and it’s used as a training for defense and attack basics actions . It was precisely this work that inspired me in the notion that the repetition of innumerable times of an action is stored in that part of the brain where intuition has access and uses them automatically, completely unconsciously. In this case, the artist instead of the wooden arms, she placed some quartz crystals, which have many spiritual qualities such as: awakening of the Chakra, guide for premonition dreams, soul expansion and ultra-sensorial perceptions . The structure is directed at the use of people, it’s meaning does not reside in the work itself, but in the use made by people who through these crystals open their minds and try to get in touch with that part of ourselves, where lies the intuition. I remember seeing a picture of this work where some people came to the sides of the structure, wearing headphones, listening to some music or to some  background noise, trying to reach a trance-like meditation state. I wonder if access to this hidden knowledge can be achieved through means such as hypnosis, meditation, concentration, and if it’s possible, how to do it, or, once awakened by the state of trance, as in dreams, can we remember the experience or not?

Among the many works, there is one, by the artist Vincenzo AgnettiAssioma“, which intrigued me. It is a black bakelite panel with engraved corner painted with white nitro paint. Its shape reminds me of an SD card of those used as external memory for all technology devices such as tablets, marth phones, ect ect cameras. The panel is completely black except for a blank written down sentence that says:

 

Intuition is conscious reality bumped into the dark

 

Grossly speaking, it would mean “Intuition is the conscious reality that is shaken in the darkness.” The phrase and the work as a whole tries to explain that ideas, creativity, intuition comes from our unconscious in the hidden part of us ourselves, and that is brought to light when the intuition kick in. The phrase written in white on a black background is a spark in the dark, and for some reason it reminds me of the big bang explosion. An explosion from which matter is formed, and therefore a sudden source of inspiration. Ideas, already existing within us, await a stimulus that brings them to light.

In this review I can not, but to mention the work of Anish Kapoor, “White Dark VIII” as its image was used as a cover for the catalog of this exhibition. The work can be described as a couple of circles on a white background. Approaching it, we experience an attraction, as an invitation to enter into it, as if it were a portal that leads us to the unknown, or perhaps to that part within us, where ideas are evoked. So here the explanation about the “White Dark” title; that is, a kind of portal that offers us a passage to the dark where everything is born. The white color then, is the sum of all of the colors in the spectrum, and it’s the color that gives a sense of tranquility, inner peace, and of the void itself.

There are so many works, that this review would never end! I liked the works of Mariano Sardón and Mariano SigmanTwo Hundred Gazes Looking At Them“, Michel Mouffe’sThe Wedding Room II“, Michaël BorremansThe Bread“, Markus SchinwaldHeaven” and many more ! There are about four floors full of magnificent works, and I’m sorry I can not describe them all. Anyway, I feel to recommend you, to go and see this show, and I hope my review can help you understand it from a different point of view. The exhibition is not easy to understand, you have to keep in mind the main subject and try to figure out what each artist wants to express. It’s a show not to be missed, it is for you a unique opportunity! I invite you to go there with planty of time, because as I said, the works are so many and it takes a while to fully appreciate it!

INTUITION Palazzo Fortuny – Venice

13 May – 26 November 2017