Quando il marmo respira: a Venezia l’arte contemporanea fa tremare le Gallerie Canoviane con “Spiral Economy”
Ci sono mostre che ti invitano semplicemente a guardare, e poi ci sono quelle che ti fanno sentire il peso del tempo, della terra e della materia. Se capiti a Venezia in questi mesi, c’è un appuntamento imperdibile che ribalta completamente il nostro modo di guardare all’arte classica. Sto parlando di “Spiral Economy. Charrière and Canova”, la straordinaria esposizione ospitata nelle storiche Gallerie Canoviane del Museo Correr (aperta fino al 22 novembre 2026, a cura di Chiara Squarcina e Pier Paolo Pancotto, con la collaborazione di Claudia Cargnel.
Un titolo che incuriosisce e un accostamento che, sulla carta, sembra quasi spiazzare: da una parte il genio immortale di Antonio Canova, dall’altra lo sguardo concettuale, visionario e radicale dell’artista franco-svizzero Julian Charrière (classe 1987, di base a Berlino). Ma cosa succede quando il marmo levigato e perfetto delle sculture neoclassiche incontra la geologia profonda, il suono delle balene e la tecnologia del nostro presente?
Il marmo non è solo pietra: è un archivio vivente
Siamo abituati a pensare alle sculture di Canova come al trionfo dell’idealizzazione: corpi statuari, levigati fino a sembrare quasi morbidi, in cui la pietra dura si trasforma magicamente in carne viva ed emozione umana. Ma Charrière fa un passo oltre, scavando molto più in profondità. Nelle sue mani, il marmo si spoglia dell’obbligo di somigliare all’uomo per ricordarci cos’è davvero: un corpo vivente a pieno titolo. Ogni singola vena, ogni fessura, ogni minuscola imperfezione geologica custodisce la memoria di mari antichi, ere remote e pressioni metamorfiche inimmaginabili. Nelle sale del Correr si accende così un cortocircuito spiazzante, parte del ciclo dei Dialoghi Canoviani: i corpi luminosi di Canova diventano degli “avatar” del tempo, mentre la materia sale sul palcoscenico per ricordarci che la Terra ha i suoi ritmi, infinitamente più grandi e implacabili dei nostri.
Un viaggio multisensoriale tra orologi pietrificati e mari capovolti
Quella di Charrière non è una semplice mostra da guardare a distanza di sicurezza, ma un’esperienza immersiva totale che mescola scultura, video, performance e paesaggi sonori creati in tempo reale. Pensa a opere come “Imperfect Lovers”: due antichi orologi da mantello ottocenteschi sono stati smembrati e mandati in “viaggio nel tempo” in contesti naturali estremi. Uno è stato immerso in uno stagno ipersalino in Australia finché i cristalli di sale ne hanno bloccato gli ingranaggi; l’altro è stato messo sotto una cascata calcificante in Francia, dove l’acqua termale lo ha pietrificato. Il tempo meccanico dell’uomo si scontra, letteralmente, con la geologia del pianeta. Oppure immagina di alzare lo sguardo e trovarti davanti a “Albedo”: un oceano artico in fusione proiettato sul soffitto, dove i ghiacciai sembrano fluttuare come corpi celesti in un cosmo liquido. Il tutto accompagnato da un tappeto sonoro potentissimo composto da registrazioni idrofoniche reali di orche, capodogli e balene. E che dire di “Spiral Economy”, dove un distributore automatico meccanico (simbolo del consumismo sfrenato) non contiene snack in plastica, ma conchiglie e ammoniti fossili millenarie racchiuse in uno specchio infinito
Perché dovresti assolutamente vederla
Viviamo in un’epoca ossessionata dalla velocità, dove cerchiamo costantemente di pianificare, misurare e domare il tempo. Questa mostra fa esattamente il contrario: ci prende per mano e ci invita a rallentare, a lasciarci assorbire da durate planetarie Attraversare le sale del Museo Correr e perdersi in questo dialogo serrato tra passato, ecologia e natura è un’esperienza che scuote. Ti fa uscire dal museo con una consapevolezza diversa e la sensazione che la vera custode del tempo non sia la storia scritta dagli uomini, ma la materia stessa. Dalle foto che ho scattato questa mattina, potete vedere da voi stessi, quanto bella sia questa mostra ! La mostra di per se, non è tanto grande, ma è molto affascinante ! Non trovate anche voi ?
When Marble Breathes: Contemporary Art Shakes Up the Canova Rooms in Venice with “Spiral Economy”
There are exhibitions that simply invite you to look, and then there are those that make you feel the weight of time, earth, and matter. If you happen to be in Venice over the coming months, there is an unmissable event that completely turns our perspective on classical art upside down. I’m talking about “Spiral Economy. Charrière and Canova”, the extraordinary exhibition hosted in the historic Canova Rooms of the Museo Correr (open until November 22, 2026, curated by Chiara Squarcina and Pier Paolo Pancotto, with the collaboration of Claudia Cargnel).
A title that sparks curiosity and a pairing that initially seems almost jarring: on one hand, the immortal genius of Antonio Canova; on the other, the conceptual, visionary, and radical gaze of French-Swiss artist Julian Charrière (born in 1987, based in Berlin). But what happens when the smooth, flawless marble of neoclassical sculptures meets deep geology, the sound of whales, and the technology of our present day?
Marble is not just stone: It’s a living archive
We are used to thinking of Canova’s sculptures as the triumph of idealization—statuesque bodies, polished until they look almost soft, where hard stone magically transforms into living flesh and human emotion. But Charrière takes it a step further, digging much deeper. In his hands, marble strips away the obligation to resemble humans and reminds us what it truly is: a living body in its own right. Every single vein, every fissure, every tiny geological imperfection holds the memory of ancient seas, remote eras, and unimaginable metamorphic pressures. Inside the Correr rooms, a startling short circuit lights up—part of the Dialoghi Canoviani series: Canova’s luminous bodies become “avatars” of time, while matter itself takes center stage to remind us that the Earth has its own rhythms, infinitely larger and more relentless than our own.
A multisensory journey through petrified clocks and inverted oceans
Charrière’s work isn’t just an exhibition to gaze at from a safe distance; it’s a total immersive experience mixing sculpture, performance, video, and soundscapes created in real-time. Think of works like “Imperfect Lovers”: two antique 19th-century mantel clocks have been dismantled and sent on “time travel” into extreme natural settings. One was sunk into a hypersaline pond in Australia until salt crystals jammed its gears; the other was placed beneath a calcifying waterfall in France, where thermal water petrified it. Human mechanical time literally collides with the planet’s geology. Or imagine looking up to find “Albedo”: a melting Arctic ocean projected onto the ceiling, where glaciers seem to float like celestial bodies in a liquid cosmos. All of this is accompanied by a powerful soundscape composed of actual hydrophone recordings of orcas, sperm whales, and humpback whales. And what about “Spiral Economy”, where a mechanical vending machine (a symbol of unbridled consumerism) doesn’t contain plastic-wrapped snacks, but millenary fossilized ammonites and shells enclosed in an infinite mirror?
Why you absolutely must see it
We live in an era obsessed with speed, constantly trying to plan, measure, and tame time. This exhibition does the exact opposite: it takes us by the hand and invites us to slow down, letting ourselves be absorbed by planetary durations. Wandering through the halls of the Museo Correr and losing yourself in this intense dialogue between the past, ecology, and nature is a shaking experience. It leaves you with a different awareness and the distinct sense that the true custodian of time isn’t human history, but matter itself. From the photos I took this morning, you can see for yourselves just how beautiful this exhibition is! The exhibition itself isn’t very large, but it is truly fascinating! Don’t you think so?

