Avete visto Eldaa Cecchele a Palazzzo Mocenigo ?

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Elda Cecchele: Una Visione Tessile che Rivive a Palazzo Mocenigo

Il Museo di Palazzo Mocenigo di Venezia accoglie con orgoglio la donazione dell’archivio di Elda Cecchele, tessitrice e designer di fama internazionale. Questa donazione rappresenta un omaggio al genio creativo di una donna che ha rivoluzionato il settore tessile e collaborato con alcuni dei nomi più illustri della moda italiana, come Roberta di Camerino e Salvatore Ferragamo.

La mostra, visitabile fino al 2 marzo 2025, offre un’immersione nel mondo di Cecchele attraverso una vasta collezione di tessuti, bozzetti e documenti d’epoca. Ogni pezzo racconta la sua dedizione all’arte e all’artigianato, evidenziando il ruolo del tessuto non solo come elemento decorativo, ma come mezzo espressivo di grande potenza.

Questa esposizione non è solo un tributo all’eccellenza artistica di Cecchele, ma anche un’opportunità per esplorare come il tessile abbia contribuito a definire il design italiano del dopoguerra. Per gli appassionati di arte, moda e storia, l’evento rappresenta un’occasione imperdibile per approfondire un capitolo affascinante e spesso trascurato del nostro patrimonio culturale.

L’atmosfera intima e raffinata di Palazzo Mocenigo, con i suoi interni storici, amplifica l’esperienza, creando un dialogo affascinante tra tradizione e innovazione, passato e presente. Un viaggio che celebra non solo una maestra dell’arte tessile, ma anche il potere trasformativo della creatività.

Scopri questa imperdibile mostra e lasciati ispirare dalla visione unica di Elda Cecchele. Visita la mostra ma non dimenticare tutte le magiche atmosfere delle sale di questo magnifico Palazzo !

Elda Cecchele: A Textile Vision Revived at Palazzo Mocenigo

The Museum of Palazzo Mocenigo in Venice proudly welcomes the donation of the archive of Elda Cecchele, an internationally renowned weaver and designer. This donation represents a tribute to the creative genius of a woman who revolutionized the textile industry and collaborated with some of the most illustrious names in Italian fashion, such as Roberta di Camerino and Salvatore Ferragamo.

The exhibition, open until March 2, 2025, offers an immersion into Cecchele’s world through a vast collection of fabrics, sketches and period documents. Each piece tells the story of her dedication to art and craftsmanship, highlighting the role of fabric not only as a decorative element, but as a powerful means of expression.

This exhibition is not only a tribute to Cecchele’s artistic excellence, but also an opportunity to explore how textiles helped define post-war Italian design. For art, fashion and history enthusiasts, the event represents an unmissable opportunity to delve into a fascinating and often overlooked chapter of our cultural heritage.

The intimate and refined atmosphere of Palazzo Mocenigo, with its historic interiors, amplifies the experience, creating a fascinating dialogue between tradition and innovation, past and present. A journey that celebrates not only a master of textile art, but also the transformative power of creativity. Discover this unmissable exhibition and be inspired by Elda Cecchele’s unique vision. Visit the exhibition but don’t forget all the magical atmospheres of the rooms of this magnificent Palace!

Donazione Elda Cecchele a Palazzo Mocenigo

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La Donazione Elda Cecchele: Un Viaggio nel Mondo della Tessitura Artigianale

Dal 18 novembre 2024 al 2 marzo 2025, il Museo di Palazzo Mocenigo a Venezia ospiterà una mostra dedicata a Elda Cecchele, una tessitrice, artista e artigiana di grande talento. Originaria di San Martino di Lupari (1915 – Cittadella, 1998), Elda si è distinta nel panorama della moda italiana del dopoguerra grazie alla sua straordinaria capacità di creare tessuti artistici utilizzando una vasta gamma di materiali, tra cui pelle, plastica, seta, cotone, pelliccia e passamaneria.

Un Patrimonio da Scoprire

La mostra si concentra sulla donazione effettuata dagli eredi di Elda, che hanno consegnato al museo una selezione di documenti e materiali tessili rimasti nel suo laboratorio al momento della chiusura della sua attività. Questo patrimonio offre un’opportunità unica per esplorare la carriera di Elda Cecchele e il suo contributo al vivace mondo della moda italiana del XX secolo.

Un Percorso Espositivo

Il percorso espositivo esposto al primo piano nella sala del Portego, si articola in due sezioni distinte. La prima è dedicata all’archivio documentale, dove i visitatori potranno ammirare fotografie, quaderni di lavoro, schede tecniche per la tessitura e campioni di tessuti. La seconda sezione si concentra sulle principali collaborazioni di Elda con diverse ditte, sia veneziane che di altre regioni, esplorando il suo impatto non solo nel settore dell’abbigliamento, ma anche in quello degli accessori e dell’arredamento.

Questa mostra rappresenta non solo un tributo a una figura chiave della moda artigianale, ma anche un’opportunità per riflettere sull’evoluzione del design tessile in Italia. Non perdere l’occasione di scoprire il mondo affascinante di Elda Cecchele al Museo di Palazzo Mocenigo, oltre a vedere le meravigliose stanze piene di grandi tesori artistici, non ve ne pentirete!

Elda Cecchele Donation to Palazzo Mocenigo

The Elda Cecchele Donation: A Journey into the World of Artisan Weaving

From November 18, 2024, to March 2, 2025, the Museum of Mocenigo Palace in Venice will host an exhibition dedicated to Elda Cecchele, a talented weaver, artist, and artisan. Born in San Martino di Lupari (1915 – Cittadella, 1998), Elda distinguished herself in the Italian post-war fashion scene through her extraordinary ability to create artistic textiles using a wide range of materials, including leather, plastic, silk, cotton, fur, and trimmings.

A Heritage to Discover

The exhibition focuses on the donation made by Elda’s heirs, who entrusted the museum with a selection of documents and textile materials remaining in her workshop at the time of its closure. This collection provides a unique opportunity to explore Elda Cecchele’s career and her contributions to the vibrant world of Italian fashion in the 20th century.

An Exhibition Journey

The exhibition itinerary displayed on the first floor in the Portego room, is divided into two distinct sections. The first is dedicated to the documentary archive, where visitors can admire photographs, notebooks, technical weaving sheets, and fabric samples. The second section focuses on Elda’s significant collaborations with various companies, both Venetian and from other regions, exploring her impact not only in the clothing sector but also in accessories and interior design.

This exhibition represents not only a tribute to a key figure in artisan fashion but also an opportunity to reflect on the evolution of textile design in Italy. Don’t miss the opportunity to discover the fascinating world of Elda Cecchele at the Palazzo Mocenigo Museum, as well as seeing the wonderful rooms full of great artistic treasures, you won’t regret it!

Danza Dervisci / Sufi a Palazzo Mocenigo

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Ci stiamo avvicinando alla fine della bellissima mostra temporanea dell’Artista Carla Tolomeo, dal titolo “L’albero della vita” di cui avevo già parlato in uno dei miei precedenti blog: https://diariodiunoperatoremuseale.co/2024/05/27/lalbero-della-vita-a-palazzo-mocenigo/ In tutto questo tempo, un grandissimo numero di visitatori, e non, si sono fermati ad ammirare questa bellissima “scultura”. Numerose volte l’artista ci ha tenuti compagnia, rispondendo alle domande di molti turisti, e molti ospiti sono venuti a trovarla. Così è stato anche nella giornata di ieri, quando è venuta a trovarla L’artista / danzatrice Francesca Ferah, che in un momento del tutto inaspettato, spontaneo, ci ha regalato una sua performance di danza sufi /dervisci , che è stata entusiasmante, ma che purtroppo è durata troppo poco. Lasciate che vi parli di questi pochi attimi, di questa grande artista e cosa tratta questo tipo di danza.

Francesca Ferah è una danzatrice e insegnante di danza Sufi, nota per il suo approccio innovativo e interculturale alla tradizione della danza dervisci. Con radici italiane e bosniache, Ferah ha sempre vissuto un incontro tra Oriente e Occidente, che ha influenzato profondamente il suo percorso artistico e spirituale. Francesca Ferah ha iniziato il suo viaggio nella danza Sufi in un contesto di ricerca spirituale e personale. Nel 2014, ha ricevuto il nome Sufi “Ferah”, che significa “tranquillità”, dal maestro Sufi Dr. Rahmi Orüç Güvenç durante un intenso periodo di pratica noto come “99 giorni e 99 notti di Semâ” in Turchia. Questo evento ha segnato un punto di svolta nella sua vita, portandola a immergersi completamente nella pratica della danza dervisci. La sua passione per la danza e la spiritualità l’hanno spinta a intraprendere un percorso, che combina arte, meditazione e insegnamento. Oggi, è anche ideatrice e direttrice artistica di Soul Circle, dove tiene seminari di danza e meditazione Sufi in Italia e all’estero. La sua missione è quella di promuovere il benessere emotivo e l’intelligenza emotiva attraverso pratiche artistiche.

Origini e Storia

Le origini precise della danza dei dervisci sono avvolte nel mistero, ma si ritiene che abbia radici profonde nel sufismo, una corrente mistica islamica nata nel IX secolo. La danza, come la conosciamo oggi, è strettamente legata all’ordine dei Mevlevi, fondato da Jalal al-Din Rumi, un grande poeta e mistico persiano. Rumi, con la sua profonda spiritualità, ha contribuito a dare forma e diffondere questa pratica.

Caratteristiche Principali

  • Rotazione: Il movimento in senso anti orario, centrale della danza è la rotazione su se stessi. Questa rotazione simboleggia il viaggio dell’anima verso Dio, la ricerca della perfezione divina e l’unione con l’universo.
  • Abbigliamento: I dervisci indossano un abito bianco, simbolo di purezza, e un lungo mantello nero, che rappresenta la tomba egoistica. I neri mantelli, chiamati thirqua, di cui i partecipanti si liberano prima della danza, indicano la morte e l’oscurità, la gonna bianca con cui danzano, tennure, è simbolo di purezza, i copricapi a forma di cono, sikke, rappresentano la pietra tombale dell’ego.
  • Musica: La musica utilizzata durante la danza è composta da strumenti tradizionali come il ney (flauto), il rebab (violino) e il bendir (tamburo). I canti sono spesso basati sui versi di Rumi e hanno un profondo significato spirituale.
  • Sema: La cerimonia completa, chiamata sema, è composta da diverse fasi, ognuna delle quali ha un significato simbolico.
  • Spiritualità: La danza dei dervisci non è una semplice performance, ma un’esperienza mistica profonda. Attraverso la rotazione, i dervisci cercano di raggiungere un’estasi mistica e di connettersi con il divino.

Significato Simbolico

  • Rotazione come simbolo dell’universo: La rotazione dei dervisci rappresenta il movimento dei pianeti intorno al sole, simboleggiando l’armonia dell’universo, inoltre i danzatori non solo girano attorno a sé stessi, ma anche attorno al maestro, che si trova al centro della sala. Questo movimento simboleggia una sfera cosmica in cui i pianeti orbitano attorno al sole. La danza vorticosa assume così un carattere astrale ed è considerata la forma più pura di abbandono alla danza, esprimendo l’estasi mistica e la connessione con l’universo.
  • Braccio destro verso il cielo, sinistro verso la terra: Questa posizione delle braccia simboleggia la ricezione della benedizione divina e la sua diffusione sulla terra. Le braccia, dapprima incrociate sul petto, si aprono poi verso il cielo e la terra, canale attraverso cui fluisce l’energia cosmica. Ruotando su se stessi, i danzatori si trasformano in vortici viventi, perdendo ogni riferimento spaziale e temporale, in un’estasi mistica che li proietta in una dimensione ultraterrena.

La Danza dei Dervisci Oggi

La danza dei dervisci è oggi riconosciuta a livello internazionale come un patrimonio dell’umanità e viene praticata e insegnata in molti paesi. È diventata un simbolo di tolleranza, spiritualità e unità tra i popoli.

Per chi volesse approfondire di più questo tema, vi lascio alcuni link qui sotto. Desidero ringraziare ancora Francesca Ferah, per questo breve ma entusiasmante momento che ci ha regalato, e che ha aperto una finestra su un mondo prima sconosciuto.

Soul Circle Canale You Tube

Dervish / Sufi Dance at Palazzo Mocenigo

We are approaching the end of the beautiful temporary exhibition of the Artist Carla Tolomeo, entitled “The Tree of Life” which I had already talked about in one of my previous blogs: https://diariodiunoperatoremuseale.co/2024/05/27/lalbero-della-vita-a-palazzo-mocenigo/ In all this time, a huge number of visitors, and others, have stopped to admire this beautiful “sculpture”. The artist has kept us company on numerous occasions, answering questions from many tourists, and many guests have come to visit her. This was also the case yesterday, when the artist / dancer Francesca Ferah came to visit her, who in a completely unexpected, spontaneous moment, gave us her Sufi / dervish dance performance, which was exciting, but unfortunately lasted too short. Let me tell you about these few moments, about this great artist and what this kind of dance is about.

Francesca Ferah is a Sufi dancer and teacher, known for her innovative and intercultural approach to the dervish dance tradition. With Italian and Bosnian roots, Ferah has always experienced an encounter between East and West, which has deeply influenced her artistic and spiritual path. Francesca Ferah began her journey in Sufi dance in a context of spiritual and personal research. In 2014, she received the Sufi name “Ferah”, meaning “tranquility”, from Sufi master Dr. Rahmi Orüç Güvenç during an intense period of practice known as “99 days and 99 nights of Semâ” in Turkey. This event marked a turning point in her life, leading her to fully immerse herself in the practice of dervish dance. Her passion for dance and spirituality led her to take a path, which combines art, meditation and teaching. Today, she is also the creator and artistic director of Soul Circle, where she holds Sufi dance and meditation workshops in Italy and abroad. Its mission is to promote emotional well-being and emotional intelligence through artistic practices.

Origins and History

The precise origins of the dervish dance are shrouded in mystery, but it is believed to have deep roots in Sufism, a mystical Islamic movement that arose in the 9th century. The dance, as we know it today, is closely linked to the Mevlevi order, founded by Jalal al-Din Rumi, a great Persian poet and mystic. Rumi, with his deep spirituality, helped shape and spread this practice.

Main Features

  • Rotation: The counterclockwise, central movement of the dance is the rotation on oneself. This rotation symbolizes the soul’s journey towards God, the search for divine perfection and union with the universe.
  • Clothing: The dervishes wear a white dress, a symbol of purity, and a long black cloak, which represents the egoistic tomb. The black cloaks, called thirqua, which the participants throw off before the dance, indicate death and darkness, the white skirt they dance in, tennure, is a symbol of purity, the cone-shaped headdresses, sikke, represent the tombstone of the ego.
  • Music: The music used during the dance is composed of traditional instruments such as the ney (flute), the rebab (violin) and the bendir (drum). The chants are often based on Rumi’s verses and have deep spiritual meaning.
  • Sema: The complete ceremony, called sema, is composed of several stages, each of which has a symbolic meaningo.
  • Spirituality: The dance of the dervishes is not a simple performance, but a deep mystical experience. Through rotation, dervishes seek to achieve mystical ecstasy and connect with the divine.

Symbolic Meaning

  • Rotation as a symbol of the universe: The rotation of the dervishes represents the movement of the planets around the sun, symbolizing the harmony of the universe, moreover the dancers not only spin around themselves, but also around the master, who is in the center of the hall. This movement symbolizes a cosmic sphere in which the planets orbit around the sun. The whirling dance thus takes on an astral character and is considered the purest form of surrender to the dance, expressing mystical ecstasy and connection with the universe.
  • Right arm towards the sky, left towards the earth: This position of the arms symbolizes the reception of divine blessing and its diffusion on the earth. The arms, first crossed on the chest, then open towards the sky and the earth, the channel through which cosmic energy flows. Rotating on themselves, the dancers transform themselves into living vortices, losing all spatial and temporal references, in a mystical ecstasy that projects them into an otherworldly dimension.

The Dance of the Dervishes Today

The dance of the dervishes is today recognized internationally as a heritage of humanity and is practiced and taught in many countries. It has become a symbol of tolerance, spirituality and unity among peoples.

For those who would like to delve deeper into this topic, I leave some links below. I would like to thank Francesca Ferah again, for this brief but exciting moment she gave us, and that opened a window on a previously unknown world.

Soul Circle

Canale You Tube

Vetro inciso della laguna a Palazzo Mocenigo

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Dal 14 di Settembre, nel bellissimo Museo di Palazzo Mocenigo, oltre alla mostra dell “albero della vita” di Carla Tolomeo, e “il ritorno di Marco Polo” di Stefano Nicolao, ci sarà una nuova interessante mostra, che si intitolerà “Vetro inciso della laguna” !

La mostra “Vetro inciso della Laguna” si svolgerà presso il Museo di Palazzo Mocenigo a Venezia e offre un’affascinante esplorazione dell’arte del vetro inciso, una tradizione che affonda le radici nella storia e nella cultura della Laguna di Venezia.

Dettagli della Mostra

La mostra è dedicata all’arte del vetro inciso, una tecnica che ha raggiunto il suo apice in questa regione. Attraverso una selezione di opere storiche e contemporanee, i visitatori possono ammirare la bellezza e la complessità di questo materiale, che è stato lavorato con abilità e creatività nel corso dei secoli. Ma come si riesce ad ottenere questi stupendi effetti sul vetro ?

L’incisione di immagini sui bicchieri di vetro è un’arte affascinante che affonda le sue radici nell’antichità. Fin dai tempi degli antichi egizi, gli artigiani hanno utilizzato tecniche manuali per creare decorazioni uniche e dettagliate sulla superficie del vetro. Questa tradizione è sopravvissuta nel corso dei secoli, evolvendosi e adattandosi ai nuovi stili e alle nuove tecnologie. Nell’antichità, l’incisione veniva eseguita manualmente utilizzando strumenti abrasivi come punte di acciaio, corindone o diamante per graffiare il vetro. Successivamente, è stata introdotta la tecnica dell’incisione alla ruota, che prevedeva l’uso di ruote rotanti ad alta velocità con polveri abrasive per creare bassorilievi e decorazioni. Oggi, l’incisione di immagini sui bicchieri di vetro combina l’abilità manuale degli artigiani con l’utilizzo di tecnologie avanzate come l’incisione laser e le macchine CNC. Queste tecniche moderne permettono di creare opere d’arte uniche e dettagliate, mantenendo viva la tradizione dell’incisione del vetro. L’incisione di immagini sui bicchieri di vetro è molto più di una semplice decorazione. È un’arte che richiede abilità, creatività e passione. Gli artigiani devono padroneggiare le tecniche di incisione, scegliere i disegni appropriati e applicarli con precisione sulla superficie del vetro. Ogni bicchiere inciso è un pezzo unico, con la sua storia e il suo significato. Che si tratti di un regalo personalizzato, di un oggetto da collezione o di un semplice bicchiere da utilizzare ogni giorno, l’incisione aggiunge un tocco di eleganza e di unicità.

Opere in Esposizione

La mostra è composta all’incirca di 22 opere, sistemate nella sala 7 al primo piano, includono pezzi di artisti rinomati e artigiani locali, mostrando la varietà di stili e tecniche utilizzate nel vetro inciso. Ogni pezzo racconta una storia, riflettendo non solo la maestria tecnica ma anche l’ispirazione culturale che ha influenzato gli artisti nel tempo.

Informazioni Pratiche

La mostra è aperta al pubblico dal 14 settembre fino al 8 gennaio 2025 e si svolge in un ambiente suggestivo, (nella già menzionata sala 7 al primo piano, insieme ai costumi sullo sceneggiato di Marco Polo del 1982, che finirà a fine settembre, almeno che non venga prorogata) che contribuisce all’esperienza complessiva.

Conclusione

“Vetro inciso della Laguna” è un’opportunità imperdibile per gli amanti dell’arte e della cultura. La mostra non solo celebra una tradizione artistica unica, ma offre anche uno sguardo sulla storia e sull’identità di Venezia. Non perdere l’occasione di visitarla e lasciati incantare dalla bellezza del vetro inciso, e soprattutto di ammirare questo stupendo Museo, che offre alla vista del visitatore un sacco di grandi opere !

Etched glass of the lagon at Palazzo Mocenigo

The exhibition “Engraved Glass of the Lagoon” is taking place at the Museo di Palazzo Mocenigo in Venice and offers a fascinating exploration of the art of engraved glass, a tradition rooted in the history and culture of the Venetian Lagoon.

Exhibition Details

The exhibition is dedicated to the art of engraved glass, a technique that reached its peak in this region. Through a selection of historical and contemporary works, visitors can admire the beauty and complexity of this material, which has been skillfully and creatively crafted over the centuries.

Glass engraving is a fascinating art that has its roots in antiquity. Since the time of the ancient Egyptians, artisans have used manual techniques to create unique and detailed decorations on the surface of glass. This tradition has survived over the centuries, evolving and adapting to new styles and technologies. In ancient times, engraving was done manually using abrasive tools such as steel points, corundum or diamond to scratch the glass. Later, the wheel engraving technique was introduced, which involved the use of high-speed rotating wheels with abrasive powders to create bas-reliefs and decorations. Today, glass engraving combines the manual skill of artisans with the use of advanced technologies such as laser engraving and CNC machines. These modern techniques allow for the creation of unique and detailed works of art, keeping the tradition of glass engraving alive. Glass engraving is much more than just decoration. It is an art that requires skill, creativity and passion. Craftsmen must master engraving techniques, choose the appropriate designs and apply them precisely to the glass surface. Each engraved glass is unique, with its own history and meaning. Whether it is a personalized gift, a collector’s item or a simple glass for everyday use, engraving adds a touch of elegance and uniqueness.

Works on Display

The exhibition consists of approximately 22 works, arranged in room 7 on the first floor, including pieces by renowned artists and local artisans, showing the variety of styles and techniques used in engraved glass. Each piece tells a story, reflecting not only the technical mastery but also the cultural inspiration that has influenced the artists over time.

Practical Information

The exhibition is open to the public and takes place in a charming setting that enhances the overall experience. Visitors can also participate in guided tours and workshops, further deepening their understanding of this art form.

Conclusion

“Etched Glass of the Lagoon” is an unmissable opportunity for art and culture lovers. The exhibition not only celebrates a unique artistic tradition, but also offers a glimpse into the history and identity of Venice. Do not miss the opportunity to visit it and be enchanted by the beauty of engraved glass, and above all to admire this wonderful Museum, which offers the visitor’s sight a lot of great works!

L’artista dietro I costumi di Marco Polo

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Quali sono le ragioni per cui la mostra dei costumi di Marco Polo presente a Palazzo Mocenigo, ha così tanto successo ? Le ragioni sono i costumi stessi che ci fanno ricordare uno dei più belli sceneggiati che siano mai stati prodotti in Italia, le cui puntate si possono tutt’ora vedere su Rai Play; una mostra che ci porta indietro nel tempo. Il costumista, di questo sceneggiato fu Enrico Sabattini, che realizzò questi stupendi costumi, ma c’è anche un’altra persona che lavorò con lui a questo progetto, che è l’artefice di questa bellissima mostra : Stefano Nicolao, scopriamo insieme chi è.

Stefano Nicolao ha avuto un ruolo chiave nella serie televisiva “Marco Polo” del 1982, prodotta dalla NBC negli Stati Uniti, dalla Rai in Italia, da Antenne 2 in Francia, e da RTVE in Spagna. Nicolao ha creato i costumi per la serie, contribuendo significativamente alla sua realizzazione visiva e storica.

Non tutti sanno delle grandi difficoltà che sono sorte per girare questa stupenda serie TV, alcune delle principali sfide affrontate da Stefano Nicolao durante la produzione della serie televisiva: ad esempio l’allestimento di una sartoria mobile ad alta quota. Per le riprese in Nepal, Nicolao ha dovuto allestire una sartoria mobile a tremila cinquecento metri di altitudine, affrontando le sfide logistiche di lavorare in un ambiente remoto e privo di infrastrutture. Reperimento di materiali e tessuti autentici, Nicolao ha dovuto cercare e reperire materiali, tessuti e accessori autentici in loco, in Nepal, per realizzare i costumi storici. Molti elementi non erano facilmente disponibili, rendendo il processo simile all’esperienza di Marco Polo stesso.

L’Atelier di Stefano Nicolao: Dove la Storia Prende Vita Attraverso i Costumi.

Stefano Nicolao è inoltre il fondatore di Nicolao Atelier, un’istituzione veneziana diventata un punto di riferimento per la creazione di costumi teatrali e cinematografici di alto livello. Fin dalla sua fondazione nel 1981, in concomitanza con la rinascita del Carnevale di Venezia, l’atelier di Nicolao si è distinto per la sua straordinaria collezione di oltre 15.000 costumi storici.

Costumi che Hanno Ispirato il Cinema e il Teatro: Alcuni di questi costumi hanno fatto da modello per produzioni cinematografiche di fama mondiale, come Elizabeth, Outlander, Twilight e Casanova. Inoltre, gli abiti di Nicolao Atelier sono stati utilizzati in prestigiose produzioni teatrali e liriche presso i più importanti palcoscenici internazionali, tra cui la Scala di Milano, il Teatro la Fenice di Venezia, la Washington Opera DC, la Lyric Opera of Chicago e la New National Opera of Tokyo.

Visite Guidate e Mostre L’Atelier di Stefano Nicolao offre visite guidate, sia in presenza che online, durante le quali il maestro costumista illustra il suo lavoro e mostra pezzi significativi della sua collezione di abiti originali, riproduzioni e ricostruzioni da campioni autentici. Inoltre, Nicolao Atelier organizza mostre e sfilate che raccontano la storia di Venezia attraverso il costume, frutto di una lunga ricerca storica e filologica.

Il Gran Ballo di Carnevale “Venetian Reflections” Ogni anno, Stefano Nicolao e il suo Atelier organizzano il prestigioso Gran Ballo di Carnevale “Venetian Reflections” in uno dei palazzi veneziani più belli affacciati sul Canal Grande, quest’anno a Ca Sagredo Hotel. Un evento che si è tenuto il 11 Febbraio 2024, e ha richiamato celebrità internazionali, un spettacolo stupendo che prevedeva uno spettacolo di apertura, un welcome cocktail, una cena, una lounge con open bar e una dance hall, il tutto immerso in un’atmosfera fiabesca e incantata.

L’Importanza dei Costumi per gli Attori Stefano Nicolao sottolinea sempre l’importanza dei costumi per la caratterizzazione dei personaggi e l’interpretazione degli attori. Come ha confessato l’attore Stefano Dionisi, indossare un costume realizzato da Nicolao lo ha aiutato a entrare pienamente nel ruolo di Farinelli. I costumi, infatti, hanno il potere di trasformare le persone, dando loro un senso di ciò che stanno interpretando e completando il loro ruolo. Grazie all’impegno e alla passione di Stefano Nicolao, l’Atelier veneziano è diventato un’istituzione di fama internazionale, custode di una preziosa eredità culturale e artistica che continua a ispirare il mondo del cinema, del teatro e dell’opera.

Per chi volesse saperne di più, invito tutti i cittadini di Venezia e i turisti presenti in città a visitare la bellissima mostra sui costumi di Marco Polo presso Palazzo Mocenigo, a S. Stae, e l’atelier di Stefano Nicolao, dove potranno ammirare un vasto assortimento di straordinari costumi. A chi non piacerebbe girare per le calli di Venezia in costume ?

Atelier Nicolao Cannaregio 2590 – 30121, Venezia

Palazzo Mocenigo Santa Croce 1992, 30135 Venezia

Who is behind the Marco Polo’s Costumes

What are the reasons why the exhibition of Marco Polo costumes present at Palazzo Mocenigo is so successful? The reasons are the costumes themselves which make us remember one of the most beautiful dramas that have ever been produced in Italy, the episodes of which can still be seen on Rai Play; an exhibition that takes us back in time. The costume designer of this drama was Enrico Sabattini, who created these wonderful costumes, but there is also another person who worked with him on this project, who is the creator of this beautiful exhibition: Stefano Nicolao, let’s find out together who he is .

Stefano Nicolao played a key role in the 1982 television series “Marco Polo”, produced by NBC in the United States, Rai in Italy, Antenne 2 in France, and RTVE in Spain. Nicolao created the costumes for the series, contributing significantly to its visual and historical realization.

Not everyone knows of the great difficulties that arose in filming this wonderful TV series, some of the main challenges faced by Stefano Nicolao during the production of the television series: for example the setting up of a mobile tailor’s shop at high altitude. For filming in Nepal, Nicolao had to set up a mobile tailor’s shop at three thousand five hundred meters above sea level, facing the logistical challenges of working in a remote environment with no infrastructure. Sourcing authentic materials and fabrics, Nicolao had to research and source authentic materials, fabrics and accessories locally in Nepal to make the historical costumes. Many items were not readily available, making the process similar to the experience of Marco Polo himself.

Stefano Nicolao’s Atelier: Where History Comes to Life Through Costumes

Stefano Nicolao is also the founder of Nicolao Atelier, a Venetian institution that has become a point of reference for the creation of high-level theatrical and cinema costumes. Since its foundation in 1981, coinciding with the revival of the Venice Carnival, Nicolao’s atelier has stood out for its extraordinary collection of over 15,000 historical costumes.

Costumes that Inspired Cinema and Theater: Some of these costumes have served as models for world-famous film productions, such as Elizabeth, Outlander , Twilight and Casanova. Furthermore, Nicolao Atelier’s clothes have been used in prestigious theatrical and opera productions at the most important international stages, including La Scala in Milan, Teatro la Fenice in Venice, Washington Opera DC, Lyric Opera of Chicago and New National Opera of Tokyo.

Guided Tours and Exhibitions Stefano Nicolao’s Atelier offers guided tours, both in person and online, during which the master costume designer illustrates his work and displays significant pieces from his collection of original clothing, reproductions and reconstructions from authentic samples. Furthermore, Nicolao Atelier organizes exhibitions and parades that tell the story of Venice through costume, the fruit of long historical and philological research.

The “Venetian Reflections” Carnival Grand Ball Every year, Stefano Nicolao and his Atelier organize the prestigious “Venetian Reflections” Carnival Grand Ball in one of the most beautiful Venetian palaces overlooking the Grand Canal, this year at Ca Sagredo Hotel. An event that was held on February 11, 2024, and attracted international celebrities, a wonderful show that included an opening show, a welcome cocktail, a dinner, a lounge with open bar and a dance hall, all immersed in a fairy-tale and enchanted atmosphere.

The Importance of Costumes for Actors Stefano Nicolao always underlines the importance of costumes for the characterization of the characters and the interpretation of the actors. As the actor Stefano Dionisi confessed, wearing a costume made by Nicolao helped him to fully enter the role of Farinelli. Costumes, in fact, have the power to transform people, giving them a sense of what they are playing and completing their role. Thanks to the commitment and passion of Stefano Nicolao, the Venetian Atelier has become an internationally renowned institution, guardian of a precious cultural and artistic heritage that continues to inspire the world of cinema, theater and opera.

For those wishing, to know more, I invite all citizens of Venice and tourists present in the city to visit the beautiful exhibition on Marco Polo’s costumes at Palazzo Mocenigo, in S. Stae, and Stefano Nicolao’s atelier, where they will be able to admire a vast assortment of extraordinary costumes. Who wouldn’t like to wander around the streets of Venice in costume?

Atelier Nicolao Cannaregio 2590 – 30121, Venice

Palazzo Mocenigo Santa Croce 1992, 30135 Venice