Katagami & Katazome a Palazzo Mocenigo

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A Palazzo Mocenigo, a San Stae, a Venezia, c’è una bellissima mostra sul Giappone, e precisamente su come realizzavano una volta i tessuti e decorazioni per i kimono. Katagami in lingua giapponese, è il nome degli stampi o matrici realizzati per i disegni nei tessuti.  Katazome invece, è il nome della tecnica usata.

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Le origini di questa tecnica, risale a circa 1000 anni fa (anche se non si è sicuri), nella città di Suzuka, una delle città più importanti a sud di Tokyo. Si sa per certo che la produzione era in aumento nell’epoca Muromachi ( 1336 -1537), questo avvenne in quanto il luogo di origine era parte del castello feudale della famiglia / clan Kishu Tokugawa, parenti dello Shogun. Sotto la loro protezione, i commercianti di Katagami potevano viaggiare senza limiti, cosa inconsueta allora, infatti, in altre aree esistevano delle ferree regole per i spostamenti.

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Successivamente, fu durante il periodo Edo e Meiji che  si sviluppano come forma d’arte. Durante il periodo Edo, solo chi apparteneva a classi privilegiate, come i samurai, potevano indossare abiti ricamati in seta, mentre le altre, potevano usare solo capi in cotone e in fibre. Dopo il periodo Edo, venne il periodo Meiji, quando sale al potere imperiale il quindicenne Mutsuhito che diede inizio a vari riforme socio economiche, egli guidò l’impero in un contesto di grandi cambiamenti, vedendolo mutare da uno stato feudale a una potenza mondiale capitalista e imperialista attraverso la rivoluzione industriale giapponese.

Le tecniche usate per la tessitura prima del Katagami erano :

  • Tsutsugaki, un disegno realizzato a mano con la stesura della pasta di riserva.
  • Shibon, in cui il tessuto si stringe con ago e filo per impedire la tintura.
  • Itajime dove il tessuto si tinge più volte e poi ripiegato tramite due blocchi scolpiti.

Solo successivamente la tecnica Katagami consente la ripetibilità del disegno. La parola Katagami viene tradotta come kata cioè forma e kami = carta. Con essa si identificano le maschere di carta ritagliate a mano, per tingere i tessuti con la tecnica detta di riserva. La produzione delle carte si realizza sovrapponendo tra loro dei sottili fogli washi di carta prodotta con polpa di legno di albero di gelso, e si incollando tra di loro in tre o quattro strati usando il succo di kaki acerbi. Una volta essiccati, i fogli si tingono di colore marrone, vengono affumicati per un periodo di dieci giorni circa, diventando così impermeabili, poi rimangono a riposo per un anno, prima del suo impiego.

I soggetti usati per i disegni nei kimoni, erano vari, i più utilizzati, era la fioritura di ciliegi sakura che avviene durante i mesi di marzo e aprile un periodo in cui i giapponesi si riuniscono in parchi e giardini per l’hanami, una tradizione (poetica e suggestiva come molte cose in Giappone) dedicata all’osservazione dei fiori, in particolare dei ciliegi.

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Oppure un altro disegno molto usato è il crisantemo kiku, il fiore imperiale, esso simboleggia lo spirito del sole; conosciuto anche come Giorno dei crisantemi Kiku no sekku è una delle cinque festività maggiori del Giappone, celebrata il nono giorno del nono mese coincideva con l’inizio della stagione fredda e concludeva il periodo attivo e creativo dell’annata. La corolla stilizzata di un crisantemo a sedici petali è l’emblema della Casa imperiale giapponese, che secondo la tradizione deriva la propria legittimità dall’investitura ricevuta dalla dea del sole Amaterasu. La Paulownia kiri, un altro soggetto di stile imperiale, uno dei temi grafici più utilizzati sia sugli abiti sia sulle armature e/o come simbolo araldico di famiglie samurai.

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La mostra è principalmente esposta nella white room a piano terra dove si possono trovare molti esemplari di tessuti, kimoni, e spiegazioni complete ed esaurienti. Al primo piano, troviamo in alcune sale dei manichini che indossano altri esempi di kimono. La mostra è interessantissima senza ombra di dubbio ! Sono un appassionato dell’epoca feudale giapponese, e la mostra mi è piaciuta tantissimo ! Invito tutti quanti a venire a vederla, ne vale veramente la pena ! Se poi volete completare la vostra visione su mondo orientale, potete anche visitare il Museo di Cà Pesaro, dove al terzo piano, c’è il Museo orientale, dove potrete vedere tanti interessantissimi oggetti, quali katane, armature, e tanto altro ancora !

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dal 20 Gennaio al 22 Aprile 2018

Museo di Palazzo Mocenigo

White Room

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Katagami & Katazome at Mocenigo Palace

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At Palazzo Mocenigo at San Stae, in Venice, there is a beautiful exhibition of Japanese culture, about how they once made the kimono: fabrics and decorations. Katagami in Japanese language, is the name of the molds or matrices made for drawing the tissues. Katazome instead, is the name of the technique used.

The origins of this technique dates back to about 1000 years ago (even if we are not sure), in the city of Suzuka, one of the most important city south of Tokyo. It is well established that the production was increasing in the Muromachi era (1336 -1537), this happened because the place was originally part of the feudal castle of the Kishu Tokugawa family / clan, relatives of the Shogun. Under their protection, the Katagami traders could travel without limits, at the time, something unusual, in fact, in other areas there were strict rules for movements.

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Subsequently, it was during the Edo period and Meiji that they develop them as an art form. During the Edo period, only those who belonged to the privileged classes, such the samurai could wear dresses embroidered in silk, while the others, they could use only cotton garments and fibers. After the Edo period, came the Meiji period, when it went to imperial power Mutsuhito, the fifteen boy that started various socio-economic reforms; he led the empire in a context of great change; seeing it change from astate feudal to a capitalist world power and imperialism with industrial Japanese revolution.

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The techniques used for weaving before Katagami were:

  • Tsutsugaki, a hand-drawing made with the drafting of the reserve paste.
  • Shibon, wherein the fabric is tightened with a needle and thread to prevent the dye.
  • Itajime where the fabric is dyed several times and then folded by means of two carved blocks.

Only afterwards the Katagami technique allows the repeatability of the drawing. The word is translated as Katagami: kata ie shape, and kami = paper. With it,  we identify the paper masks cut by hand, to dye fabrics with the reserve technique. The production of the cards is accomplished by overlapping between their thin sheets: washi of paper produced with mulberry tree wood pulp, and pasting between them in three or four layers using the khaki juice unripe. Once dried, the leaves are tinged with brown, are smoked for a period of ten days or so, making it waterproof, then remain at rest for a year, before to be used.

The subjects used for designs in kimonos were many, the most used, was blooming  cherry trees sakura that occurs during the months of March and April, a time when the Japanese gather in parks and gardens for the hanami, a tradition (poetic and evocative like many things in Japan) dedicated to the observation of flowers, especially cherry.

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Or another widely used design is the chrysanthemum, kiku the imperial flower, it symbolizes the spirit of the sun; also known as Day of chrysanthemums Kiku no sekku is one of five major festivals of Japan, celebrated on the ninth day of the ninth month coincided with the beginning of the cold season and concluded the active and creative period vintage. The stylized corolla of a chrysanthemum with sixteen petals is the emblem of the Japanese Imperial House, which according to tradition derives its legitimacy investiture received from god of the sun Amaterasu. The Paulownia kiri,another subject of imperial style, one of the most widely used graphic themes is on clothing or on the armours and / or as a heraldic symbol of samurai families.

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The exhibition is mainly exposed in the white room on the ground floor where you can find many examples of fabrics, kimonos, and complete and thorough explanations. On the first floor, we find in some rooms some mannequins wearing some other examples of kimono. The exhibition is interesting without a doubt! I am an fan of Japanese feudal era, and I really loved this exibition!!! I invite everyone to come and see it, it’s really worth it! If you wish to complete your vision of the Eastern world, you can also visit the Museum of Cà Pesaro, where the on third floor, there is the Oriental Museum, where you can see so many interesting objects, such as katanas, armor, ect!

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from 20 of January until 22 of April 2018

Museo di Palazzo Mocenigo

White Room

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Viaggio nel passato a Cà Rezzonico !

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Nella giornata di domenica 15 dicembre  2017, a Cà Rezzonico si è verificato uno storico evento !! Come di consueto la sezione della didattica del Museo di Cà Rezzonico, la MUVE Education, organizza sempre degli eventi, che si integrano con il percorso storico del Museo, quali ad esempio: visite guidate, compleanni per bambini (e non) al museo, notte al museo ect.

Le visite guidate, sono sempre molto interessanti, ed affascinanti, dove gruppi di persone, su prenotazione, hanno un tour del museo con delle guide molto preparate. Quella di ieri è stata a dir poco un evento senza precedenti, in quanto, in occasione di quella visita guidata, all’interno del palazzo c’erano dei personaggi in costume del 700 veneziano, che in collaborazione con la guida, inscenavano alcune battute, in relazione al loro costume e/o alla sala dove si trovavano.

La compagnia dei personaggi in costume, fanno parte del Cern Italia, ovvero del Consorzio Rievocazioni Storiche: un gruppo di persone, che amano fare le rievocazioni del passato. Sembra un fenomeno simile al Cosplayer, in quanto dietro a tutti questi costumi, ci sono dietro delle vere e profonde ricerche storiche, e i costumi che loro indossano rispecchiano veramente quelli dell’epoca, in ogni dettaglio, dall’abito, dalle scarpe, dai gioielli ect.

E’ stato come tornare indietro nel tempo ! Pensate di trovarvi in un Museo del 700 Veneziano, circondati da persone con gli abiti dell’epoca ! Affascinante !! Di sicuro i visitatori saranno stati molto colpiti da questa iniziativa !! Io mi trovavo nel Portego del primo piano, dove ho conosciuto due “comparse” che interpretavano una Dama del 700 e un procuratore di Venezia. Nella sala del Brustolone, si può ammirare un quadro che ne rappresenta uno, si nota che egli indossa delle vesti di color rosso, simili a delle toghe che oggigiorno gli avvocati indossano.

Per chi non lo sapesse ancora, il museo di Cà Rezzonico è uno dei più bei musei di Venezia, e tratta per l’appunto il 700 veneziano. E’ a poca distanza da Piazzale Roma e si trova nelle vicinanze di Campo S. Barnaba, poco dopo Campo S. Margherita (direzione Accademia). Per chi volesse venire in battello, deve prendere la linea 1 dell’ACTV e scendere alla fermata che porta il nome del museo !

 

Posso solo sperare che queste iniziative si ripetano, sono molto belle da vedere, ed esercitano un fascino del tutto incredibile !! Per rimanere informati sui vari eventi, potete seguire le pagine web dei seguenti link:

e naturalmente anche seguire il mio blog !

 

English Translation

Travel back in time at Cà Rezzonico Museum !

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On Sunday 15 December 2017, an historic event has occurred at Cà Rezzonico Museum!! The MUVE Education, it’s the organization of the Museum responsible to organize events, such as: guided tours, birthdays for children (and not) at the museum, night at the museum ect.

The guided tours are always very interesting and fascinating, ‘cause the groups of people, by reservation, have a tour of the museum with very good guides. The event of yesterday was nothing short of an unprecedented, because, during that guided tour, inside the building there were some characters wearing costumes of the 700 Venetian time, who in collaboration with the guide, staged some scenes, in relation to their costume and / or the room where they were.

The company of the characters in costume, are part of Cern Italy, ie the Consortium of  Re-enactment Societies: a group of people, who love to make re-enactments of the past. It seems a phenomenon similar to the Cosplayer, because behind all these costumes, there are real and deep historical research, and the costumes that they wear, they really reflect those of that time, in every detail, from the dress, from the shoes, from the jewels ect.

It was like going back in time! Think of finding yourself in a Museum of the Venetian 700 time, surrounded by people with the clothes of that era! Fascinating !! Surely the visitors will have been very impressed by this initiative !! I was in the Portego on the first floor, where I met two “actors” who played a lady of 700 and a procurator of Venice. In the hall of the Brustolone, you can admire a painting that represents one, you notice that he wears red robes, similar to the togas that nowadays lawyers wear.

For those who do not know it yet, the Cà Rezzonico museum is one of the most beautiful museums in Venice, and it’s field is the 700 Venetian time. It is not far  from Piazzale Roma and it’s located near Campo S. Barnaba, shortly after Campo S. Margherita (Accademia direction). For those wishing to come by boat, they must take the ACTV line number 1 and get off at the stop that bears the same name of the museum!

I can only hope that these initiatives are repeated, they are very great to see, and they exert a totally incredible charm on the visitors !! To stay informed about the various events, you can follow these following links:

and of course you can also follow my blog !