Attorno al vetro al Candiani di Mestre

For the English translation please scroll down the page thank you

La quarta e ultima mostra della serie Corto Circuito ci svela il parallelismo tra la pittura e il vetro nel corso dei secoli. Scopriamo insieme come queste arti possono coesistere insieme.

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Pochi giorni fa, sono andato a vedere al Centro Culturale Candiani di Mestre la mostre “Attorno al vetro: e il suo riflesso nella pittura“. E’ una mostra bellissima, con oltre 230 capolavori dell’arte vetraria di Murano, insieme a circa 30 dipinti provenienti dalla Galleria Internazionale Moderna di Cà Pesaro, dalla Pinacoteca di Barletta, dal MAXXI di Roma, dai Musei Civici di Pesaro, della Fondazione CRTrieste, e da collezioni pubbliche e private.

In verità questa non è una sola mostra ma due ! Si ha la possibilità di ammirare due generi diversi di capolavori d’arte, che dialogano tra di loro. Fin dal cinquecento in poi il vetro ha cominciato a prendere il suo posto come forma d’arte e di espressione, con un suo proprio linguaggio.

L’oggetto in vetro con la sua trasparenza ci permette di vedere lontano, al di là di esso, e tuttavia essa riflette, cattura la realtà che giace attorno. La pittura con i suoi colori, esalta la bellezza del vetro che arricchisce le scene di natura morta. Gli specchi riflettono la nostra immagine, la nostra persona, con tutte le nostre imperfezioni. I bicchieri, i vasi, le bottiglie, di ogni forma e di ogni colore, si trasformano per contenere i liquidi.

“Sii senza limiti, senza forma, come l’acqua. Se metti l’acqua in una tazza, lei diventa una tazza. Se la metti in una teiera, diventa la teiera. Sii acqua, amico mio.” Bruce Lee

Le opere d’arte vetraria cominciano ad essere riprodotte nella tela, e possiamo ammirare come i vivaci colori li rappresentano nei quadri di Archimede Bresciano Da Gazoldo, Bruno Croatto, Ugo Celada Da Virgilio, Benvenuto Barolier, Beniamino Tommasi, Giorgio Morandi, Andrea Pagnacco, per citarne alcuni.

Tra i tanti quadri, sono rimasto molto colpito dalla “Donna allo specchio” di Archimede Bresciani, egli riesce a rappresentare in maniera sublime un semplice gesto quotidiano della donna che si fa bella dinanzi ad uno specchio, il quale mi ricorda molto quelli appesi nelle sale al primo e secondo piano del Museo di Cà Rezzonico.

L’immagine presa per pubblicizzare questa mostra è quella di Oscar Sogaro “Trasparenze” dove il tema della natura morta è circondata da diversi capolavori del vetro di diverso colore. Un’altro quadro molto bello ed interessante è quello di Bruno Croatto “Natura morta con vasi di Murano” dove il colore predominante è il rosso, ed è strabiliante come viene rappresentato il riflesso della realtà circostante nelle sfere di vetro.

La “natura morta” di Ugo Celada da Virgilio, è sorprendente. Il giallo su sfondo blu è stupefacentemente brillante e l’opera vetraria in rosso, trasparente, inquadra il riflesso della luce esterna.

Ma accanto a questi magnifici dipinti, troviamo altrettanti capolavori dei sapienti maestri di Murano, alcuni di questi pezzi sono ad opera di Ongaro & Fuga, Lorenzo Radi, Emilio Santini e molti altri ancora.

Questo dialogo tra due generi diversi di arte, è alquanto interessante. Soffermandoci a guardare queste opere si acquisisce una percezione della realtà tridimensionale unica. La nostra mente si apre a nuovi concetti e a nuove riflessioni, i nostri occhi cominciano a guardare oltre a quello che ci appare, ma allo stesso tempo allargano il suo campo visivo, il senso dell’estetica presente nelle opere pittoriche e del vetro regalano intense emozioni.

Lascio la mostra con nuovi pensieri, e cerco con questo mio scritto di trasmettere a voi le emozioni ancora impresse nella mia mente, così possiate voi rievocarle quando andrete a visitare la mostra.

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English translation

The fourth and last exhibition of the Corto Circuito series reveals the parallelism between painting and glass over the centuries. Let’s find out how these arts can coexist together.

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A few days ago, I went to see the exhibition “Around the glass: and its reflection in painting” at the Candiani Cultural Center in Mestre. It is a beautiful exhibition, with over 230 masterpieces of Murano glass art, together with about 30 paintings from the Cà Pesaro International Modern Gallery, the Barletta Art Gallery, the MAXXI in Rome, the Pesaro Civic Museums, the Fondazione CRTrieste , and from public and private collections.

In truth this is not just one exhibition but two! You have the opportunity to admire two different kinds of masterpieces of art, which interact with each other. From the sixteenth century on, the glass began to take its place as a form of art and expression, with its own language.

The glass object with its transparency allows us to see far, beyond it, and yet it reflects, captures the reality that lies around. Painting with its colors enhances the beauty of glass that enriches still life scenes. The mirrors reflect our image, our person, with all our imperfections. Glasses, vases and bottles of all shapes and colors are transformed to contain liquids.

“Be without limits, without form, like water. If you put the water in a cup, she becomes a cup. If you put it in a teapot, it becomes a teapot. Be water, my friend” Bruce Lee

The glass works of art, begin to be reproduced in the canvas, and we can admire how the bright colors represent them in the paintings of Archimedes Bresciano. From Gazoldo, Bruno Croatto, Ugo Celada From Virgilio, Benvenuto Barolier, Beniamino Tommasi, Giorgio Morandi, Andrea Pagnacco, to name a few.

Among the many paintings, I was very impressed by the “Woman in the mirror” by Archimede Bresciani, he manages to represent in a sublime way a simple daily gesture of the woman who becomes beautiful in front of the mirror, which reminds me a lot those mirrors hanging in the rooms on the first and second floor of the Museo di Cà Rezzonico.

The image taken to publicize this exhibition is one by Oscar Sogaro “Trasparenze” where the theme of still life is surrounded by different masterpieces of different colored glass. Another very beautiful and interesting picture is one by Bruno Croatto “Still life with Murano vases” where the predominant color is red, and it is amazing how the reflection of the surrounding reality is represented in those glass spheres.

The “Still life” of Ugo Celada from Virgilio is surprising. The yellow on a blue background is amazingly bright and the glass work in red, transparent, frames the reflection of the external light.

But next to these magnificent paintings, we find many masterpieces of the wise masters of Murano, some of these pieces are by Ongaro & Fuga, Lorenzo Radi, Emilio Santini and many others.

This dialogue between two different kinds of art is quite interesting. By dwelling on these works, we acquire a perception of the unique three-dimensional reality. Our mind opens up to new concepts and new reflections, our eyes begin to look beyond what appears to us, but at the same time widen its field of vision, the sense of aesthetics present in paintings and glass give intense emotions .

I leave the show with new thoughts, and I try with this writing, to transmit to you the emotions still imprinted in my mind, so you can recall them when you go to visit the exhibition.

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Acqua e cibo nella storia di Venezia

Acqua e cibo nella storia di Venezia

(for the english version, please scroll down the page)

Questa volta vi voglio parlare, della mostra che si tiene a Palazzo Ducale a Venezia: “ACQUA E CIBO A VENEZIA. Storie della Laguna e della città”. E’ una mostra che si tiene negli appartamenti privati del Doge dal 26 settembre 2015 al 14 febbraio 2016. Una mostra che sembra collegata con l’ EXPO 2015 e il suo tema portante “Nutrire il Pianeta: energia per la Vita”, più che altro, semmai, è una mostra complementare, nel senso che offre un punto di vista totalmente insolito, in quanto Venezia è una città unica, particolare, e si differenzia da tutte le altre per quanto riguarda il suo territorio, e quindi i suoi modi di sostentamento.

La mostra offre ai visitatori un forte impatto tecnologico, in quanto le spiegazioni, gli approfondimenti, sono per la maggior parte interattivi per mezzo di televisori touch screen, proiettori 3d, modellini in scala, e narrazioni digitali, che vanno a complementarsi ai pannelli esplicativi bi lingue delle diverse aree.

  • La Laguna si trasforma
  • Acqua e cibo in laguna e terra ferma
  • Banchetti, feste, sagre, ect
  • L’architettura e l’alimentazione
  • L’approvvigionamento dell’acqua di una città particolare come Venezia

La prima area, come menzionato sopra, riguarda il cambiamento del territorio della laguna veneziana nel corso del tempo. La prima sala infatti ospita una serie di mappe che mostrano, come sia cambiato l’ambiente, le opere idrauliche fatte ad opera della Repubblica per lo sviluppo delle coltivazioni, della pesca e della produzione alimentare, per migliorare le vie di comunicazione da e per la terraferma, fondamentali luoghi di scambi e di distribuzione delle merci. Mappe di media grandezza appese al muro e di grandi dimensioni esposte in bacheca, sono molto interessanti e trovo la loro collocazione, assolutamente perfetta, in quanto la sala adiacente, non è altro che la sala delle mappe !

La seconda area è molto importante in quanto dà risalto ad alcune figure della Venezia di allora, quali: pescatori, frutaroli e pistori, che ritroviamo nei stupendi quadri di Pietro Longhi, alcuni dei quali provenienti dal secondo piano del stupendo museo di Cà Rezzonico, e anche presenti nel museo della casa di Carlo Goldoni. In un modo o nell’altro i musei della Fondazione sono uniti tra di loro e pertanto dopo aver visitato la mostra, si può benissimo visitare i due menzionati musei per un approfondimento. Tornando comunque alla mostra di Palazzo Ducale, ho trovato molto interessante, il fatto che un manoscritto antico, è stato riprodotto in digitale, in formato pdf penso, e lo si può studiare, muovendo le pagine avanti e dietro, come se fosse un vero libro, con un dito, come si fa con un ebook ! In questa maniera si possono salvare gli antichi documenti e studiarli a nostro piacimento in ogni luogo. Altro dipinto da menzionare: “La creazione degli animali ” di Jacopo Tintoretto, che offre una panoramica  della grande varietà di pesci ed uccelli presenti sul territorio anfibio veneziano.

La Terza area, è dedicata a feste, banchetti, sagre.. tutte occasioni di ritrovo dove si possono ammirare le varie pietanze che vengono consumate, al giorno d’oggi, viene da pensare alla festa del Redentore, ma in passato c’erano altre occasioni, come “la sagra di S. Marta” raffigurata da Gaspare Diziani.  Insomma si possono ammirare quadri di feste di gente comune, e di sontuosi banchetti come quello di Abigail e Nabal ad opera di Francesco Zugno e Francesco Battaglioli.  Inoltre potete trovare il disegno ad opera di Antonio Canaletto e Gianbatista Brustolon, della partenza del Doge sul bucintoro per la cerimonia dello sposalizio di Venezia col mare.

La quarta area: l’architettura e l’alimentazione, continua con la sezione dedicata all’architettura, mostrando i luoghi di raccolta e di distribuzione di generi alimentari quali gli ospedali, i monasteri,  e le osterie. In una piccola stanza, sul pavimento ci sono 3 modellini in scala dell’isola di S. Secondo, o isola di S. Erasmo, che illuminati da un proiettore sul soffitto mostra come sia cambiata nel corso della storia.

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La storia che ci propone il proiettore sull’isola di S. Secondo inizia intorno al 1034, Inizialmente l’isoletta fu chiamata Sant’Erasmo. Nel 1034 la famiglia Baffo vi costruì una chiesa e un convento di monache benedettine, poi nel 1533, al posto delle benedettine vi succedettero i frati domenicani. Dal 1569, a causa dell’incendio dell’Arsenale, la Serenissima decise di trasferire le polveriere in varie isole tra cui San Secondo. Nel 1576, fatti allontanare i religiosi, l’isola divenne lazzaretto per gli appestati e, al loro rientro, i domenicani dovettero riattare il monastero e riedificare la chiesa, che fu consacrata nel 1608. L’sola fù poi abbandonata nel 1797 a causa dell’occupazione francese, e successivamente nel 1806. Si sa che poi l’isola divenne presidio militare e e divenne una vera fortezza con tredici pezzi, due da 18, tre da 36, quattro da 24 e due obici da 8 e cinque mortai da 12, oltre a due cannoni da 6. Fu occupata durante l’occupazione Austriaca. Nel 1968 è stato ceduto in concessione, assieme a tutta l’isola, a dei privati e al giorno d’oggi essa risulta in stato di abbandono.

L’ultima area finisce con la sezione In mezzo all’acqua/senz’acqua”, dove si parla della difficoltà dell’approvigionamento di riserve d’acqua, che può sembrare strano in una città come Venezia, che è circondata dall’acqua!

Assolutamente non posso dimenticare le interviste da parte di noti studiosi, su alcune opere, a disposizione dei visitatori su un televisore touch screen, dove si possono scegliere i vari argomenti.

  • Il più bel quadro del mondo
  • Dame, laguna e simboli
  • Carpaccio e la pittura fiaminga
  • L’opera e i suoi enigmi
  • La laguna veneta e i casoni
  • Struttura dei casoni
  • I casoni oggi
  • I casoni dell’entroterra
  • Le vie lagunari
  • Caccia e pesca in laguna
  • Le campane in laguna
  • Barche Veneziane

Le prime quattro scelte, sono quelle che mi hanno attirato di più, dove si parla del famoso quadro, “Le dame Veneziane”del Carpaccio, che fino ad’ora ho pensato fosse uno, quando invece si è scoperto, che con un altro quadro scoperto da poco, messo sopra, completa l’opera.

Le dame veneziane Vittore_carpaccio,_caccia_in_laguna,_1490-1495_ca,_getty_museum Vittore_carpaccio,_due_dame_veneziane_e_caccia_in_laguna

Mostra molto interessante, ottima la scelta di collocazione dentro Palazzo Ducale, così la gente avrà un motivo in più per visitarlo, ma date retta al sottoscritto: quando guardate le opere, date un’occhiata ai cartellini esplicativi, oltre a vedere il titolo e il nome dell’artista, guardate anche la loro provenienza, questo magari vi inspirerà a visitare anche i musei che lo possiedono, e che offrono tante altre opere da ammirare.

English Version:

Food and Water in the lagoon through history of Venice

This time, I want to talk about, the exhibition held at the Doge’s Palace in Venice: “WATER AND FOOD IN VENICE”. Stories of the Lagoon and the city. It ‘a show that takes place in the private apartments of the Doge from 26 September 2015 to 14 February 2016. An exhibition that seems connected with the’ EXPO 2015 and its main theme “Feeding the Planet: Energy for Life” more than anything else If anything, it shows a complementary, in the sense that it offers a point of view totally unusual in that Venice is a unique city, particularly, and it differs from all others in terms of its territory, and therefore their livelihoods .

The exhibition offers to the visitors a strong technological impact, as explanations, insights, are for the most part by means of interactive touch screen televisions, projectors 3d, scale models, and digital narratives ranging in complement to the explanatory panels bi languages of the different areas.

  • The Laguna is transformed
  • Food and water in the lagoon and the mainland
  • Banquets, parties, festivals ect
  • The architecture and the power
  • The water supply of a particular city such as Venice

The first area, as mentioned above, concerns the change of the territory of the Venetian lagoon in the course of time. The first room it hosts a series of maps which show, as the environment has changed, the engineering work done at the hands of the Republic for the development of crops, fisheries and food production, to improve roads to and from the mainland, the fundamental places of exchange and distribution of goods. Maps of average size on the wall and large display on the bulletin board, are very interesting and I find their location, absolutely perfect, because the adjacent room, is nothing but the maps room!

 The second area is very important as it gives prominence to some figures of Venice of the time, such as fishermen, frutaroli, Pistori, that we find in the beautiful paintings by Pietro Longhi, some of whom came from the second floor of the beautiful museum Ca ‘Rezzonico, and they also can be seen at the museum of Carlo Goldoni’s house. In one way or another, the museums of the Foundation, they all are linked together, so after visiting the exhibition, you can  visit the two museums mentioned before for further discussion. Returning however to the exhibition at the Doge’s Palace, I found very interesting, the fact that an ancient manuscript, has been reproduced digitally in pdf format I think, and you can study, moving the pages back and forth, as if it were a real book , with a finger, as you do with an ebook! This way, you can save the ancient records and study them at will everywhere. Another painting by mentioning: “The Creation of the Animals” by Jacopo Tintoretto, which provides an overview of the wide variety of fish and birds in the area amphibious Venetian.

The third area is dedicated to parties, banquets, festivals .. all occasions of meeting place where you can admire the variety of foods that are consumed, nowadays, that make you to think of the Feast of the Redeemer, but in the past there were other occasions, such “the feast of St. Martha” represented by Gaspar Diziani. So you can admire paintings of parties with ordinary people, and sumptuous banquets like that of Abigail and Nabal by Francesco Zugno and Francesco Battaglioli. Also look for the design by Antonio Canaletto and Gianbatista Brustolon, the departure of the Doge on the bucintoro for the wedding ceremony of Venice with the sea.

The fourth area: the architecture and food, continues with the architecture section, showing the locations of collection and distribution of food such as hospitals, monasteries, and taverns. In a small room, on the floor there are 3 scale model of the island of S. Second, or island of St. Erasmus, who illuminated by a projector on the ceiling shows how it changed the course of history.

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The story that we hear, and see thank to  the projector, on the island of St second; According, starts around 1034, initially the island was called Erasmo, in 1034 the family Mustache built a church and a convent of Benedictine monks, then in 1533,  the Benedictines there succeeded by the Dominicans friars. From 1569, due to the fire of the Arsenal, the Venetian Republic decided to transfer the powder in various islands including St Second. In 1576, men were sent away, the island became a hospital for plague victims and, then the Dominicans friars  return, they had to rehabilitate and rebuild the monastery church, which was consecrated in 1608. The island was abandoned in 1797 because of ‘French occupation, and again in 1806. It is known that then the island became a military and and became a real fortress with thirteen pieces, two 18, three 36, four howitzers from 00:02 to 8:05 mortars 12, as well as two guns 6. It was occupied during the occupation of Austria. In 1968 he was given in concession, the private and nowadays it is abandoned.

The last area ends with “In the middle of the water / no water”, which speaks of the difficulty of Supply of water reserves, which may seem strange in a city like Venice, which is surrounded by water !

Absolutely, I can not forget the interviews by well-known experts about some of the works, available to visitors on a TV touch screen, where you can choose from the various topics.

  • The most beautiful picture in the world
  • Dame, lagoon and symbols
  • Carpaccio and painting fiaminga
  • The work and its enigmas
  • The Venetian lagoon and casoni
  • Structure of Casoni
  • The Casoni today
  • The Casoni hinterland
  • The streets lagoon
  • Hunting and fishing in the lagoon
  • The bells in the lagoon
  • Boats of Venice

The first four choices, are what attracted me more, where they talk about the famous painting, “The Venetian ladies” by Carpaccio, which until few time ago I thought it was only one, when in fact it turned out, that with  another picture, put on above, complete the work.

Vittore_carpaccio,_due_dame_veneziane_e_caccia_in_laguna Vittore_carpaccio,_caccia_in_laguna,_1490-1495_ca,_getty_museum Le dame veneziane

 

 

 

 

 

 
 

Very interesting exhibition, excellent choice of location inside the Doge’s Palace, so the people will have another reason to visit, but listen to myself: when you look at the works, take a look at the explanatory labels, in addition to seeing the title and artist name, look also their origin, maybe this will inspire you to visit the museums that own it, and they offer many other works to admire.