Arte in Fabbrica – la chiave, la serratura

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visuale-alta-facciata-aziendaC’è una mostra che mi sento di raccomandare a tutti quanti di andare a vedere: “L’arte in fabbrica”, è una mostra insolita, sia per il tema che per il luogo che la ospita. Infatti la mostra la si può ammirare, non all’interno di un museo, ma all’interno della ditta Keyline di Conegliano. La Keyline è una ditta leader nel settore delle duplicazioni di chiavi, che deve il suo successo, non solo per la qualità dei suoi prodotti, ma anche per la creazione di un nuovo modello di fabbrica, incentrato su attività alternative da inglobare nella  ormai già collaudata realtà aziendale.

JpegLa Dott.ssa Maria Cristina Gribaudi, imprenditrice al comando dell’azienda, ormai da due anni circa, occupa la carica di Presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia, e lavora costantemente su numerosi progetti, tra cui il dialogo tra due mondi completamente diversi: la fabbrica e i musei.

L’arte in fabbrica si propone proprio questo: è una mostra con 41 opere, quadri incentrati sulla tematica proposta dall’azienda, ovvero la chiave, realizzata su tela, con diverse sfumature e significati. Hanno collaborato a questa impresa, grandi artisti come: Gianni De Marchi, Ester Gasparutti, Pedro Luis Lava, Renato Melato, Guido Raimondi, Anna Zaramella D’Este, Aldo Zerbinati, e tanti altri !

In queste magnifiche opere, la chiave assume diverse forme e significati: è la chiave che apre la porta dei sogni, dello spazio e del tempo. Queste nuove interpretazioni, mi portano alla memoria, la mostra di Axel Vervoordt “TRA” che si tenne anni fa a Palazzo Fortuny. In quella mostra, erano esposte porte e finestre, che erano interpretate come portali. Lo stesso accade qui, in questa mostra. La chiave apre un portale per ognuno di noi, diverso per ognuno di noi. Permettetemi di condividere con voi, alcune emozioni che mi hanno regalato.

dscn0097.jpgL’opera s’intitola “La chiave del tempo” di Renato Melato. In quest’immagine, vediamo una donna che si incammina in un percorso che la porta verso una serratura. Dietro di lei ci sono delle chiavi sparse sul terreno. La serratura è il portale del tempo, e le chiavi sparse a terra, accedono ad un tempo, ad una dimensione diversa, per tipologia di chiave, o del personaggio che la impugna. La tematica del viaggio nel tempo, è stata immaginata diverse volte: da H.G. Wells, oppure rappresentata dal portale di Stargate, dal Tardis del Doctor Who, dalla DeLorean di Ritorno al Futuro, ma mai prima d’ora era stata realizzata, concepita una a forma di serratura ! Guardando e riguardando questo quadro, non ho potuto fare a meno di notare, che il percorso dove la donna  in ombra si appresta a percorrere, è fatta di mattoni gialli, proprio come quella vista nel celebre film “Il Mago di OZ” ! Come Dorothy Gale percorre quella strada alla ricerca di una via per tornare a casa, così potrebbe essere vista questa immagine: una strada dorata che porta alla meta, circondata da una nebbia di vari colori.

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L’opera di Guido Raimondi si intitola “Soluzione”, essa rappresenta una serratura alla rovescia che  apre su un’umanità divisa in due aree di diverso colore, e la serratura potrebbe essere la soluzione per riportare al mondo una visione corretta.

Immagino non sia diversa dalla filosofia del surfista, ovvero, che a volte, per raggiungere un determinato obiettivo, si deve andare controcorrente. Molto bella l’immagine delle persone divise in due aree di colore. Confesso che quando ho ammirato il quadro, sono rimasto diversi minuti a fissarlo, e poi a provare a ruotare la testa, per godere di un diverso punto di vista. La soluzione arriva dopo che si esamina il problema da diverse prospettive. Anello, serratura, e chiave, sono realizzati con grande cura e  dettaglio, soprattutto la forma della chiave. Questo quadro è stupendo, all’inaugurazione mi avrà fatto male il collo per girare e rigirare la testa, solo adesso che la guardo dal catalogo, posso ammirare pienamente la ricchezza dei dettagli, è stupefacente!

dscn0081-e1526761658241.jpgIl titolo di quest’opera è “Lc 12,34,” di Aldo Zerbinati, un frate francescano che disegna e dipinge nel suo tempo libero. Guardando questo dipinto, quello che balza all’occhio sono le tante chiavi legati ai libri, e mi è partito subito il pensiero su questo concetto : chiavi legati ai libri = chiavi legate alla cultura ! E’ questa l’emozione che mi ha dato di primo impatto ! Come questa mostra vuole unire il mondo delle chiavi all’arte, così si lega al mondo della lettura. E’ tramite essa che l’essere umano cresce, impara, sogna , immagina e crea !

dscn0078.jpgUn’altra splendida opera che mi ha colpito molto è quella realizzata d Ester Gasparutti, intitolata “La chiave dei sogni”. Mi sembra quasi di vedere nella chiave, specialmente nel suo anello, una specie di prisma o specchio che si sdoppia più volte per riflettere varie immagini di luoghi diversi, ma ambientati sempre nella città di Venezia,  le forme dei cavalli bianchi che rappresentano la volontà di correre liberi..

I sogni ci spronano ad andare avanti, sono le idee, le ambizioni, la volontà di creare qualcosa di nuovo, di rivoluzionario, di impossibile, ma che se ci credi veramente, si è capaci di tramutare in realtà !

Ci sarebbero altre decine di quadri da commentare, perché sono tutti molto belli ! Io, non posso far altro che raccomandare calorosamente di andare a vederla, ne vale veramente la pena !

Orari della mostra: dal 20 maggio – 1 giugno 2018

giovedì e venerdì 15:00 – 17:00 – sabato e domenica 10:00 – 12:00; 15:00 – 19:00.

Ingresso libero. Per maggiori informazioni: 0438 202511 – info@keyline.it

 

Art in the factory: the key, the lock

 

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There is an exhibition that I would recommend to everyone to go and see: “Art in the factory”, this is an unusual exhibition, both for the theme and for the place that hosts it. In fact, the exhibition can be admired, not inside a museum, but inside the Keyline company in Conegliano. Keyline is a leading company in the field of key duplication, which owes its success, not only for the quality of its products, but also for the creation of a new factory model, focused on alternative activities to be incorporated into the already tested business reality.

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Dr. Maria Cristina Gribaudi, an entrepreneur in charge of the company, now for about two years, holds the position of President of the Venice Civic Museums Foundation, and works constantly on numerous projects, including the dialogue between two completely different worlds: the factory and the museums.

The art at the factory is just this: it is an exhibition with 41 works, paintings focused on the theme proposed by the company, that is, the key, made on canvas, with different shades and meanings. Great artists like Gianni De Marchi, Ester Gasparutti, Pedro Luis Lava, Renato Melato, Guido Raimondi, Anna Zaramella D’Este, Aldo Zerbinati, and many others have collaborated on this project!

In these magnificent works, the key takes on different forms and meanings: it is the key that opens the door to dreams, space and time. These new interpretations bring to mind the exhibition of Axel Vervoordt “TRA” that was held years ago at Palazzo Fortuny. In that exhibition, doors and windows were exposed, which were interpreted as portals. The same happens here in this exhibition. The key opens a portal for each of us, different for each of us. Allow me to share with you, some emotions that have given me.

 

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The work is called “The Key of the Time” by Renato Melato. In this image, we see a woman who sets off on a path that leads her to a lock. Behind her are keys scattered on the ground. The lock is the portal of time, and the keys scattered on the ground, they access to a time, to a different dimension, by type of key, or the character that holds it. The theme of time travel has been imagined several times: by H.G. Wells, or represented by the portal of Stargate, from the Tardis of Doctor Who, from the DeLorean of Back to the Future, but never before had been realized, conceived a lock-shaped! Looking at this picture, I could not help but notice, that the path where the woman in the shade is about to walk, is made of yellow bricks, just like the one seen in the famous movie “The Wizard of OZ”! As Dorothy Gale travels that road looking for a way home, this image could be seen: a golden road that leads to the destination, surrounded by a fog of various colors.

 

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Guido Raimondi’s work is called “Solution”, it represents an upside-down lock that opens onto a humanity divided into two areas of different colors, and the lock could be the solution to bring to the world a correct vision.

I guess it’s not different from the philosophy of the surfer, that is, that sometimes, to reach a certain goal, you have to go against the current. Very beautiful image of people divided into two areas of color. I confess that when I admired the painting, I stayed several minutes staring at it, and then trying to rotate my head, to enjoy a different point of view. The solution comes after we examine the problem from different perspectives. Ring, lock, and key, are made with great care and detail, especially the shape of the key. This picture is beautiful, at the opening my neck hurt to turn and turn around, only now that I look at it from the catalog, I can fully admire the richness of the details, it is amazing!

 

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The title of this work is “Lc 12.34,” by Aldo Zerbinati, a Franciscan friar who designs and paints in his spare time. Looking at this painting, what is striking are the many keys related to books, and I immediately started thinking about this concept: keys related to books = keys related to culture! This is the emotion that gave me the first impression! As this exhibition wants to combine the world of keys to art, so it binds to the world of reading. It is through it that the human being grows, learns, dreams, imagines and creates!

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Another great work that impressed me a lot, is the one made by Ester Gasparutti, entitled “The Key to Dreams”. I can almost see in the key, especially in his ring, a kind of prism or mirror that doubles several times to reflect various images of different places, but always set in the city of Venice, the shapes of white horses that represent the will of run free ..

Dreams urge us to move forward, it is ideas, ambitions, the will to create something new, revolutionary, impossible, but if you truly believe it, you are able to turn into reality!

There would be other dozens of paintings to comment, because they are all very beautiful! Me, I can not help but recommend warmly to go see it, it’s really worth it!

Exhibition hours: from May 20th to June 1st 2018

Thursday and Friday 15:00 to 17:00

Saturday and Sunday 10:00 to 12:00; 15.00 – 19.00.

Free admission.

For more information: 0438 202511

info@keyline.it

Visita alla Keyline – Incontro tra due realtà

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Uso questo spazio di WordPress per dedicarlo ai miei blog sulle iniziative del MUVE: la Fondazione dei Civici Musei di Venezia, questo perché, ho un forte desiderio, che i nostri magnifici musei siano visitati, conosciuti da più gente possibile, sia Italiani, che stranieri.

Ho parlato di molti dei suoi musei, delle loro mostre, e tuttavia, c’era ancora qualcosa di cui non ho parlato: un museo, che sebbene non appartenga al MUVE, è legato ad esso, e si tratta del Museo delle chiavi della Keyline di Conegliano Veneto.

Giorni or sono ricevetti l’invito dalla Presidente della Fondazione dei Civici Musei di Venezia, la Dott.ssa Mariacristina Gribaudi, di vedere questo loro museo (privato) e la loro fabbrica di produzione chiavi e macchine duplicatrici. Accettai con entusiasmo, in quanto, volevo capire a fondo  il concetto che la Presidente sta cercando di portare avanti: avvicinare due mondi, che ad una prima occhiata sembrano scollegati da loro, portare la fabbrica ai Musei. C’è veramente un punto d’incontro tra questi due ambienti ?

Mentre sono in treno, verso la splendida città di Conegliano Veneto, mi viene in mente, che tale incontro presenta delle coincidenze alquanto incredibili: perché se non ricordo male, la produzione delle chiavi nota forse con un’altro nome, se non vado errato come “Silca”, ancora prima di stabilirsi a Conegliano, era a Brescia in Via Longhena, che fu il primo architetto ad occuparsi del restauro del Palazzo di Cà Rezzonico, su incarico della famiglia Bon, precedente proprietario, ma che non vide la fine dei lavori, causa difficoltà economiche e la morte dello stesso Longhena. Solo più tardi, con l’arrivo dei Rezzonico, il Palazzo fu affidato ad un’altro architetto di nome Giorgio Massari, e guarda caso, un mio parente stretto porta quel cognome. Forse non sono coincidenze interessanti, ma di sicuro, mi portano a pensare che sia qualcosa di positivo e ben augurale per questo incontro.

Arrivo alla sede della Keyline, un’azienda che ha cominciato la sua attività sin dal 1770, e anche qui, mi viene in mente un’altro parallelo, perché, la famiglia Rezzonico, giunse a Venezia intorno al 1750.. sempre più coincidenze… C’è da dire una cosa.. la Keyline sebbene sia situata in pieno centro industriale, ha un panorama che lascia togliere il fiato ! Qui siamo in collina, e sullo sfondo,una bella giornata come questa, si vedono le montagne così vicine, che ti sembra di toccarle ! Con una vista come questa, ti fa pure piacere andare a lavorare !

Per prima cosa, ho visitato il loro museo, che presenta dei reperti storici incredibili. Per la prima volta, mi trovo dall’altra parte, ovvero non sono io che spiego, ma colui che ascolta la spiegazione, non mi era mai successo prima ! La signorina Martina, mi ha condotto al suo interno, e mi ha spiegato, gli oggetti più particolari di questa collezione. E’ incredibile che sin dall’epoca dei Sumeri, si era cominciato a fabbricare chiavi, lucchetti, serrature, stabilendo quindi, che già allora, c’era la necessita, il desiderio di proteggere se stessi e le proprie cose di valore, un fatto storico – sociale di notevole importanza.

Alcuni modelli di chiavi, mi portato alla mente, quelle che ho visto all’interno di Palazzo Ducale, dove ho prestato servizio per lungo tempo, c’erano esemplari da ogni luogo,di ogni forma, di diverse epoche, tutto molto interessante ! Addirittura, ho visto degli esemplari di primi lucchetti a combinazione, non solo numerici ma anche letterali !! Le infinite combinazioni che si potevano raggiungere all’epoca con quei lucchetti, mi lascia veramente sorpreso !!

Sono stato portato poi, a visitare la fabbrica, dove ho potuto ammirare i diversi passaggi per le creazioni di chiavi e delle macchine duplicatrici. Confesso che per me tutto questo è un mondo nuovo ! Penso che neanche con la scuola, sia mai andato a visitare un’ambiente di fabbrica. Li ho imparato la differenza tra chiavi elettroniche, chiavi laser, le comuni chiavi che noi usiamo tutti i giorni! Ho visto i processi tra una fase e l’altra, mai e poi mai, mi sarei immaginato, come un’oggetto di uso comune richieda così tanto lavoro, tanta esperienza, tanta precisione!

Il bello della visita, è che ho conosciuto molte persone, ognuna mi spiegava le cose relative al suo settore di appartenenza, molte già mi conoscevano per via del mio blog. Erano tutti simpaticissime, ho vissuto con ognuno di loro un vero e proprio scambio di informazioni, perché loro mi parlavano dell’azienda, e io con loro parlavo dei musei. Molti di loro, quest’estate sono venuti in visita collettiva organizzata dall’azienda a Palazzo Ducale e al Museo del Vetro di Murano.

In effetti la Keyline organizza molte iniziative per i suoi dipendenti, oltre alla visita nei nostri musei, c’è stata anche una festa al suo interno, una foto li ritrae tutti insieme con in testa un cappello da pirati. Non a caso fuori nel cortile, tra le bandiere dell’Italia, dell’azienda, compare quella con il Jolly Roger, la bandiera è stata issata sui cancelli della ditta per seguire le orme del scomparso Genio informatico Steve Jobs, il quale, fu proprio lui che adoperò quel simbolo, quando creò un team di persone che pensavano fuori dagli schemi, che erano appassionate, testarde, che non conoscevano la parola sconfitta, o fallimento. Persone che credevano veramente in quello che facevano. Come Steve Jobs, anche la Keyline crede fermamente in questi principi: sfidare se stessi, guardare lontano, essere positivi nonostante la tempesta sia attorno a te, nuotare contro corrente, affrontare i rischi,  fornire alla squadra quello di cui hanno bisogno, per garantire loro di sfruttare il massimo delle loro potenzialità.

Numerose sono le testimonianze affisse ai muri, foto di questi ed altri eventi, di gite scolastiche di bambini in visita presso i locali, letterine di ringraziamento, lavori svolti da loro stessi con le chiavi. Queste sono tutte le prove delle varie iniziative intraprese, un vero e proprio feedback. In breve, la Keyline è un’azienda leader non solo per i suoi prodotti di alta qualità, le tecnologie all’avanguardia, ma sopratutto, si distingue per le sue relazioni interne per il personale, ognuno di loro aiutato e supportato per esprimere il meglio di se stesso.

Se tali linee guida fossero applicate anche negli ambienti museali, oserei ipotizzare un futuro senza limiti per il turismo dei nostri musei e di Venezia. Fondazione e operatori museali uniti per fronteggiare la crisi economica, per portare la conoscenza in ogni famiglia, aiutati, supportati per raggiungere il massimo degli obiettivi ! E’ con questi pensieri che lascio la Keyline nel pomeriggio. La fabbrica e il museo… si voglio crederci anch’io !