Epoca Fiorucci a Cà Pesaro !

 

For the english translation, please scroll down the page thank you !

podio fiorucciCome promesso, ecco la recensione della nuova mostra presente presso il museo di Cà Pesaro intitolata “Epoca Fiorucci” in omaggio al celebre stilista di moda italiano recentemente scomparso, che ha lasciato un’impronta nella storia della moda, in tutto il mondo.

La carriera di Elio Fiorucci comincia seguendo l’attività paterna, e, ad occuparsi di moda, prima collaborando con il genitore poi realizzando una sua propria attività rivolta alle mode del mondo anglosassone alla fine degli anni sessanta. Nel maggio del 1967 apre il suo primo negozio in Galleria Passarella a Milano disegnato dalla celebre Amalia Del Ponte.

Già nel 1970 inizia la produzione di abiti per il tempo libero, jeans in particolare, con il marchio Fiorucci. I prodotti vengono distribuiti all’estero, prima in Europa e poi in Giappone, Stati Uniti e Sud America. Nascono i primi negozi Fiorucci a Londra e a New York per poi diffondersi nelle grandi metropoli in giro per il mondo. I suoi prodotti diventano subito un fatto di costume e finiscono con l’attrarre l’attenzione di molte personaggi famosi del jet set internazionale come Bianca Jagger, Andy Warhol, Grace Jones che ne diventano subito grandi fan entusiasti!

Nel 1990, causa grossi debiti,  cede la sua ‘attività alla società giapponese Edwin International ma mantiene a Milano il solo centro di design del gruppo. Nel 2003 realizza il progetto Love Therapy, che comprende jeans, felpe, abiti e accessori. Nel 2011 diventa vegetariano e collabora con il  manifesto La coscienza degli animali. Nel 2014 insieme a It@rt crea delle t-shirt a sostegno del Progetto Amazzonia del WWF e un’altra  t-shirt di denuncia contro le pellicce d’angora. A luglio 2015, all’età di 80 anni, muore nella sua abitazione di Milano stroncato da un malore.

E dopo questa breve introduzione, seguitemi nella visita della mostra, e vi narrerò le mie impressioni che ho avuto, visitandola !

La prima impressione che si avverte entrando, è quella di entrare in un negozio, e la seconda, è quella di aver viaggiato indietro nel tempo di alcuni anni. Sì perché fin subito, si ha la sensazione di rivivere gli anni 80 -90, quando all’epoca andavano di moda questi abiti. Abiti, scarpe, magliette appoggiate sulle pedane, scaffali,  o sugli attaccapanni, proprio come in un negozio, ci mancano solo le cassiere, anche se lo staff museale indossa delle magliette create dallo stilista con il suo slogan “l’amore salverà il mondo”

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Un’altra cosa che si avverte girando per la mostra, è di quanto rilassante essa sia. Merito di tutte le pareti che sono state ri dipinte di vari colori, offrendo un panorama tranquillo e riposante. Ci sono tre aree, in questa mostra: la principale appena descritta, dove sono sparse le sue creazioni, un’altra sala con dell’oggettistica e foto di eventi e personaggi famosi con cui ha collaborato. E in più una sala che sembra progettata apposta per bambini dove possono sbizzarrirsi nella di T-shirt con appositi modelli di carta, colori, matite, pennarelli ! E’ stupendo !

Ci sono un paio di cartelloni pubblicitari che mi sono piaciuti molto, e voglio condividere con voi queste mie introspezioni:

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Nella prima immagine, non so perché mi mi viene in mente quelle domeniche sere in cui guardavo alla TV la trasmissione su Italia 1 “Drive In” ! Potrei quasi giurare di aver visto quel cartellone pubblicitario nelle loro puntate, forse mi sbaglio, ho una forte sensazione ! Nella seconda foto, invece in basso, nel riquadro centrale tra le due tigri, c’è una vecchia illustrazione del manuale di guida per l’auto che ero solito sfogliare quando mi sono fatto la patente ! Wow che ricordi ! Paninoteche, walkman, il monclear…

DSCN0258E che dire, di questa immagine? La scritta tridimensionale in blu e in rosso, a tutti ricorda il titolo del famoso eroe dei fumetti della DC Comics creato da Jerry Siegel e Joe Shuster nel 1933, è il primo supereroe della storia dei fumetti e anche soprannominato come Man of Steel oppure The Man of Tomorrow. Noto in Italia in passato anche come Ciclone, l’uomo fenomeno, l’Uomo d’acciaio e Nembo Kid : Superman DSCN0268!

Dopo la prima sala, nella seconda, chiamata “Fiorucci è il suo mondo” noto un divano alquanto particolare: infatti mi ricorda molto lo stile usato dall’artista Roy Lichtenstein, che ebbi l’occasione di ammirare nella mostra intitolata “POP Art nella Sonnabend Collection”  al Centro Culturale Candiani di Mestre qualche tempo fa. Egli infatti, realizzava le sue usando uno stile ispirato al fumetto. Sui tavoli affianco, ci sono esposti vari esempi di oggettistica realizzata da Fiorucci, e al muro sono appese alcune foto di noti vip e grandi nomi dell’arte con cui egli ha avuto l’occasione di conoscere e/o di collaborare. Nomi famosi come Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, ma anche di eventi tenutosi nel celebre “Studio54” nota discoteca di New York situata al numero 254 della 54a strada ovest a Manhattan, tra la Settima e l’Ottava Avenue, aperta tra il 1977 ed il 1986

E infine, nell’ultima area del piano, abbiamo una specie di laboratorio, pensato per i bambini, dove, possono divertirsi a creare delle T-shirt con degli appositi modelli di carta:

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In conclusione, ritengo che questa nuova mostra a Cà Pesaro è veramente molto bella, e originale. La consiglio caldamente a tutti, di andare a vederla ! E’ un tuffo nel passato, un’occasione per rilassarsi, e divertirsi, senza contare che al suo interno, il museo ospita altri piani con stupendi capolavori ! Da non perdere !!

English Version

podio fiorucci

As promised, here there is the review of the new exhibition hosted at the Cà Pesaro museum entitled “Epoca Fiorucci” as a tribute to the famous Italian fashion designer recently deceased, who left an imprint in the history of fashion, all over the world.

Elio Fiorucci’s career begun by following his father’s activity, and by taking care of fashion, first collaborating with his father, then realizing his own activity aimed at the fashions of the Anglo-Saxon world  at the end of the Sixties. In May 1967 he opened his first store in Galleria Passarella in Milan designed by the famous Amalia Del Ponte. As early as 1970 , the production of clothing for leisure time began, specially jeans, with the brand Fiorucci. The products are distributed abroad, first in Europe and then in Japan, the United States and South America.

The first Fiorucci stores are born in London and New York and then spread to the big cities around the world. Its products immediately become a matter of custom and end up attracting the attention of many famous characters of the international jet set such as Bianca Jagger, Andy Warholand Grace Jones who immediately become big fans!

In 1990, due to large debts, he  sold his business to the Japanese company Edwin International, but retained the sole design center of the group in Milan. In 2003 he realized theproject Love Therapy, which includes jeans, sweatshirts, clothes and accessories. In 2011 he became a vegetarian and collaborated with the manifesto ” The Animal Consciousness”. In 2014, together with It@rt, he created t-shirts to support theAmazon Project WWF’s and another t-shirt to denounce angora furs. In July 2015, at the age of 80, he died in his house in Milan struck down by an illness.

And now,  after this brief introduction, follow me in the visit of the exhibition, and I will tell you my impressions that I had, visiting it!

The first impression you feel when entering, is to enter a shop, and the second one instead, it seems to you to have traveled back in time for a few years. Yes, because you have the feeling of reliving the 80s-90s, when at the time these dresses were fashionable. Clothes, shoes, t-shirts resting on the platforms, shelves, or on the hooks, just like in a shop, the only thing missing are the cashiers, but the museum staff wears t-shirts created by the designer with his slogan “love will save the world” !!

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Another thing that I perceived by going around the exhibition is how relaxing it is. That’s because, all the walls, they have been re-painted in various colors, offering a relaxing and restful oasis. There are three areas, in this exhibition: the main one just described, where his creations are spread, another room with some objects and photos of events and famous people with whom he collaborated. And in addition another room that seems designed especially for children where they can indulge in creating the T-shirt with special patterns of paper, colors, pencils, markers! It’s amazing !

There are a couple of billboards that I liked a lot, and I want to share with you these introspections:

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In the first image, I do not know why I remember those Sundays evenings when I watched TV broadcast on Italy 1 “Drive In “! A very popular Italian entertainment tv program. I could almost swear to have seen that bill in their installments, maybe I’m wrong, but I have this strong feeling! In the second picture, on the other side, at the bottom, in the central frame between the two tigers, there is an old illustration of the driving manual for the car that I used to study when I got my driving license! Wow what memories! Sandwich shops, walkman, the monclear …

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And what about this image? The three-dimensional inscription in blue and red, everyone remembers the title of the famous comics hero of DC Comics created by Jerry Siegel and Joe Shuster in 1933, he is the first superhero in the history of comics and is also nicknamed Man of Steel or The Man of Tomorrow. Known in Italy in the past also as Cyclone, the phenomenon man, the Steel Man and Nembo Kid : Superman!

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 After the first room, in the second one, called “Fiorucci e il suo mondo”, I find a very particular sofa which is familiar somehow: in fact it reminds me a lot of the style used by the artist Roy Lichtenstein, whom I had the opportunity to admire in the exhibition entitled “POP Art in the Sonnabend Collection “at the Centro Culturale Candiani of Mestre some time ago. In fact, he realized his masterpieces using a style inspired by comics. On the tables next to it, there are various examples of objects made by Fiorucci, and some photos of well-known vips and great names of the art with who he has had the opportunity to meet and / or to collaborate, which are hung on the wall. Famous names such as Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, but also of events held in the famous “Studio54” disco-known in New York located at number 254 of the54th Street west to Manhattan,between Seventh and Eighth Avenue, opened between 1977 and 1986

And finally, in the last area of ​​this floor, we have a kind of laboratory, designed for children, where, they can have fun creating T-shirts with special paper models:

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In conclusion, I think this new exhibition at Cà Pesaro is really beautiful, and original. I advice warmly to everyone, to go to see it! It’s a dive into the past, an opportunity to relax and have fun, not to mention that inside the museum there are other floors with wonderful masterpieces! Not to be missed !!

La Pop Art al Centro Candiani di Mestre!

Jpeg

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E dopo la mostra “Attorno a Tiziano” ecco una nuova al Centro Culturale Candiani di Mestre. Sono molto favorevole nei confronti di queste mostre organizzate in questo centro culturale, per il semplice fatto, che la cultura ora è a disposizione anche per quelle persone che non possono recarsi a Venezia.

La mostra che è stata inaugurata pochi giorni fa, si chiama “Pop art nella Sonnabend collection” e vi assicuro che è una mostra che veramente vale la pena di vedere ! Il fenomeno della Pop art è stato qualcosa che ha cambiato il corso della storia dell’arte, qualcosa di così importante, che anche quelli che non fanno parte di questo mondo, ne hanno sentito parlare !

Essa è stata una corrente artistica del XX secolo, per la precisione nella seconda meta, il nome starebbe a significare “arte popolare” e ha come obiettivo, la rappresentazione della realtà attraverso nuovi canali di comunicazione. Opposto all’espressionismo, la pop art si focalizza sugli oggetti, miti e nuove forme di linguaggio che all’epoca la società ha prodotto. La pubblicità, le notizie, i fumetti erano diventati il nuovo canale di comunicazione per la rappresentazione del forte atteggiamento del consumismo che negli anni sessanta andava diffondendosi. Il movimento della pop art è nato verso la fine degli anni cinquanta in Inghilterra, ma raggiunge il suo apice negli anni sessanta negli Stati uniti, dove ha trovato i suoi migliori   rappresentanti: Roy Lichtensein, George Segal, David Kockney, Robert Rauschnberg e naturalmente Andy Warhol.

Senza ombra di dubbio, Andy Warhol è stato la figura predominante della Pop Art,un artista che ha influenzato molto la corrente artistica dell’epoca. All’interno della mostra, ci sono parecchie delle sue opere, inclusa quella della lattina della zuppa Campbell. Warhol studiò a scuola arte pubblicitaria al Carnegie Institute of Tecnology di Pittsburg, fu proprio grazie a questi suoi studi, che realizzò quest’opera confermando che il linguaggio della pubblicità si poteva definire una forma d’arte.

Grande celebre serigrafia realizzata nel 1973 da Warhol, e qui esposta, è quello di Ileana Sonnabend  che fu una figura importantissima, se non determinante per la diffusione e sponsorizzazione della Pop Art. Era una gallerista e mercante d’arte, rumena, naturalizzata  negli stati uniti. Si dice che intorno agli anni 70 Andy voleva ritrarre persone a lui vicine utilizzando fotografie polaroid. Tra queste opere ci fu quella di Ileana Sonnabend, opera in cui ella è ritratta, si contraddistingueva per l’uso del tratto del pennello un po forte, rendendo le immagini più espressive.

Un’altro artista presente nella mostra, che mi piace molto è Roy Lichtenstein, forse perché ha utilizzato come forma di linguaggio della rappresentazione della realtà, il fumetto. Nei suoi lavori, compaiono elementi tipici del mondo pubblicitario e dei fumetti, e utilizzava il puntinato Ben-Day, che sarebbe diventatauna sua cifra stilistica inconfondibile. A differenza del puntinismo, in cui i puntini venivano utilizzati per far apparire omogenea l’immagine vista da una certa distanza, Lichtenstein esaspera una tecnica tipografica usando retini di grandi dimensioni, per dare l’idea di una realtà mediata dalla mole di immagini che nella realtà contemporanea vengono stampate e trasmesse. In questa mostra si può ammirare “Wall Explosion II” che raffigura in maniera tridimensionale gli scoppi, tratte dai fumetti di guerra. E’ bellissima, mi sono soffermato per parecchi minuti ad osservarla. La forma, i colori, è semplicemente perfetto, rende bene l’idea di quello che vuole trasmettere.

Non appena si entra nella mostra, c’è un opera che ho subito riconosciuto: “Infinity of Type writers” dell’artista Arman. L’ho riconosciuta, perché lo vista nel museo di Cà Pesaro di Venezia. E’ un opera molto.. originale, non so perché ma mi è piaciuta fin da subito. L’opera di Arman raffigura circa venti macchine da scrivere, che rappresentano la creatività; il titolo che per intero è “Infinity of type writers –  Infinity of monkeys – Infinity of time = Amlet” sembra quasi una formula matematica che stipula, che, dato un’infinità di macchine da scrivere, con un’infinità di scimmie che battono sui tasti, in un infinità di tempo, c’è la remota possibilità che una di queste scimmie possa produrre l’Amleto.

Sempre nella stessa stanza, è possibile ammirare un’opera di Mario Schifano. Questo nome, ho imparato a conoscerlo, quando anni fa, mi guardavo nelle ore serali le aste d’arte sul canale di Telemarket, condotte da Alessandro Orlando, il quale ne parlava sempre con grandi elogi. L’opera si intitola “Tempo moderno”, realizzata coprendo alcuni fogli di carta da pacco, con vernice a smalto. Il soggetto dell’opera, non è altro che una cornice a bordo arrotondato, che ricorda una finestra, o anche una porta, che apre su una scena a cui l’osservatore non può accedere. Quest’opera, non può che farmi venire alla mente, la mostra di alcuni anni fa, a Palazzo Fortuny di Axel Vervoordt intitolata “TRA” in cui c’erano esposte porte e finestre. In quel contesto, TRA stava a significare il punto di mezzo della soglia tra una parte e l’altra della finestra / porta, che l’osservatore poteva oltrepassare. Qui invece, nell’opera di Mario Schifano non può farlo.

La mostra ha al suo interno altre opere, di grandi artisti, come Tom Wesselmann, James Rosenquist, Robert  Rauschenberg, Jim Dine, a me sono piaciuti molto le opere di Andy Warhol e di Roy Lichtenstein, credetemi, questa mostra è bellissima !!!

Pop Art in Mestre at “Centro Culturale Candiani”

Jpeg

And after the exhibition “Around Tiziano” there is a new one at the Candiani Cultural Center in Mestre. I am very pleased with these exhibitions organized in this place, for the simple fact, that culture is now available to those people who can not go to Venice.

The exhibition, which was inaugurated a few days ago, is called “Pop art in the Sonnabend collection” and I assure you it is really worth seeing! Pop art phenomenon has been so important, that has changed the course of art history, something so big, that even those who are not part of this world have heard of it!

It was an art movement of the twentieth century, for precision in the second half; the name would mean “folk art” and its goal is to represent reality through new channels of communication. Opposite to expressionism, pop art focuses on the objects, myths and new forms of language that society produced at that time. Advertising, news, and comics became the new channel of communication for the representation of the strong consumerism attitude that in the 1960s was spreading. The pop art movement was born in the late 1950s in England, but reached its peak in the United States in the 1960s, where he found his best representatives: Roy Lichtenstein, George Segal, David Kockney, Robert Rauschnberg and of course Andy Warhol.

Without a doubt, Andy Warhol was the predominant figure of Pop Art, an artist who influenced the art movement of all time. Within the exhibition, there are several of his works, including the Campbell soup can. Warhol studied advertising at the Carnegie Institute of Technology in Pittsburg, thanks to his studies, he realized this work confirming that the language of advertising could be defined as an art form.

A great screenprint made in 1973 by Warhol and exposed here, is that of Ileana Sonnabend who was a very important figure, if not crucial to the popularity and sponsorship of Pop Art. She was a galleryist and artisan of art, romanian but naturalized in the united states . It is said that around the seventies Andy wanted to portray people close to him using polaroid photographs. Among these works was Ileana Sonnabend’s work, in which she was portrayed; what distinguished this masterpiece by the other works, was the use of the brush stroke, a bit loud, which made the images more expressive.

Another artist in this show, who I really like, is Roy Lichtenstein, perhaps because he has used as a form of speech to represent the reality, the comic. His works include elements of the advertising and comic strips, and he used Ben-Day tecnique, which would become an unmistakable stylist figure. Unlike dotinism, where dots were used to make the image seen from a distance, Lichtenstein exasperated a typographic technique using large screens to give an idea of ​​a reality, mediated by the amount of images that Contemporary reality is printed and transmitted. In this exhibition you can admire “Wall Explosion II”, which depicts three-dimensional explosions of war-comics. It’s beautiful, I stopped there for several minutes to observe it. The shape, the colors, is just perfect, makes the idea of ​​what it wants to convey very well.

As soon as you enter the exhibition, there is an artwork that I immediately recognized: “Infinity of Type Writers” by Arman. I recognized it because I have seen it in the museum of Ca Pesaro of Venice. It’s a very original work .. I do not know why but I liked it right from the start. Arman’s work depicts about twenty types of writing machines, which represent creativity; The title that in its entirety is “Infinity of Type Writers – Infinity of Monkeys – Infinity of Time = Amlet” seems to be almost a mathematical formula that means, given an infinity of typewriters, with a multitude of apes typing on the keyboards, in an infinity amount of time, there is the remote possibility that one of them can produce Hamlet.

Always in the same room, you can admire a work by Mario Schifano. This name, I learned to know it, years ago, when I watched art galleries on the Telemarket TV Chanel in the evening, conducted by Alessandro Orlando, who always spoke about him with great praise. The work is titled “Modern Time”, realized by covering some sheets of paper parcel, with enamel paint. The subject of the work is nothing but a rounded frame, which remembers a window, or even a door, that opens on a scene that the observer can not access. This work remind me about a show I have seen, few years ago, by Axel Vervoordt at the Fortuny Palace, titled “TRA” in which there were exposed doors and windows. In that context, TRA meant the threshold between one side and the other of the window / door that the observer could pass. Here instead, in the work of Mario Schifano he can not do it.

The exhibition has other works by great artists, such as Tom Wesselmann, James Rosenquist, Robert Rauschenberg, Jim Dine,  but I confess, my favorite were the works by Andy Warhol and Roy Lichtenstein, believe me, this show is great !!!