Flavio Favelli a Ca’ Rezzonico

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C’è una nuova mostra a Ca’ Rezzonico, il museo del settecento veneziano. Il titolo di questa intrigante mostra è “Il bello inverso” e l’artista si chiama Flavio Favelli.

Flavio Favelli è nato a Firenze nel 1967, nel 1993 ottiene la Laurea in Storia Orientale presso l’Università di Bologna e in seguito intraprende la carriera artistica. Le sue opere sono famose e sono  state esposte in moltissime istituzioni internazionali di grande fama, possiamo citare alcune, tra le quali: Art Basel Hong Kong Encounters sector curated by Yuko Hasegawa (2013, S); MAXXI, Roma (2012, S; 2010, G); Museo del Novecento, Milano (S, 2012), MACRO, Roma (G, 2012; 2011, S); RISO Museo dArte Contemporanea, Palazzo Grassi, Venezia (G, 2008). Nel 2012 ha rappresentato il nostro paese alla 11° Biennale de La Habana e per due volte, sia nel 2003 e poi nel  2013, l’artista ha preso parte alla Biennale d’Arte di Venezia.  Attualmente l’artista vive e lavora a Savigno (Bologna, I). Flavio Favelli crea opere utilizzando vecchi oggetti d’arredamento o di uso comune, come lampadari, cornici, bottiglie della Fanta o della Coca Cola, chincaglieria che rimanda all’estetica borghese degli ambienti familiari in cui è cresciuto o alla cultura orientale approfondita durante gli studi universitari. Le sue opere sono collages, sculture o installazioni in cui questi materiali di recupero vengono assemblati, dando vita a sovrapposizioni di senso che isolano l’oggetto dalla mera realtà materiale, elevandolo alla dimensione artistica. Questo passaggio non avviene tramite una snaturazione dell’oggetto stesso, ma piuttosto attraverso una amplificazione delle sue caratteristiche funzionali, del suo valore come oggetto d’uso, come oggetto di decoro, come icona di una quotidianità passata, inconsciamente compresente a quella attuale. La forte componente autobiografica di queste opere (che ispira anche le rare performances di questo artista), funge da filtro di lettura comune alle varie linee di indagine che Flavio Favelli porta avanti in tutti i suoi lavori e, attraverso la riflessione sulla memoria e lo sviluppo di una poetica dell’oggetto imperniata sul binomio esotico-quotidiano, egli riannoda la propria vicenda personale alla storia collettiva e alla riflessione politica.
Le opere di Flavio Favelli trasmettono un dichiarato senso di italianità. Nella sua pratica artistica egli ripropone e svolge le contraddizioni che hanno accompagnato il sorgere dell’arte concettuale (e della pop-art) a livello internazionale, calando queste stesse teorizzazioni all’interno delle forme e degli esiti raggiunti dalla tradizione concettuale italiana. Il risultato sono opere dall’anima ibrida, che rendono difficile la collocazione di questo artista nell’ambito del panorama nazionale e che allo stesso tempo sottolineano la forte carica personalizzante sottesa al linguaggio articolato all’interno di ogni singola opera.

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Quindici opere inedite formano l’intervento a Ca’ Rezzonico di Flavio Favelli. Il bello inverso, “cioè a rovescio, opposto”, spiega l’artista, racconta di “una bellezza pensata che è il mio immaginario, qualcosa che non è semplice da esporre in un luogo e in una città che è l’Arte per antonomasia”.

Le opere sono distribuite tra il piano terra e i piani superiori. Le opere presenti a piano terra, si possono vedere gratuitamente, mentre per vedere quelle presenti al primo e al secondo piano, occorre pagare il biglietto. A piano terra, le opere sono tre:

  • Eternity, che rappresenta una stella rossa, localizzata all’uscita sul canal grande del museo.
  • Tempo Veneziano, situata più o meno nella parte centrale dell’androne a piano terra.
  • Traliccio Tunisi, disposta quasi al centro della piazzetta prima del giardino.

Volendo vedere le altre opere, il biglietto include anche il giro del bellissimo museo. Le opere dell’artista Favelli, si possono vedere a partire dalla scalinata che porta al salone da ballo. Le due opere posti ai lati della scalinata si intitolano “Cart d’Or” e “Ferragosto Decò”. Una volta entrati nel bellissimo salone da ballo, e prima sala dell’itinerario museale, troviamo “Ghiacciato Venezia”, situato proprio di fronte all’ingresso. Si prosegue nella sala dell’Allegoria per trovare “Silver Plated”.

Nel portego del primo piano, troviamo due opere che mi sono piaciute molto “Military Deco”. Ultime opere del primo piano, sono nella sala della biblioteca: “Diva Kissess”, “Eau de Toilette”, “Serenissima Star” e “Premium Quality. Si sale al secondo piano, per ammirare le ultime opere dell’artista che si trovano nella sala del ridotto “Purple riviera” e nella sala delle lacche verdi “Gold Ghana”.

L’opera al primo piano, nella sala del portego intitolata “Military Decò” trova la spiegazione nelle foto qui sotto:

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Al secondo piano nella sala delle “Lacche Verdi” troviamo l’opera chiamata “Gold Ghana” una specie di obelisco fatto di specchi montati su ogni lato, che però non sono come gli altri, in quanto hanno come una patina dorata, e quindi non riflette l’immagine come noi siamo abituati. Procedendo nella sala del “Parlatorio” troviamo forse l’opera più squisita ! Si intitola “Purple Riviera” e troviamo un obelisco decorato con tutti i cartoni dei gelati e torte Algida ! Un’opera un po particolare, ma che cattura l’attenzione di grandi e piccini, specie quest’ultimi si soffermano per dire qual’è il loro gelato preferito !

Con queste due opere terminano questa mostra alquanto interessante e diversa.. Una mostra cattura le emozioni di molti turisti, tanti trovano che sia magnifica, alcuni alzano il sopra ciglio per tentare di capire che cos’è , ma alla fine rimane un’esposizione che spinge la nostra immaginazione, e la nostra curiosità nel capire di più la nostra realtà !

Dal 9 maggio al 15 settembre 2019
Venezia, Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano

Flavio Favelli exhibition at Ca’ Rezzonico Museum !

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There is a new exhibition at Ca ‘Rezzonico, the Venetian eighteenth century museum. The title of this intriguing exhibition is “Il bello inverso” and the artist is called Flavio Favelli.

Flavio Favelli was born in Florence in 1967, in 1993 he obtained a degree in Oriental History from the University of Bologna and later began his artistic career. His works are famous and have been exhibited in many international institutions of great fame, we can mention a few, including: Art Basel Hong Kong Encounters sector curated by Yuko Hasegawa (2013, S); MAXXI, Rome (2012, S; 2010, G); Museo del Novecento, Milan (S, 2012), MACRO, Rome (G, 2012; 2011, S); RISO Museum of Contemporary Art, Palazzo Grassi, Venice (G, 2008). In 2012 he represented our country at the 11th Biennial of La Habana and twice, both in 2003 and then in 2013, the artist took part in the Venice Art Biennale. Currently the artist lives and works in Savigno (Bologna, I). Flavio Favelli creates works using old furniture or everyday objects, such as chandeliers, frames, bottles of Fanta or Coca Cola, knick-knacks that refer to the bourgeois aesthetic of the family environments in which he grew up, or to the oriental culture deepened during his studies university. His works are collages, sculptures or installations in which these salvaged materials are assembled, giving rise to overlaps of meaning that isolate the object from mere material reality, elevating it to the artistic dimension. This passage does not take place through a distortion of the object itself, but rather through an amplification of its functional characteristics, of its value as an object of use, as an object of decoration, as an icon of a past everyday life, unconsciously co-present with the current one. The strong autobiographical component of these works (which also inspires the rare performances of this artist), serves as a common reading filter for the various lines of investigation that Flavio Favelli carries out in all his works and, through his reflection on memory and development of a poetics of the object hinged on the exotic-daily binomial, he re-joins his personal story to the collective history and political reflection.

Flavio Favelli’s works convey a declared sense of Italianness. In his artistic practice he re-proposes and develops the contradictions that have accompanied the rise of conceptual art (and pop-art) at the international level, bringing these same theories down within the forms and results achieved by the Italian conceptual tradition. The result are works with a hybrid soul, which make it difficult to place this artist on the national scene and at the same time underline the strong personalizing power underlying the language articulated within each individual work.

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Fifteen unpublished works form the intervention at Ca ’Rezzonico by Flavio Favelli. The inverse beauty, “that is backward, opposite”, explains the artist, tells of “a beauty thought that is my imagination, something that is not easy to expose in a place and in a city that is the Art par excellence “.

The works are distributed between the ground floor and the upper floors. The works on the ground floor can be viewed for free, while to see those on the first and second floors, you must pay for the ticket. On the ground floor, there are three works:

  • Eternity, which represents a red star, located at the exit of the museum’s grand canal.
  • Venetian weather, located more or less in the central part of the entrance hall on the ground floor.
  • Traliccio Tunisi, located almost in the center of the square before the garden.

If you want to see the other works, the ticket also includes a tour of the beautiful museum. The works of the artist Favelli, can be seen starting from the stairway leading to the ballroom. The two works on the sides of the staircase are called “Cart d’Or” and “Ferragosto Decò”. Once we enter the beautiful ballroom, and the first room of the museum itinerary, we find “Ghiacciato Venezia”, located right in front of the entrance. Continue into the Allegory room to find “Silver Plated”.

In the portego of the first floor, we find two works that I liked very much “Military Deco”. The last works on the first floor are in the library room: “Diva Kissess”, “Eau de Toilette”, “Serenissima Star” and “Premium Quality. Go up to the second floor to admire the artist’s latest works in the “Purple riviera” small room and in the “Gold Ghana” green lacquer room.

The work on the first floor, in the Portego room entitled “Military Decò”, is explained in the photos below: you can see the same pattern which was drawn on the warship’s hulls.

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On the second floor in the “Lacche Verdi” room we find the work called “Gold Ghana”, a sort of obelisk made of mirrors mounted on each side, but which are not like the others, as they have a golden patina, and therefore do not reflects the image as we are used to. Proceeding into the “Parlatorio” room we find perhaps the most exquisite work! It’s called “Purple Riviera” and we find an obelisk decorated with all the Algida ice cream and cake cartons! A rather particular work, but one that catches the attention of adults and children, especially the latter, pausing to say which is their favorite ice cream!

With these two works they end this rather interesting and different exhibition .. An exhibition captures the emotions of many tourists, many find it to be magnificent, some raise their heads to try to understand what it is, but in the end it remains an exhibition that pushes our imagination, and our curiosity in understanding our reality more!

From 9 May to 15 September 2019
Venice, Ca ’Rezzonico – Museum of the Venetian eighteenth century

 

 

Sempre più nuove tecnologie museali

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Martedì 21 maggio presso il museo di arte Orientale a Ca’ Pesaro, si è tenuta la presentazione delle introduzioni di nuove tecnologie al servizio del museo. Oggi giorno, quasi tutti i musei fanno a gara per accaparrarsi le ultime novità in campo della tecnologia, nella speranza di attirare più visitatori. Ho intervistato una rappresentante delle Edge Company che era presente per la dimostrazione..

Il Museo d’Arte Orientale di Venezia presenta al suo interno una vasta raccolta d’arte giapponese feudale, specialmente del periodo Edo (1603-1868). Nelle sale dedicate al Giappone (perché chiaramente ci sono anche oggetti provenienti dalla Cina) si  possono ammirare le varie armi e armature da parata appartenute ai signori feudali e ai samurai del Periodo Edo, selle e staffe in lacca da parata, katane, lance, una portantina molto antica per le dame, dipinti su carta e seta, abiti molto graziosi decorati con stupendi ricami. Ci sono due sale dedicate a oggetti in lacca provenienti da corredi di nozze delle figlie di ricchi commercianti e feudatari, realizzati con la tecnica del makie, la lacca dorata impiegando polvere e lamine d’oro. Ci sono dei bellissimi strumenti musicali, pezzi artistici usati per l’esecuzione dei principali generi di musica tradizionale giapponese.

I pezzi appartengono prevalentemente al Periodo Edo (dal nome della capitale, Edo, oggi conosciuta come Tokyo) o  dall’era Tokugawa,  nome che deriva della casata dello shogun, in questo caso, uno dei più noti, che resse le sorti del paese per oltre 250 anni garantendo al paese un periodo di relativa pace, ma che ha sofferto per un isolamento quasi completo; non mancano le opere più antiche, come per esempio una coppia di statue lignee del periodo Kamakura (1185-1392) o lame del periodo Muromachi (1392-1568). La sezione dedicata alla Cina presenta giade e porcellane di diverse manifattura. Nella sezione rivolta all’Indonesia si trovano rari kris, tessuti batik e figure in cuoio del wayang, il teatro delle ombre indonesiano.

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I dispositivi realizzati dalla società The Edge Company  https://www.theedgecompany.net/  start-up innovativa e creatrice del sistema “Maestro”, sono stati concepiti per agevolare la visita a tutti i tipi di utenti museali: anche anziani, bambini, persone con abilità differenti o privi di un bagaglio culturale formato specialmente su una materia non semplice come la conoscenza dell’arte orientale. Un mondo totalmente diverso dal nostro.

La Dott.ssa Dalla Venezia della Edge Company, si è dimostrata molto gentile nel spiegarmi quanto avevano fatto per il museo, queste sono le sue parole: Sono state ideate 3 applicazioni realizzate per il Museo d’arte orientale di Venezia. Tre esperienze tutte riunite in un’unica APP che si può scaricare per vedere il museo in maniera più coinvolgente grazie alla realtà aumentata. Abbiamo realizzato un’applicazione che, con l’uso di un occhiale / visore Hololens, offre al visitatore un’esperienza totalmente coinvolgente, dove delle armature prendono vita e raccontano come sono state costruite, dando anche qualche informazione sulla storia / cultura giapponese. Le serie di armature dei samurai però avranno da discutere un po con un diavoletto birichino che le prende un po in giro (un oni, una specie di demone). La seconda esperienza offre a tutti la possibilità di vedere gli interni di una portantina per dama, che rimane sempre chiusa, chiaramente per motivi conservativi.  Qui c’è una voce che guida il visitatore a rivolgere lo sguardo tra i fini decori tradizionali. La terza esperienza, invece grazie alla realizzazione di una rete di intelligenza artificiale, spiega come sono costruiti e fa sentire come suonano gli strumenti musicali giapponesi, semplicemente puntando su di essi il proprio cellulare. Le esperienze sono state concepite e create per superare le disabilità più comuni, come la sordità, infatti le esperienze sono anche dotate di sottotitoli, e rendono il museo più coinvolgente, e consentono a tutti una migliore comprensione del patrimonio esposto.

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Le tecnologie pensate e realizzate dalla Edge Company per la realtà aumentata consentiranno al visitatore di scoprire le armature dei samurai divertendosi, e gli occhiali per la realtà virtuale consentiranno di esplorare l’interno della portantina giapponese. L’intelligenza artificiale, sempre inclusa nell’applicazione riconoscerà alcuni strumenti musicali giapponesi e permetterà loro di ascoltare le melodie.

Direi che è tutto semplicemente fantastico, ma veniamo di scoprire di più le nuove tecnologie menzionate: gli occhiali o visori Microsoft HoloLens sono dei visori per la realtà mista (realtà virtuale e realtà aumentata) che che al suo interno hanno dei componenti che portano alla creazione di ologrammi da sovrapporre agli oggetti reali. Un esempio di realtà aumentata mi viene dal classico videogioco Pokemon Go  e Ingress. Microsoft Hololens è per Microsoft quel che i Google Glass erano per Google: un dispositivo in grado di mediare la realtà che ci circonda, arricchendola di nuovi dettagli, affinché l’utente possa vivere una esperienza aumentata della realtà stessa.

Microsoft HoloLens è un HMD (Head-mounted display) che può essere definito una specie di computer indossabile sulla propria testa, e proprio come uno smart watch è indipendente, in quanto tutte le componenti sono al suo interno e non è necessaria la connessione a PC o smartphone. Nel visore sono inserite due lenti olografiche trasparenti in cui si proiettano le immagini. Su entrambi i lati, vicino alle orecchie, sono presenti dei mini altoparlanti per l’audio in 3D. Il dispositivo genera audio binaurale ed effetti spaziali, significa che, in base al movimento della testa, è possibile percepire la provenienza di un suono. Ne avevo già sentito parlare e l’ho pure visto, o meglio sentito in azione, tempo fa nel museo di Ca’ Rezzonico, dove il visitatore, indossava delle cuffie, e tramite un app, poteva ascoltare una conversazione di donna in 3d che lo invitava a ballare. A occhi chiusi, l’effetto che si prova è stupefacente !!

Per quanto riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale mi è stato detto che è stato applicato il procedimento del Deep Learning, la cui traduzione letterale significa apprendimento profondo, è una branca del Machine Learning (che letteralmente viene tradotto come apprendimento automatico) e indica quella parte dell’Intelligenza Artificiale che fa riferimento agli algoritmi ispirati alla struttura e alle funzioni del cervello chiamate reti neurali artificiali.

man wearing white virtual reality goggles
Photo by bruce mars on Pexels.com

L’uso dell’intelligenza artificiale, e quindi il metodo di Deep Learning, sono stati utilizzati in vari campi, come per esempio nella computer vision, nel riconoscimento automatico della lingua parlata, nell’elaborazione del linguaggio naturale, e nel riconoscimento audio. Con il Deep Learning vengono simulati i processi di apprendimento del cervello umano attraverso sistemi artificiali (le reti neurali artificiali, appunto) per insegnare alle macchine non solo ad apprendere autonomamente ma a farlo in modo più “profondo” come sa fare il nostro cervello.

Insomma, sembra che il museo di arte orientale abbia fatto un saggio investimento, su queste nuove tecnologie informatiche, che sono ancora allo stato sperimentale, ma che offrono molti interessanti spunti su come potrebbero essere usate in campo museale. Lo scopo di queste nuove tecnologie è quello di far imparare divertendosi,  e il museo di arte orientale di Venezia devo dire, è il più affascinante che ci sia !!

New Technologies for the museums !!

On Tuesday, May 21st, at the museum of Oriental art in Ca ’Pesaro, an introduction of new technologies for the museums was held. Today, almost all the museums compete to grab the latest technology gadget, hoping to attract more visitors. I interviewed a representative of the Edge Company who was present for the demonstration.

The Museum of Oriental Art in Venice has a vast collection of feudal Japanese art, especially from the Edo period (1603-1868). In the rooms dedicated to Japan (because there are also objects from China and from other eastern countries) one can admire the various weapons and armors for parade belonged to the feudal lords and samurai of the Edo period; saddles and brackets in parade lacquer, katanas, spears, a very old sedan chair for ladies, paintings on paper and silk, very pretty dresses decorated with beautiful embroideries. There are two rooms dedicated to objects in lacquer from wedding kits of the daughters of rich merchants and feudal lords, made with the “makie” technique, the golden lacquer using dust and gold foils. There are beautiful musical instruments, artistic pieces used for the performance of the main genres of traditional Japanese music.

The pieces belong mainly to the Edo Period (from the name of the capital, Edo, now known as Tokyo) or from the Tokugawa era, the name that derives from the lineage of the shogun, in this case, one of the best known, which held the fate of the country for over 250 years guaranteeing the country a period of relative peace, but which has suffered from almost complete isolation; there is so much to see, such as a pair of wooden statues from the Kamakura period (1185-1392) or blades from the Muromachi period (1392-1568). The section dedicated to China presents jades and porcelains of different manufacture. In the section devoted to Indonesia there are rare kris, batik fabrics and leather figures of the wayang, the Indonesian shadow theater.

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The devices made by the company: The Edge Company https://www.theedgecompany.net/en/  an innovative start-up and creator of the “Maestro” system, were designed to facilitate the visit to all types of museum users: even the elderly, children, people with different abilities or without a baggage cultural especially formed on a subject not as simple as the knowledge of oriental art. A world totally different from ours.

Dr. Dalla Venezia of the Edge Company, was very kind in explaining to me what they had done for the museum, these are her words: 3 applications have been designed for the Oriental Art Museum of Venice. Three experiences all brought together in a single APP that you can download to see the museum in a more engaging way thanks to augmented reality. We have created an application that, with the use of a Hololens glasses / viewer, offers the visitor a totally involving experience, where armor comes to life and tells how they were built, also giving some information on Japanese history / culture. The series of armor of the samurai, however, will have some discussion with a mischievous little devil who takes them around a bit (an oni, a kind of demon). The second experience offers everyone the chance to see the interiors of a sedan chair for checkers, which always remains closed, clearly for conservative reasons. Here is a voice that guides the visitor to look at the fine traditional decorations. The third experience, instead thanks to the creation of an artificial intelligence network, explains how they are built and makes them feel like Japanese musical instruments play, simply by pointing their mobile phone at them. Experiences have been conceived and created to overcome the most common disabilities, such as deafness, in fact the experiences are also equipped with subtitles, and make the museum more engaging, and allow everyone a better understanding of the heritage displayed.

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The technologies designed and created by the Edge Company for augmented reality will allow the visitor to discover the armor of the samurai while having fun, and the virtual reality glasses will allow you to explore the inside of the Japanese sedan chair. Artificial intelligence, always included in the application, will recognize some Japanese musical instruments and allow them to listen to melodies.

I would say that everything is simply fantastic, but let’s try to find out more about the new technologies mentioned: the Microsoft HoloLens glasses or viewers are visors for mixed reality (virtual reality and augmented reality) that inside have components that lead to creation of holograms to be superimposed on real objects. An example of augmented reality comes from the classic video game Pokemon Go and Ingress. Microsoft Hololens is for Microsoft what Google Glass was for Google: a device able to mediate the reality that surrounds us, enriching it with new details, so that the user can live an increased experience of reality itself.

Microsoft HoloLens is an HMD (Head-mounted display) that can be defined as a kind of wearable computer on one’s head, and just like a smart watch it is independent, as all the components are inside it and no PC connection is required. or smartphone. In the viewer are inserted two transparent holographic lenses in which the images are projected. On both sides, near the ears, there are mini speakers for 3D sound. The device generates binaural audio and spatial effects, meaning that, based on the movement of the head, it is possible to perceive the origin of a sound. I had already heard about it and I also saw it, or rather heard it in action, some time ago in the museum of Ca ‘Rezzonico, where the visitor, wearing headphones, and through an app, could listen to a conversation of a woman in 3d that the he invited them to dance. With your eyes closed, the effect you feel is amazing !!

As for the use of artificial intelligence, I was told that the Deep Learning process was applied, whose literal translation means deep learning, is a branch of Machine Learning (which is literally translated as machine learning) and indicates that part of Artificial Intelligence that refers to algorithms inspired by the structure and functions of the brain called artificial neural networks.

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Photo by bruce mars on Pexels.com

The use of artificial intelligence, and therefore the Deep Learning method, has been used in various fields, such as computer vision, automatic recognition of spoken language, processing of natural language, and audio recognition. With the Deep Learning the learning processes of the human brain are simulated through artificial systems (artificial neural networks, in fact) to teach machines not only to learn independently but to do it in a “deeper” way as our brain knows how to do.

In short, it seems that the Oriental art museum has made a wise investment, on these new information technologies, which are still experimental, but which offer many interesting insights on how they could be used in the museum field. The purpose of these new technologies is to make people learn while having fun, and I must say that the Museum of Oriental Art in Venice is the most fascinating there is !!

Intervista CEO Beni Culturali Online

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Poco tempo fa, fui contattato da Luigi De Marchi, CEO di Beni Culturali Online (da non confondere con Beni Culturali) per delle opinioni in merito agli argomenti trattati nella passata edizione dello SMAU tenutasi a Padova, in special modo sulle nuove tecnologie che si adottano in campo museale e l’intelligenza artificiale.

Andando in giro per vari musei, ho visto che si punta molto sulla realtà virtuale, sugli ologrammi, e sulle tecnologie interattive, che attraggono molti turisti, specialmente quelli più giovani. E tuttavia, queste nuove tecnologie, potrebbero essere ormai sorpassate dalle applicazioni che può trovare l’Intelligenza Artificiale.

Luigi De Marchi era interessato al mio progetto di Banca Dati Museale che feci per mio unico uso con l’applicazione Evernote, che era una cosa molto semplice, più che altro basata sull’uso dei tag applicati in maniera specifica per ogni fotografia o articolo che avevo incluso.

Da li era nata un botta e risposta, su questi argomenti in comune che ci interessavano, e ho pensato di proporgli un’intervista:

Me: parlaci un po di te:

Luigi: Mi chiamo Luigi de Marchi e sono il presidente dell’associazione ABCOnlus (Associazione Beni Culturali Onlus) che è nata nel 2002, ed è da sempre molto attiva per la promozione e valorizzazione del Patrimonio Culturale, delle eccellenze e delle tradizioni locali. Questa Start Up ha alla base il concetto originario di unire nelle mappe luoghi di interesse con gli eventi in corso. Attualmente unisce anche componenti di Game e l’implementazione delle nuove tecnologie come il 3D. In breve tempo è diventata internazionale con lo sviluppo e la messa online della versione inglese indipendente da quella nazionale ed identificata anche da un dominio diverso che è culturalheritageonline.com.

Me:  Come funziona ?

Luigi: Gli strumenti messi a disposizione nella piattaforma aiutano a far conoscere agli utenti ciò che di bello li circonda. Attualmente proprio per questo motivo stiamo sviluppando un innovativo motore di ricerca che grazie all’Intelligenza Artificiale possa offrire una risposta mirata e targettizzata all’utente. Essa è rivolta a tutti gli appassionati, artisti, professionisti come fotografi, guide turistiche, ricercatori, ma anche a tutte le attività come Musei, Gallerie d’Arte, Associazioni e Centri Culturali. Tutti quelli che creano cultura con eventi e attività di interesse.

Ognuno può loggarsi, creare un profilo e poi pubblicare delle schede location per far conoscere i luoghi d’interesse e collegare in esse le schede degli eventi per promuoverli e farli conoscere agli altri utenti, il sistema è un fase di evoluzione, ogni giorno vengono implementate e perfezionate delle funzioni. Le ultime novità sono la possibilità di pubblicare i Post e Album di post, che sono contenuti indipendenti dalle Schede dei luoghi e degli eventi. Possono contenere dei testi, immagini e video.

Tutti catalogati e collegati a delle zone geografiche. Una novità è quella di poter collegare al Post o all’Album la scheda di un luogo, quindi sarà possibile per esempio, per un operatore museale, schedare il proprio museo, ma oltre che collegare gli eventi in corso si possono presentare le opere in esso contenute divise per Album tematico o per stanza. Diventerà così una Scheda Tecnica che può servire sia per catalogare le opere che per farle conoscere in ambito turistico. I contenuti possono essere inseriti in doppia lingua ed il contenuto in inglese verrà messo online in una seconda piattaforma studiata ad hoc per il mercato internazionale che si trova all’indirizzo culturalheritageonline.com

Me: Chi sono gli utenti a cui potrebbe interessare ?

Luigi: A chi Semplicemente per trovare idee nuove, luoghi sconosciuti ed eventi d’interesse da poter frequentare anche solo per il prossimo weekend o viaggio di piacere/lavoro. Da qualche giorno l’utente può anche trovare degli itinerari proposti dai Profili PRO che sono strutturati come un Album di Post ma questi sono collegati alle Schede dei Luoghi e riportati in una mappa. Su questa mappa l’utente ha i punti di interesse proposti ed anche il percorso stradale che unisce ogni punto. Una vera e propria guida turistica con informazioni, video ed immagini.

Me: Verso che direzione si svilupperà Beni Culturali Online secondo te?

Luigi: Ogni giorno implementiamo nuove funzioni, migliorando il sistema. Buona parte di quello che guadagniamo viene reinvestito per lo sviluppo. Senza dubbio il prossimo passo è quello di puntare sul motore di ricerca basato sull’intelligenza artificiale, abbiamo iniziato ad istruirlo, presto sarà pronto per fornire i primi risultati all’utenza iscritta e profilata sulla piattaforma. Nel tempo sarà in grado di dare un supporto sempre più utile a chi è alla ricerca di luoghi o eventi di interesse culturale.

Me: wow è tutto molto interessante !!! Per il momento l’intervista si conclude qui, ma più avanti vedremo di discutere meglio sull’uso dell’Intelligenza Artificiale. Grazie mille per questa intervista Luigi !

Wondering about AI in the museums

Not long ago, I was contacted by Luigi De Marchi, CEO of Cultural Heritage Online, (not to be confused with Cultural Heritage) for my opinion about the topics covered in the last edition of the SMAU held in Padua, especially about the new technologies that are adopted in the museum field and the artificial intelligence.

Working in many museums for a long time, I  have noticed that now we are focusing on new technologies such the virtual reality, holograms, and the software which create an interaction, to attract the tourists, especially the younger ones. And yet, these new technologies could be outdated by the applications which use the Artificial Intelligence.

Luigi De Marchi was interested in my Database Museum project, that I create for my only use, using the Evernote application, which was a very simple, mostly based on the use of tags applied specifically for each photo or article that I wanted to include. From there came a very interesting discussion between us, about ideas and ways to promote museums with new technologies, and I thought I’d propose an interview:

Me: tell us a little about yourself:

Luigi: My name is Luigi de Marchi and I am the president of the ABCOnlus association (Associazione Beni Culturali Onlus) which was founded in 2002, and has always been very active in promoting and enhancing cultural heritage, excellence and local traditions. This Start Up has the original concept of combining places of interest with current events in the maps. Currently it also combines Game components and the implementation of new technologies such as 3D. In a short time it became international with the development and the online release of the English version independent of the national version and also identified by a different domain which is culturalheritageonline.com.

Me: How does it work?

Luigi: The tools made available on the platform help to let users know where to find the beautiful masterpieces they are looking for. Currently for this reason we are developing an innovative search engine that thanks to the Artificial Intelligence can offer a targeted response to the user. It is aimed at all enthusiasts, artists, professionals such as photographers, tourist guides, researchers, but also at all activities such as museums, art galleries, associations and cultural centers. All those that create culture with events and activities of interest.

Everyone can log in, create a profile and then publish the location of the places they know, and make them known to other users, the system is a phase of evolution, every day they are implemented new and perfect functions. The latest news are the possibility to publish the Post and Albums, which are independent from the post mentioned above. They can contain texts, images and videos.

They all are cataloged and linked to geographical areas. A novelty is that of being able to connect the info of a place to the Post or to the Album, so it will be possible, for example, for a museum operator, to file his own museum, but in addition to connect their events in progress, you can present the works in it contained, by thematic album or by room. In this way it will become a Technical Data Sheet that can be used both to catalog the works and / or to make them known in the tourism field. The contents can be entered in dual language and the content in English will be put online in a second platform designed ad hoc for the international market located at culturalheritageonline.com

Me: Who are the users you might be interested in?

Luigi: To those who simply are looking for new ideas, unknown places and events of interest to be able to attend, even just for the next weekend or leisure / work trip. From few days ago the user can also find itineraries proposed by PRO Profiles that are structured like a Post Album, but these are linked  and shown on a map. On this map the user has the points of interest proposed, and also the route that connect each point. A real tourist guide with information, videos and images.

Me: To which direction will develop Online Cultural Heritage according to you?

Luigi: Every day we implement new functions, improving the system. Much of what we earn is reinvested in development. Undoubtedly the next step is to focus on the search engine based on artificial intelligence, we have begun to educate it, it will soon be ready to provide the first results to the users registered and profiled on the platform. Over time it will be able to give an increasingly useful support to those looking for places or events of cultural interest.

Me: wow it’s all very interesting !!! For the moment the interview ends here, but soon we will discuss better the use of Artificial Intelligence. Thank you so much for this interview Luigi!

Canaletto approda a Palazzo Ducale !

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A Palazzo Ducale è stata inaugurata la mostra “Canaletto e Venezia”, che durerà fino al 09 giugno 2019. E’ la mostra dell’anno, un evento che si aspettava ormai da tempo. Ecco che dopo la grande mostra dedicata a Tintoretto, si è riusciti a proporre un’altra mostra di grande livello.

Giovanni Antonio Canal, meglio conosciuto come il Canaletto (Venezia, 17 o 18 ottobre 1697 – Venezia, 19 aprile 1768), è stato un pittore e incisore italiano, noto soprattutto come vedutista, i cui quadri sono famosi, e sopratutto sparsi in tutto il mondo, specie in Inghilterra, alla National Gallery di Londra, questo grazie al consiglio del console Britannico Joseph Smith, che fu un intermediario tra l’artista e i principali collezionisti inglesi.

La mostra da poco inaugurata, rende possibile poter vedere i suoi magnifici capolavori, specie quelli provenienti dai musei stranieri, e oltre a lui, sono presenti anche opere di Luca Carlevarijs, Rosalba Carriera, Giambattista Tiepolo, Pietro Longhi, Francesco Guardi, e Giandomenico Tiepolo, questo per poter offrire al pubblico una visione completa del panorama del 700 a Venezia.

E’ una mostra spettacolare, che invito tutti ad andare a vedere, ma se volete avere una visione più allargata dell’artista e del suo tempo, dopo Palazzo Ducale, dovete anche visitare il bellissimo Museo di Ca’ Rezzonico, museo del 700 veneziano, dove uno dei due quadri di Canaletto, è stato prestato per la mostra. Quindi, se dopo Palazzo Ducale decideste di recarvi a Ca’ Rezzonico, potrete vedere l’altro capolavoro, e tutti gli altri tesori artistici di quell’epoca.

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Canaletto at The Doge’s palace in Venice !

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The “Canaletto e Venezia” exhibition was inaugurated at Palazzo Ducale and will last until 09 June 2019. It is the exhibition of the year, an event that has long been expected. Here, after the great exhibition dedicated to Tintoretto, they managed to propose another major exhibition.

Giovanni Antonio Canal, better known as the Canaletto (Venice, 17 or 18 October 1697 – Venice, 19 April 1768), was an Italian painter and engraver, known above all as a vedutist, whose paintings are famous, and above all scattered throughout the world, especially in England, at the National Gallery in London, thanks to the advice of the British consul Joseph Smith, who was an intermediary between the artist and the main English collectors.

The recently inaugurated exhibition makes it possible to see his magnificent masterpieces, especially those from foreign museums, and in addition to him, there are also works by Luca Carlevarijs, Rosalba Carriera, Giambattista Tiepolo, Pietro Longhi, Francesco Guardi, and Giandomenico Tiepolo , this in order to offer the public a complete vision of the 700 panorama in Venice.

It ‘a spectacular show, which I invite everyone to go see, but if you want to have a broader view of the artist and his time, after the Doge’s Palace, you must also visit the beautiful Museum of Ca’ Rezzonico, museum of the Venetian 700, where one of the two paintings by Canaletto, was lent for the exhibition. So, if after the Doge’s Palace you decide to go to Ca ‘Rezzonico, you can see the other masterpiece, and all the other artistic treasures of that time.

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Rovine a Palazzo Fortuny

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A Palazzo Fortuny c’è una nuova mostra che è stata inaugurata il 17 dicembre 2018 e durerà fino al 24 marzo 2019. La mostra si intitola “Futuruins” ed è stata realizzata in collaborazione tra La fondazione Civici musei di Venezia e il Museo Statale Ermitage di S. Pietroburgo.

La mostra con tutti i suoi pezzi, riempie tutti i 3 piani: piano terra, primo piano e secondo piano. Ma di cosa parla ?

Rovine, questo è il tema che viene proposto attraverso le varie opere di molti artisti. Le rovine, che noi pensiamo come ai resti di grandi civiltà decadute, che non esistono più, rovine del passato, eppure, le rovine fanno parte del nostro ciclo temporale. Se ci pensiamo, ogni società, ogni impero della storia, ha prodotto delle rovine. Viene pertanto ovvio pensare: causeremo anche noi a nostra volta, delle rovine, a cui i nostri successori, in un tempo lontano guarderanno con punto interrogativo ?

Rovine, che sono state create da eventi disastrosi o dalla mano dell’uomo.  Si pensi ai primi, ai disastri naturali come è accaduto alla città di Pompei, oppure agli eventi mitologici il diluvio universale, o la distruzione di Sodoma e Gomorra. Mentre per i secondi, basta guardare una foto dell’immane tragedia della distruzione delle torri gemelle di New York o del terremoto di Amatrice.

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Ma in queste terribili immagini, seppure fanno parte della mostra, possiamo dire che non sono rovine, ma cumuli di macerie, e c’è differenza tra questi due termini. Rovine, lascia intendere che c’è qualcosa che ancora è rimasto della costruzione originaria, mentre la seconda, significa che non è rimasto niente.

Ma le macerie sono anche cumuli di pietre, e proprio nelle pietre, troviamo dei riferimenti nelle opere presenti nella mostra. Dai cataclismi che creano rovine, viene poi il tempo della ricostruzione, della rinascita. Dopo il diluvio universale si narra che Deucalione e Pirra danno vita alla nuova umanità, lanciando dietro le spalle delle pietre, che diventano uomini e donne. Altri esempi sulle pietre vengono descritte in questa mostra,  com le immagini di Medusa che con lo sguardo pietrificava le sue vittime, oppure della leggenda di Orfeo ed Euridice, dove il mito narra che quando Orfeo esce dagli inferi, incautamente si volta verso la sua amata che si trasforma in pietra ? Nei tempi antichi si credeva che gli Dei fossero nelle pietre, non fu Afrodite che animò la statua che aveva scolpito Pigmalione, re di Cipro ? Statue, templi,  pietre, rovine…

Molto raramente una mostra mi ha fatto riflettere come questa. Futuruins offre parecchi messaggi su molti livelli, infatti, in fondo al Portego del primo piano, a destra, c’è una sala dove viene proiettato un filmato. Le rovine non sono fatte solo di pietre, ma sono anche dentro di noi, il filmato in questione parla degli hikikomori, che significa in giapponese “stare in disparte, isolarsi”, dalle parole hiku “tirare” e komoru “ritirarsi”) è una parola giapponese usata per descrivere coloro che hanno scelto di ritirarsi dalla vita sociale, spesso cercando livelli estremi di isolamento e confinamento. Tali scelte sono dovute da fattori personali e sociali di varia genere. Tra questi la situazione del contesto familiare in Giappone, marcato dalla mancanza di una figura paterna e da un’eccessiva iperprotettività materna, la grande pressione della società giapponese verso auto-realizzazione e il successo personale, cui l’individuo viene sottoposto fin da giovane. Quindi con l’auto isolamento, stando sempre dentro, e non frequentando mai il mondo esterno, diventiamo noi stessi delle rovine di quello che eravamo un tempo. Tristemente, ormai non è più un fenomeno legato al Giappone. Si registrano casi anche in America e in Europa.

Futuruins è una mostra piena di bellissime stupefacenti opere, ecco alcune che mi sono piaciute un sacco !!

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Un’immagine di Robert Gligorov, intitolato “boom” che assomiglia molto ad un fungo nucleare, ma che molto probabilmente, è una nuvola generata dall’eruzione di un vulcano. La seconda invece è un opera di Giacomo Costa, che si intitola “Acqua n° 10″un’opera che veramente lascia senza fiato ! Sembra di vedere un frammento di un possibile nostro futuro: rovine del nostro mondo, in fondo all’acqua, forse causato dai vari mutamenti climatici, a cui stiamo lentamente andando incontro.

Credetemi, Futuruins, è veramente una mostra molto interessante, non perdetela !

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Ruins at Fortuny Museum in Venice !

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At Palazzo Fortuny there is a new exhibition that was inaugurated on December 17, 2018 and will last until March 24, 2019. The exhibition is titled “Futuruins” and was made in collaboration between The Civic Museums Foundation of Venice and the State Hermitage Museum of St. Petersburg.

The exhibition with all its pieces, fills all 3 floors: ground floor, first floor and second floor. what is it about?

Ruins, this is the theme that is proposed through the various works of many artists. The ruins, which we think of as the remains of great fallen civilizations, which no longer exist; ruins of the past, yet the ruins are part of our time cycle. If we think about it, every society, every empire of history, has produced ruins. It is therefore obvious to think: will we also cause ourselves, in our turn, ruins, to which our successors, in a distant time, will look with a question mark?

Ruins, which were created by disastrous events or by the hand of man. Think of the former, the natural disasters as happened to the city of Pompeii, or the mythological events such as the universal flood, or the destruction of Sodom and Gomorrah. While for the latter, just look at a picture of the huge tragedy of the destruction of the twin towers of New York or the earthquake of Amatrice.

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But in these terrible images, even if they are part of the exhibition, we can say that they are not ruins, but heaps of rubble, and there is a difference between these two terms. Ruins, suggests that there is still something left of the original construction, while the latter means that nothing is left.

But the rubble are heaps of stones, and right in the stones, we find references in the works in this exhibition. From the cataclysms that create ruins, then comes the time of reconstruction, of rebirth. After the universal flood it is said that Deucalione and Pirra gave life to the new humanity, throwing behind the shoulders some stones, which become men and women. Other examples on the stones are described in this exhibition, the many images of Medusa that with her look  petrified her victims, and what about Orpheus and Eurydice, where the myth tells that when Orpheus comes out of the underworld, recklessly turns to his beloved who turns into stone? In ancient times it was believed that the gods were in the stones, it was not Aphrodite that animated the statue that had carved Pygmalion, king of Cyprus? Statues, temples, stones, ruins …

Very rarely an exhibition made me think like this. Futuruins offers several messages on many levels, in fact, near the end of the first floor, on the right, there is a room where a film is projected. The ruins are not made only of stones, but they are also within us, the film in question talks about the hikikomori, which means in Japanese “stand aside, isolate yourself”, from the words hiku “pull” and komoru “withdraw”) is a Japanese word used to describe those who chose to retire from social life, often seeking extreme levels of isolation and confinement. These choices are due to personal and social factors of various kinds. Among these the situation of the family in Japan, marked by the lack of a father figure and excessive maternal overprotectiveness, the great pressure of Japanese society towards self-realization and personal success, to which the individual is subjected from a young age. So with self-isolation, always staying inside, and never dating the outside world, we become ourselves the ruins of what we once were. Sadly, it is no longer a phenomenon related to Japan. Cases are also reported in America and Europe.

Futuruins is an exhibition full of beautiful amazing works, here are some that I liked a lot !!

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An image of Robert Gligorov, entitled “boom” that looks very much like a nuclear mushroom, but most likely, it is a cloud generated by the eruption of a volcano. The second one is a work by Giacomo Costa, which is titled “Acqua n ° 10” a work that truly leaves you breathless! It seems to see a fragment of a possible future: ruins of our world, at the bottom of the water, perhaps caused by the various climate change, which we are slowly going towards.

Believe me, Futuruins, it’s really a very interesting show, do not miss it!

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4444 Acqua e Fuoco

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A Ca’ Rezzonico, museo del settecento veneziano, approda una nuova mostra, dal titolo “4444 Acqua e Fuoco”. Una mostra realizzata in collaborazione tra il Consiglio Regionale del Veneto e la Fondazione Musei Civici di Venezia.

Le opere dei due scultori Marco Martalar e Toni Venzo, sono distribuite non solo nella sala del Portego al primo piano di Ca’ Rezzonico e nel l’androne del piano terra, ma anche a Palazzo Ferro Fini. Io vi parlerò delle opere presenti a Ca Rezzonico.

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Le opere sono disposte a coppie nel salone del portego al primo piano, da una parte ci sono le opere in legno chiaro che rappresentano l’acqua, mentre quelle sull’altro lato, in legno scuro rappresentano il fuoco. A piano terra, invece vengono rappresentate le zattere, che percorso la via d’acqua, arrivano a Venezia, proprio come una volta accadeva con il legno.

Questa mostra al suo interno, coglie diversi messaggi su diversi livelli. In primis, questa mostra è un omaggio alla natura, a quei boschi vittime del disastro naturale di fine ottobre e novembre scorso, più di 100 mila ettari di bosco che sono stati spazzati via dal maltempo. Un messaggio che ci ricorda la nostra fragilità, e di quanto sia importante il legame che unisce l’uomo al suo ambiente.

Le sculture in legno chiaro, presentano delle linee che ricordano le onde del mare, ognuna diversa dall’altra, e ci mostra, come una volta il legno veniva trasportato a valle. In questo caso un viaggio dall’altopiano dei sette comuni e il territorio della valle del brenta, due territori legati fin dai tempi antichi dai 4444 scalini della Calà del Sasso, la gradinata più lunga d’Italia, (che da il nome a questa mostra), un opera architettonica straordinaria, fu’ costruita alla fine del XIVº secolo per poter condurre il legname da Asiago a Valstagna in modo alternativo e non da Gallio e Foza, paesi che pretendevano delle tasse pesanti.

Quando si attraversa la sala del portego, in mezzo alle coppie di opere, si ha l’impressione di camminare in un viale alberato, che fanno pensare ai due elementi opposti: Ying e Yang

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Luce e oscurità, bianco e nero, acqua e fuoco. anche se a dirla tutta, sono presenti tutti gli elementi della natura in queste opere: legno, acqua, fuoco, aria. E’ una mostra molto suggestiva, io sono rimasto particolarmente impressionato dalla bravura che lo scultore ha usato nel scolpire le opere col legno bruciato. E’ una tecnica non facile, e che non avevo mai visto prima.

Ca’ Rezzonico non smette mai di stupirti, quando pensi di aver visto tutto, ecco che ti propone qualcosa di nuovo ! Invito tutti a venire a vedere questa mostra, vi offrirà una visione, e una prospettiva un po diversa ! Vi aspettiamo !!

4444  Water and fire at Ca’ Rezzonico Museum !

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At Ca ‘Rezzonico, a museum of the eighteenth century in Venice, a new exhibition has arrived, entitled “4444 Water and Fire”. An exhibition created in collaboration between the Veneto Regional Council and the Venice Civic Museums Foundation.

The works of the two sculptors Marco Martalar and Toni Venzo are distributed not only in the Portego room on the first floor of Ca ‘Rezzonico and in the entrance hall on the ground floor, but also in Palazzo Ferro Fini. I will speak to you about the works in Ca Rezzonico.

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The works are arranged in pairs in the salon of the portego on the first floor, on one side there are the light wood works which represent the water, while those on the other side, in dark wood represent the fire. On the ground floor, instead, are represented the rafts, which along the waterway, arrive in Venice, just as once happened with wood.

This exhibition inside, captures different messages on different levels. First of all, this exhibition is a tribute to nature, to those woods, fallen victims of the natural disaster of late October and November, more than 100 thousand hectares of forest that have been swept away by the bad weather. A message that reminds us of our fragility, and how important is the bond that unites man with the environment.

The sculptures in light wood, have lines that recall the waves of the sea, each one different from the other, and shows us, as once the wood was transported downstream. In this case, a trip from the plateau of the seven municipalities and the territory of the Brenta valley, two territories linked since ancient times by the 4444 steps of the Calà del Sasso, the longest steps in Italy, (which gives the name to this exhibition ), an extraordinary architectural work, which was built at the end of the 14th century to bring down the trees from Asiago to Valstagna in an alternative way, and not from Gallio and Foza,  because those countries demanded heavy taxes at that time.

When you cross the portego hall, between the pairs of works, you have the feeling of walking in a tree-lined avenue, which suggests the two opposite elements: Ying and Yang

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Light and darkness, black and white, water and fire. even if to me, there are all the elements of nature in these works: wood, water, fire, air. It ‘a very incredible exhibition, I was particularly impressed by the skill that the artist used in sculpting the works with burnt wood. It is not an easy technique, and I had never seen it before.

Ca ‘Rezzonico never ceases to amaze you, when you think you have seen everything, here it offers you something new! I invite everyone to come and see this exhibition, it will offer you a vision, and a somewhat different perspective! We are waiting for you !!

Diventa Giacomo Casanova !

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giacomo-casanova2Non molto tempo fa sono andato a vedere il museo di Giacomo Casanova di Venezia. In questo articolo vi illustro i motivi per cui vale la pena di visitarlo ! Se si nomina il nome di Giacomo Casanova, subito tutti pensano a lui come il più grande seduttore della storia, ma lui è stato anche avventuriero, scrittore, poeta, alchimista, diplomatico, filosofo, e agente segreto per conto della Serenissima. Un’altro dettaglio molto importante e famoso che ricordiamo di lui,  è stata la memorabile fuga dalle carceri di Palazzo Ducale: I piombi. 

Giacomo Casanova, aveva molti talenti, e grazie a questi e al fatto che si unì alla massoneria, fu in grado di viaggiare per l’Europa, e  di conoscere personaggi molto importanti.  Tramite la massoneria, conobbe Jean-Jasques Rousseau, Voltarie, Madame de Pompadour, Wolfang Amadeus Mozart, Benjamin franklin, Caterina II di Russia, Federico II di Prussia e altri.

 

Ci furono molte persone influenti che gli permisero di vivere in maniera agiata, tra tutti il patrizio veneziano Matteo Bragadin, che fu soccorso da Casanova, durante un malore. Convinto che lui gli avesse salvato la vita, lo prese sotto la sua protezione. Ma ci furono altri, come la marchesa D’Urfé, nobildonna ricchissima, intrigata dalle doti di Casanova e dalla sua conoscenza di rituali magici.

La sua fuga dai piombi è leggendaria: passò dalla cella alle soffitte, attraverso un buco nel soffitto scavato con un compagno di prigionia, il frate Marino Balbi. Riuscirono a raggiungere il tetto e da li si calarono all’interno del palazzo da un abbaino.  Girovagavano per le stanze, fino a che, furono notati da un passante, che li scambio per degli ospiti rimasti chiusi dentro. Costui chiamò un’addetto di Palazzo per fargli aprire il portone, garantendo loro la fuga.

Ebbene, se il personaggio di Casanova vi affascina così tanto, sappiate che a Venezia in Calle de la Racheta 3764 c’è il suo museo. Avendo sentito nominare questo posto, mi sono recato in visita per saperne di più. Il Museo è bellissimo ! E’ piccolo questo è vero, ma è molto ben spiegato in tutti i suoi dettagli. Inoltre, punto forte del tour, è la realtà virtuale. Per 5 minuti, si ha la possibilità di diventare Giacomo Casanova ! 

C’è una stanza con diverse sedie, e su uno stand, viene offerto un visore e una cuffia, che vi faranno immergere totalmente nella visione. Avendo già provato diverse volte in altri musei questo gadget informatico, non ho esitato, ma non mi sarei mai aspettato di sperimentare qualcosa di così reale ! Il filmato è disponibile in molte lingue, una volta indossato il visore, muovendo la testa si può scegliere la lingua desiderata, dopodiché il filmato parte.

Essendo seduti, spostando la testa si vede un corpo che pensiamo sia il nostro, solo che indossa abiti dell’epoca. Muoviamo la testa, e vediamo veramente le varie location di Venezia. I personaggi che incontrano casanova, si avvicinano, così tanto che ti sembra di toccarli ! Un’esperienza davvero coinvolgente. Il bello del visore, è che dotato di una rotellina per focalizzare bene l’immagine. Inoltre il visore è grande abbastanza da poter essere indossato anche chi ha bisogno di occhiali. 

Il personale che assiste durante la visione della realtà virtuale indossa gli abiti dell’epoca (tutto il personale, anche quello del bookshop) è molto cortese e attento. Mi ricordo una volta che provando la realtà virtuale, non ero seduto su una sedia ma su uno sgabello, e muovendomi, non avevo la percezione della vera realtà e rischiavo di cadere. Tuttavia qui invece, le sedie seppur da regista, danno sicurezza e ribadisco, il personale è sempre pronto ad assistere i visitatori.

 

Un’altra cosa che mi ha colpito molto della visita è uno specchio, che è dotato di un sensore di movimento, che quando qualcuno passa nel suo raggio d’azione, si anima, e riflette l’immagine di Giacomo Casanova nel suo appartamento che si veste per uscire. Molto bello!

Dall’altra parte dello specchio, troviamo la camera da letto, dove con un’altra serie di trucchi, che sfrutta un gioco di ombre, ci da l’illusione di vedere Casanova con una sua amata che si gettano nel letto!

Tutte le sale hanno descrizioni o filmati che spiegano i vari dettagli o episodi della vita / storia di Giacomo Casanova, e quando si esce si ha una visione completa del celebre avventuriero / seduttore.  Per ultima cosa, ho trovato il bookshop / biglietteria a piano terra che offre delle idee interessanti per dei regali, e visto che natale si sta avvicinando, è un’idea da considerare.

Raccomando a tutti di visitare questo museo, sono sicuro che vi piacerà ! Per trovarlo, non vi spaventate dal fatto che è situato un  po fuori mano, scendete alla fermata “Ca’ D’oro” se prendete la linea 1 del vaporetto. Una volta in strada nuova girate a sinistra. Se avete google maps, consultatelo, o da pc prima di andarci o dal cellulare, lo troverete molto facilmente !

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Become Giacomo Casanova

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Not long ago I went to see the Giacomo Casanova museum in Venice. In this article I will tell you the reasons why it is worth to visit! If you think about the name of Giacomo Casanova, everyone immediately thinks of him as the greatest seducer in history, but he was also an adventurer, writer, poet, alchemist, diplomat, philosopher, and secret agent on behalf of the Serenissima. Another very important and famous detail that we remember of him was the memorable escape from the dungeons of Doge’s Palace: I piombi.

Giacomo Casanova, had many talents, and thanks to these and the fact that he joined the masonry, he was able to travel to Europe, and to know very important people. Through the masonry, he met Jean-Jasques Rousseau, Voltarie, Madame de Pompadour, Wolfang Amadeus Mozart, Benjamin Franklin, Catherine II of Russia, Frederick II of Prussia and others.

 

There were many influential people who allowed him to live well, among all, the Venetian patrician Matteo Bragadin, who was rescued by Casanova, during a moment of illness. He was so convinced that Giacomo had saved his life, that he took him under his protection. But there were others, like the marquise D’Urfe, a very rich noblewoman, intrigued by Casanova’s talents and his knowledge of magical rituals.

His escape from the leads is legendary: he passed from the cell to the attics, through a hole in the ceiling dug with another inmate, the friar Marino Balbi. They managed to reach the roof and from there fell into the building by a dormer. They roamed through the rooms, until they were noticed by a passerby, who exchanged them for guests who were locked in for mistake. He called a palace attendant to have him open the door, guaranteeing them the escape.

Well, if the character of Casanova fascinate you so much; know that in Venice at Calle de la Racheta 3764 there is his museum. Having heard of this place, I went there to visit. The museum is very beautiful! It’s very small, but it’s very well explained in all its details. Moreover, the tour’s strong point is the virtual reality. For 5 minutes, you have the chance to become Giacomo Casanova himself!

There is a room with several chairs, and on a stand, a visor / viewer and a headphone are offered, which will totally immerse you in the vision. Having already tried this informatic gadget several times in other museums, I didn’t hesitated, but I never expected to experience something so real! The video is available in many languages; once the viewer is worn, moving the head you can choose the desired language, after that the movie starts.

Being seated, when we move our head we see a body that we think it’s ours, only that is wearing clothes of the time. We move our head, and we really see the various locations in Venice. All the characters that meet Casanova, come so close, that you seem to touch them! A truly intriguing experience. The beauty of the viewer, is that it’s equipped with a wheel to focus well the image. In addition, the viewer is large enough to wear it even for those who need glasses.

The staff who assists the visitors, during the vision of virtual reality wear the clothes of the time (all the staff, including the one at the bookshop) is very courteous and attentive. I remember once when I tried the virtual reality elsewhere, I was not sitting on a chair but on a stool, and moving, I did not have the perception of the real world and I was in danger of falling. However, here,  the chairs, are different and they give you more security, and as, I stated before, the staff is always ready to assist you.

 

Another thing that struck me most of the visit it’s a mirror, which is equipped with a motion sensor, so when someone passes in its range of action, comes alive, and reflects the image of Giacomo Casanova in his apartment while he’s dressing to go out. Very interesting!

On the other side of the mirror, we find the bedroom, where another series of trick, which exploits a play of shadows, gives us the illusion of seeing Casanova with her beloved who are thrown into bed!

All rooms have descriptions or films that explain the various details or episodes of the life / story of Giacomo Casanova, and when you leave you have a complete view of the famous adventurer / seducer. One last thing, I found the bookshop / ticket office on the ground floor that offers interesting ideas for gifts, and since Christmas is approaching, it is an idea to keep in mind.

I recommend everyone to visit this museum, I’m sure you’ll like it! To find it, do not be afraid by the fact that it is located a little out of the way, just get off at the stop “Ca ‘D’oro” if you take the vaporetto line 1. Once in strada nuova turn on the left. If you have google maps, consult it, or from pc before going there or from your mobile, you will find it very easily!

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