Flavio Favelli a Ca’ Rezzonico

For the English translation, scroll down the page, thank you !

Favelli_ritratto

C’è una nuova mostra a Ca’ Rezzonico, il museo del settecento veneziano. Il titolo di questa intrigante mostra è “Il bello inverso” e l’artista si chiama Flavio Favelli.

Flavio Favelli è nato a Firenze nel 1967, nel 1993 ottiene la Laurea in Storia Orientale presso l’Università di Bologna e in seguito intraprende la carriera artistica. Le sue opere sono famose e sono  state esposte in moltissime istituzioni internazionali di grande fama, possiamo citare alcune, tra le quali: Art Basel Hong Kong Encounters sector curated by Yuko Hasegawa (2013, S); MAXXI, Roma (2012, S; 2010, G); Museo del Novecento, Milano (S, 2012), MACRO, Roma (G, 2012; 2011, S); RISO Museo dArte Contemporanea, Palazzo Grassi, Venezia (G, 2008). Nel 2012 ha rappresentato il nostro paese alla 11° Biennale de La Habana e per due volte, sia nel 2003 e poi nel  2013, l’artista ha preso parte alla Biennale d’Arte di Venezia.  Attualmente l’artista vive e lavora a Savigno (Bologna, I). Flavio Favelli crea opere utilizzando vecchi oggetti d’arredamento o di uso comune, come lampadari, cornici, bottiglie della Fanta o della Coca Cola, chincaglieria che rimanda all’estetica borghese degli ambienti familiari in cui è cresciuto o alla cultura orientale approfondita durante gli studi universitari. Le sue opere sono collages, sculture o installazioni in cui questi materiali di recupero vengono assemblati, dando vita a sovrapposizioni di senso che isolano l’oggetto dalla mera realtà materiale, elevandolo alla dimensione artistica. Questo passaggio non avviene tramite una snaturazione dell’oggetto stesso, ma piuttosto attraverso una amplificazione delle sue caratteristiche funzionali, del suo valore come oggetto d’uso, come oggetto di decoro, come icona di una quotidianità passata, inconsciamente compresente a quella attuale. La forte componente autobiografica di queste opere (che ispira anche le rare performances di questo artista), funge da filtro di lettura comune alle varie linee di indagine che Flavio Favelli porta avanti in tutti i suoi lavori e, attraverso la riflessione sulla memoria e lo sviluppo di una poetica dell’oggetto imperniata sul binomio esotico-quotidiano, egli riannoda la propria vicenda personale alla storia collettiva e alla riflessione politica.
Le opere di Flavio Favelli trasmettono un dichiarato senso di italianità. Nella sua pratica artistica egli ripropone e svolge le contraddizioni che hanno accompagnato il sorgere dell’arte concettuale (e della pop-art) a livello internazionale, calando queste stesse teorizzazioni all’interno delle forme e degli esiti raggiunti dalla tradizione concettuale italiana. Il risultato sono opere dall’anima ibrida, che rendono difficile la collocazione di questo artista nell’ambito del panorama nazionale e che allo stesso tempo sottolineano la forte carica personalizzante sottesa al linguaggio articolato all’interno di ogni singola opera.

Jpeg Jpeg Jpeg
Jpeg Jpeg Jpeg

Quindici opere inedite formano l’intervento a Ca’ Rezzonico di Flavio Favelli. Il bello inverso, “cioè a rovescio, opposto”, spiega l’artista, racconta di “una bellezza pensata che è il mio immaginario, qualcosa che non è semplice da esporre in un luogo e in una città che è l’Arte per antonomasia”.

Le opere sono distribuite tra il piano terra e i piani superiori. Le opere presenti a piano terra, si possono vedere gratuitamente, mentre per vedere quelle presenti al primo e al secondo piano, occorre pagare il biglietto. A piano terra, le opere sono tre:

  • Eternity, che rappresenta una stella rossa, localizzata all’uscita sul canal grande del museo.
  • Tempo Veneziano, situata più o meno nella parte centrale dell’androne a piano terra.
  • Traliccio Tunisi, disposta quasi al centro della piazzetta prima del giardino.

Volendo vedere le altre opere, il biglietto include anche il giro del bellissimo museo. Le opere dell’artista Favelli, si possono vedere a partire dalla scalinata che porta al salone da ballo. Le due opere posti ai lati della scalinata si intitolano “Cart d’Or” e “Ferragosto Decò”. Una volta entrati nel bellissimo salone da ballo, e prima sala dell’itinerario museale, troviamo “Ghiacciato Venezia”, situato proprio di fronte all’ingresso. Si prosegue nella sala dell’Allegoria per trovare “Silver Plated”.

Nel portego del primo piano, troviamo due opere che mi sono piaciute molto “Military Deco”. Ultime opere del primo piano, sono nella sala della biblioteca: “Diva Kissess”, “Eau de Toilette”, “Serenissima Star” e “Premium Quality. Si sale al secondo piano, per ammirare le ultime opere dell’artista che si trovano nella sala del ridotto “Purple riviera” e nella sala delle lacche verdi “Gold Ghana”.

L’opera al primo piano, nella sala del portego intitolata “Military Decò” trova la spiegazione nelle foto qui sotto:

Jpeg 362

Al secondo piano nella sala delle “Lacche Verdi” troviamo l’opera chiamata “Gold Ghana” una specie di obelisco fatto di specchi montati su ogni lato, che però non sono come gli altri, in quanto hanno come una patina dorata, e quindi non riflette l’immagine come noi siamo abituati. Procedendo nella sala del “Parlatorio” troviamo forse l’opera più squisita ! Si intitola “Purple Riviera” e troviamo un obelisco decorato con tutti i cartoni dei gelati e torte Algida ! Un’opera un po particolare, ma che cattura l’attenzione di grandi e piccini, specie quest’ultimi si soffermano per dire qual’è il loro gelato preferito !

Con queste due opere terminano questa mostra alquanto interessante e diversa.. Una mostra cattura le emozioni di molti turisti, tanti trovano che sia magnifica, alcuni alzano il sopra ciglio per tentare di capire che cos’è , ma alla fine rimane un’esposizione che spinge la nostra immaginazione, e la nostra curiosità nel capire di più la nostra realtà !

Dal 9 maggio al 15 settembre 2019
Venezia, Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano

Flavio Favelli exhibition at Ca’ Rezzonico Museum !

Favelli_ritratto

There is a new exhibition at Ca ‘Rezzonico, the Venetian eighteenth century museum. The title of this intriguing exhibition is “Il bello inverso” and the artist is called Flavio Favelli.

Flavio Favelli was born in Florence in 1967, in 1993 he obtained a degree in Oriental History from the University of Bologna and later began his artistic career. His works are famous and have been exhibited in many international institutions of great fame, we can mention a few, including: Art Basel Hong Kong Encounters sector curated by Yuko Hasegawa (2013, S); MAXXI, Rome (2012, S; 2010, G); Museo del Novecento, Milan (S, 2012), MACRO, Rome (G, 2012; 2011, S); RISO Museum of Contemporary Art, Palazzo Grassi, Venice (G, 2008). In 2012 he represented our country at the 11th Biennial of La Habana and twice, both in 2003 and then in 2013, the artist took part in the Venice Art Biennale. Currently the artist lives and works in Savigno (Bologna, I). Flavio Favelli creates works using old furniture or everyday objects, such as chandeliers, frames, bottles of Fanta or Coca Cola, knick-knacks that refer to the bourgeois aesthetic of the family environments in which he grew up, or to the oriental culture deepened during his studies university. His works are collages, sculptures or installations in which these salvaged materials are assembled, giving rise to overlaps of meaning that isolate the object from mere material reality, elevating it to the artistic dimension. This passage does not take place through a distortion of the object itself, but rather through an amplification of its functional characteristics, of its value as an object of use, as an object of decoration, as an icon of a past everyday life, unconsciously co-present with the current one. The strong autobiographical component of these works (which also inspires the rare performances of this artist), serves as a common reading filter for the various lines of investigation that Flavio Favelli carries out in all his works and, through his reflection on memory and development of a poetics of the object hinged on the exotic-daily binomial, he re-joins his personal story to the collective history and political reflection.

Flavio Favelli’s works convey a declared sense of Italianness. In his artistic practice he re-proposes and develops the contradictions that have accompanied the rise of conceptual art (and pop-art) at the international level, bringing these same theories down within the forms and results achieved by the Italian conceptual tradition. The result are works with a hybrid soul, which make it difficult to place this artist on the national scene and at the same time underline the strong personalizing power underlying the language articulated within each individual work.

Jpeg Jpeg Jpeg
Jpeg Jpeg Jpeg

Fifteen unpublished works form the intervention at Ca ’Rezzonico by Flavio Favelli. The inverse beauty, “that is backward, opposite”, explains the artist, tells of “a beauty thought that is my imagination, something that is not easy to expose in a place and in a city that is the Art par excellence “.

The works are distributed between the ground floor and the upper floors. The works on the ground floor can be viewed for free, while to see those on the first and second floors, you must pay for the ticket. On the ground floor, there are three works:

  • Eternity, which represents a red star, located at the exit of the museum’s grand canal.
  • Venetian weather, located more or less in the central part of the entrance hall on the ground floor.
  • Traliccio Tunisi, located almost in the center of the square before the garden.

If you want to see the other works, the ticket also includes a tour of the beautiful museum. The works of the artist Favelli, can be seen starting from the stairway leading to the ballroom. The two works on the sides of the staircase are called “Cart d’Or” and “Ferragosto Decò”. Once we enter the beautiful ballroom, and the first room of the museum itinerary, we find “Ghiacciato Venezia”, located right in front of the entrance. Continue into the Allegory room to find “Silver Plated”.

In the portego of the first floor, we find two works that I liked very much “Military Deco”. The last works on the first floor are in the library room: “Diva Kissess”, “Eau de Toilette”, “Serenissima Star” and “Premium Quality. Go up to the second floor to admire the artist’s latest works in the “Purple riviera” small room and in the “Gold Ghana” green lacquer room.

The work on the first floor, in the Portego room entitled “Military Decò”, is explained in the photos below: you can see the same pattern which was drawn on the warship’s hulls.

Jpeg 362

On the second floor in the “Lacche Verdi” room we find the work called “Gold Ghana”, a sort of obelisk made of mirrors mounted on each side, but which are not like the others, as they have a golden patina, and therefore do not reflects the image as we are used to. Proceeding into the “Parlatorio” room we find perhaps the most exquisite work! It’s called “Purple Riviera” and we find an obelisk decorated with all the Algida ice cream and cake cartons! A rather particular work, but one that catches the attention of adults and children, especially the latter, pausing to say which is their favorite ice cream!

With these two works they end this rather interesting and different exhibition .. An exhibition captures the emotions of many tourists, many find it to be magnificent, some raise their heads to try to understand what it is, but in the end it remains an exhibition that pushes our imagination, and our curiosity in understanding our reality more!

From 9 May to 15 September 2019
Venice, Ca ’Rezzonico – Museum of the Venetian eighteenth century

 

 

Sempre più nuove tecnologie museali

For the english translation, scroll down the page, thank you !

Martedì 21 maggio presso il museo di arte Orientale a Ca’ Pesaro, si è tenuta la presentazione delle introduzioni di nuove tecnologie al servizio del museo. Oggi giorno, quasi tutti i musei fanno a gara per accaparrarsi le ultime novità in campo della tecnologia, nella speranza di attirare più visitatori. Ho intervistato una rappresentante delle Edge Company che era presente per la dimostrazione..

Il Museo d’Arte Orientale di Venezia presenta al suo interno una vasta raccolta d’arte giapponese feudale, specialmente del periodo Edo (1603-1868). Nelle sale dedicate al Giappone (perché chiaramente ci sono anche oggetti provenienti dalla Cina) si  possono ammirare le varie armi e armature da parata appartenute ai signori feudali e ai samurai del Periodo Edo, selle e staffe in lacca da parata, katane, lance, una portantina molto antica per le dame, dipinti su carta e seta, abiti molto graziosi decorati con stupendi ricami. Ci sono due sale dedicate a oggetti in lacca provenienti da corredi di nozze delle figlie di ricchi commercianti e feudatari, realizzati con la tecnica del makie, la lacca dorata impiegando polvere e lamine d’oro. Ci sono dei bellissimi strumenti musicali, pezzi artistici usati per l’esecuzione dei principali generi di musica tradizionale giapponese.

I pezzi appartengono prevalentemente al Periodo Edo (dal nome della capitale, Edo, oggi conosciuta come Tokyo) o  dall’era Tokugawa,  nome che deriva della casata dello shogun, in questo caso, uno dei più noti, che resse le sorti del paese per oltre 250 anni garantendo al paese un periodo di relativa pace, ma che ha sofferto per un isolamento quasi completo; non mancano le opere più antiche, come per esempio una coppia di statue lignee del periodo Kamakura (1185-1392) o lame del periodo Muromachi (1392-1568). La sezione dedicata alla Cina presenta giade e porcellane di diverse manifattura. Nella sezione rivolta all’Indonesia si trovano rari kris, tessuti batik e figure in cuoio del wayang, il teatro delle ombre indonesiano.

IMG_5553 IMG_5554
IMG_5555 IMG_5556

I dispositivi realizzati dalla società The Edge Company  https://www.theedgecompany.net/  start-up innovativa e creatrice del sistema “Maestro”, sono stati concepiti per agevolare la visita a tutti i tipi di utenti museali: anche anziani, bambini, persone con abilità differenti o privi di un bagaglio culturale formato specialmente su una materia non semplice come la conoscenza dell’arte orientale. Un mondo totalmente diverso dal nostro.

La Dott.ssa Dalla Venezia della Edge Company, si è dimostrata molto gentile nel spiegarmi quanto avevano fatto per il museo, queste sono le sue parole: Sono state ideate 3 applicazioni realizzate per il Museo d’arte orientale di Venezia. Tre esperienze tutte riunite in un’unica APP che si può scaricare per vedere il museo in maniera più coinvolgente grazie alla realtà aumentata. Abbiamo realizzato un’applicazione che, con l’uso di un occhiale / visore Hololens, offre al visitatore un’esperienza totalmente coinvolgente, dove delle armature prendono vita e raccontano come sono state costruite, dando anche qualche informazione sulla storia / cultura giapponese. Le serie di armature dei samurai però avranno da discutere un po con un diavoletto birichino che le prende un po in giro (un oni, una specie di demone). La seconda esperienza offre a tutti la possibilità di vedere gli interni di una portantina per dama, che rimane sempre chiusa, chiaramente per motivi conservativi.  Qui c’è una voce che guida il visitatore a rivolgere lo sguardo tra i fini decori tradizionali. La terza esperienza, invece grazie alla realizzazione di una rete di intelligenza artificiale, spiega come sono costruiti e fa sentire come suonano gli strumenti musicali giapponesi, semplicemente puntando su di essi il proprio cellulare. Le esperienze sono state concepite e create per superare le disabilità più comuni, come la sordità, infatti le esperienze sono anche dotate di sottotitoli, e rendono il museo più coinvolgente, e consentono a tutti una migliore comprensione del patrimonio esposto.

HoloLens_2A

Le tecnologie pensate e realizzate dalla Edge Company per la realtà aumentata consentiranno al visitatore di scoprire le armature dei samurai divertendosi, e gli occhiali per la realtà virtuale consentiranno di esplorare l’interno della portantina giapponese. L’intelligenza artificiale, sempre inclusa nell’applicazione riconoscerà alcuni strumenti musicali giapponesi e permetterà loro di ascoltare le melodie.

Direi che è tutto semplicemente fantastico, ma veniamo di scoprire di più le nuove tecnologie menzionate: gli occhiali o visori Microsoft HoloLens sono dei visori per la realtà mista (realtà virtuale e realtà aumentata) che che al suo interno hanno dei componenti che portano alla creazione di ologrammi da sovrapporre agli oggetti reali. Un esempio di realtà aumentata mi viene dal classico videogioco Pokemon Go  e Ingress. Microsoft Hololens è per Microsoft quel che i Google Glass erano per Google: un dispositivo in grado di mediare la realtà che ci circonda, arricchendola di nuovi dettagli, affinché l’utente possa vivere una esperienza aumentata della realtà stessa.

Microsoft HoloLens è un HMD (Head-mounted display) che può essere definito una specie di computer indossabile sulla propria testa, e proprio come uno smart watch è indipendente, in quanto tutte le componenti sono al suo interno e non è necessaria la connessione a PC o smartphone. Nel visore sono inserite due lenti olografiche trasparenti in cui si proiettano le immagini. Su entrambi i lati, vicino alle orecchie, sono presenti dei mini altoparlanti per l’audio in 3D. Il dispositivo genera audio binaurale ed effetti spaziali, significa che, in base al movimento della testa, è possibile percepire la provenienza di un suono. Ne avevo già sentito parlare e l’ho pure visto, o meglio sentito in azione, tempo fa nel museo di Ca’ Rezzonico, dove il visitatore, indossava delle cuffie, e tramite un app, poteva ascoltare una conversazione di donna in 3d che lo invitava a ballare. A occhi chiusi, l’effetto che si prova è stupefacente !!

Per quanto riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale mi è stato detto che è stato applicato il procedimento del Deep Learning, la cui traduzione letterale significa apprendimento profondo, è una branca del Machine Learning (che letteralmente viene tradotto come apprendimento automatico) e indica quella parte dell’Intelligenza Artificiale che fa riferimento agli algoritmi ispirati alla struttura e alle funzioni del cervello chiamate reti neurali artificiali.

man wearing white virtual reality goggles
Photo by bruce mars on Pexels.com

L’uso dell’intelligenza artificiale, e quindi il metodo di Deep Learning, sono stati utilizzati in vari campi, come per esempio nella computer vision, nel riconoscimento automatico della lingua parlata, nell’elaborazione del linguaggio naturale, e nel riconoscimento audio. Con il Deep Learning vengono simulati i processi di apprendimento del cervello umano attraverso sistemi artificiali (le reti neurali artificiali, appunto) per insegnare alle macchine non solo ad apprendere autonomamente ma a farlo in modo più “profondo” come sa fare il nostro cervello.

Insomma, sembra che il museo di arte orientale abbia fatto un saggio investimento, su queste nuove tecnologie informatiche, che sono ancora allo stato sperimentale, ma che offrono molti interessanti spunti su come potrebbero essere usate in campo museale. Lo scopo di queste nuove tecnologie è quello di far imparare divertendosi,  e il museo di arte orientale di Venezia devo dire, è il più affascinante che ci sia !!

New Technologies for the museums !!

On Tuesday, May 21st, at the museum of Oriental art in Ca ’Pesaro, an introduction of new technologies for the museums was held. Today, almost all the museums compete to grab the latest technology gadget, hoping to attract more visitors. I interviewed a representative of the Edge Company who was present for the demonstration.

The Museum of Oriental Art in Venice has a vast collection of feudal Japanese art, especially from the Edo period (1603-1868). In the rooms dedicated to Japan (because there are also objects from China and from other eastern countries) one can admire the various weapons and armors for parade belonged to the feudal lords and samurai of the Edo period; saddles and brackets in parade lacquer, katanas, spears, a very old sedan chair for ladies, paintings on paper and silk, very pretty dresses decorated with beautiful embroideries. There are two rooms dedicated to objects in lacquer from wedding kits of the daughters of rich merchants and feudal lords, made with the “makie” technique, the golden lacquer using dust and gold foils. There are beautiful musical instruments, artistic pieces used for the performance of the main genres of traditional Japanese music.

The pieces belong mainly to the Edo Period (from the name of the capital, Edo, now known as Tokyo) or from the Tokugawa era, the name that derives from the lineage of the shogun, in this case, one of the best known, which held the fate of the country for over 250 years guaranteeing the country a period of relative peace, but which has suffered from almost complete isolation; there is so much to see, such as a pair of wooden statues from the Kamakura period (1185-1392) or blades from the Muromachi period (1392-1568). The section dedicated to China presents jades and porcelains of different manufacture. In the section devoted to Indonesia there are rare kris, batik fabrics and leather figures of the wayang, the Indonesian shadow theater.

IMG_5553 IMG_5554
IMG_5555 IMG_5556

The devices made by the company: The Edge Company https://www.theedgecompany.net/en/  an innovative start-up and creator of the “Maestro” system, were designed to facilitate the visit to all types of museum users: even the elderly, children, people with different abilities or without a baggage cultural especially formed on a subject not as simple as the knowledge of oriental art. A world totally different from ours.

Dr. Dalla Venezia of the Edge Company, was very kind in explaining to me what they had done for the museum, these are her words: 3 applications have been designed for the Oriental Art Museum of Venice. Three experiences all brought together in a single APP that you can download to see the museum in a more engaging way thanks to augmented reality. We have created an application that, with the use of a Hololens glasses / viewer, offers the visitor a totally involving experience, where armor comes to life and tells how they were built, also giving some information on Japanese history / culture. The series of armor of the samurai, however, will have some discussion with a mischievous little devil who takes them around a bit (an oni, a kind of demon). The second experience offers everyone the chance to see the interiors of a sedan chair for checkers, which always remains closed, clearly for conservative reasons. Here is a voice that guides the visitor to look at the fine traditional decorations. The third experience, instead thanks to the creation of an artificial intelligence network, explains how they are built and makes them feel like Japanese musical instruments play, simply by pointing their mobile phone at them. Experiences have been conceived and created to overcome the most common disabilities, such as deafness, in fact the experiences are also equipped with subtitles, and make the museum more engaging, and allow everyone a better understanding of the heritage displayed.

HoloLens_2A

The technologies designed and created by the Edge Company for augmented reality will allow the visitor to discover the armor of the samurai while having fun, and the virtual reality glasses will allow you to explore the inside of the Japanese sedan chair. Artificial intelligence, always included in the application, will recognize some Japanese musical instruments and allow them to listen to melodies.

I would say that everything is simply fantastic, but let’s try to find out more about the new technologies mentioned: the Microsoft HoloLens glasses or viewers are visors for mixed reality (virtual reality and augmented reality) that inside have components that lead to creation of holograms to be superimposed on real objects. An example of augmented reality comes from the classic video game Pokemon Go and Ingress. Microsoft Hololens is for Microsoft what Google Glass was for Google: a device able to mediate the reality that surrounds us, enriching it with new details, so that the user can live an increased experience of reality itself.

Microsoft HoloLens is an HMD (Head-mounted display) that can be defined as a kind of wearable computer on one’s head, and just like a smart watch it is independent, as all the components are inside it and no PC connection is required. or smartphone. In the viewer are inserted two transparent holographic lenses in which the images are projected. On both sides, near the ears, there are mini speakers for 3D sound. The device generates binaural audio and spatial effects, meaning that, based on the movement of the head, it is possible to perceive the origin of a sound. I had already heard about it and I also saw it, or rather heard it in action, some time ago in the museum of Ca ‘Rezzonico, where the visitor, wearing headphones, and through an app, could listen to a conversation of a woman in 3d that the he invited them to dance. With your eyes closed, the effect you feel is amazing !!

As for the use of artificial intelligence, I was told that the Deep Learning process was applied, whose literal translation means deep learning, is a branch of Machine Learning (which is literally translated as machine learning) and indicates that part of Artificial Intelligence that refers to algorithms inspired by the structure and functions of the brain called artificial neural networks.

man wearing white virtual reality goggles
Photo by bruce mars on Pexels.com

The use of artificial intelligence, and therefore the Deep Learning method, has been used in various fields, such as computer vision, automatic recognition of spoken language, processing of natural language, and audio recognition. With the Deep Learning the learning processes of the human brain are simulated through artificial systems (artificial neural networks, in fact) to teach machines not only to learn independently but to do it in a “deeper” way as our brain knows how to do.

In short, it seems that the Oriental art museum has made a wise investment, on these new information technologies, which are still experimental, but which offer many interesting insights on how they could be used in the museum field. The purpose of these new technologies is to make people learn while having fun, and I must say that the Museum of Oriental Art in Venice is the most fascinating there is !!

Intervista CEO Beni Culturali Online

For the english translation, please scroll down the page, thank you !

Poco tempo fa, fui contattato da Luigi De Marchi, CEO di Beni Culturali Online (da non confondere con Beni Culturali) per delle opinioni in merito agli argomenti trattati nella passata edizione dello SMAU tenutasi a Padova, in special modo sulle nuove tecnologie che si adottano in campo museale e l’intelligenza artificiale.

Andando in giro per vari musei, ho visto che si punta molto sulla realtà virtuale, sugli ologrammi, e sulle tecnologie interattive, che attraggono molti turisti, specialmente quelli più giovani. E tuttavia, queste nuove tecnologie, potrebbero essere ormai sorpassate dalle applicazioni che può trovare l’Intelligenza Artificiale.

Luigi De Marchi era interessato al mio progetto di Banca Dati Museale che feci per mio unico uso con l’applicazione Evernote, che era una cosa molto semplice, più che altro basata sull’uso dei tag applicati in maniera specifica per ogni fotografia o articolo che avevo incluso.

Da li era nata un botta e risposta, su questi argomenti in comune che ci interessavano, e ho pensato di proporgli un’intervista:

Me: parlaci un po di te:

Luigi: Mi chiamo Luigi de Marchi e sono il presidente dell’associazione ABCOnlus (Associazione Beni Culturali Onlus) che è nata nel 2002, ed è da sempre molto attiva per la promozione e valorizzazione del Patrimonio Culturale, delle eccellenze e delle tradizioni locali. Questa Start Up ha alla base il concetto originario di unire nelle mappe luoghi di interesse con gli eventi in corso. Attualmente unisce anche componenti di Game e l’implementazione delle nuove tecnologie come il 3D. In breve tempo è diventata internazionale con lo sviluppo e la messa online della versione inglese indipendente da quella nazionale ed identificata anche da un dominio diverso che è culturalheritageonline.com.

Me:  Come funziona ?

Luigi: Gli strumenti messi a disposizione nella piattaforma aiutano a far conoscere agli utenti ciò che di bello li circonda. Attualmente proprio per questo motivo stiamo sviluppando un innovativo motore di ricerca che grazie all’Intelligenza Artificiale possa offrire una risposta mirata e targettizzata all’utente. Essa è rivolta a tutti gli appassionati, artisti, professionisti come fotografi, guide turistiche, ricercatori, ma anche a tutte le attività come Musei, Gallerie d’Arte, Associazioni e Centri Culturali. Tutti quelli che creano cultura con eventi e attività di interesse.

Ognuno può loggarsi, creare un profilo e poi pubblicare delle schede location per far conoscere i luoghi d’interesse e collegare in esse le schede degli eventi per promuoverli e farli conoscere agli altri utenti, il sistema è un fase di evoluzione, ogni giorno vengono implementate e perfezionate delle funzioni. Le ultime novità sono la possibilità di pubblicare i Post e Album di post, che sono contenuti indipendenti dalle Schede dei luoghi e degli eventi. Possono contenere dei testi, immagini e video.

Tutti catalogati e collegati a delle zone geografiche. Una novità è quella di poter collegare al Post o all’Album la scheda di un luogo, quindi sarà possibile per esempio, per un operatore museale, schedare il proprio museo, ma oltre che collegare gli eventi in corso si possono presentare le opere in esso contenute divise per Album tematico o per stanza. Diventerà così una Scheda Tecnica che può servire sia per catalogare le opere che per farle conoscere in ambito turistico. I contenuti possono essere inseriti in doppia lingua ed il contenuto in inglese verrà messo online in una seconda piattaforma studiata ad hoc per il mercato internazionale che si trova all’indirizzo culturalheritageonline.com

Me: Chi sono gli utenti a cui potrebbe interessare ?

Luigi: A chi Semplicemente per trovare idee nuove, luoghi sconosciuti ed eventi d’interesse da poter frequentare anche solo per il prossimo weekend o viaggio di piacere/lavoro. Da qualche giorno l’utente può anche trovare degli itinerari proposti dai Profili PRO che sono strutturati come un Album di Post ma questi sono collegati alle Schede dei Luoghi e riportati in una mappa. Su questa mappa l’utente ha i punti di interesse proposti ed anche il percorso stradale che unisce ogni punto. Una vera e propria guida turistica con informazioni, video ed immagini.

Me: Verso che direzione si svilupperà Beni Culturali Online secondo te?

Luigi: Ogni giorno implementiamo nuove funzioni, migliorando il sistema. Buona parte di quello che guadagniamo viene reinvestito per lo sviluppo. Senza dubbio il prossimo passo è quello di puntare sul motore di ricerca basato sull’intelligenza artificiale, abbiamo iniziato ad istruirlo, presto sarà pronto per fornire i primi risultati all’utenza iscritta e profilata sulla piattaforma. Nel tempo sarà in grado di dare un supporto sempre più utile a chi è alla ricerca di luoghi o eventi di interesse culturale.

Me: wow è tutto molto interessante !!! Per il momento l’intervista si conclude qui, ma più avanti vedremo di discutere meglio sull’uso dell’Intelligenza Artificiale. Grazie mille per questa intervista Luigi !

Wondering about AI in the museums

Not long ago, I was contacted by Luigi De Marchi, CEO of Cultural Heritage Online, (not to be confused with Cultural Heritage) for my opinion about the topics covered in the last edition of the SMAU held in Padua, especially about the new technologies that are adopted in the museum field and the artificial intelligence.

Working in many museums for a long time, I  have noticed that now we are focusing on new technologies such the virtual reality, holograms, and the software which create an interaction, to attract the tourists, especially the younger ones. And yet, these new technologies could be outdated by the applications which use the Artificial Intelligence.

Luigi De Marchi was interested in my Database Museum project, that I create for my only use, using the Evernote application, which was a very simple, mostly based on the use of tags applied specifically for each photo or article that I wanted to include. From there came a very interesting discussion between us, about ideas and ways to promote museums with new technologies, and I thought I’d propose an interview:

Me: tell us a little about yourself:

Luigi: My name is Luigi de Marchi and I am the president of the ABCOnlus association (Associazione Beni Culturali Onlus) which was founded in 2002, and has always been very active in promoting and enhancing cultural heritage, excellence and local traditions. This Start Up has the original concept of combining places of interest with current events in the maps. Currently it also combines Game components and the implementation of new technologies such as 3D. In a short time it became international with the development and the online release of the English version independent of the national version and also identified by a different domain which is culturalheritageonline.com.

Me: How does it work?

Luigi: The tools made available on the platform help to let users know where to find the beautiful masterpieces they are looking for. Currently for this reason we are developing an innovative search engine that thanks to the Artificial Intelligence can offer a targeted response to the user. It is aimed at all enthusiasts, artists, professionals such as photographers, tourist guides, researchers, but also at all activities such as museums, art galleries, associations and cultural centers. All those that create culture with events and activities of interest.

Everyone can log in, create a profile and then publish the location of the places they know, and make them known to other users, the system is a phase of evolution, every day they are implemented new and perfect functions. The latest news are the possibility to publish the Post and Albums, which are independent from the post mentioned above. They can contain texts, images and videos.

They all are cataloged and linked to geographical areas. A novelty is that of being able to connect the info of a place to the Post or to the Album, so it will be possible, for example, for a museum operator, to file his own museum, but in addition to connect their events in progress, you can present the works in it contained, by thematic album or by room. In this way it will become a Technical Data Sheet that can be used both to catalog the works and / or to make them known in the tourism field. The contents can be entered in dual language and the content in English will be put online in a second platform designed ad hoc for the international market located at culturalheritageonline.com

Me: Who are the users you might be interested in?

Luigi: To those who simply are looking for new ideas, unknown places and events of interest to be able to attend, even just for the next weekend or leisure / work trip. From few days ago the user can also find itineraries proposed by PRO Profiles that are structured like a Post Album, but these are linked  and shown on a map. On this map the user has the points of interest proposed, and also the route that connect each point. A real tourist guide with information, videos and images.

Me: To which direction will develop Online Cultural Heritage according to you?

Luigi: Every day we implement new functions, improving the system. Much of what we earn is reinvested in development. Undoubtedly the next step is to focus on the search engine based on artificial intelligence, we have begun to educate it, it will soon be ready to provide the first results to the users registered and profiled on the platform. Over time it will be able to give an increasingly useful support to those looking for places or events of cultural interest.

Me: wow it’s all very interesting !!! For the moment the interview ends here, but soon we will discuss better the use of Artificial Intelligence. Thank you so much for this interview Luigi!

Canaletto approda a Palazzo Ducale !

For the english translation, please scroll down the page, thank you.

DSCN0020

A Palazzo Ducale è stata inaugurata la mostra “Canaletto e Venezia”, che durerà fino al 09 giugno 2019. E’ la mostra dell’anno, un evento che si aspettava ormai da tempo. Ecco che dopo la grande mostra dedicata a Tintoretto, si è riusciti a proporre un’altra mostra di grande livello.

Giovanni Antonio Canal, meglio conosciuto come il Canaletto (Venezia, 17 o 18 ottobre 1697 – Venezia, 19 aprile 1768), è stato un pittore e incisore italiano, noto soprattutto come vedutista, i cui quadri sono famosi, e sopratutto sparsi in tutto il mondo, specie in Inghilterra, alla National Gallery di Londra, questo grazie al consiglio del console Britannico Joseph Smith, che fu un intermediario tra l’artista e i principali collezionisti inglesi.

La mostra da poco inaugurata, rende possibile poter vedere i suoi magnifici capolavori, specie quelli provenienti dai musei stranieri, e oltre a lui, sono presenti anche opere di Luca Carlevarijs, Rosalba Carriera, Giambattista Tiepolo, Pietro Longhi, Francesco Guardi, e Giandomenico Tiepolo, questo per poter offrire al pubblico una visione completa del panorama del 700 a Venezia.

E’ una mostra spettacolare, che invito tutti ad andare a vedere, ma se volete avere una visione più allargata dell’artista e del suo tempo, dopo Palazzo Ducale, dovete anche visitare il bellissimo Museo di Ca’ Rezzonico, museo del 700 veneziano, dove uno dei due quadri di Canaletto, è stato prestato per la mostra. Quindi, se dopo Palazzo Ducale decideste di recarvi a Ca’ Rezzonico, potrete vedere l’altro capolavoro, e tutti gli altri tesori artistici di quell’epoca.

Canaletto twitter

Canaletto at The Doge’s palace in Venice !

DSCN0020

The “Canaletto e Venezia” exhibition was inaugurated at Palazzo Ducale and will last until 09 June 2019. It is the exhibition of the year, an event that has long been expected. Here, after the great exhibition dedicated to Tintoretto, they managed to propose another major exhibition.

Giovanni Antonio Canal, better known as the Canaletto (Venice, 17 or 18 October 1697 – Venice, 19 April 1768), was an Italian painter and engraver, known above all as a vedutist, whose paintings are famous, and above all scattered throughout the world, especially in England, at the National Gallery in London, thanks to the advice of the British consul Joseph Smith, who was an intermediary between the artist and the main English collectors.

The recently inaugurated exhibition makes it possible to see his magnificent masterpieces, especially those from foreign museums, and in addition to him, there are also works by Luca Carlevarijs, Rosalba Carriera, Giambattista Tiepolo, Pietro Longhi, Francesco Guardi, and Giandomenico Tiepolo , this in order to offer the public a complete vision of the 700 panorama in Venice.

It ‘a spectacular show, which I invite everyone to go see, but if you want to have a broader view of the artist and his time, after the Doge’s Palace, you must also visit the beautiful Museum of Ca’ Rezzonico, museum of the Venetian 700, where one of the two paintings by Canaletto, was lent for the exhibition. So, if after the Doge’s Palace you decide to go to Ca ‘Rezzonico, you can see the other masterpiece, and all the other artistic treasures of that time.

Canaletto twitter english

Maree, teatri e labirinti..

For the english translation, please scroll down the page, thank you !

Jpeg

Una nuova mostra è visibile al Museo di Ca’ Pesaro di Venezia, si intitola “GIOVANNI SOCCOL Metamorfosi della realtà in mito”. E’ stata inaugurata il 26 gennaio 2019 e durerà fino  al 22 aprile. La mostra è collocata al secondo piano e conta un numero di 13 opere.

L’artista si chiama Giovanni Soccol , nato a Venezia nel 1938. Inizia a dipingere nei primi anni Cinquanta, cominciando a frequentare l’atelier della pittrice Ilse Bernheimer, poi del pittore veneziano Gennaro Favai. L’influenza delle tecniche, degli insegnamenti, delle conoscenze, di questi artisti, vissuti tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, sarà per il giovane pittore un vero e proprio viaggio per il suo apprendistato, non solo tecnico, ma anche culturale.

Negli anni successivi inizia un lungo rapporto maestro-allievo con Guido Cadorin, che sarà per lui fondamentale per imparare le tecniche del mestiere. Nel 1964 espone nel Padiglione delle Arti Decorative alla XXXII Biennale d’Arte Contemporanea, aggiudicandosi il Premio del Ministero Industria e Commercio. Nel 1967 consegue la laurea con il massimo dei voti.

Durante gli anni Settanta Soccol si dedica, oltre che alla pittura, anche all’architettura di interni ed alla scenografia, sia per il teatro che per il cinema. Nel 1973 è art director del film Don’t look now per la regia di Nicholas Roeg.

Dalla metà degli anni Ottanta, dopo diverse esperienze nel campo della scenografia che lo vedono impegnato in diversi teatri, tra cui nel 1986 la Royal Opera di Stoccolma,  Soccol decide di concentrarsi unicamente nella pittura, in cui egli riversa la totalità delle esperienze fino allora acquisite.

Le tematiche da lui affrontate nel corso della sua carriera artistica, si possono vedere oggi in questa mostra, 13 opere che trattano i seguenti argomenti:

  • Maree
  • Teatri
  • Labirinti d’invenzione
Jpeg Jpeg Jpeg

Poche opere, ma che mi sono piaciute molto, affascinanti i quadri dei teatri, che ricordano gli anfiteatri della Grecia antica, queste gradinate fatta a forma di semicerchio, vuoto, senza spettatori, senza artisti, ma illuminato dalla luce lunare, che a poco a poco, copre lo stage, e sullo sfondo, un meraviglioso cielo stellato.

Labirinti, costruzioni enigmatiche, che ricordano il famoso labirinto del Minotauro. Dove ci si addentra, non solo alla ricerca dell’uscita, ma anche di se stessi. Lo si percorre, un po alla cieca, ma la visione d’insieme, la soluzione, appare solo se lo si guarda dall’alto.

Maree, la luce esterna, forse la luce lunare, illumina le onde, che si infrangono sul bagnasciuga, e un imponente sfondo alle sue spalle ti colpisce. Al suo centro sembra comparire un pianeta, sembra quasi l’immagine della Terra vista dallo spazio, colpita dai raggi del sole. Un’immagine assolutamente stupenda !

Una mostra semplice, piccola, ma affascinante. Sono dei quadri, che ti soffermi a guardare per lunghi minuti, sembra quasi che li il tempo non esista. La visione di questi quadri ti avvolge, ti invitano a guardare oltre, riempiono i tuoi sensi. Non perdetevi questa mostra, è veramente bellissima !!

Copia di GIOVANNI SOCCOL Linkedin

Tides, theaters and labyrinths

Jpeg

A new exhibition is visible at the Museum of Ca ‘Pesaro in Venice, titled “GIOVANNI SOCCOL Metamorphosis of reality in myth”. It was inaugurated on January 26, 2019 and will last until April 22nd. The exhibition is located on the second floor and has a number of 13 works.

The artist is called Giovanni Soccol, born in Venice in 1938. He began painting in the early fifties, beginning to attend the workshop of painter Ilse Bernheimer, then the Venetian painter Gennaro Favai. The influence of the techniques, teachings, knowledge, of these artists, who lived between the end of the nineteenth century and the first half of the twentieth century, will be for the young painter a real journey for his apprenticeship, not only technical, but also cultural.

In the following years he began a long master-student relationship with Guido Cadorin, which will be fundamental for him to learn the techniques of the trade. In 1964 he exhibited in the Pavilion of Decorative Arts at the XXXII Biennial of Contemporary Art, winning the Ministry of Industry and Commerce Award. In 1967 he graduated with honors.

During the seventies Soccol is dedicated not only to painting, but also to interior design and set design, both for theater and cinema. In 1973 he was art director of the film Do not look now directed by Nicholas Roeg.

Since the mid-eighties, after several experiences in the field of scenography that sees him engaged in several theaters, including in 1986 the Royal Opera in Stockholm, Soccol decides to focus solely on painting, in which he pours the totality of the experiences acquired since then .

The themes he dealt with during his artistic career can be seen today in this exhibition, 13 works that deal with the following topics:

  • tides
  • Theaters
  • Invention labyrinths
Jpeg Jpeg Jpeg

A few works, but I liked them very much, fascinating the paintings of the theaters, which recall the amphitheater of ancient Greece, these staircases made in the form of a semicircle, empty, without spectators, without artists, but illuminated by the moonlight, that step by step, covers the stage, and in the background, a wonderful starry sky.

Labyrinths, enigmatic buildings, reminiscent of the famous labyrinth of the Minotaur. Where one enters, not only looking for the exit, but also for oneself. You follow it, a little blindly, but the overall vision, the solution, appears only if you look at it from above.

Tides, the external light, perhaps the moonlight, illuminates the waves, which break on the water’s edge, and an impressive background behind  that really impress you. At its center seems to appear a planet, it seems almost the image of the Earth seen from space, hit by the sun’s rays. An absolutely beautiful image!

A simple, small, but fascinating exhibition. They are paintings, that you stop to look for long minutes, it almost seems that time does not exist. The vision of these paintings envelops you, invite you to look beyond, fill your senses. Do not miss this exhibition, it’s really beautiful !!

Copia di GIOVANNI SOCCOL Linkedin

4444 Acqua e Fuoco

For the english translation, please scroll down the page thank you.

Jpeg

A Ca’ Rezzonico, museo del settecento veneziano, approda una nuova mostra, dal titolo “4444 Acqua e Fuoco”. Una mostra realizzata in collaborazione tra il Consiglio Regionale del Veneto e la Fondazione Musei Civici di Venezia.

Le opere dei due scultori Marco Martalar e Toni Venzo, sono distribuite non solo nella sala del Portego al primo piano di Ca’ Rezzonico e nel l’androne del piano terra, ma anche a Palazzo Ferro Fini. Io vi parlerò delle opere presenti a Ca Rezzonico.

Jpeg Jpeg

Le opere sono disposte a coppie nel salone del portego al primo piano, da una parte ci sono le opere in legno chiaro che rappresentano l’acqua, mentre quelle sull’altro lato, in legno scuro rappresentano il fuoco. A piano terra, invece vengono rappresentate le zattere, che percorso la via d’acqua, arrivano a Venezia, proprio come una volta accadeva con il legno.

Questa mostra al suo interno, coglie diversi messaggi su diversi livelli. In primis, questa mostra è un omaggio alla natura, a quei boschi vittime del disastro naturale di fine ottobre e novembre scorso, più di 100 mila ettari di bosco che sono stati spazzati via dal maltempo. Un messaggio che ci ricorda la nostra fragilità, e di quanto sia importante il legame che unisce l’uomo al suo ambiente.

Le sculture in legno chiaro, presentano delle linee che ricordano le onde del mare, ognuna diversa dall’altra, e ci mostra, come una volta il legno veniva trasportato a valle. In questo caso un viaggio dall’altopiano dei sette comuni e il territorio della valle del brenta, due territori legati fin dai tempi antichi dai 4444 scalini della Calà del Sasso, la gradinata più lunga d’Italia, (che da il nome a questa mostra), un opera architettonica straordinaria, fu’ costruita alla fine del XIVº secolo per poter condurre il legname da Asiago a Valstagna in modo alternativo e non da Gallio e Foza, paesi che pretendevano delle tasse pesanti.

Quando si attraversa la sala del portego, in mezzo alle coppie di opere, si ha l’impressione di camminare in un viale alberato, che fanno pensare ai due elementi opposti: Ying e Yang

699px-yin_yang.svg

Luce e oscurità, bianco e nero, acqua e fuoco. anche se a dirla tutta, sono presenti tutti gli elementi della natura in queste opere: legno, acqua, fuoco, aria. E’ una mostra molto suggestiva, io sono rimasto particolarmente impressionato dalla bravura che lo scultore ha usato nel scolpire le opere col legno bruciato. E’ una tecnica non facile, e che non avevo mai visto prima.

Ca’ Rezzonico non smette mai di stupirti, quando pensi di aver visto tutto, ecco che ti propone qualcosa di nuovo ! Invito tutti a venire a vedere questa mostra, vi offrirà una visione, e una prospettiva un po diversa ! Vi aspettiamo !!

4444  Water and fire at Ca’ Rezzonico Museum !

Jpeg

At Ca ‘Rezzonico, a museum of the eighteenth century in Venice, a new exhibition has arrived, entitled “4444 Water and Fire”. An exhibition created in collaboration between the Veneto Regional Council and the Venice Civic Museums Foundation.

The works of the two sculptors Marco Martalar and Toni Venzo are distributed not only in the Portego room on the first floor of Ca ‘Rezzonico and in the entrance hall on the ground floor, but also in Palazzo Ferro Fini. I will speak to you about the works in Ca Rezzonico.

Jpeg Jpeg

The works are arranged in pairs in the salon of the portego on the first floor, on one side there are the light wood works which represent the water, while those on the other side, in dark wood represent the fire. On the ground floor, instead, are represented the rafts, which along the waterway, arrive in Venice, just as once happened with wood.

This exhibition inside, captures different messages on different levels. First of all, this exhibition is a tribute to nature, to those woods, fallen victims of the natural disaster of late October and November, more than 100 thousand hectares of forest that have been swept away by the bad weather. A message that reminds us of our fragility, and how important is the bond that unites man with the environment.

The sculptures in light wood, have lines that recall the waves of the sea, each one different from the other, and shows us, as once the wood was transported downstream. In this case, a trip from the plateau of the seven municipalities and the territory of the Brenta valley, two territories linked since ancient times by the 4444 steps of the Calà del Sasso, the longest steps in Italy, (which gives the name to this exhibition ), an extraordinary architectural work, which was built at the end of the 14th century to bring down the trees from Asiago to Valstagna in an alternative way, and not from Gallio and Foza,  because those countries demanded heavy taxes at that time.

When you cross the portego hall, between the pairs of works, you have the feeling of walking in a tree-lined avenue, which suggests the two opposite elements: Ying and Yang

699px-yin_yang.svg


Light and darkness, black and white, water and fire. even if to me, there are all the elements of nature in these works: wood, water, fire, air. It ‘a very incredible exhibition, I was particularly impressed by the skill that the artist used in sculpting the works with burnt wood. It is not an easy technique, and I had never seen it before.

Ca ‘Rezzonico never ceases to amaze you, when you think you have seen everything, here it offers you something new! I invite everyone to come and see this exhibition, it will offer you a vision, and a somewhat different perspective! We are waiting for you !!

Ermitage a Mestre !

For the english translation, please scroll down the page, thank you!

Ermitage_South_facade_Saint_Petersburg 1

Di recente sono stato al Centro Culturale Candiani di Mestre per vedere la nuova mostra intitolata “VENEZIA E SAN PIETROBURGO. Artisti, principi e mercanti”, una mostra, che come si capisce dal titolo è stata realizzata in collaborazione tra la Fondazione Civici Musei di Venezia e il Museo Ermitage di San Pietroburgo in Russia.

E’ una mostra unica e irripetibile, e quindi, come perdere questa occasione, di vedere dei capolavori mai visti prima !  La mostra ci offre dei dipinti che spaziano dal Cinquecento al settecento, veri capolavori con nomi molto noti come Luca Carlevarijs, Canaletto, Bernardo Bellotto, Pietro Longhi, Gianbattista Tiepolo, Sebastiano Ricci. Alcuni quadri poi me li ritrovo, in quanto sono di provenienza del bellissimo museo di Ca’ Rezzonico di Venezia.

Molti sono i quadri che mi colpiscono, come ad esempio “Venere e Marte” di Paris Bordon, o il ritratto di “Alvise Garzoni” di Pietro Della Vecchia, o “Baccanale” di Sebastiano Ricci, ma sono sincero nel dire che mi hanno molto appassionato i disegni / progetti di Giacomo Quarenghi , un architetto e pittore della provincia di Bergamo che nel 1779, fu accolto a corte di Caterina II di Russia, che essendo un’appassionata dello stile neoclassico, sognava di ricreare una seconda Roma. Fu così che divenne il suo architetto ufficiale, e molte furono le sue opere, tra cui : la costruzione del teatro Bol’soj, della banca di stato di San Pietroburgo, la casa di campagna del principe Kovrokin, l’Accademia Russa delle Scienze, l’Istituto Smolny per le fanciulle nobili e tanti altri.

Tra le tante opere presenti nella mostra,  troviamo alcuni disegni di Pietro Antonio Novelli, illustratore di libri, che era un vero artista nel disegnare, si dice infatti che egli si trovava più a suo agio con la penna che con i pennelli, e non c’è che dire, i suoi disegni sono bellissimi, ad esempio quello che raffigura “Santa Brigida” oppure “l’allegoria di Venezia, patrona delle arti e delle scienze”, oppure ancora, “Venezia che riceve l’omaggio dell’astronomia”.

E’ una mostra molto interessante, che mi ha proprio soddisfatto, e ad essere sincero, quasi quasi sono tentato di andare a vedere per una seconda volta. Questa mostra è una vera opportunità, quando mai si ripeterà l’occasione di vedere i capolavori dell’Ermitage ? Il Centro Culturale Candiani assieme al M9, stanno diventando sempre più luoghi di approfondimento culturale, diventando un’alternativa alla bellissima città di Venezia.

VENEZIA E SAN PIETROBURGO. Artisti, principi e mercanti twitter

New exhibition at Candiani Cultural Centre in Mestre !

Ermitage_South_facade_Saint_Petersburg 1

Recently I was at the Candiani Cultural Center in Mestre to see the new exhibition entitled “VENICE AND SAINT PETERSBURG Artists, princes and merchants”, an exhibition, which as we understand from the title was made in collaboration between the Civic Museums Foundation of Venice and the Hermitage Museum of St. Petersburg in Russia.

It ‘a unique and unrepeatable exhibition, how may I lose this opportunity, to see masterpieces I never seen before! The exhibition offers us paintings ranging from the sixteenth to the eighteenth century, real masterpieces with well-known names such as Luca Carlevarijs, Canaletto, Bernardo Bellotto, Pietro Longhi, Gianbattista Tiepolo, Sebastiano Ricci. Some paintings I have already seen, since they come from the beautiful Ca ‘Rezzonico museum in Venice.

There are many paintings that impressed me much, such as “Venus and Mars” by Paris Bordon, or the portrait of “Alvise Garzoni” by Pietro Della Vecchia, or “Baccanale” by Sebastiano Ricci, but I am sincere in saying I really was in love with the drawings / projects by Giacomo Quarenghi, an architect and painter from the province of Bergamo who in 1779 was welcomed to the court of Catherine II of Russia, who, being so fond of the neoclassical style, dreamed of recreating a second Rome. That was how he became his official architect, many were his works, including: the construction of the Bolshoi theater, the state bank of St. Petersburg, the country house of Prince Kovrokin, the Russian Academy of Sciences, the Smolny Institute for noble girls and many others.

Among the many works in the exhibition, we find some drawings by Pietro Antonio Novelli, illustrator of books, who was really good in drawing, in fact, it is said that he was more at ease with the pen than with brushes, and really,  his drawings are beautiful, such as the one that depicts “Santa Brigida” or “the allegory of Venice, patron of arts and sciences”, or even, “Venice receiving the homage of astronomy” .

It’s a very interesting show, which has really satisfied me, and to be honest, I’m almost  tempted to go and see for a second time. This exhibition is a real opportunity, when will have again the opportunity to see the Hermitage masterpieces? The Cultural Center Candiani together with the M9 Museum, are becoming more and more places of cultural deepening, becoming an alternative to the beautiful city of Venice.

VENEZIA E SAN PIETROBURGO. Artisti, principi e mercanti twitter