Gino Rossi a Cà Pesaro

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Mostra Gino rossi
Visita Cà Pesaro per documentarmi sulla mostra di Gino Rossi

A Cà Pesaro, al secondo piano, c’è una nuova mostra, dedicata ad un grande pittore Veneziano: Gino Rossi. Un’artista, che con le sue opere ha promosso la figura di questo museo, uno all’avanguardia di quei tempi, e ideatore di un nuovo genere di pittura che abbandonava le forme graziose, e ritraeva personaggi umili, gli ultimi, i reietti, e stupendi paesaggi della laguna veneta.

Gino Rossi nasce il 6 giugno del 1884 a Venezia, a San Samuele, i suoi studi avvengono tra il collegio degli Scolopi a Badia Fiesolana, e al Ginnaio Foscarini di Venezia. E’ nel 1907, che insieme al suo amico Arturo Martini, parte alla volta di Parigi, dove rimane affascinato dalla pittura di Gauguin, Van Gogh e Fauves. Oltre al suo soggiorno a Parigi, la sua permanenza in Bretagna concorre a maturare la sua concezione artistica.

Torna in Italia intorno al 1910 con alcune opere, tra cui la famosa “La fanciulla del fiore”. A Venezia conosce il giovane neo direttore di Cà Pesaro Nino Barbantini, dove comincia ad esporre alcune sue opere e a conoscere altri pittori che diventeranno suoi grandi amici: Pio Semeghini, Umberto Moggioli, Tullio Garbari, Diego Valeri e molti altri.

Purtroppo, nel 1916, Gino Rossi è chiamato alle armi, viene fatto prigioniero, e il periodo di prigionia che sconterà, lo cambierà profondamente, sin da sconvolgerlo talmente che verrà ricoverato al manicomio di Sant’Artemio di Treviso, fino alla sua morte nel 1947.

Tra le opere presenti nella mostra, risulta molto importante quello di “Marina – Dourarnenez” del 1910.  L’opera rappresenta un paesaggio, realizzato durante la sua permanenza nella regione francese della Bretagna, ed è fortemente influenzato  dalle tecniche pittoriche di Gauguin, e del gruppo di Pont-Aven; è questo dipinto che lo renderà uno dei pochi pittori italiani veramente aggiornato sul campo artistico europeo.

Un’altra interessante opera è “Testa di pescatore”, opera olio su tavola, realizzata tra il 1912-1913. Quello che colpisce dell’immagine di questo pescatore sono i suoi tratti facciali, così duri e malinconici, che testimoniano la dura lotta degli umili, degli ultimi per la sopravvivenza. Come pure un’altra opera, intitolata “Il bruto” realizzata nel 1913 su cartone ma applicata su una tela, che rappresenta sempre dei pescatori di Burano, isola dove lui ha vissuto per qualche tempo.  Guardando l’opera non si può che rimanere colpiti dalle rughe presenti sul volto scavato, segnato dal tempo e dalle fatiche, gli occhi sfuggenti, che hanno visto troppe sofferenze..

La mostra, è presente al secondo piano, e conta all’incirca una trentina di opere. Consiglio a tutti quanti, di andare a vederla, perché è molto interessante ! Confesso che mi hanno colpito molto i ritratti, ben curati nei dettagli, così impressionanti, così veri !

Ca’ Pesaro

Galleria Internazionale d’Arte Moderna

23 febbraio – 20 maggio 2018

Gino Rossi at Cà Pesaro Museum !

Gino rossi exibition
my visit to Cà Pesaro Museum, to study the new exibition !

At Cà Pesaro, on the second floor, there is a new exhibition, dedicated to a great Venetian painter: Gino Rossi. An artist, who with his works has promoted this museum, one, who was really at the forefront of those times, and he was the one who created a new kind of painting that abandoned the graceful forms, and portrayed humble characters, the last, the outcasts , and wonderful landscapes of the Venetian lagoon.

Gino Rossi was born on 6 June 1884 in Venice, in San Samuele, his studies took place between the college of the Scolopi at Badia Fiesolana, and at the Ginazzo Foscarini in Venice. In 1907, together with his friend Arturo Martini, he left for Paris, where he was fascinated by the painting of Gauguin, Van Gogh and Fauves. In addition to his staying in Paris, his staying in Brittany contributes to mature his artistic conception.

He returned in Italy around 1910 with some works, including the famous “The girl of the flower”. In Venice, he met the young new director of Cà Pesaro, Nino Barbantini; right there he began to exhibit some of his works and to meet other painters who will become his greatest friends: Pio Semeghini, Umberto Moggioli, Tullio Garbari, Diego Valeri and many others.

Unfortunately, in 1916, Gino Rossi is called to arms, he is taken prisoner, and the period of imprisonment  will change him so deeply, so much that he will be hospitalized to the asylum of Sant’Artemio di Treviso, until his death in 1947.

Among the works featured in this exhibition, there is one very important: “Marina – Dourarnenez” realized around 1910 . The work represents a landscape, realized during his stay in the French region of Brittany, and is strongly influenced by the painting techniques of Gauguin, and the Pont-Aven group; this is the painting which will make him one of the few Italian artists truly updated on the European artistic field of that time.

Another interesting work is “The fisherman’s head”, an oil on board work, realized between 1912-1913. What strikes of this image of this fisherman is his facial features, so hard and melancholy, that witness the hard struggle of the humble, the hard fighting for survival. And then, there is another important work, entitled “The brute” made in 1913 on cardboard but applied on a canvas, which represents again,  the fishermen of Burano, an island where he lived for some time. Looking at the work you can not help but be struck by the wrinkles on the face dug, marked by time and toils, the eyes so elusive, like, they have seen too much suffering.

The exhibition is on the second floor and has about thirty works. I advise everyone, to go and see it, because it’s very interesting! I confess that I was very impressed by the portraits, so detailed, so impressive, so true!

 

Ca ‘Pesaro

International Gallery of Modern Art

23 February – 20 May 2018

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