Velme a Cà Rezzonico

carezzonico VELME

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Tra pochi giorni si inaugurerà una nuova mostra a Cà Rezzonico, e il sottoscritto vi scrive per parlarvene, e a consigliarvi di venire a vederla ! La mostra che si aprirà il 13 maggio e si concluderà il 26 Novembre, si intitola “Velme” ed è stata creata dall’artista Marzia Migliora in collaborazione con la Fondazione Merz.

Il termine “Velme” sta a significare quel pezzo del fondale lagunare, che non è visibile se non in caso di bassa marea. Ecco che l’artista vuole rendere noto al pubblico alcuni dettagli che possono essere sfuggiti, senza un’attenta visione delle cose. In questo caso, l’artista vuole mettere in evidenza tramite le sue opere, lo sfruttamento delle risorse, quali che siano risorse naturali, o di forza lavoro, o del trattamento delle persone.

Molte sono state le sue ispirazioni, tra le quali, il motto della famiglia Rezzonico, che è scritto in latino sul loro stemma, che appare sia a piano terra, sopra la vasca dei pesci e delle tartarughe, e al primo piano, nella sala da ballo. La frase è:

“Si Deus pro nobis, quis contra nos”

che tradotto, significa: “Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?”  Nel caso della famiglia Rezzonico, il motto stava a significare, che il loro potere, la loro ricchezza, aveva l’approvazione di Dio, altrimenti, non li avrebbero avuti, quindi, il motto era un avvertimento, per chi si metteva contro di loro, perché quello voleva dire anche di mettersi contro Dio. L’artista invece, ha preso ispirazione da quella frase, e l’ha divisa in due: ovvero ha preso la seconda parte e l’ha piazzata in alcuni specchi, come nella sala degli Arazzi al primo piano. La prima parte della frase, è sempre stata usata da grandi personaggi della storia, per giustificare i più grandi errori storici mai commessi, come ad esempio le crociate, o il Nazismo, ect. Si è sempre usata questa frase, per rendere accettabili al mondo intero le stragi compiute, per i loro fini. Ecco che la seconda parte della frase, compare negli specchi, perché chi si specchia, è colui che è contro, e cioè loro stessi.

Un’altra ispirazione che l’artista ha avuto, l’ha colta dall’affresco del Tiepolo presente al secondo piano, nella sala di Villa Zianigo, dall’opera intitolata “Il mondo Nuovo”, questo è pure il titolo dell’opera dell’artista. Troviamo nella sala da ballo, troviamo alcune sculture di Andrea Brustolon, che ritraggono alcuni schiavi etiopi in catene, che porgono le spalle, e hanno davanti a se, ognuno, un’asta metrica di quelle che si usano nelle documentazioni fotografiche per i reperti archeologici. Esse rappresentano la distanza temporale, dei passi, dei movimenti in avanti, che hanno consentito loro di cambiare il loro stato da schiavi a quello di persone. Quest’opera è chiamata “Mondo Novo” proprio per il semplice fatto,che le sculture, mostrano le spalle, come le figure dipinte nell’affresco del Tiepolo del secondo piano (ad eccezione di due figure, che rappresentano padre e figlio creatori dell’affresco).

Restando sempre al primo piano, troviamo nel portego, un’altra opera dell’artista,che è stata chiamata “La fabbrica illuminata”. Praticamente ci sono 5 postazioni di lavoro, 5 banconi da orafo, e i rispettivi blocchi di salgemma posizionati sopra.  Essi rappresentano, anche in questo caso lo sfruttamento, ovvero lo sfruttamento della forza lavoro e delle risorse naturali (il sale considerato oro bianco) per il raggiungimento egoistico dell’accumulo di ricchezze.  L’opera è stata pensata sul ricordo degli operai della Italsider di Genova-Cornigliano, un’azienda caduta nel fallimento, e dalle registrazioni che Luigi IX, aveva realizzato, dove si sentivano i rumori delle macchine e degli operari.

Si lascia il primo piano se si sale al secondo. Qui ci sono due opere posizionate nella sala del Longhi e nel bodoir. Nella sala del Longhi, troviamo al centro, sopra il tavolo un calco di corno di rinoceronte, realizzato in bronzo con bagno galvanico in oro 24 carati. L’opera si chiama “Remains” e ha un collegamento proprio di fronte a se, nel quadro del Longhi dove viene rapprsentato il rinoceronte senza il corno,che è brandito da un uomo,come un trofeo. Anche qui, l’artista denuncia uno sfruttamento, che riguarda il mondo animale. Infatti, verso la fine del 800 e il primo 900, andava di moda, il safari in Africa, dove un numero indescrivibile di animali sono stati uccisi, o per divertimento, o per il loro valore, come il corno di rinoceronte, o le zanne di avorio degli elefanti. Un approfondimento, lo si può trovare nella sala del Conte Giuseppe dei Reali, nel museo di storia naturale, dove viene illustrato, come questo personaggio, abbia ucciso così tanti animali, e abbia arredato il suo studio, con i resti delle sue prede.

L’ultima opera, è stata posizionata nel bodoir, e si intitola “Taci, anzi parla” ed è una riproduzione di una maschera da donna, che si usava all’epoca,che si chiamava “moretta” e che si può vedere raffigurata nel quadro sopra menzionato “Il rinoceronte” del Longhi, e nel quadro del “Ridotto” di Francesco Guardi, nella sala del Parlatorio. La maschera in questione “la moretta” per l’appunto, era particolare, perché era priva di legacci o di nastro, per cui, per farla aderire al viso, c’era sul retro della maschera, una specie di “morso” con cui si stringeva con i denti. In questo modo, la dama non poteva parlare.  Come facevano a comunicare, penserete voi ? Ebbene, esisteva un modo di comunicare con le altre persone grazie al ventaglio che esse portavano con se. A seconda di come lo aprivano, voleva dire qualcosa:

La lingua del ventaglio

 

In sintesi, Velme è una mostra molto bella, e piena di significato, se la vedrete tenendo in mente quanto vi ho descritto finora, sono sicuro che piacerà molto anche a voi. Venite ordunque a vedere questo bellissimo museo e la mostra, non ve ne pentirete !

Dal 13 maggio al 26 novembre 2017

Orario 10 – 18 Ultimo ingresso ore 17 chiuso il martedì

http://carezzonico.visitmuve.it/

 

Velme at Cà Rezzonico

carezzonico VELME

In a few days a new show will be inaugurated at Cà Rezzonico, and I am here to advise you to come and see it! The exhibition, which will open on 13 May and end on November 26, is titled “Velme” and was created by the artist Marzia Migliora in collaboration with the Merz Foundation.

The term “Velme” means that piece of the lagoon seabed, is not visible except when the tide is low. Here’s what the artist wants to make known to the public are some details that can be missed, without a careful view of things. In this case, the artist wants to highlight through his works, the exploitation of resources, such as natural resources, or workforce, or treatment of people or of the animals.

Many of her inspirations comes from the motto of the Rezzonico family, which is written in Latin on their coat of arms, and it appears on the ground floor, above the fish tank and turtles, and on the first floor in the ball room. The phrase is:

“Si Deus pro nobis, quis contra nos”

which translated, means: “If God is with us, who will be against us?” In the case of the Rezzonico family, the motto meant  that their power, their wealth, had God’s approval, otherwise they would not have them, so the motto was a warning for those who opposed them, because that also meant to put themself against God. The artist, however, took inspiration from that sentence, and divided it into two parts:  she took the second part and put it in some mirrors, like in the Tapestries room, on the first floor. The first part of the sentence has always been used by great characters in history to justify the greatest historical mistakes ever made, such as Crusades, or Nazism, ect. This phrase has always been used to make the massacres taken for the sake of the whole world acceptable. Here you can see the second part of the phrase in the mirror beside our own image reflected. That make you think,who is the real enemy…

Another inspiration that the artist has had was taken from the fresco of Tiepolo on the second floor, in the room of Villa Zianigo, from the work titled “The New World”. This is also the title that the artist gave to her works we find in the ballroom. There we find some sculptures by Andrea Brustolon, depicting some Ethiopian slaves in chains, who shows their backs on us, and have each, a metric auction, the ones  used in photographic documentation for archaeological finds . They represent the temporal distance, the steps, the forward movements, which have allowed them to change from their state  of slaves to that of free people. This work is called “Mondo Novo” just for the simple fact that the sculptures show their backs, like the figures painted in the fresco of Tiepolo of the second floor (with the exception of two figures, representing father and son creators of the ” fresco).

Always on the first floor, we find ourselves in the portego, another work by the artist, which has been called “The Illuminated Factory”. Virtually there are 5 workstations, 5 goldsmiths, and their respective salgem blocks positioned above. They represent, in this case, the exploitation; that is, the exploitation of the workforce and of the natural resources (the salt considered white gold) for the selfish achievement of the accumulation of wealth. The work was conceived on the remembrance of the Workers of Italsider of Genoa-Cornigliano, a fallen company, and of the recordings that Louis IX had accomplished, where the noise of machines and operatives was heard.

Leaving the first floor,  you climb to the second. Here there are two works placed in the Longhi Hall and in the bodoir. In the Longhi Hall, we find in the center, on the table a rhinoceros horn, made of bronze with 24-carat gold galvanic bath. The work is called “Remains” and has a direct connection to the Longhi painting where the rhinocero  it’s without the horn, held, by a man, like a trophy. Even here, the artist denounces exploitation, which concerns the animal world. In fact, towards the end of 800 and the first 900, the safari in Africa, where an indescribable number of animals were killed, either for fun or for their value, such as the horn of rhinoceros, which may be cost in the black market more or less 1.000.000 $, or the tusks Of ivory of elephants. An in-depth look can be found in the room of Count Giuseppe dei Reali, in the museum of natural history, where it’s illustrated how this character killed so many animals and furnished his studio with the remains of his prey.

The last work, placed in the bodoir, is titled “Be silent, in fact speaks” and is a reproduction of a woman’s mask, which was used at the time, called “moretta” and can be seen depicted in the above-mentioned painting “The Rhinoceros” of Longhi, and in the framework of the “Reduced” by Francesco Guardi, in the Hall of the Parlatorio. The mask in question “the moretta” for the sake of it, was particular, because it was free of ties or ribbons, so that, to make it adhere to the face, there was on the back of the mask, a kind of “bite” with which she clenched her teeth. In this way, the lady could not speak. How did they communicate, will you think? Well, there was a way of communicating with other people thanks to the fan they carried with them. Depending on how they opened it, they wanted to say something. For instance:

  • To hold the fan with the right hand in front of the face. Follow me.
  • To hold it in the left ear. I want you to leave me alone.
  • To open the hand fan with the left hand. Come and talk to me.

In short Velme is a very beautiful show, and full of meaning, if you will see it, keeping in mind what I have described you so far, I’m sure you will love it very much. Come and see this beautiful museum and exhibition, you will not regret it!

From May 13 to November 26, 2017

Timetable 10 – 18 The last entry at 17 am closed on Tuesday

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Collezione Storp a Mocenigo

Jpeg

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L’ultima mostra che sono andato a vedere a Palazzo Mocenigo, è stata inaugurata pochi giorni fa, e si intitola “Cabinet of Curiosity”. Il titolo della mostra si riferisce alle “Wunderkammer”, le cosiddette stanze delle meraviglie, ovvero stanze dove i collezionisti mettevano i loro oggetti più strani e rari allo scopo di impressionare i loro ospiti. In questo modo sono nati i primi musei, infatti questa nozione delle Wunderkammer si possono approfondire meglio, in una delle tante sale del Museo di Storia Naturale. Proprio li viene spiegato tale riferimento e la storia dei primi musei di Venezia.

Dopo questa breve spiegazione, si sale al primo piano dove sono esposti i stupendi manufatti della collezione Storp. La famiglia Storp fin dal 1921 è sempre stata alla ricerca di rare e singolare boccette di profumo, e oggi, tale collezione vanta un numero di circa 300 manufatti, vecchie anche di 6000 anni. Stupefacente !

Non è la prima volta che a Palazzo Mocenigo sono ospitate questi splendidi capolavori,  c’è già stata una mostra simile tempo fa. Palazzo Mocenigo è la scelta più logica e appropriata per queste mostre, visto che oltre ad essere museo del tessuto ospita alcune sale dedicate al profumo.

La mostra è stata suddivisa in alcune tematiche e sezioni:

Naturalia – Artificialia – Mirabilia

  • Inexplicable Phenomena – Fenomeni inspiegabili
  • Belief and high power – Fede e misticismo
  • Precious Milestones from strange worlds – Preziose pietre miliari da strani mondi
  • Flowers and fruits – Fiori e frutti
  • Exploration and human genius – Esplorazione e genio umano.

 

  • Love and sex – Amore e sesso
  • Shellfish and Animals – Molluschi e animali

 

Ovviamente tutti i pezzi sono stati organizzati secondo queste tematiche. Sono rimasto molto colpito dalla bellezza e dalla particolarità di alcuni flaconi, mai avrei pensato di vedere simili esemplari !

C’è da rimanere veramente sorpresi nel vedere flaconi fatti a forma di mini orso di peluche, o della bambola Barbie, o della matrioska, di una piccola tanica di benzina, persino di un lampione della luce ? Fantastico !

C’erano alcuni flaconi fatti a forma di orologio da taschino, ed erano tutti belli ! Un’esemplare l’ho riconosciuto, perché era presente nella precedente mostra Storp, ed è la boccetta fatta a forma di pistola del 1800, tipo come le derringer che si tenevano in borsetta una volta.

Un’altro esemplare di flaconcino che mi è piaciuto molto, aveva la forma di una nave, ed era posizionata su una carta nautica, che mi ha fatto pensare ai grandi viaggi di esplorazione, e all’epoca dei viaggi con i grandi transatlantici.

La sezione degli animali è stupenda, con tanti flaconcini a forma di gatti, un topino dagli occhi rossi, una tartaruga, un gufo, di un pavone, della testa di un coccodrillo !

Insomma una mostra bellissima ! Gli esemplari sono tantissimi e non mi riesce di elencarli tutti, ma credetemi è veramente molto bella !

Io lo dico sempre, Palazzo Mocenigo ti stupisce sempre ! Se pensi di aver visto tutto, ecco che ti ritrovi sempre qualcosa di nuovo e lo vai a rivedere ! Consiglio a tutti quanti di andare a vedere la mostra, non ve ne pentirete !!

English translation

 

Jpeg

The last exhibition that I went to see, was  at Palazzo Mocenigo, which was inaugurated a few days ago, and it’s called “Cabinet of Curiosity”. The title of this exhibition refers to the “Wunderkammer”, the so-called wondrous rooms, ie rooms where collectors put their most strange and rare items in order to impress their guests. In this way the first museums were born, in fact this notion of Wunderkammer can be better explored in one of the many halls of the Museum of Natural History Of Venice. The reference and the story of the first museums are explained there.

After this brief explanation, you will climb to the first floor where the magnificent artifacts of the Storp collection are exposed. The Storp family since 1921 has always been looking for rare and unique fragrance flasks, and today, this collection boasts a number of about 300 artefacts, even 6,000 years old. Amazing!

This is not the first time that these beautiful masterpieces are at Palazzo Mocenigo, I rememeber a similar exibition few years back. I would say that this museum is the most logical and appropriate choice for these exhibitions, since, besides being a museum of the costumes there are also some rooms dedicated to the parfumes.

The exhibition was divided into several themes and sections:

Naturalia – Artificialia – Mirabilia

  • Unexplained phenomena
  • Belief and high power
  • Precious Milestones from Strange Worlds
  • Flowers and fruits
  • Exploration and human genius

 

  • Love and sex
  • Shellfish and Animals

Of course all the pieces have been organized according to these themes. I was very impressed by the beauty and the peculiarity of some bottles, I would never have thought of seeing such specimens!

I was really surprised, ‘cause the parfumes’s bottles have many forms. in fact, I have seen some have a teddy bear form, or like  a Barbie doll, or the matrioska, or of a small gas tank, even a light bulb? Fantastic !

There were some bottles shaped like a pocket watch, and they were all beautiful! A particular exemplar I recognized it because it was also present in the previous Storp exhibition, and it is the 1800-gun , like the derringers that were held in a purse once.

Another example of a bottle I liked was of the shape of a ship, and it was placed on a nautical chart that made me think of great exploration trips, and at the time of traveling  sea with the big transatlantic.

The animal section is gorgeous, with lots of cats-like vials, a red-eyed rat, a turtle, an owl, a peacock, a crocodile’s head! Wow !

In short, it’s really a beautiful show! The specimens are so many and I cannot list them all, but believe me is really very beautiful!

I always say, Palazzo Mocenigo always amazes you! If you think you’ve seen everything, there’s always something new and you’re going to see it again! I would advise everyone to go to see the show, you will not regret it !!