Attorno a Tiziano

Jpeg

Da pochi giorni hanno inaugurato la mostra “Attorno a Tiziano – L’annuncio e la luce verso il contemporaneo” al Centro Culturale Candiani di Mestre, e il sottoscritto è andato a vederla per raccontarvi com’è.

Il tema della mostra è l’Annunciazione, ovvero : l’annuncio del concepimento e della nascita di Gesù che viene fatto a sua madre Maria (per il Vangelo secondo Luca) e a suo padre Giuseppe (per il Vangelo secondo Matteo) dall’arcangelo Gabriele.

“Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.

Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.

Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi.
Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.”

Tale evento, ci viene presentato tramite le opere di alcuni artisti, tra i quali : Tiziano Vecellio, Luigi Fontana, Benvenuto Tisi da Garofalo, detto il Garofalo, Antonio Canova, e altri.

Andando in verso cronologico dovrei prima parlarvi di Garofalo e Tiziano e poi di Canova e Fontana. I primi due hanno vissuto tra il 1400 e il 1500, un periodo meglio noto come Rinascimento: un periodo che si pone tra il Medioevo e l’età moderna. Esso viene concepito dalla maggior parte degli uomini come un’età di cambiamento, che ha introdotto un nuovo modo di concepire il mondo e se stessi, sviluppando le idee dell’umanesimo.

In quel periodo ci sono stati grandi avvenimenti, tra i tanti e i più importanti citiamo: 1455 l’introduzione della stampa ad opera del tedesco Johaness Gutember, la riforma protestante di Martin Lutero, ect. Grazie alla prima scoperta, molti si avvicinarono alla cultura, mentre per il secondo avvenimento, esso produse brillanti e vivaci discussioni anche tra la gente comune.

Benvenuto Tisi era detto il Garofalo, derivava dal nome del paese in cui forse nacque, o forse perché, lui stesso occasionalmente firmava i suoi quadri con un piccolo disegno di un garofano. Visse tra il 1481 e il 1559. L’annunciazione da egli realizzato, fu quasi certamente, una pala d’altare, collocata a Mantova, presso le monache di San Cristoforo e dipinta tra il 1505 e il 1510. Gli elementi ci sono tutti, l’arcangelo Gabriele che porge in dono un giglio bianco, simbolo di purezza, Maria, madre di Gesù e la colomba bianca. Qui l’arcangelo è in piedi dinanzi a lei, mentre in altri quadri, proprio come quello di Tiziano Vecellio, è in volo o in fase di atterraggio.

Tiziano Vecellio è vissuto tra il 1488 e il 1576, molte sono state le sue opere. Per il sottoscritto, Tiziano è un ricordo molto caro, infatti ho cominciato a lavorare come operatore museale, proprio in occasione della grande mostra dedicata all’artista tenutasi a Palazzo Ducale nel 1990 ! E fu proprio li che ho ammirato per la prima volta il suo capolavoro “l’annunciazione”. Il dipinto ci presenta  quest’immagine: tra gli elementi già elencati, presenta uno schema di un organizzazione spaziale di tipo rinascimentale con l’Arcangelo colto in aereo movimento, l’attenzione del movimento si sposta lateralmente posizionandosi sui raggi divini irradiati dalla colomba, e finisce sulla figura inginocchiata della Madonna. Un vero capolavoro !

Nella mostra, tra le tante opere, si può vedere un bassorilievo dell’annunciazione realizzato da Antonio Canova. Antonio Canova è vissuto tra il 1757 e il 1822, ed è considerato uno dei massimi esponenti del neoclassicismo.  Anche questo illustre artista ha vissuto in un periodo storico pieno di importanti avvenimenti: ad esempio la caduta della Serenissima di Venezia, accaduta  nel 1797, o l’illuminismo.

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A differenza dei quadri già commentati, nel bassorilievo non si coglie nessun movimento, sebbene sia presente la colomba in volo. A pochi passi l’uno dall’altro, c’è l’Arcangelo, pronto a consegnare il giglio, e Maria, in posizione umile e devota, a capo chino.

E veniamo all’ultimo grande artista citato: Luigi Fontana, un nome molto famoso, ma che solo di recente, ho conosciuto, guardando alla sera, qualche volta, le trasmissioni di arte, o le aste in tv, come ad esempio, Arte Tv condotte da Willi Montini, o quelle su Telemarket con Alessandro Orlando, e altre ancora. Nelle sue opere Fontana aveva espresso un concetto nuovo di spazialità, molte delle quali furono famose per i tagli e i buchi che lui stesso realizzava alla tela.

Nella sua opera, presente in questa mostra, a lettere semplici, egli sulla tela scrive: io sono un santo. Il quadro come in altri da lui realizzati compaiono tagli e ferite e,  mi sembra di vedere fra parentesi, in alto una frase in matita, un “non” ( io “non” sono sono un santo). Mi sembra, che abbia voluto realizzare nello stesso quadro, due suoi modi di essere, quasi a voler rappresentare la dualità che è presente nella nostra quotidianità: male bene, dentro fuori, giorno notte ect.

Oltre a questi quattro grandi artisti, ce ne sono altri: troviamo molti disegni, altarini trittici di manifattura tedesca, una scultura di Mercurio alato ad opera di Jean De Boulogne; e poi mi fermo davanti ad un’opera che conosco bene: un quadro di Rosalba Carriera che rappresenta la Madonna. Quest’opera era collocata al secondo piano nella stanza dell’alcova, del Museo di Cà Rezzonico. E’ bellissimo !!

Tra le opere, possiamo scorgere scritte sui muri, tratte dalla Divina Commedia, di Rainer Maria Rilke, uno scrittore, poeta e drammaturgo austriaco di origine boema, di Thomas Stearns Eliot poeta, saggista, critico letterario e drammaturgo statunitense.

Insomma, in questa mostra, si è cercato di offrire vari spunti, punti di vista su questo evento religioso, presentando varie opere, di diversi artisti e in varie forme: quadri, bassorilievi, sculture ect. E come tutte le mostre, occorre tempo e riflessione, per comprenderla. Ecco perché consiglio di andare a vederla e.. a rivederla !! E come dico sempre, non guardate solo i quadri, date anche un’occhiata alle didascalie, guardate da dove provengono. In questo caso, molte opere vengono dal museo Correr, ma così facendo, spero che sarete invogliati a visitare i vari musei di appartenenza di queste opere, proprio perché, questi musei, sono pieni di altre meraviglie !

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