Visita alla Keyline – Incontro tra due realtà

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Uso questo spazio di WordPress per dedicarlo ai miei blog sulle iniziative del MUVE: la Fondazione dei Civici Musei di Venezia, questo perché, ho un forte desiderio, che i nostri magnifici musei siano visitati, conosciuti da più gente possibile, sia Italiani, che stranieri.

Ho parlato di molti dei suoi musei, delle loro mostre, e tuttavia, c’era ancora qualcosa di cui non ho parlato: un museo, che sebbene non appartenga al MUVE, è legato ad esso, e si tratta del Museo delle chiavi della Keyline di Conegliano Veneto.

Giorni or sono ricevetti l’invito dalla Presidente della Fondazione dei Civici Musei di Venezia, la Dott.ssa Mariacristina Gribaudi, di vedere questo loro museo (privato) e la loro fabbrica di produzione chiavi e macchine duplicatrici. Accettai con entusiasmo, in quanto, volevo capire a fondo  il concetto che la Presidente sta cercando di portare avanti: avvicinare due mondi, che ad una prima occhiata sembrano scollegati da loro, portare la fabbrica ai Musei. C’è veramente un punto d’incontro tra questi due ambienti ?

Mentre sono in treno, verso la splendida città di Conegliano Veneto, mi viene in mente, che tale incontro presenta delle coincidenze alquanto incredibili: perché se non ricordo male, la produzione delle chiavi nota forse con un’altro nome, se non vado errato come “Silca”, ancora prima di stabilirsi a Conegliano, era a Brescia in Via Longhena, che fu il primo architetto ad occuparsi del restauro del Palazzo di Cà Rezzonico, su incarico della famiglia Bon, precedente proprietario, ma che non vide la fine dei lavori, causa difficoltà economiche e la morte dello stesso Longhena. Solo più tardi, con l’arrivo dei Rezzonico, il Palazzo fu affidato ad un’altro architetto di nome Giorgio Massari, e guarda caso, un mio parente stretto porta quel cognome. Forse non sono coincidenze interessanti, ma di sicuro, mi portano a pensare che sia qualcosa di positivo e ben augurale per questo incontro.

Arrivo alla sede della Keyline, un’azienda che ha cominciato la sua attività sin dal 1770, e anche qui, mi viene in mente un’altro parallelo, perché, la famiglia Rezzonico, giunse a Venezia intorno al 1750.. sempre più coincidenze… C’è da dire una cosa.. la Keyline sebbene sia situata in pieno centro industriale, ha un panorama che lascia togliere il fiato ! Qui siamo in collina, e sullo sfondo,una bella giornata come questa, si vedono le montagne così vicine, che ti sembra di toccarle ! Con una vista come questa, ti fa pure piacere andare a lavorare !

Per prima cosa, ho visitato il loro museo, che presenta dei reperti storici incredibili. Per la prima volta, mi trovo dall’altra parte, ovvero non sono io che spiego, ma colui che ascolta la spiegazione, non mi era mai successo prima ! La signorina Martina, mi ha condotto al suo interno, e mi ha spiegato, gli oggetti più particolari di questa collezione. E’ incredibile che sin dall’epoca dei Sumeri, si era cominciato a fabbricare chiavi, lucchetti, serrature, stabilendo quindi, che già allora, c’era la necessita, il desiderio di proteggere se stessi e le proprie cose di valore, un fatto storico – sociale di notevole importanza.

Alcuni modelli di chiavi, mi portato alla mente, quelle che ho visto all’interno di Palazzo Ducale, dove ho prestato servizio per lungo tempo, c’erano esemplari da ogni luogo,di ogni forma, di diverse epoche, tutto molto interessante ! Addirittura, ho visto degli esemplari di primi lucchetti a combinazione, non solo numerici ma anche letterali !! Le infinite combinazioni che si potevano raggiungere all’epoca con quei lucchetti, mi lascia veramente sorpreso !!

Sono stato portato poi, a visitare la fabbrica, dove ho potuto ammirare i diversi passaggi per le creazioni di chiavi e delle macchine duplicatrici. Confesso che per me tutto questo è un mondo nuovo ! Penso che neanche con la scuola, sia mai andato a visitare un’ambiente di fabbrica. Li ho imparato la differenza tra chiavi elettroniche, chiavi laser, le comuni chiavi che noi usiamo tutti i giorni! Ho visto i processi tra una fase e l’altra, mai e poi mai, mi sarei immaginato, come un’oggetto di uso comune richieda così tanto lavoro, tanta esperienza, tanta precisione!

Il bello della visita, è che ho conosciuto molte persone, ognuna mi spiegava le cose relative al suo settore di appartenenza, molte già mi conoscevano per via del mio blog. Erano tutti simpaticissime, ho vissuto con ognuno di loro un vero e proprio scambio di informazioni, perché loro mi parlavano dell’azienda, e io con loro parlavo dei musei. Molti di loro, quest’estate sono venuti in visita collettiva organizzata dall’azienda a Palazzo Ducale e al Museo del Vetro di Murano.

In effetti la Keyline organizza molte iniziative per i suoi dipendenti, oltre alla visita nei nostri musei, c’è stata anche una festa al suo interno, una foto li ritrae tutti insieme con in testa un cappello da pirati. Non a caso fuori nel cortile, tra le bandiere dell’Italia, dell’azienda, compare quella con il Jolly Roger, la bandiera è stata issata sui cancelli della ditta per seguire le orme del scomparso Genio informatico Steve Jobs, il quale, fu proprio lui che adoperò quel simbolo, quando creò un team di persone che pensavano fuori dagli schemi, che erano appassionate, testarde, che non conoscevano la parola sconfitta, o fallimento. Persone che credevano veramente in quello che facevano. Come Steve Jobs, anche la Keyline crede fermamente in questi principi: sfidare se stessi, guardare lontano, essere positivi nonostante la tempesta sia attorno a te, nuotare contro corrente, affrontare i rischi,  fornire alla squadra quello di cui hanno bisogno, per garantire loro di sfruttare il massimo delle loro potenzialità.

Numerose sono le testimonianze affisse ai muri, foto di questi ed altri eventi, di gite scolastiche di bambini in visita presso i locali, letterine di ringraziamento, lavori svolti da loro stessi con le chiavi. Queste sono tutte le prove delle varie iniziative intraprese, un vero e proprio feedback. In breve, la Keyline è un’azienda leader non solo per i suoi prodotti di alta qualità, le tecnologie all’avanguardia, ma sopratutto, si distingue per le sue relazioni interne per il personale, ognuno di loro aiutato e supportato per esprimere il meglio di se stesso.

Se tali linee guida fossero applicate anche negli ambienti museali, oserei ipotizzare un futuro senza limiti per il turismo dei nostri musei e di Venezia. Fondazione e operatori museali uniti per fronteggiare la crisi economica, per portare la conoscenza in ogni famiglia, aiutati, supportati per raggiungere il massimo degli obiettivi ! E’ con questi pensieri che lascio la Keyline nel pomeriggio. La fabbrica e il museo… si voglio crederci anch’io !

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