Un’uomo coraggioso: Muzio Scevola

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Quest’oggi vi voglio parlare di una vicenda storica, che è stata rappresentata in molti dipinti, e che il Museo di Cà Rezzonico possiede, non un sol quadro, ma due ! Ebbene si, al Portego del secondo piano, possiamo ammirare il quadro “Muzio Scevola dinanzi a Porsenna ” di Giovanni Antonio Pellegrini, e al terzo piano, nella pinacoteca di Egidio Martini, possiamo ammirare il quadro Muzio Scevola davanti a Porsenna” di Bonifazio de’ Pitati.

La foto presente in quest’articolo, non rappresenta i due quadri menzionati. Quello presente al secondo piano, è molto grande, rispetto a quello del terzo, e si può vedere ogni minimo dettaglio della scena. Ma qual’è la storia di Muzio Scevola ?

Si racconta che nel 508 a.C., durante l’assedio di Roma da parte degli Etruschi guidati da Porsenna, in un momento in cui nella città cominciavano a scarseggiare i viveri, un giovane aristocratico romano, Muzio Cordo, presentò al Senato l’idea di uccidere il comandante etrusco. Non appena ottenne il consenso, si infiltrò nelle linee nemiche, grazie anche al fatto che egli era di origine e lingua etrusca, e armato di un solo pugnale, raggiunse l’accampamento di Porsenna, che stava distribuendo la paga ai soldati. Muzio attese che il suo bersaglio rimanesse senza difese e quindi lo pugnalò.

Ma sbagliò persona: aveva infatti assassinato lo scriba del lucumone etrusco.

Catturato dalle guardie del comandante, e portato al cospetto di Porsenna, il giovane romano non esitò a dire: «Volevo uccidere te. La mia mano ha sbagliato e ora la punisco per questo imperdonabile errore». Così mise la sua mano destra in un braciere dove ardeva il fuoco dei sacrifici e non la tolse fino a che non fu consumata del tutto. Da quel giorno il coraggioso nobile romano avrebbe assunto il nome di “Muzio Scevola” (Muzio il mancino).

Porsenna rimase così impressionato da questo coraggioso gesto che decise di liberare il giovane.

Muzio, allora, astutamente disse: «Per ringraziarti della tua clemenza, voglio rivelarti che trecento giovani nobili romani hanno giurato di ucciderti. Il destino ha stabilito che io fossi il primo e ora sono qui innanzi a te perché ho fallito. Ma prima o poi qualcuno degli altri duecentonovantanove riuscirà nell’intento».

Sempre secondo la leggenda, successivamente Porsenna prese la decisione di intavolare trattative di pace con i Romani, colpito positivamente dal loro valore.

Come dicevo, il quadro presente al secondo piano, del Giovanni Antonio Pellegrini, è molto più grande, per cui si possono godere, tutti i dettagli: il coraggio, il valore di Muzio Scevola, Porsenna che rimane visibilmente colpito, sembra quasi che parli e chiede al giovane di fermarsi prima che sia troppo tardi. Confesso che mi piace più questo quadro rispetto a quello del terzo piano, forse perché le dimensioni, mi permettono di cogliere tutte le emozioni della scena.

Vi invito a contemplarli tutti e due, e notare le differenze. Dove ? Ma a Cà Rezzonico, a Venezia ! Il Museo è chiuso il martedi, altrimenti siamo aperti tutti i giorni, domeniche comprese dalle 10.00 fino alle 18.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)

Vi aspettiamo !!!!!!!!!!

English Version

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Today I want to talk about the historical event, which was represented in many paintings, and that the Ca ‘Rezzonico Museum possesses, not one picture, but two! Yes, on the Portego of the second floor, we can admire the painting “Muzio Scaevola before Porsenna” by Giovanni Antonio Pellegrini, and on the third floor in the art gallery of Egidio Martini, we can admire the painting Muzio Scaevola before Porsenna “by Boniface de ‘ Pitati.

The pictures above in this article it’s not the one present in the museum. The one I am talking about, is  on the second floor; it’s very large compared to the one on the third floor, and you can see every detail of the scene. But what is the story of Muzio Scevola?

It is said that in 508 BC, during the siege of Rome by the Etruscan led by Porsenna, right at a time when the city began to feel the effects of lack of food; a young Roman aristocrat, Muzio Cordo, presented to the Senate the idea of killing Etruscan commander. As soon as he obtained the consent, he infiltrated into enemy lines, thanks to the fact that he was Etruscan of origin and he knew the Etruscan language. Armed with a single dagger, he reached the camp of Porsenna, who was distributing the pay to the soldiers. Muzio waited for his target remain alone,  defenseless and then stabbed him.

But he chose the wrong target! He had murdered the scribe of the Etruscan Lucumone, not Porsenna himself !

Captured by the guards of the commander, and brought before Porsenna, the young Roman did not hesitate to say: “I wanted to kill you. My hand has made the mistake and now I punish it for this unforgivable mistake. ” So he put his right hand in a brazier where the fire was burning,  and left it there until it was consumed entirely. Since that day, the brave Roman nobleman would assume the name of “Muzio Scevola” (Muzio the left-handed).

Porsenna was so impressed by this brave gesture that decided to free the young man.

Muzio, then, slyly said, “To thank you for your mercy, I want to reveal to you that three hundred young Roman nobles have sworn to kill you. The fate decided that I was the first and now I am here before you, because I failed. But sooner or later someone of the other two hundred ninety-nine will succeed. “

Also according to legend, after that Porsena made the decision to enter into peace negotiations with the Romans, impressed by their value.

As I said, the picture  on the second floor by Giovanni Antonio Pellegrini, is much larger, so you can enjoy all the details: the courage, the value of Muzio Scaevola, Porsenna that remains visibly impressed, it seems that he speaks and He asks the young man to stop before it is too late. I confess that I like more this painting than the other one on the third floor, maybe because the size, allow me to capture all the excitement of the scene.

I invite you to contemplate them both, and note the differences. Where ? But at Ca Rezzonico in Venice! The Museum is closed on Tuesdays, otherwise we are open every day, including Sundays from 10.00 until 18.00 (ticket office closes one hour earlier)

We are waiting for you with open arms !!!!!!!!!!

 

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L’era delle Porcellane

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Finalmente nel bellissimo Museo di Cà Rezzonico è presente la mostra sulle porcellane di Geminiano Cozzi. E’ cominciata giusto il 19 marzo e finirà il 12 luglio. La mostra è stupenda, ed è collocata solo al primo piano, per essesere più specifici nelle “sale dell’allegoria nuziale”, “sala dei pastelli”, “sala del trono”, “Portego”, e nella “biblioteca”. Tuttavia, urge una precisazione, perché, sebbene la mostra come ho detto è collocata al primo piano, al secondo, nella “sala del Clavicemballo”, nelle vetrine, sono disposte altri modelli di ceramiche, non di Cozzi, ma di altri artisti, che erano già presenti all’interno del museo, alcuni sono stati spostati proprio qui, per fare spazio all’elevato numero di pezzi presenti in questa bellissima mostra.
L’arte delle porcellane è arrivata a noi dalla Cina, infatti per molto tempo, fu tenuto segreto dalle manifatture cinesi, e fece il suo ingresso in Europa nel secondo decennio del 18° secolo. I protagonisti principali della storia delle porcellane in Italia furono Giovanni Vezzi, che nel 1720 ha cominciato la sua produzione, il mercante Sassone Hewelcke, che nel 1757, scappò da Meissen per via della guerra dei sette anni. Geminiano Cozzi, il protagonista assoluto di questa mostra, e Giovanni Battista Antonibon.
Il periodo storico va collocato durante il rinascimento e l’illuminismo francese, questo perché il nuovo menù alimentare introdotto dai francesi, prevedeva durante il pranzo, molte portate di piccole porzioni, per cui, ecco che si va a creare nuovi tipi di oggetti che accompagno i principali pasti.
L’illuminismo è passato alla storia come il periodo dei lumi, dove negli affollati caffè si passavano ore a discutere su ogni argomento, basati sulla ragione, sul confronto, sullo scambio di idee. Ecco che tazze, tazzine, piattini, teiere,ect fanno la comparsa sulle tavole, ma anche sui tavoli, tavolini di questi luoghi. La passione per le bevande quali la cioccolata ad esempio, fu un’altro motivo per cui si ebbe un’incremento nella produzione delle ceramiche, oltre al fatto che esse erano veramente oggetto di prestigio, e che, per ogni personaggio di alto rango, rappresentava qualcosa da possedere assolutamente.
Geminiano Cozzi è nato a Modena il 7 febbraio del 1728, si trasferisce a Venezia, e nel 1759 egli possedeva una fabbrica che lavorava al corallo, probabilmente fu grazie ad essa che fu in grado di investire nell’impresa del mercante Sassone Hewelcke, ma poco tempo dopo, la società fallisce, costringendo il mercante Sassone a ritornare nel suo paese d’origine. Cozzi invece continua per la sua strada delle manifatture di porcellana, per conto suo, e nel 1765 chiede ai “5 savi della mercanzia” un’organo istituito dal senato veneziano intorno al 1507, che si occupava dei vari aspetti del commercio, l’esenzione dei dazi doganali e la sovvenzione da parte dello stato per la sua attività.
La sua attività continua tranquillamente, salvo casi di liti con gli Antonibon, dove si accusavano di tutto, dallo spionaggio, sabotaggio, alla concorrenza sleale. Geminiano Cozzi morì più o meno tra il 1797 e il 1798.
Una volta entrati all’interno del Museo di Cà Rezzonico, dopo la “sala da ballo”, si giunge nella “sala dell’allegoria nuziale” dove potete ammirare stupendi capolavori, ed apprendere le nozioni storiche del personaggio principale della mostra e delle porcellane.
Nella sala dei pastelli, insieme ai bellissimi capolavori di Rosalba Carriera, potrete vedere nelle vetrinette, delle bellissime statuine, che rappresentano personaggi, quali: contadini, artigiani, o maschere delle commedie dell’arte, di piccole dimensioni. Sono molti belli da guardare, molto ben dettagliati. Addirittura potrete vedere una serie di statuine di nani, alcuni ripresi in posizione scherzose, o di prese in giro, alcune in pose erotiche, tutte che rappresentano i vari stati dell’animo umano: le sue gioie, le sue debolezze ect.
Nella stupenda sala del trono, potete ammirare una tavola imbandita ! La tavola è apparecchiata sopra una bellissima tovaglia in merletto di Burano del 18° secolo, ci sono piatti da portata,zuppiere, piatti di servizio tondi, ovali, raviere.. E’ tutto bellissimo !! Mancano le posate è vero, ma dovete sapere che all’epoca, ai banchetti, gli ospiti si portavano da casa le loro posate, contenute in specifici astucci.
E finalmente si giunge al Portego ! Al suo interno ci sono 12 vetrine con dentro di tutto: dalle stupende statuine cinesi che vengono rappresentate come nel lontano Catai, ai magnifici oggetti creati per degustare le bevande esotiche come la cioccolata, quindi il porta tè, le cafettiere, le zuccheriere, le teiere ect. In particolare, mi voglio soffermare su una vetrina in particolare che mi ha colpito molto, dove si possono vedere alcuni idoli orientali, simili al Budda, denominati “i sette Pagò” Anche qui le statuine vengono rappresentano come delle caricature, delle parodie, come ad esempio la divinità Pu-Tai, simbolo della felicità, della vita spensierata e dei piaceri…
Passato il Portego, si giunge alla fine del percorso, dove si possono ammirare nelle vetrine il bellissimo vasellame creato con il decoro Imari, nella città di Arita. La mostra comprende più di 600 pezzi, e non riesco ad illustrare in questa sede, tutte i singoli pezzi. Ma vi invito a venire nel Museo di Cà Rezzonico per scoprirli voi stessi ! Dopo di che, potete salire al secondo piano, per ammirare gli altri capolavori, presenti nella sala del clavicembalo, per ammirare, studiare, comparare gli altri pezzi già esistenti,che appartegono al giro “naturale” del Museo.

English Version

The era of the Porcelains

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Finally, in the beautiful Museum of Ca ‘Rezzonico there is an exhibition on Geminiano Cozzi porcelain. It ‘just started on March 19 and will end on July 12. The exhibition is wonderful, and is placed only on the first floor, to be more specific in the “allegory rooms Wedding”, “pastels room”, “throne room”, “Portego”, and “library”. However, we need clarification, because, although the show as I said is located on the first floor, on the second in the “hall of Clavicemballo”, there are in the showcases, other ceramic models, not by Cozzi, but by other artists, porcelains which were already present in the museum, some have been moved here, to make room for the high number of pieces in this beautiful exhibition.
The art of porcelain came to us from China, in fact, for a long time, was kept secret by the Chinese manufactures, and made his way in Europe in the second decade of the 18th century. The main protagonists of the history of porcelain in Italy were Giovanni Vezzi, which in 1720 began its production, the merchant Saxon Hewelcke, that in 1757, escaped from Meissen because of the Seven Years’ War. Geminiano Cozzi, the protagonist of this exhibition, and Giovanni Battista Antonibon.
The historical period must be placed during the Renaissance and the French Enlightenment, this, because the new food menu introduced by the French, provided during lunch, several courses of small portions, so, here you go to create new types of objects that accompany main meals.
The Enlightenment is known to history as the period of Enlightenment, where the people crowded the cafes spending hours discussing each topic, based on reason, on the comparison, the exchange of ideas. Here mugs, cups, saucers, teapots, ect make their appearance on the tables, but also on the tables, of these cafes. The passion for beverages such as chocolate, for example, was another reason why they increase the production of potteries, besides the fact that they were truly prestigious object, and that, for each character of high rank, they represented something to possess absolutely.
Geminiano Cozzi was born in Modena on February 7, 1728, he moved to Venice, and in 1759 he owned a factory that worked at the coral, probably it was thanks to it that he was able to invest in the enterprise of the Saxon merchant Hewelcke, but little time later, the company goes bankrupt, forcing the merchant Saxon to return to his country of origin. Cozzi instead continues on his way of porcelain factories, on his own, and in 1765 asked the “five wise men of merchandise” an organ established by the Venetian senate around 1507, which was in charge of the various aspects of trade, the exemption of customs duties and subsidies from the state for its activities.
His business quietly continues, except in cases of disputes with Antonibon, where he accused him of everything from espionage, sabotage, unfair competition. Geminiano Cozzi died more or less between 1797 and 1798.
Once inside the Museum of Cà Rezzonico, after the “ballroom”, we reach the “allegory wedding hall” where you can see amazing masterpieces and learn the historical notions of the main character of the show and his porcelain.
In the room of pastels, along with beautiful masterpieces by Rosalba Carriera, you will see in glass cases, some beautiful statues, representing figures, such as farmers, craftsmen, or masks of art comedies. Many are beautiful to look at, very well detailed. Even you will see a series of statues of dwarfs, some taken in jest position, or mockery, some in erotic poses, all of which represent the various states of the human soul: their joys, their weaknesses ect.
In the beautiful throne room, you can see a table spread! The table is set on a beautiful tablecloth of Burano lace of the 18th century, there are platters, tureens, serving dishes round, oval, raviere .. It ‘s all beautiful !! Missing cutlery is true, but you should know that at that time, at banquets, the guests were brought from home their cutlery, contained in specific cases.
And finally we come to the Portego! Inside there are 12 showcases with everything in it: from the beautiful Chinese figurines that are represented as in the distant Cathay, to the magnificent objects created to taste exotic drinks like chocolate, so the door tea, the cafettiere, the sugar bowls, teapots ect. In particular, I want to dwell on one particular showcase that has impressed me a lot, where you can see some oriental idols, like the Buddha, known as “the seven Pagò” figurines Here are represented as caricatures, parodies, such as the Pu-Tai divinity, symbol of happiness, the carefree life and the pleasures …
Past the Portego, you reach the end of the path, where you can admire the beautiful pottery in the windows created with Imari decoration, in the town of Arita. The exhibition includes more than 600 pieces, and I can not explain here, all the individual pieces. But I invite you to come to the Museum of Ca ‘Rezzonico to discover them yourself! After that, you can go up to the second floor, to see the other masterpieces, present in the hall of the harpsichord, to admire, study, comparing the other existing pieces, which belong to the “natural” tour of the Museum.