Carnevale a Venezia

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Quale grossa opportunità voi avete se venite a Venezia per il carnevale. In qualunque momento, voi potete venire in questa città come semplice turista, ma quando mai vi capita di farlo nel periodo di Carnevale? Avete la possibilità di noleggiare un vestito, magari uno del settecento, e girare per la città ! Avrete così la possibilità di tornare per un breve periodo indietro nel tempo ! Non è fantastico !

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Io vi consiglierei poi, una volta noleggiato il vestito di andare nei Musei di Palazzo Ducale, Cà Rezzonico, Casa Goldoni, Palazzo Mocenigo, Cà Pesaro, dove potrete farvi delle foto negli ambienti che ricordano il passato !

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Carnival in Venice

What great opportunity you have if you come to Venice for the carnival. At any time, you can come to this city as a simple tourist, but when ever you happen to do during Carnival? You can rent a dress, maybe one of the eighteenth century, and going around the city! It will be for you, like to go back in time, even if for a short while ! Isn’t it fantastic !

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I would advise you, when you rent a dress, to go to the Doge’s Palace, Ca’Rezzonico Museum, Carlo Goldoni’s House, Mocenigo Palace, Ca’ Pesaro Museum, where you can make pictures of yourself  in the environments that recall the past !

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Carnevale a Venezia

Grandi occasioni per chi viene a Venezia in questo periodo. Eh si, finalmente è arrivato il carnevale, e quindi tutti quelli che verranno, potranno godersi il carnevale, vedere le maschere e andare a vedere gli eventi organizzati dalla Fondazione Civici Musei.

Quest’anno, gli eventi si terranno nel bellissimo Museo di Cà Rezzonico, e nella magnifica Casa di Carlo Goldoni. Visto il grande successo che si è riscosso l’anno scorso, si è deciso di far rappresentare alcune commedie teatrali all’interno dei Musei.

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Nel 400° anniversario della morte di William Shakespeare (1616-2016) Ca’ Rezzonico diventa il luogo dove verranno rappresentate le sue opere “Women in love – ovvero le donne di Shakespeare”, la famosa commedia che vede i personaggi di Otello, Desdemona e Jago, ad opera del Teatro Stabile del Veneto con: Susanna Costaglione, Marta Richeldi. Tali recite saranno ripetuti in 3 diversi cicli di serate.

Eccovi la lista degli eventi:

 

 

 

Casa Goldoni è il luogo ideale per ospitare gli eventi teatrali, tre sono gli eventi rappresentati in questa sede:

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4 Grandi Donne

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Di recente sono stato di turno al Museo Fortuny di Venezia. Per chi non lo sapesse, il Museo Fortuny, a differenza di tutti gli altri musei della Fondazione Civici di Venezia, è particolare per almeno due ragioni:

  • Ospita per la maggior parte, mostre ispirate alle donne, o create da artiste donne, anche se sono state ospiti mostre di ogni artista, ma ognuna stupenda nel suo genere.

 

  • Apre solo quando c’è una mostra da esporre, altrimenti rimane chiuso. Ecco perché non bisogna lasciarsi scappare l’opportunità di vedere questo stupendo museo quando è aperto.

 

In questo periodo il museo Fortuny, non ospita una mostra, ma bensì quattro ! Si avete capito bene, ci sono quattro stupende mostre, che attendono solo voi. Queste mostre fanno parte del ciclo “inverno a Palazzo Fortuny” e ospitano su tre piani (dal piano terra fino al secondo – il terzo è chiuso) le mostre dedicate a quattro stupende donne:

  • Henriette Fortuny
  • Romaine Brooks
  • Sarah Moon
  • Ida Barbarigo

A piano terra, è ospitato la mostra dedicata a Ida Barbarigo: “Erme e Saturni” questo è il titolo di questa sua mostra. Sebbene io non avessi lavorato a quel piano, mi ci sono recato nel mio giorno libero, per avere un’idea più chiara su queste intriganti artiste. Ebbene si, intriganti, ho usato questa parola, diciamo che sono piene di fascino, mistero queste donne, e i loro capolavori sono meravigliosi, enigmatici a volte, ma sempre stupendi  e ricchi di significato, di domande.

Ammetto che le opere di Ida Barbarigo non sono di facile interpretazione, il che mi fa pensare se è necessario un maggior studio delle sue opere. Ella è una discendente di una famiglia di artisti, le opere presenti, sono state concepite tra il 1980 e la fine degli anni novanta. Le Erme e i Saturni, sono delle enigmatiche opere che rappresentano il difficile percorso dell’artista, tramite la pittura, la tela, i colori ect.

Rimango alcuni minuti a guardare le sue opere mentre le memorizzo nella memory card della mia macchina fotografica. Faraoni, sfingi, erme, saturni.. Tutti quadri con forte tinte di rosso, personaggi che si coprono il volto con le mani, o appena distinguibili, come fossero trasparenti, o circondati dalla nebbia.. questa è l’impressione che ho avuto, anche se ripeto, è solo un’opinione dettata dalla mia scarsa preparazione pittorica.

Mi reco all’accesso per i piani superiori, passo il bookshop dove più tardi comprerò i libri su queste donne che mi hanno tanto colpito. Come giungo in cima, mi colpisce, mi lascia del tutto senza fiato il splendido quadro di Romaine Brooks “primavera”. Non ho mai visto niente del genere, niente di così bello !

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Romaine Brooks, era una donna straordinaria, mi sarebbe piaciuto tanto averla conosciuta. Una donna fragile, dall’anima un po tormentata, a causa della madre che ricopriva di più attenzioni il figlio afflitto da una malattia mentale, sentendosi così rifiutata.

Tornando al dipinto, esso vede come protagonista una donna nuda di cui una metà coperta da un mantello nero, mentre tiene una lunga ghirlanda di fiori, mentre un cervo solitario sembra allontanarsi dalla scena. Chi è costei ? Questa splendida creatura dallo sguardo rivolto verso il basso, quasi chiuso? Ella è Persephone, la Dea mitologica rapita da Ade e portata negli inferi. In che contesto temporale è qui inquadrata ? Prima del suo rapimento, o durante uno dei suoi temporanei ritorni nella sfera terreste ?

La Dea non è proprio collocata al centro del quadro, eppure lei è la figura dominante, tutto il resto passa in secondo piano, come se tutto il resto fosse inghiottito dalla nebbia. L’espressione del viso è quella che colpisce più di tutto.. sembra quasi tristezza, ma di chi ? Di Persephone o dell’artista ?

Altri suoi quadri sono altrettanto belli e significativi, il secondo più bello direi che è la “Venere piangente” le cui sembianze sembrano siano state prese dalla modella Ida Rubinstein, che senz’altro si può affermare, sia stata una dei personaggi che ha ispirato l’artista e che sono stati importanti nella sua vita. Altri suoi lavori importanti sono stati il ritratto di Gabriele D’Annunzio, di Jean Cocteau, di Paul Morand; I suoi disegni sono semplici ma ricchi di signicato.. eppure mi torna sempre in mente l’immagine della “primavera” !

Il primo piano però non è incentrato solo su di lei, ci sono molte opere che ricordano Henriette Fortuny l’unica vera musa di Fortuny stesso. Mi viene il mente il detto che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Bè è il suo caso. Almeno è questo che traspare dalle foto, dai piccoli frammenti di vecchi filmini delle vacanze . La storia di una coppia semplice, di due parti che si sono trovate, e che insieme hanno fatto la storia del tessuto. E’ lo stesso Mariano Fortuny a rivelare che dietro il successo del Delphos c’è proprio Henriette, infatti la si nota in molte foto mentre indossa l’abito. Esso non è altro che una tunica in taffetà di seta con una plissettatura che si rifà ad Auriga, la statua di bronzo scoperta a Delfi. Anche il knossos ebbe molto sucesso: un telo fatto in raso di seta, stampato in nero e avorio su sfondo chiaro con motivi greci tra l’ellenico e il minoico. Fortuny fu molto conosciuto all’estero, specialmente negli Stati Uniti, quando Elsie McNeil, lo convinse ad aprire un negozio da lei gestito a New york, sarà proprio a lei che Henriette affiderà il destino della fabbrica della giudecca dopo la morte di Fortuny avvenuta nel 1949.

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E’ stupefacente poter ammirare tutte queste fotografie, quadri dove Henriette viene ritratta, è per noi un’opportunità di conoscere questa donna straordinaria, che fino adesso non avevo sentito parlare tanto. Ovviamente di Mariano Fortuny si è detto, si è scritto tanto, ma grazie a questa mostra, si può finalmente conoscere, ammirare questa grande donna !

Sarah Moon è presente al secondo piano. Quarta donna ospite in questo museo, ella ha voluto offrire un omaggio a Mariano Fortuny con le sue foto, le sue stampe a getto d’inchiostro e ai sali d’argento. Il bianco e nero, delle sue opere, è volutamente scelto perché comunica un punto di vista totalmente differente. Il bianco e nero rievoca il passato, i ricordi , sottolinea i dettagli, evoca nuovi sfondi di luci e ombre. Sarah Moon, con le sue opere ci offre una visione, uno sguardo ai capolavori di Fortuny in maniera diversa; questo ci appare quando ci soffermiamo a guardare i suoi scatti, le pieghe dei tessuti ci appaiono come pieghe dello spazio tempo.. a ogni singola piega, ci si avvicina per guardare meglio, per poi arretrare di qualche passo per guardare l’opera nel suo insieme.

Sono tutte delle mostre stupende, confesso che rimarrei ore ad osservare i quadri di Romaine Brooks e le foto di Henriette Fortuny. Consiglio a tutti di andare a vedere queste mostre, è un’opportunità unica !!

Four great women

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Recently I was on duty at the Fortuny Museum in Venice. For those who do not know, the Fortuny Museum, unlike all the other museums of the Civic Museums Foundation of Venice, it’s particular for at least two reasons:

  • Houses for the most part, exhibitions inspired by the women, or created by them, even if, from time to time there has been exibitions of different kind but always beautiful.

 

  • It’s opens only when there is an exhibition to be displayed, otherwise the palace is closed. That’s why we should not pass up the opportunity to see this wonderful museum when it opened.

 

In this period the Fortuny Museum, it does not host an exhibition, but rather four! Yes you heard right, there are four wonderful exhibitions, waiting for you inside. These exhibitions are part of the cycle “Winter at Fortuny Palace”, they are placed all over three floors (from the ground floor up to the second – the third is closed), exhibitions dedicated to four beautiful women:

  • Henriette Fortuny
  • Romaine Brooks
  • Sarah Moon
  • Ida Barbarigo

On the ground floor, there is an exhibition dedicated to Ida Barbarigo: “Erme and Saturns” this is the title of her exhibition. Although I had not worked on that floor, I went there on my day off, to get a better idea about these intriguing artists. Yes, intriguing, I used that word, let’s say they are full of charm, mysterious, and their masterpieces are wonderful, enigmatic at times, but always beautiful, full of deep meanings, and questions.
I admit that the works of Ida Barbarigo are not easy to interpret, that makes me think if I need a much larger time to study her works. She is a descendant of a family of artists, the artworks were designed between 1980 and the end of the nineties. The Erme and Saturns, are enigmatic works representing the difficult path of the artist, through painting, canvas, color ect.
I stayed a some minutes to look at each of her works while I memorize them on the memory card of my camera. Pharaohs, sphinxes, Herms, Saturnian .. All paintings with strong colors of red, characters who cover their faces with their hands, or barely discernible, as if they were transparent, or surrounded by the fog .. this is the impression I got, although I repeat, it’s just an opinion dictated by my lack of preparation pictorial.
I went to the access to the upper floors, passed the bookshop where later I bought books about these women that I was so impressed. As I reach the top, it striked me, left me complety breathless as I saw the splendid picture of Romaine Brooks “Spring”. I’ve never seen anything like that, anything so beautiful!

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Romaine Brooks, was an extraordinary woman, I would have loved to have met her. A fragile woman, tormented soul, because of the mother that gaved more attentions to her brother afflicted with a mental illness, making her feeling rejected and unloved.
Returning to the painting, it represents a naked woman, one half of her body covered by a black cloak, holding a long garland of flowers, while a deer seems lonely going away from the scene. Who is she? This beautiful creature with her eyes face down, almost closed? She is Persephone, the mythological Goddess abducted by Hades and taken to the underworld. In which context, in what time is she framed? Before her kidnapping, or during one of her temporary return to the terrestrial sphere?
The Goddess is not just set in the center of the picture, and yet she is the dominant figure, everything else fades into the background, as if all that was swallowed by the fog. The facial expression is one that affects most of all .. it seems almost sad, but whose? Persephone or the artist?
Her other paintings are just as beautiful and meaningful; the second one most beautiful I would daresay is the “The Weeping Venus”, whose features seem to have been inspired by Ida Rubinstein, a model, that certainly we can say, she was one of the characters that inspired the artist and that were important in her life. Other famous paintins were the portrait of Gabriele D’Annunzio, Jean Cocteau, Paul Morand; her drawings are simple but rich of meaning .. and yet I keep thinking at the painting of the “Spring”!

The first floor, however, is not focused only on her, there are many works that recall the only one real muse Henriette Fortuny of Mariano Fortuny himself. I seem to remember the saying that behind every great man there is a great woman. Well this is the case. At least that’s what transpires from the photos, from small fragments of old holiday movies. The simple story of a couple, the two half parts of a soul that had found themselves, and together they made the history of fabrics. It’s Mariano Fortuny himself to reveal that behind the success of Delphos’s was Henriette; this fact is noted in many pictures where she is wearing the dress. The Delpho is nothing but a tunic in silk taffetà with a pleat that remind Auriga, the bronze statue discovered in Delphi. The Knossos had also great sucess: a cloth made of silk satin, printed in black and ivory on a light background with Greek motifs between the Greek and Minoan. Fortuny was well known abroad, especially in the US, when Elsie McNeil, convinced him to open a shop run by her in New York, It will be  her that Henriette entrust to lead the destiny of the Giudecca factory after the death of Fortuny which took place in 1949.

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It ‘amazing to admire all these photographs, paintings where Henriette is portrayed, it’s an opportunity for us to know this remarkable woman, who until now has not been talked about much. Obviously about Mariano Fortuny much has been said, much has been written, but thanks to this exhibition, we can finally know, and admire this great woman!

Sarah Moon is on the second floor. Fourth woman guest at this museum, she wanted to offer a tribute to Mariano Fortuny with her photos, her prints inkjet and silver salts. The black and white of her works, is deliberately chosen because it conveys a totally different point of view. The black and white evokes the past, memories, emphasizes the details, evokes new background of light and shadow. Sarah Moon, with her works gives us a vision, a look to the masterpieces of Fortuny totally different; this is clear to us when we stop to look at her photos, the folds of tissue appear as folds of space and time .. every single fold, you get closer for a better look, and then move back a few steps to watch the work in its together.
They are all wonderful exhibitions, I confess that I would stay hours observing the paintings of Romaine Brooks and photos of Henriette Fortuny. I recommend everyone to go and see these exhibitions, it is a unique opportunity !!