Il mito di Giuditta a Mestre

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C’è una nuova mostra, che farà molto parlare di se, ed è una mostra, credetemi, che richiamerà tanti visitatori della terraferma, e che li invoglierà ad andare, più avanti nel tempo a vedere tutte le meraviglie dei Civici Musei di Venezia.

La mostra in questione si intitola : “ATTORNO A KLIMT. Giuditta, eroismo e seduzione” è cominciata il 14 dicembre e durerà fino al 5 marzo 2017, ed è ospitata al Centro Culturale Candiani di Mestre. Una mostra fortemente voluta dal Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, o meglio, la prima di un ciclo di una serie di eventi, dal titolo: “Corto circuito – Dialogo tra i secoli.

La mostra è incentrata sul mito di Giuditta, la storia è un episodio della Bibbia Cristiana Cattolica, e non in quelle ebraica; è pure narrata nel “Libro di Giuditta”, un libro  detto deuterocanonico, cioè quei libri della Bibbia che sono stati accettati dalla Chiesa latina e dalla Chiesa greca, ma che, per l’Antico Testamento, sono stati parzialmente o totalmente respinti dalla Comunione Anglicana e dalle chiese protestanti che non li ritengono validi ,  ed è  considerato apocrifo.

La storia è ambientata durante il regno di Nabucodonosor. Conclusa vittoriosamente la prima campagna di guerra, il “Grande re” affidò al suo generale Oloferne la campagna d’occidente, durante la quale questi incontrò il popolo di Israele. Assediati, ridotti allo stremo per fame e sete, dopo 34 giorni gli israeliti avrebbero voluto arrendersi, a stento, il loro capo Ozia, riusci a convincerli ad aspettare pochi giorni ancora.

Giuditta, alla notizia dell’intenzione di resa, convoca gli anziani, rimprovera loro la scarsa fede, ne ottiene la fiducia, si veste elegantemente, e si presenta ad Oloferne con la sua serva e con doni, fingendo di essere venuta a tradire il suo popolo.

Condotta alla presenza del generale viene ben accolta, Oloferne la invita al suo banchetto, credendo di poterla anche possedere. Ma quando viene lasciato solo con la donna egli è completamente ubriaco.

Avvicinatasi alla colonna del letto che era dalla parte del capo di Oloferne, ne staccò la scimitarra, poi, accostatasi al letto, afferrò la testa di lui per la chioma e disse: «Dammi forza, Signore Dio d’Israele, in questo momento». E con tutta la forza di cui era capace lo colpì due volte al collo e gli staccò la testa.

Il mito di Giuditta è stato ampiamente raffigurato in molte tele, è interessante notare, che l’arma con cui decapita Oloferne, spesso cambia dimensioni, infatti a volte è raffigurata da un coltellaccio, da sciabola corta, da spada fino allo spadone e alla meno realistica spada lunga.

A Giuditta stessa, vengono attribuiti molti significati, essa viene identificata come la giustizia, ecco il perché della spada lunga, essa è spesso usata nelle esecuzioni capitali. Giuditta, è l’eroina che salva il suo popolo, colei che usa come armi, la sua bellezza, la sua sensualità, la sessualità contro l’invasore nemico violento. E’ il simbolo del bene che trionfa contro il male, l’atto della decapitazione della testa, è la definitiva sconfitta del nemico, infatti, quante volte si sente dire, che, non importa quanti tentacoli ha una piovra, bisogna sempre mirare alla testa.

Giuditta rappresenta il rapporto tra la donna e l’uomo, i due opposti, come Eros e Thanatos, l’amore e la morte, quasi a ricordarci il simbolo dello ying e dello yang.

Ma in questa mostra, non c’è solo spazio, per Giuditta, altre come lei sono ospitate in questi locali, come ad esempio la storia di Giaele e Sisara: la storia di una delle terribili eroine dell’Antico Testamento: si tratta di Giaele, la cui storia è narrata nel Libro dei Giudici. Dopo aver attratto nella propria tenda Sisara, il generale Cananeo sconfitto dal popolo d’Israele, lo uccide nel sonno conficcandogli un picchetto della tenda nel cranio.

Inoltre è possibile  vedere altre personaggi simili, quali Leda, Europa, Dione, Danae: tutte figure femminili che Zeus seduce, trasformandosi in varie forme animali, come il cigno, il toro, una nuvola ect. Ricordiamoci che per l’appunto la mostra descrivono atti di eroismo e di seduzione.

La mostra ospita numerose opere incentrata su questi temi, molti dei quali provengono dai Musei Civici Veneziani, quali Cà Rezzonico, Cà Pesaro, Museo Correr, dall’archivio del Museo Fortuny, dal Museo di arte contemporanea di Trento e Rovereto e da numerose collezioni private. Inoltre è possibile vedere un video in bianco e nero “Giuditta: metamorfosi sullo schermo” fatto da un team di studiosi dell’università di Padova, in cui è montato una serie di spezzoni di vecchie pellicole delle più famose dive che hanno fatto la loro comparsa sul grande schermo fin dai primi vent’anni del secolo passato.

E in più, la ciliegina sulla torta, il celebre quadro “Giuditta 2” di Klimt, presentato a Venezia nel 1909, fu acquistato dalla Galleria d’Arte Moderna ed è oggi esposto nella sede del Museo Ca’ Pesaro. La cosa che mi ha colpito di più su questo quadro, è che si ha la sensazione  che il quadro si allunghi, non so spiegarmi meglio, ma ho questa impressione, e mi ricordano alcune stampe giapponesi antiche, che vidi molto tempo fa.

In conclusione, una mostra fantastica ! Mi è piaciuta moltissimo, e sono dell’opinione, che piacerà a tante altre persone. Questa è un’occasione unica per portare la gente a conoscere i Musei Civici di Venezia, e le sue opere. Quando ammirate un quadro, guardate anche la targhetta descrittiva, guardate da dove proviene, vi verrà voglia di saperne di più, su molte altre opere di cui abbiamo la fortuna di avere a poca distanza.. Andate a vedere la mostra, non ve ne pentirete !

Cadorin al Museo Fortuny

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Giorni fa, ho avuto la fortuna di avere un turno nel bellissimo Museo Fortuny, il quale in questo momento, ospita la mostra “LA BOTTEGA CADORIN. Una dinastia di artisti veneziani” che si terrà dal 26 novembre fino al 27 marzo del prossimo anno. La mostra occupa il piano terra, il primo e il secondo piano,  e contiene un gran numero di splendide opere d’arte: dai disegni, fotografie, sculture, tutte ad opera della famiglia Cadorin.

Voglio anche rendervi noto, che al primo piano sono esposti dei ulteriori quadri di Mariano Fortuny, che precedentemente erano stati tolti, per fare spazio alle opere delle varie mostre precedenti. Alcuni dei quali, sono i magnifici quadri a tema Wagneriano, che sono molto affascinanti !

I Cadorin, una famiglia di artisti, provenienti da Pieve di Cadore, hanno rappresentato per Venezia, un capitolo nella storia dell’arte durata quasi tre secoli. Da Vincenzo, fino a Guido, Livia, e poi Paolo e Ida Barbarigo, si possono ammirare questi loro capolavori, all’interno di questo bellissimo museo.

Personalmente, mi sono piaciute molto le foto in tonalità seppia, che sono al secondo piano, di Augusto Tivoli che rappresentano Livia o Maria.. Anche i disegni e i quadri di Guido Cadorin, sono molto belli.

Mi ha fatto piacere rivedere alcuni quadri di Ida Barbarigo.. alcuni erano già presenti in una precedente mostra dedicata a quattro splendide donne: Henriette Fortuny, Ida Barbarigo, Sarah Moon, e Romain Brooks, dell’anno scorso. In più ci sono dei quadri di Zoran Music, il marito di Ida Barbarigo, che sebbene, possano sembrare un po difficili da capire, ci appaiono subito dopo comprensibili, una volta letta la sua biografia, in quanto egli fu scosso dal suo periodo di prigionia durante la seconda guerra mondiale nel campo di concentramento di Dachu.

Invito tutti voi, ad andare a vedere questa bellissima mostra. Avrete l’occasione di vedere nuovi capolavori, di rivedere quelli già presenti: Palazzo Fortuny, non è solo un museo, è un’ambiente magico, affascinante, pieno di atmosfera, pieno di incredibili tesori d’arte; e visto che tale museo, apre solo per mostre, è un peccato perdere questa occasione !

Cadorin at Fortuny Museum

 

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Days ago, I was lucky enough to have a shift of work in the beautiful Fortuny Museum, which at this moment, is hosting the exhibition “LA BOTTEGA CADORIN. A dynasty of Venetian artists” to be held from November 26 until March 27 next year. The exhibition occupies the ground floor, the first and second floors, and contains a large number of beautiful works of art: drawings, photographs, sculptures, all by the Cadorin family.

I also want to let you know that on the first floor are the other paintings by Mariano Fortuny, which had previously been removed, to make room for works of several previous exhibitions. Some of which, are the magnificent paintings themed Wagner, which are very fascinating!

The Cadorin, a family of artists, from Pieve di Cadore, they represent for Venice, a chapter in art history lasted almost three centuries. From Vincenzo, until Guido, Livia, and then Paul and Ida Barbarigo, you can admire these masterpieces , within this beautiful museum.

Personally, I loved the photos in sepia colours, which are on the second floor,  by Augusto Tivoli representing Livia and Mary .. Even the drawings and paintings by Guido Cadorin, are very beautiful.

I was pleased to see some pictures of Ida Barbarigo .. some were already present in a previous exhibition dedicated to four beautiful women: Henriette Fortuny, Ida Barbarigo, Sarah Moon, and Romain Brooks,  last year. In addition there are the paintings of Zoran Music, the husband of Ida Barbarigo, that although, they may seem a bit difficult to understand, they appear soon after understandable once you read his biography, because he was shaken from his period of captivity during World war II in the concentration camp of Dachu.

I invite all of you to go and see this beautiful exhibition. You will have the opportunity to see new masterpieces, to revise existing ones: Palazzo Fortuny, is not just a museum, it is a magical environment, charming, full of atmosphere, full of amazing art treasures; and given that this museum, is open only for exhibitions, it is a shame to miss this opportunity!

Murano ora

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Se io vi dico adesso “Com’è Murano oggi”non è una domanda riguardante la città di Murano, ma è il titolo della mostra che si tiene al Museo del Vetro di Murano. Sono capitato in quell’isola grazie ad un turno inaspettato, quasi a sorpresa. Mi hanno chiesto se volevo andare li, e mi son detto “perché no ?” In fin dei conti, è uno dei musei in cui non avevo ancora lavorato, conosco gente nuova, mi guardo un po attorno, e vedo se c’è qualcosa di cui posso scrivere nel mio blog.

Così è stato, perché la mostra che terminerà il 25 aprile 2017 è veramente bellissima, e vale la pena di visitarla ! Ci sono così tante bellissime opere in vetro, che è quasi impossibile descriverle tutte, ma  vi cito alcune che mi hanno impressionato molto.

Ho visto un’opera chiamata “Dynamei” che mi sembra evocare la forma della doppia elica del DNA, formata da tante sfere in vetro di colore blu, azzurro, gialle, bianche, marroni, e mi chiedo se esse stanno a rappresentare le basi del RNA : adenina, guanina, citosina ed uracile detti anche codoni, la cui la maggior parte codificano gli aminoacidi. Quattro stupende opere di Nordio Massimo fatte a forma di lampadina, che stanno a rappresentare le quattro fasi di luce del giorno / notte, molto interessante !

Un opera di Frare Dario, chiamata “Africa” dove ci sono tre statuette che ricordano la tribù dei Masai, anche se un mio pensiero va alla mostra che si è tenuta un po di tempo al Museo di Storia Naturale sul popolo dei Dogon. Una incredibile opera di Bonaventura Mauro, ci offre la visione del corpo umano quasi trasparente,  formato da un groviglio di “pezzi” di vetro di vario colore, che sembrano una specie di esoscheletro, o che possono anche rappresentare alcune parti del corpo umano quali le vene, i nervi, il percorso sanguigno forse, il tutto è lasciato alla nostra interpretazione.

Un trio di splendide opere a cura di Crepax Paolo di cui due mi sono innamorato subito : “goccia di galassia” anche se non so perché mi ricorda più le immensità dell’oceano, e un’altra  intitolata ” Incontri all’orizzonte”, e anche qui, l’opera mi evoca più l’immagine degli anelli di Saturno, non riesco a spiegarvi il perché …

E ancora e ancora tante, tantissime opere stupefacenti, magnifiche: “le lanterne marine ” di Venini, le due opere di Vianello Mauro intitolate “attendo il pranzo”, quella di Rubino Silvano “online”, l’opera di Zanella Davide, che, anche se la chiamata “Scultura” non si può far a meno di pensare al celebre dipinto “l’urlo” di Edward Munch.

Insomma, una mostra veramente molto interessante, vi invito tutti quanti ad andare a vederla !

Murano Now

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If I tell you  “How Murano today” it’s not a question concerning the city of Murano, but it is the title of the exhibition held at the Museum of Murano glass. I happened to be there  thanks to an unexpected shift, which catch me almost by surprise. My boss asked me if I wanted to go there, and I said “why not?” After all, it is one of the museums in which I had not been working yet, I could know some new people,  looking around a bit, and see if there was anything that I could write in my blog.

So it was, because the shows that will end April 25, 2017 is truly beautiful, and worth a visit! There are so many beautiful works in glass, and is almost impossible to describe them all, but I quote a few that have impressed me a lot.

I saw a work called “Dynamei” which seems to evoke the shape of the double helix of DNA, formed by many spheres in blue glass, blue, yellow, white, brown, and I wondered if they represents the foundation of RNA: adenine, guanine, cytosine and uracil also called codons, which encode most of the amino acids.

Four wonderful works of Massimo Nordio made in the shape of bulb, which are to represent the four phases of the light of day / night, quite interesting!

A work of Frare Dario, called “Africa” where, there are three statues reminiscent of the Masai tribe, although my thoughts went to the exhibition that was held some time ago at the Museum of Natural History about the people of the Dogon.

An incredible work of Bonaventura Mauro, offers a vision of the almost transparent human body, formed by a tangle of “pieces” of different colored glass, which seem a kind of exoskeleton, or which may also represent some parts of the human body such as veins, nerves, blood path perhaps, all is left to our interpretation.

A trio of beautiful works curated by Paolo Crepax two of which I fell in love immediately, “drop of Galaxy” even though I do not know why it reminds me more of the immensity of the ocean, and another entitled “Encounters on the horizon”, and also here, the work evokes me the image of Saturn’s rings, I can not tell you why …

And again and again many, many amazing works, magnificent “marine lanterns” by Venini, the two works of Vianello Mauro entitled “waiting for lunch”, another one by Silvano Rubino “online”, the work of Davide Zanella, which, even if it’s called “Sculpture” you can not help but think of the famous painting “the scream” by Edward Munch.

In short, a very interesting exhibition, I advice you all to  go to see it!

I libri di Coco Chanel

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Finalmente posso scrivere la recensione sulla bellissima mostra di Coco Chanel di Palazzo Cà Pesarò a Venezia, intitolata per l’appunto “La donna che legge”. Numerosi impegni, mi hanno dato poco spazio da dedicare a questo blog, ma soprattutto, dopo poco tempo ho constatato che la mole di dati su di lei è così grande, che ci vuole molto tempo per assimilarli tutti, e ce ne così tanto per fare anche più di un blog. Sono infatti propenso a scrivere altri 3: uno dedicato alla mostra, uno dedicato alle sue capacità di business woman, che l’hanno portata a diverse sfide nel campo degli affari, e un’altro su di lei e altre donne che hanno vissuto nella stessa epoca e che hanno segnato la nostra storia.

Coco Chanel nasce il 19 agosto del 1883, e ha vissuto in un epoca piena di avvenimenti: Il movimento delle suffragette, la prima guerra mondiale, l’influenza spagnola, la seconda guerra mondiale, la guerra fredda, e così via. Per non parlare della seconda rivoluzione industriale, del futurismo; un periodo pieno di eventi storici / culturali di grande importanza per l’umanità.

La mostra di Cà Pesaro a lei dedicata è alquanto interessante, per il semplice fatto che è centrata sulle sue letture. All’interno della mostra, ci sono pochi vestiti, profumi, gioielli, che uno potrebbe aspettarsi, mentre invece è piena di libri da lei letti, comprati, alcuni di grande valore, in quanto racchiusi in bacheche, in un ambiente semi buio, proprio per conservarli meglio.

I libri sono stati per Coco Chanel, sia uno strumento di cultura, che un rifugio per la sua mente. In quel periodo, le donne non avevano accesso ad una istruzione come l’immaginiamo noi, alcune di loro se benestanti, o accolte nei monasteri potevano sperare in qualcosa, ma sappiamo che la strada per i diritti delle donne è stata lunga, difficile e non ha ancora raggiunto la fine. Inoltre Coco Chanel ha avuto una vita costellata da tristi episodi che l’hanno segnata duramente, anche se lei non lo faceva vedere.

E che libreria aveva ! E’ impressionante non solo la quantità di libri che aveva, ma anche gli autori che lei seguiva, molti gli autori francesi quali: Molierè, Jean de la fontaine, Moupassant, Émile Zola, Marcel Proust. Ma pure autori italiani e stranieri: Jacobus de Voragine, Lord Byron, H. G. Wells, Sir Thomas More, E. Bulwer- Lytton, Shakespeare e anche tanti classici e testi religiosi: Dante, la bibbia, Omero, Platone ect.

Devo dire che sono rimasto molto impressionato da tutti questi nomi, e mentre li guardavo, mi chiedevo come ha acquisito tale libreria e tale sapere. Alcuni libri, autori, le sono stati consigliati ? Altri li ha incontrati di persona ? Non c’è che dire che tutti questi libri rappresentano il sapere umano, e che hanno influenzato positivamente Coco Chanel. La sua intelligenza precoce, con questi libri è aumentata esponenzialmente.

Per questo suo lato di assetata di libri, di sapere, l’ammiro molto. Ho pure io una libreria alta dal pavimento fino al soffitto, talmente piena che non so più dove metterli, e  pure continuo a comprarli. La mia biblioteca non si può certo paragonare alla sua, sono abbastanza monotematico, mi soffermo su pochi autori, che conosco bene e vado sul sicuro.

I libri sono l’unica cura contro tutte le forme più oscure che le nostra epoche hanno vissuto: paure, fobie, intolleranze, incomprensioni.. La lettura dovrebbe essere incoraggiata. Mi accorgo però che i giovani leggono poco, ho la netta sensazione che in qualche modo la scuola rovina il piacere di leggere.. Come tutte le cose, la lettura trova il massimo accesso quando è preso con passione, con grande interesse..

Non posso che incoraggiare a visitare questa mostra, in un unico stupefacente palazzo potrete visitare la Mostra su Coco Chanel, ammirare il museo di Cà Pesaro, e vedere il museo di arte orientale ! Meglio di così !!

English translation:

The books of Coco Chanel

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Finally I can write a review on the beautiful exhibition of Coco Chanel in Palazzo Ca ‘Pesaro in Venice, entitled precisely “The woman who reads.” I am sorry I didn’t write this blog about the exibition sooner, but I had an intense work schedule, but above all, after a while I found that the amount of data about her is so great, that it takes a long time to assimilate them all, so much is written about her for a single blog, in fact, I am inclined to write another 3: one dedicated to the exhibition, one dedicated to her business woman skills, which led to several challenges in the field of business, and another on her and other women who have lived in the same era and that have marked our history.

Coco Chanel was born in August 19, 1883, and lived in an eventful era: The movement of the suffragettes, the first World War, the Spanish flu, the Second World War, the Cold War, and so on. Not to mention the second industrial revolution, the Futurism; a period full of historical / arts events  of great importance for humanity.

The exhibition of Cà Pesaro dedicated to her is very interesting, for the simple fact that it is centered on hers readings. In the exhibition, there are a few clothes, perfumes, jewelry, which one might expect, but instead is full of books she read, purchased, some of great value, as they are contained in showcases, in a semi-dark environment, just to preserve them better.

The books were for Coco Chanel, both an instrument of culture, and a shelter for her mind. At that time, women had no access to an education as we imagine, some of them if wealthy, or received in the monasteries could hope for something, but we know that the road to women’s rights has been a long, difficult and has not yet reached the end. Also Coco Chanel had a life punctuated by sad episodes that marked her hard, even though she did not show it.

And that library she had! Most impressive is not only the amount of books she had, but also the authors that she was following, many French authors such as Molière, Jean de la Fontaine, Moupassant, Émile Zola, Marcel Proust. But also Italian and foreign authors: Jacobus de Voragine, Lord Byron, H. G. Wells, Sir Thomas More, E. Bulwer- Lytton, Shakespeare and also many classical and religious texts: Dante, the Bible, Homer, Plato ect.

I must say I was very impressed by all these names, and as I watched them, I wondered how she acquired this library and this knowledge. Some books, authors, have been recommended? Or did  she meet some of them in person? We must say that all of these books represent the human knowledge, and they have positively influenced Coco Chanel. Her already precocious intelligence, with these books has increased exponentially.

For her hungry side for books, for knowleadge, you know, I admire her a lot. I also have a library, high from floor to ceiling, so full that I do not know where to put them, and yet I still buy them. My library, I certainly can not compare to hers, I’m pretty monothematic, I dwell on a few authors, whom I know well and I go on the safe side.

Books are the only cure against all the  darkest feelings our times has ever know: fears, phobias, intolerance, misunderstanding .. The reading should be encouraged. But I find that young people read little, I have the distinct sensation that somehow the school ruin the pleasure of reading .. Like all things, the reading has maximum access when it is taken with passion, with great interest ..

I can only encourage you to visit this exhibition, in one amazing building you can visit the exhibition on Coco Chanel, admire the museum of Cà Pesaro, and see the oriental art museum!  Better than that !!

Ampliare la percezione del Museo

Questo video dell’American Alliance Museum (https://www.youtube.com/watch?v=ZVflfF-Pb7I) mi ha fatto riflettere: siamo ancora dell’idea che il Museo, in se stesso, rappresenta solo un diversivo, una giornata diversa da trascorrere, qualcosa da vedere, mentre si è in vacanza, o un rifugio dal cattivo tempo.

Un Museo dovrebbe rappresentare molto più di questo. Prima di tutto è una sorgente di informazioni, di cultura; rappresenta il nostro passato, la nostra storia, è uno strumento educativo, per la crescita e lo sviluppo dell’individuo.

Una cosa che vedo ripetutamente, e che mi rattrista, è vedere i bambini, i ragazzini, che entrano in un Museo, e la prima cosa che fanno, è guardare dove c’è un posto dove sedersi, tirare fuori il cellulare, passare il tempo con quello.

Bisogna ampliare la concezione del museo

Guardando il video non si può che rimanere meravigliati, da questi bambini, questi ragazzini, che affollano i Musei, appassionati, affascinati, intenti a perseguire i vari programmi educativi, programmi di collaborazione con studenti di altri paesi, programmi dai numerosi aspetti positivi, quali come l’amicizia, la conoscenza di persone di altri luoghi, di altre culture, l’apertura mentale che essa comporta, per l’appunto con l’avvicinamento di culture diverse..

Un Museo diventa anche strumento terapeutico: guardando il video si vede un bambino che abbraccia un’operatore museale  del Museo per bambini di Indianapolis, che indossa un costume da dinosauro. Il piccolo Spencer affetto da mutismo, chiuso in se stesso, ha trovato un ambiente che lo ha incoraggiato ad aprirsi.. tutte queste cose sono stupende… I Musei sono anche questo.

Come si va a scuola per imparare a leggere, scrivere e far di conto, si dovrebbe, sin dalla tenera età, frequentare i musei.
(Anonimo)

Mi piacerebbe che si potessero organizzare programmi educativi tra diversi paesi dell’Unione Europea e non, e perché no ? Anche con la Gran Bretagna, adesso che affronta il dopo Brexit. Creare programmi appositi per tutti i i tipi di Musei. E’ chiaro che i bambini sono più interessati dai Musei di Storia Naturale, per loro rappresenta puro divertimento, mentre i Musei di quadri e statue sono visti come noia.. Anche per questi tipi di Musei, bisogna creare un approccio diverso, ampliare gli orizzonti, cominciare a vederlo e a capirlo con gli occhi di un bambino, e farlo diventare attraente per loro.

Il Museo così cambia identità: non è più oggetto di divertimento, ma un aiuto per lo sviluppo e la crescita dell’individuo, uno strumento che assieme alla famiglia, alla scuola, diventa strumento di formazione per le persone di un domani.

La bellezza floreale a Palazzo Mocenigo

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(la foto qui esposta non è quella reale, non ho potuto esporla per motivi di copyright)

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Una domenica di poche settimane fa, ho fatto un giro a Venezia, per andare a vedere il Museo di Cà Pesaro e il Museo dell’arte Orientale, entrambi, fanno parte dello stesso Palazzo. Parlerò di loro, più avanti, ma in questa sede, voglio parlavi ancora del bellissimo Museo di Palazzo Mocenigo !

Palazzo Mocenigo, non è affatto distante dai due musei sopra menzionati, per cui, tornando indietro, mi è venuta voglia di rivederlo, sotto un’altra ottica: vale a dire non quella dell’operatore museale, ma come turista.

Palazzo Mocenigo, oltre ad essere il Museo del costume, è anche museo del profumo, infatti le ultime stanze, sono proprio dedicate a questo tema. Ebbene, devo proprio dire, che ogni volta che lo vedo, questo Museo, mi stupisce sempre di più ! Palazzo Mocenigo, ha sempre avuto mostre stupende, per cui pensavo che ormai non ci fosse altro,che potesse stupirmi. Mi sbagliavo !

Come sono entrato nel Portego, sono rimasto affascinato, incantato, ipnotizzato dalla bellezza del stupendo arco di rose, posto giusto al centro della fiancata destra della sala. Tale stupenda visione lo si deve a “The Merchant of Venice” che incarna, rappresenta, l’arte del profumo a Venezia.

Essi hanno voluto far conoscere a tutto il mondo, la Rosa Moceniga l’ultimo loro prodotto della collezione Murano, profumo creato, ispirato da questa rosa che proviene dalle pianure della Cina centrale. Di certo, essi hanno trovato il luogo adatto !! Meglio del Palazzo Mocenigo, non potevano trovare !

La bellezza di questo arco di rose, lascia veramente senza fiato, consiglio a tutti quanti di andare a vederlo; per chi c’è già stato, vedrà qualcosa di nuovo, per chi, invece non ha mai visitato questo bellissimo Palazzo, avrà qualcos’altro in più di cui  rimanere estasiato.

The beautiful Rose’s Arch at Mocenigo Palace

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(The picture shown here is not the real one, I could not expose it for copyright reasons)

One Sunday a few weeks ago, I made a trip to Venice, to go see the Cà Pesaro Museum and the Oriental Art Museum, both part of the same building. I’ll talk about them another time, but here, I would like to talk again about the beautiful Museum of Palazzo Mocenigo!

Palazzo Mocenigo, is not far distant from the two museums mentioned above, so, coming back, I wanted to have another look at it but in a different perspective: that is, not the operator’s museum, but as a tourist.

Palazzo Mocenigo, besides being the Costume Museum, is also the perfume museum, in fact, the last rooms are dedicated precisely to this theme. Well, I must say that every time I see it, this Museum, it always amazes me again and again! Palazzo Mocenigo, has always had wonderful exhibitions, so I thought that by now there was nothing that could impress me. I was wrong !

As I entered the Portego, I was charmed, enchanted, mesmerized by the beauty of the magnificent arch of roses, located at right at the center of the right side of the hall. For this wonderful vision we  must thank the “The Merchant of Venice” that embodies,  the art of perfume in Venice.

They wanted to make known to the whole world, the Rose Moceniga their last product of Murano collection, this fragrance was , created, inspired by this rose that comes from the plains of central China. Certainly, they have found the right place !! Best of Mocenigo Palace, could not find!

The beauty of this arch of roses, truly is breathtaking, I advise everyone to go see it; for those who have already been there, they will see something new, for whom, however has never visited this beautiful Palace, they will have  more to fall in love.

Musei rivolti verso il paesaggio o verso le persone ?

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Quali sono le nuove strategie che i Musei hanno in previsione di adottare ? E’una domanda che mi sono posto dopo aver letto un’articolo, una recensione della 24 “convention” della Museum Association che si è tenuta di recente a Milano.

Due sono state le tematiche che hanno fatto la parte del protagonista durante questo evento. La prima si intitola “Museums change lives”, letteralmente tradotto: I musei cambiano le nostre vite. Questo succede quando il visitatore, il turista, di qualunque nazione, e fascia di età, visitando una mostra, un museo,un palazzo, un evento culturale, subisce una trasformazione che cambia il suo modo di vedere l’arte. Un cambiamento così profondo, avviene quando egli /ella si sente fortemente soddisfatto del tempo passato al suo interno, che lo segna, in maniera fortemente positiva.

La seconda tematica, strettamente legata a quella precedente menzionata, sono stati gli studi, le indagini che portano i moderni musei ad aprirsi al paesaggio, perché secondo loro, esiste un forte legame tra museo e ambiente circostante.  Da una parte concordo su questo punto, Venezia è una città del tutto particolare, diversa dalle altre. Tuttavia, quando leggo un passaggio, in cui si annuncia la volontà di cercare di capire, come vengono visti i musei attraverso gli occhi dei visitatori, e capire cosa c’è che non va, allora mi trovo a pensare, che il museo non si deve tanto aprire al paesaggio, ma verso il turista stesso!

Ma come si fa a capire, come pensa un turista ? Si può tentare di farlo, chiedendo loro stessi, cosa vogliono e cosa vorrebbero che si cambiasse, anche se sono dell’opinione che i stessi questionari che si propongono ai visitatori, possono benissimo essere sottoposti al personale museale. In fin dei conti, è l’operatore museale che vive a stretto contatto con loro, e quindi lo rende la persona più adatta in assoluto, che possiede la conoscenza necessaria.

Se mi ponessero delle domande, io risponderei che al visitatore devono essere dati le informazioni sufficienti su quanto hanno da offrire certi ambienti museali, soprattutto come raggiungerli ! Impostare una serie di offerte di entrata mirata a tutte le categorie di turisti: dal singolo, alla famiglia, al gruppo. A volte il turista singolo,sebbene gli si presenti l’opportunità di visitare più ambienti ad un prezzo fisso, non è interessato, in quanto preferisce spendere meno e visitare un solo palazzo. Senza contare il fatto, che molte volte il turista non è consapevole di cosa sta visitando, o di cosa potrebbe visitare. In questo caso urge una campagna di marketing abbastanza ripetitiva, su tutto quello che si può offrire.

Pertanto non condivido una strategia basata sul territorio. Sono dell’opinione che un Museo sia un’entità vivente, un luogo fatto di persone, che lavorano per le persone. Volete cambiare strategia ? Volete aprire il Museo verso nuovi orizzonti ? I mezzi ci sono, basta saper ascoltare il vostro personale interno, la sorgente più affidabile e realistica, sui vari cambiamenti del turismo..

Museums: should they open to the territory or to the people ?

entrata

 

What are the new strategies that museums have in in mind for the near future? It is a question that I asked myself after reading an article, a review of 24 “convention” of the Museum Association which was held recently in Milan.

There were two main issues  during this event. The first is titled “Museums change lives”. This happens when the visitor, the tourist, of any nation, and age, visiting an exhibition, a museum, a palace, a cultural event, undergoes a transformation that changed his way of looking at art. Such a profound change takes place when he / she feels strongly satisfied with the time spent in it, that  marks him/her, in a strong positive way.

The second theme, closely linked to the one mentioned earlier, were the studies, investigations leading modern museums to open up to the landscape, because according to them, there is a strong link between the museum and the surrounding environment. On the one hand I agree on this point, Venice is a very special city, different from the others. However, when I read a passage, in which they announced a willingness to try to understand, as the museums are seen through the eyes of visitors, and figure out what’s wrong, then I find myself thinking, that the museum should not be open to the landscape, but to the tourists themselves!

But how do you figure out the way of thinking of a  tourist? You can do so, asking themselves, what they want and what they would like to change, even if I am of the opinion that the same questionnaires intended for the visitors, may well be subjected to the museum staff. After all, it is the museum employee who lives in close contact with them, and then makes the best person ever, the one who has the necessary knowledge.

If you would lay me questions, I would answer that the visitor must be given enough information about what some museums has to offer, and most of all, how to reach them! Set a number of entry offers aimed at all categories of tourists: from single, family, group. Sometimes the individual tourist, although they present the opportunity to visit more than one place at a fixed price, is not affected, as he prefers to spend less and to visit one palace only. Not to mention the fact that many times the visitor is not aware of what is seeing, or what  he may visit. In this case it needs a fairly repetitive marketing campaign, about everything that you can offer.

Therefore I do not share a territory-based strategy. I am of the opinion that a museum is a living entity, a place made up of people who work for people. Do you want to change strategy? Do you want to open the museum to new horizons? The means are there, you just know how to listen to your internal staff, the most reliable and realistic source, about the various changes of tourism’s world ..