Omaggio a Ferruccio Mestrovich

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Entrata alla Collezione Ferruccio Mestrovich

Grandi tesori si possono ammirare nel museo di Cà Rezzonico a Venezia. La visita comprende due ali del palazzo, pieno di stupefacenti meraviglie. Da una parte, appena entrati  dalla calle, proveniente da campo S. Barnaba, troviamo l’incredibile scalone, che ci porta a visitare i 3 magnifici piani, dove possiamo trovare ogni cosa: quadri, affreschi, collezioni di porcellane e quant’altro. Ma è l’altra parte, quella che troviamo scendendo le scale, alla fine della visita dei tre piani, quando raggiungiamo il piano terra, e ci troviamo di fronte il mezzanino; ala che ospita la collezione di Ferruccio Mestrovich.

Ebbene, il mezzanino fu la casa dove visse Robert Wiedeman Barrett Browning. Figlio di Robert Browning e Elisabeth Barrett, egli comprò e restaurò il Palazzo, grazie anche al fatto che sposò Fannie Coddington, una agiata ereditiera americana, il cui padre, era un facoltoso mercante.

Ferruccio Mestrovich, amante della pittura, restauratore per passione, ha donato nel 2010 alla città di Venezia le sue 29 tele che spaziano dal 500 al 700, alla sola condizione che fossero esposti proprio nell’ala del mezzanino Browning del Museo del settecento Veneziano. E’ grazie a persone come lui, che la gente può ammirare simili capolavori.

Le sale del Mezzanino sono poche, ma ospitano opere importanti quali: “Cristo benedicente”  di “Benedetto Diana”, “Angelo  annunciante e Vergine  annunciata” di “Benedetto Carpaccio”, “Sacra Conversazione” di “Bonifaccio de’ Pitati, due stupende tele di “Jacopo Tintoretto”, I ritratti di due splendide Dame, ad opera di “Jacopo Amigoni”, un’opera del grande Maestro “Allessandro Longhi” e successivamente, una di “Francesco Guardi”.

Sembra incredibile, che in così poche sale, sono appese le opere dei più grandi maestri della pittura, Ferruccio Mestrovich, era veramente un esperto conoscitore, e collezionista. Molte sono le tele a temi religiosi, forse perché erano da lui preferiti, ma si può sicuramente affermare che la sua era una collezione di grande valore dal punto di vista pittorico.

Per quanto mi riguarda, mi sono soffermato spesso ad ammirare le due Dame, i ritratti di Jacopo Amigoni, così veri, così reali, pieno di dettagli specie negli abiti da loro indossati, negli sguardi.. Chi erano costoro ? Confesso che me lo sono chiesto parecchie volte, affascinato da questi personaggi, le ho ammirate per ore. Secondo me, sono le migliori tele qui esposte.

Così rapito da tali capolavori, che quasi mi dimentico, dell’unico oggetto esposto, che non sia un quadro o un affresco ma un Tavoliere per il “Gioco reale”. In fin dei conti, a Venezia come altre città, c’era il gioco d’azzardo: giochi con a carte, o con i dadi: quali ad esempio: “la bassetta”, “il faraone”, “il trenta e quaranta” e  tanti altri.

Questo gioco da tavolo, per le sue regole, ricorda quasi la classica roulette: Si faceva la puntata su numeri singoli ma anche sui gruppi pari e dispari, sulle file e sulle colonne. Esso, era una specie di tavoliere, o dipinto su tavola, o su tela; era comodo da portar via, perché si arrotolava. Era una specie di scacchiera, con 90 caselle numerate, e una figura in ciascuna di essa: stemmi nobiliari, animali, fiori ect. Ai lati delle caselle, c’erano due colonne, una a destra e una a sinistra con su scritto: “Dentro – Paro – Disparo – Fuori”.

Se passate da queste parti, venite, entrate, passate il tempo tra queste mure, ammirate i suoi capolavori, entrerete nella mente di questo grande personaggio: “Ferruccio Mestrovich”, potrete comprendere la sua sensibilità, il suo gusto dell’arte, la sua attenta selezione delle opere, la sua pazienza. Questa collezione, è un tributo di una persona eccezionale, una persona che amava molto Venezia, che non ha solo donato la collezione, ma anche parte della sua anima.

English Version:

Tribute to Ferruccio Mestrovich

Great treasures can be admired in the museum of Ca ‘Rezzonico in Venice. The visit includes two wings of the building, full of amazing wonders. On the one hand, as you enter from the street, from the St. Barnaba’s square, we find the amazing staircase, which takes us to the magnificent three floors, where we can find everything: paintings, frescoes, collections of porcelain and more. But it is the other wing, that we find down the stairs at the end of the visit of the three floors, when we reach the ground floor, and we face the mezzanine; wing that houses the collection of Ferruccio Mestrovich.

Well, the mezzanine was the former home of Robert Wiedeman Barrett Browning. Son of Robert Browning and Elizabeth Barrett, he bought and restored the building, thanks to the fact that he married Fannie Coddington, a wealthy American heiress, whose father was a wealthy merchant.

Ferruccio Mestrovich, lover of painting, restorer for passion, donated in 2010 to the city of Venice its 29 paintings ranging from 500 to 700, on the sole condition that they were exposed on the wing of the mezzanine Browning of the Venice’s Museum of the eighteenth century . it’s because of people like him, people can admire such masterpieces.

The rooms on the Mezzanine are few, but inside you can find  the  most important works such as: “Cristo benedicente” by Benedetto Diana, “Angelo  annunciante e Vergine  annunciata” by “Benedetto Carpaccio”, “Sacra Conversazione” by “Bonifaccio de’ Pitati, two wonderful paintings by Jacopo Tintoretto, portraits of two beautiful Dame, the work by Jacopo Amigoni, a work of the great master Allessandro Longhi and then, of  Francesco Guardi.

It seems incredible that so few rooms, hang the works of the great masters of painting, Ferruccio Mestrovich, he was truly an expert and collector. There are many paintings on religious themes, perhaps because they were his favorite, but you can definitely say that his was a collection of great value in terms of painting.

As for me, I paused often to admire the two Dame, the portraits of Jacopo Amigoni, so real, so full of details especially in the clothes worn by them, in the eyes .. Who were they? I confess that I have asked several times this question, fascinated by these people, I have admired them for hours. In my opinion, these are the best paintings exhibited here.

So charmed by these masterpieces, that I almost forgot, the only object on display, which isn’t a painting or a fresco but a Table game  “The Real Play”. After all, in cities like Venice, like many others there was gambling at the time: games in which you participated, with cards, or with dices: such as: “basset”, “Pharaoh”, “the thirty and forty “and many others.

This board game, for its rules, remembers almost the classic roulette: It was a bet on individual numbers but also on odds and evens, and on rows and columns. It was a kind of game board, or painting on wood or canvas; it was convenient to take-out because you could roll it up. It was a kind of chessboard, with 90 numbered boxes, and a figure in each of them: coats of arms, animals, flowers ect. On the sides of the boxes, there were two columns, one right and one left with the words: “Inside – Paro – Disparo – Out”.

If you pass here, come, pass the time between these walls, admiring his masterpieces, you will enter the mind of this great man: “Ferruccio Mestrovich”, you can understand his feelings, his taste for art, his careful selection of the works, his patience. This collection is a tribute to a great person, a person who loved Venice so much, who has not only donated his collection, but also part of his soul.

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Acqua e cibo nella storia di Venezia

Acqua e cibo nella storia di Venezia

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Questa volta vi voglio parlare, della mostra che si tiene a Palazzo Ducale a Venezia: “ACQUA E CIBO A VENEZIA. Storie della Laguna e della città”. E’ una mostra che si tiene negli appartamenti privati del Doge dal 26 settembre 2015 al 14 febbraio 2016. Una mostra che sembra collegata con l’ EXPO 2015 e il suo tema portante “Nutrire il Pianeta: energia per la Vita”, più che altro, semmai, è una mostra complementare, nel senso che offre un punto di vista totalmente insolito, in quanto Venezia è una città unica, particolare, e si differenzia da tutte le altre per quanto riguarda il suo territorio, e quindi i suoi modi di sostentamento.

La mostra offre ai visitatori un forte impatto tecnologico, in quanto le spiegazioni, gli approfondimenti, sono per la maggior parte interattivi per mezzo di televisori touch screen, proiettori 3d, modellini in scala, e narrazioni digitali, che vanno a complementarsi ai pannelli esplicativi bi lingue delle diverse aree.

  • La Laguna si trasforma
  • Acqua e cibo in laguna e terra ferma
  • Banchetti, feste, sagre, ect
  • L’architettura e l’alimentazione
  • L’approvvigionamento dell’acqua di una città particolare come Venezia

La prima area, come menzionato sopra, riguarda il cambiamento del territorio della laguna veneziana nel corso del tempo. La prima sala infatti ospita una serie di mappe che mostrano, come sia cambiato l’ambiente, le opere idrauliche fatte ad opera della Repubblica per lo sviluppo delle coltivazioni, della pesca e della produzione alimentare, per migliorare le vie di comunicazione da e per la terraferma, fondamentali luoghi di scambi e di distribuzione delle merci. Mappe di media grandezza appese al muro e di grandi dimensioni esposte in bacheca, sono molto interessanti e trovo la loro collocazione, assolutamente perfetta, in quanto la sala adiacente, non è altro che la sala delle mappe !

La seconda area è molto importante in quanto dà risalto ad alcune figure della Venezia di allora, quali: pescatori, frutaroli e pistori, che ritroviamo nei stupendi quadri di Pietro Longhi, alcuni dei quali provenienti dal secondo piano del stupendo museo di Cà Rezzonico, e anche presenti nel museo della casa di Carlo Goldoni. In un modo o nell’altro i musei della Fondazione sono uniti tra di loro e pertanto dopo aver visitato la mostra, si può benissimo visitare i due menzionati musei per un approfondimento. Tornando comunque alla mostra di Palazzo Ducale, ho trovato molto interessante, il fatto che un manoscritto antico, è stato riprodotto in digitale, in formato pdf penso, e lo si può studiare, muovendo le pagine avanti e dietro, come se fosse un vero libro, con un dito, come si fa con un ebook ! In questa maniera si possono salvare gli antichi documenti e studiarli a nostro piacimento in ogni luogo. Altro dipinto da menzionare: “La creazione degli animali ” di Jacopo Tintoretto, che offre una panoramica  della grande varietà di pesci ed uccelli presenti sul territorio anfibio veneziano.

La Terza area, è dedicata a feste, banchetti, sagre.. tutte occasioni di ritrovo dove si possono ammirare le varie pietanze che vengono consumate, al giorno d’oggi, viene da pensare alla festa del Redentore, ma in passato c’erano altre occasioni, come “la sagra di S. Marta” raffigurata da Gaspare Diziani.  Insomma si possono ammirare quadri di feste di gente comune, e di sontuosi banchetti come quello di Abigail e Nabal ad opera di Francesco Zugno e Francesco Battaglioli.  Inoltre potete trovare il disegno ad opera di Antonio Canaletto e Gianbatista Brustolon, della partenza del Doge sul bucintoro per la cerimonia dello sposalizio di Venezia col mare.

La quarta area: l’architettura e l’alimentazione, continua con la sezione dedicata all’architettura, mostrando i luoghi di raccolta e di distribuzione di generi alimentari quali gli ospedali, i monasteri,  e le osterie. In una piccola stanza, sul pavimento ci sono 3 modellini in scala dell’isola di S. Secondo, o isola di S. Erasmo, che illuminati da un proiettore sul soffitto mostra come sia cambiata nel corso della storia.

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La storia che ci propone il proiettore sull’isola di S. Secondo inizia intorno al 1034, Inizialmente l’isoletta fu chiamata Sant’Erasmo. Nel 1034 la famiglia Baffo vi costruì una chiesa e un convento di monache benedettine, poi nel 1533, al posto delle benedettine vi succedettero i frati domenicani. Dal 1569, a causa dell’incendio dell’Arsenale, la Serenissima decise di trasferire le polveriere in varie isole tra cui San Secondo. Nel 1576, fatti allontanare i religiosi, l’isola divenne lazzaretto per gli appestati e, al loro rientro, i domenicani dovettero riattare il monastero e riedificare la chiesa, che fu consacrata nel 1608. L’sola fù poi abbandonata nel 1797 a causa dell’occupazione francese, e successivamente nel 1806. Si sa che poi l’isola divenne presidio militare e e divenne una vera fortezza con tredici pezzi, due da 18, tre da 36, quattro da 24 e due obici da 8 e cinque mortai da 12, oltre a due cannoni da 6. Fu occupata durante l’occupazione Austriaca. Nel 1968 è stato ceduto in concessione, assieme a tutta l’isola, a dei privati e al giorno d’oggi essa risulta in stato di abbandono.

L’ultima area finisce con la sezione In mezzo all’acqua/senz’acqua”, dove si parla della difficoltà dell’approvigionamento di riserve d’acqua, che può sembrare strano in una città come Venezia, che è circondata dall’acqua!

Assolutamente non posso dimenticare le interviste da parte di noti studiosi, su alcune opere, a disposizione dei visitatori su un televisore touch screen, dove si possono scegliere i vari argomenti.

  • Il più bel quadro del mondo
  • Dame, laguna e simboli
  • Carpaccio e la pittura fiaminga
  • L’opera e i suoi enigmi
  • La laguna veneta e i casoni
  • Struttura dei casoni
  • I casoni oggi
  • I casoni dell’entroterra
  • Le vie lagunari
  • Caccia e pesca in laguna
  • Le campane in laguna
  • Barche Veneziane

Le prime quattro scelte, sono quelle che mi hanno attirato di più, dove si parla del famoso quadro, “Le dame Veneziane”del Carpaccio, che fino ad’ora ho pensato fosse uno, quando invece si è scoperto, che con un altro quadro scoperto da poco, messo sopra, completa l’opera.

Le dame veneziane Vittore_carpaccio,_caccia_in_laguna,_1490-1495_ca,_getty_museum Vittore_carpaccio,_due_dame_veneziane_e_caccia_in_laguna

Mostra molto interessante, ottima la scelta di collocazione dentro Palazzo Ducale, così la gente avrà un motivo in più per visitarlo, ma date retta al sottoscritto: quando guardate le opere, date un’occhiata ai cartellini esplicativi, oltre a vedere il titolo e il nome dell’artista, guardate anche la loro provenienza, questo magari vi inspirerà a visitare anche i musei che lo possiedono, e che offrono tante altre opere da ammirare.

English Version:

Food and Water in the lagoon through history of Venice

This time, I want to talk about, the exhibition held at the Doge’s Palace in Venice: “WATER AND FOOD IN VENICE”. Stories of the Lagoon and the city. It ‘a show that takes place in the private apartments of the Doge from 26 September 2015 to 14 February 2016. An exhibition that seems connected with the’ EXPO 2015 and its main theme “Feeding the Planet: Energy for Life” more than anything else If anything, it shows a complementary, in the sense that it offers a point of view totally unusual in that Venice is a unique city, particularly, and it differs from all others in terms of its territory, and therefore their livelihoods .

The exhibition offers to the visitors a strong technological impact, as explanations, insights, are for the most part by means of interactive touch screen televisions, projectors 3d, scale models, and digital narratives ranging in complement to the explanatory panels bi languages of the different areas.

  • The Laguna is transformed
  • Food and water in the lagoon and the mainland
  • Banquets, parties, festivals ect
  • The architecture and the power
  • The water supply of a particular city such as Venice

The first area, as mentioned above, concerns the change of the territory of the Venetian lagoon in the course of time. The first room it hosts a series of maps which show, as the environment has changed, the engineering work done at the hands of the Republic for the development of crops, fisheries and food production, to improve roads to and from the mainland, the fundamental places of exchange and distribution of goods. Maps of average size on the wall and large display on the bulletin board, are very interesting and I find their location, absolutely perfect, because the adjacent room, is nothing but the maps room!

 The second area is very important as it gives prominence to some figures of Venice of the time, such as fishermen, frutaroli, Pistori, that we find in the beautiful paintings by Pietro Longhi, some of whom came from the second floor of the beautiful museum Ca ‘Rezzonico, and they also can be seen at the museum of Carlo Goldoni’s house. In one way or another, the museums of the Foundation, they all are linked together, so after visiting the exhibition, you can  visit the two museums mentioned before for further discussion. Returning however to the exhibition at the Doge’s Palace, I found very interesting, the fact that an ancient manuscript, has been reproduced digitally in pdf format I think, and you can study, moving the pages back and forth, as if it were a real book , with a finger, as you do with an ebook! This way, you can save the ancient records and study them at will everywhere. Another painting by mentioning: “The Creation of the Animals” by Jacopo Tintoretto, which provides an overview of the wide variety of fish and birds in the area amphibious Venetian.

The third area is dedicated to parties, banquets, festivals .. all occasions of meeting place where you can admire the variety of foods that are consumed, nowadays, that make you to think of the Feast of the Redeemer, but in the past there were other occasions, such “the feast of St. Martha” represented by Gaspar Diziani. So you can admire paintings of parties with ordinary people, and sumptuous banquets like that of Abigail and Nabal by Francesco Zugno and Francesco Battaglioli. Also look for the design by Antonio Canaletto and Gianbatista Brustolon, the departure of the Doge on the bucintoro for the wedding ceremony of Venice with the sea.

The fourth area: the architecture and food, continues with the architecture section, showing the locations of collection and distribution of food such as hospitals, monasteries, and taverns. In a small room, on the floor there are 3 scale model of the island of S. Second, or island of St. Erasmus, who illuminated by a projector on the ceiling shows how it changed the course of history.

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The story that we hear, and see thank to  the projector, on the island of St second; According, starts around 1034, initially the island was called Erasmo, in 1034 the family Mustache built a church and a convent of Benedictine monks, then in 1533,  the Benedictines there succeeded by the Dominicans friars. From 1569, due to the fire of the Arsenal, the Venetian Republic decided to transfer the powder in various islands including St Second. In 1576, men were sent away, the island became a hospital for plague victims and, then the Dominicans friars  return, they had to rehabilitate and rebuild the monastery church, which was consecrated in 1608. The island was abandoned in 1797 because of ‘French occupation, and again in 1806. It is known that then the island became a military and and became a real fortress with thirteen pieces, two 18, three 36, four howitzers from 00:02 to 8:05 mortars 12, as well as two guns 6. It was occupied during the occupation of Austria. In 1968 he was given in concession, the private and nowadays it is abandoned.

The last area ends with “In the middle of the water / no water”, which speaks of the difficulty of Supply of water reserves, which may seem strange in a city like Venice, which is surrounded by water !

Absolutely, I can not forget the interviews by well-known experts about some of the works, available to visitors on a TV touch screen, where you can choose from the various topics.

  • The most beautiful picture in the world
  • Dame, lagoon and symbols
  • Carpaccio and painting fiaminga
  • The work and its enigmas
  • The Venetian lagoon and casoni
  • Structure of Casoni
  • The Casoni today
  • The Casoni hinterland
  • The streets lagoon
  • Hunting and fishing in the lagoon
  • The bells in the lagoon
  • Boats of Venice

The first four choices, are what attracted me more, where they talk about the famous painting, “The Venetian ladies” by Carpaccio, which until few time ago I thought it was only one, when in fact it turned out, that with  another picture, put on above, complete the work.

Vittore_carpaccio,_due_dame_veneziane_e_caccia_in_laguna Vittore_carpaccio,_caccia_in_laguna,_1490-1495_ca,_getty_museum Le dame veneziane

 

 

 

 

 

 
 

Very interesting exhibition, excellent choice of location inside the Doge’s Palace, so the people will have another reason to visit, but listen to myself: when you look at the works, take a look at the explanatory labels, in addition to seeing the title and artist name, look also their origin, maybe this will inspire you to visit the museums that own it, and they offer many other works to admire.

Intervista

Intervista

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In esclusiva su questo blog, c’è l’intervista del sottoscritto da parte del “Beautiful Museums of Venice”: pensieri, opinioni sui vari Musei della Fondazione Civici Musei di Venezia al di fuori di Piazza S. Marco. Quanti sono, e perché bisogna andare a visitarli.

BMV : Cristiano, da dove è nata l’idea del blog, e della “pubblicità” su tutti i social network sui Musei di Venezia ?

Cristiano: Ti dirò, lavoro come guardasala  su uno dei magnifici Musei della Fondazione Civici Musei di Venezia da molti anni, un giorno un turista Americano, fu totalmente estasiato dalla bellezza delle sale, dei quadri che mi confessò che era arrivato per caso al Museo di Cà Rezzonico, e di non sapere che ci fossero dei così magnifici capolavori al suo interno. Da li, la mia decisione di diffondere a più gente possibile  la conoscenza di questi stupendi Musei. In questo periodo, a Venezia, ci sono così tante cose da vedere, che uno rischia di perdersi, e di non saper decidere cosa andare a vedere.

BMV: Quali sono i Musei che ti senti di consigliare ai turisti che vengono a Venezia e perchè ?

Cristiano: In assoluto, direi il Museo di Cà Rezzonico, Casa Goldoni, Il Palazzo Fortuny, Il Palazzo Mocenigo, e il Museo di Storia Naturale, che sono tutti localizzati al di fuori di Piazza S. Marco e bene o male vicini tra di loro, poi ci sono le isole, e quindi mi sentirei di consigliare il Museo del Vetro di Murano e il Museo del Merletto di Burano.

Perchè ? Ma io penso che il turista, dopo aver visionato le opere di arte moderna che può trovare in giro per Venezia, può finalmente godere di quei stupendi capolavori che sono stati fatti tanto tempo fa, e che nemmeno oggi con tutta la tecnologia che abbiamo si può ricreare. Si pensi per esempio al bellissimo pavimento presente in molti vecchi palazzi Veneziani, detto “terrazzo alla Veneziana” o degli affreschi del Tiepolo, o dei quadri del Canaletto, ect. Qui i turisti possono veramente restare a bocca aperta ! Certo molti quadri dei celebri pittori, sono anche presenti in altre città, ma perché non cogliere due piccioni con una fava e venire a fare una vacanza nella bellissima città di Venezia ?

BMV: Certo che sono tanti i Musei della Fondazione dei civici musei…

Cristiano: Vero, sono tanti, e stanno anche aumentando, visto che prima mi son dimenticato di menzionare il bellissimo museo Storico Navale. Il mio consiglio per tutti i turisti, stranieri e non, è di acquistare il “Museum Pass” Un biglietto cumulativo, che permette di visitare tutti i musei della Fondazione civici musei di Venezia, certo costa un po di più, ma si risparmia un sacco se si andrebbe a visitarli singolarmente e, non dimentichiamoci che tale biglietto ha una validità di sei mesi; pertanto è possibile visitare un paio di musei durante un week end, e tornare in futuro per visitare i restanti. Si può prendere un treno ad alta velocità, o un aero di una compagnia low cost, e farsi un week end diverso dal solito.

BMV: Ogni tanto si organizzano anche delle mostre all’interno vero ?

Cristiano: Assolutamente si ! E posso dire che le mostre che attualmente sono presenti sono stupende! Prendiamo ad esempio “Proportio” la mostra presso il Pallazzo Fortuny ? Mai visto niente del genere prima d’ora ! Una mostra bella ma veramente bella ! Si rischia di restare ore e ore a guardarla ! E precisiamo che il Palazzo Fortuny, è un museo particolare in quanto, apre quando c’è una mostra, altrimenti il museo rimane chiuso, quindi è un’opportunità da non lasciarsi scappare ! Tutte le mostre del Palazzo Fortuny sono state stupende, mi ricordo ancora della passata mostra sulla Marchesa Casati.. ah che meraviglia ! E la mostra attuale a Cà Rezzonico “Pisani e Moretta” ? Assolutamente splendida ! Anche Palazzo Mocenigo ha avuto delle meravigliose mostre. Vedi il bello dell’essere un guardiasala, è che puoi girare per molti musei e avere una visione più ampia sul mondo dell’arte.

BMV: Oltre a mostre, quali eventi avete avuto ?

Cristiano: Ah verso carnevale abbiamo avuto in due sedi museali: Cà Rezzonico e Palazzo Mocenigo delle recite da parte di una compagnia teatrale professionista, è stato bellissimo e spero che si ripeti anche il prossimo anno, anzi, non mi dispiacerebbe se si ripetesse a cadenza mensile; ti immagini? Una recita di una commedia di Shakespeare in una sala settecentesca con gli attori in costume? Ma è bellissimo ! Per non parlare dei concerti di musica classica e sinfonica che si sono tenuti pochi anni fa ! Pensa, quante stupende opportunità !!

BMV: C’è pure qualcosa per le famiglie?

Cristiano: Naturalmente ! Io personalmente mi sentirei di consigliare alle famiglie di visitare il stupendo museo di Storia Naturale. E’ perfetto, sia per i bambini che per gli adulti, è un splendida opportunità per la famiglia di passare una giornata insieme. Inoltre il Museo di Storia Naturale è aperto alle scuole, e organizza dei laboratori pomeridiani. L’istruzione è molto importante e si abituano sin da bambini ad andare in giro per i musei. Come vedi l’opera della Fondazione dei civici musei è strutturata su molti livelli.

BMV: Un’ultimo consiglio per i turisti che si apprestano a venire a Venezia ?

Cristiano: Direi di controllare sempre tramite la pagina ufficiale della Fondazione civici musei : http://www.visitmuve.it/ per verificare gli orari di apertura e chiusura dei singoli musei, delle mostre attualmente presenti. Mi sentirei anche di raccomandare di acquistare i biglietti online, in questa maniera, su alcuni musei, si ha a disposizione una corsia preferenziale per entrare senza fare la coda (Palazzo Ducale) Di venire sempre nelle prime ore, per cui si ha molto tempo per visitare il museo. Non tutti sanno, ma ci sono musei che non sembra, ma sono talmente grandi, che ci si impiega almeno un ora e mezza per visitarlo con calma. E’ bene venire in anticipo che sul tardi e fare le cose di fretta. E poi che dire? Venite Venite, vi aspettiamo !!

English Version :

Exclusively for this blog, there is the interview of myself by the “Beautiful Museums of Venice”: thoughts, opinions about the many museums of the Fondation civic museums located outside of St. Mark’s Square. How many they are, and why someone should have to go to visit them.

BMV: Cristiano, How was born this idea of yours to advertise the Museums of Venice in your blog and in all possible social networks ?

Cristiano: I’ll tell you, as Attendant Museum, I work on one of the magnificent museums of the Civic Museums Foundation of Venice for many years; one day an American tourist was totally entranced by the beauty of the rooms, the paintings, he confessed to me that he had arrived by chance at the Museum Ca ‘Rezzonico, and he did not know that there were so magnificent masterpieces inside. From there, my decision to spread to as many people as possible the awareness of these wonderful museums. In this period, in Venice, there are so many things to see, that one is likely to get lost, and not being able to decide what is worthy to see.

BMV: Which are the museums that you feel to recommend to tourists who come to Venice and why?

Cristiano: Absolutely I would say the Museum of Ca ‘Rezzonico, Goldoni’s House, Palazzo Fortuny, Palazzo Mocenigo, and the Museum of Natural History, which are all located outside of St. Mark’s Square and they are more or less  near each other, then there are the islands, and so I feel I can recommend the Glass Museum of Murano and Burano Lace Museum.

Why ? I think that tourists, having viewed the works of modern art that can be found around Venice, can finally enjoy those wonderful masterpieces that have been made long ago, and even today with all the technology we can’t recreate. Consider for example the beautiful floor you can see in many old Venicians palaces, called “Terrazzo alla Veneziana” or the frescoes by Tiepolo, or the paintings by Canaletto, ect. Here tourists will admire them with open mouths ! Certainly many paintings of those famous painters I mentioned are also present in other cities, but why not take two birds with one stone and come for a holiday in the beautiful city of Venice?

BMV: There are so many museums of the Foundation of the civic museums …

Cristiano: True, there are many, and are also increasing, I am sorry I forgot to mention before the beautiful museum Naval History. My advice to all tourists and foreign guests, is to buy the “Museum Pass” A combination ticket, which allows you to visit all the museums of the Foundation civic museums of Venice, certainly costs a bit more, but it saves a lot if you would go to visit them individually and, let’s not forget that this ticket is valid for six months; so you can visit a few museums during a weekend, and return in the future to explore the left ones. You can take a high speed train, or a plane of a low cost airline, and get a different weekend from usual.

BMV: Every now and then they do also organize exhibitions ?

Cristiano: Yes, absolutely! And I can say that the shows that are currently present are amazing! Take for example “Proportio” the exhibition at Palazzo Fortuny? Never seen anything like it before! An exhibition beautiful but really so beautiful! Soneone would spend hours and hours looking at it! And i must point out that the Fortuny Museum, is a particular museum because, it opens when there is a show, otherwise the museum is closed, so it’s an opportunity not to be missed! All the exhibitions of Palazzo Fortuny were wonderful, I still remember the last show about the Marchesa Casati .. ah what a treat! And the current exhibition at Ca ‘Rezzonico “Pisani and Moretta”? Absolutely beautiful! Palazzo Mocenigo also had some wonderful exhibits. See the beauty of being an attendant museums, it is that you can go to many, different museums and have a broader view on the art world.

BMV: In addition to exhibitions, what events did you had?

Cristiano: Oh during last carnival time we had in two museums: Ca ‘Rezzonico and Palazzo Mocenigo some performances by a professional theater company, it was great and I hope they repeat it again next year, in fact, I would not mind if it’s repeated at monthly intervals; can you imagine? A performance of a Shakespeare play in an eighteenth-century room with the actors in costume? It’s beautiful! Not to mention the concerts of classical and symphony music that were held a few years ago! Think, how many wonderful opportunities !!

BMV: Is  also there something for the families?

Cristiano: Of course! I personally would feel to advise families to visit the wonderful Museum of Natural History. It’s perfect for both children and adults, it is a wonderful opportunity for the family to spend a day together. Then I must add, the Museum of Natural History is open to schools, and it organizes afternoon workshops. Education is very important and in this way, a child learns to go around museums since young age . You see how the work of the Foundation of the civic museums is structured on many levels.

BMV: One last tip for tourists who are about to come to Venice?

Cristiano: To always check through the official page of the Foundation’s civic museums: http://www.visitmuve.it/ , the opening and closing times of each single museum, exhibitions currently present. I would feel even to recommend buying tickets online, in this way, some of the museums, has a fast track to enter without waiting on the line (Doge’s Palace), to  always come early, so you have plenty of time to visit the museum. Not everyone knows, but there are museums that did not appear, but they are so large, that it takes at least an hour and a half to visit them well. It ‘good to come in early than at the last moment and do things in a hurry. And then, what else there is to say? Come come, we waiting for you !!

8 luglio… 10 minuti di puro terrore

8 luglio, sono al lavoro. Sto controllando che tutto sia posto, porte, finestre, e all’improvviso si scatena una tempesta. Un temporale come mai si era visto, la pioggia veniva giù così forte che scoraggiava tutti noi dall’uscire fuori dal museo. Eppure dopo neanche 10 minuti, tutto è diventato normale, il sole è riapparso, le poche gocce di pioggia tendevano a svanire. Ma se da noi c’è stata solo una banale bomba d’acqua, in altre parte a noi vicine non è stato così. A Mestre e in altre parti, è venuta giù grandine grande quasi come uova. Ma anche quest’evento seppur terribile non è stato niente, in confronto al tornado F4 che si è abbattuto nelle zone di Dolo, Mira, Cazzago ect. 10 minuti e forse più di vero terrore; il tornado ha devastato tutto quanto, quello che trovava sul suo cammino. Case semi distrutte, alberi sradicati, la villa Fini, patrimonio dell’Unesco non c’è più, totalmente rasa al suolo. In quei attimi la vita di molte persone è cambiata radicalmente. Gente che si è trovata senza una casa dove andare, centinaia di famiglie che hanno urgentemente bisogno di aiuto.

Questo blog nasce dal fatto che la ditta per cui lavoro si è messa in moto per cercare di dare aiuto a queste persone che sono state colpite da questa terribile sciagura. La Socioculturale Coop. Soc. Onlus ha così aperto un c/c bancario dove chi vorrà potrà versare qualcosa a favore di queste persone:

c/c aperto presso:

Banca Prossima Intesa San Paolo,

n. IT49L0335901600100000136749

intestato a Socioculturale Coop. Soc. Onlus

con causale “Donazione emergenza tornado”

Da soli si può fare poco, ma tutti insieme, possiamo fare molto. Grazie a tutti.

Ritorno a Casa Goldoni

For the english version, please scroll down the page.

Dopo circa un’anno, sono stato chiamato a coprire un turno nel bellissimo Museo di Casa Goldoni.  Avevo già scritto qualcosa in merito a questo bellissimo palazzo, ma un giorno solo, è troppo poco tempo per imparare le tante cose che si dovrebbe sapere per visitarlo bene !

Carlo Goldoni, insieme all’artista Pietro Longhi, sono stati i due massimi esponenti che hanno saputo ricreare, uno con carta e penna, e l’altro con penelli e colori, le scene quotidiane  di una Venezia popolare.

Nel palazzo stesso, possiamo ammirare dei bellissimi quadri del Longhi, quali “la furlana” o “la veditrice di fritelle” e molti altri; mentre Goldoni affronta le tematiche delle trasformazioni a livello culturale, i conflitti tra classi, come era vissuta all’epoca la figura della donna, nuovi figure, che si affacciano nella nuova epoca. Ricordiamo che si assiste ad un cambiamento: la fine della Serenissima; tutto questo non fa che ricordarmi gli affreschi del Tiepolo del secondo piano di Cà Rezzonico: “il mondo nuovo” e altri, che stanno appunto a rappresentare la fine di un epoca, l’inizio di una “nuova vita”. Non si rappresenta più la nobiltà, ma la classe popolare, le persone comuni, la scena quotidiana.

Quello che mi affascina di più di questo museo, è il secondo piano, dove presto solitamente servizio. Mi piace perché le stanze sono state arredate, ricreate seguendo le ambientazioni di alcune commedie dello scrittore.

La portantina
La portantina

La finta ammalata: la storia narra della giovane Rosaura che ama un dottore, ma non è ricambiata, o meglio, lei è innamorata di lui, ma il giovane dottore, non ne è a conoscenza. Per cercare di incontrarlo più volte possibili, ella si finge ammalata, inventandosi i disturbi quali difficoltà di respirazione, e rifiutandosi di mangiare. Tuttavia ella mangia eccome! Di nascosto piazza sotto una portantina dov’era solita distendersi, un piatto di fichi, e non vista mangia di gusto ! La storia potrebbe andare avanti a lungo, ma viene scoperta dalla serva Colombina e l’amica beatrice, a causa di uno specchio, che cattura i suoi furtivi pasti. A loro confessa di esser innamorata del dottor Onesti. La situazione sembra precipitare, quando il padre Pantalone, non vedendo alcun miglioramento, incarica un diverso dottore di prendersi cura della figlia, e quando egli pensa che un rimedio si possa trovare nel sposare un giovane pretendente. Ma poi alla fine tutto finisce con il lieto fine.

La portantina collocata nella sala principale è stupenda! Accanto si possono ammirare dei bellissimi vasi che mi ricordano tanto quelli usati anticamente nelle farmacie dell’epoca che preparavano i rimedi con erbe curative, e pozioni. C’è inoltre un bellissimo separè che per lo stile mi ricorda il mobilio del secondo piano di Cà Rezzonico, nella sala delle lacche verdi.

L'avvocato veneziano

Nella commedia  “L’avvocato veneziano, Carlo Goldoni, fa uso dei suoi ricordi e dell’esperienza acquisita nella professione da lui esercitata a Pisa, egli racconta, porta sulla scena, in contrasto con altre commedie e altri suoi colleghi che rappresentavano gli uomini di legge come cavillosi e intriganti, il carattere gaio e positivo di un avvocato veneziano che non ci pensa due volte  a sacrificare la passione e i sentimenti per difendere l’onore della suo mestiere.

La scena che viene descritta dal racconto, è rappresentata nel museo da una bellissima scrivania con poltroncine, da alcune specchiere, un manichino che indossa una vestaglia da camera, il mobilio tutto originale della seconda metà del 18 secolo.

Il giocatore

Il giocatore: questa è una commedia molto interessante, perché parla del personaggio di Florindo che a causa del gioco, rischia di perdere tutto, infatti perderà la fidanzata Rosaura, i suoi amici, e si ritroverà col rischio di sposare una donna che non fa per lui, fortunatamente viene salvato da Pantalone. E’ una commedia importante, in quanto trattano i temi quali la dipendenza dal gioco, le preoccupazioni per le perdite subite, l’ansia e la frenesia per la rivincita, sperando sempre che la volta prossima sia quella buona con cui rifarsi. Questa commedia mi ricorda molto un film dallo stesso titolo e interpretato da Matt Damon Edward Norton, John Malkowich, Martin Landau.

La conversazione

Nella commedia la  “La conversazione” si narra di un pranzo in casa di Madame Lindora. E’ un occasione per rappresentare i vari personaggi, i giochi, i divertimenti che andavano di moda all’epoca, infatti la scena che si presenta al museo, è rappresentata da un tavolo da gioco, con delle carte poste su di esso, insieme a delle biglie e a dei dadi, che si usavano nel gioco chiamato “il biribisso”: Gioco d’azzardo simile alla roulette o alla tombola. Si gioca tra un banchiere e un numero illimitato di giocatori. Questi puntano una somma di danaro su una casella figurata e numerata di uno scacchiere che ne conta 36 (in Francia 70); il banchiere estrae allora un numero da un sacchetto e i giocatori che hanno puntato sul numero estratto vincono trentadue volte (o 64 in Francia) la propria posta, mentre il banchiere incamera le altre puntate.

Chi la fa l'aspetta

E infine, la commedia “chi la fa l’aspetta” è ricreata nella sala da pranzo, dove sono presenti un tavolo, sedie, una credenza, tutto arredato,come se si fosse nell’intento di sparecchiare

Il secondo piano, non è grandissimo, conta poche sale, ma sono tutte molto interessantissime, se si sa cosa guardare, o se si fa la connessione tra le opere scritte da Goldoni, e la scena che si è cercato di ricreare nel modo più fedele possibile. Invito tutti a venire a vedere questo bellissimo museo.. credetemi ne vale veramente la pena !

English version: 

After about a year, I was asked to cover a shift in the beautiful Museum of Casa Goldoni. I wrote something about this beautiful building, but one day, it is too little time to learn the many things you should know to visit it well!

Carlo Goldoni, with the artist Pietro Longhi, were the two leading exponents who have been able to recreate, with a pen and paper, and the other with brushes and colors, the daily scenes of a popular Venice.

In the same building, we can admire the beautiful paintings of Longhi, such as “the furlana” or “the saleswoman of pancakes” and many others, while Goldoni addresses the issues of change at the cultural level, conflicts between classes, and the role of women in that time. We recall that there was a change: the end of the Serenissima; All this only serves to remind me of Tiepolo frescoes on the second floor of Ca ‘Rezzonico, “the new world” and others, which are precisely to represent the end of an era, the beginning of a “new life”. Not longer they represents the nobility, but the popular classes, the ordinary people, the daily scene.

What fascinates me most about this museum is the second floor, where usually I work. I like it because the rooms are furnished, created following the histories of some comedies.

La portantina
La portantina

The fake sick“: the story tells of the young Rosaura who loves a doctor, but it is not reciprocated, or rather, she is in love with him, but the young doctor, doesn’t know. To try to meet him several times as possible, she pretends to be sick, inventing symptoms such as difficulty to breath, and refusing to eat. However she eats with gusto! She used to hide under a sedan chair, a plate of figs, and unseen she ate them ! The story could go on and on, but is discovered by the maidservant Colombina and her friend Beatrice, due to a mirror that captures his furtive meals. She confessed to being in love with Dr. Onesti. The situation seems to fall when his father’s Pantalone, not seeing any improvement, instructs a different doctor to take care of his daughter, and when he thinks that a remedy can be found in marrying a young man. But in the end it all ends with a happy ending.

The sedan chair is placed in the main room, is amazing! Next, you can see the beautiful vases that remind me so much those used in ancient times in the pharmacies, when they prepared remedies with healing herbs and potions. There is also a beautiful booth that the style reminds me of the furniture on the second floor of Ca ‘Rezzonico, in the green  lacquers room.

L'avvocato veneziano

In the comedy “The Venetian lawyer,” Carlo Goldoni, makes use of his memories and the experience gained in the profession which he exercised in Pisa, he tells, in contrast to other comedies and other colleagues representing the lawyers as quirky and intriguing, instead he tell about a character cheerful and positive of a Venetian lawyer who does not think twice about sacrificing the passion and feelings to defend the honor of his profession.
The scene is described by the story, it is represented in the museum by a beautiful desk with chairs, some mirrors, a dummy wearing a dressing gown, all the original furniture from the second half of the 18th century.

Il giocatore

The cards player: this play is very interesting, because it speaks of the character of Florindo that because of the game, he may lose everything, in fact, he lose the girlfriend Rosaura, his friends, and he’ll end up with the risk of marrying a woman who is not for him, fortunately  he’s been saved from Pantalone. This comedy is important, as it address issues such as gambling addiction, the concerns for their losses, anxiety and frenzy for revenge, always hoping that the next time will be better. This reminds me of a comedy film of the same title starring Matt Damon and Edward Norton, John Malkowich, Martin Landau.

La conversazione

In the play the “conversation” tells of a lunch in the home of Madame Lindora. It’s an opportunity to represent the various characters, games, amusements that were fashionable at the time, in fact the scene that is presented to the museum, is represented by a table, with the cards put it together  with dices, which were used in the game called “biribisso”. Gambling like roulette or bingo. It is played between a banker and an unlimited number of players. These pointing a sum of money on a box of a figurative and numbered chessboard that has 36 (70 in France); then the banker draws a number from a bag and the players who bet on the winning number drawn thirty-two times (or 64 in France) their mail, while the banker appropriates other bets.

Chi la fa l'aspetta

And finally, the comedy “who does the waiting” is recreated in the dining room, where there are a table, chairs, a dresser, all furnished, as if he had the intention to clear the table

The second floor is not large, it has a few rooms, but they are all very interesting, if you know what to look for, or if you make the connection between the works written by Goldoni, and the scene they tried to recreate as closely as possible. I invite everyone to come and see this beautiful museum .. believe me it is really worth!

Proportio, una mostra stupenda !

(For the english version, scroll down the page)

In questo mio nuovo articolo, vi voglio parlare di una mostra assolutamente eccezionale, che consiglio caldamente a tutti di andare a vedere: Proportio di Axel Vervoordt. La mostra è ospitata nel bellissimo Palazzo Fortuny, e a mio modesto parere, è senz’altro una delle più belle mostre che abbia mai visto. Per chi non lo sapesse, Mr Axel Vervoordt, ogni due anni circa, organizza una mostra in questo bellissimo palazzo, ognuna con un specifico tema, ognuna più bella della precedente. Mi ricordo ancora una delle sue mostre alle quali ho avuto il privilegio di lavorare: “TRA”. Il titolo della mostra, era stato scelto con molta cura, e nascondeva al suo interno numerosi livelli di significato: rappresentava quello spazio, quell’intermezzo tra quello che c’era davanti e quello che c’era dietro. La mostra si componeva di diverse opere, tra le quali spiccavano porte e finestre di ogni dimensione e materiale. Esse rappresentavano un portale, un ingresso da una stanza ad un altra, un altra dimensione, il futuro che ci aspetta davanti e il passato alle nostre spalle, come pure poteva essere interpretato, come lo scambio di energia, da uno stato ad un altro, e molti altri significati ancora.

Axel Vervoordt è semplicemente un genio, un uomo del nuovo rinascimento, uno con una visione del mondo, della vita nel suo intero, e con le sue mostre, cerca di condividere con tutti noi, le sue conoscenze. Ora dopo questa introduzione, vi parlerò di questa nuova mostra.

Proportio, si basa principalmente sulle proporzioni matematiche, specialmente “la proporzione divina” o numero “phi” il quale è stato calcolato come 1,618. Questo numero è molto importante esso deriva dalla sequenza di Fibonacci,una progressione di numeri la quale somma di due termini adiacenti era uguale al termine che lo seguiva e poi, come sopra menzionato, perché il quoziente dei due numeri tendeva a dare quel risultato numerico! Un numero che si trova ovunque, tanto per fare un esempio, con un metro, misurate in totale la vostra altezza dalla testa ai piedi, e dividete quel numero per l’altezza dal vostro ombelico ai piedi, e si otterrà il numero “phi”. Altri esempi? Misurare la distanza dalla spalla alle dita e dividetela per la distanza dal gomito alle dita, sempre il numero phi, oppure il numero delle api in un alveare ? Il numero delle api femmine diviso quello dei maschi: numero “phi”.

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Questa proporzione divina, fu quindi usata per molti scopi, in campo musicale, nell’architettura, basti pensare al palazzo delle nazioni unite di New York, e cosa più importante anche nell’antichità con i monumenti delle 7 meraviglie del mondo: La piramide di Cheope di Ghiza, i giardini pensili di Babilionia, la statua di Zeus ad Olimpia, Il tempio di Artemide a Efeso, il Colosso di Rodi, Il Mausoleso di Alicarnasso, Il Faro di Alessandria. Questa proprorzione, è stata anche riscontrata al di là dell’oceano Atlantico, nelle piramidi dei Maya ad esempio. Com’è possibile allora che tale concezione della proporzione divina, fosse presene in vari punti del mondo, prima ancora della scoperta di Cristoforo Colombo? L’epoca delle sette meraviglia del mondo, coincide grosso modo col periodo in cui vissero i grandi filosofi greci, tra cui: Platone, Aristotele, Pitagora, Euclide. Non fu proprio Platone in una delle sue 5 trilogie ”Crizia” dove egli descriveva i dettagli di una civiltà avanzata, che si suppone sia quella di Atlantide?

Dicono infatti i nostri testi che la vostra città arrestò un enorme esercito, che con prepotenza stava avanzando contro tutta l’Europa e l’Asia insieme, provenien­te da fuori, dal mare Atlantico: allora infatti quel mare era navigabile, perché c’era un’isola di fronte allo stretto chiamato (come dite voi) Colonne d’Eracle. Quell’isola era più ampia della Libia e dell’Asia messe insieme; e da essa i naviganti di quel tempo potevano passare sulle altre isole, e da esse su tutto il continente opposto intorno a quello che allora era un vero e proprio mare. Infatti, tutto quanto si trova al di qua dell’imboccatura di cui stiamo parlando, sembra un porto con una foce stretta; ma di là c’è veramente il mare, e la terra-ferma che lo circonda si potrebbe perfettamente considerare un continente. In quest’isola di Atlantide si era formata una grande e straordinaria monarchia, che dominava tutta l’isola e anche molte altre isole e regioni del continente; inoltre governava, da questa parte dello stretto, la Libia fino all’Egitto, e l’Europa fino alla Tirrenia. Questa potenza dunque, concentrate tutte le sue forze, si accinse un tempo ad asservire d’un sol colpo la vostra e la nostra terra e tutta la regione al di qua dello stretto. Proprio in quel tempo, Solone, la potenza della vostra città divenne famosa fra tutti gli uomini per valore e forza. Sopravanzando infatti tutti quanti nella generosità e nelle arti belliche, prima a capo dei Greci, poi inevitabilmente da sola, perché gli altri si erano ritirati, pur essendo giunta all’estremo pericolo riuscì a sconfiggere gli invasori e a trionfare su di loro, e impedì che fossero fatti schiavi coloro che non erano ancora mai stati asserviti, mentre diede generosamente la libertà a tutti noi, che abitiamo al di qua dei confini di Eracle.«Ma in seguito si verificarono immensi terremoti e cataclismi, al sopraggiungere di un sol giorno e di una sola notte terribili, in cui il vostro esercito fu inghiottito tutto quanto dalla terra, e anche l’isola di Atlantide s’inabissò nel mare e sparì: ecco perché, anche ora, quel mare risulta ormai inaccessibile e inesplorabile, essendoci l’ostacolo del fango dei bassifondi che l’isola depositò inabissandosi.”

Leggendo un intervista tra Axel Vervoordt, René De Bartiral, e Tatsuro Miki, si teorizzava tale perchè: è più probabile che da una civiltà siano partite in diverse direzioni tale sapienza, o che, in luoghi diversi, individualmente si sia arrivata alla stessa conclusione? La scelta più logica semprebbe la prima, ma visto che non è purtroppo dimostrabile, dobbiamo abbandonare tali linee di pensiero, e concentrarsi su quello che invece è documentato. Dopo secoli, la proporzione divina ritorna ad essere studiata, e il nome del matematico, era Luca Pacioli. Egli era un frate dell’ordine francescano nato nel Borgo di Sansepolcro nel 1445, ha cominciato gli studi sotto la tutela di Piero della Francesca, dove i suoi talenti, per la matematica e la pittura, furono incoraggiati, e perciò andò a studiare più approfonditamente all’Accademia della scuola di Rialto che guarda caso gli studi matematici si basavano sugli insegnamenti proprio di Aristotele, che fu discepolo di Platone e successivamente precettore di Alessandro Magno detto il grande.

In questa bellissima mostra, Axel Vervoordt ci svela la conoscenza della proporzione divina, in tutti i suoi aspetti: musicale, artistico, architettonico ect. Nella mostra sono presenti molti capolavori, dai quadri, ai disegni, modellini, forme geometriche, basilari e non. Le forme geometriche non sono messe a caso, ognuna riguarda la proporzione divina, se non sbaglio, mi sembra di ricordare che lo stesso Platone, cercava di realizzare un solido poliedrico, con tante facce, tante quali erano le scienze, ogni faccia rappresentava una determinata scienza, da qui il nome del “solido platonico”.

A piano terra, Axel Vervoordt ha realizzato delle strutture “abitative” sfruttando le regole matematiche, quali la radice di 3, la radice di 5, la proporzione divina ect, con materiali quali la calce viva e la carta pesta. L’interno di queste strutture è vuoto; ogni struttura, realizzata con diverse formule matematiche hanno all’interno un diverso tipo di energia, ovvero il vuoto. Se ci pensate in un ambiente vuoto, si crea l’eco, ed è opinione che con diverse misure, le strutture al suo interno hanno delle tonalità sonore diverse. Il vuoto genera energia, però è anche vero che in un ambiente armonicamente arredato, ha anch’esso una sua energia. Tale disciplina, nata in oriente, si chiama Feng shui. Essa è un arte ausiliaria all’architettura, che si occupa degli interni dell’abitazione, ma anche alla scelta dei suoi mobili, del terreno, tutto legato ai 5 elementi: acqua, fuoco, terra, metallo, legno.

Il manifestarsi delle energie, è un tema ricorrente nelle mostre di Axel Vervoordt, nella sua intervista/colloquio, egli fa un’associazione molto interessante: secondo la medicina cinese, il nostro corpo è percorso da meridiani, che portano l’energia in tutto il corpo, e quando, essi non sono in armonia, abbiamo dei disturbi fisici. Con la stimolazione dell’agopuntura, su questi meridiani, si riesce a volte a riportare l’equilibrio. Ebbene l’associazione fatta, è che tale energia, se presente nell’uomo, è anche presente nella terra, il nostro pianeta, e che ci sono delle zone, dove le energie sono più forti in altre. Mi viene da pensare ad esempio il tempio megalittico fuori Londra di Stonenge, o alcune chiese della penisola iberica, dove sono state registrate alcune energie diverse da quelle magnetiche…

Secondo Axel Vervoordt, ci sarà un ritorno al sapere e filosofia orientale, in quanto essa, non affronta i problemi da un singolo lato ma prende tutto l’insieme, proprio perchè tutto è interconesso; la giusta proporzione si ottiene quando si raggiungie l’armonia dell’uomo con l’ambiente. Come menzionato sopra la filosofia orientale del feng shui, prevede per l’appunto l’armonia dell’uomo con l’ambiente circostante.

Un’altro pensiero che mi ha colpito di questa mostra, è‘ quello che asserisce la religione Janista, una religione simile a quella buddista secondo la quale il benessere dell’uno dipende dal benessere degli altri, dove tutto è interconnesso, mi fa pensare ad un concetto che ho letto nel libro di David Mitchell, dal titolo “Cloud Atlas” di cui i fratelli Wachowski successivamente fecero il film, dove il destino di una persona era connessa, da un’altra, le cui azioni passate o presenti determinavano.

Il primo piano è letteralmente pieno di capolavorari di artisti diversi che a loro modo hanno cercato di rappresentare la proporzione divina. Ci sono numerosi modellini e disegni architettonici, ci sono video che lasciano a bocca aperta per come sono stati realizzati, un video di essi si vede una coppia che danza al ritmo di una musica, e questo è dedicato all’uso della proporzione divina nel campo della musica. Solamente per visitare il primo piano, e godere di ogni singolo capolavoro, penso che ci si potrebbe impiegare delle ore !!

Il secondo piano è meno affollato di capolavori, ma seppur pochi, sono assolutamente interessantissimi, come quella di Gabriele De Vecchi, dove una semplice costruzione in 2 dimensioni, ruotando, con il gioco delle ombre, produce una serie continua di nuove figure geometriche in 3 dimensioni! E’ assolutamente fantastico !!

Anche il 3 piano presenta un numero inferiore di opere, ma come il secondo, le opere sono molto interessanti, e gode di una luminosità e di una vista assolutamente stupende !

Se andrete a visitare questa mostra, ecco i miei consigli, sulle più belle opere che dovete assolutamente vedere !

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Hans Op de Beeck

Nighttime

Izhar Patkin

Hare Apparent

Anne-Karin Furunes

Homage to Mariano Fortuny’s Study of Clouds

GabrieleDe Vecchi

Deformazione

assonometria cubo

Le Corbusier

La Chaux-de-Fonds 

Roquebrune-Cap-Martin)Villa

Savoye, Poissy

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Nanda Vigo

Cronotopo

Akiko Horio

Senza titolo (Azzurro)

Anish Kapoor

Gathering Clouds

Markus Brunetti

Cathedrale

Notre-Dame de hartres

Questi sono solo dei miei suggerimenti, le opere sono talmente tante! Io vi consiglio caldamente di andare a vederla questa mostra, che a mio giudizio, è una delle più belle che io abbia mai visto!

English Version

In my new article, I want to talk about an exhibition quite exceptional, I strongly recommend everyone to go and see: Proportio Axel Vervoordt. The exhibition is housed in the beautiful Palazzo Fortuny, and in my humble opinion, is undoubtedly one of the best shows I’ve ever seen. For the uninitiated, Mr. Axel Vervoordt, approximately every two years, organized an exhibition in this beautiful building, each with a specific theme, each more beautiful than the last. I still remember one of his exhibitions in which I had the privilege of working: “TRA”. The show’s title, had been chosen with great care, and hid inside several levels of meaning: it represented that space, that data bit from what was there before and what was behind it. The exhibition consisted of several works, among which stood out the doors and windows of all sizes and materials. They represented a portal, an input from one room to another, to another dimension, the future that awaits us ahead and the past behind us, as well as could be interpreted as the exchange of energy from one state to another, and many more meanings yet.

Axel Vervoordt is simply a genius, a man of the renaissance, one with a view of the world, of life as a whole, and with its exhibitions, tries to share with us all his knowledge. Now after this introduction, I’ll talk about this new exhibition.

Proportio, it is mainly based on mathematical proportions, especially “the divine proportion” or number “phi” which was calculated as 1.618. This number is very important it is derived from the Fibonacci sequence, a progression of numbers which sum of two adjacent terms was equal to the period that followed him and then, as mentioned above, because the quotient of the two numbers tended to give that numerical result! A number that is found everywhere, just as an example, with a tape measure, measure your total height from head to toe, and divide that number by your height from your navel to the feet, and you’ll get the number “phi” . Other examples? Measure the distance from the shoulder to the fingers and divide it by the distance from the elbow to the fingers, always the number phi, or the number of bees in a hive? The number of bees females divided that of males: number “phi”. 

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This divine proportion, was then used for many purposes, in music, in architecture, just think of the building of the United Nations in New York, and most importantly also with the ancient monuments of the 7 Wonders of the World: The pyramid Ghiza of Cheops, the Hanging Gardens of Babylon, the Statue of Zeus at Olympia, the Temple of Artemis at Ephesus, the Colossus of Rhodes, The Mausoleso of Halicarnassus, the Lighthouse of Alexandria. This proprorzione, was also observed beyond the Atlantic Ocean, in the pyramids of the Maya, for example. Why is it then that such a conception of the divine proportion, Feature This was at various places of the world, even before the discovery of Christopher Columbus? The era of the seven wonder of the world, roughly coincides with the period they lived in the great Greek philosophers, including Plato, Aristotle, Pythagoras, Euclid. It was not just Plato in one of his five trilogies “Critias” where he described the details of an advanced civilization, which is supposed to be that of Atlantis?

“They say in our lyrics that your city stopped a huge army, with that arrogance was advancing against all of Europe and Asia together, coming from outside, from the Atlantic sea: in fact then that sea was navigable, because there was an island opposite the strait called (as you say) the Pillars of Hercules. That island was larger than Libya and Asia put together; and from it the sailors of that time they could spend on other islands, and from them on the whole opposite continent around what was then a real sea. In fact, everything that is on this side of the entrance we are talking about, it looks like a port with a narrow passage; but there is really the sea, and land-stops around him you could well be considered a continent. In this island of Atlantis he had formed a great and extraordinary monarchy, which dominated the whole island and also many other islands and regions of the continent; also ruled, on this side of the strait, Libya to Egypt, and Europe up to Tirrenia. This power then, concentrated all his strength, he set a time to enslave one blow your and our country and throughout the region on this side of the strait. Just at that time, Solon, the power of your city became famous among all people to value and strength. Overtaking fact everyone in generosity and in the arts of war, first in charge of the Greeks, then inevitably alone, because the others had withdrawn, although the extreme danger junta managed to defeat the invaders and to triumph over them, and prevented They were enslaved those who were not yet ever been enslaved, while generously gave freedom to all of us who live on this side of the borders of Heracles. “But later occurred immense earthquakes and cataclysms, the arrival of a single day and one terrible night, when your army was swallowed up everything from the land, and also the island of Atlantis sank into the sea and disappeared: that’s why, even now, that sea is now inaccessible and unsearchable, being no obstacle the mud of the slums that deposited sinking the island. “

Reading an interview between Axel Vervoordt, René De Bartiral, and Tatsuro Miki, he wonder: it is more likely that a single civilization in different directions spread such knowledge, or that, in different places, it has come individually to the same conclusion? The logical choice semprebbe the first, but since it is unfortunately not provable, we must abandon these lines of thought, and instead focus on what is documented. After centuries, the divine proportion returns to be studied, and the name of the mathematician, was Luca Pacioli. He was a monk of the Franciscan born in the village of Sansepolcro in 1445, began his studies under the tutelage of Piero della Francesca, where his talent for mathematics and painting, were encouraged, and so he went to study in greater depth Academy school Rialto who happens mathematical studies were based on the teachings of Aristotle’s own, who was a disciple of Plato and teacher of Alexander the Great later called the Great.

In this beautiful exhibition, Axel Vervoordt reveals knowledge of the divine proportion, in all its aspects: musical, artistic, architectural ect. In the exhibition there are many masterpieces, from paintings, drawings, models, geometric shapes, in basic shapes and not. The geometric shapes are not placed at random, each regards the divine proportion, if I’m not mistaken, I seem to remember that Plato himself, trying to build a solid multi-faceted, with many faces, so many what were the sciences, each face represented a certain science, hence the name “Platonic solid”.

On the ground floor, Axel Vervoordt has created structures “housing” by exploiting the mathematical rules, such as the root of 3, the root of 5, the divine proportion ect, with materials such as lime and paper mache. The interior of these structures is empty; each structure, realized with different mathematical formulas have inside a different kind of energy, ie the vacuum. If you think about it in a vacuum, creating an echo, and is opinion that with different sizes, structures within it have the tone sound different. The vacuum generates energy, but it is also true that in an environment harmoniously furnished, also has its own energy. This discipline, born in the East, is called feng shui. It is an art auxiliary architecture, which deals with the interior of the home, but also to the choice of its furniture, the land, all tied to the five elements: water, fire, earth, metal, wood.

The manifestation of energy, is a recurring theme in the exhibition of Axel Vervoordt, in his interview / conversation, he makes an association very interesting: according to Chinese medicine, the body is crossed by meridians that carry energy throughout the body, and when, they are not in harmony, we have physical ailments. With the stimulation of acupuncture, on these meridians, you can sometimes restore balance. Well the association made, is that this energy, if present in humans, is also present in the earth, our planet, and that there are areas, where the energies are stronger in others. I’m thinking, for example, the temple of Stonenge megalittico outside London, or some churches of the Iberian Peninsula, where they were registered some energy other than magnetic …

According to Axel Vervoordt, there will be a return to knowledge and Eastern philosophy, as it does not address the problems of a single side, but takes the whole thing, just because everything is interconnected world; the right balance is achieved when raggiungie harmony with the environment. As mentioned above the oriental philosophy of feng shui, it involves precisely man’s harmony with its surroundings.

Another thought struck me in this exhibition, is’ what asserts Janista religion, a religion similar to the Buddhist, according to which the well-being of one depends on the welfare of others, where everything is interconnected, it makes me think of a concept that I read in the book by David Mitchell, entitled “Cloud Atlas” in the Wachowski brothers later made the film, where the fate of a person was connected, by another, whose actions past or present determined.

The first floor is literally full of masterpieces by different artists who in their own way have tried to represent the divine proportion. There are numerous models and architectural drawings, there are some videos that leave you speechless about  how they were been made, in a a video you can see a couple dancing to the rhythm of music, and that, is dedicated to the use of the Divine Proportion from the point of view of music. Only to visit the first floor, and enjoy every single masterpiece, I think you could take several hours !

The second floor is less crowded with masterpieces, but even a few, are very interesting, like that of Gabriele De Vecchi, where a simple construction in 2 dimensions, rotating, with the play of shadows, producing a continuous series of new geometric shapes in 3 size! E ‘absolutely fantastic !!

Even the third floor has a smaller number of works, but as the second, the works are very interesting, and it offers a wonderful view of the city of Venice!

If you are visiting this exhibition, here is my advice about the most beautiful works that you absolutely must see!

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Hans Op de Beeck

Nighttime

Izhar Patkin

Hare Apparent

Anne-Karin Furunes

Homage to Mariano Fortuny’s Study of Clouds

GabrieleDe Vecchi

Deformazione

assonometria cubo

Le Corbusier

La Chaux-de-Fonds 

Roquebrune-Cap-Martin)Villa

Savoye, Poissy

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Nanda Vigo

Cronotopo

Akiko Horio

Senza titolo (Azzurro)

Anish Kapoor

Gathering Clouds

Markus Brunetti

Cathedrale

Notre-Dame de hartres